L Innovazione e Tecnologia: le nuove frontiere del MiBAC · Servizio II - Comunicazione e...

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Lucca 20 - 22 ottobre 2011Real CollegioTeatro San Girolamo

Innovazione e Tecnologia:le nuove frontiere del MiBAC

Lu.Be.C.Lucca Beni Culturali 2011

L

Direzione Generale per la Valorizzazionedel patrimonio culturale

Innovazione e Tecnologia:le nuove frontiere del MiBAC

Lu.Be.C. - Lucca Beni Culturali 2011

LUCCA20 - 22 Ottobre 2011

20 - 21 ottobre, Real Collegio - Piazza del Collegio, 122 ottobre, Teatro San Girolamo - Via San Girolamo

Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio CulturaleDirettore Generale Mario Resca

Servizio II - Comunicazione e Promozione del Patrimonio CulturaleDirettore del Servizio Mario Andrea Ettorre

Lucca, 20 - 22 ottobre 2011

Progettazione e realizzazione stand, opuscolo, materiali grafici,

organizzazione incontri

a cura di Antonella Mosca

con:Salvatorina Depalo, Marina Fabiani, Cinzia Raffio, Maria, Angela Siciliano

Rapporti con i mediaVassili Casula

Comunicazione multimedialeRenzo De Simone, Francesca Lo Forte

www.valorizzazione.beniculturali.it

Si ringraziano per la realizzazione dei Totem

Mir Srl

Via Ippolito Nievo, 820145 MilanoTel. 02 48005356 - Fax 02 48198551www.mirosrl.eu

SARTECH - SARCH TECHNOLOGY Srl

Via Umberto Biancamano, 2500187 RomaTel. 06 70476447 - Fax 06 [email protected]

S O M M A R I O

PresentazioneGiancarlo Galan

Innovazione e Tecnologia: le nuove frontiere del MiBACMario Resca

Tecnologie avanzate e trasferimento tecnologico per lanalisi non distruttiva del biodeterioramento ......................................................................................9Flavia Pinzari, Maria Carla Sclocchi, Guadalupe Piar

Carta del Rischio del Patrimonio Culturale Studio sulla vulnerabilit e pericolosit sismica del patrimonio culturale di alcune provincie della Regione Siciliana e della Regione Calabria ............................................13Gisella Capponi, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, Carlo Cacace Responsabile del SIT (Sistema Informativo Territoriale Carta del rischio)

Materiali innovativi e nuove tecniche per il restauro delle opere in cera: la Venerina del Museo di Palazzo Poggi di Bologna ........................................16

Il MiBAC e le nuove progettualit ....................................................................19Antonella Mosca, Salvatorina Depalo, Marina Fabiani, Cinzia Raffio, Maria, Angela Siciliano

Iuvanum come non labbiamo mai vista ......................................................25Mario Di Prinzio, Mario Gallo, Sandra Lapenna

Il CRBC Campania: www.campaniacrbc.it ......................................................27Maria Rosaria Nappi

Diversamente in biblioteca: la guida in L.I.S. per i disagi sensoriali ..............31Maria Rosaria Capasso

Aquileia, Progetto memoria ............................................................................34Luigi Fozzati (SBA FVG), Paola Ventura (SBA FVG - MAN Aquileia), Andrea Benedetti (IUAV)

Miglioramento dellofferta informativa e della comunicazione museale attraverso le nuove tecnologie multimediali ..................................................36Gianfranco Calandra

Servizi: consultazione; informazioni bibliografiche; fotoriproduzioni; prestito locale e interbibliotecario; consultazione banche dati in linea e su cd-rom ........................................................................................40

La Repubblica Romana del 1849......................................................................42

Sulle orme di Stefano Lecchi e del primo reportage di guerra. Lattualit della memoria: 1849-2011 ..............................................................43

Una documentazione del restauro in rete: il cantiere digitale di Viggi. Utilit, efficacia, efficienza, trasparenza e comunicazione dellazione di tutela del MiBAC ..........................................................................................45Manuela Rossi, Cristina Ambrosini

Progetto di digitalizzazione del Fondo Soprintendenza ai monumenti ......50Giovanna Giubbini

Galileo e la letteratura scientifica ed europea. Mostra bibliografica virtuale della Biblioteca Nazionale di Bari ....................................................................53Lidia Poli, Biblioteca Nazionale di Bari Sagarriga Visconti Volpi

Larcheoguida touch screen del Parco Archeologico di Egnazia (Brindisi) ....54Miranda Carrieri, Museo Archeologico Nazionale di Egnazia

Castel del Monte. Rilievo laser scanner 3D e video simulazione digitale. Tecnologie innovative a supporto dellarchitettura ........................................55

Da citt-Stato a citt dello Stato italiano..........................................................57Marina Brogi, Vicedirettrice dellArchivio di Stato di Lucca

Galleria Nazionale dellUmbria. Un progetto per i non vedenti ......................59Maria Brucato

Le nuove tecnologie e i beni culturali: MU.VI - MUseo VIrtuale ......................61

Il Contact Center del MiBAC ............................................................................64

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ......................................65

ARTCHIVIUM - Progetto i-MiBAC. La nascita dello smARTphone ..................72

ARTCHIVIUM - Progetto i-MiBAC Cinema. I grandi Festival e il cineturismo ......75

CENTRICA - Progetto Uffizi Touch e XLknowledge ....................................77

CESEPI - Progetto Leonardobookshop ..........................................................79

GOOGLE - Progetto Arte ................................................................................82

HERITY INTERNATIONAL - Valorizzare sempre meglio. Il patrimonio culturale con linnovazione ......................................................86

ILLUSIONETWORK - Il progetto Voyager e il viaggio nel tempo ....................89Fabrizio Terranova

INVITALIA - Agenzia nazionale per lattrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa ..................................................................................92

PARALLELLO - Uffizi di Art First Guide. Uffizi Larte della Galleria degli Uffizi a portata di mano ........................................................................96

PROMO PA FONDAZIONEDipartimento Beni culturale - Tecnologie - Turismo ........................................98

SARTECH TECHNOLOGY - Salvaguardie per la valorizzazione sostenibile dei beni culturali. Il Progetto SARCH ........................................100

SARCH TECHNOLOGY - Il laboratorio mobile ..............................................104

SPAZIO VISIVO - Olivia ed Hendrik. Due anime una passione ....................105

TECHVISION SISTEMI MULTIMEDIALI - Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Le guide multimediali ................................................107

IL MiBAC E GLI OPERATORI DI SETTOREpercorsi condivisi

Presentazione

Il patrimonio culturale italiano, unico e inimitabile, ci che distingue e caratterizza

il nostro Paese. nostro preciso dovere tutelare i beni storici, artistici, archeologici

e paesaggistici che lo costituiscono, cos come promuovere la massima diffusione

possibile della sua conoscenza. Dobbiamo adoperarci il pi possibile per abituare i

cittadini a frequentare assiduamente ed amare i musei, le pinacoteche e i monumenti,

strada per unautentica crescita civile, sociale e culturale della nazione. Allo stesso

tempo, consapevoli della crescente importanza del turismo culturale nel contesto

delleconomia del Paese, dobbiamo impegnarci per mantenere e incrementare dove

necessario lo standard dellaccoglienza nelle strutture museali e nelle aree

archeologiche, rendendo la visita al museo unesperienza sempre pi piacevole ed

appagante per lo spirito.

La tecnologia si rivela un potente alleato per raggiungere entrambi gli obiettivi, come

ho potuto constare di persona nei musei dove al classico percorso di visita sono

affiancati strumenti multimediali che coinvolgono i visitatori in nuove esperienze di

godimento del patrimonio culturale. Da non sottovalutare, poi, che molti giovani, grazie

allutilizzo di un linguaggio attuale e immediato come quello fornito dalla tecnologia,

saranno stimolati ed avranno occasione di avvicinarsi pi facilmente ad un qualcosa

che finora stato percepito come distante e privo di attrattiva.

La ricerca e le innovazioni tecnologiche, inoltre, possono contribuire notevolmente a

innalzare il livello di salvaguardia dei beni artistici e archeologici, mettendo a

disposizione dei tecnici delle soprintendenze e delle forze dellordine strumenti che

facilitano loperato nella tutela del patrimonio culturale.

Per questo motivo il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali ha scelto di partecipare

alla settima edizione Lu.Be.C. Lucca Beni Culturali con un insieme di iniziative che

vanno sotto il nome di Innovazione e tecnologia: le nuove frontiere del MiBAC. Il

pubblico potr disporre di guide multimediali interattive realizzate in 3D per musei,

mostre e siti archeologici, applicazioni per smartphone dedicate ai beni culturali,

archeoguide su touchscreen, libri multimediali con immagini dinamiche e conoscere

cos le pi significative innovazioni del settore. Uno sguardo privilegiato sui musei del

futuro, che solo a Lucca potremo godere appieno.

Giancarlo GalanMinistro per i Beni e le Attivit Culturali

Innovazione e Tecnologia: le nuove frontiere del MiBAC

Il nostro Paese, pur essendo considerato il pi grande giacimento di risorse culturali epur non mancando di creativit e di livelli qualitativi eccellenti, ha ancora molto daimparare dagli altri Paesi europei, per fare impresa in questo ambito.Infatti, Francia, Gran Bretagna e Germania che hanno dotazioni culturali comparabili a

quelle italiane sono capaci di valorizzare le loro risorse culturali in modo pi significativo

del nostro, sia per la capacit di produrre fatturato attraverso unopportuna valorizzazione

dei beni culturali, sia per la capacit di produrre occupazione.

La Cultura deve essere un valore condiviso anche dalla popolazione e percepito come

fattore decisivo dello sviluppo economico e del benessere sociale, per i quali

sicuramente una risorsa straordinaria, che pu contribuire a riequilibrare un sistema socio-

economico in difficolt, configurandosi non solo come fattore costitutivo dellidentit

collettiva del territorio, ma anche come possibile volano di sviluppo economico.

Allo stesso tempo occorre promuovere una forte integrazione tra i comparti interessati

(turismo, spettacolo, ricerca e universit, formazione, artigianato) per non fare della cultura

soltanto un servizio, ma un fattore di attrazione economica, il cui pi immediato beneficio

quello di sviluppare il cosiddetto turismo culturale.

Inoltre, investire sulla produzione di cultura significa sviluppare settori in cui loccupazione

creata pu raggiungere numeri di tutto rispetto.

Tuttavia, non basta solo affermare che la cultura deve essere uno dei fattori trainanti dello

sviluppo socio-economico. necessario intervenire con un deciso e straordinario sforzo

di innovazione e di investimenti da parte di tutti gli attori del settore, soprattutto locali, per

mettere a punto progetti condivisi che sostengano idee e proposte, con un effettivo

coordinamento fra il livello nazionale, regionale e locale.

Lattuale periodo di crisi e i pesanti tagli che le risorse destinate alla cultura hanno subito

negli ultimi anni, rendono indispensabili alcune azioni rapide ed efficaci che possano

affiancarsi a quelle gi sperimentate per migliore la gestione e fruizione del Patrimonio.

Tra queste: l'impiego di nuove tecnologie e di abilit professionali elevate e certificate; il

coinvolgimento delle Universit nelle attivit didattiche e di ricerca; percorsi formativi e

forme di accreditamento degli addetti del comparto; riordino dei processi di crescita

territoriale e nazionale;qualificazione delle risorse umane impegnate nel settore;

riorganizzazione delle relazioni amministrative; introduzione di incentivi fiscali pi efficaci

e rafforzamento delle relazioni con le imprese private.

Con queste premesse, il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali partecipa anche

questanno alla manifestazione Lu.Be.C. Lucca Beni Culturali 2011, importante iniziativa

sullinnovazione tecnologicodigitale applicata alla valorizzazione dei beni culturali e al

marketing territoriale integrato, che rappresenta il momento di incontro tra il mondo

pubblico e quello privato e che offre per questo unoccasione stimolante per costruire

percorsi condivisi, attivare collaborazioni, creare partnership nellambito della filiera beni

culturalitecnologiaturismo.

Il nostro interesse particolarmente rivolto al concetto di innovazione, inteso come

rinnovamento, cambiamento che genera progresso umano e che deve essere sempre

pi al servizio della valorizzazione del nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Lo slogan scelto , quindi, Innovazione e Tecnologia: le nuove frontiere del MiBAC.

Innovazione intesa anche e soprattutto come implementazione di un processo, di un

nuovo metodo organizzativo che rinnovi le relazioni e le collaborazioni tra Enti e Aziende,

con particolare attenzione a quelle impegnate nella ricerca e nella sperimentazione di

nuove tecnologie applicate ai Beni Culturali, creando, quindi, un processo evolutivo che

evidenzi come le sinergie tra pubblico e privato siano fondamentali e necessarie quando

sono finalizzate alla valorizzazione di un bene comune: il Bene Culturale.

Infatti, in coerenza con questa logica evolutiva, il MiBAC presente alla manifestazione

fieristica con una strategia comunicativa diversa, mirata alla contaminazione dellintero

spazio espositivo con lallestimento di totem multimediali dedicati, in cui sono esposti i

progetti recentemente realizzati con lutilizzo di nuove tecnologie.

Linnovazione il filo conduttore che lega i vari progetti presenti attraverso un percorso

guidato in cui il pubblico ha la possibilit di comprendere il grande apporto, in termini di

efficienza ed efficacia, che le nuove frontiere tecnologiche adottate dal Ministero danno

e daranno alla conoscenza del Patrimonio culturale, basti pensare alla didattica.

Grazie alla rete di collaborazioni, intrapresa dal MiBAC, con realt di comprovata

esperienza nel settore e presenti sul territorio nazionale, possibile presentare progetti

tecnologici, realizzati anche con il prezioso apporto di tutti i nostri Istituti territoriali.

In questo modo, si vuole focalizzare lattenzione sulle importanti collaborazioni e

partnership tra i due settori, il settore pubblico, a cui delegata la tutela e la conservazione

del Patrimonio culturale e che ha al suo interno competenze scientifiche e professionali

di rilevanza internazionale, e quello privato, che ha maggiore possibilit di raccogliere

risorse finanziare e convogliarle nel settore culturale.

Infatti, i finanziatori (sponsor, imprenditori mecenati, privati) sono sempre pi interessati

al binomio impresa-cultura al fine di condividere strumenti utili allo sviluppo del sistema

di risorse identitarie e di relazioni culturali del paese.

Tra i vari progetti presentati in fiera si potranno conoscere e sperimentare applicazioni

per smartphone dedicate ai beni culturali per incentivare le visite culturali e migliorare la

fruizione dei servizi, altre che consentono di ammirare le opere esposte in altissima

risoluzione; sistemi di scansione, acquisizione digitale, fotoriproduzione e catalogazione

di numerosi archivi e biblioteche statali; guide multimediali interattive e divertenti,

realizzate in 3D per musei, mostre e siti archeologici; archeoguide su touch screen; libri

multimediali che esplorano i contenuti attraverso immagini dinamiche e suoni e molte

altre novit dedicate alla valorizzazione, alla conoscenza, alla divulgazione dei beni culturali,

sempre nel rispetto della tutela e conservazione del nostro patrimonio.

Mario RescaDirettore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale

Tecnologie avanzate e trasferimento tecnologico perlanalisi non distruttiva del biodeterioramentoFlavia Pinzari1, Maria Carla Sclocchi1, Guadalupe Piar2

Le cause del biodeterioramento dei beni librari ed archivistici sono

state investigate a fondo ed i processi che portano i materiali a perdere

la funzionalit e le caratteristiche a loro proprie sono in buona parte

noti, sebbene rimangano ancora molti interrogativi privi di risposta e di-

verse forme di alterazione senza responsabili certi. Ci che rende il

settore della ricerca biologica nei beni culturali aperto e ricco di po-

tenzialit innovative sono le nuove tecnologie di indagine, basate su

strumenti e metodi che solo i pi recenti sviluppi scientifici e biotec-

nologici hanno permesso di mettere a punto. I nuovi metodi di inda-

gine sono sviluppati perlopi in settori quali le scienze biomediche e

farmaceutiche, lagroindustria, la scienza dei materiali, etc. Linnova-

zione tecnologica nella ricerca per la tutela dei beni librari ed archivistici

dipende in gran parte dallattenta valutazione delle potenzialit di tra-

sferimento delle nuove tecnologie di indagine e di intervento svilup-

pate in altri ambiti. Solo un delicato processo di adeguamento dei

metodi e dei protocolli sperimentali potr permettere, infatti, lutilizzo

di tecniche innovative nel campo, spesso economicamente poco com-

petitivo, dei beni culturali.

La singolarit e, talvolta, leterogeneit delle matrici su cui necessa-

rio indagare od intervenire richiedono la calibrazione di protocolli e di

procedure ad hoc, che rendano possibile lutilizzo di strumenti o di me-

todi analitici consolidati in altri settori ma non direttamente applicabili

sui beni culturali perch troppo invasivi o non sufficientemente sensi-

bili. La necessit di procedere con esami microinvasivi o non distrut-

tivi implica ugualmente uno sforzo di adeguamento delle procedure

danalisi formulate in altri settori da parte di chi deve effettuare le dia-

gnosi o gli interventi.

Per gran parte dei materiali di interesse artistico lindividuazione pre-

coce della presenza del microrganismo, della sua identit e della sua

attivit deteriogena richiede accorgimenti particolari mirati a non alte-

rare il bene culturale durante lanalisi. Si tratta, in altre parole, di utiliz-

zare metodi di indagine il pi possibile non invasivi e non distruttivi,

ma nel contempo altamente informativi e specifici. Inoltre, gli organi-

smi che attaccano substrati particolari quali i beni culturali o che in ogni

modo si adattano a condizioni estreme di crescita (si pensi alle specie

che crescono a carico della sola cellulosa ed in condizioni di forte li-

mitazione dacqua libera) sono spesso restii ad essere coltivati in vitro

e quindi identificati od anche solo individuati.

I metodi comunemente utilizzati per misurare o rilevare la presenza e

lattivit dei microrganismi nel manufatto artistico prevedono comun-

que lutilizzo di campioni che, per quanto piccoli, implicano necessa-

riamente un prelievo distruttivo in genere non compatibile con i principi

di tutela e di conservazione delloggetto stesso. Lindividuazione della

presenza di particolari gruppi di organismi biodeteriogeni oggi pos-

Segretariato Generale

Segretario Generale: Roberto Cecchi

Via del Collegio Romano, 2700186 Roma

Tel. 06 67232819Fax 06 67232414

[email protected]

ICRCPAL - Istituto Centrale per il Restauro e la

Conservazione del PatrimonioArchivistico e Librario

Direttore: Maria Cristina Misiti

Via Milano, 7600184 Roma

Tel. 06 482911 Fax 06 4814968

[email protected]

9

SEGRETARIATO GENERALE

ICRCPAL - Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario

1Laboratorio di Biologia, IstitutoCentrale per il Restauro e la

Conservazione del PatrimonioArchivistico e Librario

Via Milano 76, 00184 Roma, Italy,Tel. ++3906 48291215Fax ++3906 4814968

[email protected] of Applied

Microbiology, Department ofBiotechnology, University of

Natural Resources and AppliedLife Sciences

Muthgasse 18, 1190 Vienna,Austria

sibile grazie ad unampia serie di saggi biomolecolari non distruttivi e

molto selettivi che finora hanno trovato applicazione principalmente

nel campo della patologia vegetale e delligiene degli alimenti. Sono

metodi che utilizzano quantit minime di campione e che risultano per-

tanto microinvasivi.

A tale proposito stato stimato che i metodi di isolamento e di coltura

classici per i microrganismi ambientali permettono di individuare solo

l1-10% delle specie vitali effettivamente presenti nei campioni, men-

tre le tecniche molecolari, indagando direttamente sul materiale ge-

netico permettono di conoscere tutta la diversit biologica presente

nel campione.

Le tecniche molecolari attualmente disponibili si basano in generale

sullestrazione del materiale genetico dei microrganismi (DNA-acido

deossiribonucleico e RNA-acido ribonucleico) direttamente dalle cellule

presenti sui materiali dinteresse e sulla sua amplificazione per mezzo

della PCR (Polymerase Chain Reaction). Dal substrato possibile, con

metodi diversi, estrarre e quindi amplificare il DNA totale di un mi-

crorganismo oppure frammenti specifici di cui si conosce una parte

della sequenza nucleotidica (primers), come ad esempio il DNA codi-

ficante per un particolare enzima. Per lo studio e la prevenzione del

biodeterioramento nei beni culturali i metodi biomolecolari aprono

nuove prospettive di indagine e di intervento.

La reazione di PCR una tecnica enzimatica studiata per amplificare

in vitro una regione di DNA a partire da una quantit anche molto esi-

gua di materiale genetico. La PCR catalizzata dalla Taq-polimerasi,

un enzima termoresistente che svolge la funzione di duplicare l'acido

nucleico. Perch la Taq-polimerasi possa utilizzare come stampo il

DNA per la sintesi di nuovi filamenti a partire da singoli nucleotidi, ne-

cessario in primo luogo separare (denaturare) la doppia catena di DNA

con il calore, quindi fornire delle brevi sequenze nucleotidiche (i pri-

mers) in grado di appaiarsi con i singoli filamenti di DNA e di innescare

la duplicazione. Ad ogni ciclo di amplificazione, anche il numero dei

"primers" presenti nel campione da analizzare viene raddoppiato. In

una tipica reazione di PCR in vitro una stima realistica di 105-106

copie di acido nucleico amplificato, per cui da poche molecole di DNA

(virtualmente anche una singola copia di acido nucleico), si producono

milioni di copie di DNA, rendendo tale tecnica estremamente sensibile

e specifica.

Le tecniche di riconoscimento delle specie o in generale dei gruppi si-

stematici di appartenenza si basano sullesistenza di vasti data-base

contenenti le sequenze nucleotidiche di tratti conservativi di DNA

(come il DNA che codifica per lrRNA ribosomale 16S) di molti organi-

smi e microrganismi. I frammenti di DNA estratti ed amplificati ven-

gono letti, grazie ai sistemi automatizzati di sequenziamento del

DNA e la sequenza nucleotidica ottenuta viene confrontata tramite

programmi specifici (es. BLAST) con le sequenze registrate nelle ban-

che dati internazionali.

Nellambito dei beni librari ed archivistici tali tecnologie sono state an-10

cora scarsamente applicate per mancanza di sperimentazioni, soprat-

tutto riguardo allidoneit dei protocolli utilizzati negli altri settori di ri-

cerca nellestrarre il materiale genetico da substrati quali la carta, la

pergamena o la stoffa. Lestrazione del DNA dai campioni costituisce,

infatti, un passo fondamentale nella procedura analitica; i solventi ed i

passaggi calibrati su un materiale possono non essere idonei ad altri

tipi di campione di partenza (Fig. 1). Grazie al trasferimento delle tec-

niche molecolari al settore della diagnostica biologica nei beni culturali

si potr accedere ad informazioni importanti sui meccanismi di altera-

zione dei substrati cartacei e pergamenacei e sulla dinamica di colo-

nizzazione dei diversi materiali, si potranno effettuare diagnosi precoci

sul biodeterioramento dei supporti per mezzo di metodi microinvasivi

e nel contempo altamente informativi. Le applicazioni biomolecolari

potranno avere un ruolo primario anche nello studio dellefficacia delle

sostanze disinfettanti e biostatiche, permettendo di verificarne lattivit

con saggi molto rapidi e di valutare con tempestivit la ricolonizzazione

dei substrati da parte dei microrganismi. Si potranno utilizzare sonde

genetiche in grado di rilevare la presenza di enzimi o di gruppi di en-

zimi particolarmente nocivi per la carta, come il complesso delle cel-

lulasi ed in base a ci decidere il tipo di intervento di disinfezione e di

restauro da intraprendere.

Presso lICRCPAL stato allestito un laboratorio di

Biologia Molecolare per lapplicazione delle nuove

tecnologie alla diagnostica del biodeterioramento nei

beni culturali e sono stati messi a punto, in collabo-

razione con lIstituto di Microbiologia Applicata del-

lUniversit di Vienna (Ins. fr Angewandte

Mikrobiologie, Dep. Biotechnologie, Universitt fr

Bodenkultur Vienna, Austria) i protocolli analitici ido-

nei al trattamento di campioni di diversa natura.

Un esempio di applicazione dei metodi molecolari

riportato nel lavoro di Michaelsen et al. (2010) in cui

un manoscritto italiano del XIII secolo stato og-

getto di uno studio approfondito in cui stato possibile identificare

come organismi responsabili del forte degrado delle fibre di cellulosa

un consorzio di specie cellulosolitiche ma anche xerofiliche, ovvero

che possono crescere in ambienti con poca disponibilit di acqua (Fig.

2). Dal sequenziamento del DNA estratto in modo non invasivo dal

manoscritto sono risultati presenti lAureobasidium pullulans (de Bary)

Fig. 1 - Elettroforesi su gel diagarosio che permette di

visualizzare il DNA estratto da trespecie fungine per mezzo di tre

differenti sistemi estrattivi (Urea,SDS-Tris HCl e C-TAB). Il DNA di

ciascun fungo visibile come unabanda scura nel gel

11

Fig. 2 - Il volume del XIII secoloanalizzato nel lavoro di Michaelsenet al (2011). I margini risultavano

fortemente degradati da un attaccobiologico ed un concomitante

danno meccanico

il Penicillium pinophilum Thom e lAspergillus versicolor (Vuill.) Tirab.,

ma anche molte sequenze associate ai funghi Eurotium halophilicum

Chr., Papav. & Benj. e Wallemia sebi (Fr.) Arx entrambi capaci di svi-

lupparsi su substrati a basso contenuto di acqua. Si tratta di organismi

difficilmente isolabili dal substrato con metodi colturali classici e la cui

presenza nellambiente e sui materiali per questo sottostimata. Lat-

tivit degradativa nei confronti delle fibre stata accertata per mezzo

dellosservazione in microscopia elettronica in pressione variabile con

uno strumento SEM-VP EVO 50. Le immagini ottenute al SEM mo-

strano delle fibre la cui superficie ruvida e fratturata (Fig. 3). Per un

approfondimento sul caso studio si rimanda al lavoro open access:

Michaelsen, A, Piar, G., Pinzari, F., Molecular and microscopical in-

vestigation of the microflora inhabiting a deteriorated Italian manu-

script dated from the 13th-century. Microbial Ecology, (2010) 60:

6980

(http://www.springerlink.com/content/672124813w7pq351/fulltext.pdf).

Fig. 3 - Immagine di una fibra dicellulosa estratta dal margine delvolume del XIII secolo osservataper mezzo di un microscopio SEM-VP. Limmagine stataottenuta in alto vuoto dopopreparazione del campione permetallizzazione con oro

12

SEGRETARIATO GENERALE

ISCR Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro

13

Carta del Rischio del Patrimonio Culturale Studiosulla vulnerabilit e pericolosit sismica del patrimonioculturale di alcune provincie della Regione Siciliana edella Regione CalabriaGisella Capponi, Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro,Carlo Cacace Responsabile del SIT (Sistema Informativo Territoriale Cartadel rischio)

Il SIT Carta del Rischio, messo a punto dellIstituto Superiore per la

Conservazione (gi ICR) un sistema di sperimentazione sul territorio,

per la conoscenza sul rischio di danno dei beni, inserito in un sistema

integrato che vedr linteroperabilit con i sistemi di Catalogazione e

gestione vincoli del MiBAC. Il SIT Carta del Rischio un sistema di

banche dati, alfanumeriche e cartografiche, in grado di esplorare, so-

vrapporre ed elaborare informazioni intorno ai potenziali fattori di ri-

schio che investono il patrimonio culturale. Per la costruzione del

modello di rischio stato adottato un approccio statistico, sulla cui

base i singoli beni sono valutati come unit di una popolazione sta-

tistica di cui si mira a valutare il livello di rischio. Il sistema assume

come elemento minimo georeferenziabile il singolo bene immobile ar-

chitettonico e archeologico (unit statistica) ed il Comune come ele-

mento minimo della scala territoriale (unit territoriale). Tutti i beni

mobili (dipinti su tavola, le tele, i reperti archeologici etc.), in quanto

non georeferenziabili, sono stati associati al relativo bene immobile

contenitore, che risponde alla scala dimensionale su indicata.

Nel periodo 2006-2009 con fondi di cui alla delibera CIPE 17/2003 (2

MEURO) lICR lancia un progetto di valutazione della vulnerabilit si-

smica su larga scala sui monumenti dei territori della Regione Siciliana

e della Regione Calabria. Vengono esaminate le condizioni di conser-

vazione di circa 4000 edifici nelle due regioni, le caratteristiche geofi-

siche dei relativi territori e raccolti i relativi dati di storia sismica. La

finalit di creare un thesaurus di dati tecnici da mettere a disposi-

zione dei vari organismi pubblici responsabili della gestione delle emer-

genze, della salvaguardia del patrimonio culturale, delle gestione delle

infrastrutture e del territorio pi in generale.

Il lavoro viene realizzato sotto la direzione tecnica dellISCR dallATI com-

posta dal Consorzio Protecno s.r.l. di Perugia, dalla SGA s.r.l. Storia e

Geofisica Ambiente di Bologna e dalla Intersistemi di Roma. Il Progetto

Dati sulla vulnerabilit e pericolosit sismica del patrimonio culturale

della Regione Siciliana e della Regione Calabria segna una nuova fase

di sviluppo del Sistema Informativo Carta del Rischio affrontando le te-

matiche sulla pericolosit del territorio e sul rischio dei monumenti, non

pi solo nellambito dei tre domini (statico-strutturale, Ambientale - aria,

Antropico), che hanno connotato lavvio del Sistema a partire dagli anni

90, ma con lapprofondimento rispetto alla categoria sismica. Allo scopo

di determinare nuovi modelli di calcolo del rischio sismico, sono stati

messi in relazione gli indicatori di pericolosit sismica (Fig. 1), aggiornati

rispetto alle nuove normative vigenti, con i dati di vulnerabilit ed espo-

sizione desunti da un nuovo tracciato di scheda sismica messo a punto

Segretariato Generale

Segretario Generale:Roberto Cecchi

Via del Collegio Romano, 2700186 Roma

Tel. 06 67232819Fax 06 67232414

[email protected]

ISCR Istituto Superioreper la Conservazione

ed il Restauro

Direttore: Gisella Capponi

Coordinatore per la comunicazione:Barbara Davidde

Via di San Michele, 2300153 Roma

Tel. 06 67236413 - 67236212Fax 06 67236409

[email protected]

13

14

per loccasione. La nuova scheda stata differenziata per tre diverse ti-

pologie di beni (palazzi, torri/campanili, chiese/teatri/sistemi edilizi com-

plessi). La finalit principale stata quella di effettuare un primo

censimento su un campione congruo di monumenti in Sicilia e Calabria

che ha interessato il rilevamento di circa 3150 beni, sui quali sono stati

approfonditi anche ulteriori aspetti relativi allanamnesi sismica - co-

struttiva e al rilevamento della risposta di microtremori al rumore am-

bientale. Il censimento e la scheda relativa sono conformi alle Linee

Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio

culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni, dive-

nute Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri in data

12/10/2007. Loperazione da intendersi come un primo passo verso

lapprofondimento ed il dettaglio indicato dalla direttiva citata.

Sono state messe a punto le schede di vulnerabilit sismica e le rela-

tive norme di compilazione adottando un tracciato di carattere spedi-

tivo e dopo la loro validazione sono state informatizzate realizzando un

data entry web sul web gis carta del rischio (Fig. 2). Il progetto a ri-

guardato anche la verifica delle localizzazioni geografiche dei beni cen-

Fig. 1 - WEB gIS carta del rischio:rappresentazione dellaclassificazione nazioinale sismica2003

Fig. 2 - WEB gIS carta del rischio:data entry web della schedaturarelativa alla tipologia palazzi

15

siti e si sono sviluppati tool cartografici per la perimetrazione dei beni

(Fig. 3). Infine si aggiornata la struttura della banca dati realizzando

software di verifica e valida-

zione dei dati.

Si effettuata lanamnesi si-

smica e si realizzato uno

studio sullapplicazione di mi-

crotremori su circa 3000

beni schedati.

Infine si giunti alla defini-

zione di due modelli qualita-

tivi di valutazione di

vulnerabilit e rischio e dei

relativi software di calcolo. I

dati censiti si sono imple-

mentati nel data base carto-

grafico per la visualizzazione

tematica dei risultati finali

(Fig. 4).

A partire dai dati delle schede di rilievo speditivo, in particolare su al-

cune caratteristiche costruttive e sui cinematismi di danno, stato

possibile ottenere una valutazione della vulnerabilit su tre livelli (alto,

medio, basso). La logica di detta valutazione la classificazione del

patrimonio su una fascia di

alta, media, bassa vulnerabi-

lit in funzione degli effetti

attesi in termini di danno e di

collasso.

La valutazione ha un ulte-

riore approfondimento arti-

colando i casi in cui la

vulnerabilit si colloca in un

livello intermedio (medio-

bassa), data la cautela che si

impone in un censimento

speditivo. I beni molto vulne-

rabili hanno anche una sinte-

tica descrizione dei possibili

meccanismi di danno e delle cause costruttive di tali meccanismi.

Sono evidenziati i casi in cui i meccanismi di danno sono presumibil-

mente circoscritti a singole parti delle fabbriche. Viene inoltre eviden-

ziato un grado di affidabilit della valutazione. Pur nella divisione

discreta per classi, il sistema mantiene per ciascun bene il rispettivo

valore numerico di vulnerabilit, consentono cos di distinguere, anche,

allinterno delle singole classi beni di diversa vulnerabilit, al fine di

preliminari stime di priorit dintervento per la riduzione del rischio.

Fig. 3 - WEB gIS carta del rischio:rappresentazione dei poligonicostruiti intorno ai monumenti

(Reggio Calabria)

Fig. 4 - WEB gIS carta del rischio:rappresentazine del tematismo dirischio sismico dei beni schedati

Materiali innovativi e nuove tecniche per il restaurodelle opere in cera: la Venerina del Museo di PalazzoPoggi di Bologna

Il modello in cera di giovane donna giacente detta Venerina realizzata

da Clemente Susini intorno al 1782, giunta presso i laboratori del-

lOpificio delle Pietre Dure di Firenze a marzo 2010.

Lopera, raffigurata in atteggiamento morente, con le membra rilas-

sate che ricadono morbidamente lungo il corpo, il capo riverso, gli

occhi socchiusi e le gambe leggermente sollevate e incrociate, co-

struita con una verosimiglianza ed una naturalezza straordinaria.

Il modello, totalmente realizzato in cera vergine dapi (fatta eccezione

per i capelli e il pelo pubico che sono veri), cavo allinterno e pesa nel

suo insieme circa dieci chilogrammi.

La cera ha evidenziato fin da subito una problematica legata principal-

mente alla sua conservazione strutturale, ed pertanto su questo

aspetto che si concentrato lattuale restauro.

Lopera, pur essendo stata oggetto di un recente intervento di ma-

nutenzione eseguito nel 1999, che ha seguito e rispettato le metodo-

logie e i principi del restauro moderno, presentava sul collo, sulle

giunture degli arti superiori e lungo i fianchi delle fratture e fessura-

zioni di pregresso accadimento, avvenute durante errate movimenta-

zione dellopera nel corso dei secoli. La presenza di questa tipologia di

degrado ha indirizzato il nostro intervento sul consolidamento della

struttura, al fine di fermare il progressivo distacco degli arti e conferire

quella stabilit e compattezza al modello, tale da assicurare la sua in-

tegrit nel tempo.

La posa piuttosto articolata, lestrema leggerezza del manufatto, le er-

rate movimentazioni dellopera, hanno generato nel tempo una serie

di fessurazioni, distacchi e fratture localizzate nei punti pi fragili della

figura.

La giacitura dellopera su un supporto espositivo ligneo, pertanto ri-

gido e con ogni probabilit non coevo alla realizzazione, ha ulterior-

mente aggravato questa condizione rivelandosi del tutto inadeguato

ad accogliere unopera cos complessa e delicata. La stessa torsione

del corpo lascia presupporre che in origine, il modello fosse stato con-

cepito per essere adagiato nel modo pi naturale possibile su un sup-

porto morbido, come peraltro confermano altri esempi di cere

anatomiche conservate al Museo della Specola di Firenze dove le fi-

gure intere poggiano su materassi corredati di cuscini rivestiti in seta.

Soltanto la testa e le spalle erano sorrette da un grossolano cuscino ri-

gido realizzato in gesso mascherato da un tessuto in seta, che non

solo si rivelato inadatto ad accompagnare le sinuosit del modellato,

ma ha dato origine a pressioni localizzate sui pochi punti dappoggio,

aggravando le fratture della materia.

La possibilit di poter restaurare lopera presso i laboratori di restauro

dellOpificio, ha consentito di approfondire la conoscenza della tecnica

di realizzazione e la natura delle materie impiegate, con una ricca cam-

Segretariato Generale

Segretario Generale: Roberto Cecchi

Via del Collegio Romano, 2700186 RomaTel. 06 67232819Fax 06 [email protected]

OPD Opificio delle Pietre Dure

Soprintendente: Cristina Acidini Luchinat

Coordinatore per la Comunicazione:Fabio Bertelli

Via Alfani, 78 50121Firenze Tel.055 26511 Fax 055 [email protected]

16

SEGRETARIATO GENERALE

OPD Opificio delle Pietre Dure

Direttrice del settore di restauromateriali ceramici e plasticidellOPD: Laura Speranza

Direzione tecnica: AndreinaAndreoni, Francesca Kumar,restauratrici del settore materialiceramici e plastici dellOPD

Collaboratori esterni al restauro:Chiara Gabbriellini, FrancescaRossi, Filippo Tattini

pagna di indagini scientifiche, fondamentale per lintervento stesso e

per una migliore comprensione di questa particolare tipologia di opere.

La Tomografia Assiale Computerizzata (TAC), effettuata per studiare

la struttura interna del modello, ha confermato la totale assenza di

unarmatura di sostegno metallica, o di altro materiale rigido e di riem-

pimento. Tra gli organi interni superiori, solo il fegato risultato di una

materia diversa; gesso rivestito di cera pigmentata.

Grazie alla documentazione fotografica in trasparenza e del retro del-

lopera, si potuto osservare lapplicazione a tergo di tela cerata a

trama larga e un impasto di cera e resina come rinforzo dei punti di in-

collaggio delle varie porzioni di modellato.

Lintervento di restauro si concentrato su due obiettivi fondamen-

tali. Il primo, ha riguardato la progettazione e la realizzazione di una

struttura di sostegno che interrompesse le fessurazioni in atto della

cera e che assicurasse una stabilit definitiva allopera. Il secondo

obiettivo, ha riguardato il completamento del supporto espositivo con

la realizzazione ex-novo di un materasso morbido atto ad accogliere

una materia cos delicata come la cera.

Non potendo movimentare e soprattutto capovolgere lopera, per

poter realizzare la nuova struttura di sostegno stato necessario ese-

guire un calco della superficie tergale con gomma siliconica e rispet-

tiva controforma in resina epossidica impastata con fibre di carbonio.

Successivamente, si proceduto alla realizzazione in gesso della

forma positiva della suddetta superficie, sulla quale si potuto lavorare

in completa sicurezza, trattandosi di una copia della parte posteriore.

La struttura definitiva di sostegno stata realizzata in fibra di vetro,

con lausilio del sottovuoto per ottenere uno spessore omogeneo e

sottile (circa 2 mm) e rendere esteticamente meno invasiva la nuova

struttura. Il risultato ottenuto quello di un materiale leggerissimo e

allo stesso tempo resistente, perfettamente reversibile in quanto fer-

mato alla superficie della cera e invisibile allosservatore in quanto si

sviluppa sul retro della scultura.

Per quanto riguarda la realizzazione del nuovo supporto espositivo,

stato riproposto in chiave moderna un materasso correlato di cuscino,

adeguatamente sagomato per accompagnare la forma della testa e

delle spalle evitando punti localizzati di pressione.

Il restauro delle opere in cera, anche se entusiasmante, mette sempre 17

a dura prova gli operatori del settore in quanto si ha a che fare con ma-

nufatti estremamente complessi e poco conosciuti. Aver potuto lavo-

rare su unopera di questo tipo, sia per la materia fragile di cui

composta, sia per la dimensione, ha permesso di studiare e speri-

mentare nuovi materiali, oltre che risolvere problematiche di ancorag-

gio e consolidamento. Lintervento innovativo proposto per la

creazione della struttura di sostegno della Venerina, il primo e unico

nel suo genere e ci auguriamo che possa costituire un esempio per

altri interventi su questa tipologia di opere.

18

Il MiBAC e le nuove progettualitAntonella Mosca,Salvatorina Depalo, Marina Fabiani, Cinzia Raffio, Maria, Angela Siciliano

LArt. 9 della nostra Costituzione recita: La Repubblica promuove lo

sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il pae-

saggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Questo importante compito affidato al Ministero per i Beni e le Atti-

vit Culturali che lo svolge attraverso unattenta azione di conserva-

zione e tutela, e grazie ad unefficace e vivace politica di valorizzazione

e promozione.

Il MiBAC, pur essendo un organismo centrale sotto il profilo istituzio-

nale, opera sul territorio in modo pervasivo a contatto con le espres-

sioni culturali sociali ed economiche produttive, grazie ad una struttura

capillare, formata dagli Istituti Centrali, gli Istituti Nazionali e i Poli mu-

seali, dalle Direzioni Generali, Regionali per i beni culturali e paesaggi-

stici e dagli altri Istituti territoriali (Soprintendenze di settore, Archivi di

Stato, Biblioteche statali, Musei, Monumenti e Aree archeologiche).

Particolare attenzione rivolta al sostegno dei musei, cuore pulsante

della vita culturale dei centri urbani e luogo perfetto di incontro tra tra-

dizione e innovazione.

Il museo, quindi, come strumento per la conservazione dei contenuti

culturali e garanzia della loro sopravvivenza e della loro trasmissione

alle generazioni future, che diventa oggi, in una pi ampia accezione

luogo aperto di studio, di ricerca, strumento integrativo delleducazione

scolastica e di svago.

I progetti e le strategie messe in campo, con lutilizzo di nuovi modelli

operativi, stabiliscono una leadership a livello internazionale, ponen-

dosi come obiettivo annuale lincremento del numero dei visitatori e

linnalzamento degli standard di accoglienza.

Il MIBAC ha, quindi, il compito primario, attraverso la conoscenza emo-

tiva, di rendere i cittadini consapevoli e partecipi dellimportanza della

tutela e conservazione dei beni di cui sono eredi.

La nostra, forse, tra le Istituzioni la pi sensibile alla crisi economica

finanziaria che stiamo attraversando. I tagli al bilancio e la conseguente

esiguit delle risorse disponibili, rendono sempre pi difficile la realiz-

zazione di una programmazione e di una progettualit, definita e coor-

dinata sul territorio, a breve e medio termine, nonostante gli sforzi

effettuati negli ultimi anni.

necessario allora, riunire e coordinare le forze, rafforzando sempre

pi il dialogo con tutte le Amministrazioni centrali e locali, con il mondo

della Scuola e con quello Universitario, con gli Ordini professionali e le

Associazioni pubbliche e private che operano nel settore e con le strut-

ture preposte alla promozione del turismo e con i cittadini.

Si pu quindi affermare limportanza della collaborazione tra le Istitu-

zioni, ma anche e soprattutto con il soggetto privato, sostenendo una

progressiva trasformazione del suo assetto: da sponsor o mecenate ad

Direzione Generaleper la Valorizzazione

del patrimonio culturale

Direttore Generale: Mario Resca

Via del Collegio Romano, 2700186 Roma

Tel. 06 67232960Fax 06 67232154

[email protected]

Servizio II Comunicazione e promozione

del patrimonio culturale

Direttore:Mario Andrea Ettorre

Tel. 06 67232755Fax 06 672322246

[email protected]

Grandi eventi e manifestazionifieristiche

Responsabile: Antonella Mosca

Salvatorina Depalo,Marina Fabiani,

Cinzia Raffio,Maria, Angela Siciliano

Via dellUmilt, 3300187 Roma

Tel. 06 [email protected]

19

DIREZIONE GENERALE PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE

Servizio II - Comunicazione e promozione del patrimonio culturale

investitore ed imprenditore di cultura. Perch fondamentale capire

che sapere e produzione sono intrinsecamente legati fra loro ed anzi

rappresentano il frutto di quella che oggi viene chiamata economia

della conoscenza. Bisogna, dunque, sviluppare un nuovo modo di in-

tendere il rapporto tra impresa e cultura che crei un legame tra il fare,

il produrre e il sapere.

Nello specifico negli ultimi anni, tra le varie strategie, le sponsorizza-

zioni si sono rivelate un momento dincontro e di fattiva collaborazione

tra pubblico e privato. Non soltanto un mero contributo economico in

cambio di un ritorno di immagine da parte degli investitori, ma una

vera e propria compartecipazione alla valorizzazione dei beni, attra-

verso azioni di comunicazione e di marketing.

Il Piano di Comunicazione 2011, di competenza della Direzione Gene-

rale per la valorizzazione del patrimonio culturale, si propone di realiz-

zare, attraverso la progettazione di un sistema organico, nuove

iniziative, progetti e piani strategici, in concertazione con gli Istituti cen-

trali e territoriali per assecondare le diverse esigenze di programma-

zione, dovute ai differenti territori di appartenenza e ai vari pubblici di

riferimento.

La strategia quella di organizzare grandi eventi di rilevanza nazionale

che rappresentano un importante veicolo per la promozione della co-

noscenza dellarte e della cultura italiana, per consolidare i rapporti con

il territorio, con i cittadini e per incentivare la fruizione dei beni cultu-

rali anche attraverso la realizzazione di visite guidate, mostre, conve-

gni, spettacoli allinterno dei luoghi darte.

Inoltre, la partecipazione alle pi significative manifestazioni fieristiche

presenti sul territorio nazionale, il mezzo efficace per diffondere ad

un pubblico differenziato le attivit e i progetti pi innovativi realizzati

dal MiBAC che rappresentano un momento dincontro tra le realt ter-

ritoriali, gli Enti locali, i settori delle imprese e il privato.

Per il raggiungimento di questi obiettivi la Direzione Generale per la

valorizzazione del patrimonio culturale stipula convenzioni e intese con

tutti gli altri settori del MiBAC, con le Regioni, con gli enti locali e anche

con gli interlocutori privati e sponsor.

Tra i vari contributi e partecipazioni ricordiamo:

- la collaborazione con la SARTECH, societ che attraverso il pro-getto HERITAGE si propone di sviluppare una metodologia inno-

vativa per la valorizzazione sostenibile di Beni Culturali, in distretti

urbani, tramite ladozione di un approccio sistemico che integri la

gestione del patrimonio con la sua valorizzazione e tutela. Le mo-

dalit sviluppate, mediante applicazione di un modello innovativo,

potenzieranno lattrativit turistica dei Beni Culturali, anche per i

segmenti pi elevati, curando contemporaneamente gli aspetti di

salvaguardia, correlati alle fragilit dei siti e agli utilizzi previsti. Sono20

oggetto di ricerca e sviluppo anche modalit e tecnologie per la

fruizione da parte di segmenti turistici diversificati, da quelli a pi

alta redditivit, fino ai disabili;

- il lavoro della CESEPI S.c.a.r.l. (Consorzio europeo soluzioni e pro-getti informatici), che assicura una presenza capillare allinterno

delle biblioteche e dei poli museali svolgendo attivit di fotoripro-

duzione, acquisizione digitale, valorizzazione e promozione del pa-

trimonio culturale, installazione di totem con tecnologia

touchscreen e 3D.

Questo ha permesso la scansione e catalogazione di numerosi ar-

chivi e biblioteche statali, tra cui la Biblioteca Marciana di Venezia,

i plutei della Biblioteca Laurenziana di Firenze;

- lintesa con Google Italy interessa due progetti: 1) la digitalizza-zione di circa un milione di volumi precedenti il 1870, liberi quindi

dal diritto dautore e provenienti dalle Biblioteche nazionali di Roma

e Firenze, attraverso Google Books, con la possibilit di consultarli

on line, gratuitamente da ogni parte del mondo; 2) la mappatura

dei pi importanti siti archeologici e musei statali attraverso il ser-

vizio Street View, che permette di passeggiare virtualmente den-

tro i monumenti ed aree archeologiche. Pompei stato il primo

sito mappato seguito dal Colosseo, i Fori Imperiali e via via tutte le

principali aree archeologiche in tutta Italia;

- il progetto di ricostruzione in 3D della Tomba dei Rilievi di Cerve-

teri a cura della Soprintendenza per i beni archeologici dellEtruria

Meridionale, realizzata dalla Techvision sistemi multimediali, cheprendendo come punto di partenza fotografie di riferimento, ha ri-

composto le superfici in 3D della struttura generale della tomba,

nonch i dettagli dei decori che la rendono cos particolare: migliaia

di poligoni mostrano ogni aspetto dellambiente;

- lacquisizione millimetrica e cromatica dei beni culturali a cura della

societ Tecno Art, che permette la valorizzazione, divulgazione,conoscenza, catalogazione e informatizzazione del patrimonio ita-

liano attraverso una piattaforma tridimensionale che con pochi e

chiari comandi, permette a qualsiasi tipologia di utente e con sup-

porti differenti (pc, tablet, smartphone) di muoversi, conoscere, in-

terrogare, esplorare monumenti, musei e siti archeologici;

- la realizzazione di un video stereografico, a cura del Consorzio Cul-tura e Innovazione di Crotone e della Infobyte di Roma, realiz-zato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici

della Calabria, relativo allarea archeologica di Crotone ed uno show

autostereografico dedicato ai reperti esposti al Museo del Parco

Archeologico e al Museo Archeologico cittadino;

21

- il progetto Culturando, a cura della societ GiEffe: Culturando-GV(Information Point per i Beni Culturali) e Culturando-DS (Digital Si-

gnage e IPTV per i Beni Culturali), una famiglia di sofisticati totem

pensati e realizzati per soddisfare le nuove esigenze dei diversi siti

dei beni culturali e architettonici, quali Biblioteche, Musei, Siti Ar-

cheologici, Castelli, Parchi. Le informazioni vengono aggiornate in

tempo reale in modo tale che i visitatori possano ricevere delle no-

tizie relative al luogo che stanno visitando e a quelli limitrofi, agli

orari di accesso, ai prezzi, ai trasporti, notizie ANSA, informazioni

meteo, ecc;

- il sistema interattivo Uffizi Touch, prima soluzione al mondo che

consente di ammirare tutte le opere della Galleria degli Uffizi, in

modo naturale e coinvolgente allinterno di un "quadro" digitale, a

cura della societ Centrica di Firenze;

- linstallazione multimediale, realizzata dallo Studio Spazio Visivopermette, attraverso lutilizzo di tecnologie avanzate, di far vivere

emozioni e sensazioni che lopera darte e la storia rappresentano,

ad un pubblico diversamente abile;

- la collaborazione con la Promo PA Fondazione che porta allat-tenzione del pubblico i risultati emersi da Lu.Be.C. 2010 Una fi-

nestra virtuale sul futuro dei beni culturali, presentando unampia

sintesi dei progetti innovativi che applicano lICT - Information,

Communication, Technology - alla valorizzazione del patrimonio cul-

turale per il marketing turistico territoriale;

- lavvio dellintesa con la European Medals Company per la pro-mozione dei luoghi darte statali, attraverso il conio di medaglie ri-

cordo aventi sul fronte la riproduzione di un sito (museo,

monumento, area archeologica etc.) e sul retro la carta dEuropa.

Questo oggetto offre al visitatore la possibilit di mantenere il con-

tatto con lesperienza emotiva della visita, di ricordare gli stimoli

creativi, leccitazione fantastica, il gusto dellapprendimento;

- il progetto i-MiBAC, ideato e coordinato da Artchivium, il primonel suo genere a livello internazionale, costituito da una serie di

applicazioni per smartphone dedicate ai beni culturali e nasce dalla

volont di coniugare le straordinarie risorse artistiche italiane con

linnovazione delle nuove tecnologie. i-MiBAC TOP 40 con il mo-

bile ticketing rappresenta la prima applicazione, rilasciata da un mi-

nistero italiano, rivolta ai supporti mobili e agli smartphone e

dimostra lattenzione del MiBAC nel promuovere larte e la cultura

attraverso nuovi strumenti di comunicazione per incentivare le vi-

site culturali e migliorare la fruizione dei servizi;

22

- la collaborazione con HERITY, organizzazione Internazionale per laCertificazione di Qualit della Gestione del Patrimonio Culturale,

che partendo da criteri scientificamente accettati ma in modo fa-

cilmente comprensibile, vuole fornire al pubblico una informazione

che permette di decidere di visitare pi responsabilmente un bene

culturale ed incoraggiare i proprietari e i gestori dei beni a valoriz-

zare e conservare meglio il patrimonio di cui sono responsabili.

Nel 2006 HERITY e il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali

hanno firmato un accordo quadro di cooperazione finalizzato al-

l'applicazione del sistema di valutazione HGES alle strutture aperte

al pubblico di competenza del Ministero: da allora la collaborazione

prosegue sinergicamente;

- il Progetto pilota Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno, voluto

dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali (MiBAC) e dal Dipar-

timento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (DPS) del Mini-

stero dello Sviluppo Economico, si basa sul riconoscimento del

ruolo primario che una parte del patrimonio culturale e museale del

Mezzogiorno pu svolgere per la crescita economica del territorio.

Attuato da Invitalia, il Progetto punta a rafforzare la competitivitdelle aree coinvolte e a migliorare la capacit di offerta dei musei

e dei siti archeologici locali, nonch i servizi e le attivit, anche

imprenditoriali, connesse alla loro fruizione. Inoltre, Invitalia col-

labora nellattuazione dellAccordo di Programma che il MiBAC

ha sottoscritto con il Ministero dellAmbiente e della Tutela del

Territorio e del Mare con lobiettivo di selezionare e realizzare al-

meno 6 interventi di efficientamento e risparmio energetico a

servizio di musei, siti archeologici e monumentali di particolare ri-

levanza, localizzati nelle regioni dellObiettivo Convergenza (Ca-

labria, Campania, Puglia e Sicilia), a valere sulle Linee di attivit

del Programma operativo Interregionale Energie rinnovabili e ri-

sparmio energetico 10 2007 2013;

- Art First Guide una piattaforma digitale per iPhone, iPod Touche iPad studiata da Parallelo per viaggiatori darte: uno strumentoper orientarsi e visitare citt e territori ricchi di patrimonio artistico,

per aggiungere una nota particolare alla visita di musei e mostre

darte, per avere informazioni aggiornate sugli eventi culturali.

Uffizi la prima APP di un museo italiano e la pi scaricata suiTunes. Molto presto sar disponibile su iTunes anche la APP Gal-lerie Fiorentine con le mappe, le mostre e gli eventi dei 27 museistatali fiorentini;

23

- i-MiBAC Voyager e Atlante sono i progetti proposti da Illusionet-work s.r.l. attraverso lo sviluppo di nuove piattaforme mobili, cherappresentano il futuro standard per la valorizzazione dei beni cul-

turali, e che realizzano guide in 3D interattive e divertenti, per

musei, mostre e siti archeologici, dove per la prima volta viene in-

trodotta la quarta dimensione, il tempo, lo spettatore/visitatore si

trova, infatti, ad effettuare pi che una visita guidata una vera e

propria esperienza di viaggio nella storia e nel tempo.

Tutti questi progetti e molti altri, vengono di volta in volta, presentati

nello stand istituzionale del MiBAC, in occasione delle varie fiere.

Come ogni anno la partecipazione al Forum PA prevede la realizzazione

di uno stand, progettato e realizzato dal Servizio II della Direzione Ge-

nerale per la valorizzazione del patrimonio culturale, in cui saranno pre-

sentati numerosi progetti innovativi, realizzati dai propri Istituti centrali

e territoriali, grazie anche allapporto di imprese/sponsor privati ed Enti

Locali, che rappresentano il frutto del cambiamento e della sperimen-

tazione gi in atto. Nello stand, a completare lofferta progettuale, una

serie di appuntamenti e incontri tecnici.

Infine un importante convegno dal tema Nuova progettualit tra cultura

e sviluppo economico sostenibile, dove il MiBAC intende porre lat-

tenzione sulle diverse strategie volte a raggiungere risultati duraturi e

visibili, che invertano la tendenza diffusa di considerare la Pubblica

Amministrazione come un peso per la collettivit, anche attraverso la

comprensione dei fenomeni di cambiamento e la sperimentazione di

nuovi strumenti e pratiche che garantiscano una maggiore flessibilit

nella gestione di risorse finanziarie, come le sponsorizzazioni, le ero-

gazioni liberali, il fundraising, il project financing.

24

Iuvanum come non labbiamo mai vistaMario Di Prinzio, Mario Gallo, Sandra Lapenna

LArcheologia virtuale per la divulgazione e la ricerca: il progetto di ri-costruzione tridimensionale rappresenta un momento di verifica e ap-

profondimento degli studi sin qui condotti sul sito archeologico.

Lintervento nasce dalla volont di favorire le ricadute dellapplicazione

non solo dal punto di vista didattico/divulgativo, ma anche come stru-

mento di supporto alla ricerca, secondo le recenti prospettive di ri-

flessione sui fini della virtual archeology. Esso ha consentito la

realizzazione di un modello virtuale in 3D degli edifici pi rappresenta-

tivi dellantica Iuvanum quali: il complesso templare, il foro con le ta-

berne e la basilica.

Dal rilievo alla modellazione: le fasi progettuali hanno riguardato il ri-

lievo, la raccolta e la selezione dei dati archeologici; la valutazione degli

elementi statici, strutturali, stilistici ed estetici; la digitalizzazione dei

documenti cartacei; la modellazione 3D, la grafica delle texture e la re-

dazione dei testi didascalici.

Archeologia virtuale e supporti informa-

tici: lobiettivo far rivivere gli antichi

splendori dei luoghi semplicemente fa-

cendo portare ai visitatori itineranti si-

stemi di fruizione mobile capaci di

sovrapporre alle rovine la ricostruzione

virtuale della loro realt originaria e col-

mare con il minimo impatto ambientale,

il gap tra percezione visiva e conoscenza.

Il progetto mette a disposizione contenuti

multimediali contestualizzati e fruibili in

qualsiasi luogo e momento in cui la frui-

zione stessa possa avere significato, prima di tutto durante lespe-

rienza sul sito archeologico, ma anche in altri momenti e territori,

lontano dalle opere. In questo secondo caso molte sono le opportu-

nit: ancora sul sito in ambienti opportunamente attrezzati per una

fruizione pi immersiva, oppure in viaggio, a scuola o a casa utilizzando

un normalissimo p.c..

La produzione dei contenuti: le risorse cartacee digitalizzate sono state

contestualizzate rispetto allambiente (fisico o virtuale) a cui si riferi-

scono, per essere poi trasmesse via satellite ai visitatori.

Fruizione del sito archeologico attraverso lutilizzo di dispositivi mobili:

Palmari, Smartphone, Laptop e Tablet P.C. acquisiscono il duplice ruolo

di guida virtuale, attraverso la ricostruzione di strutture e di guida reale

nella visita diretta dei luoghi. Il valore aggiunto del sistema la capa-

cit di non separare il reale dal virtuale. 25

DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICIDELLABRUZZO

Soprintendenza per i Beni Archeologici dellAbruzzo

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici

dellAbruzzo

Direttore Regionale: Fabrizio Magani

Coordinatore per la comunicazione:Paola Carfagnini

Viale dellIndustria, 3 LAquila - Localit Bazzano

Tel. 0862 446148/42Fax 0862 446101

[email protected]

Soprintendenza per i Beni Archeologici dellAbruzzo

Soprintendente: Andrea Pessina

Via degli Agostiniani66100 Chieti

Tel. 0871 32951 Fax 0871 3295464

[email protected] www.archeoabruzzo.beniculturali.it

Autori:

Mario Di Prinzio e Mario GalloStudioArs. Architettura

Direzione scientifica: Sandra Lapenna, Soprintendenza

per i Beni Archeologici dellAbruzzo

Consulenza archeologica: Paola Riccitelli

Consulente architettonico: Claudio Varagnoli, Facolt di

Architettura Pescara

Societ Smart Sys - Innovazione eFormazione

Parco archeologico di Iuvanum,veduta aerea

Funzionamento del sistema:

STEP 1. Lutente accede al sito archeologico e decide di noleggiare il

dispositivo oppure di utilizzare uno proprio (in questo caso

loperazione preliminare quella di scaricare dal sito web de-

dicato lapplicazione da inserire nellunit mobile e le mappe

relative al sito che si vuole visitare).

STEP 2. Dopo aver avviato lapplicazione, lutente ha la possibilit di

scegliere la lingua, litinerario da seguire tra quelli predefiniti

oppure di costruirne uno personalizzato.

STEP 3. Il dispositivo assume il ruolo di una vera e propria guida turi-

stica. Grazie al rilevamento (tramite antenna GPS) della po-

sizione del visitatore allinterno del sito e allorientamento

della visuale, quando lo stesso si trover nei pressi di un re-

perto, vedr apparire sul display il modello 3D della ricostru-

zione, navigando allinterno delloggetto come se fosse un

videogioco, e potr scegliere di ascoltarne la storia e le tec-

niche costruttive, leggere informazioni testuali e visualizzare

altri contenuti multimediali. Il tutto nel palmo della propria

mano e senza dover compiere operazioni complesse.

26

Ricostruzione dei templi

Particolare dellaricostruzione del Forocon liscrizione in letteredi bronzo e la basilica

Veduta prospettica della ricostruzione dal Foro verso lacropoli

Veduta prospettica dal pronao deltempio maggiore verso il Foro

Il CRBC Campania: www.campaniacrbc.itMaria Rosaria Nappi

Il CRBC Centro Regionale per i Beni Culturali della Campania nato

da una iniziativa congiunta del Ministero per i Beni e le Attivit Cultu-

rali - Direzione Regionale per la Campania e della Regione Campania -

Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali (Delibera della Giunta Re-

gionale n 1079 del 4 agosto 2005).

La fase iniziale, relativa allo sviluppo della piattaforma tecnologica e

del modello di gestione, stata realizzata dal Consorzio Glossa e fi-

nanziata dal Ministero per lIstruzione, lUniversit e la Ricerca nel-

lambito del PON 2000-2006 ai sensi del D.M. 593 dell08/08/2000,

nel periodo 2002-2007.

La struttura operativa dal 2005 presso la sede della Direzione Re-

gionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, in Castel

dellOvo in Napoli, dove impiega circa 30 unit tra tecnici informatici,

archeologi, architetti e storici dellarte. Il CRBC ha il compito di unifi-

care e coordinare lattivit di catalogo e documentazione del patrimo-

nio culturale regionale di intesa con gli Uffici periferici del Ministero

del Beni Culturali (Soprintendenze) e gli Enti locali operanti in regione

(Regione, Province, Comuni).

In tale contesto si provveduto a progettare, realizzare e gestire il Si-

stema Informativo di Catalogo dei Beni Culturali della Regione Cam-

pania, allinterno del quale sono confluite tutte le informazioni e la

documentazione in formato digitale relative ai beni culturali, ambientali

e paesaggistici catalogati in Campania fino ad oggi.

Il patrimonio di dati cos raccolto, oltre a costituire un serbatoio unico di in-

formazioni, immagini, e dati territoriali di fondamentale importanza per qual-

siasi iniziativa che abbia lobiettivo di promuovere e diffondere il patrimonio

culturale, ambientale e paesaggistico della Campania, consente e facili-

tare lazione di amministrazione e tutela propria delle Soprintendenze. 27

DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIA

CRBC Centro Regionale per i Beni Culturali della Campania

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici

della Campania

Direttore Regionale: Gregorio Angelini

Coordinatore per la comunicazione:Maria Rosaria Nappi

Via Eldorado, 1Castel dellOvo80132 Napoli

Tel.081 2464201Fax 081 7645305

[email protected]

CRBC Centro Regionale per iBeni Culturali della Campania

Il CRBC della Campania una struttura tecnologica allavanguardia pro-

gettata e realizzata per fornire servizi trasversalmente:

Al Ministero per i Beni e le Attivit Culturali (ICCD, Dir. Regionalee Soprintendenze) per supportare e ottimizzare lattivit di cataloga-

zione e documentazione

Alla Regione Campania nellambito delle proprie attivit istituzionali digoverno e gestione del territorio e dei beni culturali, ambientali e pae-

saggistici in esso presenti

Agli Enti Locali (Provincia, Comuni, altri) della Campania per garantirelamministrazione del proprio territorio

Al Cittadino, per accedere e fruire delle informazioni e delle opportu-nit fornite dal patrimonio ambientale e culturale della propria regione

AllIndustria del settore del turismo-culturale per rafforzare la pro-pria offerta e renderla maggiormente competitiva sul mercato nazio-

nale e internazionale

Alla Istruzione e alla Ricerca Scientifica per disporre, in maniera fun-zionale ed economica, delle informazioni di base da utilizzare per le

proprie iniziative istituzionali

Utilizzando un modello ed una architettura che consentono di condivi-

dere le informazioni ma lasciando autonomia funzionale ed operativa

al singolo soggetto.

Sintesi della attivit svolte A partire dal 2005 gran parte delle iniziative di catalogazione e infor-

matizzazione del patrimonio culturale della Campania sono confluite

allinterno del CRBC. In particolare si provveduto a realizzare:

1) Recupero delle schede di catalogo dei beni storico-artistici:Progetto ARTPAST: Il CRBC ha supportato le Soprintendenzedella Campania nellambito del progetto Nazionale ARTPAST, (Ap-

plicazione informatica in Rete per la Tutela e la valorizzazione del

Patrimonio culturale nelle aree Sottoutilizzate) approvato dal Cipe

il 19/12/2003 allinterno del settore di intervento offerta e valo-

rizzazione del patrimonio culturale realizzato con delibera CIPE

fornendo la piattaforma tecnologica per limmissione e la valida-

zione delle schede OA prodotte dal progetto. Successivamente

alla fase di normalizzazione del materiale catalografico, effettuato

centralmente dal MiBAC, le schede sono state caricate nella

Banca Dati del CRBC e rese disponibili alle competenti Soprin-

tendenze

2) Catalogazione dei Centri Storici - Legge regionale 26/2002. LaRegione Campania ha avviato dal 2005 la catalogazione dei Centri

Storici presenti sul proprio territorio finanziando i comuni nella at-

tivit di redazione delle relative schede (T, TO, SU, CS, A, PG). Lini-

ziativa, che vede attualmente coinvolti circa 200 comuni, si sta

realizzando mediante il coinvolgimento delle Soprintendenze com-

petenti attraverso lutilizzo del CRBC, nella cui banca dati stanno

confluendo i risultati della catalogazione28

3) 1 Censimento e Catalogazione del Patrimonio di Architettura Ru-rale: La regione Campania ha promosso la valorizzazione del patrimo-nio di architettura rurale realizzando un primo intervento di

catalogazione dei manufatti, architettonici, rappresentativi del patri-

monio di architettura rurale presente nei sette parchi regionali. Lattivit

stata realizzata allinterno del CRBC e ha prodotto, oltre ad un primo

nucleo di schede catalografiche, anche la relativa cartografia digitale

4) Recupero delle schede di catalogo dei beni archeologici Progettodi Riversaggio: Su iniziativa congiunta della Direzione Regionale BCPe della regione Campania, si avviato, a partire dal 2008, un progetto

per progressivo e completo riversaggio, allinterno della Banca Dati di

catalogo del CRBC, dellintero patrimonio di schede catalografiche e

informatizzate presente presso le Soprintendenze della Campania, con

particolare riferimento al settore dei beni archeologici, non coinvolti dal

progetto ARTPAST

5) 1 Censimento e Catalogazione del Monumenti ai Caduti la Dire-zione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, in

collaborazione con gli Enti e le Amministrazioni territoriali (Comuni, Pro-

vincie etc..etc..ha realizzato una specifica attivit di schedatura dei mo-

numenti ai caduti della I Guerra mondiale identificando e

documentando oltre 700 manufatti su tutto il territorio regionale.

Questi, ed altri progetti minori, hanno consentito, alla data, la costituzione

di una banca dati regionale, condivisa tra le amministrazioni (Direzione re-

gionale, Soprintendenze, Regione, Comuni etc..) la cui consistenza quan-

titativa di oltre 800.000 item, ed il cui dettaglio rappresentato nella

seguente tabella:

Schede di CatalogoTipo scheda descrizione quantit

A Edifici e manufatti architettonici 3.552

A( R ) Architettura Rurale 106

BDM Beni Demoetnoantropologici Materiali 2.108

CA Complesso Archeologico 70

CAR Censimento Architettura Rurale 290

CAT Censimento Archeologico territoriali 650

CS Centro storico 194

D Disegno 11.946

F Fotografie 114

MA Monumento Archeologico 1

MI Matrici dincisione 5.983

NU Numismatica 19.145

OA Opera e Oggetto darte 169.119

PG Parchi e Giardini 114

RA Reperti archeologici 160.628

S Stampe 22.442

SI Sito Archeologico 78

SU Settore Urbano 1.366

T Territorio 97

TMA Tabella Materiali Archeologici 20.656

TP Territorio Extraurbano 308

Totale Schede di Catalogo 418.96729

Allegati MultimedialiTipo scheda descrizione Quantit

ADM Altra Documentazione Multimediale 3.039

IMR Documentazione Fotografica 345.004

IMV Documentazione Grafica 5.088

DOC Fonti e Documenti 7.910

Totale Allegati Multimediali 361.041

Liste di AutoritTipo scheda descrizione Quantit

AUT Scheda Autore 8.491

BIB Scheda Bibliografia 6.379

DSC Dati di Scavo 4.216

EP Modulo epigrafico 542

RCG Ricognizione 3

Totale Liste di Autorit 19.631

Riferimenti TerritorialiTipo scheda descrizione Quantit

RT Riferimenti Territoriali 11.680

Totale Riferimenti Territoriali 11.680

Tabella 1: Consistenza della Banca Dati del CRB

30

Diversamente in biblioteca: la guida in L.I.S. per i disagi sensoriali Maria Rosaria Capasso

La Biblioteca Universitaria di Napoli ha da tempo realizzato attivit di

servizio ponendo una speciale attenzione a fasce di utenti penalizzati

nellacquisizione della conoscenza.

Dopo aver aderito al Progetto del MiBAC Audiolibri sul Web. Rete bi-

blioteche statali, la Biblioteca ha ampliato e arricchito il pacchetto di

offerte di servizio di lettura e informazione agevolata fino ad arrivare ad

un vero e proprio programma dal nome Diversamente in biblioteca.

Il programma Diversamente in biblioteca: linformazione attraverso i

segni e ludito ha visto in primis la realizzazione di una guida ai ser-

vizi della biblioteca in L.I.S. corredata di sottotitoli e file audio. La strut-

tura del video innovativa; la tecnologia adoperata fornisce tutte le

informazioni sulle opportunit che la Biblioteca Universitaria offre. Lo

strumento stato progettato per persone con disagio sensoriale ma

accessibile a tutti.

Si pu consultare sia sulla home page che alla pagina Diversamente

in biblioteca del sito

http://www.bibliotecauniversitarianapoli.beniculturali.it/index.php?it/15

0/guida-alla-biblioteca-in-lis.

Si propone la biblioteca nella sua connotazione di istituto culturale ai

sordi grazie ad uninterprete L.I.S. (lingua italiana dei segni) e i sottoti-

toli; ai ciechi, ipovedenti e dislessici grazie al racconto audio.

Il video offre la Biblioteca Universitaria sia nella parte istituzionale che

fisica. Ecco come si presenta visivamente: sulla sinistra c linterprete

in L.I.S. e sulla destra scorrono le immagini delle sale della Biblioteca

Universitaria di Napoli. In basso su un fondo rosso in sovrimpressione

i sottotitoli. E a sottolineare limportanza dellistituto antichissimo e

prestigioso compare al centro del video il dorso di un libro antico che

separa il segnante in L.I.S. dalle immagini della biblioteca.

31

DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIADIREZIONE GENERALE PER LE BIBLIOTECHE, GLI ISTITUTI CULTURALI ED IL DIRITTO DAUTORE

Biblioteca Universitaria di Napoli

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici

della Campania

Direttore Regionale: Gregorio Angelini

Coordinatore per la Comunicazione:Maria Rosaria Nappi

Via Eldorado, 1Castel dellOvo80132 Napoli

Tel.081 2464201 Fax 081 7645305

[email protected]

Direzione Generale per lebiblioteche, gli istituti culturali

ed il diritto dautore

Direttore: Maurizio Fallace

Via Michele Mercati, 4 Tel. 06 3216779 - 3221207

Fax 06 3216437www.librari.beniculturali.it

[email protected]

Biblioteca Universitaria di Napoli

Direttore: Anna Bolognese

Via G. Paladino, 39Tel. 081 5517025 - 5517153

Fax 081 5528275www.bibliotecauniversitarianapoli.beniculturali.it

[email protected]

La guida si apre con la storia dellistituto che, fin dalla sua nascita, si

arricch sia dei fondi della Biblioteca dellUniversit che della chiusura

delle biblioteche ecclesiastiche e della Biblioteca Gioacchina.

Si prosegue informando sulla normativa di utilizzo dei suoi servizi e si

illustra il patrimonio dellistituto. Il video mostra il Salone di Lettura e

la Sala di libri Antichi e Rari nonch gli esterni della biblioteca.

Lidea di affiancare il segnante con le immagini fa s che le persone en-

trino in medias res nella realt bibliotecaria; lutente, a qualunque

tipologia appartenga sia esso portatore di un disagio sensoriale che di

diverso approccio linguistico, esplora cos luniverso biblioteca dal sa-

pore squisitamente culturale.

Il programma Diversamente in biblioteca stato supportato anche

da un protocollo dintesa tra la Direzione Regionale per i Beni Culturali

e Paesaggistici della Campania e il Comune di Torre Annunziata (Ser-

vizi Sociali) che ha previsto la fornitura di attrezzature che hanno reso

possibile la realizzazione del video.

Liniziativa, realizzata in collaborazione con lENS Campania, rappre-

senta un momento di approccio il pi aperto possibile nei confronti del

disagio sensoriale e di quello linguistico, utilizzando, con il doppio

mezzo dellinformazione attraverso i segni e ludito, tutti i canali di co-

municazione possibili e applicabili. Si tratta di comunicazione e didat-

tica speciale (rivolta a persone con specifiche esigenze) che si apre a

divulgare il bene culturale. rivolta sia a persone con disagio senso-

riale che a favorire lintegrazione di persone che conoscono poco la

nostra lingua.

Il fatto che il racconto audio riporti fedelmente quanto in sovrimpres-

sione nei sottotitoli favorisce anche coloro che si trovano in difficolt

linguistiche; ci si riferisce a cittadini stranieri che si avvicinano alla lin-

gua italiana, studenti che si trovano per progetti universitari in Italia e

non sanno a quale biblioteca rivolgersi per le loro ricerche. Infatti,

ascoltare il file audio che scandisce lentamente e con frasi brevi e con-

cise, rende assai pi agevole la comprensione del racconto della bi-

blioteca anzich leggere la Carta della Qualit dei Servizi dove le frasi

sono pi complesse e articolate.

La Guida alla biblioteca in L.I.S suggella il connubio tra innovazionee tecnologia, si implementa un processo che d il via ad una nuova

metodologia innovativa e individua come suo primo obiettivo la valo-

rizzazione del patrimonio culturale.

Lintraprendere politiche interistituzionali tra la Direzione Regionale per

i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, lE.N.S., il Comune di

Torre Annunziata (NA) e la Biblioteca Universitaria di Napoli con la crea-

zione di unampia rete bibliotecaria sul territorio e la ricaduta nel sociale

ha avuto leffetto di abolire la barriera spazio-temporale per i cittadini.

32

Il video Guida alla biblioteca in L.I.S. non rappresenta un evento iso-

lato a favore di persone con un gap sensoriale, ma essendo accessi-

bile sul sito della biblioteca, assicura la fruizione dei contenuti in

maniera continuativa. La finalit del programma Diversamente in bi-

blioteca rientra nelle strategie che da anni la Biblioteca Universitaria

sviluppa, di fornire prodotti culturali finiti, differenziati per le diverse

forme di disagio.

Si tratta di un Optimum di pronto uso. La soddisfazione quella di aver

fornito prodotti differenziati e adattati alle singole esigenze delle di-

verse forme di disagio. Si rende un grosso servigio alla societ e al-

lIstituto dove la mission del bibliotecario, sempre pi calato nel

sociale, nellincludere ogni tipologia di utenti in biblioteca, promuove

finalmente la conoscenza per tutti.

33

Aquileia, Progetto memoria Luigi Fozzati (SBA FVG), Paola Ventura (SBA FVG - MAN Aquileia), Andrea Benedetti (IUAV)

Per Aquileia (iscritta nel 1998 dallUNESCO nellelenco del patrimonio

mondiale dellumanit) si pu a ragione parlare di unarea archeologica

di tipo complesso: per larco temporale intercorso dalla scoperta del

sito allattualit, per i cambiamenti politico-amministrativi che lhanno

direttamente interessata, per lestensione spaziale (quarta citt del-

lImpero Romano), per la stratigrafia presente (dallet del bronzo al-

lattualit), per la parziale sovrapposizione e la convergenza dellabitato

moderno e contemporaneo sugli abitati dinteresse archeologico. Il

molteplice intervento di conservazione ha di fatto dato luogo a un puz-

zle di aree tutelate con vincoli archeologici e di edifici: costruiti (Uffici

MAN), avuti in dono (MAN), acquisiti a mezzo esproprio o acquisto bo-

nario (Museo Paleocristiano, Casa Pasqualis, etc.). In altre parole, la

rincorsa alla conservazione ha indotto ad agire con urgenza, impe-

dendo quella programmazione necessaria a organizzare un parco ar-

cheologico con museo, magazzini e laboratori di ricerca: attualmente

il Demanio dei Beni Culturali ad Aquileia occupa una superficie di

221.000 mq, mentre il patrimonio immobiliare consta di 10.800 mq di-

stribuiti in 20 edifici; la superficie delle aree archeologiche di oltre

205.00 mq, dei quali il 40% aperto al pubblico.

Oggi, a distanza di 130 anni dalla fondazione del Museo Archeologico,

la protezione e valorizzazione del grande sito di Aquileia passa attra-

verso una razionale organizzazione logistica di spazi e volumi (attra-

verso la creazione di ununica area senza soluzione di continuit che

descriva un anello attorno al cuore della citt, in modo

da permettere una visita circolare), una nuova politica di

rapporti collaborativi con la popolazione, una nuova

esperienza di valorizzazione in linea con i tempi. Pre-

supposto del nuovo modo di vivere la realt archeolo-

gica di Aquileia il modo nuovo di gestire questa stessa

realt: di qui la nascita della Fondazione Aquileia, parte-

cipata dal MiBAC e finalizzata alla valorizzazione del pa-

trimonio archeologico (alla quale al momento sono stati

conferiti 2 edifici e 4 aree archeologiche).

Per facilitare lavviamento e la prosecuzione degli sforzi

fatti secondo la filosofia illustrata, il Ministero ha svilup-

pato unattivit di ricognizione dellintero patrimonio ar-

cheologico aquileiese, nellambito di una convenzione

dal titolo Aquileia: progetto memoria, sottoscritta nel

2010 fra la Direzione Regionale per i Beni Culturali e

Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia e lUniversit IUAV

di Venezia (gruppo di lavoro: Andrea Benedetti responsabile scienti-

fico, Caterina Balletti, Valentina Buttolo, Erica Geremia IUAV; Vittorio

Foramitti - Universit degli Studi di Udine; Anna Trani Universit degli

Studi di Trieste; Marta Novello archeologa collaboratrice SBA FVG).

Direzione Regionale per i Beni Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia

Direttore Regionale: Giangiacomo Martines

Coordinatore per la Comunicazione:Claudio Barberi

Piazza della libert, 734135 TriesteTel.040 4194811 Fax 040 [email protected]

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia

Soprintendente: Luigi Fozzati

Viale Miramare, 934135 TriesteTel. 040 4261411 Fax 040/[email protected]

Museo Archeologico Nazionaledi Aquileia

Direttore: Paola Ventura

Via Roma, 133051 AquileiaTel. 0431 91035 Fax 0431 [email protected]

34

DIREZIONE REGIONALE PER I BENI PAESAGGISTICI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia GiuliaMuseo Archeologico Nazionale di Aquileia

Fig. 1 - Perimetrazione dellepropriet demaniali sulla base dellacarta archeologica referenziata

Responsabile del progetto: Luigi Fozzati

La ricerca si sviluppata nelle fasi di raccolta (1), analisi e verifica (2)

e organizzazione delle informazioni (3): pi in dettaglio la prima fase

ha contemplato la selezione della documentazione relativa alla consi-

stenza delle propriet del Demanio dei BBCC, al sistema della tutela

(vincolistica), alle documentazioni storiche; nella seconda, detto ma-

teriale stato sottoposto a verifica (correttezza e coerenza atti, consi-

stenza attuale e stato di conservazione beni); infine linsieme dei dati

stato riferito al contesto territoriale, su base cartografica CTRN, cui

si sono associate le schede descrittive delle propriet (compatibili con

i criteri ICCD e del SIRPAC regionale). Il risultato di questa operazione,

confluito anche in una pubblicazione (Per Aquileia. Realt e program-

mazione di una grande area archeologica, a cura di L. Fozzati e A. Be-

nedetti, Venezia, Marsilio, 2011), ora un articolato sistema

informativo georeferenziato (GIS).

In questo ambiente stato possibile realizzare lanalisi dei temi e la

loro sovrapposizione alla cartografia catastale, storica, archeologica

(Carta archeologica di Aquileia di L. Bertacchi aggiornata al 2003) ed

alle ortofoto; particolare rilievo assume la contestualizzazione dei vin-

coli archeologici, architettonici, di rispetto monumentale e paesaggi-

stici, a partire dal 1922, attraverso i vincoli generali del 1931 e del 1970

e