Vival - Free Magazine

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    09-Mar-2016
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Víval, il free magazinededicato al vivere bene

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    enjoy&relaxbeauty Vval, il free magazinededicato al vivere bene

    Nasce Vval il free magazine legato al primo e unico grande evento del Piemonte dedicato al vivere bene.Vval, levento omonimo, che si svolge a Pinerolo dal 27 al 29 aprile, non solo unexpo, ma unoccasione di scambio e trasmissione di conoscenze riguardo al vivere bene e un free magazine lo strumento ideale per mettere tale sapere a disposizione di tutti. Gli esperti che partecipano alla manifestazione regalano, in queste pagine, il frutto delle competenze professionali maturate, garantendo un linguaggio semplice. Tra i numerosi interventi, trovate quindi una raccolta di buone pratiche divulgate dagli esponenti delle innumerevoli tematiche legate alla salute, al benessere, alla qualit di vita e ambientale, affinch il vivere bene diventi un obiettivo realizzabile quotidianamente.Dove sono finiti i gusti di una volta? Come vivere fino 101 anni in salute e vitalit senza ricorrere a dosi massicce di medicinali? Quando il cibo diventa una medicina per corpo e spirito? Da dove iniziare per cambiare stile di vita? Queste sono solo alcune delle domande a cui ottenete risposta consultando il Vval free magazine, un sorta di manuale imperdibile per chi condivide lambizione di migliorare la propria qualit di vita. Aspirazione che la manifestazione considera alla portata di tutti.I buoni consigli contenuti riguardano sia la salute delluomo sia quella ambientale, la proposta di Vval, infatti, di considerare i due aspetti come intensamente correlati, perch una vita migliore possibile solo se alla cura di s stessi si aggiunge lattenzione per la natura. Il free magazine, ora organo ufficiale della manifestazione, ha tutte le caratteristiche per assumere vita propria e diventare, un giorno, una proposta editoriale autonoma dallevento. Un manuale che con regolarit e costanza, metter in luce le iniziative e le attivit che sul territorio pinerolese promuovono il vivere bene.Alla nascita siamo come dei bei girasoli: sani, vitali e positivi. Dovremmo rimanere cos per tutti i giorni della nostra Vita. Queste sono le parole del dr. Roy Martina, esperto di cure alternative, citate in uno degli interventi ospitati dal free magazine. Questo anche il fine della manifestazione: offrire una panoramica delle tecniche e discipline che promuovono ladozione di uno stile di vita sano e di un atteggiamento vitale e positivo.

    La Redazione

  • 2Il progetto Vval stato ideato,curato e realizzato da:

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  • 3Vval, primo festival del vivere bene

    Sedentariet e movimento, due stili di vita a confronto

    Inizia dallacqua per vivere meglio

    Prevenzione primaria naturale: curare la salute prima delle malattie!

    Cosmesi: la bellezza che si perde nella notte dei tempi

    Il cioccolato: da golosit a virt

    Ma i liquori sono ancora quelli che bevevano i nostri nonni?

    La cottura delluovo

    Pi salute con il biologico e il biodinamico

    La consapevolezza del gusto

    Poca strada, tanta salute

    C olio e olio

    Quando leconomia diventa green

    Una tecnologia antica per una mobilit sostenibile

    Green: un design che cura la tua casa

    Remo Bonetto: trash quando il riciclo diventa contemporaneo art

    Amarsi per stare bene e... vivere bene

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    Vval freemagsupplemento alla testata web caprilli.comReg. Tribunale di Pinerolo n. 05/06 del 21/11/2006Direttore responsabile: Mauro DeidierRedazione, progetto grafico e impaginazione: Studio Erica

  • 4 VVAL,PRIMO FESTIVALDEL VIVERE BENE

    La manifestazione , che si svolge al Palared di Pinerolo dal 27 al 29 aprile, presenta le innumerevoli sfaccettature del

    concetto di vivere bene - info: www.vivalfestival.it

    Vivere oggi vuol dire vivere bene ed essere vitali. Vval vuole essere punto di partenza e guida per tutti quelli che vogliono realizzare la ricerca del benes-sere a livello fisico, psichico, sociale e ambientale, per ampliare i confini dei nostri modelli di vita e migliorarne la qualit. Si tratta del primo e unico even-to in Piemonte dedicato al tema del vi-vere bene.La manifestazione, che si svolge al Pala-red di Pinerolo dal 27 al 29 aprile, pre-senta le innumerevoli sfaccettature del concetto di vivere bene. Comune di Pinerolo, Provincia di Torino, CCIAA, CNA, CNA-Com, Pro Loco, Coldiretti To, Museo del Gusto, hanno riconosciu-to e sostengono la validit del progetto. Benessere e qualit sono valori che coinvolgono tutti gli aspetti del quoti-diano. Aspetti che a Vval sono suddivisi in cinque settori tematici.

    WELLNESS prevenzione, discipline tradizionali, oli-stiche e alternative, centri benessere, trattamenti curativi.

    BEAUTY cosmesi naturale, trattamenti estetici specici, soggiorni nelle Spa.

    FOODIE cibi biologici, certicati e naturali, trac-ciabilit e liera corta, qualit dei pro-

    dotti ed esigenza di una corretta ali-mentazione.

    GREEN ECONOMY energie rinnovabili ed alternative, bioe-dilizia, mobilit ibrida ed elettrica, isola-mento termoacustico e sistemi pulizia.

    ENJOY & RELAX arredi casa e giardino, sistemi riposo, eco-turismo, sport, attivit ricreative, editoria specializzata di settore, abbi-gliamento naturale per un benessere completo e totale.

    Sono circa settanta gli espositori che partecipano alla manifestazione appro-fondendo i settori tematici.

    Vval culturaAl primo e al secondo piano del Pala-red sono allestite due sale congressi (Sala blu e Sala rossa) dove si alternano numerosi relatori ed esperti, anche di fama internazionale.Ecco solo alcuni dei titoli degli inter-venti in programma che riguarderanno tutte le tematiche trattate dal festival. BIOMASSE. Riscaldarsi con legna, pellet e cippato, Evoluzioni del So-lare Termico, Lalimentazione giusta per tuo figlio: curiosit e consigli per una buona crescita, Il Parco Nazio-nale Gran Paradiso, un grande proget-

  • 5to tra conservazione e sviluppo, Co-municare con efficacia e creativit nel lavoro e nella vita , Sedentariet e movimento, due stili di vita a confron-to, Salvaguardia delle fonti idriche -subirrigazione e pivot.

    A suggellare la qualit delle propo-ste culturali preposto un comitato scientico composto dalla dott.ssa Gigliola Braga (nutrizionista), dallarch. Flavio Pollano (architetto e paesaggi-sta), dal dott. Franco Chialva (chimico ed esperto di erbe), Ezio Giaj diretto-re del Museo del Gusto di Frossasco e dal sig. Chiabrando (imprenditore agricolo).

    Vval intrattenimento per tutta la famigliaNon mancano momenti di intratteni-mento serale con un coro gospel e un gruppo di musica leggera.La tre giorni offre spazi creativi adat-ti ad adulti e bambini per scoprire in modo pratico e creativo che riciclare pu essere semplice e divertente.Nella giornata di sabato viene offerta ai pi piccoli una merenda golosa in compagnia di Paolo Mottura, uno dei pi importanti tra gli illustratori e fu-mettisti italiani.Allesterno del Palared, inoltre, sabato e domenica i bambini potranno gioca-re con i gonfiabili.

    Vval e il territorioIl weekend anima, non solo il Palared, ma anche Pinerolo. stata attivata uniniziativa di incoming, in collabo-razione con unagenzia di viaggi, per coinvolgere il turismo di prossimit e non solo.Sono innumerevoli i buoni motivi per visitare Pinerolo durante la tre giorni, uno fra tutti lallestimento nella centra-lissima Piazza del Duomo della mostra fotografica Pinerolo passato e pre-sente a cura di Remo Caffaro.

    Dalla citt possibile raggiungere il Palared utilizzando i mezzi pubblici: i bus Sadem prevedono una fermata proprio accanto alla struttura, oppure il servizio di auto condivise (carpooling) realizzato in collaborazione con il por-tale carpooling.it.

    Il biglietto intero per lingresso al festi-val costa 5 euro, ma per i bambini no a 10 anni e per adulti oltre i 60 anni il biglietto gratuito.Lingresso gratuito anche per chi pre-senta alla cassa lapposito buono che si pu stampare, scaricandolo dal sito www.vivalfestival.it.

    Orario:venerd 27 aprile 15.00-23.00sabato 28 aprile 10.00-22.00domenica 29 aprile 10.00-21.00

  • Siamo in unera in cui tutto deve av-venire nel pi breve tempo possibile: le nostre giornate sono cos piene di impegni che non abbiamo pi tem-po di pensare a noi stessi, c sempre qualcosa di pi importante da fare... Se poi, in cerca di aiuto, ci affidiamo ai mass media e ai loro slogan ideati per farci guadagnare tempo le cose peggiorano ulteriormente, perch lil-lusione del tutto e subito, semplifi-ca ogni cosa rendendola immediata e raggiungibile! Tutto diventa pi facile: bastano dieci minuti per avere glutei sodi, addome piatto, pettorali da urlo, dimagrimento veloce, correzione po-sturale, riduzione del dolore, utilizzan-do semplicemente scarpe basculanti, pedane vibranti, attrezzi fai da te, creme tonificanti o pillole dimagranti.

    Un miraggio, che rimane tale, rischian-do di divenire anche dannoso, se non abbinato ad un protocollo di lavoro

    personalizzato e seguito da professio-nisti del movimento. Un miraggio sup-portato, purtroppo, dalla mancanza della cultura motoria, dal sempre pi incalzante stile di vita sedentario a di-scapito di uno stile di vita motorio.

    Proviamo a pensare alla giornata tipo della maggior parte di noi: si fa cola-zione da seduti, si va a lavorare in mac-china, in autobus o in treno, si trascor-rono molte ore seduti in ufficio davanti al pc e ci si rilassa davanti alla tv seduti in poltrona o sdraiati sul sofa. evi-dente che il protagonista indiscusso delle nostre abitudini la sedentariet anche se la sensazione quella di aver trascorso una giornata stressante dal punto di vista psicologico o emotivo. In realt, il nostro corpo ha sostenuto la stessa postura per un tempo troppo lungo, il che non fa che danneggiare un sistema complesso come il corpo umano, nato per essere utilizzato il pi possibile in tutte le sue funzioni: le stesse che abbiamo il diritto di usare e mantenere per tutta la vita. Siamo nati per muoverci, camminare, correre, saltare, senza limiti di et. Se di fron-te ai primi acciacchi ci fermiamo a riflettere su quali funzioni del nostro corpo sono rimaste inibite nel tempo

    SEDENTARIET E MOVIMENTO,

    DUE STILI DI VITAA CONFRONTO

    il protagonista indiscusso delle nostre abitudini la sedentariet

    Siamo nati permuoverci, camminare,

    correre, saltare,senza limiti di et.

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  • da uno scarso utilizzo, facile intuire quanto poco abbiamo fatto per evitar-lo: funzioni che erano parte del nostro potenziale e che sono rimaste soffoca-te da qualche ingombrante abitudine o sedentariet trasformandosi cos in patologie, a volte dolorose.

    Non di sicuro una pedana vibrante o una scarpa speciale a farci sentirci in forma, tornare agili e in piena libert di movimento. solo seguendo con determinazione e costanza unattivit fisica che alleni tutte le qualit motorie (forza, resistenza, flessibilit, mobilit articolare e coordinazione motoria), che possiamo raggiungere i nostri obiettivi. Se si riuscisse ad iniziare tut-to ci prima che la nostra salute venga compromessa, i vantaggi sarebbero molteplici, migliorando la qualit del-la nostra vita, non solo da un punto di vista strettamente fisico ma anche di benessere psicofisico. Le diverse pato-logie muscolo-scheletriche, come lom-balgie, periartriti, artrosi, traumi, rottu-re o lesioni legamentose, sono spesso la conseguenza di disfunzioni di movi-mento, di rigidit e tensioni muscolari, causati da posture scorrette e dal mal utilizzo del nostro corpo.

    ATTIVIT FISICA: UNA TERAPIA PER IL BUON UMORE

    Lattivit fisica, oltre a garantire lefficien-za della macchina umana indispensabile in tutte le et per mantenere uno stato di salute generale e prevenire i danni dovu-ti a molte malattie contemporanee, pu essere benefica per sviluppare le funzioni cognitive in et evolutiva ed adulta e per costituire una protezione a lungo termine contro i problemi legati allet durante la vecchiaia; lattivit motoria collega-ta ad una migliore salute e allefficacia delle funzioni cerebrali per tutto il corso della vita (Hillman C. 2006). Numerosi studi, infatti, sottolineano come accanto allaumento di benessere fisico vi sia an-che quello legato al benessere mentale e psicologico. risaputo, infatti, che du-rante un allenamento si producono, gra-zie al nostro sistema endocrino, sostanze come endorfine e serotonina, chiamati anche ormoni della serenit e del buon umore, in grado di migliorare la capacit di gestire lo stress e di prendere decisio-ni, nonch di potenziare la memoria a breve termine, ridurre lansia e gli sbalzi dumore, contribuendo a regolarizzare il sonno e ad affrontare stati depressivi.

    Dott.ssa Sandra ZoppiLaureata in Scienze Motorie, Chinesiologa

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  • Una cosa per lho imparata da tutta questa vicenda, no, anzi, due. La prima che i medici sanno parlare per non sanno ascoltare, e ora sono circondato da tutte le medicine inutili che ho preso nel corso di un anno. La seconda cosa che la mattina, prima della colazione, fa bene bere un bicchier dacqua. Mi han-no detto che fa bene ai reni, mi sembra, o a qualcosaltro. Insomma, fa bene. Al-lora, per piacere, un latte macchiato e un cornetto, grazie. E anche un bicchie-re dacqua. Grazie. Con questa rifles-sione, un po esasperata, Nanni Moretti conclude Caro Diario, forse uno dei film pi apprezzati del regista italiano che racconta le infinite peripezie sanita-rie di un malato. Se esagerato considerare lacqua come panacea di tutti i mali realistico considerarla come componente essen-ziale di unalimentazione corretta. Bere sufficientemente, infatti, uno dei pri-mi doveri di chi vuole vivere in modo sano ed equilibrato. Ma perch lacqua cos importante? lelemento fonda-mentale dellambiente che ci circonda: copre oltre il 70% della superficie della terra. Allincirca nella stessa percentua-le compone anche il corpo umano. Con let la quantit di acqua di cui dispone il nostro organismo diminuisce progres-

    sivamente dal 75% ca. del bambino pic-colo a circa il 50% nella terza et.Se tutti sanno ormai che per stare bene necessario bere allincirca due litri di acqua al giorno e che il bisogno di in-gerire i liquidi ancora pi impellente di quello di cibarsi - si pu resistere qualche settimana senza mangiare, ma pochi giorni senza acqua - pochi san-no, invece, che uno degli organi per cui fondamentale un giusto grado di idratazione il cervello. La disidra-tazione compromette, infatti, anche le prestazioni cognitive: sono numerosi e recenti gli studi che dimostrano come bere acqua permetta di mantenere lat-tenzione e faciliti la memorizzazione.

    Gli effetti negativi dellingerire pochi liquidi, rappresentano un problema soprattutto per giovani e bambini che, se non bevono abbastanza, vendono ridotti i tempi di reazione, lefficienza aritmetica e le capacit viso-motorie.

    INIZIADALLACQUA PER VIVERE MEGLIO

    per stare bene necessario bere nel modo giusto: a piccoli sorsi e in pi riprese; bere correttamente

    diminuisce le probabilit di subire un infarto

    Con let la quantit di acqua di cui dispone il nostro organismo

    diminuisce fino al 50%.

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    Inoltre, alcuni studi testimoniamo come una disidratazione del 2% del peso cor-poreo comporta una diminuzione signi-ficativa della memoria a breve e a lungo termine e dei tempi di reazione ad uno stimolo. Per recuperare al pieno tali fa-colt, basta poco: sufficiente, infatti, un bicchiere dacqua o due.Ricordarsi di bere durante la giornata, quindi, fondamentale gi in giovane et, ma ancora pi importante con il passare degli anni, per gli anziani lo sti-molo della sete, che segnala quando necessario abbeverarsi, sempre meno efficiente. Quali sono i momenti della giornata in cui consigliabile bere? Innanzitutto quando si avverte lo stimolo della sete, ma bene iniziare gi dal mattino ap-pena svegli, un bicchiere infatti stimola la peristalsi intestinale ed utile contro la stipsi. Non bisogna eccedere nel con-sumo di acqua durante i pasti al fine di non diluire troppo i succhi gastrici che permettono la digestione. Piuttosto, per chi desidera perdere peso, con-sigliabile bere a stomaco vuoto, prima dei pasti, in modo da ridurre il senso di appetito.Per stare bene non sufficiente bere, necessario farlo nel modo giusto: a pic-coli sorsi e in pi riprese, il liquido deve essere a temperatura ambiente poich ingerire acqua troppo fredda pu pro-vocare congestioni.

    Perch preferire semplicemente lacqua piuttosto delle bevande? Innanzitutto perch fa bene al cuore: alcuni studi dimostrano che bere correttamente di-minuisce le probabilit di subire un in-farto. Inoltre, lacqua fonte di energia: la disidratazione infatti provoca fatica e stanchezza muscolare. Oltre a ci, inge-rire una giusta quantit del liquido per-mette al corpo di eliminare le tossine, un effetto tangibile di tale processo il miglioramento dellaspetto della pelle. Infine, lacqua non ha grassi, n calorie, mentre le bevande gasate, ma anche i

    succhi di frutta e gli alcolici, sono fonti di calorie. Come capire se si beve abbastanza? semplice, basta tenere docchio le min-zioni, lurina, infatti, deve risultare limpida.

    Se ricordarsi di bere appena svegli pu essere pi semplice, non dimenticare di bere durante il giorno, soprattutto se alle prese con il lavoro o lattivit sportiva, pu essere invece difficile, ma tuttavia ancor pi importante. Un strategia pu essere quella di tenere sempre a portata di mano una bottiglietta dacqua.Alla luce di tutte queste propriet, ma lungi dallessere sostitutiva dei medi-cinali, lacqua pu evitare tanti piccoli disturbi e consentirci di vivere meglio.

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  • Alla nascita siamo come dei bei gira-soli: sani, vitali e positivi. Dovremmo ri-manere cos per tutti i giorni della nostra Vita. (Dr. Roy Martina)

    Chi acquisterebbe una macchina nuova, con molti sacrifici, senza poi far fare la re-golare manutenzione?Quante persone andrebbero dal mecca-nico soltanto nel momento in cui vedo-no del fumo scuro uscire dal motore?Ebbene, non facendo prevenzione pri-maria, alcune persone trattano proprio in questo modo la propria Salute!

    Se per esempio, abitassimo su unisola che non avesse nessun ospedale o dot-tore, ne alcun tipo di medicinale, .sa-

    remmo cos tranquilli nel mangiare come mangiamo ora? Nellavere le abitudini e lo stile di vita che abbiamo ora?Eppure sappiamo bene che la Salute una sola, e che i farmaci spesso non fan-no miracoli e che possono al massimo cercare contenere i danni frutto di scelte sbagliate e poi ripetute per anni. Vi siete mai chiesti perch, nonostante i grandi progressi della medicina, cos tanti strumenti di diagnosi, cos tanti nuovi farmaci, la salute delle persone in generale sia sempre peggiore? Come mai gli ospedali sono sempre pi pieni di persone bisognose di cure? Gran par-te del problema legato alla mancanza o alla scarsit di prevenzione primaria nella nostra vita quotidiana.Cosa intendiamo precisamente per pre-venzione primaria? Innanzi tutto, quel-le azioni pratiche volte a conservar e a migliorare la salute. Questo si pu fare attraverso abitudini e stili di vita sani pra-ticati ogni giorno. Al contrario, anche piccole abitudini mal-sane, dal punto di vista alimentare, posturale, emozionale,

    PREVENZIONEPRIMARIA NATURALE:CURARE LA SALUTE

    PRIMA DELLEMALATTIE!

    a cura dellAssociazione Nazionaleper la diffusione della prevenzione primaria

    ONLUS, sede di Pinerolo.

    Fare prevenzione significa cambiare la nostra mentalit e praticare un sano stile di

    vita ogni giorno.

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  • ci potrebbero portare nella direzione opposta, cio verso la malattia.Per questo motivo, Ippocrate disse che: Le malattie non ci cadono addosso dal cielo, ma si sviluppano a causa dei nostri errori quotidiani contro la Natura, dal-la loro ripetizione nascono tutti i nostri mali.Condividete? In questo caso quindi, fare prevenzione significa fare un cambia-mento significativo della nostra menta-lit riguardo la salute: invece di fuggire dalle malattie, sperando in modo quasi fatalistico che non ci venga nessuna malattia brutta, cominciare ad anda-re verso la Salute, facendo delle azioni quotidiane mirate e con consapevolezza a favore di una buona salute.Dobbiamo quindi anche disabituarci alla sensazione di mal-essere quotidiano, ed abituarci ad usare strumenti efficaci per aumentare giorno per giorno il no-stro ben-essere.LA.N.P.P.N. Onlus, (acronimo di: Asso-ciazione Nazionale per la diffusione della Prevenzione Primaria fatta in modo Na-turale), si impegna da oltre 15 anni a dif-fondere la cultura della prevenzione pri-maria imparando a fare azioni semplici, economiche e adatte a tutti. Associan-dosi allANPPN si sostiene la diffusione della prevenzione primaria e si costan-temente informati sulle novit in campo di prevenzione. La tessera associativa dellANPPN costa 16 euro e permette di ricevere una copia del Libro della Pre-venzione in omaggio, un pratico libro di oltre 100 pagine interamente dedica-to alla prevenzione primaria pratica. Vi incoraggiamo personalmente a iscri-vervi allANPPN onlus e fare cos, un primo ed importante passo in pi verso la Vostra Salute. Inizieremo in questo modo a curare la Salute, invece e pri-ma delle malattie!Se volete conoscerci di persona, e sco-prire alcune di questi strumenti pratici di prevenzione, ci sar loccasione a fine Aprile, parch saremo presenti alla fiera della Salute VVAL di Pinerolo, sabato 28

    aprile alle 17,45 e terremo la conferenza dal tema: Come vivere fino 101 anni in piena salute e vitalit con la preven-zione primaria. Lingresso a pagamento, ma potete contattarci per avere dei biglietti di en-trata gratuita.

    Per informazioni:segreteria ANPPN tel. 0121.013.011www.anppn.itoppurewww.prevenzioneprimaria.it

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  • La bellezza il sintomo pi tangibile di uno stile di vita sano. Rappresen-ta per anche il punto di arrivo di una cura quotidiana e sistematica del pro-prio del proprio corpo e i trattamenti cosmetici costituiscono proprio lanello di congiunzione tra salute e bellezza. La cosmesi, infatti, considerata unarte e una tecnica che permette di conserva-re la freschezza e la bellezza del corpo. Pi che pratica artistica, la cosmesi di-ventata una scienza. Sono diffusi ormai i corsi universitari in tema di Scienza e Tecnologia dei Prodotti Cosmetici che formano esperti nel settore.Oggi i cosmetici vengono considerati una categoria di prodotti di largo consu-mo e di ampia diffusione. Sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana e il loro utilizzo legato a comportamenti abituali poich rispondono ad unesi-genza universale e radicata nel tempo: il bisogno di migliorare il proprio corpo attraverso interventi che possono esse-re anche temporali. Per capire limpor-tanza di tali prodotti basta ripercorre brevemente alcune tappe della storia

    della cosmesi. La prima prova archeolo-gica delluso dei cosmetici risale allAn-tico Egitto: dallanalisi di alcuni flaconi ritrovati allinterno delle tombe si sco-perto che tali popolazioni utilizzavamo composti chimici a base di piombo e olio doliva. E provato, inoltre, che era-no in uso anche essenze profumate ed era diffusa labitudine a truccare gli oc-chi.

    Alcune ricerche fanno risalire la nascita della cosmesi invece allalba dei tempi: alle figure umane, con viso e corpo di-pinti, individuati nelle pitture rupestri. Anche tra gli Antichi Greci erano diffu-se pratiche cosmetiche. Si racconta che le donne donne greche usavano fare al mattino un bagno alla lavanda, per poi dedicarsi al massaggio con oli.

    COSMESI:LA BELLEZZA CHE SI PERDE NELLA

    NOTTE DEI TEMPIlarcheologia della cosmesi si pu far risalire

    fino alle figure umane, con viso e corpo dipinti, individuate nelle pitture rupestri

    La cosmesi soddisfa unesigenza universale: il bisogno di migliorare il

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    La nascita della necessit di abbellire il proprio corpo, anche attraverso sempli-ci pratiche come la manipolazione, la decorazione e la profumazione, si per-de quindi nella notte dei tempi.Anche oggi dei cosmetici non possia-mo pi fare a meno, ce ne rendiamo conto solo se proviamo ad immaginare con quali prodotti ci laviamo le mani, i capelli, facciamo la doccia Questi prodotti sono preparazioni da distinguere con chiarezza dai medici-nali. consigliabile utilizzare cosmetici il pi possibili naturali, magari inspirandosi alle antiche pratiche diffuse tra i nostri antenati. essenziale, inoltre, scegliere prodotti che oltre a produrre effetti estetici ab-biano propriet anche protettive per il nostro corpo. Un mix di salute e esteti-ca ormai diffuso sul mercato dei cosme-tici.

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    I prodotti cosmetici che utilizziamo ogni giorno sono composti da una quantit di sostanze spesso a noi ignote. Additi-vi, emulsionanti, conservanti, tensioatti-vi sono classificazioni che raggruppano sostanze con azioni spesso aggressive o che hanno un impatto ambientale rilevante. Alcune delle sostanze chimi-che presenti nei cosmetici, infatti, sono derivate in parte dal petrolio e pos-sono provocare fenomeni allergici, di irritazione o sensibilizzazione, o avere influenze negative sullidratazione cuta-nea; tant che sono sempre pi diffusi i prodotti ipoallergenici.Ma qui si apre unaltra questione spi-nosa, di tipo animalista (che non pos-siamo approfondire in questo spazio): i cosmetici infatti vengono testati sugli animali.

    Non dimentichiamoci che la pelle , a tutti gli effetti, un organo vero e pro-prio, e uno dei pi estesi (mediamente misura 2 metri quadrati). Essa protegge il nostro corpo facendo da barriera agli agenti esterni con vari meccanismi di di-fesa (pensiamo al sudore o alla melani-na che ci fa abbronzare proteggendoci dai raggi ultravioletti del sole), respira, espelle scorie e tossine, regola la tem-peratura interna del corpo, ci permette di sentire il mondo esterno (sensazio-ni tattili) e di avvertirci dei pericoli trami-te i suoi dispositivi di allarme (dolore, troppo caldo, troppo freddo). Le cellule della pelle si rinnovano ogni giorno e questo fa s che nel periodo di meno di un mese cambiamo pelle, ovvero che il suo strato superficiale viene comple-tamente rinnovato. Inoltre la funzione del famoso PH dermico (compreso tra 4.5 e 5.5) quella di mantenere un am-biente acido che ha una naturale azio-ne antibatterica, antivirale e antibiotica. Vista la sua importanza naturale che i trattamenti cosmetici devono agire su di essa con la massima cautela.Tra i semplici consigli c, innanzitut-to, quello di leggere letichetta. Fin

    dal 1997 c lobbligo di elencare gli ingredienti secondo la loro quantit in percentuale, dalla pi alta a quella pi bassa. Gli ingredienti di origine vegeta-le pura sono indicati con il loro nome latino, mentre quelli che hanno subito un processo chimico riportano un nome inglese. Spesso i nomi sono incom-prensibili, ma per questo ci possiamo rivolgere ad internet: ci sono online biodizionari che ci possono aiutare a chiarire la loro identit. Infine attenti alla scadenza! Anche i cosmetici hanno un termine che viene indicato per legge sulla confezione.

    A questo punto la domanda sorge spontanea: chi o cosa ci garantisce che un determinato prodotto sia rispettoso della nostra pelle e dellambiente?Come in molti altri ambiti anche la nuo-va cosmesi si sta orientando verso la BioEcoCosmesi, e per sapere se ci che stiamo usando veramente bio possiamo, se non altro, utilizzare un approccio critico quando stiamo per comprare un prodotto. E poi farne un uso consapevole, nella giusta quantit (spesso la met dei prodotti cosmetici presenti in bagno non ci serve).No agli Ogm, no al trattamento con sostanze chimiche derivate dal petro-lio, s allagricoltura biologica: queste sono alcune delle nuove regole e delle richieste arrivate dai consumatori re-sponsabili. Allergie, malattie della pel-le che colpiscono sempre pi persone, ma anche gli allarmi sullinquinamento ambientale, una pi diffusa consape-volezza sui comportamenti e i consu-mi ecosostenibili hanno permesso lo sviluppo di aziende e prodotti attenti a queste problematiche.Chi compra sempre pi attento e vuo-le sapere se nei prodotti siano realmen-te presenti ingredienti naturali, non trattati con determinate sostanze, ecocompatibili. In Italia chi si occupa di vigilare sulla genuinit di questi nuovi prodotti lIcea, Istituto per la

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  • Il cioccolato, questa golosit capace di inebriare il gusto e la mente di moltissi-me persone, ha sempre suscitato enor-me interesse in tutte le civilt ed epoche da quando diventato disponibile in tutto il mondo. un dolce ammantato dallalone di trasgressione dei tipici pec-cati gola e costituisce il desiderio ago-gnato di chi sostiene di non poterne fare a meno. Vediamo allora di conoscere dal punto di vista nutrizionale cos questa famo-sa miscela di pasta di cacao, zucchero e burro di cacao chiamata trionfalmente il cibo degli dei per le piacevoli sensazioni che evoca in coloro che ne apprezzano il gusto. I tipi bianco, al latte e fondente differi-scono per composizione, ma non so-stanzialmente per la quota di proteine, grassi e carboidrati. Poich questi ultimi sono costituiti da zuccheri, necessaria una certa cautela nelluso, anche se il cioccolato innalza gradatamente la gli-cemia (gli zuccheri nel sangue) e quindi, sotto questo aspetto, migliore di altri dolci. Tuttavia questa caratteristica varia in base al tipo: pi favorevole il fon-dente rispetto al cioccolato al latte, ma anche tra i fondenti ci sono differenze perch limpatto glicemico si abbassa proporzionalmente allaumentare del

    cacao e al diminuire degli zuccheri. I grassi sono abbondanti, ma bench siano soprattutto saturi, hanno un bas-so potere aterogeno essendo costituiti prevalentemente da acidi grassi come lo stearico che viene subito convertito dal fegato nellinnocuo acido oleico dallef-fetto neutro sul colesterolo ematico.Il cioccolato con cacao minimo al 70% un alimento molto particolare per il suo potente potere antiossidante che infat-ti lo colloca nei primissimi posti nella scala ORAC utilizzata per indicare que-sta caratteristica nei cibi: nel cioccolato aumenta progressivamente al crescere del cacao. Ci dipende dalla presenza proprio nel cacao dei preziosi polife-noli che alcuni studi hanno dimostrato essere particolarmente cardioprotettivi.

    Essi sono presenti anche nel cioccolato al latte dove per non producono gli stessi effetti positivi, probabilmente pro-prio per la presenza del latte che sembra

    IL CIOCCOLATO:DA GOLOSIT

    A VIRTconosciamo dal punto di vista nutrizionale cos questa miscela di pasta di cacao, zucchero e burro di cacao chiamata trionfalmente il cibo degli dei

    Il cioccolato con cacao minimo al 70% ha un potente potere

    antiossidante.

    food

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  • disattivarli. Pare che la stessa inibizione avvenga quando assieme al cioccolato fondente si beve del latte. I livelli di serotonina (il neurotrasmetti-tore del benessere) e di endorfine (gli ormoni che stimolano il sonno, diminui-scono le sensazioni dolorose e aumenta-no il senso di felicit) vengono innalzati dal cioccolato fondente. Ma attenzione: se alcune di queste sostanze stimolano il buon umore, sono anche psicoattive come la caffeina e quindi possono indur-re dipendenza e, soprattutto nei bambi-ni, uneccessiva eccitazione.

    Per concludere, il cioccolato sembra es-sere sotto tutti gli aspetti il miglior dolce da utilizzare, senza comunque eccede-re nelle quantit. Anzi, un pezzetto di cioccolato il pi possibile fondente po-trebbe essere assaporato senza sensi di colpa, addirittura con la consapevolezza che si stanno assumendo sostanze utili allorganismo. Non necessario forzare il proprio gusto per utilizzare quelli pi amari, ma si pu raggiungere un piace-vole compromesso.

    Dott.ssa Gigliola BragaNutrizionista

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  • No, nel corso degli anni sono mutate tan-te situazioni per cui oggi sarebbe pratica-mente impossibile riprodurre esattamente il profumo e il gusto originario degli amari e dei liquori che troviamo abitualmente in casa o al bar. Cosa cambiato? Verrebbe da dire che, come cambiato il mondo, anche il mondo dei liquori ha subito la stessa sorte.La ricetta il totemdi tutti i prodotti pi o meno storici a cui le aziende, almeno uffi-cialmente, si ispirano e si inchinano e che, per antonomasia, deve essere segreta, tramandata per generazioni, gelosa-mente custodita nonch carpita avven-turosamente a manoscritti e incunaboli di frati, monasteri, speziali, dispensatrice di salute, o almeno di piacere e benessere.La ricetta dovrebbe essere la pi felice-mente e facilmente conservata, tuttavia anche per costei il tempo pu aver riserva-to non poche sorprese legate sia alle ma-terie prime che alle dosi.In origine tutte le materie prime impiegate per laromatizzazione dei liquori erano na-turali per il solo fatto che, allepoca, i chimi-ci non avevano ancora inventato gli aromi natural identici o gli artificiali e pertanto la sola fonte disponibile era quella messa a disposizione dalla prodiga madre natura.

    Poi giunsero loro e iniziarono a cercare di copiare in laboratorio quanto madre natu-ra produceva nelle cellule e cos la vaniglia divenne vanillina, il caff caffeina, la china chinino, i chiodi di garofano eugenolo, la menta mentolo, il limone limonene, lanice stellato anetolo e via discorrendo fino a in-ventare nuovi profumi e nuovi sapori. Oc-casione troppo ghiotta per taluni, fortuna-tamente pochi, di disfarsi per sempre della rara e costosa vaniglia, dell anice stellato e dei chiodi di garofano dal reperimento incerto e della lontana chinaInfine, a complicare le cose, concorre an-che la Legge. Il Regolamento comunitario, che detta legge a tutti gli Stati membri dellUnione Europea, impone precisi limiti a un certo numero di sostanze provenienti dagli aromi e da altri ingredienti alimentari aventi propriet aromatizzanti e presenti nei prodotti alimentari finiti in cui sono stati impiegati aromi. Ecco allora la inconsape-vole sacra ricetta, colpevole di contenere una o pi di queste sostanze presenti negli ingredienti, peraltro sconosciute allepo-ca della sua nascita, vilipesa a fin di bene, adattarsi al nuovo e fare di necessit virt sempre con limperativo incombente: che il consumatore non se ne accorga. E cos ha inizio la forzosa cura dimagrante per la-

    MA I LIQUORI SONO ANCORA QUELLI CHE BEVEVANO I NOSTRI

    NONNI?Ricetta originale dellOttocento quante volte abbiamo visto in bella evidenza questa dicitura sulle etichette di vini

    aromatizzati, liquori e amari, cos, ignari, ci illudiamo di tornare indietro neltempo sorseggiando con devota attenzione. Ma le

    cose stanno veramente cos?

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    food

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  • garico e il calamo, gli assenzi e il quassio, il sassafrasso e la fava tonka. Ma allora, per-ch continuare a mantenere nella ricetta lintrovabile violetta dal tenue profumo e dallancor pi tenue gusto o la rara achillea moscata? Via, via, alleggeriamo ma che il consumatore non se ne accorga!Lalcol, dopo lacqua, il liquido pi ab-bondante che troviamo nella nostra botti-glia di liquore e anche questo essenziale ingrediente non rimasto immune dallo scorrere del tempo.Lepoca durante la quale lalcol era alcol da , fosse questo da cereali, melasso, vino, frutta o tuberi, possiamo dire che finita negli anni 80; da allora lalcol com-piutamente diventato buon gusto e il merito - per i liquori un merito- tutto da ascrivere al diffondersi, nelle distillerie di alcol, della tecnica di idroselezione. Tale tecnica ha livellato verso lalto la qualit organolettica degli alcoli di diversa origi-ne per cui ora riconoscere un cereali da un melasso o frutta compito arduo anche per nasi e palati addestrati. Il risul-tato di tale innovazione, che ha coinvolto tutti i prodotti del mercato, si tradotto, a parit di grado alcolico, in liquori meno ar-denti, meno aggressivi in gola, pi morbidi e caldi o, semplicemente, pi piacevoli per il consumatore.Altra caratteristica legata allalcol a scapi-to della ricetta originale, che accomuna praticamente tutti i prodotti presenti sul mercato, la riduzione di grado attuata nel tempo. Sono pochissimi i prodotti so-pravvissuti a questa epidemia di salutismo forzato e, per il sempre valido imperativo di cui sopra, tale pratica deve essere lenta, strisciante e implacabile. Per rendersi con-to dellimpatto di tale prassi sufficiente confrontare i dati che Guido Cremonini riportava sulla gradazione alcolica dei li-quori nel 1986, anno di pubblicazione del suo libro Il Liquore, e fare ora un giro tra gli scaffali: commovente. Con il tacito intento giustificativo del bene della nostra salute - troppe calorie nella dieta - per adeguare il prodotto ai nuovi stili di vita - mordi e fug-gi - per poter convivere con letilometro e

    il palloncino ecc., ogni occasione buona per una riduzione di grado fatta sempre e solo per la tutela e il benessere del Con-sumatore sovrano. Che poi la cosa trascini con s una riduzione sensibile del carico fi-scale e dei costi di produzione, beh, questi sono effetti collaterali coi quali si convivr a lungo in seguito.Per quanto concerne la tecnologia, si deve sottolineare che anche le tecniche di pro-duzione degli aromi e dei liquori sono cambiate. Una volta il tempo poteva ben figurare tra i fattori di produzione: appron-tata la ricetta, si lasciava lavorare il tempo; tempo che serviva per disciogliere, amal-gamare, chiarificare, sedimentare, ossige-nare, maturare, invecchiare.Ma, si sa, il tempo costa e allora perch non aggiornarsi: dissolutori, omogeneizzatori, centrifughe, ultrafiltri, estrattori ultrasonici, a microonde, a fluidi supercriticitutta la nuova tecnica in cantina. Alcune aziende, soprattutto quelle di dimensione maggio-re e pi strutturate, continuano a produrre la maggior parte delle loro basi aromatiche direttamente in fabbrica, vuoi per motivi di riservatezza e controllo, vuoi per poter gestire al meglio la famosa ricetta e dele-gano agli aromatieri produzioni marginali, non strategiche o prive di economicit di scala. Altre acquistano dagli aromatieri tutti gli estratti di cui necessitano e la ricetta di-venta originale altrui. Dobbiamo dunque considerare i nostri liquori imitazioni dei propri progenitori? In un certo senso s, ma nel complesso abbiamo ora prodotti pi si-curi dal punto di vista sia tossicologico che igienico (basti pensare a quando si filtrava con lamianto), pi standardizzati - anche se non detto che ci sia necessariamen-te un bene - pi leggeri e confacenti con la nostra attuale sovrabbondante alimen-tazione. Anche i liquori si sono attualizzati per rincorrere il consumatore sempre sol-lecitato e divenuto pi esigente e i produt-tori sanno bene che indugiare sui fasti del passato pu portare al progressivo declino anche il marchio pi celebre.

    Dott. Franco ChialvaChimico ed esperto di erbe

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    UOVO ALLA COQUE Appoggiate luovo su un cucchiaio e immergetelo delicatamente in acqua in lenta ebollizione lasciandolo bollire per 3-3,5 minuti. Va mangiato subito rompendo la parte superiore del suo guscio, condendolo con e pepe e accompagnandolo con del pane tostato.

    UOVA BARZOTTE Vanno messe delicatamen-te nellacqua che bolle e lasciate bollire per 5 minuti in modo che il tuorlo rimanga morbido con la classica goccia in mezzo. Vanno poi im-merse nellacqua fredda per 10 minuti e poi sgusciate con delicatezza.

    UOVA SODE Si immergono delicatamente in acqua bollente salata e si fanno cuocere per 8 minuti ma non oltre altrimenti lalbume diven-ta troppo duro e quindi poco digeribile ed il tuorlo perde il suo bel colore diventando quasi bianco. Vanno poi scolate, passate subito in ac-qua fredda e poi sbucciate.

    UOVA IN CAMICIA Riempite una pentola di circa 15 cm. di diametro per tre quarti dacqua e quando bolle aggiungete 1 cucchiaio di aceto di vino bianco. Dopodich abbassate la fiamma e fate in maniera che lacqua frema soltanto. A questo punto rompete le uova in un piatti-no, e aiutandovi con un cucchiaio girate lacqua che freme in modo da formare un vortice allin-terno del quale farete scivolare, una per volta, delicatamente le uova che farete cuocere per 3 minuti. Trascorso questo tempo toglietele con laiuto della schiumarola e asciugate lacqua in eccesso con laiuto di carta da cucina. Per to-gliere le sbavature dellalbume e dare una for-me regolare usate un forbice o un coltello ben affilato.Questo semplice metodo di cottura rende le uova molto digeribili e si presta a preparazioni pi o meno elaborate.

    UOVA STRAPAZZATE Rompete le uova in una ciotola e mescolatele bene con una forchetta aggiungendo il sale ed il pepe. Sciogliete 40 g di burro in una padella antiaderente, versateci le uova e cucinatele a fuoco moderato. Mesco-late continuamente con un cucchiaio di legno in modo che non si attacchino al fondo portan-

    do verso il centro le parti che si sono gi cotte ai bordi fino ad ottenere un composto denso e cremoso. A questo punto toglietele dal fuoco, aggiungete 60 g di burro tagliato in piccoli pez-zi e mescolate bene.

    UOVA AL TEGAMINO la vera prova per ve-dere quanto un cuoco bravo.Ungete un tegamino per uso individuale con 10 g di burro. Fateci scivolare 2 uova e condite con sale il solo bianco. Versate qualche goccia di burro fuso sui tuorli e cuocete in forno a 180 gradi facendo in maniera che le uova ricevano maggiore calore nella parte superiore e appe-na si saranno coagulate estraetele dal forno e servitele subito.Se per preferite friggerle sul fuoco basta fare scivolare le uova in una padella dove avrete fatto fondere a fuoco vivo un cucchiaio di bur-ro. Salate e pepate, bagnate con il burro fuso il tuorlo in modo che si cuocia leggermente e dopo qualche minuto sono pronte.

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    Sono termini che si applicano allagricol-tura e allallevamento per indicare le mo-dalit utilizzate nelle coltivazioni e nella crescita degli animali.I metodi di cultura del biologico esclu-dono lutilizzo di sostanze chimiche. La produzione avviene attraverso limpiego di fertilizzanti naturali organici e il man-tenimento della rotazione delle colture, una pratica agricola rivolta a preservare la naturale fertilit del terreno. La prote-zione alla crescita delle piante avviene esclusivamente tramite preparati anima-li, vegetali e minerali. Inoltre si escludo-no gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) per privilegiare la biodiversi-t, un importante patrimonio biologico sul quale ruota tutto lecosistema. Tutti gli ingredienti che entrano nella com-posizione di un alimento biologico non devono aver subito trattamenti con ra-diazioni ionizzanti e non possono in nes-sun caso essere ottenuti con limpiego di OGM e derivati.Lallevamento si basa sugli stessi principi e utilizza i prodotti biologici come nutri-mento per gli animali, che vivono in spa-zi adeguati. Si seguono i ritmi naturali di crescita senza lutilizzo di sostanze per

    accelerarla e al bisogno si usano soprat-tutto farmaci omeopatici e fitoterapici, riducendo allindispensabile il ricorso ai medicinali tradizionali, regolamentati da specifiche norme.Il biologico ha in comune molte temati-che e tecniche di coltivazione e alleva-mento con quello biodinamico, ma i due termini non coincidono. Nel biodinami-co si presta attenzione anche al calen-dario lunare e planetario per le semine e le cure agricole, e si utilizzano preparati biodinamici con i quali si creano sistemi autosufficienti. In pratica, entrambi i me-todi cercano di riprodurre quanto acca-deva prima dellavvento dellagricoltura

    e dellallevamento intensivi. Lobiettivo disporre di alimenti tanto privi di residui chimici nocivi quanto nutrizionalmente pi ricchi. Infatti se la pianta obbliga-

    PI SALUTE CON IL BIOLOGICO E IL

    BIODINAMICOentrambi i metodi riproducono quanto

    accadeva prima dellavvento dellagricoltura e dellallevamento intensivi,

    e ottenere alimenti privi di residui chimici nocivi e nutrizionalmente pi ricchi

    I prodotti biologici e biodinamici, sono davvero

    pi sani degli altri per il nostro organismo?

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    ta a difendersi dalle aggressioni esterne dellambiente (caldo, freddo, umidit, insetti ecc.) e dei microrganismi (batteri, funghi, muffe ecc.) perch non protetta da sostanze chimiche, produce pi fito-composti che, se da una parte costitui-scono una sorta di sistema immunitario della pianta per preservare la sua salute e perfino la sua sopravvivenza, dallaltra sono molto utili anche alluomo perch si sono dimostrati estremamente efficaci nel mantenimento della sua salute. Ci consente una maggiore disponibilit di questi importanti componenti nutrizio-nali che si concentrano spesso in prossi-mit della pelle, cio la parte che in ge-nere si deve scartare nella frutta perche proprio l si accumulano di pi i pesticidi.Qualcuno dubita dellefficacia del biolo-gico e del biodinamico che potrebbero risentire di un certo inquinamento am-bientale per la possibile contaminazio-ne da parte di coltivazioni limitrofe non basate sugli stessi principi. Qualcun altro solleva sospetti sulla veridicit delle eti-chette. In realt la legge molto chiara al riguardo, e richiede la presenza di par-ticolari requisiti in etichetta, in aggiunta a tutti gli altri previsti per legge.

    Ammesso e concesso che i prodotti sia-no proprio biologici o biodinamici, sono davvero pi sani degli altri per il nostro organismo? Esistono studi che convali-dano lefficacia del biologico, anche se non definiscono in modo circostanziato gli alimenti utilizzati che presumibilmen-te sono stati scelti attingendo alle nor-mali disponibilit presenti sul mercato. In uno studio si e visto che nelle urine dei soggetti nutriti con il biologico le tracce dei pesticidi pi diffusi erano nettamen-te pi basse, inferiori addirittura ai mini-mi fissati per la protezione della salute e sei volte pi bassi rispetto alle persone alimentate in modo tradizionale, le qua-li, anzi, presentavano valori quattro volte pi alti dei limiti ufficialmente tollerati. Un altro studio sui bambini ha dimostra-to miglioramenti repentini: nel giro di pochi giorni i soggetti con molti pesticidi nelle urine non ne presentano neppure tracce se passano a unalimentazione biologica. Inoltre, il latte materno risen-te di ci che la madre mangia in gravi-danza: uno studio ha evidenziato che, se lalimentazione biologica, la concen-trazione di pesticidi e tre volte inferiore rispetto allutilizzo di cibi tradizionali.

    Dott.ssa Gigliola BragaNutrizionista

    food

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  • Vi siete mai resi conto di quanta plasti-ca, cartone, polietilene compriamo ogni giorno insieme al nostro cibo e conse-guentemente quanti rifiuti producia-mo? Tutto questo per avere pi gusto e freschezza nei nostri cibi e nei nostri alimenti? O solamente perch prima di comprare il prodotto ne compriamo limmagine e la conoscenza televisiva? Sicuramente viviamo in un periodo di necessit urgenti, di orari frenetici, di ra-pidit nel risolvere il pasto o la cena in pochi minuti di preparazione, il subito pronto ci affascina e ci permette di non perdere tempo in cucina, ma poter su-bito ricollegarci a internet o al videogio-co con il risultato di non riconoscere pi i sapori e le fragranze di quello che mangiamo. Certamente possiamo ac-quistare in ogni stagione primizie e pro-dotti da tutto il mondo, tuttavia abbiamo perso tutto il gusto vero e unico dei pro-dotti delle nostre terre, con lillusione di mangiare solo con gli occhi quello che il supermercato ci offre. Che fare? In molti ci hanno suggerito, in questi anni, la strada dei mercati dei pro-dotti di stagione, delle fiere specializza-

    te, del prodotto a km zero, degli acquisti solidali, del prodotto bio e slow. Credo che di questi tempi occorra un po tornare alle origini, con una nuova consapevolezza e coscienza del cibo e del gusto, magari anche con luso delle tecnologie e dellinformatica.La riduzione dello spreco innanzitutto! La legislazione, con le aziende, dovreb-bero anche aiutarci in tal senso: con la riduzione del packaging, con un confe-zionamento pi sobrio e non cos neces-sariamente rivolto unicamente a colpire lemozione finalizzata allacquisto.Lacquisto dei prodotti sfusi e portati

    a casa con sacchi riciclati e riutilizzabili, lattenzione alla stagionalit e alla pro-venienza dei prodotti; sono elementi sempre pi importanti anche per il loro

    LACONSAPEVOLEZZA

    DEL GUSTOdedichiamo un po di tempo alla conoscenza di ci

    che mangiamo: da dove arrivano i nostri cibi?accompagniamo i nostri figli nelle campagne,

    negli orti e nelle vigne: scopriranno il gusto della freschezza

    Abbiamo persotutto il gusto vero e unico

    dei prodotti dellenostre terre.

    food

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  • prezzo! e quindi da tenere in grande considerazione, specialmente di questi tempi!!. Inoltre non facciamoci sempre tentare dai giornali o dalle televisio-ni che spesso ci propongono luso di prodotti non stagionali, esotici o a caro prezzo per ricette magnificamente illu-strate in riviste patinate o in accattivanti preparazioni! Torniamo alle cascine, ai mercati rionali, andiamo a conoscere i produttori diretti nelle loro cascine e nei loro laboratori, dedichiamo un po di tempo alla cono-scenza da dove arrivano i nostri cibi, ac-compagniamo i nostri figli nelle campa-gne, negli orti e nelle vigne; scopriranno il gusto della freschezza, vivranno gior-nate allaria aperta e a contatto con la natura e con gli animali, sapranno che il latte lo fanno le mucche, che i prodotti quando sono maturi hanno un altro sa-pore e scopriranno anche il difficile e delicato lavoro del contadino.La fortuna di vivere a Pinerolo e nel Pi-nerolese ci permette di essere ancora a due passi dalla campagna, in citt o pae-si con mercati settimanali con tantissimi prodotti di cascina freschi e garantiti da produttori che conosciamo e apprezzia-mo.In tal senso, il Museo del Gusto con il CSI Piemonte, propone itinerari e APP ovve-ro percorsi scaricabili alla scoperta dei prodotti e dei produttori di qualit, nelle varie zone del Pinerolese e non solo, nella sicurezza di vedere direttamentedove e come si producono gli alimenti e dove poterli acquistare.Da queste semplici ma essenziali consi-derazioni potremo risparmiare in materia plastica, in trasporti, in inquinamento, in salute, in soldi e alla fine vivere meglio!!Per una nuova consapevolezza del gu-sto.

    Ezio Giaj Direttore Museo del Gusto

    www.museodelgusto.it

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  • Il Museo del Gusto una realt unica in Italia. Situato nel centro storico di Frossasco, a pochi passi da Pinerolo e da Torino, offre la possibilit di conoscere e scoprire prodotti tipici, eccellenze del territorio e non solo. Numerosi i percorsi che guidano il visitatore alla scoperta di tradizioni alimentari e gusto contemporaneo. Un vero e proprio viaggio attraverso la cultura e la conoscenza del cibo, un percorso nellesplorazione dei sensi. Il Museo del Gusto inoltre, insieme alla Scuola di Cucina situata nello stesso edificio, costituisce LARGAL - Centro di Valorizzazione del Prodotto Tipico, il cui obiettivo promuovere il valore dei prodotti tradizionali essenza del territorio.

    Via Principe Amedeo 42/A - FROSSASCOTel. 0121.352398 / 0121.355158www.museodelgusto.it

    Le iniziative a vvaLLa primavera nel piattoFilmati, didattica, mostra documento e degustazioniin collaborazione con CFIQ Pinerolo.Esposizione di erbe officinali ed aromatiche.

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    Presentazione mostra1000 anni di mercati a PineroloMuseo del Gusto - Civico Museo Etnografico del Pinerolese

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  • Negli ultimi anni si sente spesso parlare di km zero per indicare gli alimenti che subiscono solo brevi spostamenti, anche inferiori al chilometro, prima di essere disponibili allacquisto del consumato-re. Ci si riferisce insomma ai prodotti del proprio territorio che, grazie a un minor tragitto percorso, garantirebbero un mi-glior prezzo e una qualit pi alta.Dal punto di vista nutrizionale il km zero senzaltro uneccellente idea perch consente di mantenere e di apprezzare le importanti prerogative dellalimento che diminuiscono progressivamente nel tempo. Questo fenomeno partico-larmente evidente nella verdura e nella frutta che perdono certe sostanze bene-fiche in misura tanto maggiore quanto pi il loro consumo avviene lontano dal momento della raccolta.

    Infatti i vegetali contengono non solo zuccheri, fibre, vitamine e minerali, ma anche i preziosissimi fitocomposti che

    sembrano svolgere un ruolo primario nel-la protezione dellorganismo per lazione diretta dimostrata nella regolazione della risposta immunitaria, nei processi infiam-matori, nelle patologie autoimmuni e pi in generale nelle malattie croniche dege-nerative come il cancro. I fitocomposti (dal greco phyto = pian-ta) conferiscono il colore e le particolari propriet organolettiche alla frutta e alla verdura: il rosso del lampone, lodore dei cavoli, laroma penetrante della cipolla, il blu dei mirtilli dipendono dalla presenza di questi composti fitochimici. Di per s non sono molto gradevoli al gusto per-ch hanno un sapore amaro, ma non li percepiamo distintamente perch la loro quantit bassa, per sono molto potenti perch agiscono a basse con-centrazioni. Risultano ben evidenti nel cioccolato, per esempio, dove vengo-no mascherati dallaggiunta di zucchero man mano che si scende nella percen-tuale di cacao: un cioccolato fondente con il 90% di cacao non e per tutti i pa-lati!Mangiando in modo vario si possono assumere migliaia di fitocomposti, tut-ti differenti tra loro e accomunati dalla caratteristica di proteggere lorganismo dai radicali liberi e di prevenire patologie gravi come i tumori.

    POCA STRADATANTA SALUTE

    il km zero consente di mantenere e apprezzare le importanti prerogative nutrizionali dellalimento:

    prodotti del proprio territorio ad un miglior prezzo e con qualit pi alta

    I fitocomposti, contenuti nei vegetali, hanno un ruolo primario nella protezione

    dellorganismo.

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    Queste prerogative sembravano ap-partenere solo alle vitamine, che sicura-mente occupavano e occupano tuttora un posto di rilievo specialmente nella-limentazione, ma non si e pi sicuri che la loro integrazione massiccia svolga un ruolo salutare per gli adulti con patolo-gie croniche. Anzi, in alcuni casi gli studi hanno dimostrato che sarebbero dan-nose per lorganismo, mentre risultano vantaggiosi dosaggi di vitamine simili a quelli raggiungibili attraverso unali-mentazione corretta che prevede luti-lizzo regolare di frutta e verdura.Tutti i vegetali contengono numerose variet di composti fitochimici dalle di-verse peculiarit, ma alcuni alimenti ne racchiudono quantitativi pi alti di altri e per questo accentrano lattenzione e linteresse della comunit scientifica, che fino a ora ne ha identificati qualche migliaio (si stima possano essere oltre ventimila), suddividendoli in gruppi: i polifenoli, i terpeni, i composti solforati, le saponine.I polifenoli costituiscono la famiglia pi numerosa, presente per lo pi nei frutti dal colore intenso come luva e le bac-che selvatiche, ma ci sono anche nel te verde, nellaglio, nelle arachidi; gli altri conferiscono un odore caratteristico, come i terpeni agli agrumi e i composti solforati ai cavoli.

    I COLORI DELLA VITALa variet nelle scelte garantisce i vantaggi di tutta la vasta gamma di nutrienti disponibili nei diversi alimenti, che in genere si rispecchiano nei colori e negli aromi dei vegetali.

    rosso(licopene, antocianine): pomodoro, anguria, uva nera, pompelmo rosa, mirtillo rosso, melone, bietola rossa, ribes rosso, ciliegia, fragola.

    blu-viola(antocianine, resveratrolo): mirtillo nero, uva nera, melanzane.

    bianco (quercitina, composti solforati): aglio, cipolla, finocchio, sedano, mela.

    verde (glucosinolati, carotenoidi): cavoli, insalata, prezzemolo, spinaci.

    giallo(caroteni, flavonoidi): zucca, carota, anguria, peperone, albicocca, kaki, arancia.

  • I fitocomposti sembra abbiano un ruolo pi ampio rispetto alla ben nota azione antiossidante sui radicali liberi, lo prova un semplice calcolo: una mela ha circa 8 milligrammi di vitamina C dalla spiccata azione antiossidante, eppure ha un po-tere antiossidante pari a 2.250 milligram-mi di vitamina C grazie alla presenza dei polifenoli. Analogamente, altri compo-sti fitochimici svolgono unazione an-tiossidante ben superiore alle vitamine. Daltro canto, due polifenoli dallo stes-so potere antiossidante possono avere effetti completamente diversi su una cellula cancerosa: uno e in grado di ini-bire un enzima determinante, laltro ne completamente incapace. In altre paro-le, lattivit antiossidante di un elemento nutrizionale non spiega completamente il suo benefico effetto antitumorale, con-trariamente a quanto avviene per i danni vascolari, in cui il rapporto e chiaro. Ci induce i ricercatori a studiare sempre pi approfonditamente questi composti che si trovano in maggior quantit nella frutta e nella verdura, specialmente se di stagione e a km zero.

    Dott.ssa Gigliola BragaNutrizionista

    RADICALI LIBERI E ANTIOSSIDANTII radicali liberi sono molecole o atomi molto reattivi perch hanno perso un elettrone e quindi possiedono un protone spaiato. proprio questa condizione di instabilit a consentire loro di svolgere importanti compiti biologici: estrarre energia dal cibo, difenderci da infezioni virali e produrre gli ormoni, per esempio. Tuttavia, quando i radicali liberi sono troppi, la loro naturale tendenza a ricomporre lequilibrio protone-elettrone finisce per danneggiare altre molecole a caso, a cui sottraggono gli elettroni, rendendole a loro volta radicali liberi e innescando una reazione a catena conosciuta come propagazione dei radicali liberi. Se non viene fermata, pu nuocere alla salute perch si ossidano e danneggiano i grassi, le proteine, il DNA. Per fortuna abbiamo unarma efficacissima per trasformare i radicali liberi in sostanze inoffensive, riducendone gli effetti dannosi: gli antiossidanti. Lorganismo produce un certo quantitativo di enzimi e molecole antiossidanti, ma visto che sono cosi utili per contrastare la degenerazione innescata dai radicali liberi, si pensato di concentrarli in integratori alimentari e assumerli a piene mani. Purtroppo, gli studi in cui sono state utilizzate forti dosi di vitamine A ed E non hanno confermato questa teoria che, anzi, stata smentita dal maggior rischio riscontrato di sviluppare il cancro.Il cibo, in particolare durante linfanzia, resta quindi la fonte pi indicata per la prevenzione di malattie croniche degenerative in et adulta.

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  • Limportanza nutrizionale dei grassi notevole per il nostro organismo per-ch essi svolgono indispensabili funzio-ni di struttura e di funzionalit cellulare e organica, di trasporto delle vitamine liposolubili (A, D, E, K), di componente dominante del cervello ecc.Proprio per questo motivo necessario conoscerli perch non sono tutti uguali. La loro scelta pu influire sulla salute ad ogni et, particolarmente nellinfanzia in cui la preferenza che accordiamo pu ripercuotersi sulla crescita e sullo svilup-po. Gli oli disponibili come condimento sono quelli di semi e doliva. Molti con-sumatori prediligono i primi perch sono convinti di scegliere il tipo pi leggero, ma non vero perch non esistono oli pi grassi di altri.

    Gli oli di semi non sono pi leggeri degli oli di oliva: il contenuto di materia grassa praticamente identico in tutti gli oli che per differiscono enormemente come contenuto nutrizionale e valore biologi-co. la raffinazione che devono subire quelli di semi per diventare commercia-bili a farli sembrare meno pesanti.

    Dopo lestrazione infatti non hanno i re-quisiti legali adatti al consumo e pertan-to vengono sottoposti a trattamenti di rettifica che li rendono insapori e inodo-ri, e tale neutralit di gusto viene scam-biata per leggerezza.Lolio extravergine doliva invece deriva unicamente dalla spremitura a freddo delle olive e supera di gran lunga tut-ti gli altri, sia a crudo, sia nelle cotture. Infatti gli oli di semi non sono adatti allesposizione al calore che modifica e altera la loro fragile struttura rendendoli potenzialmente pericolosi. Gli unici tipi ammissibili nei casi in cui sia impossibile usare lolio doliva - come accade in cer-te allergie - sono gli oli di semi di sesamo e di arachidi perch pi monoinsaturi ri-spetto agli altri. infatti questa caratteri-stica a rendere migliore lolio doliva. Ma non solo. Lextra vergine infatti ricco di sostanze molto importanti per la salute come la vitamina E e gli importantissimi polifenoli, alcuni dei quali sono identifi-cabili dal leggero pizzicore in gola e dal-la nota amara: lidrossitirosolo, loleuro-peina, loleocantale. Oltre alle propriet antiossidanti di questi composti, sono state approfondite altre loro possibili attivit biologiche utili alla prevenzione di alcune malattie: linibizione dellag-gregazione piastrinica, la riduzione della produzione di sostanze proinfiammato-rie, la prevenzione dellosteoporosi, la neuroprotezione e la sintesi dellossido nitrico, una molecola dal potente effetto battericida.

    C OLIO E OLIOnon esistono oli pi grassi di altri: il contenuto

    di materia grassa praticamente identico in tutti gli oli, che per differiscono enormemente come

    contenuto nutrizionale e valore biologico

    Lolio extravergine doliva supera di gran lunga tutti

    gli altri, sia a crudo, sia nelle cotture.

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  • In Italia abbiamo unottima produzione di olio extravergine doliva. In commer-cio non ce solo lextravergine, ma anche altri oli doliva che differiscono moltissi-mo per composizione e caratteristiche nutrizionali:Vergini, ottenuti esclusivamente dalle olive mediante processi meccanici o fi-sici che non causano alterazioni allolio. Lextravergine ha acidit massima 0,8%; il vergine ha acidit massima 2%, ed en-trambi hanno un gusto perfetto. Quello lampante ha invece acidit superiore al 2% e il gusto deve essere corretto.Non vergini, ottenuti con metodi chi-mico-fisici e sottoposti a raffinazione per renderli commestibili. Sono lolio doliva (miscela di olio doliva raffinato e olio di oliva vergine diverso dal lampan-te, acidit massima 1%) e lolio di sansa (mescolanza di olio raffinato di sansa di oliva e olio di oliva vergine diverso dal lampante, acidit massima 1%). La sansa il residuo della pasta di olive da cui si estrae la piccola quantit dolio residua con solventi chimici.

    Il migliore lextravergine a bassa acidi-t, mentre gli altri perdono le preziose prerogative nella lavorazione.Ogni cultivar di oliva (in Italia ci sono cir-ca cinquecento variet) ha il suo sapore e fornisce un olio diverso dallaltro che di-pende anche dal clima dei luoghi di col-tivazione. In genere il Nord Italia produce oli dal gusto pi leggero rispetto al Sud, dove laroma e il sapore risultano pi pro-nunciati. La marca o la produzione italia-na di un olio non sono sufficienti a defini-re la provenienza delle olive che invece inequivocabile se indicata in etichetta.Il colore invece influenzato anche dal-la maturazione delle olive: le pi mature danno una colorazione dorata, mentre le acerbe conferiscono una tonalit sul ver-de. Altri colori dellolio sono invece in-dicativi della sua scarsa qua-lit: se sono marroni, giallo ocra o color rame, gli oli non sono da comprare perch vec-chi o mal conservati.

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  • Per scegliere lolio pi adatto, non ci sono differenze tra i vari extravergini, semmai questione di gusto. La pe-santezza percepita dipende unica-mente dalla provenienza, per cui, quan-do necessario, sufficiente utilizzare quelli del Nord per andare incontro ai gusti pi delicati delle persone senza rinunciare a utilizzare oli extravergini di ottima qualit.Lolio doliva va conservato in bottiglie scure, al riparo dalla luce e dal calore, ben sigillate. In questo modo si con-serva fino a diciotto mesi, altrimenti va consumato entro lanno. Se le bottiglie sono chiare, si possono preservare dal-la luce avvolgendole nella carta o nella pellicola di alluminio, oppure conser-vandole in un luogo buio o in una sca-tola ben chiusa.

    Dott.ssa Gigliola BragaNutrizionista

    COS LACIDIT DELLOLIOLolio doliva costituito quasi totalmente da trigliceridi in cui e presente lacido oleico. Lacidit esprime la percentuale in grammi di acido oleico libero: pi bassa, migliore lolio perch preservato dallirrancidimento e quindi mantiene le sue caratteristiche organolettiche.Per legge lacidit nellextravergine deve essere inferiore a 0,8%, ma un buon olio non supera 0,35%. La qualit dellolio dipende dalla cura delluliveto, dalla modalit di raccolta e dalla solerzia nella lavorazione delle olive, che deve cominciare vicino al momento della raccolta e avvenire a temperature controllate durante tutto il processo. Infatti un buon olio deve essere spremuto a freddo (25-27 C) e lavorato successivamente in condizioni termiche adatte a conservare la sua quota di polifenoli, che si abbassa con il calore. Lacidit non riscontrabile dal palato, ma servono analisi apposite per determinarla. Non deve essere confusa con il leggero pizzicore in gola, una caratteristica positiva, che indica la recente spremitura delle olive.

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  • Che cos la green economy? E le-quivalente anglofono dellespressione economia verde o economia eco-logica. Si definisce cos un modello di sviluppo economico pi sostenibile, che tenga conto anche dellimpatto ambien-tale dellattivit produttiva. Nella green economy confluiscono tutti i settori delleconomia che contribuisco-no a migliorano la qualit dellambiente e a ridurre linquinamento. Si tratta quin-di di un gruppo ampio ed etetogeneo: le energie rinnovabili, i parchi naturali, lalimentazione bio, ledilizia sostenibile, i risparmio energetico e lecoturismo... sono solo alcuni dei settori economici che ne fanno parte.

    Limpegno dei fautori della green eco-nomy quello di risolvere congiunta-mente problemi economici e ambienta-

    li, contribuendo a creare nuovi posti di lavoro verdi e prevenendo contempo-raneamente linquinamento ambientale, il riscaldamento globale, il sovrasfrutta-mento delle risorse naturali e il degrado ambientale.Viene proposta una forma di sviluppo in grado di risolvere problemi impellen-ti per la societ odierna, creare nuove possibilit di crescita economica con un controllo rigido dellinquinamento e dello sfruttamento dellambiente. Molte delle possibilit di successo della green economy dipendono dalle nuove ac-quisizioni tecnologiche e scientifiche. Si tratta quindi di uneconomia ad alto contenuto scientifico e tecnologico, ma che riattualizza anche antichi metodi di produzione, pi rispettosi dellambiente. Uno dei temi fondamentali dellecono-mia verde lenergia. Unattivit pro-duttiva pi rispettosa dellambiente non pu pi dipendere, infatti, dalle fonti di energia tradizionali di origine fossile, che vanno piuttosto affiancate, e mano a mano sostituite, dalle fonti di ener-gia alternative, ad esempio leolico, le biomasse, il solare, la geotermia, e li-droelettrico ecc. Le fonti rinnovabili per

    QUANDOLECONOMIA

    DIVENTA GREENun modello di sviluppo economico pi sostenibile,

    che tenga conto anche dellimpatto ambientale dellattivit produttiva

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    produrre energia utilizzano le forze della natura, si tratta per di uno sfruttamento sostenibile poich tali risorse non sono legate da una riserva o da uno stock, come succede invece per quelle fossili, ma si rinnovano al termine di ogni ciclo.Un concetto che la green economy pro-pone di rielaborare proprio quello di consumo energetico. Se importante infatti cogliere tutte le potenzialit offer-te dalle fonti rinnovabili, fondamenta-le anche intervenire al fine di migliorare lefficienza energetica. Iniziando da ci che ci circonda: dalle nostre case, dal-le automobili con cui ci spostiamo, dai macchianari ed elettrodomestici che uti-lizziamo ogni giorno. Un altro dei temi della green economy quello della riduzione dei rifiuti. Il ciclo di produzione infatti deve essere orga-nizzato in modo di diminuire il pi pos-sibile di produrre rifiuti e scarti. Questo miglioramento va tuttavia accompagna-to da una migliore organizzazione della

    raccolta differenziata e dallacquisizione del concetto di reciclaggio nella vita di tutti i giorni.La green economy, quindi, appare come una nuova possibilit di sviluppo econo-mico che influenza non solo il ciclo pro-duttivo delle aziende, ma anche lo stile di vita di chiunque abbia a cuore la salu-te dellambiente in cui viviamo.

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    Lauto elettrica tornata! La storia di uno dei mezzi di trasporto pi puliti che luo-mo oggi sia in grado di costruire lun-ga e travagliata. Fu uno dei primi tipi di automobile ad essere inventato, nella prima met dellOttocento che vennero ideate e realizzate, infatti, le prime auto elettriche a batteria. Verso la fine del se-colo miglior la qualit delle batterie e cominci a svilupparsi il mercato. Quin-di, ancor prima che nascesse il motore a combustione interna, le auto elettriche battevano i record di velocit e distanze percorse con una sola carica. Nellaprile del 1899 il belga Camille Jenatzy infran-geva la barriera dei 100 km/h di velocit con la sua La Jamais Contente, unau-to elettrica a forma di razzo.

    Allinizio del Novecento e per alcuni anni i veicoli elettrici a batteria vendettero pi dei veicoli a benzina, ma poi vennero

    superati da questi ultimi a causa di limiti tecnologici.Una partenza in grande stile a cui se-guito un periodo di stasi, fino ad oggi, quando le impellenti necessit di dimi-nuire le emissioni nellatmosfera di gas dannosi per lambiente, e per la vita stessa delluomo, hanno indotto il su-peramento dei limiti tecnici e il miglio-ramento tecnologico. Ancora una volta i veicoli elettrici tornano a correre a fianco di quelli a combustione interna, sul mer-cato mondiale dellauto.

    Ma che cosa sono oggi le auto elettri-che? Sono vetture che viaggiano grazie a un motore elettrico alimentato da un pacco di batterie ricaricabile con una presa elettrica domestica o tramite una colonnina di ricarica. Ci sono poi le ran-ge-extender cha hanno a bordo anche un piccolo motore a combustione in-terna da utilizzare solo nel caso in cui la batteria necessita di una ricarica e non possibile farla altrimenti.Perch guidare unauto elettrica? Par-tiamo dai vantaggi economici. I veicoli elettrici consentono risparmi annui no-tevoli (del 60-80% circa) rispetto a quelli

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  • Il 45% degli italiani considera ormai il problema della qualit dellambiente come uno dei pi impellenti. Un dato ancor pi significativo che il 65% so-stiene che le aziende non siano impe-gnate abbastanza in progetti ecologici. Questa nuova sensibilit ambiental