XV VIVIL ACITTÀ - Apulia Film Commission · Così il linguaggio «fossile» dei nostri avi è ora...

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Venerdì 4 novembre 2011 I XV

THE SPACE CINEMA

«La Source» in diretta dall’Operàn Torna la grande danza classica sugli schermi di The

Space Cinema di Surbo. Stasera alle 19.30 nella sala3 in diretta satellitare dall’Operà di Parigi ci sarà«La Source» (in foto), straordinaria danza poeticaambientata in Persia, con musiche di Minkus andDelibes, riletta dall’étoile Jean-Guillaume Bart. Inscena i primi ballerini e il corpo di ballo dell’OpéraNational de Paris. Biglietto 15 euro.

IN CITTÀ

Seminario sulla musican Oggi (ore 17) l’Open Space Lecce Giovani in piazza

Sant’Oronzo ospita il secondo appuntamento di «Lamusica è lavoro», ciclo di seminari che rientra nelprogetto Officine della Musica. Protagonisti sarannoValerio Corzani (in foto), autore e conduttore radio-fonico, e Matteo Quinzi, giornalista di spettacolo ecritico musicale, che discuteranno sul tema «Let’s getit on-line. Cosa sarà la musica nella rete di domani».

C U LT U R A PRESENTAZIONE NEL MONASTERO DEGLI OLIVETANI DELL’IMPORTANTE VOLUME EDITO DA GRIFO

Il linguaggio «fossile»degli avi salentinida «carcatùru» a «tùddri»Un Dizionario doc con fotografie di Palumbo

di DINO LEVANTE

Se le parole sono i coloridella tavolozza, il dialettoè proprio quella tavoloz-za. Le espressioni dialet-

tali si sono sempre comportate co-me le radici di un albero, con laloro linfa hanno arricchito la lin-gua di bellezza e di singolareespressività. Ma come parlare og-gi in dialetto? Che cosa è rimastodi quell’antico linguaggio? Chi ri-corda parole come c a rc a t ù ru (so -

glia di casa),tùddri (ciottoli,sassolini pergiocare), pam -paùddri (ar ne-si per ripescareil secchio cadu-to nel pozzo),scràscia ( rovo,sterpo) o c a ù ru

(granchio)? Ormai è quasi impos-sibile riuscire a condurre a ter-mine un intero discorso in dia-letto, facilmente si scivola nellalingua italiana. Quel modo di par-lare unico che con la radio e con latelevisione unificò il popolo ita-liano, ancor più di ciò che fece, pernecessità, l’esprimersi in italianodurante la Grande guerra e poi ilmescolarsi dei localismi con il ser-vizio di leva obbligatorio.

Così il linguaggio «fossile» deinostri avi è ora confluito nel vo-lume di padre Giovan BattistaMancarella, Paola Parlangèli e

Pietro Salamac Dizionario dialet-tale del Salento (Edizioni Grifo, 640pagine, 50 euro), pubblicatodall’Associazione linguistica sa-lentina «Oronzo Parlangèli» con ilcontributo del Dipartimento dilingue e letterature stranieredell’Università del Salento.

L’importante volume, frutto didiversi anni di ricerca iniziata giàdal citato Parlangèli e poi conti-nuata dopo la sua tragica morte,avvenuta nel 1969, verrà presen-tato alle 17 nella sala Chirico delMonastero degli Olivetani a Lec-ce. Dopo l’introduzione di MarioSpedicato, docente di Storia mo-derna e presidente della Sezionedi Lecce della Società di storia pa-tria per la Puglia, seguirà la re-lazione di Mirko Grimaldi, docen-te di Linguistica generale e Psi-cologia del linguaggio nella facol-tà di lingue e letterature stranieredell’ateneo salentino. Concludonogli autori Mancarella e Parlangè-li.

Il testo è il risultato di inchiestecondotte in tutti i paesi dell’anticaTerra d’Otranto e alle quali hannocollaborato diversi corrisponden-ti locali (tra i quali ricordiamo:Luciano Graziuso, Vittorio Zac-chino, Fernando Sebaste, AngeloMarra, Giuseppe Mazzotta, Vin-cenzo Lega, Maria Cernitore, Pan-taleo Minervini, A. G. Strusi). Do-po il vero corpo del dizionario,seguono le carte con le indicazionidelle varianti linguistiche, un uti-

le dizionario italiano-dialetto e laindispensabile bibliografia. Il vo-lume si chiude con l’appendice fo-tografica che ripropone alcuni trai più significativi dagherrotipi delnoto Pietro Palumbo, utili a me-glio comprendere il clima e l’an -tico ambiente della cultura con-tadina salentina.

Insomma, un contributo allastoria linguistica del nostro ter-ritorio, un volume che in sé cu-stodisce il pedigree del Salento, dapossedere e da sfogliare, da inter-rogare e da chiamare in soccorso,certi del suo impeccabile aiuto.

GLI AUTORIGiovan Battista Mancarella

Paola Parlangelie Pietro Salamac

L’OPERALa copertinadel volumepubblicatodall’Associa-zione lingui-stica «OronzoPa r l a n g è l i »In bassoa sinistrauna delle fotoa corredodel Dizionario

l Importante riconoscimento per il progetto architettonico eurbanistico del Cineporto di Lecce protagonista dell’ultimacopertina di «Europaconcorsi», uno dei portali di architetturapiù accreditati del settore. Il progetto, fir-mato dallo studio Metamor Architetti As-sociati (Juri Battaglini, Gaetano Forna-relli, Mauro Lazzari, Marco Lazzari), èstato scelto da uno dei canali di appro-fondimento sui servizi di architettura perl’Europa e per il mondo più seguito inItalia, leader esclusivo dei servizi di in-formazione e aggiornamento degli iscrittidi numerosi Ordini professionali italiani.Il portale ha selezionato il Cineporto rea-lizzato dall’Apulia Film Commission(inaugurato nel 2010) tra i nuovi studicome modello di pianificazione strategica di ampio respiro e diriconversione culturale e urbanistica di spazi industriali.

APULIA FILM COMMISSION LA STRUTTURA LECCESE IN COPERTINA SUL PORTALE

«Europaconcorsi»sceglie il Cineporto

VIVIL ACITTÀSegnala le tue attività artistiche e le tue iniziativenel campo dello spettacolo e del divertimento a:redazione.lecce@gazzettamezzogiorno.it

L’INCONTROTeatro Garibaldi

PRIMO PIANO SUL LIBRO SCRITTO DA ELIO PINDINELLI E GIUSEPPE ALBAHARI. INIZIO ALLE 18.30

Gallipoli... dall’Unità d’ItaliaIl primo treno (1885), l’auto di Ravenna (1896), la visita di Einaudi (1949)

Storia di Gallipolidall’Unità d’Italia sino ainostri giorni. Si intitola1861-2011: 150 anni di Tri-

colore a Gallipoli il volume scrittoda Elio Pindinelli e Giuseppe Al-bahari protagonista stasera alle18.30 nel Teatro Garibaldi. La pre-sentazione conclude le celebrazio-ni gallipoline per i 150 anni Na-z i o n e.

Il libro guarda al periodo di ri-ferimento privilegiando la storialocale, anche se, prendendo lemossa dal Risorgimento, non hatrascurato il contesto nazionale.Oltre che di figure risorgimentalicome Antonietta De Pace, il ca-pitolo bellico s’alimenta di perso-naggi: dalle storie dei Caduti della

grande guerra (di cui sono final-mente pubblicati l’elenco comple-to e le motivazioni di tutte le me-daglie d’oro e d’argento), agli eroidella seconda guerra mondiale eai partigiani.

La storia della piccola patria do-po l’Unità si snoda poi lungo ilpercorso sociale, economico ed ur-banistico, con riferimento ad ope-re, monumenti, chiese, vescovi,diocesi, cultura ed altro. Trovanospazio anche eventi, quali le visitein città del presidente della Re-pubblica Luigi Einaudi nel 1949 edel premier Massimo D’Alema nel1994, e momenti significativi, qua-li l’arrivo del primo treno (1885),l’evoluzione della rete idrica, il mi-tico Teatro Eldorado (1908), l’illu -minazione elettrica, le navi «Gal-lipoli». Poi, fra le tante vere e pro-prie «chicche», la comparsa dellaprima auto della provincia di Lec-ce (1896), una Bent, col proprie-tario Bartolo Ravenna e ch a f fe u r

(1896), oltre agli annulli postaliche hanno scandito momenti to-pici della vita cittadina. Il volumes’avvale deicontributi diAugusto Bene-meglio (la sto-ria di GiovanniBianco, unicogallipolino vi-vente tra i de-corati di meda-glia d’arg ento),Maurizio No-cera (il rappor-to tra Emanue-le Barba e Garibaldi) e Biagio Pa-lumbo (la storia cittadina del cal-cio).

Pindinelli e Albahari scrivono

che il loro lavoro non intende es-sere esaustivo. Non poteva esserlo,certo, tuttavia si può dire sicu-

ramente rag-giunto l’ambi -zioso obiettivodi collegaresenza soluzio-ne di continui-tà la Gallipolirisorgimentalea quella dei no-stri giorni. Ilvolume sarà il-lustrato, allapresenza degli

autori, dal giornalista FernandoD’Aprile, con l’intervento del com-missario straordinario al Comu-ne, Mario Ciclosi.

S TO R I A Il Presidente LuigiEinaudi a Gallipolie la copertina del volume

LA BENT Ravenna e chaffeur

C I N E P O R TO Inaugurato nel 2010