Tuttolibri n. 1727 (14-08-2010)

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  • 8/9/2019 Tuttolibri n. 1727 (14-08-2010)

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    InCornovagliacon il prodeArt

    Viaggimeravigliosi / 7 Dove i corvivolano indisturbati tramareeprati,nessunoosa toccarli: secondo la leggendaunodi lororipara lanimadel sovranocheungiorno torner in fattezzeumanea regnaresul Paese

    MARTA

    MORAZZONI

    Da secolivola alto sullaterra di Cornovaglia: la vede

    verdee azzurra,tra mare e pra-ti, la vede severa negli invernibattuti dal vento, e smagliantenella luce di estati che hannoumori da Mediterraneo. uncorvo. Appoggia il suo volo allepenneche brillanoal sole e silu-cidano nella pioggia, sulbecco ilsale delle onde che lo lambisco-noquando siacquattasullasco-gliera a contemplare l'orizzon-te.

    Hacominciatoilsuovolonel-la stagione indefinita del mito,quandoil suocorpo diventatol'involucro che ripara l'anima direArt.,sidice,laragionepercui i corvi volano per il cielod'Inghilterra indisturbati, nes-suno li tocca, ignorando qualedi loro sia il mitico sovrano cheun giorno torner in fattezze

    umane a regnare sul paese. un bel modo per sospendere iltempo sulla malinconica finedel re dalla vita segnata da unacontinuaambiguit.Figliodi re,ilsuo concepimentoha delle affi-nit con la storia di Eracle: unpotente si intrufola nel letto diuna donna ignara, che crede diconcedersi al marito e si trovapoi nel grembo un bambino daldestinograndioso.

    Eracle nasceva da Zeus cheavevaingannatoAlcmena,Artnacque dalla passione di UtherPendragon per la bella regina

    Igrane. ComeZeus si finseAnfi-trione, cos Pendragon si sosti-tu al legittimo sposo della don-nae concep, nella nottein cuiilmaritodi lei, signoredi Cornova-glia,moriva lontano,quel bambi-no dall'infanzia oscura, accesadi colpo dall'episodio della spa-datrattadallarocciaconunafa-cilit cui nemmeno i testimonioculari riuscivano a credere.Glielo fecero ripetere tre volte,prima dionorarlocomesovranovolutodalcielo.

    Succedeva, tutto questo, inquel lembo di Gran Bretagnagemello della Bretagna france-se che sta di l dal mare, tantosimile incarattere,linguae geo-grafia,da possedereun suoSa-intMichael'sMount.Pi picco-loe rocciosodel Mont Saint Mi-chel, ma come l'altro assediatodalleacquenelleore dialta ma-rea. Troppo piccolo per avereuna diga e scarsamente consi-deratodalturismo cheinvade ilsuo omologo normanno, rinno-va ognigiorno il fascino dell'iso-la penisola: il sentiero acciotto-lato che lo congiunge alla costasivelaamanoamanoenerima-

    ne un'esile tracciapercepitadachi si sporge dal bordo dellabarca a cercare il segno dellastrada che ha percorso soloqualche ora prima a piedi e all'asciutto.

    Pia nord,a Tintagel,un ca-stello fantasma,diroccatoa pic-co sul mare, ha fama di esserestato il luogo della reggia diAr-t,ilredeicavalieridellaTavola

    Rotonda. una delle possibiliCamelot e neha tuttii caratteri.Scurae isolata, preda facile del-le nebbie che salgono dal mare,sembra avere in s l'anima dell'avventura, il mistero e la magiache animarono i cavalieri dellaTavola Rotonda. Anche dellaTavola Rotonda, luogo fisico emetafora delsenso della vitaco-me queste, ci si inventata unareliquia:il grande piano dilegnomassiccioappeso sottoun porti-co della cattedrale diExeter sa-rebbequantorimanedilei.

    Lasi guarda e cisi crede. Ci

    vuol cospocoa crederci!Tavo-la massiccia e poderosa ruotadeltempo,la rievochiamo,dicequalcuno cheha studiatoa fon-do il fenomeno, quando faccia-mo il gioco dell'oca. sorpren-dente che la piccola tavola dicartone attorno a cui ci riunia-mo nellefeste di Natale,dopo ilpranzo, inun gioco chetienein-sieme grandi e piccoli, ci coin-volganella stessasimbolica tra-ma d'avventura deicavalieri diArt.

    Dunque Tintagel: sotto lesue mura, il mare lambisce e avolte soffoca l'ingresso di unagrotta vasta che si dice esserestata l'antro del mago Merlino.A sua volta di strani natali: fi-gliodiunavergineedeldiavolo,invecchi subito, appena nato,poisi cristallizz in unavetustaimmortalit.Verrebbevoglia diandarlo a cercare oggi, nellaterra cornica che si alimentaancora di questi segreti e diqueste leggende. C' l'illusioneche ci si potrebbe imbattere in

    Acuradi:

    LUCIANOGENTA

    conBRUNO QUARANTA

    [email protected]

    www.lastampa.it/tuttolibri/

    Continuaa pag.II

    Pedalarepermille

    chilometri unantidotoperfettocontro le

    frenesieeditoriali,

    quelle che,perClaudiaTaroloe Marco

    Zapparoli,quarantenni,sposati

    lorodueeancorpisposaticon laloro

    casaeditrice,MarcosyMarcos.Laspiaggianonva bene,sembra

    fattaappostaperleggeremanoscritti;la

    montagnaaiutama nonbasta,tuttele nostre

    copertinesono natelungoi sentierialpini.

    Cosda qualchetempoabbiamoscopertole due

    ruote:ungioco,

    unavventurae...sonnidipiombo.Dopoil

    periplodiVancouverIslandedellaNuova

    Zelanda,questannounclassico:la ciclopistadelDanubio.Siamo

    partiti intrenoperPassau.Di llungoil

    fiumesinoa Budapest,80kmalgiorno,tra

    riservenaturalie luoghimitici,Melk,Linz,

    Vienna,ci fermiamodovecapita,magari

    quandopiovepiforte.

    Lasera,davanti auna

    birra,apriamoRossoFloyddiMari,BellasMariposasdiAtzeni,

    Operaiedi LeslieChange finalmenteIl

    pontesullaDrina,

    Tempodiuccidere,Vitaedestino,con la

    libertdeilettori,senzasecondi fini.

    Certo, inevitabilequalchestrappo,

    impossibilenonscavarenellelibreriediVienna:Infondo,unoscrittore

    genialecome JasperFordlabbiamoscovato

    aCopenhagen.Inbicicletta.

    DUEMARCOSINBICI, LUNGO

    ILDANUBIO

    TUTTOLIBRI

    LASTAMPA

    tuttoLIBRINUMERO 1727ANNOXXXIVSABATO14AGOSTO2010

    PENSIERI

    Lebussole

    di PlacidoNautilus, la culturacome avventuraFERRERO P.III

    DIARIODI LETTURA

    PaoloRossi

    cheCabaretLarte di rubareMolire e Dario FoZUCCONI P.VIII

    MIRELLA APPIOTTI

    EDITORI

    INVACANZA

    ATintagel, un castellofantasma: unadelle possibili Camelot,

    scura e isolata,predafacile delle nebbie

    p

    Quinacque lamoredi Lancillottoe Ginevra e avvamp

    la passionediTristanoe Isotta

    PerleggereI romanzi arturiani,nell'edizioneOscarMondadori, sonocompresi in cinque volumetti:

    Chrtiende Troyes, Iromanzicortesi(21),Perceval,Erec e Enide, Cligs, Lancillotto,Ivano.Nel

    catalogodelleditoreGarzanti: Romanzimedievali d'amore e di avventura, Introduzione,sceltadei

    testi, traduzione e notedi Angela Bianchini,prefazionedi LeoSpitzer. DiDaphnedu Maurier, peri tipi

    diSellerio,Gli uccelli e altriracconti.

    CAMPANILE

    Lumorista

    bollentissimoVita e letteraturanellepistolarioGAMBAROTTA P. II

    ANNIVERSARIO

    Lesinfonie

    diMilaUn maestro traMozart e il 68PESTELLI P.IV

    I R

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    CampanileLautoredi Agosto,mogliemia non ti conosco: 68 anni di lettere,tra giornalismo, letteratura, vita privata

    SERGIOPENT

    Province malate, alcoli-che, delittuose, disoccupate,province da trafiletto in crona-ca, raccontate con giocosa iro-nia, oltre i soliti luoghi comunimetropolitani.

    Per la serie ma questa fac-cia dove l'ho gi vista?, Anto-nio Petrocelli ci narra le esila-ranti - ma complessivamente

    tragiche - odissee lavorative diunoche - aitempi grandiosidell'Italia a tutto schermo - nonavrebbedi certo faticatonel suomestiere.Jonio Castellucci uncaratterista, un attore mino-re, unochecomparein pellico-la per il tempo di una battuta,sempre che non venga tagliatadi brutto in fase di montaggio.Jonio ha lavorato con i grandidelcinema,ma il cinema adesso- come il resto degli italiani chesopravvivono fiduciosi che nes-suno abbia messo le mani nellelorotasche-inpienacrisi.

    Jonio bravo, ha talento, siaccontenterebbe di lavorare

    una tantumedi mantenerelafa-miglia,che inveceva avanti gra-zie all'impiego della moglie,mentreluibadacomepuai trefigli e fa il pendolare fra Taver-nicci - in periferia di Firenze - eRoma, dove si fiondasoventeincercadi qualcheoccasione. Maitempidoratisonoallespalle,i re-gisti sono disoccupati e le partiminori sempre meno necessa-rie. La limpida lamentazione diJonio lospecchiodi questaIta-lia smarrita in cui non bastanopiamiciziee favori perportarea casa la propria dignit. Non un romanzo sul cinema, quello

    di Petrocelli, ma la storia di unprotagonista sotterraneo senza

    fama e senza volto, che si muovecercandouna traccia divita- unatraccia di s - tra le depressioni ele meschinit di un cinema in di-sarmo, che chiede aiuto per so-pravvivere, per farcapire a chi ci

    governache laculturaitaliana - inanni neanche troppo remoti - ha

    datolustroal Paese e ispiratoarti-stidi tuttoil pianeta.Un romanzoche qualcuno magari legger inchiave autobiografica - Petrocelli uno dei pi gettonati caratteri-sti di casa nostra - ma che abbia-moinvecevisto,nellasua cadenzadolorosamente caricaturale, co-me un inno alla volont di viverecercandoun posto sicuronel mon-do, con qualcuno che ti guardi infacciae sappiachi sei.

    Sorrisipi inebriatiper FulvioErvas e il suo ispettore Stucky,mezzopersiano mezzoveneziano.Tra le colline del prosecco trevi-giano si incrociano bevute in bet-tola e omicidi,ma conla consuetagenerosa affabulazione di questo

    autore che sembra il primo a di-vertirsi raccontando il suo fazzo-lettodi mondo.

    Stucky alle preseconil suici-dio del donnaiolo conteAncelotti,proprietariodi ampivigneti,e conl'omicidio del direttore di un ce-mentificio. I fatti, come si vedr,sono ovviamente collegati, mascorrono ettolitri di vinello friz-zantee logorantiandirivienitra lecolline, prima che si trovi l'ade-guata, doverosa soluzione. Senzacontare che dal lontano Cile sbu-ca una vulcanica donna, CelindaSalvatierra, che si dichiara erededelcontee vorrebbespianarei bi-

    blicivignetiper impiantarebana-ne.La logica delgiallo lineare,ri-lassata,male pagineserenee ami-chevoli di Ervas mettono sete, inquestaestatetropicale,e vienev