Viaggiatori di Parole

Click here to load reader

  • date post

    07-Mar-2016
  • Category

    Documents

  • view

    214
  • download

    0

Embed Size (px)

description

Istituto Comprensivo Cesare Battisti di Cogliate, classe quinta C, anno scolastico 2010-2011

Transcript of Viaggiatori di Parole

  • VIAGGIATORI

    DI

    PAROLE

    La storia di ognuno di noi

    storia di piccoli e grandi viaggi.

    Viaggi che ciascuno fa

    alla ricerca di ci che si nasconde

    nel doppio fondo

    poco frequentato

    dellanima.

  • .ciascun uccello ha il suo canto.

    Classe 2C

    Ogni bambino ha il suo canto

    e la sua voce

  • Ilaria Spiaggia

    Che ti alzi nel cielo

    Guardi le nuvole

    Liscia come sei (anni 7)

    Ho sempre avuto paura che un giorno sarei dovuta andare in quellenorme

    edificio dove tutti i bambini a settembre andavano con zaino e astuccio: la

    scuola.

    Pi si avvicinava quel giorno, pi cercavo di uscire e andare a prendere una

    boccata daria, ma non funzionava e quel giorno si avvicinava sempre di pi.

    Mamma e pap cercavano di convincermi che era bello andare a scuola

    perch l imparavi tutto e conoscevi nuovi amici con cui giocare, ma pi

    cercavano di convincermi, pi mi intestardivo: io non ci voleva andare, una

    giornata intera senza la mamma, pap, Alice, Silvia, Fra, Walter e

    soprattutto senza la mia migliore amica Pinki no, non lo accettavo!

    Era troppo assillante poi, ogni giorno, avere compiti, tanti da non farti

    bastare le pagine del diario!

    Per non vedevo lora di comperare gli oggetti scolastici: la sera prima

    avevo tutto! Avevo messo la merenda nello zaino e mi ero preparata la

    colazione. Quando non dovevo andare a scuola andavo a dormire molto

    tardi, quella sera la mamma mi sped a letto alle 21.00! La mattina di quel

    giorno mi preparai molto velocemente.

    Di fronte al portone della scuola no cera nessuno (quasi nessuno), poi

    piano piano arrivata una marea di bambini; hanno aperto i cancelloni e le

    mamme ci hanno accompagnati allinterno.

    Quando siamo arrivati in classe le maestre ci hanno detto che dovevamo

    fare una caccia al tesoro con laiuto delle mamme che ci avrebbero letto

    gli indizi. Alla fine del gioco giunse il momento di lasciare le mamme e io

    ho pianto un sacco, ma cerano le maestre a consolarmi.

    Ho notato che laula era bianca e verde, con unenorme lavagna, tanti

    disegni, un grosso calendario e un armadione.

    Quando sono uscito da scuola sono andata ad abbracciare forte la mia

    mamma ed il mio pap e poi ho spiegato a pap cosa avevo fatto a scuola.

    E tutto ricominci

  • Chiara

    Quando ero piccola mamma e pap erano sempre vicino a me; dicevano che avevo voglia di imparare tutto. A differenza di molti altri bambini, io dormivo come un sasso, certo, cerano anche momenti in cui piangevo, ma molto raramente. Quando ho compiuto un anno, la mamma mi ha regalato il mio primo peluche: era una paperella che aveva sul dorso il suo piccolino. In quel periodo la mamma dovette riprendere il lavoro, allora io stavo con mia nonna Itala. Ogni volta mi portavo dietro il mio peluche: quando facevo qualche cosa di cattivo, cambiava il colore degli occhi e io mi spaventavo. Certe volte sembrava che mi parlasse e quando ero triste mi consolava. Quando la nonna mi chiamava, lo guardavo negli occhi, come volessi dirgli: Sta attenta! e andavo ad aiutarla. Ora che sono grande non gioco pi con il peluche perch ho limpegno della scuola, per qualche volta lo prendo e lo abbraccio e mi ricorda quando la mamma mi cullava

    Io mi ricordo

    la prima onda

    spumeggiante

    e unaltra ne arriv

    salata e blu

    e unaltra ne arriv

    immensa blu e salata

    e unaltra ne arriv

    spumeggiante blu salata e immensa

    come lo spazio sconfinato

    e unaltra ne arriv

    e unaltra

    e unaltra

    I miei ricordi sono un mare infinito

    (anni 7)

  • Loris Quando ero piccolo mi spaventavano le persone con i capelli grigi o bianchi e soprattutto lunghi o vaporosi. In particolare mi spaventavo quando incontravo una signora anziana che si avvicinava per salutarmi: immancabilmente scoppiavo a piangere e provavo a sganciare le cinghie de passeggino per scappare dalla mamma. Allora la mamma era costretta a prendermi in braccio per consolarmi e rassicurarmi; quando poi ero sicuro che la signora si fosse allontanata, tornavo nel passeggino. Attualmente ho paura dei terremoti come quello che successo a LAquila e in Giappone.

  • Angelo Marco Un giorno io e la mia mamma stavamo guardandola televisione, poi per mi venne sonno e andai a dormire sul divano. Quando mi svegliai era notte e le luci erano spente!! Subito ebbi paura,ero quasi paralizzato, poi per mi feci forza e andai in camera, ma la mamma non cera, era in bagno. Quando usc dal bagno la strinsi forte forte perch sapevo che il peggio era passato! Adesso ho superato la paura del buio, ma ho paura di salire in ascensore perch ho il terrore che si blocchi con me dentro! Ho paura soprattutto della morte dolorosa.

  • REBECCA Abito a Cogliate e sono nata il 25 novembre 2000 a Garbagnate Milanese.

    Appena nata la mamma e il pap mi hanno portato a casa e mi hanno messo nel loro

    letto, perch nella casa vecchia, cio dove abitavo prima, non avevo la mia cameretta.

    Quando avevo 4 anni siamo andati ad abitare a Cogliate ed nata mia sorella Priscilla.

    In quel periodo non mi comportavo sempre bene perch, finch non cera mia sorella la

    mamma mi coccolava, invece quando lei arrivata la mamma non coccolava sempre me.

    Mi ricordo che prima che mia sorella nascesse siamo andati in vacanza a San Felice

    Circeo e conservo una foto con mio pap al porto. Avevo portato anche la mia bambola

    preferita Sofia; a me piaceva molto stare in albergo perch potevo giocare con la

    mia bambola.

    Ho frequentato la scuola materna a Solaro. Al mattino facevo impazzire la mamma e la

    nonna: prima di andare allasilo la mamma doveva mettermi la cassetta di Biancaneve e

    dovevo mangiare il fruttolo sul davanzale della cucina. Poi andavo dalla nonna per

    prendere il pullmino e facevo aspettare la mamma finch non partiva.

    Quando ho compiuto sei anni ho festeggiato con una torta a forma di orso e ho

    invitato la mia migliore amica, Ilaria.

    A nove anni c stato un evento molto importante: la mia prima Comunione. Ho

    festeggiato al ristorante Tetto Brianzolo e l ho scattato molte foto: una

    rappresenta il momento in cui arrivata la torta

    Fino adesso stata una storia bellissima, ho vissuto una esperienza fantastica e spero

    di viverne tante altre.

  • MIRKO

    Da piccolo avevo molta paura di

    spostarmi da una stanza allaltra; mi

    rivolgevo a un componente della mia

    famiglia che veniva con me e mi

    confortava molto il fatto che non fossi

    da solo. Poi mi convinsi che con la porta

    chiusa non poteva entrare nessuno e

    smisi di avere paura.

    Attualmente non ho pi paura di queste

    cose, per ascoltando le notizie al

    telegiornale di tutti i terremoti e altri

    disastri naturali mi viene paura che possa

    succedere anche dove vivo io.

    Lanno scorso, in estate, sono andato in

    colonia, in Abruzzo in provincia di Chieti;

    una sera ero andato con alcuni miei amici

    al parco; allimprovviso una macchina si

    fermata in mezzo alla strada; dalla

    macchina scese una signora che diceva di

    essere stata aggredita dagli zingari,

    appena fuori citt; infatti la signora

    aveva la faccia piena di lividi in

    quelloccasione mi spaventai tantissimo!

  • Sono nato il 4 ottobre 2000 allospedale di Milano.

    Nei primi anni ero molto timido. A quei tempi ero biondissimo, riccio e sorridente.

    Venivo curato da mia nonna quando i miei genitori andavano al lavoro; lei ha un cortile

    dove io correvo con un triclico e per andare pi forte non pedalavo, ma usavo le gambe

    per spingermi.

    Ero molto vivace, correvo sempre o comunque non stavo mai fermo.

    Mi dovevano fare le foto senza che mi accorgessi, perch non mi piaceva farle. Una

    volta un fotografo, al mare, ha tentato di fotografarmi inutilmente ed alla fine ha

    rinunciato perch gli ho lanciato lacqua del mare sulla sua macchina fotografica.

    Quando andavo alla scuola materna sono diventato amico di quattro bambini di cui solo

    uno, Matteo, rimasto insieme a me alle elementari. Io facevo parte della classe blu.

    Mi ricordo che quando uscivamo, tutti correvamo a prendere i tricicli, perch non

    bastavano per tutti e quindi, sempre, qualcuno rimaneva senza; allora quando dovevo

    andare in bagno, per non farmi rubare il triciclo lo portavo con me.

    Alla festa di fine asilo ero con i miei due amici e speravamo di rimanere in classe

    insieme anche alle elementari; solo per me non si avverato, loro sono stati inseriti

    nella stessa sezione.

    Alla fine del 2 anno di asilo ho imparato a leggere le ore ed nata la mia passione per

    gli orologi e ad ogni compleanno e a Natale mi regalavano qualche orologio: ora

    possiedo una ventina di orologi.

    Quando ho cominciato a frequentare la scuola elementare, alla fine di ogni anno

    scolastico, in agosto con la mia famiglia andavo al mare con degli amici dei miei

    genitori: io e Alessandro il loro figlio, ci divertivamo un mondo!!! Andavamo sul pedal e

    ci tuffavamo o scivolavamo sullo scivolo dentro il mare e vedevamo grandi pesci e

    meduse, oppure facevamo una bella gara con la canoa. Unaltra cosa che ci faceva

    divertire molto erano i cavalloni; prima di tuffarci dentro londa giocavamo ad

    aspettare che londa immensa e spumeggiante ci travolgesse: vinceva chi riusciva a

    rimanere immobile. Quando stava arrivando londa tutti e due eravamo un po

    spaventati, e se ci muovevamo o se londa ci risucchiava avevamo perso.

    Quando ho frequentato la quarta elementare ho ricevuto la mia prima Comunione:

    unelettrizzante giornata! Della mia prima comunione ho molte foto e quando le guardo

    penso alla grande emozione di quel giorno.

    La mia vita fino ad esso stata una vera e propria avventura pazza.

  • Avevo sempre aspettato il momento di andare a scuola perch per me era il primo

    passo per diventare adulto. Volevo andare a scuola per conoscere tanti compagni che

    poi sarebbero diventati miei amici.

    Pi si avvicinava il fatidico giorno e pi ero felice. Ma mi preoccupava lidea di stare

    unintera giornata scolastica senza la mamma. Pi si avvicinava il memorabile giorno, pi

    temevo che le insegnanti fossero severe.

    La mamma e il pap mi raccontavano di quanto fosse bello imparare a scrivere e a

    leggere; mi raccontavano di quando erano bambini e andavano a scuola; queste storie

    stimolavano in me una voglia incredibile di andare a scuola e apprendere tutto quello

    che cera da imparare. La sera prima preparai la cartella felicissimo di affrontare

    questa nuova esperienza fantastica; la notte non riuscii quasi a chiudere occhio

    dallemozione. La mattina mi dovetti alzare presto e lidea di dovermi alzare presto

    tutte le mattine mi faceva odiare la scuola. Quando il Pap mi salut prima di andare al

    lavoro, mi disse di non preoccuparmi che sicuramente il primo giorno di scuola sarebbe

    andato via liscio; io mi fidai di lui e lo salutai.

    Io e la mamma ci incamminammo verso la macchina e partimmo; arrivati davanti al

    portone dentrata aspettammo che i bidelli aprissero la porta. La mamma mi diede la

    cartella e insieme al mio amico Loris entrai nellaula della prima C. La scuola era una

    casa gigantesca piena di piccole aule, piene di banchi, una cattedra e tantissime sedie!

    In classe i banchi erano in una posizione strana: formavano una specie di quadrato; io

    mi sedetti vicino a Loris. Ci presentammo: le maestre e i miei compagni.

    I compagni erano socievoli e allintervallo conobbi Murad, un bambino Pakistano appena

    venuto in Italia. Le maestre mi chiesero se potevo dagli un po della mia merenda

    perch lui non laveva, i gliela diedi. Quando andai a casa raccontai il mio primo giorno

    di scuola alla mamma.

    Il giorno dopo non volevo andare a scuola, ma la mamma mi disse: Se il primo giorno

    andato via liscio, vedrai che anche il secondo giorno passer via liscio. E cosi mattina

    dopo mattina mi alzo presto per andare a scuola e sono contento perch la scuola

    linizio per diventare adulti e avere un futuro molto interessante.

  • SAMANTHA

    Quando ero piccolo avevo paura del buio,

    del temporale e dei lampi; andavo a letto

    cercando conforto accendendo una

    lampada che attaccavo alla parete oppure

    mi portavo a letto un peluche. Se andava

    via la luce cercavo mia mamma e correvo

    da lei.

    Quando avevo cinque anni io e mia sorella

    abbiamo visto un film horror intitolato

    The ring. Io cercavo di non guardare,

    ma ero troppa curiosa. Era pomeriggio e

    ci siamo messe in sala sul divano. Allinizio

    sembrava divertente, ma poi faceva

    sempre pi paura. La scena che mi ha

    fatto pi paura stata quando le due

    protagoniste erano in camera ma poi

    iniziato a suonare il telefono; hanno

    inquadrato la protagonista con la testa

    staccata. Qualche giorno dopo la mia

    nonna ci ha regalato due bambole molto

    grandi. La mia bambola assomigliava alla

    protagonista del film.

    Quando la guardavo sembrava muoversi,

    allora ho convinto il mio pap a portarmela

    via. Da quel giorno non ho pi visto film

    horror! Ora ho paura dei ragni e del

    terremoto. Quando vado in cantina e vedo

    un ragno inizio a gridare. Mi ricordo

    quando mi salito un ragno con le zampe lunghe ed il corpo grosso grosso:

    questo episodio non me lo dimenticher mai.

  • MURAD

    Il mio amico speciale si chiama Marco Broggi. Ha i capelli biondi, gli occhi

    verdi, alto circa 1,45 cm e ha dieci anni e mezzo. Le sue passini sono gli

    orologi e il calcio. Quando sono arrivato in Italia ho fatto subito amicizia

    con lui. Ci aiutiamo a vicenda, in un certo senso come se fossimo fratelli.

    Tifiamo per la stessa squadra, il Milan, e giochiamo nella Cogliatese, ma

    non giochiamo nella stessa squadra perch io sono nato un anno prima di

    lui. Ora io non gioco pi con i ragazzi del 1999 perch non mi facevano

    giocare e quindi ho cambiato squadra.

    Quando io e Marco giochiamo qualche volta decide solo lui, perci io mi

    arrabbio, ma lui mi chiede subito scusa. La sua materia preferita

    geografia e conosce tutti i capoluoghi e le province di tutte le regioni

    dItalia. I suoi amici siamo io, Ceron, Mirco, Loris e Anoir. Il suo gioco

    preferito in palestra hockey. Per me lui un vero amico, perch

    giochiamo insieme e non litighiamo mai.

  • MATTEO Avevo sempre aspettato il momento di andare a scuola perch non volevo sempre

    disegnare, giocare, scherzare, ma volevo dedicarmi un po anche allo studio e

    conoscere nuovi compagni e maestre.

    Pi si avvicinava il fatidico giorno e pi avevo voglia di imparare, ma soprattutto di

    leggere e scrivere. Ma poi mi tremavano le mani: la mamma e il pap mi incoraggiavano

    molto dicendomi che sarebbe stato molto bello avere accanto degli amici che mi

    avrebbero sostenuto nel bene e nel male.; inoltre mi dicevano che avrei imparato molte

    cose: scienze, storia, matematica, grammatica, italiano e geografia.

    La sera prima ero molto agitato e pensavo che magari era stato uno sbaglio mandarmi

    a scuola:sarei dovuto rimanere ancora un po alla scuola materna?

    Non volevo mangiare e neppure giocare; avevo solo in mente la mia grande esperienza:

    la scuola! La sera prima sistemai la mia cartella mettendo lastuccio, il diario e i

    quaderni. La mattina, appena sveglio, feci una bella colazione e poi via! Dritto a scuola!

    Quelledificio era molto molto grande: chiss quante aule cerano!Prima che aprissero i

    portoni della scuola,mi guardavo intorno: cerano bambini che conoscevo e altri bambini

    molto grandi per i quali, quello, era semplicemente un altro giorno di scuola.

    Poi finalmente siamo entrati: sono arrivato n classe accompagnato da mia mamma e,

    mano nella mano, con Marco. Ormai facevo parte di una nuova classe: la 1^C.

    Inizi cos il viaggio nella scuola elementare!

  • Nicol

    Io ho unamica a quattro zampe: si chiama Kitty. Ogni giorno gioco con lei, giochiamo

    con la pallina: io gliela lancio e lei la va a prendere; a volte faccio finta di lanciarla e lei

    corre subito per andare a prenderla, ma non trova niente! Gioco sempre con lei in un

    campo grande, dove c tanto spazio. A volte le chiedo di darmi la zampa e lei me la d.

    Kitty molto birichina e molto furba. Le sue orecchie sono lunghe e penzolanti; ha 10

    anni, che per i cani valgono 70 anni. Ogni giorno facciamo un po di corsa, le piace molto

    saltare. A volte le do del pane secco per pulirsi i denti.

  • Io quando ero piccolo avevo paura del buio, allora di notte cercavo

    conforto dalla mamma e volevo che stesse vicino a me in cameretta,

    volevo sempre anche la lucetta accesa e il mio orsetto.

    Quando avevo quattro anni sono andato ad Alassio con la mamma e mio

    fratello. Mentre eravamo al parchetto giochi sono entrato in una casetta

    a giocare. Dopo un po sono uscito e non ho pi visto n la mamma n mio

    fratello, ma dopo poco tempo mio fratello mi ha visto che piangevo ed

    venuto da me con la mamma.

    Mi passata la paura e siamo tornati a casa. Quel giorno ho sofferto

    tanta paura. Attualmente ho paura dei terremoti, degli tsunami e di alcuni

    animali come i serpenti e di alcune razze di cani.

  • ILARIA

    Quando ero piccola avevo paura dei tuoni,

    dei lampi e di rimanere al buio senza

    corrente. Cercavo conforto dalla mia

    amica di nome Rebecca che abita di

    fianco a me.

    Se il temporale veniva di notte cercavo

    conforto da mia mamma e tappavo le

    orecchie per non sentire i tuoni e i lampi.

    Una notte, quando ero piccola, a Cogliate,

    c stata una scossa di terremoto. Allora

    mio pap ha deciso di preparare le valigie

    cos se fosse venuta unaltra scossa pi

    forte saremmo scappati. Allinizio io

    dormivo, ma dopo mia mamma e mio pap

    mi hanno svegliata. Io avevo solo due anni.

    Mi ricordo che quella notte faceva molto

    freddo. Sono rimasta sveglia quasi tutta

    la notte.

    Mentre il pap stava guardando il

    telegiornale per vedere cosa era

    successo, io e la mamma siamo rimaste a

    letto e ci siamo addormentate. Quando ho

    aperto gli occhi era gi mattina cos ci

    siamo alzate e abbiamo fatto colazione.

    Per fortuna non ci fu unaltra scossa e il

    terremoto andato via.

  • Io ho conosciuto Angelo Marco che mi fa compagnia dallasilo

    fino alla scuola elementare.

    Io vado a calcio da tre anni e quando sono l Angelo Marco che mi

    aiuta e mi difende da chi mi prende in giro. Cos io e lui siamo

    diventati amici.

    Io do un po di consigli ad Angelo Marco per tirare il pallone.

    A mano a mano che passa il tempo Angelo Marco tira bene.

    Io quando mi trovo in difficolt lui mi aiuta.

    Il suo gesto gentile.

  • Quando ero piccola avevo paura del buio, perch immaginavo che

    ci fossero i mostri; allora mio padre mi costru una spada fatta

    con dei fogli di alluminio, cos quando avevo paura stringevo la

    spada e mi difendevo, cos i mostri non mi potevano fare niente.

    Quando stringevo la spada mi sentivo forte e coraggiosa: potevo

    stare al buio senza aver paura.

    Quando ho raccontato ai miei genitori perch avevo paura mi

    hanno aiutata e finalmente ho dormito tranquilla.

  • Christian

    Mio nonno nato a Valganna in provincia di Varese; l ha trascorso i suoi primi anni di

    vita: con sua mamma, suo pap, suo fratello e sua sorella. Ha frequentato le scuole a

    Ganna; poi si sono trasferiti a Ceriano Laghetto dove ha proseguito gli studi delle

    scuole dellobbligo; in seguito andato a Milano per studiare meccanica. Durante la

    giovinezza aggiustava macchine e moto nellofficina del mio bisnonno (della FIAT). Il

    suo lavoro stato sempre il meccanico. Le sue pi grandi passioni sono state: la caccia,

    la pesca, il tiro al piattello, la produzione di una fantastica grappa ai mirtilli, ai

    lamponi, la raccolta dei funghi e dei frutti selvatici; era molto interessato alla

    lettura di libri di caccia, di avventura e di pesca. Le cose pi importanti che ha fatto

    sono state: aver sposato mia nonna per formare una famiglia molto unita, esser stato

    un bravo padre e un bravo nonno. Lincontro pi importante per lui stato con mia

    nonna Paola.

    A mio nonno piaceva molto andare in montagna in Val di Lei, in Trentino, in Toscana, in

    Costa Azzurra e a Mont Saint Michel. Mio nonno stato un degli ideatori del moto

    club di Ceriano Laghetto.

  • Io sono nato il 24 gennaio 2000 nellospedale di Saronno. Adesso vi

    racconter una storia importante. Fin da quando ero piccolo ero molto

    socievole, infatti ogni volta che una persona mi chiamava a braccia aperte

    io andavo da lei. Quelle persona facevano tanti complimenti a mia mamma

    come: Suo figlio molto solare, lei una buona mamma! Io ero molto

    curioso e mi appassionai agli insetti, allora mia mamma ogni settimana me

    ne regalava uno fatto di resina. Incominciai ad averne troppi quindi mio

    nonno mi costru una teca per contenerli. Andai allasilo e l incontrai

    Matteo Benesso, che poi divent il mio migliore amico. Con lui inventai un

    gioco di nome Cacci fantasmi, che consisteva nel non farsi prendere da

    questo fantasma immaginario. Passarono gli anni e andai alla scuola

    primaria Cesare Battisti. Io e Matteo non capitammo nella stessa

    sezione, ma mi feci nuovi amici con i quali andai daccordo fin da subito.

  • Avevo sempre aspettato il momento di andare a scuola, perch quando ero

    allasilo, mi chiedevo sempre come sarebbe stato andare a scuola:

    conoscere nuovi amici, fare i compiti, fare le verifiche,

    Per sapevo che non avrei pi visto i miei amici e compagni di gioco, e mi

    dispiaceva molto.

    Pi si avvicinava il fatidico giorno e pi io ero agitato perch non sapevo

    chi sarebbero stati i miei nuovi amici, le mie nuove insegnanti e avevo

    paura che tutti mi avrebbero preso in giro perch non sapevo n

    disegnare, n scrivere.

    La mamma e il pap mi dicevano che a scuola si impara a leggere, a

    scrivere e a disegnare e quindi non avrei dovuto preoccuparmi. Mi avevano

    detto anche che nessuno dei miei nuovi amici sapeva scrivere o leggere.

    La sera prima del fatidico giorno, dopo mangiato, non riuscivo ad

    addormentarmi, ero troppo agitato, alla fine sono riuscito ad

    addormentarmi, ma ho sognato la scuola.

    La mattina mi sono svegliato ed ero teso come le corde di un violino, per

    feci colazione con calma, mi vestii con calma, mi lavai i denti (sempre con

    calma) e partii.

    Feci la solita stradina che porta allincrocio e quando vidi la scuola, rimasi

    a fissarla per un bel po. La scuola era grande, del mio vecchio colore

    preferito (cio il giallo); a me in realt non mi sembrava una scuola, ma una

    biblioteca costruita da poco. Varcai la porta della scuola, era tutta piena

    di porte e non sapevo dove andare.

    Quando capii in quale classe ero stato assegnato entrai subito per vedere

    la mia aula. La classe era piccola, piena di banchi e di bambini, le pareti

    erano verdi e bianche. La nostra classe, la 1C, era vicina al bagno, cos

    non avremmo dovuto fare il giro del mondo per arrivarci.

    Feci conoscenza con tutti i miei amici, li trovavo tutti molto simpatici e

    feci conoscenza anche con le maestre, prima credevo che le maestre

    fossero severissime, invece sono simpatiche e carine. Tirai fuori i

    quaderni, i libri e il mio astuccio e affrontai il mio primo giorno di scuola.

  • SARON

    Mi chiamo Saron, ho tredici anni e abito a Cogliate con la mamma, il pap e mia sorella.

    Frequento la classe V C e mi piace imparare Italiano, Matematica, Grammatica,

    Geografia, Storia, Scienze,

    Mi piace tanto fare ginnastica; vado in palestra il marted: gioco con la palla, faccio

    esercizi, corro, salto.

    Anche quando vado in montagna, in Valsassina, faccio ginnastica. Ricordo che sono

    stata capace di saltare uno steccato e il pap mi ha fatto una foto. Era la prima volta

    che andavo in montagna in Italia e mi piaciuto molto soprattutto giocare in mezzo ai

    campi con il mio cane Pluto. Mi ricordo che abbiamo mangiato al ristorante del rifugio:

    abbiamo mangiato in giardino per tenere Pluto con noi; per fortuna era una giornata

    calda!

    Sono nata in Etiopia e ho i capelli neri e ricci, ma preferirei averli lisci come quelli

    della mia mamma. Ricordo che una sera, dopo aver mangiato, ho fatto una foto mentre

    la mamma appoggia i suoi capelli sulla mia testa. Lei alle mie spalle e io rido

    felicemente. Devo dire che sto proprio bene con i capelli lisci!

    Di solito, la sera, dopo mangiato, gioco sempre con mia sorella e il mio cane, mentre la

    mamma prepara il caff. Sono proprio felice!

  • Non dimenticheremo te Con lanimo sensibile per larte, la poesia, la musica e con lirrequietezza di chi vuole

    crescere

    Con gli occhi tranquilli e la voce dolce,che muovi nuovi passi timorosi

    Che appena arrivato in aula chiedevi: Tutto bene? e che allintervallo annotavi sulla

    tua comanda le ordinazioni delle maestre

    Che Ragazzi, che meraviglia! e che conservi nel fondo del cuore storie come il pi

    geniale degli scrittori

    Che vivi la vita con passione e affondi la tua curiosit in ogni anfratto

    Piccolo dizionario vivente, la cui mente talvolta spiccava il volo per librarsi sopra

    chiss quale meraviglioso mondo

    Che fai tesoro di ci che apprendi e che tu stessa sei un tesoro grande

    Che la dolcezza non ha limiti e lacqua non ha segreti

    Che la vita poesia

    Che con la pittura meravigli

    Che adori lo sci e che in prima hai riprodotto la nostra aula nella tua cameretta

    Che hai occhi da cerbiatto e la velocit della gazzella

    Che sai fare passi da giganteSe mi impegno un po

    Che sei puntuale, precisa, dolce, sorprendente

    Che i tuoi ricci invidiamo e che il tuo cognome dolce come te

    Che irrompi e travolgi con simpatica e dolcissima irruenza

    Che sei una cara ragazza, cara, cara, cara

    Che sai incantare scrivendo

    Che dimentichi gli accenti, ma mai la simpatia e la sensibilit

    Che la tua tranquillit ci rasserena

    Non dimenticheremo te che sei tutti questi, un incantevole caleidoscopio che gi sta

    aggiungendo altri bagliori

  • Classe 5C

    Istituto Comprensivo

    Cesare Battisti

    Cogliate