Città, imprese e innovazione nella Programmazione 2014-2020 Carpe Diem: cogliere l’attimo...

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  • Citt, imprese e innovazione nella Programmazione 2014-2020 Carpe Diem: cogliere lattimo fuggente dei nuovi Fondi Strutturali di Robert Leonardi, Visiting Professor di Politiche Europee, School of Government, LUISS, Roma Direttore Economic and Social Cohesion Laboratory Ltd, London 16 Dicembre 2013 Palazzo Medici-Riccardi, Firenze
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  • Leffetto della crisi economica-finanziaria e della crisi politico- amministrativa italiana sullattuazione della Politica di Coesione, 2007-2013 Attuazione della programmazione 2007-2013 e` stata a livelli bassi Accellerata durante lultimo anno per la centralizzazione dei Fondi: a. Regioni convergenza: la media al 31 ottobre 2013: 40,5% per I pagamenti del FESR (POR, PON e POIN) e al 43,1% per I pagamenti del FSE (POR e PON) b. Regioni competitivita`: la media al 31 ottobre 2013: 53,1% per I pagamenti del FESR (POR) e al 61,0% per I pagamenti FSE (POR e PON)
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  • Tavola 1. I Pagamenti al 31 ottobre 2013 per I POR e i PON, Convergenza e Competitivita`, Programmazione 2007-2013
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  • Tavola 2. Piano DAzione Coesione (PAC), Riprogrammazione dei POR e PON 2007-2013
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  • Tavola 3. Raffronto dei pagamenti FESR Convergenza, 2012 e 2013
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  • Tavola 4. Raffronto dei pagamenti FESR Competitivita`,2012 e 2013
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  • Tavola 5. Raffronto dei pagamenti FSE Convergenza, 2012 e 2013
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  • Tavola 6. Raffronto dei pagamenti FSE Competitivita`,2012 e 2013
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  • 1.Difficolt di bilancio dei comuni, patto di stabilita` 2.Riluttanza degli imprenditori ad investire durante la recessione 3. Riluttanza delle banche a prestare finanziamenti 4. Incertezze riguardanti il sistema amministrativo al livello sub-regionale connesso al ruolo e allesistenza delle province 1.Instabilit politica al livello nazionale: elezioni parlamentari e cambiamenti di governo. 2.Estrema frantumazzione dei progetti identificati dai POR, specialmente per le regioni della convergenza. 3.Sistema di controllo regione-comune inadeguato Leffetto della crisi economica-finanziaria e della crisi politico-amministrativa italiana sullattuazione della Politica di Coesione, 2007-2013
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  • Considerazioni sullandamento dei pagamenti dei Fondi Strutturali del 2007-2013 1.Rimane una sostanziale differenziazione fra il livello dei pagamenti del FSE e del FESR. La spesa del FSE supera in gran parte delle regioni il livello di spesa del FESR. Le eccezioni sono: a) la Puglia fra le cinque regioni della convergenza, 48,3% FSE v. 50,7% FESR; e b) sei delle 16 regioni/province autonome della competitivit: Abruzzo, Lombardia, Marche, Bolzano, Toscana e Val dAosta. 2.Pagamenti FESR al 31/10/2013: tutte le regioni della competitivit avevano superato il 50% della spesa programmata, ad eccezione della Valle DAosta che toccava il 48,9%. 3.Pagamenti FESR al 31/10/2013: tre delle cinque regioni della convergenza rimangono in una situazione critica (Calabria, Campania e Sicilia). Rimane la sfida di spendere a livello regionale e non solo nazionale in modo programmato. 4.Una simile considerazione va fatta per I tre PON della convergenza (Reti, Ricerca e Sicurezza): possibile prevedere che continui la spesa al di fuori dei programmi operativi formulati dallaccordo di programmazione iniziale con la UE?
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  • Cosa si deve superare? Le difficolt gestionali e di metodo nelluso dei Fondi nel ciclo precedente ed in quello nuovo 1. Differenza di rendimento fra I livelli di attuazione (o capacita amministrativa) delle regioni della convergenza e quelle della competitivita`. Bilanci differenziati. 2. Gestione troppo focalizzata sulla forma di programmi/progetti e non sufficientemente sulla sostanza: a) la validita dei contenuti in relazione alle esigenze territoriali di sviluppo e b) la misurazione di risultati, tempi, ed impatto economico. Il nuovo ciclo razionalizza la gestione o la rende pi complessa? 3. Instabilit amministrativa al livello regionalecontinuo ricambio dei dirigenti (spoils system) per le Autorita` di gestione, audit e certificazione. Non sono previste altre elezioni regionali fino al 2015 ma queste potrebbero rallentare il completamento della certificazione 2007-2013 e lavvio della nuova programmazione 2014-2020. 4. Incertezza sulla struttura gestionale al livello sub-regionalep.e., organi intermedi e ruolo delle province. Nuova programmazione ipotizza un nuovo raggrupamento dei comuni e punta sulle 14 aree metropolitane definite dalla leggislazione nazionale e dalle regioni a statuto autonomo. Ipotesi di creazione di Gruppi di azione locale (GAL).
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  • La nuova programmazione, 2014-2020 1. Nuovi obiettivi della Politica di Coesione e di Europa 2020: sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo. 2. Enfasi sui prodotti dei progetti e sui risultati del programma operativo nel suo complesso. 3. Ruolo fondamentale degli indicatori empirici definiti ex-ante che regoleranno la scelte delle azioni e progetti da intraprendere, I tempi di attuazione, il controllo tempestivo delle attivita` intraprese, la co-gestione nazionale, la valutazione finale dei risultati. 4. Ruolo delle regioni ed enti locali nellattuazione degli obiettivi, specialmente per quanto riguarda le citta` e le aree internep.e., come predisporre la programmazione sovra-comunale per la scelta delle azioni riguardanti queste due aree 5. Forte enfasi sulloperazionalizzazione della gestione multi-livello: Patto di Azione Locale, Investimenti Integrati Territoriali, Gestione Integrata, coinvolgimento degli attori socio-economici
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  • Il ruolo delle citt nella nuova programmazione, 2014-2020 sulla base della bozza di Contratto di Partenariato Italia-UE, 12/12/2013 Obbiettivo dellAgenda Urbana: rafforzare le funzioni di servizio che I poli urbani offrono al Paese attraverso il potenziamento e linnovazione nellofferta di servizi a cittadini e imprese. Metodo: attuazione di programmi di sviluppo locale partecipato sulla base della sperimentazione gi attuata attravero I Patti Territoriali, Progetti Integrati Territoriali (2000-2006), Progetti urbani e territoriali nel 2007-2013. Base giuridica: Regolamento 2014-2020 che crea lo spazio per interventi di Community-Led Local Development (CLLD). Valido per I poli urbani ma anche per le aree interne. Definizione di CLLD: una progettazione e gestione degli interventi per lo sviluppo da parte degli attori locali che si associano in una partnership di natura mista (pubblico-privata) e affidano un ruolo operativo (gestionale e amministrativo) al Gruppo di Azione Locale (GAL), il quale deve elaborare un Piano di Azione Locale per tradurre gli obiettivi in azioni concrete dotandosi di una struttura tecnica in grado di effettuare tali compiti. I Piani di Azione e I GAL dovranno concentrarsi su un esiguo numero di ambiti di intervento, in ogni caso non superiore a tre. 16/12/13
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  • I settori dintervento dei Piani dAzione: FESR, FSE, FEAMP, Sviluppo Rurale Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agro-alimentari, artigianali e manifatturieri, produzioni ittiche) Sviluppo della filiera dell energia rinnovabile (produzione e risparmio energia) Turismo sostenibile Cura e tutela del paesaggio, delluso del suolo e della biodiversit (animale e vegetale) Valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territorio Accesso ai servizi pubblici essenziali Inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati e/o marginali Legalit e promozione sociale nelle aree ad alto tasso di esclusione sociale Riqualificazione urbana con la creazione di servizi e spazi inclusivi per la comunit Reti e comunit intelligenti Diversificazione economica e sociale connessa ai mutamenti nel settore della pesca 16/12/13
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  • I parametri finanziari dellAgenda Urbana ed I potenziali problemi gestionali Indicazione del possibile finanziamento stabilito dalla Bozza : dal 5% al 10% dei POR ed il minimo e massimo dei Piani pu variare da uno a cinque milioni di Euro. A questo livello di finanziamento ci potranno essere dai 300 ai 500 programmi finanziati La gestione dei programmi urbani sar affidato ai GAL, costituiti su proposta locale. La passata gestione dei progetti urbani: 1. formulazione e gestione dei bandi; percorso lungo e contenzioso 2. micro dimensioni dei progetti 3. difficolt di stima dellimpatto economico e sociale 4. scarsa presenza del settore privato 5. certificazione incerta 16/12/13
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  • Esempio: spesa del P.O. FESR, Regione Campania, 31/10/2013. Si sta puntando sui settori in grado di stimolare leconomia o la diffusione della spesa? Pagamenti Certificazione Asse 1: Sostenibilit ambientale 26,7 16,9 Asse 2: Competitivit 36,5 25,3 Asse 3: Energia 16,2 8,8 Asse 4: Trasporti 51,7 43,0 Asse 5: Societ dellinformazione 11,2 5,3 Asse 6: Sviluppo urbano 34,8 20,7 Asse 7: Assistenza tecnica 35,1 24,6 Dotazione finanziaria: 4,6 Miliardi 1,6 Miliardi 1,1 Miliardi Fonte: Regione Campania 16/12/13
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  • Quali sono le sfide tecniche della nuova programmazione? (1 di 2) 1.Spostamento di enfasi dalla forma alla sostanza, richiede competenze tecniche specifiche 2.Privilegiare la programmazione europea (Fondi Strutturali) rispetto a quella nazionale (fondi ex-FAS) per evitare il disimpegno per motivi di mancanza di fondi e le restrizioni del patto di stabilit. Ad esempio, I 690 Mln per progetti di investimenti, infrastrutture, ed altro che la Sicilia ha dovuto disimpegnare dai fondi FAS. Questo nodo non stato ancora sciolto. 3.Selezione di progetti in grado di produrre risultati quantificabili durante tutta la fase di attuazione (cioe`, periodicamente per I rapporti annuali sullattuazione che saranno dovuti). Puntare sui grossi progetti. 4.Possibilit di simulare I risultati nella valuazione ex-ante che diventera` il termine di paragone per I rapporti annuali di attuazione
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  • Quali sono le sfide tecniche della nuova programmazione? (2 di 2) 1.Capacit di reperire e riportare dati sullattuazione dei progetti su base annuale. 2.Capacit tecnica in programmazione regionale, conoscenza analitica del territorio, e capacita` di gestione di programmi multi-livello per gli Investimenti Integrati Territoriali, Programmi Integrati, e Programmi di Azione Locale 3.Capacit di apprendere dallattuazione dei programmi e conseguente capacit di rimodulare progetti che hanno rendimenti bassi
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  • Cosa si deve fare a breve per poter usufruire immediatamente dei Fondi Strutturali 2014-2020 1.Suddivisione del territorio in aggregazioni in grado di riflettere le esigenze delle citt e delle aree interne. Questo processo di identificazione delle zone interne e` stato avviato per lo sviluppo rurale ma non ancora per le aggregazioni urbane. Sar lasciato alle regioni attraverso bandi. 2.Per le aggregazioni urbane: necessita` di identificare la struttura sovra-comunale per scegliere gli investimenti, formulare le azioni, coordinare il ruolo dei comuni e degli stakeholders, controllare I progetti. GAL spontenei o basati su logiche strategiche? 3.Ruolo delle province: abolizione entro la fine di questanno complica lavviamento dellavvio del prossimo ciclo di programmazione poiche coincide con esso. Laggregazione dei comuni sar veloce o richieder molto tempo? 4.Capacit delle regioni nel predisporre obiettivi di pianificazione strategica regionale, con chiare scelte prioritarie; di carattere sia integrata che settoriale nel campo p.e. di: trasporti, ricerca, servizi, ed industria. Il taglio dei finanziamenti per le infrastrutture richieder un ruolo molto pi attivo del livello nazionale e dellANAS e delle Ferrovie dello Stato nella progettazione e realizzazione degli investimenti.
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  • Conclusioni: cambiamenti che possono essere intrapresi ai livelli nazionale e regionale nella preparazione del nuovo ciclo di programmazione (1 di 2) 1.Programmi di formazione tecnica dei dirigenti regionali e nazionali attraverso la nuova Agenzia per la Coesione territoriale o allinterno del PON governance e assistenza tecnica della programmazione 2007-2013 2.Programmi di formazione tecnica dei nuclei di valutazione regionali 3.Reclutamento di esperti esterni per esigenze specifiche 4.Programmi twinning per usufruire delle conoscenze tecniche di altre regioni italiane ed europee nella gestione dei Fondi 5.Mobilita` del personale interno per poter reclutare sulla base di conoscenze tecniche
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  • Conclusioni: cambiamenti che possono essere intrapresi ai livelli nazionale e regionale nella preparazione del nuovo ciclo di programmazione (2 di 2) 1.Meetings interdipartimentali per lattuazione di co-decisioni 2.Ristrutturazione degli uffici nazionali (Roma) e europei (Bruxelles) delle regioni in funzione della gestione ottimale dei Fondi Strutturali 3.Incontri regolari con I comuni ed I gruppi socio-economici per il coordinamento delle iniziative 4.Creazione dei gruppi di lavoro al livello nazionale nellambito dellAgenzia e della conferenza Stato-Regioni