Musica Jazz daily - Speciale Roma Jazz festival

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    10-Mar-2016
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In occasione del Roma jazz festival, lo staff di Musica jazz, il mensile di jazz in Italia dal 1945, pubblica un freepress per raccontare le notizie, le anteprime e i protagonisti di una manifestazione di successo giunta alla 34° edizione.

Transcript of Musica Jazz daily - Speciale Roma Jazz festival

  • speranza Spalding ultimamente sulla bocca di tutti, stampa specializzata e non. Contrabbasso e voce, ha da poco licenziato il Cd Chamber Music Society.Per dieci anni ho suonato musica classica, prima an-cora di scoprire il contrabbasso e il jazz. Ora il mio so-gno sarebbe riuscire a comporre, suonare e far gradire la mia musica a chiunque ascolti le radio commerciali, facendo passare loro qualche arrangiamento pi ricco,

    qualche elemento narrativo che prediligo.A cosa si riferisce il titolo del tuo nuovo disco?Credo ci sia una musica da camera che considera la possibilit di usa-re differenti linguaggi, ritmi, tonalit e colori, e che possa essere lo specchio di un cambiamento radicale. In questo senso, alla fi ne si ri-cade nel signifi cato profondo del jazz: un sistema in grado di sintetiz-zare tutti questi elementi diversi per creare la propria autonomia.Sei diventata ormai una star, com cambiata la tua vita?Non molto. Sono soltanto pi preoccupata perch ho paura di delu-dere il mio pubblico.Come immagini la tua vita se non ci fosse stata la musica?Mi sarebbe piaciuto lavorare in una fattoria, a stretto contatto con la natura. Oppure a contatto con le persone, perch mi interessa anche molto la politica; in fondo ci sono aspetti della nostra terra e del nostro modo di vivere che, se affrontati nel giusto modo, ti possono mettere in contatto con le forme pi primordiali del nostro rapporto con la natura. Difenderei dunque lecosistema dalle malefatte di oggi.Dopo aver suonato con musicisti come Milton Nascimiento, Mc-Coy Tyner, Wayne Shorter e Joe Lovano, ti stai dedicando alla tua musicaAppena fi nito il tour riprender la lavo-razione di un nuovo disco, Radio Mu-sic Society, dedicato alla musica con la quale sono cresciuta e che ascolta-vo in radio, molto pi funk dei brani di questo mio disco.

    Federico Scoppio

    LULTIMA RIVELAZIONE

    M U S I C AM U S I C A

    S P E C I A L E R O M A J A Z Z F E S T I V A L

    11/19NOVEMBRE

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    DA NON PERDERE

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    GIOVANNI GUIDI & THE UNKNOWN REBEL BANDRivoluzione per ottantotto tasti e tentettoPianista di Foligno giovane ma gi affermato, Guidi ha deciso un paio danni fa di mettere in piedi un ensemble di giovani musicisti e disegnare un progetto compiuto, un viaggio musicale che potesse permettergli di esprimersi al meglio. Al centro dellopera dovevano esserci i ribelli sconosciuti, coloro che in molti casi hanno perso la vita a costo di partecipare a importanti processi di liberazione senza avere per la fortuna e la dignit di poter essere ricordati. La prima immagine da cui siamo partiti, seppur famosissima, anche la storia di un volto senza nome: lo studente cinese davanti ai carri in piazza Tienanmen. Fu il Times a soprannominarlo Unknown Rebel. Da un punto di vista pi prettamente musicale stato necessario attingere a materiale anche molto lontano dal jazz, prossimo a tradizioni folcloriche e popolari. Uno sguardo trasversale e compiuto su un concetto senza coordinate temporali: il concerto attraversa cos secoli e storie, continenti e tradizioni. Eppure ben radicato nellattualit. Raccontare le rivoluzioni mi fa credere che ci sia speranza. Credo che si stia infatti affacciando un personaggio assolutamente in grado di compiere una rivoluzione pacifi ca: non un ribelle sconosciuto ma il nome non lo dico; lo potrete trovare tra i ringraziamenti nel booklet del disco della Unknown Rebel Band. Due parole sul futuro, Giovanni? Il mio prossimo disco uscir a gennaio per CamJazz e rappresenta un altro lato del lavoro che sto svolgendo nellultimo periodo, cio quello della ricerca su materiale molto semplice che possa lasciare gran parte dello spazio allimprovvisazione e allinterplay dei musicisti coinvolti: Gianluca Petrella, Michael Blake, Thomas Morgan e Gerald Cleaver. A febbraio faremo anche un lungo tour in Italia.

    Federico Scoppio

    MACY DAYDecadente e sensuale, Macy Gray torna a Roma dopo sei anni di lontananza e loccasione ghiotta assai perch presenta i brani del suo ultimo lavoro The Sellout, pubblicato nel giugno di questanno. Nel disco racconto la storia di come ho trovato la salvezza semplicemente essendo me stessa e non quello che gli altri volevano che fossi. Ero arrivata al punto di aver perso di vista chi era veramente Macy Gray. Diva del soul e del funk, timbro inconfondibile e voce graffi ante, pi di quindici milioni di dischi venduti nel mondo e una serie di Grammy da far girare la testa, non ha la minima intenzione di svendersi, a dispetto del titolo del disco. Ascoltare e vedere per credere.

    Antonio Blasi

    Esperanza SpaldingDomenica 14 novembre

    Sala Petrassi, ore 21 Biglietto: 18 euro

    GIOVED 11 NOVEMBRESALA SINOPOLI,

    BIGLIETTO: 5 EURO

    ORE 21

    ore21 Mercoled 17 novembre Special event Sala Santa Cecilia Biglietto: da 25 a 45 euro

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  • Via per Cadrezzate, 6 - 21020 BREBBIA (VA) DUCALE snc

    Tel: 0332 770784 - 770189 Fax: 0332 771047

    [email protected] Richiedete il catalogo

    Distribuzione esclusiva

    www.ducalemusic.it

    Jan Garbarek

    Officium Novum

    The Hilliard Ensemble

    Jan Garbarek sassofono

    David James controtenore

    Rogers Covey-Crump tenore

    Steven Harrold tenore

    Gordon Jones baritono

    foto

    : Pa

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    Nik Brtsch's Ronin

    LLYRA

    Nik Brtsch, pianoforte

    Sha, clarinetto e sassofono

    Bjrn Meyer, basso

    Kaspar Rast, batteria

    Andi Pupato, percussioni

    Charles Lloyd Quartet

    MIRROR

    Charles Lloyd, sassofono e voce

    Jason Moran, pianoforte

    Reuben Rogers, contrabbaso

    Eric Harland, batteria, voce

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  • www.romajazzfestival.it

    http://www.inpgi.it/?q=node/520

    artire dalla tradizione yiddish, mescolarla al jazz, sporcarla con chitarre acide e distorte manipolando la fonte come fosse plastilina per trasformarla in materia nuova: questo fa Gabriele Coen con i suoi Jewish Experience. E se John Zorn protagonista dellavanguardia nella downtown scene newyor-kese ha deciso di pubblicare per la propria etichetta Tzadik lultimo disco di Coen, Awakening, si pu star certi che il sassofonista romano far parlare ancora molto di s. Durante la pausa di un concerto di Zorn allo Stone di New York lo avvicinai, perch da sempre uno dei miei artisti preferiti, e timidamente gli passai il mio vecchio album. La mattina dopo mi arriv via email un suo messaggio entusiasta: aveva ascoltato il disco per tutta la notte e avrebbe voluto produrre un mio nuovo album

    per la sua etichetta. Si realizzava un mio sogno. Due lavori allattivo con questa formazione e un ruolo da protago-nista nel klezmer revival degli ultimi quindici anni con i Klezroym (cinquantamila copie vendute), Coen un musicista che porta avanti con forza e caparbiet la propria musica: La mia idea pensare a una nuova musica ebraica che sappia guardare al futuro, conservando il rispetto per la tradizione con lobiettivo di innovarla. Sul palco sono con lui alcuni dei pi interessanti musicisti che hanno caratterizzato negli ultimi anni tanto la scena romana quanto quella della penisola: Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Loddo al contrabbasso, Luca Caponi alla batteria e Lutte Berg alla chitarra, pi diversi ospiti di spessore.

    Andrea Scaccia

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    11/19 NOVEMBRE 2010 M U S I C A

    Gabriele Coen Jewish Experience

    Dolcemente pop il canto di Chiara Civello nel suo recente 7752. La protagonista del jazz romano di anni fa ha trovato il successo dopo aver cambia-to vita, trasferendosi a New York. La maggior par-te delle nuove composizioni nasce dopo un viaggio in Brasile del 2008, nel quale ho conosciuto artisti del panorama contemporaneo brasiliano e sono nate molte collaborazioni: Ana Carolina, Dudu Fal-co, Antonio Villeroy, Maria Gad. I brasiliani sono soliti comporre insieme e questa caratteristica ha aggiunto qualcosa al mio metodo di vivere la mu-sica. Direi che pi comunitario, meno solitario. Chiara Civello sa cantare gli standard ma ha sem-pre voluto cimentarsi con la composizione e, se dovesse scegliere qualche suo maestro, citerebbe le accoppiate Sinatra-Jobim e Getz-Gilberto, oltre a Caetano Veloso, Djavan, Chico Buarque e Milton Nascimento. A Roma interpreta, accompagnata da un trio jazz, recenti composizioni proprie, con

    unemozione tutta particolare: la citt in cui sono nata; non ho una casa ma mi piace affi ttare un appartamento cambiando quartiere di volta in volta, a seconda delle mie esigenze di luce, silen-zio e spazio. Ho vissuto in tanti luoghi ma ancora non sui laghi [cita Sanremo della passata edizione con un bel sorriso]. A New York ho cambiato nove appartamenti e ora fi nalmente ho trovato quello che volevo. Adesso vivo tra la Grande mela, Roma e Rio, e sono felice. Se ti chiedessero con quale musicista internazionale vorresti collaborare, cosa risponderesti? La lista lunga e non sarebbe solo di musicisti internazionali ma, visto che me lo chie-di, mi piacerebbe lavorare con Claus Ogerman, con Ryuichi Sakamoto, scrivere con John Meyer, con Joan Wasser (alias Joan as Police Woman), con Sufjan Stevens, Antony and the Johnsons e Char-lie Haden.

    Federico Scoppio

    SOPHISTICATED LADYChiara Civello, la voce che seppe conquistare Burt Bacharach

    ORE 21SABATO 13 NOVEMBRE SALA SINOPOLI BIGLIETTO: 15 EURO

    ROMA - NEW YORK ANDATA E RITORNO

    Venerd 12 novembreTeatro