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L'incredibile vita dell'ex gïgolòGere: «Sono un uomo fortunato»L'attore a Roma presenta i suo " n " in cita il 28 settembre

di BEATRICEBERTUCCIOLI

ROMA

CERTO, è un po' un colpo al cuoreper chi ha iniziato ad amarlo quan-do indossava la divisa da ufficialedella Marina. Perché nel personag-gio che interpreta ora, Norman Op-penheimer, un faccendiere ebreonewyorchese, fanfarone edall'aspetto sgualcito e spento, nonc'è traccia del glamour di allora.Ma è solo merito, o colpa, del truc-co e del ruolo. In realtà Richard Ge-re, nonostante siano passati 35 an-ni da quando con "Ufficiale e genti-luomo" si impose come uno deipiù seducenti sex symbol di Holly-wood, è ancora un uomo di grandefascino. Ma chissà, magari proprioquesta interpretazione potrebbe va-lergli il suo primo Oscar. Diretto

'.UI SONO r, _3«Ebreo e fanfarone : ho volutodelle protesi dietro alle orecchieperché apparissero a sventola»

dal regista israeliano Joseph Cedar,"L'incredibile vita di Norman" sa-rà dal 28 settembre nei cinema.

Gere, un traffichino assillan-te e molesto questo Norman?

«Ce ne sono molti come lui a NewYork, ebrei newyorchesi dell'up-per west ride. Vivendo a New Yorkdall'età di vent'anni, ne ho cono-sciuti tanti. Ma lui è un po' diversoperché è sempre pronto al compro-messo ma ha anche un cuore since-ro. Per definirne l'aspetto, ho lascia-to che per una giornata truccatori ecostumisti dicessero la loro. Poi, al-la fine ho deciso io, e ho voluto del-le protesi dietro alle orecchie per-ché apparisse anche con le orecchieun po' a sventola».

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Richard Gere alla presentazione del film e nei panni di Norman

Negli ultimi film , questo, gli"Invisibili" in cui era un sen-zatetto, "The dinner", inter-preta ruoli molto diversi daquelli fatti in passato.

«Secondo me, a parte che ora ho 68anni, non c'è differenza tra questifilm e quelli degli inizi della miacarriera, ugualmente drammatici,come "I giorni del cielo". La diffe-renza è nel fatto che allora a produr-re questi film erano gli studios,mentre oggi sono solo produzioniindipendenti e quindi con moltimeno soldi a disposizione: 5-6 mi-lioni di dollari, che in Italia posso-no sembrare molti ma in Americasono pochi. Così, bisogna andare

veloci. "L'incredibile vita di Nor-man" è stato girato in trenta gior-ni».

I critici americani hanno mol-to apprezzato la sua inter re-tazione. Potrebbe essere 'oc-casione per l'Oscar?

«Mi farebbe piacere se potesse aiu-tarmi a fare film indipendenti».

Pensa che la sua amicizia conil Dalai Lama abbia nuociutoalla sua carriera?

«In realtà non mi sento penalizzatoda niente. Anzi, mi sono sempresentito molto fortunato per la vitache ho potuto condurre e che con-duco. Le mie posizioni mi potreb-bero forse danneggiare se io facessi

A New York ho conosciutotanti faccendieri comequello che interpreto,ma lui ha il cuore sincero

i blockbuster d'azione, perché nelmercato cinese decidono quantifilm occidentali possono arrivare equali. Ma io quei film non li faccio.Ciò detto, non si sa come andrannoin futuro le cose perché i cinesistanno acquisendo spazi sempremaggiori nella produzione e anchenell'esercizio: stanno comprandotantissime sale. E molti, anche in al-tri Paesi, anche senza ricevere pre-cise direttive dal partito comunistacinese, si autocensurano. L'econo-mia della Norvegia è stata forte-mente danneggiata dopo l'assegna-zione del Nobel per la Pace a LiuXiaobo, un patriota, un poeta chepraticamente è stato fatto morire incarcere».

M i piacerebbe vincerlase questo servissea poter realizzarefilm indipendenti

N on penso che la miacarriera sia statapenalizzata dalla miaamicizia con il Dalai Lama

Sarà a Pisa con il Dalai Lamail 20 e 21 settembre?

«Farò la presentazione. E molto in-teressante questa collaborazionetra l'Università e il Dalai Lama. Sista realizzando un nuovo e origina-le incontro tra scienza occidentalee scienza orientale, che non mira auna sorta di reciproca legittimazio-ne ma allo sviluppo di un promet-tente dialogo».

A quando una commedia ro-mantica?

«Mi piacciono molto le storied'amore e tornerei volentieri a in-terpretarne una. Devo trovarneuna bella e finora non mi è capita-ta. Magari potrei anche girarla inItalia».