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Muscolo scheletrico e contrazione muscolare Fisiologia e Biofisica A.A. 2016-2017 Corso di Laurea Magistrale in “Medicina e Chirurgia” Prof. Clara Iannuzzi Dipartimento di Biochimica, Biofisica e Patologia Generale [email protected]

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Muscolo scheletrico e contrazione muscolare

Fisiologia e Biofisica

A.A. 2016-2017

Corso di Laurea Magistrale in

“Medicina e Chirurgia”

Prof. Clara Iannuzzi

Dipartimento di Biochimica, Biofisica e Patologia Generale

[email protected]

Energia chimica

Muscolo

Energia meccanica

I muscoli hanno due funzioni: generare movimentogenerare forza

I muscoli scheletrici generano anche calore e contribuiscono alla termoregolazione (in ambiente freddo, il cervello ordina ai muscoli di contrarsi e questo origina il brivido, che crea calore)

Il muscolo ha la funzione di trasformare l’energia chimica in energia meccanica.

Le fibre muscolari scheletriche appaiono striate emultinucleate. Controllano i movimenti del corpo.Sono volontari, si contraggono in rispostaa stimoli che provengono da motoneuroni.

Le fibre muscolari cardiache sono uninucleate e striate.Si connettono tra loro attraverso dischi intercalari.Sono involontarie, si contraggono spontaneamentesenza stimoli esterni. L’attività è modulata dalsistema nervoso viscerale e anche dal sistemaendocrino.

Muscolo liscio è il tipo principale di muscolo degli organiinterni e cavi, come stomaco, vescica, vasi sanguigni.Cellule uninucleate senza evidenti striature.

Muscolo scheletrico

ConnettivoFibre

muscolariVasi sanguigni Nervi

Sarcolemma

Tubuli TSarcoplasmaNuclei

Reticolo

sarcoplasmatico

Miofibrille

Mitocondri

Glicogeno

Struttura muscolo scheletrico

Contengonol’apparato contrattiledella fibra muscolare

Struttura fibra muscolare scheletrica

Nucleo

Tubuli TReticolo

sarcoplasmatico Sarcolemma Mitocondri

Filamento spesso

Filamento sottile

Miofibrilla

Fibra (cellula) muscolare

RS e tubuli T aiutano a trasmettere i segnali dal sarcolemma alle fibrille,rendendo la cellula muscolare capace di rispondere al segnale nervoso.

Struttura sarcomero

Quando osservate al microscopio esse presentano una striatura. Per questo motivo ilmuscolo scheletrico, così come il muscolo cardiaco, viene indicato come muscolo striato.

2 catene pesanti (heavy chains)p.m. 200.000

2 coppie di catene leggere(light chains) non identiche

p.m.16.000 e 20.000

MIOSINA: proteina oligomericap.m. 450.000

FILAMENTI SPESSI

Dominio C-terminale: α-elicoidale

lunghezza 134 nm, diametro 2 nm

(coda della miosina)

Dominio N-terminale: globulare

(testa della miosina)

Ogni coppia di catene leggere è legata al dominio globulare di ciascuna

catena pesante nel tratto che connette testa e coda.

Ciascuna catena pesante

Coda

Snodo

Testa

Assemblaggio dei filamenti spessi nelle miofibrille

Le code di molecole di miosina adiacenti si dispongono in modo sfalsato, con le testeche sporgono in modo ordinato dal filamento spesso con un andamento ad elica.

La testa rappresenta la “parte che lavora” della molecola di miosina, essa è infatti laparte che genera attivamente la forza meccanica sviluppata dal muscolo. Ciascunatesta possiede due siti cruciali per la generazione della forza contrattile:

Sito di fissazione dell’actina: lega monomeri di actina

Sito ATPasico: possiede attività enzimatica e idrolizza ATP

Poichè nella porzione centrale del filamento spesso non sono presenti pontitrasversali, questa parte viene detta zona nuda.

Nel muscolo scheletrico circa 250 molecole di miosina si uniscono a formare un

filamento spesso, il quale è sistemato in modo che le teste di miosina si raggruppano

all’estremità, mentre la regione centrale è un fascio di code di miosina

FILAMENTI SOTTILI

MONOMERI DI ACTINA G (capaci di legare la miosina)

Proteine regolatrici:

TROPOMIOSINA: proteina filamentosa che si estende al disopra delle molecole di actina, bloccandone il legame con lamiosina quando il muscolo è a riposo.

TROPONINA: Complesso di tre proteine;una attacca il filamento di actinauna si fissa alla tropomiosinauna in grado di legare reversibilmente ioni Ca2+

Assemblaggio dei filamenti sottili nelle miofibrille

I monomeri di actina G (globulare) sono legaticome perle in una collana a formare strutturefilamentose dette actina F (proteina fibrosa).

A loro volta due filamenti di actina F siintrecciano in una struttura a doppia elica inmodo da formare i filamenti di actina checaratterizzano i filamenti sottili.

Il legame con le proteine regolatrici consentealle fibre muscolari di iniziare e terminare lacontrazione.

FILAMENTI SOTTILI

TnI

Legame

Tn-tropomiosina

Legame

Actina-TnC

Legame

Ioni Ca++

TroponinaTnT

TnC

Disposizione dei filamenti spessi (miosina) e sottili (actina) nel muscolo scheletrico

linea M

disco Z disco Z

I filamenti spessi e sottili sono connessi da ponti trasversali, detti anche ponti crociati, costituiti dalle

teste di miosina che si legano lassamente ai filamenti di actina. Ogni molecola di G-actina ha un

singolo sito di legame per una testa di miosina.

Dischi Z: strutture proteiche a zig zag, che fungono da sito di attacco per i filamenti sottili. Un

sarcomero è composto da due dischi Z e dai filamenti tra essi compresi

Linea M: questa banda rappresenta il sito di attacco dei filamenti spessi

SARCOMERO

La titina è una enorme proteina elastica che occupa tutta la distanza tra disco Z e linea

M. Ha la funzione di agevolare il ritorno del sarcomero allungato alla sua lunghezza di

riposo; inoltre stabilizza la disposizione dei filamenti all’interno del sarcomero con l’aiuto

della proteina non elastica nebulina. La nebulina si trova di fianco ai filamenti sottili e si

attacca ai dischi Z. Garantisce l’allineamento dei filamenti di actina del sarcomero.

TEORIA DELLO SCORRIMENTO DEI FILAMENTIQuando un sarcomero si contrae, i filamenti sottili e spessi non cambiano in lunghezza. Ilfilamento sottile di actina scivola sul filamento spesso di miosina, spostandosi verso lalinea M al centro del sarcomero. La banda A non si modifica in lunghezza, ma sia la zona Hche la banda I si accorciano mentre i filamenti si sovrappongono.

La forza che spinge il filamento di actina è il movimento dei ponti crociati di miosina chelegano actina e miosina. La miosina è una proteina motrice che converte il legame chimicodell’ATP in energia meccanica. Questo processo non continua all’infinito.

Da cosa è regolato questo processo? Nello stato rilassato la tropomiosina blocca parzialmente i siti

di legame dell’actina per la miosina.

La contrazione viene iniziata quando il Ca2+ si lega alla troponina C. Il legame col Ca2+ cambia laconformazione della molecola di tropomiosina e scopre il resto del sito di legame per la miosina, così chequesta può completare la propria flessione.

Lo stimolo all’entrata del Ca2+ proviene da un potenziale di azioneche dal motoneurone che raggiunge la fibra muscolare striata.

Il potenziale di membrana di queste cellule è -90mV che coincide con ilvalore del potenziale di equilibrio del cloro. Questo vuol dire che per ilcloro c’è equilibrio elettrochimico.

Sinapsi neuro-muscolare

L’arrivo di un potenziale d’azione (in rosso) è in grado di depolarizzare eripolarizzare la membrana. Esso agisce sui canali del Ca2+ voltaggiodipendenti e permette l’esocitosi delle vescicole sinaptiche contenenti ilneurotrasmettitore acetilcolina.

I segnali per la contrazione muscolare arrivano dal SNC ai muscoli scheletrici per mezzo dei

motoneuroni. L’acetlcolina proveniente dal motoneurone innesca un potenziale d’azione nella fibra

muscolare che a sua volta scatena una contrazione. Questa combinazione di eventi elettrici e meccanici

viene definito accoppiamento eccitazione-contrazione.

Il Ca2+ serve come gradienteelettrochimico e permettel’esocitosi delle vescicole contenentiil neurotrasmettitore ACh.

L’ACh diffonde nello spaziosinaptico e va a legare specificirecettori presenti sulla membrana.

Tali recettori sono colinergici ditipo nicotinico e sono recettoricanale: il loro legame con AChpermette l’apertura del canale e ilpassaggio di ioni positivi (K+ e Na+).

L’ACh legata viene rimossa da AChE.

Il legame dell’ACh al recettore induce una depolarizzazione dellamembrana (genesi di un potenziale graduato). La polarizzazione saràquindi direttamente proporzionale alla quantità di ACh esocitata.

Quando il potenziale d’azione raggiunge un recettore diidropiridina (DHP), la connessionemeccanica fra il recettore e il reticolo sarcoplasmatico apre i canali per il Ca2+ .L’apertura di questi canali rilascia Ca2+ nel citoplasma, dove gli ioni si possono combinare con la troponinae permettere di iniziare la contrazione.Il rilasciamento muscolare si ha quando il reticolo sarcoplasmatico riassorbe Ca2+ per mezzo di una Ca2+-ATPasi. Quando la concentrazione citoplasmatica di Ca2+ scende, lo ione si stacca dalla troponina, latropomiosina scivola all’indietro per bloccare il sito legante la miosina, e la fibra si rilascia.

Il segnale elettrico che determina lafuoriuscita del Ca2+ dal RS è localizzatonella membrana del tubulo T, e non nellamembrana del RS stesso.

I recettori DHP nelle membrane deitubuli T funzionano da rivelatori divoltaggio.

In seguito ad un potenziale di azione, laconformazione dei recettori DHP simodifica e trasmette un segnale airecettori per la rianodina, determinandol’apertura dei canali per il Ca2+.

A sua volta, il Ca2+ fuoriesce dal RS e sidiffonde nel citosol dove lega ilcomplesso della troponina.

Nicotina: agonista dei recettori colinergici nicotinici (recettori ionotropi)

presenti sulla membrana post-sinaptica della giunzione

neuromuscolare.

Agonista: sostanza che mima l’attività di un ligando.

Legame nicotina-recettore colinergico: determina apertura dei canali ionici

delle cellule post-sinaptiche, che si

depolarizzano.

Sebbene la nicotina sia un agonista, l’esposizione a lungo termine determina

inattivazione dei recettori colinergici con conseguente up-regulation degli

stessi.

La deprivazione da nicotina consente a tutti i recettori di ritornare allo stato

attivo: il maggior numero di recettori è probabilmente responsabile dei sintomi

da astinenza.

MIASTENIA GRAVE: malattia autoimmune in cui l’organismo nonriconosce i recettori colinergici come “self”.Gli anticorpi anti-recettore determinano unanotevole riduzione dei recettori per l’acetil-colina. Ne consegue che, anche se il rilasciodel neurotrasmettitore è normale, la rispostaè ridotta e si manifesta debolezza muscolare.

SINDROME DI LAMBERT-EATON

In questa patologia, la debolezza muscolare è causata da un attaccoautoimmune nei confronti dei canali del calcio presenti sulla membrana

presinaptica. Ciò diminuisce il flusso di ioni calcio diretti verso l’interno della cellula limitando la fusione delle vescicole con la membrana

e, quindi, la liberazione di acetilcolina.Stimolazioni ripetute del motoneurone facilitano l’accumulo di calcio

nel bottone sinaptico e facilitano la liberazione del neurotrasmettitore

PARALISI PERIODICA IPERKALEMICA

Difetto genetico dei canali voltaggio dipendenti del sodio che non si inattivano. La fibra muscolare non si ripolarizza e non genera un nuovo potenziale d’azione. Si ha accumulo di ioni

potassio nel LEC.

Un singolo potenziale d’azione evoca una

singola scossa muscolare.

Le scosse sono diverse da fibra a fibra

per la velocità con cui sviluppano tensione

(fase ascendente della curva della scossa),

la tensione massima raggiunta (altezza della curva)

e durata della scossa (ampiezza della curva).

I grafici a destra mostrano i potenziali d’azione nel terminale assonale e nella fibra muscolare,

seguiti dalla curva di tensione della scossa muscolare. Il periodo di latenza rappresenta il tempo

necessario perché il Ca2+ venga rilasciato dal reticolo sarcoplasmatico e diffonda verso i filamenti

della miofibrilla.

La stimolazione ripetuta del muscolo induce lo sviluppo dinumerose scosse singole in successione, ognuna delle quali haforma e grandezza uguale a quella delle altre (carattere deltutto o nulla del potenziale di azione).

Sebbene le scosse siano riproducibili in un dato muscolo o fibramuscolare, esse variano notevolmente da un muscolo all’altro.

Fasi della scossa singola

Contrazioni isotoniche (T = C)

T < C

La forza generatadal muscolo non èsufficiente avincere il carico.

Lavoro prodotto dal muscolo= 0(Nessuno spostamento)

Lavoro prodotto dal muscolo≠ 0

Muscolo a riposo

Contrazione isometrica: il muscolo nonsi accorcia. I sarcomeri si accorcianogenerando forza ma gli elementielastici si allungano così che lalunghezza muscolare resta costante.

Contrazione isotonica: Isarcomeri si accorciano.Poiché gli elementi elasticisono allungati, l’interomuscolo deve accorciarsi.

Contrazione fibre muscolari

scheletriche Forza (Tensione)

MovimentoResistenza ad un

carico

La tensione generata da un muscolo è direttamente proporzionaleall’interazione tra filamenti spessi e filamenti sottili (numero diponti trasversali).

La tensione sviluppata dalla contrazione dipende direttamente dalla lunghezza deisarcomeri prima che la contrazione inizi. Ogni sarcomero si contrarrà con il massimodella forza se è alla lunghezza ottimale, né troppo lungo né troppo corto.

Se la fibra comincia la contrazione quando il sarcomero è troppo lungo, i filamenti sottili e spessisono scarsamente sovrapposti e formano pochi ponti trasversali quindi non possono generaremolta forza. Viceversa, se il sarcomero è più corto della sua lunghezza ottimale, i filamentisaranno troppo sovrapposti per cui i filamenti spessi possono spostare i filamenti sottili solo peruna breve distanza. Inoltre, i filamenti spessi finiscono a contatto coi dischi Z e non possonoformare ponti trasversali per cui la tensione cala rapidamente.

Ribosio

Adenina

Adenosintrifosfato (ATP)

Fosfato

Legame ricco

d’energia

La contrazione del muscolo scheletrico dipende dal rifornimento continuo di ATP. La quantità di

ATP presente nel muscolo è sufficiente per otto contrazioni circa. Come fonte di energia di

riserva, il muscolo contiene fosfocreatina, una molecola i cui legami fosfato ad alta energia

vengono generati a partire da creatina e ATP quando i muscoli sono a riposo

Fosfocreatina

Canali del Ca2+

nella membrana sarcoplasmatica (per rimuovere Ca2+ dal citosol).

Debito di O2

Durante il lavoro muscolare, i vasi sanguigni che irrorano il muscolo

si dilatano aumentando l’apporto di ossigeno. In una prima fase,

l’energia è fornita da processi aerobici ed il

consumo di O2 è proporzionale al lavoro svolto.

Se il lavoro da compiere è molto grande, la sintesi aerobica delle

riserve energetiche non è più sufficiente e l’energia è fornita

da processi anaerobici.

Al termine dello sforzo, è necessario utilizzare una quantità di O2

supplementare per rimuovere l’eccesso di acido lattico e ripristinare

i depositi di ATP e fosfocreatina. L’extraconsumo di O2 è tanto

maggiore quanto più lungo è stato il ricorso a processi anaerobici.

Produzione di calore nei muscoli

Energia fornita = Energia liberata

W, lavoro meccanico

Sintesi ATP e PC

Q, calore

Rendimento = W/Energia fornita

0≤ Rendimento ≤50%

Contrazione isometrica Contrazione isotonica

La durata della scossa è inferiore al tempo intercorrente tra due stimolazioni successive e quindi le scosse sono identiche.

La forza della contrazione aumenta con la sommazione delle scosse muscolari.Una fibra muscolare risponde ad uno stimolo (▲) con una scossa. Se gli stimolisono separati nel tempo, il muscolo si rilassa completamente tra le scosse.

La tensione generata da un muscolo aumenta se

si sommano più scosse singole ravvicinate

Quando gli stimoli sono ravvicinati nel tempo, la fibra muscolare non ha il tempo di

rilassarsi e le contrazioni si sommano, generando una contrazione con una tensione

maggiore.

Se gli stimoli arrivano molto rapidamente, il muscolo raggiunge la sua massimatensione. Se il muscolo ha ancora la possibilità di rilassarsi tra gli stimoli, sirealizza il tetano incompleto.

La tossina tetanica inibisce il rilascio dei neurotrasmettitori inibitori. Il muscolo resta quindi contratto e non è più in grado di rilasciarsi.

Tetano completo

Se il muscolo raggiunge una tensione costante, è nella condizione di tetano completo.

E’ quindi possibile aumentare la tensione sviluppata da una singola fibra muscolare

variando la frequenza dei potenziali d’azione nella fibra, che sono scatenati dal

rilascio di acetilcolina da parte dei motoneuroni.

CARATTERISTICHE DEI VARI TIPI DI FIBRE MUSCOLARI

Ossidative lente

muscolo rosso (I)

Ossidative rapide

muscolo rosso (IIa)

Glicolitiche rapide

muscolo bianco (IIb)

Velocità molto lenta intermedia molto rapida

contrazione

Attività lenta rapida molto rapida

ATPasica

Diametro piccolo medio grande

Durata molto lunga lunga breve

contrazione

Metabolismo ossidativo glicolitico/ossidativo glicolitico

Colore rosso scuro rosso pallido

Fibre muscolari

ossidative lente

Fibre muscolari

glicolitiche rapide

La grande quantità di mioglobina , numerosi mitocondri(M) e un’estesa

rete di capillari sanguigni (cap) distinguono il muscolo ossiodativo a lenta

contrazione (R) dal muscolo glicolitico a contrazione rapida (W).

Unità motoria: gruppo di fibre

innervate da un solo motoneurone

Unità motoria: è l’unità fondamen-

tale della contrazione nel muscolo

scheletrico

Fibre dello stesso tipo.

La contrazione di un’unità è

un evento tutto o nulla.

Il numero di fibre muscolari in un’unità motoria è

variabile. Nei muscoli che governano i movimenti fini,

come quelli oculari o della mano, un’unità motoria può

contenere anche solo 3-5 fibre. Se l’unità motoria viene

attivata, solo poche fibre si contraggono e la risposta

muscolare è piccola. Se vengono attivate altre unità, la

risposta aumenta di poco perché si aggiungono solo poche

fibre. Ciò consente graduazioni fini nei movimenti.

Nei muscoli usati per movimenti grossolani, come stare in

piedi o camminare, un singolo motoneurone può

innervare centinaia di fibre muscolari.

Muscolo : insieme

di unità motorie.

La tensione sviluppata da un muscolo è in relazione al numero e al tipo di unità

motorie reclutate.

Il muscolo può generare contrazioni graduate di varia forza e durata in quanto è

composto da molte unità motorie di diversi tipi. Questa varietà gli permette di variare

tipo di contrazione cambiando i tipi di unità motorie in attività e il numero di unità che

rispondono in un certo tempo.

S (slow)Tipo I

FR(fast resistent)Tipo IIa

FR(fast fatigable)Tipo IIb

Il reclutamento dell’unità motoria è in relazione alla soglia di eccitabilità che ha il motoneurone che innerva quella classe di fibra.

Principio della dimensione

Muscolo liscio

Muscolo

cardiaco scheletrico liscio

La muscolatura liscia si trova nelle pareti degli organi cavi. La suacontrazione genera forza per spostare materiale attraverso il lume degliorgani cavi o per modificare la conformazione dell’organo.Il muscolo liscio si contrae e rilascia molto più lentamente rispetto almuscolo striato, ma può sostenere la contrazione per lunghi periodi di tempo.Questa facoltà consente alla parete degli organi di mantenere la tensionecon un carico continuato. Es. vescica urinaria.Alcuni muscoli lisci sono tonicamente contratti e mantengono costantementela tensione. Es. sfinteri.

MUSCOLO LISCIO

Eterogeneità: muscolo liscio vascolare

“ “ gastrointestinale

“ “ urinario

“ “ respiratorio

“ “ riproduttivo

“ “ oculare

Anatomia: le fibre contrattili del muscolo liscio sono disposte in fasci

intrecciati. Gli strati di muscolo liscio all’interno di un organo

sono disposti in varie direzioni.

Controllo della contrazione: neurotrasmettitori, ormoni, segnali paracrini.

Poiché diversi segnali possono raggiungere la

fibra simultaneamente, questa agisce come

centro di integrazione dei segnali.

Variabilità delle proprietà elettriche: la contrazione può avvenire in seguito

ad un potenziale d’azione, oppure dopo

un potenziale elettrotonico sotto-soglia

o anche in assenza di variazioni del

potenziale di membrana.

Accoppiamento eccitazione-contrazione: ingresso di Ca2+ attraverso canali

controllati dalla depolarizzazione,

stiramento e segnali chimici. Rilascio

dal reticolo sarcoplasmatico mediato

da recettori accoppiati all’IP3.

Le fibre muscolari liscie sono piccole e a forma di fuso. Le fibre contrattili nonsono disposte in sarcomeri organizzati, quindi i muscoli lisci non hanno unaspetto a bande. Actina e miosina sono disposte in lunghi fasci che siestendono in diagonale alla periferia cellulare, tenuti insieme da corpi densi dinatura proteica, formando una struttura a rete intorno al nucleo centrale.

Il rapporto actina/miosina è 10-12:1 contro 2-4:1 nel muscolo scheletrico.

La linea continua di teste di miosina consente ai filamenti di actina di scorrere lungo la miosina senza interruzione (assenza di zona nuda), mantenendo una tensione continua grazie all’interazione dei ponti trasversali

La disposizione obliqua delle fibre fa sì che la cellula diventi tondeggiantequando si contrae.

La funzione di deposito di calcio da parte del reticolo sarcoplasmaticoè integrata da caveole, piccole vescicole vicine alla membrana cellulareche contengono canali a cancello

Il Ca++ si lega alla calmodulina

Il complesso Ca-calmodulina si lega alla chinasi

della catena leggera della miosina attivandola

La chinasi attivata fosforila la miosina

ripristinandone l’attività ATPasica.

Il Ca++ entra nelle fibre muscolari lisce attraverso:

♦ canali voltaggio-dipendenti attivati

dalla depolarizzazione

♦ canali attivati meccanicamente

♦ canali a controllo di neurotrasmettitore

Il Ca++ viene anche rilasciato dal R.S.

Meccanismo eccitazione-contrazione

Gli eventi molecolari della contrazione nel muscolo liscio sono simili a

quelli del muscolo scheletrico con alcune differenze:

-Sia nel m. liscio che in quello scheletrico, il segnale di inizio della

contrazione è un aumento del calcio citoplasmatico

-Nel m. liscio il calcio entra da liquido extracellulare oltre a venire

rilasciato dal reticolo sarcoplasmatico

-Nel m. liscio il calcio si lega alla calmodulina. Nel m. scheletrico si lega

alla troponina che manca nel m. liscio

-Nel m. liscio il calcio, che si lega alla calmodulina, è solo il primo passo

della cascata che termina con la contrazione. Nel m. scheletrico il calcio

che si lega alla troponina avvia immediatamente la contrazione

-Nel m. liscio la fosforilazione delle proteine è caratteristica essenziale del

processo contrattile

- Nel m. liscio la regolazione della miosina è il principale controllo della

contrazione. Nel m. scheletrico è l’actina a essere regolata.

Il Ca++ viene rimosso dal citoplasma usando una

proteina di antiporto Ca++-Na+ ed una Ca++-ATPasi

La calmodulina rilascia il calcio e si stacca dalla

chinasi delle catene leggere.

La miosina fosfatasi rimuove il fosfato dalla miosina

diminuendone l’attività ATPasica

La miosina ha una attività ATPasica più lenta quindi la fase contrattileè più lunga (fenomeno del blocco dei ponti trasversali)

MUSCOLO LISCIO UNITARIO

L’onda di depolarizzazione

diffonde nel tessuto

attraverso le giunzioni che

collegano le cellule.

MUSCOLO LISCIO MULTI-UNITARIO

Cellule non connesse elettricamente. Ogni cellula deve essere stimolata indipendentemente.Ciò consente un controllo fine e contrazioni graduate, visto che rende possibile l’attivazioneselettiva di singole fibre.

Nell’iride e nel corpo ciliare dell’occhio, nel tratto genitale maschile e nell’utero tranne che prima del travaglio e del parto.

Fibre colinergiche Fibre adrenergiche

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

A seconda del recettore coinvolto si indurrà vasocostrizione o vasodilatazione nell’arteriola.

Frequenza contrattile costante nel tempo genera vasocostrizione.