Corso veloce di filosofia per viaggiatori lenti (e curiosi) a cura di Enzo Galbiati per viaggiatori...

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    02-May-2015
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  • Corso veloce di filosofia per viaggiatori lenti (e curiosi) a cura di Enzo Galbiati per viaggiatori lenti (e curiosi)
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  • II Incontro: Venerd 30 aprile: La filosofia necessaria perch inutile: ripresa del concetto di filosofia, breve trattazione dei presocratici e dei sofisti in particolare; come testo da commentare alcune pagine tratte dallEncomio di Elena di Gorgia (Diels Kranz, B11-20); Programma del corso I Incontro: Venerd 23 aprile: Corso veloce di filosofia per viaggiatori lenti (e curiosi): presentazione del corso attraverso un excursus storico della parola filosofia; come testo da commentare alcune pagine tratte dal dialogo Repubblica di Platone (mito della caverna: Libro VII, 514 a 517 a);
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  • IV Incontro: Venerd 14 maggio: Larte di ottenere sempre ragione: sintetica presentazione dellargomentazione logico- sillogistica in Aristotele in relazione al concetto di metafisica; come testo da commentare alcune pagine tratte dal libro IV della Metafisica di Aristotele; Programma del corso III Incontro: Venerd 7 maggio: Lamore platonico non esiste: lamore oggi e nella filosofia di Platone; come testo da commentare alcune pagine tratte dal Simposio di Platone (191 b 192 e; 201 a 202 d)
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  • Programma del corso V incontro: Venerd 21 maggio: Che cosa la verit? I maestri del sospetto: accenni alla filosofia contemporanea e al declino della teoria della verit filosofica; come testo da commentare alcune pagine tratte da Su verit e menzogna in senso extramorale Friedrich Nietzsche. La voce fuori campo del bambino nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders (studi di filosofia e teologia alle spalle prima di fare il regista) che a mo' di filastrocca ripeteva: Quando il bambino era bambino era il tempo di queste domande: perch io sono io e perch non sei tu? Perch sono qui e perch non sono l? Quando comincia il tempo e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole forse solo un sogno? C' veramente il male e persone veramente cattive? Come pu essere che io, che sono io, non c'ero, e che un giorno io, che sono io ora e qui, non sar pi quello che sono qui ed ora?.
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  • Cosa la Filosofia? FILOSOFIA (greco: , latino: Philosophia, inglese: Philosophy, francese: Philosophie, tedesco: Philosophie): amore per il sapere, passione per la conoscenza, tensione alla scienza. Aristotele (Metafisica Libro I, 982 b, 12-15): Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia.
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  • Altra definizione Platone, dialogo Eutidemo (288 e 290 d): Quale la scienza che, posseduta, costituisce una giusta acquisizione? Non forse quella che ci sar di giovamento? Solo la scienza capace sia di produrre, sia di utilizzare il proprio oggetto pu rendere felici.. In questa definizione la Filosofia : 1. il possesso o l'acquisto di una conoscenza che sia nel contempo la pi valida e la pi estesa possibile; 2. l'uso di questa conoscenza a vantaggio dell'uomo.
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  • Le tre linee del percorso 1.Il termine filosofia rispetto alla natura o alla validit del sapere cui la filosofia fa riferimento; 2.il concetto di filosofia rispetto alla natura dello scopo cui la filosofia intende indirizzare l'uso di questo sapere; 3.si possono distinguere i significati del termine filosofia rispetto alla natura del procedimento che si ritiene proprio della filosofia;
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  • La prima linea LA FILOSOFIA E IL SAPERE 1.La prima alternativa stabilisce lorigine divina del sapere (rivelazione o dono); la pi antica, la pi frequente, quella prevalente nelle filosofie orientali 2.la seconda alternativa stabilisce lorigine umana del sapere (esso un acquisto o produzione delluomo): sorta in Grecia, quella di cui il mondo moderno lerede.
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  • La seconda linea LA FILOSOFIA E L'USO DEL SAPERE a)la filosofia contemplativa e costituisce una forma di vita fine a se stessa b)la filosofia attiva e costituisce lo strumento di modificazione o di correzione del mondo naturale o umano
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  • La terza linea LA FILOSOFIA E I SUOI PROCEDIMENTI: a)filosofie sintetiche o creative; b)filosofie analitiche o empiriche
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  • Filosofia (greco: ; latino: Philosophia): amore per il sapere, passione per la conoscenza, tensione alla scienza. LA FILOSOFIA E IL SAPERE: il termine filosofia rispetto alla natura o alla validit del sapere cui la filosofia fa riferimento LA FILOSOFIA E I SUOI PROCEDIMENTI: si possono distinguere i significati del termine filosofia rispetto alla natura del procedimento che si ritiene proprio della filosofia LA FILOSOFIA E L'USO DEL SAPERE: il concetto di filosofia rispetto alla natura dello scopo cui la filosofia intende indirizzare l'uso di questo sapere TRE LINEETRE LINEE lorigine divina del sapere sapere un acquisto o una produzione dell'uomo. metafisica positivistica critica la filosofia contemplativa la filosofia attiva e costituisce lo strumento di modificazione del mondo naturale o umano filosofie sintetiche o creative filosofie analitiche o empiriche
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  • La linea di Platone LA FILOSOFIA E IL SAPERE: il termine filosofia rispetto alla natura o alla validit del sapere cui la filosofia fa riferimento LA FILOSOFIA E I SUOI PROCEDIMENTI: si possono distinguere i significati del termine filosofia rispetto alla natura del procedimento che si ritiene proprio della filosofia LA FILOSOFIA E L'USO DEL SAPERE: il concetto di filosofia rispetto alla natura dello scopo cui la filosofia intende indirizzare l'uso di questo sapere sapere un acquisto o una produzione dell'uomo. metafisica la filosofia attiva e costituisce lo strumento di modificazione del mondo naturale o umano filosofie analitiche o empiriche
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Platone (1) In Platone lidea non concetto / pensiero / rappresentazione mentale, bens ci a cui il pensiero si rivolge quando pensa, lESSERE, ci che ASSOLUTAMENTE, lessenza ontologica ed intelligibile del reale. Il termine in greco antico significa vedere con riferimento alla forma visibile / esteriore di una cosa; dopo Platone idea indica la forma non visibile / intelligibile delle cose. Platone utilizza indifferentemente i termini , o " " e anche e o ad indicare la forma comune di tutti i concetti e di tutta la realt. L'idea platonica sottintende un'uniformit naturale, in cui alle diverse manifestazioni degli oggetti fa capo un'unica forma pura, o "idea", che le accomuna tutte, in maniera simile a un modello o un ARCHETIPO.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Platone (2) Nel linguaggio marinaresco degli antichi Greci, la prima navigazione era quella che si compiva spinti dalla forza del vento, la seconda navigazione era quella che si intraprendeva quando, caduto il vento, si poneva mano ai remi>>> la scoperta del sovrasensibile, delle idee. Per Platone le idee hanno queste due caratteristiche: 1. esse sono il fondamento ontologico della realt: costituiscono cio il motivo che fa essere il mondo, sono le forme con cui il Demiurgo lo ha plasmato. 2. come conseguenza del primo punto, le idee sono anche il fondamento gnoseologico della realt: esse sono la causa che ci permette di pensare il mondo, costituiscono cio il presupposto della conoscenza.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Platone (3) Platone colloca tutte le "idee" in un mondo distinto, il mondo iperuranio (dal greco "oltre" e "cielo"), da cui sgorgano come da una fonte per poi arrivare alla conoscenza dell'uomo. Nelle idee consiste pertanto l'unione immediata di essere e pensiero che era stata enunciata la prima volta da Parmenide. Trovandosi per a dover conciliare la staticit di Parmenide col divenire di Eraclito, Platone le concepisce gerarchicamente, da un minimo fino a un massimo di essere, per rendere ragione della molteplicit del mondo. In cima a tutte sta l'idea del Bene, quella che possiede pi propriamente l'Essere.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Gorgia (1) Le tre tesi del frammento Intorno alla natura: 1.Nulla 2.Se anche qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile 3.Se anche qualcosa fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile agli altri Poich non esistono n l'"essere", n il "non essere", un insieme di "essere" e "non essere" non sarebbe possibile. Per questi motivi nulla c': l "essere" non esiste.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Gorgia (2) NellEncomio di Elena Gorgia si pone l'obiettivo di scagionare Elena, moglie di Menelao, dalla terribile colpa di aver provocato, abbandonando il marito per seguire Paride a Troia, la sanguinosa guerra di Troia. Il filosofo per discolparla presenta una serie di implicazioni logiche secondo le quali Elena non realmente colpevole del conflitto tra i greci e i troiani: si riferisce infatti alla tyche, il "destino, all'eros, alla persuasione della parola e alla forza fisica. Elena innocente, poich il movente del suo gesto esterno alla sua responsabilit. Schematizzando, Elena pu aver agito per questi motivi: 1.Per decreto degli di: non si era potuta opporre al fato; 2.Era stata rapita con la forza; 3.Era stata persuasa dalle parole di Paride; 4.Era stata vinta dalla passione amorosa.
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  • Di nuovo Platone : lamore platonico non esiste! Entrambe le espressioni indicano l'amore diretto alle qualit morali ed intellettuali di una persona piuttosto che a quelle fisiche. I termini si riferiscono al legame affettivo molto speciale che intercorre tra due uomini, maestro e allievo, che Platone aveva descritto nei suoi Dialoghi Amore platonico il modo in cui comunemente si definisce una forma di amore sublimata, che esclude la dimensione sessuale e passionale. Sembra che il termine amor platonicus sia stato coniato nel XV secolo da Marsilio Ficino come sinonimo di amor socraticus.
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  • La linea di Aristotele LA FILOSOFIA E IL SAPERE: il termine filosofia rispetto alla natura o alla validit del sapere cui la filosofia fa riferimento LA FILOSOFIA E I SUOI PROCEDIMENTI: si possono distinguere i significati del termine filosofia rispetto alla natura del procedimento che si ritiene proprio della filosofia LA FILOSOFIA E L'USO DEL SAPERE: il concetto di filosofia rispetto alla natura dello scopo cui la filosofia intende indirizzare l'uso di questo sapere sapere un acquisto o una produzione dell'uomo. metafisica la filosofia contemplativa filosofie sintetiche o creative
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (1) La filosofia scienza delle cause e ricerca delle essenze. La filosofia di Aristotele muove dalla stessa esigenza platonica di ricercare un principio eterno e immutabile che spieghi il modo in cui avvengono i mutamenti della natura. Come il suo maestro Platone, Aristotele ha ben presente la contrapposizione filosofica venutasi a creare tra Parmenide ed Eraclito Anche Aristotele pertanto si propone di conciliare le loro rispettive posizioni di pensiero: l'Essere statico di Parmenide con l'incessante divenire di Eraclito. Per cui tutto muta in natura, tutto scorre, ma non a caso: seguendo sempre regole fisse, cio un principio.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (2) A differenza di Platone, Aristotele ritiene che le forme in grado di guidare la materia non si trovino al di fuori di essa: non ha senso secondo lui sdoppiare gli enti per cercare poi di riconciliarli in qualche modo; ogni realt invece deve avere in se stessa, e non nelle idee, le leggi del proprio costituirsi. Il fatto che tutti i fenomeni naturali siano soggetti a costante mutamento significa per Aristotele che nella materia sempre insita la possibilit di raggiungere una forma precisa. Compito della filosofia proprio quello di scoprire le cause che determinano il perch un oggetto tenda ad evolversi in un certo modo e non diversamente.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (3) Aristotele parla di quattro "cause: 1.causa formale: consiste nelle qualit specifiche dell'oggetto stesso, nella sua essenza; 2.causa materiale: la materia il sostrato senza cui l'oggetto non esisterebbe; 3.causa efficiente: l'agente che determina il mutamento; 4.causa finale: la pi importante di tutte, in virt della quale esiste un'intenzionalit nella natura; lo scopo per cui una certa realt esiste. La scienza delle cause consente di affrontare in maniera pi sistematica e razionale il problema dell'Essere e delle sue possibili determinazioni, sorto la prima volta con Parmenide. Quest'ultimo aveva detto dell'Essere soltanto che , e non pu non essere, ma non aveva aggiunto cosa esso sia, lasciandolo senza un predicato. Ne risultava un concetto evanescente, che rischiava di venir confuso col non-essere..
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (4) Aristotele con la sua metafisica / ontologia si propone proprio di mostrare che l'essere determinato in una molteplicit di attributi, che lo rendono multilaterale pur nella sua unit. L'ontologia, in quanto metafisica, la "filosofia prima" aristotelica, che ha come suo primario oggetto di indagine l'essere in quanto tale, e solo in via subordinata l'ente (dal greco , genitivo di , essente). "In quanto tale" significa a prescindere dai suoi aspetti accidentali, e quindi in maniera scientifica. Solo di ci che permane come sostrato / sostanza fissa e immutabile, infatti, si pu avere una conoscenza sempre valida e universale, a differenza degli enti soggetti a generazione e corruzione, ragion per cui del particolare non si d scienza.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (5) Per conoscere gli enti occorrer dunque fare sempre riferimento all'Essere; Aristotele intende per ente tutto ci che esiste (da ex-sistentia, essere da), a differenza dell'Essere che invece in s e per s: mentre l'Essere uno, gli enti non sono tutti uguali. Per il filosofo essi hanno vari significati: l'ente un "pllachos legmenon" (dal greco ), ossia si pu dire in molti modi. Ente sar ad esempio un uomo, cos come il suo colore della pelle. Introducendo gli enti, Aristotele cerca di risolvere il problema ontologico di conciliare l'essere parmenideo col divenire di Eraclito, facendo dell'ente un sinolo indivisibile di materia e forma: come gi accennato, infatti, la materia possiede un suo modo specifico di evolversi, ha in s una possibilit che essa tende a mettere in atto. Ogni mutamento della natura quindi un passaggio dalla potenza alla realt, in virt di un'entelechia, di una ragione interna che struttura e fa evolvere ogni organismo secondo leggi sue proprie.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (6) Cercando di superare il dualismo di Platone in seno all'essere, Aristotele sostiene cos l'immanenza dell'universale. La sua soluzione tuttavia risente fortemente dell'impostazione platonica, perch, come gi il suo predecessore, anche lui concepisce l'essere in forma gerarchica: per cui da un lato vi l'Essere eterno e immutabile, identificato con la vera realt, che basta a se stesso in quanto perfettamente realizzato; dall'altro vi l'essere in potenza, proprio degli enti, che per costoro soltanto la possibilit di attuare se stessi, di realizzare la loro forma in atto, la loro essenza. Anche il non-essere quindi in qualche modo , almeno come poter-essere. E il divenire consiste propriamente in questo perenne passaggio verso l'essere in atto.
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  • Alcuni aspetti della filosofia di Aristotele (7) Le leggi che guidano la logica, non dimostrabili ma intuibili con un atto immediato, sono il principio di identit, per il quale A = A, e il principio di non-contraddizione, per cui A non-A. Il sillogismo un ragionamento concatenato che, partendo da due premesse di carattere generale, una "maggiore" e una "minore", giunge ad una conclusione coerente su un piano particolare. Sia le premesse che la conclusione sono proposizioni espresse nella forma soggetto predicato. Esempio di sillogismo: Tutti gli uomini sono mortali; Socrate uomo; dunque Socrate mortale.
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  • La verit in filosofia: definizioni(1) Si possono distinguere almeno cinque concetti fondamentali della Verit in ambito filosofico: 1. La verit come corrispondenza 2. La verit come rivelazione (empirica e/o teologica) 3. La verit come conformit ad una regola 4. La verit come coerenza logica 5. La verit come utilit Platone (Cratilo, 385 b): Vero il discorso che dice le cose come sono, falso quello che le dice come non sono Aristotele (Metafisica, IV, 7, 1011b): Negare quello che e affermare quello che non , il falso, mentre affermare quello che e negare quello che non , il vero
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  • La verit come corrispondenza (2) ( Praeterea, veritas est adaequatio rei et intellectus. Sed haec adaequatio non potest esse nisi in intellectu. Ergo nec veritas est nisi in intellectu. (San Tommaso, De veritate, q. 1 a. 2 s. c. 2). Cio, in breve: veritas est adaequatio rei et intellectus (la verit l'adeguatezza / corrispondenza della cosa e dell'intelletto). Platone (Cratilo, 385 b): Vero il discorso che dice le cose come sono, falso quello che le dice come non sono Aristotele (Metafisica, IV, 7, 1011 b 26): Negare quello che e affermare quello che non , il falso, mentre affermare quello che e negare quello che non , il vero
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  • Secondo teorema la verit nel pensiero e nel linguaggio e non nellessere o nella cosa (Metafisica, VI, 4, 1027 b 25) La verit come corrispondenza: i due teoremi di Aristotele (3) Primo teorema La misura della verit lessere o la cosa e non il pensiero o il linguaggio: sicch una cosa non bianca perch si asserisce con verit che tale, ma si asserisce con verit che tale perch essa bianca (Metafisica, IX, 10, 1051 b 5).
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  • Le tre linee del percorso: appendice Lopera di Friedrich Nietzsche Il frammento postumo Su verit e menzogna in senso extramorale (scritto nel 1873 allet di 29 anni)
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  • Le tre linee del percorso: appendice LA FILOSOFIA DELLA FILOSOFIA : a) dalla critica della filosofia alle teorie della fine della filosofia b) dalla filosofia alla postfilosofia c) la riabilitazione della filosofia.
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  • Appendice: la filosofia della filosofia a)dalla critica della filosofia alle teorie della fine della filosofia: Wittgenstein, neopositivisti, antropologia strutturale. b)dalla filosofia alla post-filosofia: Heidegger, Derrida, Rorty, Lyotard. c)la riabilitazione della filosofia: neoscolastica, varie forme di ermeneutica, filosofie analitiche e metafisiche anglosassoni
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