Voltaire La Pulzella d'Orleans

Click here to load reader

  • date post

    12-Jun-2015
  • Category

    Documents

  • view

    759
  • download

    8

Embed Size (px)

Transcript of Voltaire La Pulzella d'Orleans

Voltaire

La Pulcella d'Orlans

www.liberliber.it

Questo e-book stato realizzato anche grazie al sostegno di:

E-textEditoria, Web design, Multimedia http://www.e-text.it/QUESTO E-BOOK: TITOLO: La Pulcella d'Orlans AUTORE: Voltaire (alias Franois Marie Arouet) TRADUTTORE: Monti, Vincenzo CURATORE: Natali, Giulio NOTE: DIRITTI D'AUTORE: no LICENZA: questo testo distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/ TRATTO DA: La pulcella d'Orleans / F. M. Arouet de Voltaire ; tradotta da Vincenzo Monti ; a cura di Giulio Natali ; con disegni di Giuseppe Mazzoni: Genova : A. F. Formiggini, 1914. - XXIX, 288 p. : ill. ; 20 cm. (Classici del ridere ; 22) CODICE ISBN: non disponibile 1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 31 marzo 2009 INDICE DI AFFIDABILITA': 1 0: affidabilit bassa 1: affidabilit media 2: affidabilit buona 3: affidabilit ottima ALLA EDIZIONE ELETTRONICA HANNO CONTRIBUITO: Paolo Alberti, [email protected] REVISIONE: Catia Righi, [email protected] PUBBLICAZIONE: Catia Righi, [email protected] Informazioni sul "progetto Manuzio" Il "progetto Manuzio" una iniziativa dell'associazione culturale Liber Liber. Aperto a chiunque voglia collaborare, si pone come scopo la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet: http://www.liberliber.it/ Aiuta anche tu il "progetto Manuzio" Se questo "libro elettronico" stato di tuo gradimento, o se condividi le finalit del "progetto Manuzio", invia una donazione a Liber Liber. Il tuo sostegno ci aiuter a far crescere ulteriormente la nostra biblioteca. Qui le istruzioni: http://www.liberliber.it/sostieni/

2

F. M. AROUET DE VOLTAIRE

La Pulcella d'Orlanstradotta da VINCENZO MONTI

La Pulcella d'Orlans

F. M. Arouet de Voltaire, traduzione di Vincenzo Monti

CANTO PRIMOARGOMENTO. Carlo e la bella Agnese di Sorello d'onesto amore han l'anima ferita, e lieti amanti in casa di Bonello menano entrambi dilettosa vita. Assalta d'Orlean l'Anglo il castello: stanno i Franchi a consiglio, e in loro aita scende Dionigi a cavalcion d'un raggio per cercar sulla terra un pulcellaggio.

I. Io non son fatto per cantare i santi; fioco ho il limbello, ed anche un po' profano; ma pur Giovanna canter che tanti prodigi fe' colla virginea mano. Contro l'anglica rabbia i vacillanti gigli ferm sul gambo gallicano, e il suo re tolto dall'ostil furore unger fe' in Remme sull'altar maggiore. II. Sotto modesto femminile aspetto, in corto giubboncino ed in gonnella, d'un vero Orlando l'animoso petto ne' perigli mostr l'aspra donzella. Per mio spasso vorrei la sera in letto una Rosetta dolce come agnella; Giovanna d'Arco no; le die' natura cuor di lione e mi fara paura. III. Che ci sia vero vi sar palese, se questa poesia legger vorrete; delle sue strane memorande imprese al racconto tremar vi sentirete. Ma, fra tante da scriverne al paese, di quest'una per certo stupirete, che intatta per un anno ed odorosa del pulcellaggio suo serb la rosa. IV. O Sciapelene, o tu, lo cui negletto gotico colascion di ria memoria con archetto da Febo maledetto in suon s duro ne raschi la storia, imprestarmi vorresti al gran subbietto la tua musa, o buon vecchio. Io non ho boria. Se ti preme l'onor del tuo mestiero, dllo a La Motte che traveste Omero. V. Il buon re Carlo nell'april beato degli anni suoi, di Pasqua ad un festino, nella citt di Tursi capitato 4

La Pulcella d'Orlans

F. M. Arouet de Voltaire, traduzione di Vincenzo Monti

(questo prence era alquanto ballerino), una rara belt v'avea trovato, come volle di Francia il buon destino, che si nomava Agnese di Sorello. Amor la fece e poi ruppe il modello. VI. Di Cinzia il garbo e il portamento, e quanto ha di freschezza de' bei fior la dea, di Cupido il risetto, e la cotanto ammirata belt di Citerea, l'arte d'Aracne, di Sirena il canto, tutte insomma le grazie possedea, s che stretti legar ne' lacci suoi filosofi potea, regi ed eroi. VII. Vederla e amarla, e del deso nascente sentirsi al cor la vampa andar veloce, guardar sottocchi, sospirar frequente, perder tremando a mezza via la voce: carezzarle la mano, e impaziente manifestar l'incendio che lo cuoce, turbarsi, e lei turbar che l'innamora, alfin piacerle, fu l'affar d'un'ora. VIII. I monarchi in amor (la cosa antica) speditamente vanno al fatto loro. Agnese, che prudente e in un pudica nell'arte di piacer valse un tesoro, vuol che il tutto, onde il mondo nulla dica, di mistero si veli e di decoro: sottil velo che sempre al maldicente cortigiano indiscreto trasparente. IX. Per dunque dar colore onesto, o quello che si pu meglio a un tanto affar, dispone valersi il re del consiglier Bonello, confidente sicuro e baccellone. Quel che a corte, ove tutto pinto in bello, diciam l'amico del real padrone; officio che dimanda assai pensiero: questo fu dato al nostro consigliero. X. Veramente in Parigi, e sopra tutto nella provincia, chiamasi ruffiano. Ma questo nome inverecondo e brutto non l'odi che sul labbro all'artigiano. D'elegante castello e ben costrutto sul Ligeri Bonello era sovrano; ivi Agnese in barchetta and la sera, e Carlo la raggiunse a notte nera. XI. Si cen: non vi fur pompe e profumi, ma squisitezza ed accoglienza onesta; Bonello era il coppier. Mense de' numi, voi siete nulla al paragon di questa. I nostri amanti con bramosi lumi, ebbri d'amor che lor togliea la testa, 5

La Pulcella d'Orlans

F. M. Arouet de Voltaire, traduzione di Vincenzo Monti

si vibravano sguardi lusinghieri, del futuro piacer caldi forieri. XII. Dolci e franche parole, ma consperse della decenza che conviensi a dame, in altrettanti sproni eran converse delle lor vive e intolleranti brame. Il prence, che non pu pi contenerse, con occhi accesi d'amorosa fame, fole d'amor le conta e languidetto col ginocchio le serra il ginocchietto. XIII. Terminata la cena, a uno spartito di musica italiana si die' mano, di cromatico genere, eseguito a tre voci, tenor, basso e soprano. Da cennamelle il canto era seguto, da violini e flauti; e or forte or piano, questo canto la storia vi dicea d'eroi che Amore incatenato avea. XIV. Di quegli eroi che, posto in oblianza, sol per piacere ad un bel viso, il brando, cangirlo in fuso, somma stravaganza il furor della gloria reputando. La musica si fea presso alla stanza ove il nostro buon re vena cenando. Agnese ognor discreta e ritenuta tutto ascoltava, da nessun veduta. XV. Alta la luna: al carro suo d volta la notte, e l'ora degli amanti adduce. In alcova dorata, e in lini avvolta d'Olanda fina, fra modesta luce, nuda Agnese gi in letto s' ravvolta; dietro l'alcova un uscio che introduce, e, vedi caso! di serrarlo oblia l'esperta cameriera in andar via. XVI. Anime amanti che d'Amor sapete tutta ben l'arte, senza ch'io lo dica, voi gi la smania del mio re vedete, che pare sulla pelle abbia l'ortica! Sparso la chioma di fragranze liete per l'odorato della dolce amica; gi vien, gi salta in letto. Oh bel momento di tenero abbandono e di contento! XVII. Batte il core ad entrambi, e su la faccia d'Agnese con Amor pugna il Pudore; Volutt finalmente il Pudor caccia, e del campo signor sol resta Amore. Il suo caldo amador tosto l'abbraccia, e l'occhio tutto gaudio e tutto ardore ne percorre il bel corpo, che fara anche un santo peccar d'idolatria. XVIII. Sotto un collo ch' neve, e pi d'assai, 6

La Pulcella d'Orlans

F. M. Arouet de Voltaire, traduzione di Vincenzo Monti

son due mammelle che non han mai posa, tonde, staccate, con due ghiotti e gai bottoncelli che pajono di rosa. O mammelletta che ognor vieni e vai, o del tornio d'Amore opra famosa, tu dici in tua belt: Mano, mi tocca, occhio, mi guarda, e tu mi bacia, o bocca. XIX. Pieno pel mio lettor di compiacenza, a' suoi sguardi io volea pinger d'Agnese le belle forme tutte, e l'eccellenza con che natura a tondeggiarle intese. Ma la virt che nomasi decenza, il troppo ardito mio pennel sospese: ond'altro non so dirvi, se non ch'ella, che Dio la benedica, tutta bella. XX. Volutt, che i suoi sensi ha gi conquiso, pi vivezza, pi grazia ancor le d; senza il tatto d'Amor morto un bel viso, e il piacere abbellisce ogni belt. Cos passan tre mesi in paradiso l'innamorata coppia. Ella sen va dall'arringo d'amor dritta al banchetto, e da questo alla dolce opra del letto. XXI. Talor, con lento mattutin ristauro reso ai sensi il vigor, esce alla caccia, due ginnetti spronando di pel sauro degli abbajanti cani sulla traccia. Dopo la caccia il bagno. In vasi d'auro con acque nanfe lavasi la faccia, e con manteche e con assirio odore fresca rende la cute come un fiore. XXII. Quindi il pranzo, ed oh pranzo delicato! Intingoli, fagiani e capponesse incantan gli occhi, il naso ed il palato, d'Apicio cos ben l'arte gli messe. Lo spumante sciampagna e l'ingiallato Tokay con tazze coronate e spesse del cervel stuzzicando le fibrille, fan l'ingegno scoppiar tutto a faville. XXIII. Dico che il foco del core si sfuma in brillanti concetti al par leggeri del nttare che s'alza e salta e spuma crepitando sull'orlo dei bicchieri. Bonel sghignazza, e, come si costuma quando parla un signor, plaude a' pensieri, plaude all'arguzie del suo re contento, che, per quanto un re pu, mostra talento. XXIV. Dopo il pranzo si bada a digerire a ridere a dir fole a tagliar panni alle spalle del prossimo, o sentire gl'improvvisi di mastro Barbagianni. 7

La Pulcella d'Orlans

F. M. Arouet de Voltaire, traduzione di Vincenzo Monti

Poscia un qualche dottor si fa venire dalla Sorbona, il pappagallo, il zanni, la bertuccia, e con lor si fa parole, con lor si scherza fin che muore il sole. XXV. Giunta la sera, la miglior brigata col re corre al teatro, e si disfiora tutta cos la candida giornata, nuove rose sul fin cogliendo ancora. Sepolta nel piacer, la fortunata coppi