Il mondo di Mirò

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Barbara Conti

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Il mondo di Mirò

Barbara ContiCoordinatrice della Sezione Didattica del Museo Pecci di Prato

• Mirò nasce nel 1893 a Barcellona; fin da piccolo mostra un grande talento per l’arte

• Nel 1920 si reca per la prima volta a Parigi ed entra in contatto con le avanguardie artistiche

• Con il termine Avanguardie si indicano movimenti sviluppatesi in Europa dagli inizi del ‘900 fino a circa gli anni Venti.

• Le Avanguardie si ponevano in una posizione di rottura dei codici artistici tradizionali. Mettevano in discussione il valore e il concetto di arte, che secondo loro doveva scuotere e sconvolgere.  

• Mirò entra in contatto con il Dadaismo e aderisce al Surrealismo

• La ballerina spagnola, 1928, Collage- oggetto

Mirò applica il principio surrealista delle libere associazioni mentali per esprimersi; crea delle immagini decisamente astratte e molto suggestive

Collage, 1934

• Per il collage utilizza materiali di scarto: una vera e propria ribellione contro la tradizione

Stelle in sessi di lumache 1925, dipinto-poesia

• Parte pittorica e parole hanno uguale importanza

• Per i Surrealisti poesia e pittura sono in stretta connessione: sia la parola che il segno sono portatori di inattesi e molteplici significati

La nascita del mondo, 1925, dipinto onirico

• Realizzato con la pratica dell’automatismo surrealista che cercava di escludere il controllo cosciente dalla creazione artistica

• Segni ambigui prodotti “in uno stato di allucinazione provocato da uno choc di qualche tipo”

• Importanza marginale del talento nella pratica dell’automatismo

Dipinto su masonite, 1936

• Mirò afferma: “Mi eccitano sempre i materiali, offrono degli spunti di partenza di grande portata”

Senza titolo, 1976

• Per tutta la vita Mirò continua a sperimentare la pittura su materiali diversi

• Gli effetti che si vengono così a creare si intrecciano con la pittura vera e propria

Zucca, 1944, ceramica dipinta

• Poco prima della seconda guerra mondiale Mirò sperimenta la ceramica, che usa come supporto per la pittura

Costellazione,1940

• La serie di 23 dipinti, risponde al desiderio di evasione di Mirò, costretto all’esilio dalla guerra civile spagnola

• E’ come se Mirò volesse additare l’arte come unica fonte di orientamento e ordine in un mondo caotico.

• Il fondo è bagnato e raschiato per creare profondità, le figure composte secondo ritmi che ricordano la musica

Senza titolo, 1945

• Negli anni ‘40 Mirò produce una serie di “dipinti spontanei” dettati dall’impulso, legati al gesto, caratterizzati da materiali diversi, con chiazze di colore spruzzato, colature

• Negli anni ‘60 si trasferisce a Palma di Maiorca, in un grande studio dove diventa possibile lasciare tutte le tele a vista e lavorare a più opere contemporaneamente

• “Quando sono circondato di tele che abbiano un punto di partenza abbastanza forte (una macchia, un’impronta, un granello di polvere) comincio il lavoro, come se fossi sotto l’effetto di uno shock che mi fa evadere dalla realtà”

• “Lavoro come un giardiniere..le cose vengono lentamente… il mio vocabolario di forme non l’ho scoperto tutto in una volta, si è creato quasi mio malgrado”

Dipinti / incisioni 1960-70 ca.

• “Non sempre inizio dal fondo: molto spesso traccio un segno nero sopra il bianco e lo arricchisco con spruzzature o gocciolature…Metto la tela sul pavimento e vi rovescio sopra la pittura liquida, poi lo porto in posizione verticale e la pittura scorre verso il basso…

Testa, 1974

• L’artista campisce larghe zone che in parte campisce di colore e che trasforma in personaggi, animali,figure fantastiche

Donna che fugge, 1978

• Già dagli anni ‘30 Mirò realizza sculture assemblando oggetti diversi, che poi “nobilita” facendone una fusione in bronzo e colorandoli

Donna, 1981-83• Alcune sculture sono la

“traduzione” tridimensionale dell’immaginario dell’artista: personaggi più o meno antropomorfi che poi vengono colorati oppure lasciati naturali

Donna, 1966

La partenza del lavoro è spesso data dal ritrovamento di un oggetto che serve come stimolo per l’immaginazione dell’artista.

Incisioni 1970-1980L’ultima parte della carriera di Mirò è caratterizzata da immagini stilizzate, vivacizzate da colori forti e piatti

L’artista cerca un linguaggio semplice, che possa comunicare con tutti

Senza titolo, 1968

• Le immagini appaiono sempre più semplificate

Uccello nella notte 1967-68

• Mirò non smette mai di sperimentare: in questo caso usa i colori per creare uno spazio e pochi segni per dare l’idea di un animale…

Donna e uccello davanti al sole, 1976

• … in questo altro caso è attratto da un formato diverso dal solito e lo fa diventare una finestra aperta sul mondo

Un laboratorio da Mirò

• Con i numerosi spunti dalle opere di Mirò e dal suo immaginario si può progettare un laboratorio adatto sia ai più piccoli (infanzia) sia ai più grandi (primaria, secondaria 1° e 2° grado)

• Pur partendo dalla medesima regola, ognuno elabora un’immagine secondo le proprie capacità

• I personaggi “scarabocchio”

• OBIETTIVI: • Introdurre un procedimento casuale per produrre immagini non stereotipate• Sbloccare eventuali situazioni di insicurezza• Sperimentare la resa grafica di vari strumenti su supporti di grana diversa

• MATERIALI

• Pastelli e matite• Supporti di carta differente (vetrata, da pacchi, da fotocopie, cartoncino ruvido,)

• DESTINATARI• dall’infanzia

• Si disegna un intreccio che copre tutta la superficie del supporto

• Si ritaglia una parte dello scarabocchio

• Cosa si vede “dentro” lo scarabocchio?

• Si aggiunge qualche particolare a pennarello per trasformare lo scarabocchio in un animale o personaggio, si ritaglia e si incolla su un fondo contrastante

I personaggi a colori• OBIETTIVI• Sviluppare a colori il procedimento casuale già sperimentato

graficamente• Introdurre l’uso equilibrato dei colori di base come riempimento

• MATERIALI• Pennarelli neri a punta grossa tonda neri e a punta fine colorati (in alternativa pennarelli Uniposca oppure tempere con pennelli a punta grossa e fine),

fogli da fotocopie

DESTINATARI dal secondo ciclo delle primarie

• Si disegna un intreccio di segni su tutta la superficie del foglio

• Si colorano alcuni spazi • Si ritaglia parte dell’intreccio e si

aggiunge qualche particolare che lo trasformi in personaggio o animale, poi si incolla su fondo colorato

Macchie e gocciolature• OBIETTIVI• Allenare le capacità percettive

individuali• Valorizzare le potenzialità

espressive di un procedimento della massima semplicità

• MATERIALI• Tempere pronte vari colori,

fogli da fotocopie, pennelli, tamponi di recupero

• DESTINATARI• Dall’infanzia

• Si colano le tempere sul foglio, inclinandolo per farle scorrere sopra

• Si aggiungono macchie realizzate con tamponi fatti con carta accartocciata, spugna o dita

• Si aggiungono alcuni particolari se nelle macchie “si vede” qualcosa; si può scegliere anche di lasciare la composizione astratta

Forme piatte da trasformare• OBIETTIVI• Realizzare immagini visivamente d’impatto pur con

un procedimento essenziale• Sperimentare una tecnica inconsueta•

MATERIALI• Cartoncini di recupero, forbici, colla stick, fogli da

fotocopie, pennarelli neri a punta sottile

• DESTINATARI• Dall’infanzia

• Si chiede di strappare o tagliare un piccolo cartoncino colorato in 2 parti, che vanno poi incollate insieme

• La nuova forma così ottenuta va incollata su un foglio

• Con l’aggiunta di un occhio e qualche piccolo dettaglio a pennarello diventa…

La linea d’orizzonte

• OBIETTIVI• Creare una composizione partendo dalla suddivisione del foglio in 2/3 parti con i

colori • Realizzare immagini non banali• Valorizzare l’aspetto evocativo dei colori• MATERIALI• Cartoncini colorati, fogli bianchi, tempere e tamponi, forbici, colla stick

• DESTINATARI• Dalla scuola primaria

• Si taglia liberamente in due un cartoncino e si incollano le due parti distanziate su un foglio bianco (in alternativa: si colorano diversamente con le tempere la parte superiore del foglio e quella inferiore)

• Si aggiungono piccole macchie a tampone o frammenti di cartoncino fatti cadere casualmente sulla superficie

Suggestioni di spazi profondi• OBIETTIVI• Rendere l’illusione di

uno spazio profondo• Creare una

composizione con piani diversi

• MATERIALItempere pronte colori diversi, pennelli di vari spessori, acqua, cartoncini da acquerello

• DESTINATARIdal 2° ciclo primaria

• Si crea una sfumatura su un supporto in cartoncino da acquerello diluendo gradualmente la tempera

• Quando il fondo è asciutto si cambia pennello e colore e si fanno dei rapidi gesti per creare dei segni che appaiono in primo piano

• Si può lasciare l’immagine astratta oppure, se l’elaborato lo consente, trasformare alcune delle pennellate in primo piano

I collage / i materiali / le parole

• OBIETTIVI• Affinare il senso del tatto per creare un

collage non convenzionale• Legare senso tattile e compositivo a

suggestioni verbali• Attuare un certo automatismo per creare

immagini non convenzionali

• MATERIALI• Carte e cartoncini di vario tipo, materiali

tattili di recupero, colla UHU, (eventualmente tempere, pennelli e tamponi), fogli e penne

• DESTINATARI • Dal secondo ciclo primaria

• Si scelgono materiali tattilmente diversi e si compongono a piacere• Si aggiungono brevi frasi scritte da ciascuno su un foglietto, messe in una

scatola e ripescate a caso: questa casualità crea abbinamenti suggestivi

Assemblaggi tridimensionali

• OBIETTIVI

• Proporre un percorso creativo che riutilizza oggetti di scarto

• Liberare da procedimenti stereotipati

• MATERIALI

• Piccoli oggetti di scarto (scatoline, tappi e altro), colla forte, spray atossici

• DESTINATARI dalla primaria

• Si incollano insieme o diversi oggetti e poi si rendono omogenei col colora spray