PNL per comunicare in pubblico

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PNLper comunicare

in pubblico MASSIMIZZARE L’EFFICACIA DELLA

COMUNICAZIONE IN PUBBLICO CON LA PNL

Tad JamesDavid Shephard

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LO STATO DEL TRAINER

Lo stato del trainer, o del relatore, è fondamentale per ciò che vi apprestate a fare. È lo stato nel quale è necessario entrare appena si compare davanti a un pubblico all’inizio di un’attività di formazione o di comunicazione di qualsiasi genere. Quando entri nello stato del trainer, diventi rilassa-to, disponibile, consapevole di tutto ciò che sta accadendo attorno a te e capace di reagire prontamente a tutto quello che avverrà.

Adattato dal testo dello Yoga Sutra di Patanjali – 600 d.C.

1. Yama

2. Niyama

3. Asanam

4. Pranayam

5. Pratyahara

6. Dharana

7. Dhyana

8. Samadhi

Essere certi che non ci sia null’altro di cui preoccuparsi nella propria vita.

Assumere una fi siologia stabile e metter-si a proprio agio, seduti se si preferisce.

Controllare il respiro – calmare il respiro.

Distogliere l’attenzione per un momen-to e portarla dentro di sé.

Focalizzare l’attenzione su un singolo punto – prendere un punto di riferimento.

Lasciare che la propria consapevolezza si espanda.

Diventare una cosa sola (con la stanza).

Figura 7.1 – Lo stato del trainer.

Gli otto passi nella Figura 7.1 sono stati riadattati dagli scritti, risalenti a 1400 anni fa, chiamati Yoga Sutra di Pa-tanjali. I termini di sinistra sono trascrizioni degli originali in sanscrito. Sulla destra ci sono delle brevi interpretazioni, adattate a un contesto in cui si svolgano attività di forma-

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zione e di comunicazione in pubblico. Esaminiamo ogni singolo passo:

1. e 2. Quando ti presenti di fronte a un pubblico, non importa cosa stia accadendo fuori, non impor-ta cosa sia accaduto prima; quando fai il Yama e il Niyama, libera la mente da qualsiasi cosa. L’unica cosa a cui devi pensare è quello che stai facendo qui e ora, davanti a questo pubblico.

3. Asanam significa assumere una condizione adegua-ta da un punto di vista della postura. Forse pensi che sentirsi a proprio agio dal punto di vista della postura significhi stare distesi di fronte alla tv o sul-la sdraio in spiaggia, ma qui si intende qualcosa di diverso. Il breve percorso che segue ti insegnerà il modo per assumere, da un punto di vista posturale, una condizione corretta ed equilibrata mentre parli in pubblico.

Mettiti in piedi bilanciato, dritto e simmetrico, con il baricen-

tro del tuo corpo proiettato sopra i talloni. Per farlo con più

facilità, immagina di essere su una bilancia, con un piede su cia-

scun piatto. Quando sei bilanciato, i piatti avranno entrambi lo

stesso peso – la metà del tuo peso. Se sei sbilanciato, un piatto

segnerà un peso superiore all’altro.

Ora immagina che il tuo corpo sia fatto di tanti cilindri, che

rappresentano la parte ossea del tuo corpo: cranio, torace, ba-

cino, gambe e braccia. Questi cilindri sono connessi tra loro

da articolazioni flessibili. Immagina di essere una marionetta,

sorretta da una fune che esce dalla sommità della tua testa.

Quando questa fune viene tirata, la tua spina dorsale si allunga,

le altre parti del tuo corpo si allineano in modo naturale e tu

rimani completamente appeso alla fune, sciolto e simmetrico,

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bilanciato nella parte anteriore e in quella posteriore. Le tue

braccia cadono naturalmente lungo i fianchi.

Se sei nervoso, qualsiasi tipo di tensione si manifesta nelle brac-

cia e nelle mani e allora, o si incrociano le mani davanti al corpo

nella posizione della “foglia di fico”, o si annodano dietro la

schiena nella posizione del “Principe Carlo” o della “foglia di

fico al contrario”. Essere a proprio agio da un punto di vista

fisiologico significa eliminare queste tensioni e lasciare che le

braccia e le mani pendano rilassate lungo il corpo.

4. Pranayam significa tenere il respiro sotto controllo. In genere, quando le persone cominciano a parla-re in pubblico fanno un respiro profondo… e lo trattengono. In questo modo, difficilmente si rie-sce a raggiungere lo stato ideale per comunicare in pubblico. Certo non puoi fare a meno di respirare. Devi, però, tenere sotto controllo il tuo il respiro e puoi farlo se inspiri con il naso… ed espiri lenta-mente con la bocca.

Ora, fai qualche ciclo di respirazione seguendo que-ste indicazioni:

• Fai un respiro profondo inspirando con il naso. • Poi espira lentamente con la bocca. • Ripeti.

Ora riprendi a respirare normalmente. In questo modo, portando il respiro sotto il controllo della tua mente conscia, otterrai un effetto calmante.

5. Pratyahara significa distogliere per un attimo l’at-tenzione dal pubblico e portarla interiormente, concentrandoti completamente dentro di te.

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6. Dharana significa concentrarsi su una cosa. Quin-di, trova un punto in fondo alla stanza che puoi guardare con facilità e focalizza tutta la tua atten-zione su quel punto.

7. Dhyana significa espandere la tua consapevolezza. Guarda il punto che hai preso come riferimento ed espandi la tua consapevolezza, proprio come hai fat-to nell’esercizio 3. Quando sei di fronte al pubblico, espandi la tua consapevolezza fino ad abbracciare i quattro angoli della stanza: i due angoli di fronte a te e i due angoli dietro di te. Così, anche fissando il punto, puoi essere consapevole di tutto ciò che avviene nella stanza, compresi tutti i movimenti dei tuoi ascoltatori.

8. Samadhi significa avere la sensazione di essere tutt’uno con la stanza. È come se i confini tra te e il pubblico sparissero. In quel momento sarai in gra-do di avvertire qualsiasi cosa stia accadendo sia in te che in ognuno dei presenti; questo vuol dire che sei disponibile a ricevere il feedback, grazie al quale puoi capire come stanno andando le cose.

ESERCIZIO 4: COME ENTRARE NELLO STATO DEL TRAINER

Immagina di stare davanti al pubblico, prendi la posizione che assumeresti in questa situazione e chiedi a qualcuno di leggerti le istruzioni per poter entrare nello stato del trainer:

Scaccia dalla tua mente qualsiasi altro pensiero, in modo da

essere totalmente presente e consapevole di ciò che sta accaden-

do qui e ora. Ora mettiti a tuo agio da un punto di vista della

postura. Forse sarà necessario fare qualche piccolo movimento

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da un piede all’altro, da destra a sinistra, o un po’ in avanti e un

po’ indietro, per riuscire a trovare il punto in cui i piatti della

bilancia si equilibrano… Allungati un po’ stiracchiandoti verso

l’alto, in modo da essere perfettamente equilibrato, disteso, fi-

sicamente a tuo agio, con le braccia rilassate lungo i fianchi…

Tieni sotto controllo il respiro: quindi inspira profondamente

con il naso… espira con la bocca… e poi continua a respirare

in modo naturale.

E ora, entra per un istante dentro di te. Porta tutta la tua atten-

zione all’interno e concentra dentro di te la tua consapevolezza…

Ora riporta la tua attenzione fuori, nella stanza, e focalizzala

su un punto della parete in fondo. Dirigi su di esso tutta la tua

attenzione, concentrati su quel punto. E, continuando a guar-

dare il punto, espandi la tua consapevolezza fino a estenderla

all’intera stanza, in modo da acquisire consapevolezza di tutto

ciò che si trova nella stanza e di tutti i presenti, anche se conti-

nui a guardare il punto…

Continua ad espandere la tua consapevolezza ed estendila fino

agli angoli più lontani della stanza… portala lungo i lati… por-

tala dietro di te, tutt’intorno. Mentre continui a fissare il punto,

la tua consapevolezza ha raggiunto i quattro angoli della stanza

e sei pienamente consapevole di tutte le cose e di tutte le perso-

ne che si trovano nella stanza.

E osserva che mentre sei in questo stato, ogni piccolo movi-

mento del pubblico sembra scontato o persino esagerato.

E mentre fai così, lascia che cresca la sensazione di essere una

cosa sola con le persone che hai di fronte. E mentre ti senti una

cosa sola, ora abbassa lo sguardo e guarda il pubblico.

Comincia a sperimentare, mantenendo il contatto con qualcu-

no nel gruppo attraverso lo sguardo, sempre restando in visione

periferica. Anche se guardi qualcuno in particolare, la tua con-

sapevolezza continua a essere nell’intera stanza.

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E osserva quanta consapevolezza in più hai ora di tutto quello

che accade nella stanza… in visione periferica… in questo stato

del trainer.

Lo stato del trainer ti rende pienamente presente, calmo e bilanciato interiormente, pronto a tutto. In altre parole, ti permette di parlare in pubblico e fare formazione in mo-do perfetto. Se è arrivato il momento in cui devi parlare davanti a un pubblico e sei in preda alla paura e al nervo-sismo, eseguendo tutte le fasi dell’esercizio, entrerai nello stato del trainer, e quelle sensazioni spariranno. Nello stato del trainer non puoi provare nulla di negativo. Altrimenti significa che non ci sei entrato veramente, e allora c’è anco-ra qualche passo che devi fare.

Qualcuno, mettendo in atto l’ultimo passo, che invita a diventare una cosa sola con la stanza, ha sperimentato la sen-sazione di non essere più completamente presente nel luogo dove si trovava, quasi come se fosse scomparso. Va bene. All’i-nizio della nostra attività di comunicatori e di formatori non abbiamo fatto tutto in modo impeccabile, perché non aveva-mo ancora sviluppato alcune capacità. Se nello stato del trai-ner la tua mente conscia scompare, va bene: operare in modo inconscio ti permette di aggirare quella parte di te che potreb-be ostacolarti e di comunicare in pubblico magicamente.

Fisiologia dell’Appianatore

Alcune persone, quando si mettono in piedi davanti al pubblico, preferiscono non assumere la posizione di per-fetto equilibrio sui due piedi. Cambiare la tua naturale postura per assumere quella di un perfetto bilanciamento può risultare scomodo all’inizio, ma solo perché manca

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l’abitudine. Anche essere più flessibili e usare diverse po-sizioni fa parte dell’apprendimento. Forse non è il tuo modo abituale di proporti al pubblico, ma vale veramente la pena imparare a comunicare da questa posizione bilan-ciata, poiché da essa arriva al pubblico un determinato messaggio. Con la nostra fisiologia noi comunichiamo continuamente. È importante che tu conosca qual è il messaggio non verbale che stai inviando al tuo pubblico. Una posizione sbilanciata, asimmetrica, angolare o ac-casciata, potrebbe non accordarsi con le parole che dici. (Per maggiori dettagli, v. il Capitolo 13.)

Figura 7.2

Questa posizione simmetrica, bilanciata è chiamata fisiologia dell’Appianatore (Figura 7.2). Comunica forza e stabilità, un approccio deciso: “Le cose stanno così. Questi sono i fatti”.

Rimanendo in questa posizione bilanciata, porta en-trambe le mani, con il palmo rivolto verso il basso, dal pet-to all’altezza dei fianchi lungo la linea mediana del corpo e muovile lentamente verso l’esterno, da entrambi i lati.

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Ferma il movimento delle mani all’altezza della vita, come se le avessi appoggiate saldamente sulla roccia.

Assumi questa posizione se vuoi trasmettere il tuo messag-gio e fare in modo che il pubblico lo assimili. Ti spiegheremo altre cose su questo argomento nel Capitolo 13.

Molti degli esercizi preliminari che farai lavorando alla tua formazione con questo libro, vanno eseguiti in silenzio, per-ché, dopo aver imparato a sentirti bene con te stesso, potrai entrare nello stato più adatto per parlare in pubblico e fare formazione. Al pubblico sembra che tu stia semplicemente lì in piedi per un minuto o che stia lì senza far nulla, ma dentro di te stai compiendo, uno dopo l’altro, i passi necessari per assumere una totale consapevolezza della situazione.

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Cosa differenzia le persone che ottengono risultati da quelle che sono intrappolate nell’insoddisfazione? Come fanno alcu-ne persone a capire gli altri e a farsi capire con sorprendente efficacia? Qual è la differenza che fa la differenza?Dalla fine degli anni Settanta la Programmazione Neuro-Lingui-stica (PNL) cerca le risposte a queste domande.La metodologia utilizzata è chiamata modeling (modellamen-to) e consiste nell’analizzare come pensano e agiscono le per-sone che ottengono risultati eccellenti.Questo processo ha permesso di individuare molti dei loro “fattori di successo” e di condividere con altri le loro modalità di pensiero e azione, facendo così diventare le strategie più efficaci patrimonio comune.

La PNL agisce in perfetta sintonia con il Coaching, che può essere definito come il processo attraverso il quale le persone sono stimolate a liberare il proprio potenziale e a massimiz-zare le loro prestazioni. Volto a sviluppare consapevolezza, fiducia e senso di responsabilità in noi stessi e negli altri, il Coaching rappresenta una professione, una cultura e un mo-dello di relazione all’interno del quale il rivoluzionario approc-cio della PNL ricopre un ruolo insostituibile.

IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA FORMAZIONE

IN PNL E COACHING IN ITALIA

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NLP ITALY COACHING SCHOOL è il punto di riferimento per la formazione e la ricerca in PNL e Coaching in Italia. È stata la prima scuola per Coach riconosciuta dalla SOCIETY OF NLP, l’ente internazionale fondato da Richard Bandler e John Grin-der allo scopo di esercitare un rigoroso controllo sulla forma-zione in Programmazione Neuro-Linguistica, e annovera tra i suoi docenti Richard Bandler, John La Valle, Alessio Roberti, Owen Fitzpatrick e Antonella Rizzuto. La sua offerta formativa è organizzata in 6 percorsi professionali, con lo scopo di ga-rantire a ogni partecipante il pieno raggiungimento di tutte le competenze fondamentali di PNL e Coaching. Ogni iscritto alla NLP ITALY COACHING SCHOOL è seguito da un consulente per-sonale e ogni percorso è certificato da un attestato rilasciato dalla scuola e dalla SOCIETY OF NLP.

Per informazioni:NLP ITALY Coaching Schoolwww.pnl.infoNumero Verde: 800.234.616

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