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CENTRO PASTORALE RAGAZZI - CARITAS DIOCESANA VERONESE

AVVENTO - NATALE2017

Vi annunciouna grande gioia

Lc 2,10

Immagine di copertina:

Mathias stoMer, Annunciazione (1600-1650), Galleria degli Uffizi - Firenze

“VI ANNUNCIO UNA GRANDE GIOIA”Lc 2,10

Il tempo scorre e riparte un nuovo anno nel quale la Chiesa annuncia e celebra il Mistero di Cristo. Inizia con il tempo dell ’ Avvento, tempo in cui si cerca di rallentare il passo, di

mettersi in ascolto, di aprire il cuore per accogliere la Miseri-cordia di Dio che si fa uomo.La vita di Gesù è tutta un racconto fatto all ’ umanità. E la prima predica è il pianto di un bambino nella grotta di Betlemme. È un pianto uguale a quello di tutti i bambini del mondo, ma porta in sé la risposta alla più grande attesa di tutta l ’ umanità.Ad un orecchio distratto e indaffarato, quel suono al massimo è un fastidio da evitare. Solo chi allena il cuore all ’ ascolto può accorgersi della differenza, così da scoprire un amore che tocca profondamente il cuore e invita a cercare la gioia.L ’ incontro con il Bambino porta sempre alla gioia! Maria, la Vergine Madre, ci mostra come l ’ ascolto della Parola diventa in lei vita, la Vita di Dio, la Vita del Figlio. Lei, la Donna dell ’ ascolto, è immagine di tutti noi credenti, è immagine della Chiesa che avendo ascoltato l ’ annuncio, porta in sé la presenza del suo Salvatore. E ora non può tacere la bel-lezza di quell ’ incontro che l ’ ha fatta Sposa e Madre.Oggi la nostra Chiesa di San Zeno non può tacere quell ’ incon-tro che l ’ ha generata e che continua a rigenerarla nell ’ amore. Non può fermarsi di fronte alla chiamata del Signore a vivere una comunione sempre più profonda con Lui e con tutti i fra-telli che incontra sulla sua via. Dalla comunione, infatti, nasce la gioia perché la solitudine è vinta.Questa gioia è per tutti. Nessuno è escluso. A tutti va annun-ciata. Con amore e con infinita tenerezza.La preghiera quotidiana ci apra il cuore per poter incontrare il Signore Gesù e diventare testimoni, annunciatori di gioia con la vita di tutti i giorni.Buon Avvento.

Don AlessAnDro BonettiVicario episcopale per la pastorale

Introduzione

Preghiamo col Magnificat

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X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Marco Mc 13,33-37

“Vegliate per essere pronti al suo arrivo”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver la-

sciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritor-nerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giun-gendo all ’ improvviso, non vi trovi addormen-tati.Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

Domenica 3 dicembre 2017

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Prima Settimana di Avvento Ogni famiglia è invitata ad accendere un lume o una candela all ’ inizio della preghiera perché la Luce del Bambino illumini con il suo Amore le nostre case, le benedica e le protegga

Per riflettere

Ecco! Iniziamo l ’ Avvento, tempo dell ’ attenzione, dell ’ iniziativa. En-triamo nel tempo della speranza. Avvento vuol dire letteralmente av-vicinarsi, venire vicino. PRENDERE L’ INIZIATIVA. Un tempo di “popolo in cammino”, in cui tutto si fa più vicino: Dio a noi, noi agli altri, io a me stesso, abbreviamo le distanze, tracciamo cammini d ’ incontro. Nel Vangelo il padrone se ne va e la-scia tutto in mano ai suoi servi. Atto di fiducia grande, da parte di Dio; assunzione di una responsabilità enorme, da parte dell ’ uomo. Per custodire i beni sono proposti due atteggiamenti: fate attenzione e ve-gliate. Tutti conosciamo che cosa comporta una vita distratta: gesti senz ’ anima, parole senza cuore avere la testa altrove. Invece vivere con attenzione comporta attenzio-ne alle persone, alle loro parole, ai loro silenzi, alle domande mute e

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alla ricchezza dei loro doni e anche attenzione al nostro mondo, al peso di lacrime di questo pianeta barbaro e magnifico, alla sua bellezza, all ’ acqua, all ’ aria, alle piante. Prendiamo noi l’inizia-tiva: Attenti alle piccole cose di ogni giorno, a ciò che accade nel cuore, nel piccolo spazio che mi è affidato. Vegliamo perché c ’ è un futuro; perché non è tutto qui, il nostro segreto è oltre noi, perché viene una pienezza che non è ancora contenuta nei no-stri giorni, se non come piccolo seme. Vegliamo perché c ’ è una prospettiva, una direzione, un approdo. Allora è sempre tempo d ’ Avvento, sempre tempo di abbreviare distanze, di vivere con attenzione. Sempre tempo di adottare strategie di risveglio della mente e del cuore, in modo da non arrendersi al primato del male e della notte, in modo da non dissipare la bellezza, e non peccare mai contro la speranza.

Prendere l’iniziativa

24. La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli mis-sionari che prendono l ’ iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. “Primerear – prendere l’iniziativa”: vogliate scusarmi per questo neologismo. La comunità evangelizzatrice speri-menta che il Signore ha preso l ’ iniziativa, l ’ ha preceduta nell ’ amore (cfr 1 Gv 4,10), e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l ’ iniziativa senza paura, andare incon-tro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell ’ aver sperimentato l ’ infinita miseri-cordia del Padre e la sua forza diffusiva. Osiamo un po ’ di più di prendere l ’ iniziativa!

PAPA FRANCESCO … EVANGELII GAUDIUM

Preghiamo col Magnificat

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Prima Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Lunedì 4 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 8,5-11

“Molti dall ’ oriente e dall ’ occidenteverranno nel Regno dei Cieli”

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incon-tro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmen-

te». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di ’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch ’ io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va ’ !”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa ’ questo!”, ed egli lo fa». Ascoltando-lo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In veri-tà io vi dico, in Israele non ho trovato nessu-no con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall ’ oriente e dall ’ oc-cidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Parola del Signore

Per riflettere

La cosa che maggiormente col-pisce di questo brano è l ’ andare incontro a Gesù del centurione ro-mano. È la ricerca di Dio che abita il cuore di quest ’ uomo, che forse non ha neppure ben chiaro chi sia Gesù, non conosce la Parola, appartiene a una fede diversa… eppure ha ‘qualcosa ’ dentro che lo spinge verso Gesù, lo spinge ad andargli incontro, a cercarlo.Questa intuizione è il desiderio che Dio stesso mette dentro di noi e che ci spinge a cercarlo. Il centu-rione prende sul serio il desiderio che sente nel cuore, non si lascia

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ActioOggi dono un po ’ del mio tempo e il mio sorriso a chi sta male, a chi è malato, a chi è triste.

intimorire, non si impaurisce di fronte a Gesù e a quello che gli suscita dentro, ma lo affronta di petto, si sente ascoltato e ac-colto, si fida già di Lui e così gli va incontro, sicuro di ricevere la guarigione del suo servo.Gesù intuisce subito la fede del centurione e si mette a sua com-pleta disposizione. La risposta del centurione è un profondo atto di umiltà che sorprende ancora più positivamente Gesù. Di fronte ai doni che Gesù ci fa, il nostro atteggiamento deve essere sem-pre quello di una profonda umiltà, per la nostra indegnità nei Suoi confronti, ma anche di un vanto, perché il Dio dell ’ Universo piega il Suo sguardo proprio su ciascuno di noi.

Prendere l’iniziativa

Dall ’ Akathistos

Ave, o Madre dell ’ Astro perenne,Ave, o aurora di mistico giorno.Ave, splendendo conduci al Dio vero.Ave, Tu il Cristo ci doni clemente Signore.Ave Vergine Sposa.

Preghiamo col Magnificat

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Prima Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Martedì 5 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 10,21-24

“Gesù esultò nello Spirito Santo”

In quel tempo, Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate

ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”.E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l ’ udirono”.

Parola del Signore

Per riflettere

Gesù rivolge queste parole ai di-scepoli che sono appena tornati dalla loro prima esaltante espe-rienza missionaria. Egli ne aveva positivamente commentato l ’ esito, concludendo, quindi, con un ’ escla-mazione di esultanza: “Ti ringrazio, Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli”. Accostando le due paro-le si coglie più facilmente il senso della beatitudine. Ovviamente non

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ActioOggi mi impegno a parlare di Gesù e dei suoi grandi doni ogni volta che mi si presenta l ’ occasione.

si parla di un “vedere” fisico, che i discepoli condividevano con tutti i contemporanei, ma di un “vedere” secondo la fede che è esclusivo dono del Padre. La beatitudine, allora, include anche noi, nella misura in cui ci lasciamo catalogare tra i “piccoli” del Regno. Il segreto per “vedere” il Signore è qui: riconoscere e accettare la propria piccolezza, “farsi bambini”. È il cammino dell ’ umiltà che purifica lo sguardo e permette di fissare il “Sole”. Vivere l ’ Avvento significa camminare nei sentieri della storia se-minando luce e calore. Chiediamo oggi la grazia di saper stare in ginocchio dinanzi a Dio, per imparare a camminare umilmente e a testa alta nella storia. Chiediamo la luce per saper riconoscere la presenza di Dio nelle più piccole cose e vivere la nostra vita come una grande e bella avventura.

Prendere l’iniziativa

Dall ’ Akathistos

Ave, o Madre all ’ Agnello Pastore.Ave, Tu apri le porte del cielo.Ave, per Te con la terra esultano i cieli.Ave, per Te con i cieli tripudia la terra.Ave Vergine Sposa.

Preghiamo col Magnificat

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Prima Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Mercoledì 6 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,29-37

“Sento compassione per la folla”

In quel tempo, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si fermò là. Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri ma-

lati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì. E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddriz-zati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glo-rificava il Dio di Israele. Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: “Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio ri-mandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada”. E i discepoli gli dissero: “Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?”. Ma Gesù doman-dò: “Quanti pani avete?”. Risposero: “Sette, e pochi pesciolini”. Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li die-de ai discepoli, e i di-scepoli li distribuivano alla folla.Tutti mangiarono e fu-rono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte piene.

Parola del Signore

Per riflettere

La scena che oggi ci presenta il vangelo è fonte di grande speranza per noi credenti in Cristo, ma anche per tutta l ’ umanità: molta gente, una grande folla, si raduna intorno a Gesù “recando con sé zoppi, stor-pi, ciechi, sordi e molti altri malati. Li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì”. Gesù il “medico”, adem-pie così la sua missione: guarisce

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ActioOggi cercherò di offrire con serenità qualcosa di mio: il frutto di una mia rinuncia per chi è nel bisogno.

i corpi malati, suscita la fede nei presenti, ridona la vista ai cie-chi… Quest ’ opera divina non è mai cessata: è ancora Lui che sana corpi e anime, è ancora Lui a sentire compassione di tutte le nostre miserie e di tutte le nostre infermità. Ha compassione anche della nostra fame e, come allora, è ancora Lui che è mi-racolosamente provvido per soccorrere tutte le nostre necessità fisiche e spirituali. Dinanzi alla folla di allora, dinanzi agli affamati di oggi, egli ripete ancora: «Sento compassione di questa folla… non voglio rimandarli digiuni..” Purtroppo oggi molti svengono e muoiono lungo le strade del mondo, per i nostri egoismi, per la mancanza di amore a Dio e al nostro prossimo. In continuazione ci ricorda Papa Francesco che troppo spesso e per troppo tem-po lasciamo gemere nell ’ attesa i poveri del mondo. Dobbiamo ancora accrescere e dilatare la catena della solidarietà e godere nel costatare come anche oggi i miracoli della carità cristiana, diventino motivo di fede nell ’ unico vero Dio.

Prendere l’iniziativa

Dall ’ Akathistos

Tu difesa di vergini, Madre Vergine sei, e di quanti ricorrono a Te: che tale ti fece il Signore di tutta la terra e del cielo.Ave, Tu porta d ’ eterna salvezza.Ave, datrice di beni divini.Ave Vergine Sposa.

Preghiamo col Magnificat

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Prima Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Giovedì 7 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 7,21.24-27

“Chi fa la volontà del Padre mio entrerà nel Regno dei Cieli”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pra-tica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.Chiunque ascolta que-ste mie parole e non le mette in pratica, è si-mile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cad-de la pioggia, straripa-rono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”.

Parola del Signore

Per riflettere

Cosa significa oggi costruire la casa sulla roccia? È una domanda che sicuramente si è già affacciata molte volte nel nostro cuore e che ancora tante volte ritornerà. È una domanda che doverosamente dob-biamo fare a noi stessi non una volta soltanto, ma ogni giorno. Costruire sulla roccia vuol dire prima di tutto costruire su Cristo e con Cristo, per-ché non si tratta qui di parole vuote dette da una persona qualsiasi, ma parole dette da Gesù stesso. Co-struire su Cristo e con Cristo vuol dire costruire con Qualcuno che ci conosce, ci ama e vuole il nostro bene. Vuol dire costruire con Qual-cuno che è sempre fedele, anche

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ActioCercherò di capire e di seguire la volontà di Dio nei mie confronti partendo dalle piccole cose.

se noi manchiamo di fedeltà. Vuol dire costruire con Qualcuno che si china costantemente sulle nostre ferite e non ci condan-na. Vuol dire costruire con Qualcuno su cui fondare tutti i nostri desideri, attese, sogni, ambizioni e progetti. Vuol dire essere consapevoli che si avranno delle contrarietà, perché un edificio costruito sulla roccia non equivale ad una costruzione sottratta al gioco delle forze naturali, iscritte nel mistero dell ’ uomo. Vuol dire poter contare sulla consapevolezza che nei momenti diffi-cili c ’ è una forza sicura su cui fare affidamento. Costruire sulla roccia vuol dire in definitiva imparare a fidarsi di Dio, non perché si realizzino i progetti che abbiamo in mente noi, ma piuttosto perché possiamo capire, essere docili e realizzare i progetti che Lui ha in mente per noi.

Prendere l’iniziativa

Dall ’ Akathistos

Per salvare il creato, il Signore del mondo, volentieri discese quaggiù. Qual Dio era nostro Pastore, ma volle apparire tra noi come Agnello: con l ’ umano attraeva gli umani, qual Dio l ’ acclamiamo: Alleluia.

Preghiamo col Magnificat

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Prima Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Venerdì 8 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,26-38

“Avvenga per me secondo la tua parola”

Nel sesto mese, l ’ angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergi-ne, promessa sposa di un uomo della casa di Davide,

chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallegrati, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che sen-so avesse un tale saluto. L ’ angelo le disse: “Non temere, Ma-ria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chia-mato Figlio dell ’ Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacob-be e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all ’ angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l ’ angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell ’ Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque san-to e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua paren-te, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria dis-se: “Eccomi, sono la serva del Signore, av-venga di me quello che hai detto”. E l ’ angelo partì da lei.

Parola del Signore

Per riflettere

Luca riprende lo schema delle tante “annunciazioni” presenti nella Bib-bia. Poco importa come si siano svolti i fatti: così Luca ce li raccon-ta. E ci stupisce. Dio non sceglie la moglie dell ’ imperatore, o il premio

Solennità di Maria Immacolata

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ActioMi impegno a dire sì alle richieste di aiuto degli altri, anche se questo potrà costarmi un po ’ di sacrificio.

Nobel per la medicina, non la donna manager dinamica dei nostri giorni, ma la piccola adolescente Mariam (la bella). A lei chiede di diventare per Dio la porta d ’ ingresso nel mondo. Cosa direste se domattina vi arrivasse una figlia o una nipote adolescente dicen-do: Dio mi ha chiesto di aiutarlo a salvare il mondo? Invece Maria ci sta, ci crede e tutti noi non sappiamo se ridere o scuotere la testa davanti a tanta splendida incoscienza. Tutti restiamo stupiti davanti alla sconcertante semplicità di questo dialogo, davanti all ’ ardire di una figlia di Sion, che parla alla pari con l ’ Assoluto, chiedendo spiegazioni e chiarimenti. Scegliere Nazareth, un paese occupato dall ’ Impero romano, ai confini della storia, ai margini della geografia del tempo, in un ’ epoca sprovvista di mezzi di comunicazione, per incarnarsi, ci rivela la logica imprevedibile di Dio. Una logica basata sull ’ essenziale, sul mistero, sulla profezia, sulla verità di sé, sui risultati imprevisti e … sconcertanti.

Prendere l’iniziativa

Dall ’ Akathistos

“Ben sapeva Maria d ’ esser Vergine sacra e così a Gabriele diceva: «Il tuo singolare messaggio all ’ anima mia incom-prensibile appare: da grembo di vergine un parto predici, esclamando: Alleluia!»Desiderava la Vergine di capire il mistero e al nunzio divino chiedeva: «Potrà il verginale mio seno mai dare alla luce un bambino? Dimmelo!» La Virtù dell ’ Altissimo adombrò e rese Madre la Vergine ignara di nozze: quel seno, fecondo dall ’ alto, divenne qual campo ubertoso per tutti, che vo-gliono coglier salvezza cantando così: Alleluia!

Preghiamo col Magnificat

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Prima Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Sabato 9 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,35 10,1.6-8

“Vedendo le folle ne sentì compassione”

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, in-segnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spi-riti impuri per scacciar-li e guarire ogni malat-tia e ogni infermità.E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d ’ Israele. Strada facendo, predicate, di-cendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i leb-brosi, scacciate i de-moni. Gratuitamente avete ricevuto, gratui-tamente date».

Parola del Signore

Per riflettere

Gesù percorre “tutte le città e i vil-laggi, insegnando nelle loro sina-goghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità” (9,35). Questo instancabile pellegrinaggio rivela l ’ amore di Dio, il desiderio di in-contrare ogni uomo e tutto l ’ uomo, corpo e spirito. Una missione che Gesù non può e non vuole fare da solo. In fondo, la sua venuta rappre-senta solo l ’ inizio di una storia che abbraccia tutti i secoli. Altri devono continuare la sua opera. Gli apostoli fanno esattamente le stesse cose che Egli faceva e possono farlo per-

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ActioOggi preghiamo in modo speciale per i pastori della Chiesa perché, fedeli alla missione ricevuta, sappiano comunicare la speranza che non muore.

ché hanno ricevuto da Lui il potere. È l ’ incontro con Gesù che ci rende protagonisti. Da Lui viene la carità che seminiamo nei solchi spesso aridi della vicenda umana, da Lui il coraggio di per-severare nel bene anche dinanzi alle difficoltà. Gli apostoli parto-no privi di mezzi ma carichi di fiducia. La loro missione è l ’ icona luminosa di una Chiesa che s ’ impegna a manifestare l ’ amore di Dio per tutti e per ciascuno, una Chiesa che annuncia la speranza e si china sulle piaghe dell ’ umanità. Viviamo in un ’ epoca in cui tanti fratelli sono smarriti dinanzi al male e hanno la tentazione di chiudersi cercando un comodo rifugio. Per questo Gesù invita i discepoli a pregare con insistenza perché non manchino gli operai del Vangelo (9,38), non manchino coloro che, attraverso la Parola e l ’ Eucaristia, comunicano in ogni tempo quel potere che rende bella e feconda l ’ esistenza dell ’ uomo.

Prendere l’iniziativa

Dall ’ Akathistos

Inneggiando al tuo parto l ’ universo ti canta qual tempio vivente, o Regina! Ponendo in tuo grembo dimora Chi tutto in sua mano contiene, il Signore, tutta santa ti fece e gloriosa e ci insegna a lodarti: Ave, o «tenda» del Verbo di Dio, Ave, più grande del «Santo dei Santi». Ave, Tu «Arca» da Spirito aurata, Ave, «tesoro» inesausto di vita. Ave, diadema prezioso dei santi sovrani, Ave Vergine Sposa.

Preghiamo col Magnificat

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Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

Domenica 10 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Marco Mc 1,1-8

“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero”

Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel

deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, “ vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un bat-tesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Geru-salemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cam-mello, con una cintura di pelle attorno ai fian-chi, e mangiava caval-lette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me Colui che è più forte di me: io non sono degno di chinar-mi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con ac-qua, ma egli vi battez-zerà in Spirito Santo».

Parola del Signore

Per riflettere

“Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio”: così Marco comincia il suo vangelo, la “bella notizia”. Non è un avviso, non è un ’ informa-zione; è una persona: Gesù.Siamo entrati nella seconda set-timana di Avvento. Manca poco a Natale. A volte non riusciamo ancora a coinvolgerci nel grande mistero del Natale e non sappia-mo considerare la grandezza e il significato di questo evento. Sia-mo troppo presi da tutte le nostre cose, da tutte le nostre “notizie”, a noi sembrano più belle, più impor-tanti e che ci fanno dimenticare ciò

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che più conta: Gesù è venuto a mostrarci, con la sua vita, come dobbiamo vivere per essere suoi discepoli. Il vangelo di oggi ci parla di Giovanni Battista, un uomo che viveva nel deserto in con-dizioni certamente disagiate. La sua era una scelta di vita! Aveva capito che doveva preparare la via a Gesù che stava per venire, aveva capito che gli sprechi, i troppi vestiti, i troppi banchetti, il troppo lusso, la ricchezza eccessiva, potevano ingombrare il cuore delle persone, chiudendolo alla novità della venuta del Figlio di Dio. Pensiamoci! Quando siamo troppo legati alle nostre cose materiali, pensando che la felicità dipenda solo da queste. Dimentichiamo quale deve essere il comportamento degli amici di Gesù. Il vangelo parla chiaro: usare bene e con saggezza ciò che il Signore ti regala, ricordando sempre che tutto è dono di amore, amore che dobbiamo offrire a tutti. Prepariamo il nostro cuore alla venuta del Figlio di Dio.

Coinvolgersi

24. Come conseguenza, la Chiesa sa “coinvolgersi”. Gesù ha lavato i piedi ai suoi discepoli. Il Signore si coinvolge e coinvolge i suoi, mettendosi in ginocchio davanti agli altri per lavarli. Ma subito dopo dice ai discepoli: «Sarete beati se farete questo» (Gv 13,17). La comunità evangelizzatrice si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all ’ umiliazione se è necessario, e assume la vita umana, toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo. Gli evangelizzatori hanno così “odore di pecore” e queste ascoltano la loro voce.

PAPA FRANCESCO … EVANGELII GAUDIUM

Preghiamo col Magnificat

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Lunedì 11 dicembre 2017

Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,17-26

“Oggi abbiamo visto cose prodigiose”

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villag-gio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E

la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pen-sate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell ’ uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico – àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di ti-more dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Parola del Signore

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ActioOggi dedicherò un po ’ di tempo al dialogo con Dio.

Per riflettere

Mi riconosco bene in quel paralitico avventurosamente calato giù dal tetto con il suo lettuccio. Egli non sarebbe riuscito da solo ad accostarsi al Maestro perché era ormai come un ramo secco, senza più speranza di rinverdire.Vieni Signore nella mia steppa, vieni a toccare questo ramo sec-co, perché rinverdisca e si dischiuda, per te, il fiore della grazia. Toglimi, Signore, dalla mia solitudine, fammi trovare ogni giorno nella mia famiglia e tra i miei amici, fratelli e sorelle che mi sol-levino sulle loro braccia e mi depongano davanti a Te. Mettimi, Signore, sopra la strada che riconduce a casa con tutti quelli che sanno camminare e, insieme, saltare di gioia glorificando la potenza del tuo amore.

Coinvolgersi

Dall ’ Akathistos

Ave, Tu gioia di tutte le genti.Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Martedì 12 dicembre 2017

Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18,12-14

“La pecorella smarrita”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà

a cercare quella che si è smarrita?In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Parola del Signore

Per riflettere

Qui c ’ è tutta la tenerezza di un Dio che si fa carne per amore dell ’ uomo, che cura con delicatezza e attenzione. La figura del buon pastore che ha fortemente impressionato i nostri fratelli anche nel tempo di persecuzione, tanto da raffigurarlo nelle ca-tacombe, viene riproposta anche nella narrazione del vangelo odierno. Chi è questo buon pastore che lascia le novantanove sui monti per andare alla ricerca di quella smarrita?È proprio Lui, il Cristo incarnato, che viene in cerca dell ’ umanità tutta perché vuole tutti salvi, ma in particolare quanti sentono il peso della propria debolezza e si sentono ultimi. L ’ esempio di Gesù è seguito da anime grandi che sono rivestite dei suoi stessi sentimenti. Possano essere anche i nostri sentimenti, di noi, discepoli di Cristo.

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ActioCercherò di proteggere chi è maltrattato, oppresso, deriso e non è in grado di difendersi.

Coinvolgersi

Dall ’ Akathistos

Ave, Tu sei degli Apostoli la voce perenne.Ave, dei Martiri sei l ’ indomito ardire.Ave, sostegno possente di fede, Ave, vessillo splendente di grazia.Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Mercoledì 13 dicembre 2017

Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,28-30

“Venite a me, voi tutti che siete stanchi”

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio gio-go sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di

cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Per riflettere

Ancora una parola per gli stanchi, per i ripiegati su se stessi; per quelli che, camminando nella notte della fede e nella prova della solitudine, soccombono all ’ angoscia.Ad essere affaticati ed oppressi siamo una moltitudine, basta fermarsi un giorno davanti a un centro di accoglienza per vede-re la fila di persone in cerca di un aiuto. A volte pensiamo che il nostro Dio non si interessi della “colonna di formiche” che avanza faticosamente sulla superficie del nostro pianeta. In realtà Egli si è voluto rendere talmente solidale con noi da assumersi la nostra fatica di vivere, un Dio che ci da ’ , nel suo Cristo, la forza di vivere.Signore, dammi la tua mano, prendi per mano tutta la mia famiglia perché la tua stretta ci comunichi la forza del tuo amore, e da te sostenuti, possiamo camminare con coraggio sulla strada che tu ci indicherai.

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ActioAvrò un ’ attenzione particolare per chi nella mia famiglia o tra le persone che conosco sta attraversando un momento difficile, di sofferenza, di scoraggiamento.

Coinvolgersi

Dall ’ Akathistos

Ave, o Tu che annientasti il gran seduttore.Ave, o Tu che dei casti ci doni l ’ autore.Ave, Tu grembo di nozze divine.Ave, che unisci i fedeli al Signore.Ave, di vergini alma nutrice.Ave, che l ’ anime porti allo Sposo.Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Giovedì 14 dicembre 2017

Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,11-15

“Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista”

In quel tempo, Gesù disse alle folle:«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel

regno dei cieli è più grande di lui.Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell ’ Elìa che deve venire.Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore

Per riflettere

Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impossessano, cioè i forti, i decisi, non i tentennanti. Davanti a Giovanni Battista il no-stro cristianesimo da poltrona e pantofole vacilla, le nostre comode devozioni impallidiscono: è il tem-po dei forti – non degli arroganti – e testimoniare il Maestro Gesù può talora rappresentare una scelta controcorrente... Ci è mai costata

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ActioOggi cercherò di costruire rapporti positivi con gli altri per creare un clima di pace e di serenità.

una presa in giro la nostra appartenenza al Vangelo? Un ’ occhia-ta di compatimento la nostra affermazione a favore della vita o dell ’ onestà al lavoro? Una battutaccia la nostra fedeltà al nostro coniuge? Una discussione la nostra difesa dei poveri e degli immigrati? Questo accade, nei nostri tempi!Il regno soffre violenza, Signore! Giovanni Battista ne sa qualco-sa, tu ne sai qualcosa. Anche noi, a volte, facciamo delle scelte di fedeltà del vangelo che ci costano. Dacci il coraggio della fedeltà, Signore, dacci l ’ ardore dei martiri e la semplicità dei profeti. Marana-thà, vieni Signore Gesù!

Coinvolgersi

Dall ’ Akathistos

Ave, Tu sei per la Chiesa qual torre possente.Ave, per Te cadon vinti i nemici.Ave, Tu farmaco delle mie membra, Ave, salvezza dell ’ anima mia. Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Venerdì 15 dicembre 2017

Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,16-19

“Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell ’ uomo”

In quel tempo, Gesù disse alle folle:«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni,

gridano:“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell ’ uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pub-blicani e di peccatori”.Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore

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ActioOggi cercherò di fare un passo verso una persona che mi ha fatto un torto o che ho giudicato in modo affrettato.

Per riflettere

Signore, la tua Parola oggi mi fa pensare e riflettere su me stesso. So che c ’ è un tempo per ogni cosa sotto il sole: un tempo per piangere e un tempo per ballare. Ma scopro che spesso sono poco saggio, distratto e incapace di riconoscere la tua ora nella mia vita, nella vita della mia famiglia, negli avvenimenti che ogni giorno ci coinvolgono. Vorrei fare a modo mio, decidere i tempi a mio piacimento e debbo purtroppo riconoscermi nei bambini capricciosi che non sanno stare al gioco. Ti supplico allora di non stancarti di rivolgere la tua Parola al mio cuore, così che capisca il Tuo disegno su di me, sui miei figli, sulle persone che amo e possiamo giungere insieme alla vera saggezza.

Coinvolgersi

Dall ’ Akathistos

Ave, per tutti sei faro di scienza.Ave, Tu barca di chi ama salvarsi.Ave, Tu porto a chi salpa alla Vita.Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Sabato 16 dicembre 2017

Seconda Settimana di Avvento

Accendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 17,10-13

“Elìa è già venuto, e non l ’ hanno riconosciuto”

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandaro-no a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che pri-ma deve venire Elìa?».

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l ’ hanno riconosciuto; anzi, han-no fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell ’ uomo dovrà soffrire per opera loro».Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovan-ni il Battista.

Parola del Signore

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ActioOggi dedicherò un po ’ del mio tempo per fare un servizio a una persona in difficoltà.

Per riflettere

Sei molto preoccupato di compiere le scelte giuste riguardo al tuo lavoro, ai tuoi figli, a tua moglie, a tuo marito. Hai talmente tante opzioni che sei costantemente sopraffatto dalla domanda: “Che cosa devo fare e che cosa non devo fare?” Agisci come se dovessi scegliere tra molte cose che sembrano tutte ugualmente importanti. Ma non ti sei pienamente arreso alla guida di Dio. Cerca di lasciare a Dio i tuoi programmi. Affida ogni parte del tuo cuore a Dio e lascia che Dio ti dica cosa fare, dove andare, come reagire. Dio non vuole che tu distrugga te stesso. Dio desidera darti un profondo senso di sicurezza nel suo amore. Quando avrai sperimentato pienamente quell ’ amore, sarai capace di di-scernere meglio come agire per il bene tuo e della tua famiglia.

Coinvolgersi

Dall ’ Akathistos

Ave, Tu sede di Dio, l ’ Infinito, Ave, Tu porta di sacro mistero.Ave, Tu che sei in una e Vergine e Madre.Ave, per Te fu rimessa la colpa.Ave, per Te il paradiso fu aperto.Ave, o chiave del regno di Cristo.Ave, speranza di eterni tesori.Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

Domenica 17 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 1,6-8 19-28

“Uno che non conoscete”

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Gio-vanni.Egli venne come testimone per dare testimonianza alla

luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testi-monianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Ge-rusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati ve-nivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell ’ acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

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Per riflettere

Mentre Giovanni fa sentire la sua voce e battezza con acqua, fa sapere ai suoi interlocutori che “in mezzo a voi sta Uno che non conoscete, Uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo”.L ’ annuncio del Cristo viene dato dal Battista in tutta umiltà. Neppure si ritiene degno di fargli il servizio più umile: sciogliere il legaccio del sandalo. Eppure a tanta grandezza corrisponde una situazione paradossale: sacerdoti e leviti non conoscono questo personaggio, che pure è in mezzo a loro. Una situazione che, possiamo dire con amarezza, si ripete ai nostri giorni. Gesù è presente nel mondo, il suo Vangelo continua ad essere predicato, eppure il mondo non lo conosce. Se conoscesse Lui, la sua verità e la sua vita, data per noi, certo il mondo sarebbe molto migliore. D ’ altra parte questa è proprio la missione della Chiesa, che Gesù ha lasciato nel mondo, come continuazione di se stesso. Tocca oggi ai cristiani fare in mondo che il mondo giunga presto a co-noscere Colui che ogni giorno è in mezzo a noi, fonte di grazia e di verità, Colui che ci accompagna, ci precede, ci affianca nel cammino della nostra vita, sempre.

Accompagnare

24. Quindi, la comunità evangelizzatrice si dispone ad “ac-compagnare”. Accompagna l ’ umanità in tutti i suoi proces-si, per quanto duri e prolungati possano essere. Conosce le lunghe attese e la sopportazione apostolica. L ’ evange-lizzazione usa molta pazienza, ed evita di non tenere conto dei limiti.

PAPA FRANCESCO … EVANGELII GAUDIUM

Preghiamo col Magnificat

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Lunedì 18 dicembre 2017

Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,18-24

“Gli apparve in sogno un angelo del Signore”

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essen-do promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito

Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non vo-leva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,che significa «Dio con noi».Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordina-to l ’ angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore

Preghiera a “Maria” di Giovanni Paolo II

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria, raccogliamo nelle nostre mani quanto un popolo è capace di offrirti; l ’ innocenza dei bambini, la generosità e l ’ entusia-smo dei giovani, la sofferenza dei malati, gli affetti più veri coltivati nelle famiglie, la fatica dei lavora-tori, le angustie dei disoccupati, la solitudine degli anziani, l ’ angoscia

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ActioInsieme alla mia famiglia farò memoria delle meraviglie che il Signore ha compiuto per noi.

di chi ricerca il senso vero dell ’ esistenza, il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato, i propositi e le speranze di chi scopre l ’ amore del Padre, la fedeltà e la dedizione di chi spende le proprie energie nell ’ apostolato e nelle opere di misericordia. E Tu, o Vergine Santa, fa ’ di noi altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo. Vogliamo che la nostra carità sia autentica, così da ricondurre alla fede gli increduli, conquistare i dubbiosi, rag-giungere tutti. Concedi, o Maria, alla comunità civile di progredire nella soli-darietà, di operare con vivo senso della giustizia, di crescere sempre nella fraternità. Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza fino alle realtà eterne del Cielo. Vergine San-tissima, noi ci affidiamo a Te e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo, per far risplendere davanti al mondo il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

Accompagnare

Dall ’ Akathistos

“Con il cuore in tumulto fra pensieri contrari il savio Giu-seppe ondeggiava: tutt ’ ora mirandoti intatta sospetta se-greti sponsali, o illibata! Quando Madre ti seppe da Spirito Santo, esclamò: Alleluia!”

Preghiamo col Magnificat

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Martedì 19 dicembre 2017

Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,5-25

“Dio ricorda le sue promesse”

Al tempo di Erode, re della Giudea, c ’ era un sacerdo-te chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta.

Erano giusti davanti a Dio, ma non avevano figli, perché Eli-sabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l ’ offerta dell ’ in-censo. Tutta l ’ assemblea del popolo pregava fuori nell ’ ora dell ’ incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore. Quan-do lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l ’ angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esau-dita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Gio-vanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d ’ Israele al Si-gnore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la for-za di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”. Zaccaria disse all ’ angelo: “Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni”. L ’ angelo gli rispose: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto an-nunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo”.Quando Zaccaria uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

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ActioPreghiamo perché la fede cresca nella nostra famiglia e sappiamo leggere gli eventi della nostra storia con gli occhi di Dio.

Per riflettere

Zaccaria ed Elisabetta erano sterili, non avevano figli, e per di più erano ormai anziani. Non aspettavano altro che la conclusione della loro vita. Il futuro era già, in certo modo, segnato senza nessuna altra speranza. In essi possiamo vedere la vita di tanti anziani, rassegnati a passare gli ultimi anni della vita in modo più o meno triste. Ma Dio interviene con la sua Parola e annuncia a Zaccaria che la moglie avrà un figlio. E impossibile, è troppo, pensa Zaccaria. E resta muto. La forza e l ’ amore del Signore si scontrano spesso con la nostra incredulità e, pur avendo il teso-ro del Vangelo, diventiamo come muti, incapaci di parlare e di sperare. Chi non ascolta non riesce neanche a parlare. L ’ amore di Dio vince anche la nostra incredulità e la nostra sterilità. “Eli-sabetta, nella sua vecchiaia, concepì un figlio”. Nessuno è tanto vecchio da non poter vedere e operare cose nuove e belle.

Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne na-scosta per cinque mesi e diceva: “Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia ver-gogna tra gli uomini”.

Parola del Signore

Accompagnare

Dall ’ Akathistos

Noi che ammiriamo il mistero cantiamo con fede.Ave, sacrario d ’ eterna Sapienza.Ave, tesoro di sua Provvidenza.Ave, Tu i dotti riveli ignoranti,Ave, Tu ai retori imponi il silenzio.Ave Vergine Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Mercoledì 20 dicembre 2017

Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,26-38

“Ecco concepirai e darai alla luce un Figlio”

Al sesto mese, l ’ angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergi-ne, promessa sposa di un uomo della casa di Davide,

di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L ’ angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell ’ Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.Allora Maria disse all ’ angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. Le rispose l ’ angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell ’ Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiama-to Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vec-chiaia ha concepito anch ’ essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era det-ta sterile: nulla è im-possibile a Dio”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: av-venga per me secondo la tua parola”. E l ’ an-gelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Per riflettere

Maria di Nazareth è invitata a ralle-grarsi, perché Dio si è ricordato di Lei. Quando Dio si ricorda di qual-cuno significa che la salvezza sta per riversarsi sull ’ umanità intera.La gioia di Dio, diviene quella di Maria, la quale pur non compren-

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ActioOggi, come Maria, anch ’ io dirò il mi sì alla volontà di Dio.

dendo fino in fondo le implicazioni della richiesta dell ’ angelo accetta e accoglie con fede la volontà di Dio su di Lei. La purezza infinita di Maria risplende oggi su tutta la Chiesa: ciascuno di noi è invitato a imitare la sua disponibilità nei confronti del piano di Dio. In modo particolare quando non lo capiamo subito è segno di grande maturità spirituale quella di lasciarsi guidare da Lui per sentieri che Egli conosce e che portano alla pienezza della vita. Come per Maria, così sarà per te, se ti fiderai di Lui ! Sull ’ esem-pio della Vergine Maria, anche noi dobbiamo dire il nostro “sì” a Dio, dobbiamo dirlo con gioia e con perseveranza, ogni giorno della nostra vita. La Madonna aderì alla Volontà di Dio in ogni momento, anche sul Golgota, quando vide il suo Figlio morire per noi. Anche noi dobbiamo ripetere il nostro “sì”, anche quando ciò comporta sacrificio. Così il Signore, per mezzo della nostra umile collaborazione, realizzerà grandi meraviglie, a beneficio di tutta la Chiesa e del mondo intero.

Accompagnare

Dall ’ Akathistos

Il più eccelso degli Angeli fu mandato dal Cielo per dir “Ave” alla Madre di Dio. Al suo incorporeo saluto vedendoti in Lei fatto uomo, Signore, in estasi stette, acclamando la Madre così: Ave, per Te la gioia risplende.Ave, per Te il dolore s ’ estingue.Ave, salvezza di Adamo caduto.Ave, riscatto del pianto di Eva.Ave Vergine Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Giovedì 21 dicembre 2017

Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,39-45

“Benedetta tu fra le donne”

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena

Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bam-bino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell ’ adempimento delle parole del Signore”.

Parola del Signore

Per riflettere

Il racconto del vangelo, aiuta il no-stro itinerario di fede a scorgere la condizione per aprirci all ’ Altro. San Luca narra che “appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino che portava in grembo sussultò di gioia” (v.41). Il precursore ben a ragione ha esultato alla voce della Vergine. La donna di Nazaret è la creatura che più di tutte ha aderito alla Pa-rola del Figlio, l ’ immagine del di-scepolo che ha accolto totalmente

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ActioOggi troverò il tempo per andare a trovare quella persona ammalata o costretta in casa.

il Verbo nella sua esistenza, in grado, quindi, di manifestare le meraviglie di Dio per l ’ uomo. Anche a noi, che già lo attendiamo, il Verbo vuole riconoscerci come suoi: Egli vuole farci esultare per le afflizioni mutate in vittorie, per la morte sconfitta dalla vita, per il dono della speranza che non cede di fronte al muro della disperazione, dell ’ indefinito; ancora, viene incontro alle nostre reali necessità e dona la stabile pienezza dell ’ esistenza. Spetta a noi il difficile compito di continuare o di ritornare sui passi della verità. Il Verbo fatto storia, però, non ci lascia da soli: Egli afferma che saremo beati se condivideremo il nostro quotidiano in quello del prossimo, se riconosceremo sul volto dei fratelli il volto santo di Dio, se, infine, ascolteremo la Parola e la osserveremo.

Accompagnare

Dall ’ Akathistos

Con in grembo il Signore premurosa Maria ascese e parlò a Elisabetta. Il piccolo in seno alla madre sentì il verginale saluto, esultò, e balzando di gioia cantava alla Madre di Dio: Ave, o tralcio di santo Germoglio.Ave, o ramo di Frutto illibato.Ave, un pronto rifugio prepari ai fedeli.Ave, clemenza di Dio verso l ’ uomo.Ave, fiducia dell ’ uomo con Dio.Ave, Sposa non sposata!

Preghiamo col Magnificat

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Venerdì 22 dicembre 2017

Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,46-55

“Il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”

In quel tempo, Maria disse:“L ’ anima mia magnifica il Signoree il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l ’ umiltà della sua serva.D ’ ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.Grandi cose ha fatto in me l ’ Onnipotente e santo è il suo nome:di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio,ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuo-te i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai no-stri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”.

Parola del Signore

Per riflettere

Nei Vangeli Maria appare sempre come una donna che preferisce il silenzio e il nascondimento. Non il silenzio passivo di chi non sa cosa dire ma il silenzio meditativo di chi ascolta e guarda attentamente e … cerca di comprendere ogni cosa nella luce di Dio. In questa corni-ce il Magnificat acquista un valore ancora più grande perché esprime nella forma più piena la coscienza di fede di questa giovane fanciulla. L ’ esultanza è tutta interiore, rivela

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ActioOgnuno, in famiglia, sia portatore di pace.

un ’ anima che si è lasciata ricolmare totalmente da Dio. È una preghiera di lode che esalta la paternità di Dio. Maria contempla e annuncia un Dio che segue con amore il cammino dei suoi figli, anche dei più piccoli, di quelli che agli occhi del mondo non hanno alcuna considerazione. Anche lei appartiene alla catego-ria dei piccoli e proprio per questo ha sperimentato lo sguardo amorevole di Dio. Quanto più siamo piccoli tanto siamo amati. Quanto più ci abbassiamo, tanto più veniamo innalzati. Maria ci invita a cantare la speranza perché Dio accompagna i passi dell ’ umanità. Il passato diventa il luogo in cui Dio ha dispiegato la sua potenza; il futuro è il tempo in cui Dio compirà le sue promes-se. Nel presente impariamo a coniugare la fiducia e l ’ abbandono nella certezza di una Presenza che mai si ritira. Oggi chiediamo la grazia di raccontare le meraviglie che Dio ha compiuto.

Accompagnare

Dall ’ Akathistos

Ave, Tu guida al superno consiglio.Ave, Tu prova d ’ arcano mistero.Ave, Tu il primo prodigio di Cristo.Ave, compendio di sue verità.Ave, o scala celeste che scese l ’ Eterno.Ave, o ponte che porti gli uomini al cielo.Ave, dai cori degli Angeli cantato portento.Ave, al cuor dei credenti risplendi. Ave, Sposa non sposata!”

Preghiamo col Magnificat

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Sabato 23 dicembre 2017

Terza Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,57-66

“No, si chiamerà Giovanni”

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si ralle-

gravano con lei.All ’ ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e vole-vano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: “No, si chiamerà Giovanni”. Le dissero: “Non c ’ è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome”.Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: “Giovanni è il suo nome”. Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Co-loro che le udivano, le serbavano in cuor loro: “Che sarà mai questo bambino?” si dicevano. E davvero la mano del Signore stava con lui.

Parola del Signore

Per riflettere

Dio manifesta in Elisabetta la sua misericordia, la riveste con il suo amore. Ella si sentiva esclusa e ca-stigata a causa della sterilità, ora sperimenta invece di essere amata. Una luminosa ed eloquente icona del Natale: nessuno deve sentirsi escluso e rifiutato, l ’ annuncio della gioia e della misericordia deve arri-vare a tutti. La paura e la debolezza

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ActioIn famiglia ci impegniamo ad esprime la fiducia gli uni per gli altri.

accompagnano il nostro vivere e spesso rendono stanco il nostro passo: solo l ’ amore di Dio è capace di risanare le ferite, solo guardando verso di Lui possiamo nuovamente alzarci in piedi e ritrovare il coraggio di ricominciare.. Elisabetta e Zaccaria sono concordi nel nome da dare al loro bambino, e anche se a volte la comunione coniugale appare come una conquista faticosa, quando gli sposi si pongono in docile ascolto di Dio, trovano più facilmente la via dell ’ unità. La scelta del nome rappresenta per Zaccaria ed Elisabetta una confessione di fede. Accogliendo la rivelazione e difendendo questa scelta gli sposi manifestano la piena accettazione della volontà salvifica. Non sanno quale sarà il compito di quel bambino ma fin d ’ ora comprendono che Dio gli affida una particolare missione. Quel nome nuovo, che non si inserisce nella linea genealogica, annuncia che Dio vuole inaugurare il tempo della nuova alleanza promessa dai profeti. Lui è sempre pronto a fare cose nuove.

Accompagnare

Dall ’ Akathistos

Ave, Tu roccia che effondi le Acque di Vita. Ave, colonna di fuoco che guidi nel buio.Ave, Tu mistica terra promessa.Ave, sorgente di latte e di miele.Ave, Vergine e Sposa!

Preghiamo col Magnificat

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Domenica 24 dicembre 2017

Quarta Settimana di AvventoAccendiamo il lume della preghiera.

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,26-38

“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”

Nel sesto mese, l ’ angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergi-ne, promessa sposa di un uomo della casa di Davide,

chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L ’ angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiama-to Figlio dell ’ Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davi-de suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo re-gno non avrà fine».Al lora Maria dis-se all ’ angelo: «Come è possibile? Non co-nosco uomo». Le ri-spose l ’ angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell ’ Altissimo. Colui che nascerà sarà dun-que santo e chiama-to Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua

Per riflettere

“Che bello!” è l ’ esclamazione che fiorisce spontanea quando vedia-mo un tramonto, un cielo stellato, il gioco o il sonno dei nostri bambini, lo sguardo luminoso delle perso-ne che amiamo, ma anche quan-do ascoltiamo parole di sapienza che sentiamo vere e incisive per la nostra vita. La bellezza del vero e del bene attrae, prende, coinvolge. Anche dopo che Dio ebbe creato il cielo e la terra e tutto ciò che ci circonda, gli uscì di bocca l ’ escla-mazione “che bello!” Ma il suo ca-polavoro sei tu Maria, la tutta bella, la sola capace di accogliere Dio nel

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proprio grembo. Ora il Verbo può farsi carne e venire a stare in mezzo a noi: ha trovato casa, c ’ è chi può accoglierlo adeguata-mente… e noi? Lo sapremo accogliere adeguatamente nel nostro cuore, nella nostra famiglia, nelle urgenze della nostra vita quoti-diana? Sì, se sapremo fermarci a contemplare la tua bellezza ci verrà spontaneo chiedere il perdono per venire liberati ed essere come te tutti e solo amore e portare frutti di bene nella nostra fami-glia, nel nostro ambiente di lavoro, tra le strade della nostra città.

parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibi-le a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signo-re, avvenga di me quello che hai detto». E l ’ angelo partì da lei.

Parola del Signore

Fruttificare

24. Fedele al dono del Signore, sa anche “fruttificare”. La comunità evangelizzatrice è sempre attenta ai frutti, perché il Signore la vuole feconda. Si prende cura del grano e non perde la pace a causa della zizzania. Il seminatore, quando vede spuntare la zizzania in mezzo al grano, non ha reazioni lamentose né allarmiste. Trova il modo per far sì che la Parola si incarni in una situazione concreta e dia frutti di vita nuova, benché apparentemente siano imperfetti o incompiuti. Il discepolo sa offrire la vita intera e giocarla fino al martirio come testimonianza di Gesù Cristo, però il suo sogno non è riempirsi di nemici, ma piuttosto che la Parola venga accolta e manifesti la sua potenza liberatrice e rinnovatrice.

PAPA FRANCESCO … EVANGELII GAUDIUM

Preghiamo col Magnificat

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Lunedì 25 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 2,15-20

“Andiamo dunque fino a Betlemme”

II pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Ap-pena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cie-lo, i pastori dicevano l ’ un l ’ altro: «Andiamo dunque fino

a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Ma-ria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorifi-cando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e vi-sto, com ’ era stato detto loro.

Parola del Signore

Natale del Signore

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Per riflettere

Quando i pastori tornarono alle loro greggi, non erano più quelli di prima: una luce viva e una presenza pacificante li avevano trasformati in uomini nuovi e cantavano la loro gioia a Dio renden-dogli grazie e gloria. Avevano trovato due sposi e un bambino, ma in questo avevano visto il personaggio dell ’ annuncio “..oggi vi è nato un Salvatore che è Cristo Signore…” e avevano creduto all ’ adempimento della promessa. Dai pastori possiamo imparare un atteggiamento nuovo da vivere in famiglia: guardare il mari-to, la moglie, i figli, i genitori con uno sguardo più tenero e più attento, capace di cogliere la tenerezza di Dio che ci raggiunge proprio attraverso le persone che ci stanno vicino.

Festeggiare

24. Infine, la comunità evangelizzatrice gioiosa sa sempre “festeggiare”. Celebra e festeggia ogni piccola vittoria, ogni passo avanti nell ’ evangelizzazione. L ’ evangelizzazio-ne gioiosa si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all ’ esigenza quotidiana di far progredire il bene. La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell ’ attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi.

PAPA FRANCESCO … EVANGELII GAUDIUM

Preghiamo col Magnificat

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Domenica 31 dicembre 2017

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 2, 22-40

“Si stupivano delle cose che si dicevano di Lui”

Quando furono compiuti i giorni della loro purifica-zione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giu-seppe portarono il bambino a Gerusalemme per

presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per of-frire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c ’ era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspetta-va la consolazione d ’ Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi por-tavano il bambino Gesù per fare ciò che la legge prescriveva a suo riguardo, anch ’ egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l ’ anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C ’ era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ot-

Santa Famiglia di Gesù, Maria, Giuseppe

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“Si stupivano delle cose che si dicevano di Lui”

tantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore

Preghiamo col Magnificat

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Lunedì 1 gennaio 2018

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Luca Lc 2,16-21

“Se ne tornarono glorificando e lodando Dio”

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trova-rono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella man-giatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino

era stato detto loro.Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, medi-tandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com ’ era stato detto loro.Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la cir-concisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall ’ angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore

Maria Santissima Madre di Dio - Regina della Pace

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X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 2,1-12

“Siamo venuti dall'oriente per adorare il re”

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Ero-de, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusa-lemme e dicevano: «Dov ’ è colui che è nato, il re dei

Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All ’ udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scri-bi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva na-scere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l ’ ultima delle città principali di Giu-da: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio po-polo, Israele”».Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l ’ avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch ’ io venga ad adorarlo»Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avver-titi in sogno di non tornare da Erode, per un ’ altra strada fece-ro ritorno al loro paese.

Parola del Signore

Sabato 6 gennaio 2018

Epifania del Signore

Preghiamo col Magnificat

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Domenica 7 gennaio 2018

X Ascoltiamo la Parola

Dal Vangelo secondo Marco Mc 1,7-11

“Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento”

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con

acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall ’ acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l ’ amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

Battesimo del Signore

MAGNIFICAT

L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta il Dio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele suo servo

ricordandosi della sua misericordia

come aveva promesso ai nostri Padri

ad Abramo e alla sua discendente per sempre.

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