Voltaire Candido, o L'ottimismo racconto satirico

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    QUESTO E-BOOK:

    TITOLO: Candido, o L'ottimismo : racconto satiricoAUTORE: Voltaire (alias Franois Marie Arouet)TRADUTTORE:CURATORE:NOTE: Ci sono significative differenze tra l'edizio-ne Sonzogno usata a titolo di riferimento per questoe-book e numerose altre edizioni disponibili: manca-no un paio di brani (che abbiamo comunque riportatoin nota a fine testo) e un capitolo quasi per inte-ro. Per contro presente una "seconda parte", didubbia attribuzione, composta da altri 18 capitoli.

    CODICE ISBN E-BOOK: 9788897313267

    DIRITTI D'AUTORE: no

    LICENZA: questo testo distribuito con la licenzaspecificata al seguente indirizzo Internet:http://www.liberliber.it/libri/licenze/

    COPERTINA: [elaborazione da] "Franois-Marie Arouetdit Voltaire (vers 1724-1725)" di Nicolas de Largil-lire (16561746) - Chteau de Versailles - PubblicoDominio - https://it.wikipedia.org/wiki/File:Largul-li%C3%A8re_Voltaire_1718.jpg.

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    TITOLO: Candido, o L'ottimismo : racconto satiricoAUTORE: Voltaire (alias Franois Marie Arouet)TRADUTTORE:CURATORE:NOTE: Ci sono significative differenze tra l'edizio-ne Sonzogno usata a titolo di riferimento per questoe-book e numerose altre edizioni disponibili: manca-no un paio di brani (che abbiamo comunque riportatoin nota a fine testo) e un capitolo quasi per inte-ro. Per contro presente una "seconda parte", didubbia attribuzione, composta da altri 18 capitoli.

    CODICE ISBN E-BOOK: 9788897313267

    DIRITTI D'AUTORE: no

    LICENZA: questo testo distribuito con la licenzaspecificata al seguente indirizzo Internet:http://www.liberliber.it/libri/licenze/

    COPERTINA: [elaborazione da] "Franois-Marie Arouetdit Voltaire (vers 1724-1725)" di Nicolas de Largil-lire (16561746) - Chteau de Versailles - PubblicoDominio - https://it.wikipedia.org/wiki/File:Largul-li%C3%A8re_Voltaire_1718.jpg.

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    http://www.e-text.it/http://www.liberliber.it/libri/licenze/http://www.e-text.it/

  • TRATTO DA: Candido, o L'ottimismo : racconto satiri-co / di F. Voltaire. - Milano : E. Sonzogno, 1882. -108 p. ; 18 cm. - (Biblioteca universale ; 2)

    CODICE ISBN FONTE: n. d.

    1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 29 aprile 19962a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 24 gennaio 20133a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 18 ottobre 2017

    INDICE DI AFFIDABILITA': 1 0: affidabilit bassa 1: affidabilit media 2: affidabilit buona 3: affidabilit ottima

    SOGGETTO:FIC004000 FICTION / Classici

    DIGITALIZZAZIONE:Claudio Paganelli, [email protected] Seghetti, [email protected]

    REVISIONE:Claudio Paganelli, [email protected]

    IMPAGINAZIONE:Catia Righi, [email protected] Mazzolini (ePub)Franco Perini (revisione ePub)

    PUBBLICAZIONE:Catia Righi, [email protected]

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    TRATTO DA: Candido, o L'ottimismo : racconto satiri-co / di F. Voltaire. - Milano : E. Sonzogno, 1882. -108 p. ; 18 cm. - (Biblioteca universale ; 2)

    CODICE ISBN FONTE: n. d.

    1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 29 aprile 19962a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 24 gennaio 20133a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 18 ottobre 2017

    INDICE DI AFFIDABILITA': 1 0: affidabilit bassa 1: affidabilit media 2: affidabilit buona 3: affidabilit ottima

    SOGGETTO:FIC004000 FICTION / Classici

    DIGITALIZZAZIONE:Claudio Paganelli, [email protected] Seghetti, [email protected]

    REVISIONE:Claudio Paganelli, [email protected]

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  • Indice generale

    PARTE PRIMA...............................................................9CAPITOLO I. Come Candido allevato in un bel ca-stello e come n cacciato via.....................................9CAPITOLO II. Quel che divenne Candido fra i Bul-gari............................................................................12CAPITOLO III. Come Candido scapp da Bulgari e quel che gli avvenne.................................................15CAPITOLO IV. Come Candido ritrova il suo antico maestro di filosofia il dottor Pangloss, e quel che ne segue.........................................................................18CAPITOLO V. Tempesta, naufragio, terremoto e quelche avvenne di Pangloss, di Candido e dellanabatti-sta..............................................................................21CAPITOLO VI. Come si fece un bellauto-da-f per impedire i tremoti e come Candido fu frustato.........25CAPITOLO VII. Come una vecchia prese cura di Candido e come egli ritrova quel che volea.............26CAPITOLO VIII. Istoria di Cunegonda...................29CAPITOLO IX. Quel che successe di Cunegonda, di Candido, del GrandInquisitore e dun Ebreo..........32CAPITOLO X. In quale indigenza Candido, Cune-gonda e la vecchia arrivarono a Cadice e del loro im-barco.........................................................................34CAPITOLO XI. Istoria della vecchia.......................37CAPITOLO XII. Seguito delle sciagure della vecchia.

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    Indice generale

    PARTE PRIMA...............................................................9CAPITOLO I. Come Candido allevato in un bel ca-stello e come n cacciato via.....................................9CAPITOLO II. Quel che divenne Candido fra i Bul-gari............................................................................12CAPITOLO III. Come Candido scapp da Bulgari e quel che gli avvenne.................................................15CAPITOLO IV. Come Candido ritrova il suo antico maestro di filosofia il dottor Pangloss, e quel che ne segue.........................................................................18CAPITOLO V. Tempesta, naufragio, terremoto e quelche avvenne di Pangloss, di Candido e dellanabatti-sta..............................................................................21CAPITOLO VI. Come si fece un bellauto-da-f per impedire i tremoti e come Candido fu frustato.........25CAPITOLO VII. Come una vecchia prese cura di Candido e come egli ritrova quel che volea.............26CAPITOLO VIII. Istoria di Cunegonda...................29CAPITOLO IX. Quel che successe di Cunegonda, di Candido, del GrandInquisitore e dun Ebreo..........32CAPITOLO X. In quale indigenza Candido, Cune-gonda e la vecchia arrivarono a Cadice e del loro im-barco.........................................................................34CAPITOLO XI. Istoria della vecchia.......................37CAPITOLO XII. Seguito delle sciagure della vecchia.

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  • ..................................................................................40CAPITOLO XIII. Come Candido fu obbligato di se-pararsi dalla bella Cunegonda e dalla vecchia..........45CAPITOLO XIV. Come Candido e Cacambo furono ricevuti da Gesuiti del Paraguai...............................48CAPITOLO XV. Come Candido uccise il fratello del-la sua cara Cunegonda..............................................52CAPITOLO XVI. Quel che avvenne a due viaggiato-ri con le due femmine, due scimmie, e gli uomini sel-vaggi chiamati Orecchioni........................................55CAPITOLO XVII. Arrivo di Candido e del suo servo al Paese dEldorado e ci chessi vi videro..............59CAPITOLO XVIII. Ci che videro nel paese dEldo-rado...........................................................................64CAPITOLO XIX. Ci che accadde loro a Surinam e come Candido fece conoscenza con Martino...........71CAPITOLO XX. Ci che accadde sul mare a Candidoe a Martino................................................................77CAPITOLO XXI. Candido e Martino si avvicinano alle coste di Francia e ragionano..............................81CAPITOLO XXII. Ci che accadde in Francia a Can-dido e a Martino........................................................83CAPITOLO XXIII. Candido e Martino arrivano sulle coste dInghilterra e ci che vi vedono.....................89CAPITOLO XXIV. Visita al signor Pococurante, no-bile veneziano...........................................................90CAPITOLO XXV. Duna cena che Candido e Marti-no fecero con sei forestieri, e chi erano....................98CAPITOLO XXVI. Viaggio di Candido a Costantino-

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    ..................................................................................40CAPITOLO XIII. Come Candido fu obbligato di se-pararsi dalla bella Cunegonda e dalla vecchia..........45CAPITOLO XIV. Come Candido e Cacambo furono ricevuti da Gesuiti del Paraguai...............................48CAPITOLO XV. Come Candido uccise il fratello del-la sua cara Cunegonda..............................................52CAPITOLO XVI. Quel che avvenne a due viaggiato-ri con le due femmine, due scimmie, e gli uomini sel-vaggi chiamati Orecchioni........................................55CAPITOLO XVII. Arrivo di Candido e del suo servo al Paese dEldorado e ci chessi vi videro..............59CAPITOLO XVIII. Ci che videro nel paese dEldo-rado...........................................................................64CAPITOLO XIX. Ci che accadde loro a Surinam e come Candido fece conoscenza con Martino...........71CAPITOLO XX. Ci che accadde sul mare a Candidoe a Martino................................................................77CAPITOLO XXI. Candido e Martino si avvicinano alle coste di Francia e ragionano..............................81CAPITOLO XXII. Ci che accadde in Francia a Can-dido e a Martino........................................................83CAPITOLO XXIII. Candido e Martino arrivano sulle coste dInghilterra e ci che vi vedono.....................89CAPITOLO XXIV. Visita al signor Pococurante, no-bile veneziano...........................................................90CAPITOLO XXV. Duna cena che Candido e Marti-no fecero con sei forestieri, e chi erano....................98CAPITOLO XXVI. Viaggio di Candido a Costantino-

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  • poli..........................................................................102CAPITOLO XXVII. Ci che accade a Candido, a Cu-negonda, a Pangloss, a Martino, ecc.......................107CAPITOLO XXVIII. Come Candido ritrova Cune-gonda e la vecchia...................................................110CAPITOLO XXIX. Conclusione della prima parte.................................................................................112

    PARTE SECONDA....................................................118CAPITOLO I. Come Candido si separa dalla sua so-ciet e ci che accade..............................................118CAPITOLO II. Come Candido usc dalla casa del Persiano..................................................................122CAPITOLO III. Candido Ricevuto alla Corte, e ci che ne segue............................................................124CAPITOLO IV. Nuovi favori che riceve Candido, e sua elevazione.........................................................127CAPITOLO V. Come Candido un gran signore, e non contento.........................................................129CAPITOLO VI. Disgusto di Candido. Incontro chei non saspettava.......................................................131CAPITOLO VII. Disgrazie di Candido. Viaggi e av-venture....................................................................134CAPITOLO VIII. Arrivo di Candido e di Pangloss alla Propontide; ci che videro e ci che avvenne..137CAPITOLO IX. Candido continua a viaggiare, ed in qual qualit.............................................................140CAPITOLO X. Candido continua i suoi viaggi. Nuo-ve avventure............................................................142CAPITOLO XI. Istoria di Zenoide. Come qualmente

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    poli..........................................................................102CAPITOLO XXVII. Ci che accade a Candido, a Cu-negonda, a Pangloss, a Martino, ecc.......................107CAPITOLO XXVIII. Come Candido ritrova Cune-gonda e la vecchia...................................................110CAPITOLO XXIX. Conclusione della prima parte.................................................................................112

    PARTE SECONDA....................................................118CAPITOLO I. Come Candido si separa dalla sua so-ciet e ci che accade..............................................118CAPITOLO II. Come Candido usc dalla casa del Persiano..................................................................122CAPITOLO III. Candido Ricevuto alla Corte, e ci che ne segue............................................................124CAPITOLO IV. Nuovi favori che riceve Candido, e sua elevazione.........................................................127CAPITOLO V. Come Candido un gran signore, e non contento.........................................................129CAPITOLO VI. Disgusto di Candido. Incontro chei non saspettava.......................................................131CAPITOLO VII. Disgrazie di Candido. Viaggi e av-venture....................................................................134CAPITOLO VIII. Arrivo di Candido e di Pangloss alla Propontide; ci che videro e ci che avvenne..137CAPITOLO IX. Candido continua a viaggiare, ed in qual qualit.............................................................140CAPITOLO X. Candido continua i suoi viaggi. Nuo-ve avventure............................................................142CAPITOLO XI. Istoria di Zenoide. Come qualmente

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  • Candido se ne innamor e quel che ne segu..........149CAPITOLO XII. Continuazione dellamore di Candi-do............................................................................152CAPITOLO XIII. Arrivo di Volhall. Viaggio a Cope-naghen.....................................................................156CAPITOLO XIV. Come Candido ritrov la moglie e perd lamante........................................................158CAPITOLO XV. Come Candido volesse ammazzarsi,e non ne facesse niente. Ci che gli accadde in unosteria................................................................161CAPITOLO: XVI. Candido e Cacambo si ritirano in un ospedale. Incontro chessi fanno.......................164CAPITOLO XVII. Nuovi incontri..........................167CAPITOLO XVIII. Seguito del disastro di Candido. Comegli trov la sua amante. La fine...................171

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    Candido se ne innamor e quel che ne segu..........149CAPITOLO XII. Continuazione dellamore di Candi-do............................................................................152CAPITOLO XIII. Arrivo di Volhall. Viaggio a Cope-naghen.....................................................................156CAPITOLO XIV. Come Candido ritrov la moglie e perd lamante........................................................158CAPITOLO XV. Come Candido volesse ammazzarsi,e non ne facesse niente. Ci che gli accadde in unosteria................................................................161CAPITOLO: XVI. Candido e Cacambo si ritirano in un ospedale. Incontro chessi fanno.......................164CAPITOLO XVII. Nuovi incontri..........................167CAPITOLO XVIII. Seguito del disastro di Candido. Comegli trov la sua amante. La fine...................171

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  • VOLTAIRE

    Candidoo lottimismo

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    VOLTAIRE

    Candidoo lottimismo

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  • PARTE PRIMA

    CAPITOLO I.Come Candido allevato in un bel castello e come n cacciato via

    Era nella Vesfalia, nel castello del baron di Thunder-ten-tronckh, un giovinetto che aveva avuto dalla natura ipi dolci costumi. Se gli leggeva il cuore nel volto. Uni-va egli a un giudizio molto assestato una gran semplicitdi cuore, per la qual cosa, credio, chiamavanlo Candi-do. I vecchi servitori di casa avean de sospetti chei fos-se figliuolo della sorella del signor barone, e dun buongentiluomo e da bene di quel contorno, che questa si-gnora non volle mai indursi a sposare perch non avevaegli potuto provare pi di settantun quarti di nobilt, ilresto del suo albero genealogico essendo perito perlingiuria de tempi.

    Era il signor barone uno de pi potenti signori dellaVesfalia, perch il suo castello aveva porta e finestre; edi pi sala con arazzi. Tutti i cani de suoi cortili compo-nevano in caso di bisogno una muta di caccia; i suoistaffieri erano i suoi cacciatori, e il piovano del villaggioil suo grande elemosiniere. Gli davan tutti dellEccellen-za, e ridevano quando contava delle novelle.

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    PARTE PRIMA

    CAPITOLO I.Come Candido allevato in un bel castello e come n cacciato via

    Era nella Vesfalia, nel castello del baron di Thunder-ten-tronckh, un giovinetto che aveva avuto dalla natura ipi dolci costumi. Se gli leggeva il cuore nel volto. Uni-va egli a un giudizio molto assestato una gran semplicitdi cuore, per la qual cosa, credio, chiamavanlo Candi-do. I vecchi servitori di casa avean de sospetti chei fos-se figliuolo della sorella del signor barone, e dun buongentiluomo e da bene di quel contorno, che questa si-gnora non volle mai indursi a sposare perch non avevaegli potuto provare pi di settantun quarti di nobilt, ilresto del suo albero genealogico essendo perito perlingiuria de tempi.

    Era il signor barone uno de pi potenti signori dellaVesfalia, perch il suo castello aveva porta e finestre; edi pi sala con arazzi. Tutti i cani de suoi cortili compo-nevano in caso di bisogno una muta di caccia; i suoistaffieri erano i suoi cacciatori, e il piovano del villaggioil suo grande elemosiniere. Gli davan tutti dellEccellen-za, e ridevano quando contava delle novelle.

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  • La signora baronessa, che pesava circa trecentocin-quanta libbre, si attirava per questo un grandissimo ri-guardo, e faceva gli onori della casa con una dignit chela rendeva pi rispettabile ancora. La di lei figlia Cune-gonda, in et di diciassettanni, era ben colorita, fresca,grassotta, da far gola. Il figlio del barone si mostravatutto degno germe di suo padre. Il precettore Panglossera loracolo di casa, e il giovanetto Candido ne ascolta-va le lezioni con tutta la buona fede dellet sua e delsuo carattere.

    Pangloss insegnava la metafisico-teologo-cosmologo-nigologia. Provava egli a maraviglia che non si d effet-to senza causa, e che in questo mondo, lottimo dei pos-sibili, il castello di S. E. il barone era il pi bello de ca-stelli, e Madama la migliore di tutte le baronesse possi-bili.

    dimostrato, diceva egli, che le cose non possonessere altrimenti; perch il tutto essendo fatto per unfine, tutto necessariamente per lottimo fine. Osservatebene che il naso fatto per portar gli occhiali, e cos siportan gli occhiali; le gambe son fatte visibilmente peresser calzate, e noi abbiamo delle calze, le pietre sonstate formate per tagliarle e farne dei castelli, e cos S.E. ha un bellissimo castello; il pi grande de baroni del-la provincia devessere il meglio alloggiato, e i majaliessendo fatti per mangiarli, si mangia del porco tuttolanno. Per conseguenza quelli che hanno avanzata laproposizione che tutto bene; han detto una corbelleria,bisognava dire che tutto lottimo.

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    La signora baronessa, che pesava circa trecentocin-quanta libbre, si attirava per questo un grandissimo ri-guardo, e faceva gli onori della casa con una dignit chela rendeva pi rispettabile ancora. La di lei figlia Cune-gonda, in et di diciassettanni, era ben colorita, fresca,grassotta, da far gola. Il figlio del barone si mostravatutto degno germe di suo padre. Il precettore Panglossera loracolo di casa, e il giovanetto Candido ne ascolta-va le lezioni con tutta la buona fede dellet sua e delsuo carattere.

    Pangloss insegnava la metafisico-teologo-cosmologo-nigologia. Provava egli a maraviglia che non si d effet-to senza causa, e che in questo mondo, lottimo dei pos-sibili, il castello di S. E. il barone era il pi bello de ca-stelli, e Madama la migliore di tutte le baronesse possi-bili.

    dimostrato, diceva egli, che le cose non possonessere altrimenti; perch il tutto essendo fatto per unfine, tutto necessariamente per lottimo fine. Osservatebene che il naso fatto per portar gli occhiali, e cos siportan gli occhiali; le gambe son fatte visibilmente peresser calzate, e noi abbiamo delle calze, le pietre sonstate formate per tagliarle e farne dei castelli, e cos S.E. ha un bellissimo castello; il pi grande de baroni del-la provincia devessere il meglio alloggiato, e i majaliessendo fatti per mangiarli, si mangia del porco tuttolanno. Per conseguenza quelli che hanno avanzata laproposizione che tutto bene; han detto una corbelleria,bisognava dire che tutto lottimo.

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  • Candido ascoltava tutto attentamente, e se lo credevainnocentemente; perchei trovava Cunegonda bellaallestremo, sebbene non avesse mai avuto lardire didirlo a lei. Egli concludeva che dopo la fortuna di essernato barone di Thunder-ten-tronckh, il secondo grado difelicit era desser Cunegonda, il terzo di vederla tutti igiorni, il quarto di ascoltare il precettore Pangloss, il pigran filosofo della provincia, e in conseguenza del mon-do.

    Un giorno Cunegonda, passeggiando presso il castel-lo in un boschetto cui si dava il nome di parco, vide tra-mezzo alle fratte il dottor Pangloss che dava una lezionedi fisica sperimentale alla cameriera di sua madre, vez-zosa brunetta e docilissima. Cunegonda ritornossene tut-ta agitata e pensosa, pensando a Candido

    Lincontr ella nel ritornare al castello, e arross; Can-dido arross anchegli; ella gli diede il buon giorno conuna voce interrotta, e Candido le parl senza saper quelchei si dicesse. Il giorno dopo nellescir da pranzo, Cu-negonda e Candido si trovarono dietro a un paravento,Cunegonda si lasci cascare il fazzoletto, Candido loraccatt; ella gli prese innocentemente la mano, egli in-nocentemente baciolla, con una vivacit, con un traspor-to, con una grazia particolarissima; le loro bocchesincontrarono, i loro occhi inffiammaronsi, le lor ginoc-chia caddero, le mani si strinsero. Il signor barone diThunder-ten-tronckh pass accanto al paravento, e ve-dendo questa causa e questo effetto, cacci via Candidodal castello a pedate. Cunegonda svenne, fu schiaffeg-

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    Candido ascoltava tutto attentamente, e se lo credevainnocentemente; perchei trovava Cunegonda bellaallestremo, sebbene non avesse mai avuto lardire didirlo a lei. Egli concludeva che dopo la fortuna di essernato barone di Thunder-ten-tronckh, il secondo grado difelicit era desser Cunegonda, il terzo di vederla tutti igiorni, il quarto di ascoltare il precettore Pangloss, il pigran filosofo della provincia, e in conseguenza del mon-do.

    Un giorno Cunegonda, passeggiando presso il castel-lo in un boschetto cui si dava il nome di parco, vide tra-mezzo alle fratte il dottor Pangloss che dava una lezionedi fisica sperimentale alla cameriera di sua madre, vez-zosa brunetta e docilissima. Cunegonda ritornossene tut-ta agitata e pensosa, pensando a Candido

    Lincontr ella nel ritornare al castello, e arross; Can-dido arross anchegli; ella gli diede il buon giorno conuna voce interrotta, e Candido le parl senza saper quelchei si dicesse. Il giorno dopo nellescir da pranzo, Cu-negonda e Candido si trovarono dietro a un paravento,Cunegonda si lasci cascare il fazzoletto, Candido loraccatt; ella gli prese innocentemente la mano, egli in-nocentemente baciolla, con una vivacit, con un traspor-to, con una grazia particolarissima; le loro bocchesincontrarono, i loro occhi inffiammaronsi, le lor ginoc-chia caddero, le mani si strinsero. Il signor barone diThunder-ten-tronckh pass accanto al paravento, e ve-dendo questa causa e questo effetto, cacci via Candidodal castello a pedate. Cunegonda svenne, fu schiaffeg-

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  • giata dalla baronessa appena rinvenuta che fu, ed ognicosa fu sottosopra nel pi bello e nel pi delizioso ditutti i castelli possibili.

    CAPITOLO II.Quel che divenne Candido fra i Bulgari

    Scacciato Candido dal paradiso terrestre, vag lungotempo senza saper dove, piangendo, alzando gli occhi alcielo, e spesso rivolgendogli al bellissimo fra castelliche racchiudeva la bellissima delle baronessine. Si cori-c senza cenare in mezzo a campi fra due solchi, e laneve fioccava. Candido intirizzito dal freddo si strascinil giorno dopo verso la citt vicina che chiamavasiWaldberghoff-trarbk-dikdorff, senza un quattrino, mortodi fame, e di stanchezza; si ferm pien di tristezza allaporta di unosteria. Due uomini vestiti di turchinolosservarono:

    Camerata, disse un di loro, ecco un giovanotto benfatto, della statura che si vuole.

    Savanzarono verso Candido, e con tutta civilt il pre-garono a pranzar seco loro.

    Mi fan troppo onore, signori, disse lor Candidocon una modestia che incantava, ma io non ho da pagarlo scotto.

    Eh signore, replicogli un di quegli, le persone del-la sua figura e del suo merito non pagan mai nulla; non ella cinque piedi e cinque pollici daltezza?

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    giata dalla baronessa appena rinvenuta che fu, ed ognicosa fu sottosopra nel pi bello e nel pi delizioso ditutti i castelli possibili.

    CAPITOLO II.Quel che divenne Candido fra i Bulgari

    Scacciato Candido dal paradiso terrestre, vag lungotempo senza saper dove, piangendo, alzando gli occhi alcielo, e spesso rivolgendogli al bellissimo fra castelliche racchiudeva la bellissima delle baronessine. Si cori-c senza cenare in mezzo a campi fra due solchi, e laneve fioccava. Candido intirizzito dal freddo si strascinil giorno dopo verso la citt vicina che chiamavasiWaldberghoff-trarbk-dikdorff, senza un quattrino, mortodi fame, e di stanchezza; si ferm pien di tristezza allaporta di unosteria. Due uomini vestiti di turchinolosservarono:

    Camerata, disse un di loro, ecco un giovanotto benfatto, della statura che si vuole.

    Savanzarono verso Candido, e con tutta civilt il pre-garono a pranzar seco loro.

    Mi fan troppo onore, signori, disse lor Candidocon una modestia che incantava, ma io non ho da pagarlo scotto.

    Eh signore, replicogli un di quegli, le persone del-la sua figura e del suo merito non pagan mai nulla; non ella cinque piedi e cinque pollici daltezza?

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  • S, signori, dissegli, con una bella riverenza, que-sta la mia statura.

    Ah signore, si metta a tavola: non solo noi la fa-rem franco di spesa, ma non soffrirem mai che un parsuo manchi di danaro. Gli uomini son fatti per soccor-rersi scambievolmente lun laltro.

    Me lha sempre detto il signor Pangloss, ripreseCandido; han ragione, ed io vedo chiaramente che tutto per lo meglio.

    Lo pregano di accettare qualche danaro, ei lo prende,e vuol farne lobbligo; non se ne vuol saper nulla, e simettono a tavola.

    Non amate voi teneramente?... Tenerissimamente io amo, dissegli, la signora Cu-

    negonda. Eh no, replic un di loro, si chiede se voi amate te-

    neramente il re de Bulgari. Niente affatto, dissegli, perch non lho mal ve-

    duto. Come? questo e il pi amabile di tutti i re, e sha

    da bere alla sua salute. Oh volentierissimo, signori miei; e beve. Tanto basta, gli dicono, eccovi lappoggio, il so-

    stegno, il difensore, e leroe dei Bulgari; ecco fatta lavostra fortuna, ecco stabilita la vostra gloria.

    Immediatamente gli si mettono i ferri ai piedi, e lo siconduce al reggimento.

    Si fa voltare a dritta e a sinistra, levar la bacchetta, ri-metter la bacchetta, impostarsi tirare, raddoppiar le file,

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    S, signori, dissegli, con una bella riverenza, que-sta la mia statura.

    Ah signore, si metta a tavola: non solo noi la fa-rem franco di spesa, ma non soffrirem mai che un parsuo manchi di danaro. Gli uomini son fatti per soccor-rersi scambievolmente lun laltro.

    Me lha sempre detto il signor Pangloss, ripreseCandido; han ragione, ed io vedo chiaramente che tutto per lo meglio.

    Lo pregano di accettare qualche danaro, ei lo prende,e vuol farne lobbligo; non se ne vuol saper nulla, e simettono a tavola.

    Non amate voi teneramente?... Tenerissimamente io amo, dissegli, la signora Cu-

    negonda. Eh no, replic un di loro, si chiede se voi amate te-

    neramente il re de Bulgari. Niente affatto, dissegli, perch non lho mal ve-

    duto. Come? questo e il pi amabile di tutti i re, e sha

    da bere alla sua salute. Oh volentierissimo, signori miei; e beve. Tanto basta, gli dicono, eccovi lappoggio, il so-

    stegno, il difensore, e leroe dei Bulgari; ecco fatta lavostra fortuna, ecco stabilita la vostra gloria.

    Immediatamente gli si mettono i ferri ai piedi, e lo siconduce al reggimento.

    Si fa voltare a dritta e a sinistra, levar la bacchetta, ri-metter la bacchetta, impostarsi tirare, raddoppiar le file,

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  • e gli si regalano trenta bastonate; il giorno dopo fa unpo meno male lesercizio, e non ne riceve che venti:laltro giorno non ne ha che dieci, ed da suoi cameratiriguardato come un prodigio.

    Candido stupefatto non sapeva raccapezzare ancorbene, come egli fosse un eroe: savvis in una bellagiornata di primavera dandarsene a passeggiare, mar-ciando di fronte, pi innanzi pi, credendo essere un pri-vilegio della specie umana, come della specie animale,il servirsi delle sue gambe a sua voglia. Non aveva fattodue leghe, che eccoti quattro eroi di sei piedi lo raggiun-gono, lo legano, e lo conducono in una prigione. Gli sidomanda giuridicamente se avea pi gusto di passaretrentasei volte per le bacchette da tutto il reggimento, odi ricever tutta un tratto dodici palle di piombo nel cer-vello. Aveva un bel dire che le volont son libere, cheinon voleva n luno n laltro; bisogn risolversi a sce-gliere. In virt di quel dono di Dio che chiamasi libert,egli si determin a passare trentasei volte per le bacchet-te, e se ne prese due spasseggiate. Il reggimento eracomposto di duemila uomini e questo gli compose sulfil delle rene quattromila frustate, che dalla nuca del col-lo per infino al bel di Roma gli scopersero ti muscoli e inervi. Sera per procedere alla terza carriera, quandoCandido non ne potendo pi, domand in grazia che vo-lessero aver la bont di moschettarlo. Egli ottenne que-sto favore; gli si bendano gli occhi, lo si fa mettere gi-nocchioni; il re de Bulgari passa in quel momento,sinforma del delitto del paziente; e come questo re ave-

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    e gli si regalano trenta bastonate; il giorno dopo fa unpo meno male lesercizio, e non ne riceve che venti:laltro giorno non ne ha che dieci, ed da suoi cameratiriguardato come un prodigio.

    Candido stupefatto non sapeva raccapezzare ancorbene, come egli fosse un eroe: savvis in una bellagiornata di primavera dandarsene a passeggiare, mar-ciando di fronte, pi innanzi pi, credendo essere un pri-vilegio della specie umana, come della specie animale,il servirsi delle sue gambe a sua voglia. Non aveva fattodue leghe, che eccoti quattro eroi di sei piedi lo raggiun-gono, lo legano, e lo conducono in una prigione. Gli sidomanda giuridicamente se avea pi gusto di passaretrentasei volte per le bacchette da tutto il reggimento, odi ricever tutta un tratto dodici palle di piombo nel cer-vello. Aveva un bel dire che le volont son libere, cheinon voleva n luno n laltro; bisogn risolversi a sce-gliere. In virt di quel dono di Dio che chiamasi libert,egli si determin a passare trentasei volte per le bacchet-te, e se ne prese due spasseggiate. Il reggimento eracomposto di duemila uomini e questo gli compose sulfil delle rene quattromila frustate, che dalla nuca del col-lo per infino al bel di Roma gli scopersero ti muscoli e inervi. Sera per procedere alla terza carriera, quandoCandido non ne potendo pi, domand in grazia che vo-lessero aver la bont di moschettarlo. Egli ottenne que-sto favore; gli si bendano gli occhi, lo si fa mettere gi-nocchioni; il re de Bulgari passa in quel momento,sinforma del delitto del paziente; e come questo re ave-

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  • va grandingegno, comprese subito da ci che intese daCandido, esser egli un giovine metafisico, molto igno-rante delle cose di questo mondo, e accordogli la graziacon un tratto di clemenza che sar celebrato da tutti igiornali, e da tutti i secoli. Un bravo chirurgo guar Can-dido cogli emollienti insegnati da Dioscoride in tre setti-mane. Aveva egli rimessa un po di pelle, e poteva mar-ciare, quando il re de Bulgari di battaglia al re degliAbari.

    CAPITOLO III.Come Candido scapp da Bulgari e quel che gli avvenne.

    Non si pu dar cosa pi bella, pi addestrata, piallordine, dei due eserciti. Le trombe, i pifferi, gli oboe,i tamburi, i cannoni formavano unarmonia, che non sene sente una simile a casa al diavolo. Le cannonate but-taron gi al primo saluto vicino a seimila uomini daambe le parti, quindi la moschetteria port via dallotti-mo dei mondi nove o diecimila birbanti che ne infetta-vano la superficie. La bajonetta fu anchessa la ragionsufficiente della morte di qualche migliajo; in tutto pote-va montare a una trentina di mila uomini. Candido chetremava come un filosofo, si appiatt meglio che potdurante questeroico macello.

    Finalmente, mentre ognuno nel suo campo facevano idue re cantare il Te Deum, prese il partito dandarsene a

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    va grandingegno, comprese subito da ci che intese daCandido, esser egli un giovine metafisico, molto igno-rante delle cose di questo mondo, e accordogli la graziacon un tratto di clemenza che sar celebrato da tutti igiornali, e da tutti i secoli. Un bravo chirurgo guar Can-dido cogli emollienti insegnati da Dioscoride in tre setti-mane. Aveva egli rimessa un po di pelle, e poteva mar-ciare, quando il re de Bulgari di battaglia al re degliAbari.

    CAPITOLO III.Come Candido scapp da Bulgari e quel che gli avvenne.

    Non si pu dar cosa pi bella, pi addestrata, piallordine, dei due eserciti. Le trombe, i pifferi, gli oboe,i tamburi, i cannoni formavano unarmonia, che non sene sente una simile a casa al diavolo. Le cannonate but-taron gi al primo saluto vicino a seimila uomini daambe le parti, quindi la moschetteria port via dallotti-mo dei mondi nove o diecimila birbanti che ne infetta-vano la superficie. La bajonetta fu anchessa la ragionsufficiente della morte di qualche migliajo; in tutto pote-va montare a una trentina di mila uomini. Candido chetremava come un filosofo, si appiatt meglio che potdurante questeroico macello.

    Finalmente, mentre ognuno nel suo campo facevano idue re cantare il Te Deum, prese il partito dandarsene a

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  • raziocinare altrove degli effetti e delle cause. Pass disopra a mucchi di morti e di moribondi, e arriv a unvillaggio vicino. Era questo un villaggio degli Abari chei Bulgari, secondo le leggi del gius pubblico, avevan ri-dotto in cenere. Da una parte vecchi crivellati da colpistavano a veder morir scannate le mogli che tenevano ilor bambini alle sanguinanti mammelle; dallaltra fan-ciulle sventrate dopo aver satollato le brame dalcunieroi, rendeano lultimo fiato; altre mezzo bruciate chie-devano colle strida che si finisse di ucciderle; ed era co-perto il terreno di sparse cervella accanto a braccia egambe tagliate.

    Candido se ne fugg a tutta furia in un altro villaggio.Apparteneva questo a Bulgari, ed aveva ricevuto dagliAbari eroi un simile trattamento. Candido, camminandosempre su delle membra ancor palpitanti, e tramezzoalle ruine, arriv finalmente fuor del teatro della guerra,con qualche piccola provvisione nella bisaccia, e collamemoria ancor fresca della sua Cunegonda. Gli manca-ron le provvigioni arrivato che fu in Olanda, ma, avendosentito dire che quivi tutti eran ricchi, e che era paese dicristiani, non dubit punto di esser trattato come nel ca-stello del signor barone, prima desserne scacciato per ibegli occhi di Cunegonda.

    Dimand egli la limosina a molte gravi persone, magli fu da tutte risposto che se seguitava a far quel me-stiere lavrebbero ficcato in una casa di correzione, per-ch imparasse a vivere.

    Saccost quindi ad un uomo che aveva appunto fini-

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    raziocinare altrove degli effetti e delle cause. Pass disopra a mucchi di morti e di moribondi, e arriv a unvillaggio vicino. Era questo un villaggio degli Abari chei Bulgari, secondo le leggi del gius pubblico, avevan ri-dotto in cenere. Da una parte vecchi crivellati da colpistavano a veder morir scannate le mogli che tenevano ilor bambini alle sanguinanti mammelle; dallaltra fan-ciulle sventrate dopo aver satollato le brame dalcunieroi, rendeano lultimo fiato; altre mezzo bruciate chie-devano colle strida che si finisse di ucciderle; ed era co-perto il terreno di sparse cervella accanto a braccia egambe tagliate.

    Candido se ne fugg a tutta furia in un altro villaggio.Apparteneva questo a Bulgari, ed aveva ricevuto dagliAbari eroi un simile trattamento. Candido, camminandosempre su delle membra ancor palpitanti, e tramezzoalle ruine, arriv finalmente fuor del teatro della guerra,con qualche piccola provvisione nella bisaccia, e collamemoria ancor fresca della sua Cunegonda. Gli manca-ron le provvigioni arrivato che fu in Olanda, ma, avendosentito dire che quivi tutti eran ricchi, e che era paese dicristiani, non dubit punto di esser trattato come nel ca-stello del signor barone, prima desserne scacciato per ibegli occhi di Cunegonda.

    Dimand egli la limosina a molte gravi persone, magli fu da tutte risposto che se seguitava a far quel me-stiere lavrebbero ficcato in una casa di correzione, per-ch imparasse a vivere.

    Saccost quindi ad un uomo che aveva appunto fini-

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  • to di parlar egli solo per unora di seguito in una grandeassemblea sulla carit. Questo oratore guardandolo atraverso:

    Che venite voi a far qui? gli disse. Vi siete voi perla buona causa?

    Non si d effetto senza causa, rispose Candido contutta modestia; in tutto v una concatenazione necessa-ria, e unottima disposizione. bisognato chio sia cac-ciato via dappresso a Cunegonda, chio sia passato perle bacchette e bisogna chio accatti per mangiarefinchio possa guadagnarmelo. Tutto questo non potevaessere altrimenti.

    Amico, gli disse loratore, credete voi che il Papasia lAnticristo?

    Io non lavevo ancora sentito dire, rispose Candi-do ma o lo sia o non lo sia, io non ho pan da mangiare.

    Tu non meriti daverne, riprese laltro, monello,birbante, vattene via e non mi venir mai pi dintorno.

    La moglie delloratore fattasi alla finestra, e scorgen-do un uomo che dubitava che il Papa fosse lAnticristo,gli rovesci addosso un pien... O cielo! a quale eccessoarriva nelle dame lo zelo di religione.

    Un uomo che non era stato battezzato, un buon ana-battista nomato Giacomo, vide lignominiosa e crudelmaniera con cui trattavasi uno de suoi confratelli, unacreatura bipede implume, la quale aveva unanima; locondusse in sua casa, lo nett, gli di del pane e dellabirra, gli fe presente di due fiorini, anzi volle insegnar-gli a lavorar nella sua fabbrica, alle stoffe di Persia che

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    to di parlar egli solo per unora di seguito in una grandeassemblea sulla carit. Questo oratore guardandolo atraverso:

    Che venite voi a far qui? gli disse. Vi siete voi perla buona causa?

    Non si d effetto senza causa, rispose Candido contutta modestia; in tutto v una concatenazione necessa-ria, e unottima disposizione. bisognato chio sia cac-ciato via dappresso a Cunegonda, chio sia passato perle bacchette e bisogna chio accatti per mangiarefinchio possa guadagnarmelo. Tutto questo non potevaessere altrimenti.

    Amico, gli disse loratore, credete voi che il Papasia lAnticristo?

    Io non lavevo ancora sentito dire, rispose Candi-do ma o lo sia o non lo sia, io non ho pan da mangiare.

    Tu non meriti daverne, riprese laltro, monello,birbante, vattene via e non mi venir mai pi dintorno.

    La moglie delloratore fattasi alla finestra, e scorgen-do un uomo che dubitava che il Papa fosse lAnticristo,gli rovesci addosso un pien... O cielo! a quale eccessoarriva nelle dame lo zelo di religione.

    Un uomo che non era stato battezzato, un buon ana-battista nomato Giacomo, vide lignominiosa e crudelmaniera con cui trattavasi uno de suoi confratelli, unacreatura bipede implume, la quale aveva unanima; locondusse in sua casa, lo nett, gli di del pane e dellabirra, gli fe presente di due fiorini, anzi volle insegnar-gli a lavorar nella sua fabbrica, alle stoffe di Persia che

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  • si fanno in Olanda. Candido inginocchiandosegli innan-zi esclamava: Il maestro Pangloss me laveva ben dettoche in questo mondo tutto per lo meglio; io sono infi-nitamente pi commosso dellestrema vostra generosit,che dellasprezza di quel signore dal mantello nero edella sua moglie.

    Il giorno dopo andando a spasso simbatte in un ac-cattone tutto coperto di bolle, cogli occhi smorti la puntadel naso rosicchiata, la bocca storta, i denti neri, la voceaffogata, tormentato da una tosse violenta, e che ad ogninodo di tosse sputava un dente.

    CAPITOLO IV.Come Candido ritrova il suo antico maestro di fi-losofia il dottor Pangloss, e quel che ne segue.

    Candido pi commosso ancora di compassione chedorrore, diede a quello spaventevole accattone i duefiorini che avea ricevuti da quelluom dabbene dellana-battista Giacomo. Quel fantasma gli fiss gli occhi ad-dosso, cominci a piangere, e gli salt al collo. Candidospaventato si tira indietro.

    Ahim dice un miserabile allaltro, non ravvisate ilvostro caro Pangloss?

    Che ascolto? Voi il mio caro maestro! Voi in que-sto orribile stato! Che sciagura v dunque accaduta?Perch non siete voi pi nel bellissimo fra i castelli? Edi Cunegonda, la perla delle donzelle, il capolavoro del-

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    si fanno in Olanda. Candido inginocchiandosegli innan-zi esclamava: Il maestro Pangloss me laveva ben dettoche in questo mondo tutto per lo meglio; io sono infi-nitamente pi commosso dellestrema vostra generosit,che dellasprezza di quel signore dal mantello nero edella sua moglie.

    Il giorno dopo andando a spasso simbatte in un ac-cattone tutto coperto di bolle, cogli occhi smorti la puntadel naso rosicchiata, la bocca storta, i denti neri, la voceaffogata, tormentato da una tosse violenta, e che ad ogninodo di tosse sputava un dente.

    CAPITOLO IV.Come Candido ritrova il suo antico maestro di fi-losofia il dottor Pangloss, e quel che ne segue.

    Candido pi commosso ancora di compassione chedorrore, diede a quello spaventevole accattone i duefiorini che avea ricevuti da quelluom dabbene dellana-battista Giacomo. Quel fantasma gli fiss gli occhi ad-dosso, cominci a piangere, e gli salt al collo. Candidospaventato si tira indietro.

    Ahim dice un miserabile allaltro, non ravvisate ilvostro caro Pangloss?

    Che ascolto? Voi il mio caro maestro! Voi in que-sto orribile stato! Che sciagura v dunque accaduta?Perch non siete voi pi nel bellissimo fra i castelli? Edi Cunegonda, la perla delle donzelle, il capolavoro del-

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  • la natura che n? Io non ne posso pi, dice Pangloss.Candido lo mena immediatamente alla stalla dellana-

    battista, ove gli d del pane a mangiare, e riavuto che fualquanto:

    Ebbene: e Cunegonda? gli chiese. Cunegonda morta, rispose quegli.Candido svenne a tai detti; lamico lo fece ritornare in

    s con del cattivo aceto che per caso si trov nella stalla.Riapre Candido gli occhi:

    Cunegonda morta! O mondo lottimo dei possi-bili dove sei tu? Ma di qual male ella morta? Forsedavermi veduto scacciare dal bel castello del signor pa-dre a furia di gran pedate!

    No, risponde Pangloss, ella stata sventrata dasoldati Bulgari: dopo esser stata oltraggiata quanto essersi possa. Al barone, che voleva difenderla, stata fra-cassata la testa; la baronessa tagliata a pezzi, il mio po-vero pupillo trattato per appuntino come la sorella; e delcastello non n rimasto pietra sopra pietra, non un gra-najo, non un montone, non unanatra, non un sol albero:ma abbiamo avuta la rivincita; perch gli Abari han fat-to listesso di una baronia vicina che apparteneva a unsignore bulgaro.

    A questo discorso Candido torn a svenire; ma rinve-nuto che fu, e detto quel che avea a dire, sinform dellacausa e delleffetto, e della ragion sufficiente, che avevaridotto Pangloss a un s compassionevole stato.

    Ahim disse laltro, questo lamore; lamore, il

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    la natura che n? Io non ne posso pi, dice Pangloss.Candido lo mena immediatamente alla stalla dellana-

    battista, ove gli d del pane a mangiare, e riavuto che fualquanto:

    Ebbene: e Cunegonda? gli chiese. Cunegonda morta, rispose quegli.Candido svenne a tai detti; lamico lo fece ritornare in

    s con del cattivo aceto che per caso si trov nella stalla.Riapre Candido gli occhi:

    Cunegonda morta! O mondo lottimo dei possi-bili dove sei tu? Ma di qual male ella morta? Forsedavermi veduto scacciare dal bel castello del signor pa-dre a furia di gran pedate!

    No, risponde Pangloss, ella stata sventrata dasoldati Bulgari: dopo esser stata oltraggiata quanto essersi possa. Al barone, che voleva difenderla, stata fra-cassata la testa; la baronessa tagliata a pezzi, il mio po-vero pupillo trattato per appuntino come la sorella; e delcastello non n rimasto pietra sopra pietra, non un gra-najo, non un montone, non unanatra, non un sol albero:ma abbiamo avuta la rivincita; perch gli Abari han fat-to listesso di una baronia vicina che apparteneva a unsignore bulgaro.

    A questo discorso Candido torn a svenire; ma rinve-nuto che fu, e detto quel che avea a dire, sinform dellacausa e delleffetto, e della ragion sufficiente, che avevaridotto Pangloss a un s compassionevole stato.

    Ahim disse laltro, questo lamore; lamore, il

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  • conforto delluman genere, il conservatore delluniver-so, lanima di tutti gli esseri sensibili, il tenero amore.

    Ahim, disse Candido, io lho conosciuto cotestoamore, cotesto signor de cuori, cotestanima dellanimanostra, egli non mi ha fruttato che un bacio, e venti pe-date nel messere. Come mai una s bella cagione ha po-tuto produrre in voi un si abbominevole effetto?

    Pangloss cos rispose: O mio caro Candido! voi avete conosciuto Pa-

    squetta, la leggiadra damigella della nostra augusta ba-ronessa, nelle sue braccia ho io gustato le dolcezze delParadiso; che mi han prodotto questi tormenti dinferno,onde lacerar mi vedete...1

    Candido and a gettarsi ai piedi del suo caritatevoleanabattista Giacomo, e gli fece un ritratto s vivo dellostato lacrimevole in cui era ridotto il suo amico, che nonesit punto quelluomo da bene ad accogliere il dottorPangloss, e a farlo guarire a sue spese. Altro non perdPangloss in questa cura, che un occhio e un orecchio.Egli avea buona mano di scrivere, e sapeva a perfezionefar di conto. Lanabattista lo fece suo scritturale. In capoa due mesi essendo per affari del suo commercio obbli-gato di andare a Lisbona, condusse seco i due filosofinel suo bastimento. Pangloss gli spieg come il tutto eralottimo. Giacomo era dun altro parere. Bisogna, ei di-ceva, che gli uomini abbiano alquanto corrotta la natura,perch non son nati lupi, e lupi divengono; Dio non hadato loro n cannoni da ventiquattro, n bajonette, edessi son fatti per distruggersi con bajonette e cannoni.

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    conforto delluman genere, il conservatore delluniver-so, lanima di tutti gli esseri sensibili, il tenero amore.

    Ahim, disse Candido, io lho conosciuto cotestoamore, cotesto signor de cuori, cotestanima dellanimanostra, egli non mi ha fruttato che un bacio, e venti pe-date nel messere. Come mai una s bella cagione ha po-tuto produrre in voi un si abbominevole effetto?

    Pangloss cos rispose: O mio caro Candido! voi avete conosciuto Pa-

    squetta, la leggiadra damigella della nostra augusta ba-ronessa, nelle sue braccia ho io gustato le dolcezze delParadiso; che mi han prodotto questi tormenti dinferno,onde lacerar mi vedete...1

    Candido and a gettarsi ai piedi del suo caritatevoleanabattista Giacomo, e gli fece un ritratto s vivo dellostato lacrimevole in cui era ridotto il suo amico, che nonesit punto quelluomo da bene ad accogliere il dottorPangloss, e a farlo guarire a sue spese. Altro non perdPangloss in questa cura, che un occhio e un orecchio.Egli avea buona mano di scrivere, e sapeva a perfezionefar di conto. Lanabattista lo fece suo scritturale. In capoa due mesi essendo per affari del suo commercio obbli-gato di andare a Lisbona, condusse seco i due filosofinel suo bastimento. Pangloss gli spieg come il tutto eralottimo. Giacomo era dun altro parere. Bisogna, ei di-ceva, che gli uomini abbiano alquanto corrotta la natura,perch non son nati lupi, e lupi divengono; Dio non hadato loro n cannoni da ventiquattro, n bajonette, edessi son fatti per distruggersi con bajonette e cannoni.

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  • Potrei metter su questo conto e i fallimenti e la giustiziache mette le mani su beni de falliti per defraudarne icreditori. Tutto questo, replicava il guercio dottore,era indispensabile, e le sciagure particolari fanno il benegenerale; talmente che pi disgrazie particolari vi sono,pi tutto ottimo.

    Nel tempo che ei ragiona laria si abbuja, si scatenanoi venti da quattrangoli del mondo, e il bastimento as-salito in vista del porto di Lisbona da orribile tempesta.

    CAPITOLO V.Tempesta, naufragio, terremoto e quel che avven-ne di Pangloss, di Candido e dellanabattista.

    La met de passeggieri, languidi, e affranti dalle in-dicibili angosce che il tentenno dun bastimento produ-ce ne nervi e in tutti gli umori del corpo agitati in con-trarie direzioni, non avea nemmeno la forza di mettersiin pena del suo pericolo; laltra met gettava delle stri-da, e innalzava preghiere. Eran lacere le vele, gli alberispezzati, sdruscito il bastimento. Lavorava chi poteva,non vi era chi sintendesse, non vi era chi comandasse.Lanabattista dava un po di ajuto alla manovra; egli erasul cassero; un marinajo furioso lo colpisce malamente,e lo distende sulla coperta, ma dal colpo che diede a luiebbe egli stesso una scossa s violente che cadde a caporiverso fuor del bastimento. Restava egli sospeso e ab-briccato a un pezzo dalbero rotto. Il buon uomo di Gia-

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    Potrei metter su questo conto e i fallimenti e la giustiziache mette le mani su beni de falliti per defraudarne icreditori. Tutto questo, replicava il guercio dottore,era indispensabile, e le sciagure particolari fanno il benegenerale; talmente che pi disgrazie particolari vi sono,pi tutto ottimo.

    Nel tempo che ei ragiona laria si abbuja, si scatenanoi venti da quattrangoli del mondo, e il bastimento as-salito in vista del porto di Lisbona da orribile tempesta.

    CAPITOLO V.Tempesta, naufragio, terremoto e quel che avven-ne di Pangloss, di Candido e dellanabattista.

    La met de passeggieri, languidi, e affranti dalle in-dicibili angosce che il tentenno dun bastimento produ-ce ne nervi e in tutti gli umori del corpo agitati in con-trarie direzioni, non avea nemmeno la forza di mettersiin pena del suo pericolo; laltra met gettava delle stri-da, e innalzava preghiere. Eran lacere le vele, gli alberispezzati, sdruscito il bastimento. Lavorava chi poteva,non vi era chi sintendesse, non vi era chi comandasse.Lanabattista dava un po di ajuto alla manovra; egli erasul cassero; un marinajo furioso lo colpisce malamente,e lo distende sulla coperta, ma dal colpo che diede a luiebbe egli stesso una scossa s violente che cadde a caporiverso fuor del bastimento. Restava egli sospeso e ab-briccato a un pezzo dalbero rotto. Il buon uomo di Gia-

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  • como corre al di lui soccorso, e lajuta a risalire, ma dal-lo sforzo che fece precipitato egli nel mare in vista delmarinajo che non si degn nemmeno di rimirarlo. Can-dido si accosta, vede il suo benefattore che ricompariscea galla un momento, e resta inghiottito per sempre. Vuo-le egli gettarsegli dietro nel mare, il filosofo Pangloss loritiene, provandogli che la spiaggia di Lisbona era stataformata apposta, perch questanabattista vi si annegas-se. Mentre lo stava provando a priori, sapre il basti-mento e tutti periscono, a meno di Pangloss, di Candido,e del marinaro brutale che aveva affogato il virtuosoanabattista. Quel birbante nuot fino alla riva, ove Pan-gloss e Candido furono trasportati anchessi sopra dunasse.

    Ritornati che furono un poco in s, presero il cammi-no verso Lisbona. Restava a loro qualche denaro con cuisperavano di scampar la fame dopo aver scampato ilnaufragio.

    Appena messo piede in citt, piangendo la morte delloro benefattore, sentono tremare la terra sotto i lor pie-di; il mare si solleva ribollendo nel porto, e fracassa ibastimenti che sono allncora. Vortici di fiamme e dicenere coprono le strade o le piazze, crollano gli edifizj,si rovesciano tutti sulle fondamenta, e le fondamenta di-spergonsi. Trenta mila abitanti dogni et e dogni sessorestano schiacciati dalle rovine. Il marinajo fischiando, ebestemmiando dicea fra s: Qui v da buscar qual-che cosa.

    Qual pu esser la ragion sufficiente da un tal fe-

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    como corre al di lui soccorso, e lajuta a risalire, ma dal-lo sforzo che fece precipitato egli nel mare in vista delmarinajo che non si degn nemmeno di rimirarlo. Can-dido si accosta, vede il suo benefattore che ricompariscea galla un momento, e resta inghiottito per sempre. Vuo-le egli gettarsegli dietro nel mare, il filosofo Pangloss loritiene, provandogli che la spiaggia di Lisbona era stataformata apposta, perch questanabattista vi si annegas-se. Mentre lo stava provando a priori, sapre il basti-mento e tutti periscono, a meno di Pangloss, di Candido,e del marinaro brutale che aveva affogato il virtuosoanabattista. Quel birbante nuot fino alla riva, ove Pan-gloss e Candido furono trasportati anchessi sopra dunasse.

    Ritornati che furono un poco in s, presero il cammi-no verso Lisbona. Restava a loro qualche denaro con cuisperavano di scampar la fame dopo aver scampato ilnaufragio.

    Appena messo piede in citt, piangendo la morte delloro benefattore, sentono tremare la terra sotto i lor pie-di; il mare si solleva ribollendo nel porto, e fracassa ibastimenti che sono allncora. Vortici di fiamme e dicenere coprono le strade o le piazze, crollano gli edifizj,si rovesciano tutti sulle fondamenta, e le fondamenta di-spergonsi. Trenta mila abitanti dogni et e dogni sessorestano schiacciati dalle rovine. Il marinajo fischiando, ebestemmiando dicea fra s: Qui v da buscar qual-che cosa.

    Qual pu esser la ragion sufficiente da un tal fe-

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  • nomeno? dicea Pangloss. Questa la fine del mondo, esclamava Candido.Il marinajo corre addirittura tramezzo alle rovine ad

    affrontar la morte per trovar de quattrini, ne trova, se neimpadronisce, subbriaca, e avendo smaltito il vino,compra i favori della prima ragazza cortese che se glipara davanti, sulle ruine delle case distrutte, e in mezzodei moribondi e de morti. Pangloss lo tirava intanto perla manica, amico, dicendogli, la non va bene, voi man-cate alla ragione universale, voi impiegate malamente iltempo. Corpo di... sangue di... rispondeva laltro,son marinajo e nato a Batavia; oh va che tu hai trovato iltuo, colla tua ragione universale!

    Candido era stato ferito da alcune scaglie di pietre, ecoperto di frantumi di rovine giacea disteso sulla strada. Ahim, diceva egli a Pangloss, procurami un po divino, e un po dolio, chio mi muojo. Questo terre-moto rispondeva Pangloss, non cosa nuova; la citt diLima sofferse in America le stesse scosse lanno passa-to: listessa cagione produce listesso effetto: bisognache certamente sotto terra vi sia una striscia di zolfo daLima fino a Lisbona Non vi niente di pi probabile,diceva Candido, ma datemi per Dio un po di vino e unpo dolio. Come probabile? replica il filosofo; lacosa evidente, ed io la sostengo.

    Candido perd il lume degli occhi, e Pangloss gli recdellacqua duna fontana vicina.

    Il giorno dopo, avendo trovato qualche po di provvi-sioni con ficcarsi tramezzo alle rovine, si rinfrancarono

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    nomeno? dicea Pangloss. Questa la fine del mondo, esclamava Candido.Il marinajo corre addirittura tramezzo alle rovine ad

    affrontar la morte per trovar de quattrini, ne trova, se neimpadronisce, subbriaca, e avendo smaltito il vino,compra i favori della prima ragazza cortese che se glipara davanti, sulle ruine delle case distrutte, e in mezzodei moribondi e de morti. Pangloss lo tirava intanto perla manica, amico, dicendogli, la non va bene, voi man-cate alla ragione universale, voi impiegate malamente iltempo. Corpo di... sangue di... rispondeva laltro,son marinajo e nato a Batavia; oh va che tu hai trovato iltuo, colla tua ragione universale!

    Candido era stato ferito da alcune scaglie di pietre, ecoperto di frantumi di rovine giacea disteso sulla strada. Ahim, diceva egli a Pangloss, procurami un po divino, e un po dolio, chio mi muojo. Questo terre-moto rispondeva Pangloss, non cosa nuova; la citt diLima sofferse in America le stesse scosse lanno passa-to: listessa cagione produce listesso effetto: bisognache certamente sotto terra vi sia una striscia di zolfo daLima fino a Lisbona Non vi niente di pi probabile,diceva Candido, ma datemi per Dio un po di vino e unpo dolio. Come probabile? replica il filosofo; lacosa evidente, ed io la sostengo.

    Candido perd il lume degli occhi, e Pangloss gli recdellacqua duna fontana vicina.

    Il giorno dopo, avendo trovato qualche po di provvi-sioni con ficcarsi tramezzo alle rovine, si rinfrancarono

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  • un po di forze, quindi si posero come gli altri a lavorareper sollievo degli abitanti cherano scampati alla morte.Alcuni cittadini sovvenuti da essi gli diedero da desinarequal poteva apprestarsi in tanta sciagura. Era il pranzoveramente assai tristo, bagnando i convitati il loro panedi lacrime, ma Pangloss li consolava assicurandoli, chele cose non potevano andare altrimenti; perch, dicevaegli, tutto quel che , ottimo, imperocch se vi unvulcano a Lisbona non poteva essere altrove non essen-do possibile che le cose non sieno dove sono; perchogni cosa bene. Un omiciattolo moro famigliodellInquisizione, che gli era accanto, prese civilmentela parola, e gli disse: Al vedere il signore non credeal peccato originale; perch se ogni cosa per lo me-glio, non v dunque n caduta n castigo. Domandoumilissima scusa a vostra eccellenza, rispose anche picivilmente Pangloss, perch la caduta delluomo e lamaledizione entravano necessariamente nellottimo demondi possibili. Vossignoria non crede dunque la li-bert? riprese il famiglio. Mi scusi vostreccellenza,replic Pangloss, la libert pu sussistere, con la neces-sit assoluta, perch era necessario che noi fossimo libe-ri, perch finalmente la volont determinata...

    Pangloss era in mezzo a questo discorso, quando il fa-miglio fece un cenno al suo staffiere che lo serviva a ta-vola con del vino di Porto.

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    un po di forze, quindi si posero come gli altri a lavorareper sollievo degli abitanti cherano scampati alla morte.Alcuni cittadini sovvenuti da essi gli diedero da desinarequal poteva apprestarsi in tanta sciagura. Era il pranzoveramente assai tristo, bagnando i convitati il loro panedi lacrime, ma Pangloss li consolava assicurandoli, chele cose non potevano andare altrimenti; perch, dicevaegli, tutto quel che , ottimo, imperocch se vi unvulcano a Lisbona non poteva essere altrove non essen-do possibile che le cose non sieno dove sono; perchogni cosa bene. Un omiciattolo moro famigliodellInquisizione, che gli era accanto, prese civilmentela parola, e gli disse: Al vedere il signore non credeal peccato originale; perch se ogni cosa per lo me-glio, non v dunque n caduta n castigo. Domandoumilissima scusa a vostra eccellenza, rispose anche picivilmente Pangloss, perch la caduta delluomo e lamaledizione entravano necessariamente nellottimo demondi possibili. Vossignoria non crede dunque la li-bert? riprese il famiglio. Mi scusi vostreccellenza,replic Pangloss, la libert pu sussistere, con la neces-sit assoluta, perch era necessario che noi fossimo libe-ri, perch finalmente la volont determinata...

    Pangloss era in mezzo a questo discorso, quando il fa-miglio fece un cenno al suo staffiere che lo serviva a ta-vola con del vino di Porto.

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  • CAPITOLO VI.Come si fece un bellauto-da-f per impedire i tre-moti e come Candido fu frustato.

    Dopo il terremoto che avea distrutto tre quarti di Li-sbona, i dotti del paese non avevan trovato mezzo piefficace per impedire una total rovina, che di dare al po-polo un bellauto-da-f. Era stato deciso dallUniversitdi Coimbra che lo spettacolo di qualche persona brucia-ta a fuoco lento in gran cerimonia era un segreto infalli-bile per impedire che la terra non si scuota. Aveano inconseguenza catturato un biscaglino convinto daversposato la comare, e due portoghesi che, mangiando unpollastro, ne aveano levato il lardo; si venne poi dopopranzo alla cattura del dottor Pangloss, e di Candido suodiscepolo; di quello per aver parlato, e di questo peraver ascoltato in aria dapprovazione. Furono tutti e duecondotti separatamente in appartamenti freschissimi, nequali non sera mai infastiditi dal sole. Otto giorni dopofurono tutti rivestiti dun sambento, e vennero loroadornate le teste di mitere di carta, la mitera e il sambe-nto di Candido eran dipinte con delle fiamme allingi,e con de diavoli senza granfie e senza coda; ma i diavo-li nel sambento di Pangloss avean granfie e coda, e lefiamme eran dritte. Andarono cos vestiti a processionee sentirono un sermone assai patetico seguito da unabella musica in falso bordone; Candido fu frustato sulmessere a tempo di battuta mentre cantavano; il bisca-

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    CAPITOLO VI.Come si fece un bellauto-da-f per impedire i tre-moti e come Candido fu frustato.

    Dopo il terremoto che avea distrutto tre quarti di Li-sbona, i dotti del paese non avevan trovato mezzo piefficace per impedire una total rovina, che di dare al po-polo un bellauto-da-f. Era stato deciso dallUniversitdi Coimbra che lo spettacolo di qualche persona brucia-ta a fuoco lento in gran cerimonia era un segreto infalli-bile per impedire che la terra non si scuota. Aveano inconseguenza catturato un biscaglino convinto daversposato la comare, e due portoghesi che, mangiando unpollastro, ne aveano levato il lardo; si venne poi dopopranzo alla cattura del dottor Pangloss, e di Candido suodiscepolo; di quello per aver parlato, e di questo peraver ascoltato in aria dapprovazione. Furono tutti e duecondotti separatamente in appartamenti freschissimi, nequali non sera mai infastiditi dal sole. Otto giorni dopofurono tutti rivestiti dun sambento, e vennero loroadornate le teste di mitere di carta, la mitera e il sambe-nto di Candido eran dipinte con delle fiamme allingi,e con de diavoli senza granfie e senza coda; ma i diavo-li nel sambento di Pangloss avean granfie e coda, e lefiamme eran dritte. Andarono cos vestiti a processionee sentirono un sermone assai patetico seguito da unabella musica in falso bordone; Candido fu frustato sulmessere a tempo di battuta mentre cantavano; il bisca-

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  • glino e quei due che non avean voluto mangiar del lardofurono bruciati, e Pangloss fu appiccato, bench non siaquesto il costume. Il medesimo giorno vi fu unaltrascossa di terremoto con un fracasso spaventevole. Can-dido spaventato, confuso, smarrito, tutto insanguinato,tutto affannato dicea fra s: Se questo mondo lottimodei possibili che mai son gli altri? Se io non sono statoaltro che nerbato a posteriori, lo sono stato anche fra iBulgari; ma, o mio caro Pangloss, il massimo de filoso-fi, ho io avuto a vedervi impiccare senza chi sappiaperch! Oh mio caro anabattista, ottimo degli uomini,avevio a vedervi annegare nel porto! O Cunegonda,perla delle fanciulle, eregli dovere che avessero a spac-carvi la pancia!

    Egli se ne ritornava mal reggendosi in piedi, sermo-nizzato, ma assoluto e benedetto, quando una vecchiagli si fa innanzi, e gli dice: Fatevi animo, figliolo mio,e seguitatemi.

    CAPITOLO VII.Come una vecchia prese cura di Candido e come egli ritrova quel che volea.

    Candido non si fece animo, n punto, n poco, ma se-guit la vecchia in una casupola rovinata, dove diedeglidella pomata per strofinarsi, gli lasci da mangiare, e dabere, un letto molto pulito, e accanto al letto da rivestirsida capo a piedi. Mangiate, bevete, e dormite gli

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    glino e quei due che non avean voluto mangiar del lardofurono bruciati, e Pangloss fu appiccato, bench non siaquesto il costume. Il medesimo giorno vi fu unaltrascossa di terremoto con un fracasso spaventevole. Can-dido spaventato, confuso, smarrito, tutto insanguinato,tutto affannato dicea fra s: Se questo mondo lottimodei possibili che mai son gli altri? Se io non sono statoaltro che nerbato a posteriori, lo sono stato anche fra iBulgari; ma, o mio caro Pangloss, il massimo de filoso-fi, ho io avuto a vedervi impiccare senza chi sappiaperch! Oh mio caro anabattista, ottimo degli uomini,avevio a vedervi annegare nel porto! O Cunegonda,perla delle fanciulle, eregli dovere che avessero a spac-carvi la pancia!

    Egli se ne ritornava mal reggendosi in piedi, sermo-nizzato, ma assoluto e benedetto, quando una vecchiagli si fa innanzi, e gli dice: Fatevi animo, figliolo mio,e seguitatemi.

    CAPITOLO VII.Come una vecchia prese cura di Candido e come egli ritrova quel che volea.

    Candido non si fece animo, n punto, n poco, ma se-guit la vecchia in una casupola rovinata, dove diedeglidella pomata per strofinarsi, gli lasci da mangiare, e dabere, un letto molto pulito, e accanto al letto da rivestirsida capo a piedi. Mangiate, bevete, e dormite gli

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  • dissella, la Madonna dAntiochia, don S. Antonio diPadova, e don S. Giacomo di Galizia abbian cura di voi.Io ritorner dimattina. Candido stordito ognor pi diquel che avea veduto, di quel che aveva sofferto, e mol-to pi ancora della carit della vecchia, volle baciarle lamano.

    Eh, non la mia mano, che avete a baciare, risposela vecchia, io torner domani. strofinatevi colla pomata,mangiate e dormite.

    Candido, malgrado tante disgrazie, mangi e dorm.La mattina dopo, la vecchia gli porta da colazione, glid una rivista alla schiena, lo stropiccia con dellaltrapomata, gli porta poi da desinare; ritorna sulla sera e glireca da cena. Il posdomani fa listessa cerimonia.

    Chi siete voi? badava a dirle Candido, chi vi ha in-spirato tanta bont? quali grazie possio io rendervi?

    La buona donna non rispondeva mai nulla; ritorn lasera, e non port nulla da cena.

    Venite con me, gli dissella, e non fiatate.Se lo prende per braccio e cammina con esso per la

    campagna circa un quarto di miglio. Arrivano a un casi-no isolato, circondato di giardini e di canali. Bussa lavecchia a una porticella; si apre; conduce ella Candidoper una scaletta segreta in un gabinetto tuttoro; lo lasciasopra un canap di broccato, richiude la porta, e se ne vavia. Candido si credea di sognare, e considerava tutta lasua vita passata come un sogno funesto, o il momentopresente come un sogno dilettevole.

    La vecchia ricomparve ben tosto; sosteneva ella a fa-

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    dissella, la Madonna dAntiochia, don S. Antonio diPadova, e don S. Giacomo di Galizia abbian cura di voi.Io ritorner dimattina. Candido stordito ognor pi diquel che avea veduto, di quel che aveva sofferto, e mol-to pi ancora della carit della vecchia, volle baciarle lamano.

    Eh, non la mia mano, che avete a baciare, risposela vecchia, io torner domani. strofinatevi colla pomata,mangiate e dormite.

    Candido, malgrado tante disgrazie, mangi e dorm.La mattina dopo, la vecchia gli porta da colazione, glid una rivista alla schiena, lo stropiccia con dellaltrapomata, gli porta poi da desinare; ritorna sulla sera e glireca da cena. Il posdomani fa listessa cerimonia.

    Chi siete voi? badava a dirle Candido, chi vi ha in-spirato tanta bont? quali grazie possio io rendervi?

    La buona donna non rispondeva mai nulla; ritorn lasera, e non port nulla da cena.

    Venite con me, gli dissella, e non fiatate.Se lo prende per braccio e cammina con esso per la

    campagna circa un quarto di miglio. Arrivano a un casi-no isolato, circondato di giardini e di canali. Bussa lavecchia a una porticella; si apre; conduce ella Candidoper una scaletta segreta in un gabinetto tuttoro; lo lasciasopra un canap di broccato, richiude la porta, e se ne vavia. Candido si credea di sognare, e considerava tutta lasua vita passata come un sogno funesto, o il momentopresente come un sogno dilettevole.

    La vecchia ricomparve ben tosto; sosteneva ella a fa-

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  • tica una donna tremante, duna statura maestosa, tutta ri-lucente di gioje, e ricoperta da un velo.

    Levate quel velo, disse a Candido la vecchia.Egli si accosta, alza il velo con mano timorosa. Oh

    momento! oh sorpresa! Cred di vedere Cunegonda, eila vedeva in fatti, era ella stessa. Gli mancano le forze,non sa proferir parola, e si lascia cascare a suoi piedi; eCunegonda si abbandona sul canap, la vecchia li caricadacque odorose, finch ritornano in s e possono par-larsi. Non eran sul primo che parole interrotte, domandee risposte, che facevano a urtarsi, sospiri, lacrime e stri-da. La vecchia lor raccomanda di far meno rumore, e lilascia in libert. Come! le dice Candido, voi Cune-gonda? voi viva? Voi in Portogallo? Non vi han dunqueoltraggiata? Non vhan spaccata la pancia come miaveva assicurato Pangloss? Sibbene, dicea Cunegon-da, egli vero, ma non sempre di questi due accidenti simuore. Ma vostro padre e vostra madre son eglinostati uccisi? Pur troppo, disse Cunegonda piangendo,lo sono stati. E il vostro fratello? Ucciso ancoregli. E come siete voi in Portogallo, e come sapestechio vi fossi, e per quale strana avventura fui con-dotto in questa casa? Vi dir tutto, replic la donna,ma ditemi prima voi tutto quel che vi succeduto dopoil bacio innocente che mi deste, e le pedate che ne bu-scaste.

    Candido lobbed con un profondo rispetto, e benchfosse confuso e avesse la voce fievole e tremante, e ben-ch gli facesse anche un po male la schiena, le raccont

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    tica una donna tremante, duna statura maestosa, tutta ri-lucente di gioje, e ricoperta da un velo.

    Levate quel velo, disse a Candido la vecchia.Egli si accosta, alza il velo con mano timorosa. Oh

    momento! oh sorpresa! Cred di vedere Cunegonda, eila vedeva in fatti, era ella stessa. Gli mancano le forze,non sa proferir parola, e si lascia cascare a suoi piedi; eCunegonda si abbandona sul canap, la vecchia li caricadacque odorose, finch ritornano in s e possono par-larsi. Non eran sul primo che parole interrotte, domandee risposte, che facevano a urtarsi, sospiri, lacrime e stri-da. La vecchia lor raccomanda di far meno rumore, e lilascia in libert. Come! le dice Candido, voi Cune-gonda? voi viva? Voi in Portogallo? Non vi han dunqueoltraggiata? Non vhan spaccata la pancia come miaveva assicurato Pangloss? Sibbene, dicea Cunegon-da, egli vero, ma non sempre di questi due accidenti simuore. Ma vostro padre e vostra madre son eglinostati uccisi? Pur troppo, disse Cunegonda piangendo,lo sono stati. E il vostro fratello? Ucciso ancoregli. E come siete voi in Portogallo, e come sapestechio vi fossi, e per quale strana avventura fui con-dotto in questa casa? Vi dir tutto, replic la donna,ma ditemi prima voi tutto quel che vi succeduto dopoil bacio innocente che mi deste, e le pedate che ne bu-scaste.

    Candido lobbed con un profondo rispetto, e benchfosse confuso e avesse la voce fievole e tremante, e ben-ch gli facesse anche un po male la schiena, le raccont

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  • nella maniera pi semplice quel che egli aveva soffertodal momento della loro separazione. Cunegonda alzavagli occhi al cielo; pianse amaramente alla morte delbuon anabattista, e di Pangloss, e parl quindi in questitermini a Candido, che non ne perdeva una parola, e chela mangiava cogli occhi.

    CAPITOLO VIII.Istoria di Cunegonda.

    Ero nel mio letto e dormivo saporitamente, quandoal ciel piacque di mandare i Bulgari nel nostro bel ca-stello di Thunder-ten-tronckh; essi scannarono mio fra-tello e mio padre, e tagliaron mia madre a pezzi. Ungran bulgaro alto sei piedi, vedendo che a un tale spetta-colo avevo perduto il conoscimento, mi oltraggi; que-sto mi fece rinvenire e ripigliare i miei sensi. Gridai, midibattei, morsi, sgraffiai, volli cavar gli occhi a quel bul-garo, non sapendo che tutto quel che accadea nel castel-lo era cosa solita e duso. Quel brutale mi diede una col-tellata sul fianco sinistro, di cui porto anche il segno. Ahim, spero che me lo farete vedere, disse il sempliceCandido. Voi lo vedrete, ma andiamo avanti, disseCunegonda. Andiamo pur avanti, disse Candido.

    Ella cos riprese il filo della sua istoria: Un capitanode Bulgari entr, vide me tutta insanguinata, e il soldatoche non facea vista di muoversi. Il capitano in collerapel poco rispetto che avea per lui, quel brutale, me

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    nella maniera pi semplice quel che egli aveva soffertodal momento della loro separazione. Cunegonda alzavagli occhi al cielo; pianse amaramente alla morte delbuon anabattista, e di Pangloss, e parl quindi in questitermini a Candido, che non ne perdeva una parola, e chela mangiava cogli occhi.

    CAPITOLO VIII.Istoria di Cunegonda.

    Ero nel mio letto e dormivo saporitamente, quandoal ciel piacque di mandare i Bulgari nel nostro bel ca-stello di Thunder-ten-tronckh; essi scannarono mio fra-tello e mio padre, e tagliaron mia madre a pezzi. Ungran bulgaro alto sei piedi, vedendo che a un tale spetta-colo avevo perduto il conoscimento, mi oltraggi; que-sto mi fece rinvenire e ripigliare i miei sensi. Gridai, midibattei, morsi, sgraffiai, volli cavar gli occhi a quel bul-garo, non sapendo che tutto quel che accadea nel castel-lo era cosa solita e duso. Quel brutale mi diede una col-tellata sul fianco sinistro, di cui porto anche il segno. Ahim, spero che me lo farete vedere, disse il sempliceCandido. Voi lo vedrete, ma andiamo avanti, disseCunegonda. Andiamo pur avanti, disse Candido.

    Ella cos riprese il filo della sua istoria: Un capitanode Bulgari entr, vide me tutta insanguinata, e il soldatoche non facea vista di muoversi. Il capitano in collerapel poco rispetto che avea per lui, quel brutale, me

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  • lammazz accosto; mi fece quindi curare, e mi menprigioniera di guerra nel suo quartiere. Io glimbiancavoquelle po di camicie che aveva, io gli faceva la cucina;egli mi trovava, per dir vero, molta bellezza, ed io nolnegher chei fosse assai ben fatto; del restante niente dispirito e meno di filosofia; si vedeva bene che non erastato allevato dal dottor Pangloss.

    In capo a tre mesi, avendo perduti tutti i quattrini edessendo ristucco di me, mi vende ad un ebreo chiamatodon Issaccar, che negoziava in Olanda, e in Portogallo, ea cui piacevano estremamente le donne. Questo ebreomi si affezion moltissimo, ma non pot trionfare dellamia ritrosia. Lebreo mi condusse in questa villetta chevoi vedete. Avevo sempre creduto che il castello diThunder-ten-tronckh fosse quel che vi pu esser di pibello nel mondo, ma mi son disingannata.

    Il grandInquisitore mi vide un giorno alla messa, miadocchi lungamente, e mi fece dire che avea da parlar-mi per affari segreti. Fui condotta al suo palazzo, gliscopersi i miei natali, ed egli mi fece delle rimostranzedi quanto disconvenisse al mio rango lesser in baladun ebreo. Fece egli propor per sua parte a don Issaccardi cedermi a monsignore. Ma don Issaccar, ch il ban-chiere di Corte, e un uomo di credito, non ne volle saperniente. Linquisitore lo minacci dun auto-da-f, sicchlebreo impaurito, concluse un contratto, in virt delquale e la casa, e la mia persona appartenessero a tuttidue loro in comune; ma fecero i conti senza di me, chenon voglio alcuno.

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    lammazz accosto; mi fece quindi curare, e mi menprigioniera di guerra nel suo quartiere. Io glimbiancavoquelle po di camicie che aveva, io gli faceva la cucina;egli mi trovava, per dir vero, molta bellezza, ed io nolnegher chei fosse assai ben fatto; del restante niente dispirito e meno di filosofia; si vedeva bene che non erastato allevato dal dottor Pangloss.

    In capo a tre mesi, avendo perduti tutti i quattrini edessendo ristucco di me, mi vende ad un ebreo chiamatodon Issaccar, che negoziava in Olanda, e in Portogallo, ea cui piacevano estremamente le donne. Questo ebreomi si affezion moltissimo, ma non pot trionfare dellamia ritrosia. Lebreo mi condusse in questa villetta chevoi vedete. Avevo sempre creduto che il castello diThunder-ten-tronckh fosse quel che vi pu esser di pibello nel mondo, ma mi son disingannata.

    Il grandInquisitore mi vide un giorno alla messa, miadocchi lungamente, e mi fece dire che avea da parlar-mi per affari segreti. Fui condotta al suo palazzo, gliscopersi i miei natali, ed egli mi fece delle rimostranzedi quanto disconvenisse al mio rango lesser in baladun ebreo. Fece egli propor per sua parte a don Issaccardi cedermi a monsignore. Ma don Issaccar, ch il ban-chiere di Corte, e un uomo di credito, non ne volle saperniente. Linquisitore lo minacci dun auto-da-f, sicchlebreo impaurito, concluse un contratto, in virt delquale e la casa, e la mia persona appartenessero a tuttidue loro in comune; ma fecero i conti senza di me, chenon voglio alcuno.

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  • Finalmente per distornare il flagello de terremoti, eper impaurire don Issaccar, volle monsignor inquisitorecelebrare un auto-da-f, e mi f lonor dinvitarmici.Ebbi un buonissimo posto, e fra la messa e il suppliziosi servirono i rinfreschi alle dame. Mi raccapricciai perdir vero, a veder bruciar vivi quei due ebrei, e quel ga-lantuomo di Biscaglia, che avea sposata la comare. Maqual fu la mia sorpresa, il mio raccapriccio, la mia agita-zione, quando in sambenito e mitera vidi una figura cherassomigliava a Pangloss! Mi stropicciai gli occhi, lo ri-guardai attentamente, lo vidi impiccare, e svenni. Ritor-nata appena in me vi vidi spogliar nudo, e fu per me ilcolmo del dolore, della costernazione, della disperazio-ne, dellorrore. Alzai un grido, e fermate, dir volli, obarbari, fermate; ma la voce mancommi, e a nullaavrebbero servito le mie strida. Quando fosti stato benben frustato -come mai pu darsi, dicea fra me, chelamabil Candido, e il saggio Pangloss si trovino a Li-sbona, uno per pigliarsi cento frustate, e laltro per farsiimpiccare dordine di monsignore inquisitore mio cici-sbeo? Pangloss mi ha dunque crudelmente ingannata,con dirmi, che tutto quel che segue per lo meglio?

    Agitata, smarrita, ora fuori di me; ed ora sentendomimorir di debolezza, aveva lanima ripiena della strage dimio padre, di mia madre, e di mio fratello, di quel bir-bon di soldato bulgaro, della coltellata che mi avevadata, della mia condizione servile, del mio mestiere dicuciniera, del mio capitano, di quella brutta figura didon Issaccar, di quellabbominevole inquisitore,

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    Finalmente per distornare il flagello de terremoti, eper impaurire don Issaccar, volle monsignor inquisitorecelebrare un auto-da-f, e mi f lonor dinvitarmici.Ebbi un buonissimo posto, e fra la messa e il suppliziosi servirono i rinfreschi alle dame. Mi raccapricciai perdir vero, a veder bruciar vivi quei due ebrei, e quel ga-lantuomo di Biscaglia, che avea sposata la comare. Maqual fu la mia sorpresa, il mio raccapriccio, la mia agita-zione, quando in sambenito e mitera vidi una figura cherassomigliava a Pangloss! Mi stropicciai gli occhi, lo ri-guardai attentamente, lo vidi impiccare, e svenni. Ritor-nata appena in me vi vidi spogliar nudo, e fu per me ilcolmo del dolore, della costernazione, della disperazio-ne, dellorrore. Alzai un grido, e fermate, dir volli, obarbari, fermate; ma la voce mancommi, e a nullaavrebbero servito le mie strida. Quando fosti stato benben frustato -come mai pu darsi, dicea fra me, chelamabil Candido, e il saggio Pangloss si trovino a Li-sbona, uno per pigliarsi cento frustate, e laltro per farsiimpiccare dordine di monsignore inquisitore mio cici-sbeo? Pangloss mi ha dunque crudelmente ingannata,con dirmi, che tutto quel che segue per lo meglio?

    Agitata, smarrita, ora fuori di me; ed ora sentendomimorir di debolezza, aveva lanima ripiena della strage dimio padre, di mia madre, e di mio fratello, di quel bir-bon di soldato bulgaro, della coltellata che mi avevadata, della mia condizione servile, del mio mestiere dicuciniera, del mio capitano, di quella brutta figura didon Issaccar, di quellabbominevole inquisitore,

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  • dellimpiccatura di Pangloss di quel gran miserere infalso bordone, e sopra tutto del bacio che dato vi avevadietro un paravento quel giorno che io vi vidi per lulti-ma volta. Ringraziai il cielo che a me si riconduceva pertante prove; e mi raccomandai alla mia vecchia, perchsi prendesse cura di voi, e vi conducesse a me pi prestoche si potesse. Ella ha eseguito a maraviglia la sua com-missione, ho gustato il piacere indicibile di rivedervi, diascoltarvi, di favellarvi. Dovete avere una fame terribile,io ho un grandappetito, cominciamo a cenare.

    Eccoli tutti e due a tavola, e dopo la cena si ripongo-no a sedere, quando don Issaccar, un de padroni di casa,arriv. Questo era il giorno del sabato, ei veniva a goderde' suoi dritti, e a spiegare il suo tenero amore.

    CAPITOLO IX.Quel che successe di Cunegonda, di Candido, del GrandInquisitore e dun Ebreo.

    Questo Issaccar era unebreo il pi collerico che sifosse seduto in Israelle dopo la schiavit babilonese. Ah cagna di Galilea, dissegli, non ti basta linquisitore?Vuoi mettermi a parte anco con questo furfante?

    In questo cava fuori un lungo pugnale di cui era sem-pre provvisto, e non credendo provveduto di alcun armela sua parte avversa si avventa a Candido. Ma il nostrobravo Vesfalo che insieme collabito di tutto punto ave-va ricevuto dalla vecchia una bella spada, mette mano

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    dellimpiccatura di Pangloss di quel gran miserere infalso bordone, e sopra tutto del bacio che dato vi avevadietro un paravento quel giorno che io vi vidi per lulti-ma volta. Ringraziai il cielo che a me si riconduceva pertante prove; e mi raccomandai alla mia vecchia, perchsi prendesse cura di voi, e vi conducesse a me pi prestoche si potesse. Ella ha eseguito a maraviglia la sua com-missione, ho gustato il piacere indicibile di rivedervi, diascoltarvi, di favellarvi. Dovete avere una fame terribile,io ho un grandappetito, cominciamo a cenare.

    Eccoli tutti e due a tavola, e dopo la cena si ripongo-no a sedere, quando don Issaccar, un de padroni di casa,arriv. Questo era il giorno del sabato, ei veniva a goderde' suoi dritti, e a spiegare il suo tenero amore.

    CAPITOLO IX.Quel che successe di Cunegonda, di Candido, del GrandInquisitore e dun Ebreo.

    Questo Issaccar era unebreo il pi collerico che sifosse seduto in Israelle dopo la schiavit babilonese. Ah cagna di Galilea, dissegli, non ti basta linquisitore?Vuoi mettermi a parte anco con questo furfante?

    In questo cava fuori un lungo pugnale di cui era sem-pre provvisto, e non credendo provveduto di alcun armela sua parte avversa si avventa a Candido. Ma il nostrobravo Vesfalo che insieme collabito di tutto punto ave-va ricevuto dalla vecchia una bella spada, mette mano

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  • addirittura, e bench fosse dun assai dolce costume, di-stende morto sul terreno lisralita ai piedi di Cunegon-da..

    Santissima Vergine! grida ella, che sar di noi? Unuomo ucciso in mia casa! Se vien la giustizia siamo per-duti. Se Pangloss non fosse stato impiccato, disseCandido, ci daria qualche buon consiglio in simile estre-mit; egli era un gran filosofo. In sua mancanza consul-tiamo la vecchia.

    Questa era molto prudente, e mentre cominciava adire il suo parere, eccoti che sapre unaltra porticina.Era unora dopo mezzanotte, ed era il principio della do-menica, giorno assegnato a monsignor inquisitore. Entraegli, e vede il frustato Candido colla spada in mano, uncadavere steso per terra, Cunegonda smarrita, e la vec-chia a dar consiglio.

    Ecco quel che in tal momento si present allo spiritodi Candido, e come ei ragion: se questo santuomogrida soccorso mi far bruciare infallibilmente e potriafar listesso di Cunegonda. Ei mi ha fatto frustare senzapiet, egli mio rivale, io ho gi preso il verso a am-mazzare, e non v da esitare un momento. Questo ra-gionamento fu semplice e corto, e senza dar tempoallInquisitore di rivenire dalla sua sorpresa, lo passa daparte a parte, e lo distende accanto allebreo. Eccotila seconda di cambio, grida Cunegonda, non c pi re-missione; noi siamo scomunicati, venuta per noilultimora. Come avete potuto fare voi, che siete natocos pacifico, ad ammazzare in due minuti di tempo un

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    addirittura, e bench fosse dun assai dolce costume, di-stende morto sul terreno lisralita ai piedi di Cunegon-da..

    Santissima Vergine! grida ella, che sar di noi? Unuomo ucciso in mia casa! Se vien la giustizia siamo per-duti. Se Pangloss non fosse stato impiccato, disseCandido, ci daria qualche buon consiglio in simile estre-mit; egli era un gran filosofo. In sua mancanza consul-tiamo la vecchia.

    Questa era molto prudente, e mentre cominciava adire il suo parere, eccoti che sapre unaltra porticina.Era unora dopo mezzanotte, ed era il principio della do-menica, giorno assegnato a monsignor inquisitore. Entraegli, e vede il frustato Candido colla spada in mano, uncadavere steso per terra, Cunegonda smarrita, e la vec-chia a dar consiglio.

    Ecco quel che in tal momento si present allo spiritodi Candido, e come ei ragion: se questo santuomogrida soccorso mi far bruciare infallibilmente e potriafar listesso di Cunegonda. Ei mi ha fatto frustare senzapiet, egli mio rivale, io ho gi preso il verso a am-mazzare, e non v da esitare un momento. Questo ra-gionamento fu semplice e corto, e senza dar tempoallInquisitore di rivenire dalla sua sorpresa, lo passa daparte a parte, e lo distende accanto allebreo. Eccotila seconda di cambio, grida Cunegonda, non c pi re-missione; noi siamo scomunicati, venuta per noilultimora. Come avete potuto fare voi, che siete natocos pacifico, ad ammazzare in due minuti di tempo un

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  • prelato ed un ebreo? Ah, bella Cunegonda, risposeCandido, quando uno innamorato, geloso e frustato dalSantUffizio, esce fuori di s.

    La vecchia prese allor la parola: Vi sono, dissella,tre cavalli dAndalusia nella stalla, con tutto il lor forni-mento; Candido li metta allordine, madama ha delledoppie e delle gioje; montiamo addirittura a cavallo,benchio non possa star che sopra una parte sola, e an-diamocene a Cadice; fa il pi bel tempo del mondo, ed proprio un piacere il viaggiar col fresco della notte.

    Candido mette immediatamente la sella al cavalli;Cunegonda, la vecchia, ed esso fan trenta miglia tuttedun fiato. Mentre sallontanavano, arriva alla casa laSanta Hermandad, si sotterra monsignore in una bellis-sima chiesa, e si butta Issaccar al Campaccio.

    Candido, Cunegonda e la vecchia eran gi nella pic-cola citt dAvacna in mezzo alle montagne della Sier-ra Morena, e cos se la discorrevano in unosteria.

    CAPITOLO X.In quale indigenza Candido, Cunegonda e la vec-chia arrivarono a Cadice e del loro imbarco.

    E chi poteva dunque rubarmi le mie doppie e i miediamanti? dicea Cunegonda piangendo. Come faremo acampare? dove raccapezzare degli inquisitori, e degliebrei che