Liberiamo il pluralismo

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    16-Mar-2016
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articolo sui tagli all'editoria

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  • La nuova ecologia / gennaio 201222 gennaio 2012 / La nuova ecologia

    intenti nobili. I contributi diretti alleditoria non costituiscono n una regalia n un privilegio. Sono stabiliti da una legge e hanno, come ogni altro tipo di contributo pubblico, una motivazione condivi-sibile. Si pu ragionare su sperperi o sostegni a pubblicazioni che non meritano. Si impone, come richie-sto dal presidente Napolitano, unopera di bonifica che aiuti a rendere pi favorevole il clima verso questo sostegno. Occorre ragionare con pacatezza. Il vento anti casta non consente un dibat-tito sereno. Si decide solo sullonda di spinte che vengono dalla piazza, non importa se quella delle grandi citt o quella mediatica. Non porta consensi ad alcuno schieramento difendere i contributi di cui stiamo ragionando. Viene pi facile getta-re a mare tutto il sistema, testate e giornalisti compresi. Che poi ce ne rimetta il dibattito pubblico o si rischi di perdere fogli che hanno fatto la storia di questa Italia non importa a nessuno. Anche perch alla fine ci rimettono sempre quelli che spesso fanno fatica. Fra questi i periodici diocesani, che nel loro complesso percepiscono meno di 4 milioni di euro allanno per circa 70 testate, sulle 189 che compon-gono la Federazione italiana setti-manali cattolici.

    Si tratta di briciole, 20 cente-simi a copia stampata, ma indi-spensabili per chi abituato a far quadrare i conti con risorse limi-tate. Ora sono in forte discussione i contributi per il 2011. Solo negli ultimi mesi gli editori hanno ap-preso che lo Stato sarebbe interve-nuto con un drastico taglio, quan-do ormai quelle somme erano state inserite in bilancio. Per il secondo anno consecutivo su molti giornali arrivata una tegola inaspettata. Il primo aprile 2010 le tariffe po-stali furono incrementate del 121% nel giro di una notte per il ritiro, da parte dello Stato, della propria integrazione alle Poste. Le aziende editrici scoprono, sul finire dellan-no, che le somme messe in conta-

    primopiano

    ont i nua i l press i ng sulleditoria. La crisi economica impone tagli a tutti, ma i contributi diretti ai giornali sono

    da tempo nellocchio del ciclone. La manovra Monti, al terzo com-ma dellart. 29, ha previsto la fine di questo sistema (al 31/12/2013) istituito nel 1981 e rivisto con la legge 250 del 1990. Gi il gover-no precedente era intervenuto in maniera pesante. Da questo rias-setto vengono coinvolte numerose testate. Per diverse di queste non sar semplice uscirne indenni. Si parla di almeno 100 giornali e 4.000 posti di lavoro a rischio, a

    C

    Centinaia di giornali rischiano di chiudere a causa dei tagli al contributo pubblico per leditoria. anche i settimanali cattolici lanciano lallarme di Francesco Zanotti*

    Oltre alle prospettive future sono in discussione anche i contributi per il 2011. A rischio 4.000 posti di lavoro e la vita di 100 giornali

    LiberiAmOiL pLurALismO

    cui occorre aggiungere le decine di settimanali diocesani che danno lavoro a centinaia di persone.

    Un intero sistema in pericolo, e con esso il pluralismo nellinfor-mazione. Usufruiscono dei contri-buti diretti giornali di diverse ten-denze (politici, di idee, no profit), oltre ai periodici delle diocesi che da oltre un secolo danno voce al territorio. Un insieme eterogeneo per il quale il legislatore aveva pensato a un sostegno per favori-re la presenza di testate di diverse provenienze e riequilibrare il mer-cato pubblicitario, drenato in gran parte dai grandi network.

    Come si vede, siamo davanti a

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  • gennaio 2012 / La nuova ecologia 23

    bilit verranno ridotte di ben oltre il 50%. Un colpo durissimo a un mondo che non merita un tratta-mento di questo genere.

    Se non piace la legge del 90 si ponga mano a una sua revisione, ma lo si faccia a bocce ferme e non allimprovviso, con interventi re-troattivi. Si agisca con rigore ed equit. Non si possono operare drastici tagli e poi chiamare al confronto gli operatori del settore se nel frattempo i giornali sono stati costretti alla chiusura o sono agonizzanti. Molti dicono che una testata valida non ha bisogno di sostegni pubblici: sarebbe suffi-ciente il mercato per stabilire chi merita e chi no. Non sempre vero, e non neppure vero che chi non usufruisce dei contributi diretti

    ella crisi economica grave e prolungata che si sta vivendo gli investimenti in edilizia di qualit, risparmio energetico, fonti rinnovabili, innovazione, ricerca e in generale nella green economy

    rappresentano un importante volano per la ripresa delleconomia e rendono al tempo stesso litalia pi rispettosa dellambiente, pi competitiva e pi vicina alle esigenze delle persone, delle comunit, dei territori.Anche iL recente Accordo rAggiunto alla XVii Cop dellonu per il clima svoltasi a Durban, che prevede di arrivare alla sottoscrizione di un nuovo patto globale entro il 2015 per renderlo attuativo a partire dal 2020 e di rinnovare il protocollo di Kyoto al 2015 come strumento di transizione in questa fase intermedia, impone una nuova spinta a tutti gli Stati firmatari di avviare politiche virtuose nel segno della green economy.iL sistemA di AgevoLAZione FiscALe deL 55%

    ha fino ad oggi riscosso un enorme successo, tanto da potersi considerare una delle misure anticicliche di gran lunga pi importanti attivate negli ultimi anni, e che si ripaga sostanzialmente attraverso laumento di gettito e lemersione del sommerso. Come dimostrano i dati di enea e Cresme, stato utilizzato da un milione e 360 mila famiglie, con investimenti pari a 16,5 miliardi, e ha attivato ogni anno oltre 50.000 mila posti di lavoro nei settori coinvolti, soprattutto nelle migliaia di piccole e medie imprese edili e nellindotto: dalle fonti rinnovabili alla domotica, dagli infissi ai materiali avanzati. Si favorita unimportante innovazione e una spinta di tutto il comparto verso la qualit. stato, insomma, uno dei successi pi significativi della green economy nel nostro paese ed ha al tempo stesso garantito importanti risparmi nelle emissioni di Co2, contribuendo ad alleggerire la bolletta energetica delle famiglie. neLLuLtimA mAnovrA FinAnZiAriA iL governo monti ha prorogato al dicembre 2012 la scadenza del credito di imposta del 55%, ma si potrebbe fare di pi e come ho recentemente richiesto in uninterrogazione parlamentare si dovrebbe stabilizzare questa importante misura per il miglioramento energetico degli edifici nellottica di rafforzare le politiche ambientali del nostro paese e favorire ledilizia di qualit ed energicamente efficiente. inoltre, il credito di imposta del 55% potrebbe essere esteso anche agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente.

    italiacercasi

    Si pu fare di pi

    Il sistema di agevolazione fiscale del 55%, che cos tanto successo ha riscosso, ora dovrebbe essere esteso anche agli interventi antisismici

    Ndi ermete realacci

    non faccia ricorso allaiuto statale. Ci sono altre forme di sostegno che sfuggono al grande pubblico e che non rappresentano, neppure que-ste, regalie o privilegi. Si tratta di incentivi alla libert di informa-zione, un bene garantito dallart. 21 della Costituzione e che una de-mocrazia non pu vedere messo in discussione. Speriamo che si possa arrivare a un riesame dellintera materia in modo da favorire un di-battito a pi voci nel paese e non si metta il bavaglio al territorio della provincia italiana, troppo spesso dimenticato. Nessuno pu far finta di non sapere che per ogni voce che si spegne, ogni cittadino ci rimette in libert. n* presidente Federazione italiana settimanali cattolici

    l momento di chiudere questo numero in dirittura darrivo la manovra monti.

    al netto di eventuali modifiche, ecco in sintesi i principali provve-dimenti in tema di ambiente.soFFre iL trAsporto ferro-viario per cui sono in previsione nuovi tagli. Perch se vero che si recuperato in parte il buco ere-ditato da Berlusconi nelle risorse per i pendolari, mancano ancora 400 milioni per chiudere i conti del 2011 e oltre 200 per il 2012, se si vogliono garantire i treni in circolazione. Puntuale, a fronte di un servizio che peggiora, il ritocco dei biglietti: i rincari maggiori in Lombardia (+23,4%), abruzzo (+25%) e Liguria (+20%).di segno opposto la modifica che estende la detrazione del 36% per gli interventi di recu-

    pero edilizio ed efficientamento energetico alle parti comuni degli edifici residenziali. La detrazione del 55% viene estesa alle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Per mettere in sicurezza, anche in chiave an-tisismica, gli edifici scolastici si sbloccano 2.800 milioni assegnati dalla legge di stabilit 2012 al fondo per lo sviluppo e la coesione per lanno 2015.AnnunciAtA LAttivAZione del fondo per Kyoto: introdotto da Prodi nel 2007 ma mai finanziato, prevede 600 milioni di euro per progetti di imprese ed enti pubbli-ci volti alla riduzione delle emissio-ni. Capitolo chiuso per il rilancio dellenergia atomica: cancellata lagenzia per la sicurezza nucle-are, le cui competenze passano allispra. Le funzioni dellagenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua ven-gono invece trasferite al ministero dellambiente, tranne regolazione e controllo dei servizi idrici, che vanno allautorit per lenergia elettrica e il gas.

    manovre pericoloseopl Osservatorio parlamentare legislazione ambientale Legambiente di Laura Biffi

    a