Formazione formatori_I partecipanti difficili

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Gestire i partecipanti difficili

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Gestire i partecipanti

difficili

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1. Ecologia (e stress) del formatore

2. Io sono Ok tu sei OK

3. Tipologie e tecniche

4. Il dissenso

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I partecipanti difficili sono

un’opportunità

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come valorizzatore

Il Formatore

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L’ecologia del proprio intervento:

valorizzare le persone rispettando le differenze e prestando attenzione ai bisogni che vengono esplicitamente o implicitamente espressi.

Poiché “la mappa non è il territorio”, il formatore evita i fondamentalismi, condividendo ciò che ritiene vero e lasciando sempre spazio al proprio cambiamento.

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Tenere conto che l’attenzione NON PUO’ essere costante

Rispondere ACCURATAMENTE ad OGNI DOMANDA, anche a quelle non espresse.

NON farsi MAI COINVOLGERE in POLEMICHE: le emozioni negative non aiutano nessuno, per litigare bisogna essere almeno in due.

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Io sono OK – Tu sei OK

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Un mestiere a rischio…

Gestire lo stress è il nostro mestiere

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Io sono OK?

Sono in grado di essere percepito congruente?

Sono in grado di dare l’esempio?

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Io sono OK?

Mi sento sicuro di me?

Mi sento sicuro del mio modo di essere

formatore?

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Io sono OK?

Sono in grado di esprimere

atteggiamenti positivi (attenzione, rispetto, interesse, calore…)?

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Io sono OK?

Ho i piedi ben piantati?

Ho una buona “centratura”?

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Quali sono per voi i partecipanti

difficili?

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Ognuno hai il proprio

ruolo nel gruppo

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Alcune possibili tipologie

il polemico, il killer occulto, l’assente, il logorroico, l’indisciplinato, l’arrivato e il partecipante ideale

Tratto da: “Formazione formatori” di Gianluca

Gambirasio – ed. FrancoAngeli

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Il Polemico

• il polemico: tende a fare polemica e a voler contraddire le posizioni espresse dal trainer.

• Occorre al massimo evitare di entrare in polemica con lui (è tra l’altro quello che vuole).

• Farlo esprimere fino in fondo, non interromperlo, incoraggiarlo e chiedere anche agli altri di esprimere la loro opinione in merito.

• Fare utilizzo di dati e fatti oggettivi per ridurre al massimo l’area delle opinioni.

• Proponiamo ogni nostro consiglio / strumento come un’alternativa che ognuno può liberamente confrontare con la propria esperienza e decidere se farne tesoro o meno

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Il killer occulto

• il killer occulto: all’apparenza sembra che tutto vada bene mentre in realtà non apprezza nulla di quanto viene fatto ed ogni occasione è buona per parlar male del corso, ma sempre alle spalle del trainer.

• Accorgersi per tempo della sua presenza e fargli tirar fuori il suo malessere direttamente in aula e/o ad un break avvicinandosi a lui.

• Se esistono delle criticità è sempre meglio farle emergere per poi poterle affrontare rispetto a far finta di nulla.

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L’assente

• l’assente: non parla, non interviene mai, non fa’ domande.

• Cercare di coinvolgerlo attraverso domande, dargli un ruolo durante un’esercitazione, mantenere un contatto visivo.

• Non dimenticarsi di lui, incoraggiarlo nel prendere parte al corso.

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Il logorroico

• il logorroico: continua ad intervenire cercando di monopolizzare il dialogo. Rispondere in forma sintetica alle sue domande.

• Stopparlo (con i modi giusti!) per lasciar spazio anche agli altri di intervenire. Imporre la regola che i volontari nelle esercitazioni devono sempre essere diversi.

• Non lasciargli troppo spazio altrimenti rischiamo di farci portare fuori strada e non riuscire a mantenere il giusto ritmo per il raggiungimento degli obiettivi del corso.

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L’indisciplinato

• l’indisciplinato: tiene il cellulare acceso, arriva in ritardo, prolunga le pause, si fa i fatti suoi durante le esercitazioni, ecc...

• Non fare finta di niente in quanto rischieremmo di perdere il controllo del gruppo.

• Definire in fase di patto le Regole

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L’arrivato

• l’arrivato: assume l’atteggiamento del “non ho più nulla da imparare”.

• Cogliere la sfida e dimostrargli con i fatti la qualità del corso.

• Chiedergli la cortesia di sospendere il giudizio sul corso fino al suo termine partecipando e condividendo con noi la sua esperienza.

• Alla fine del corso non dimentichiamoci di ascoltare la sua valutazione su quanto fatto.

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Il partecipante ideale

• il partecipante ideale: è molto competente e preparato, partecipa attivamente ed è pure simpatico.

• Accettare di buon grado il suo contributo evitando però di focalizzare la nostra attenzione solo su di lui, trascurando il resto dei partecipanti.

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Come si gestisce

il dissenso?

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Alcune bordate

• Non sono per niente d’accordo con te

• Ho già fatto questo corso e non è servito a nulla

• Questa roba è tutta aria fritta

• Sono i miei capi che dovrebbero fare questo corso

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Il gioco non alimentato si smorza

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E’ un gioco di forze

Provocazione Provocabilità

Offesa Scuscettibilità

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Evitare di ……

Opporsi con troppa decisione per sostenere il proprio

punto di vista

Considerare l’obiezione un’offesa personale e denigrarla

Cercare di dimostrare ad ogni costo il torto dell’altro

Sminuire l’importanza attribuita dal partecipante al suo

problema

Subissare di argomentazioni tecniche

Presumere di averne colto il senso senza approfondire

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In sintesi

1. Ascolto empatico ( i punti che possiamo apprezzare )

2. Non verbale di apertura

3. Riflettere quanto basta

4. Domande di precisione

5. Valorizzarla se possibile

6. Rispondiamo in modo conciso + tecnica del rimbalzo

1. La stai prendendo troppo sul personale ?

2. E’ di contenuto o di relazione ?

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Formatore come Rieducatore emotivo

• indicare eventuali contraddizioni/criticità presenti nelle affermazioni di dissenso

• indicare la presenza di pregiudizi, generalizzazioni ecc…

• approfondire i motivi del dissenso, formulando domande volte a capire il perché delle affermazioni

• incoraggiare, incanalare le potenzialità

• aiutare i partecipanti a coltivare la razionalità, il dialogo costruttivo, privilegiando le esperienza positive

•restituire l’emotività 27

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“Non possiamo insegnare direttamente nulla ad

un’altra persona, possiamo solo facilitarne

l’apprendimento” Carl Rogers

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Grazie per l’attenzione! [email protected]

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