Tomo IId - Cultura

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  • PIANO STRUTTURALE

    __________________________________________________________________

    Cultura

    Referente: Oberdan Armanni

    Collaboratori:

    Daniela Ottanelli

    Contributi: Giuseppe Gherpelli Francesco Gurrieri

    Eugenio Maccagnani Beatrice Mazzanti

    ___________________________________________________________________

    Responsabile del Procedimento Gaetano Di Benedetto

    Progettisti

    Oberdan Armanni, Marcello Cocchi, Maurizio Talocchini

    Coordinamento operativo Marcello Cocchi

    Organizzazione dei dati e Supporto tecnico coordinamento operativo:

    Giovanni Matarrese

  • Quadro Conoscitivo - Cultura

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    INDICE

    PREMESSA.................................................................................................................................................................... 3 IL SISTEMA DELLA FORMAZIONE, DELLA RICERCA E DELLA CULTURA............................................. 7

    ELENCO GENERALE DELLE ISTITUZIONI CULTURALI E MUSEALI FIORENTINE............................. 10 Musei .................................................................................................................................................................... 10 Monumenti............................................................................................................................................................ 11 Istituzioni culturali ............................................................................................................................................... 12 Gallerie private .................................................................................................................................................... 13

    I SOGGETTI DELLE PRINCIPALI ISTITUZIONI............................................................................................... 21 SOPRINTENDENZA SPECIALE AL POLO MUSEALE DI FIRENZE .................................................................................... 22 MUSEI SCIENTIFICI DI FIRENZE ISTITUTO E MUSEO DI STORIA DELLA SCIENZA...................................................... 25 MUSEI COMUNALI DIREZIONE CULTURA................................................................................................................ 27 OPIFICIO DELLE PIETRE DURE DI FIRENZE ................................................................................................................. 30 SOPRINTENDENZA BENI ARCHEOLOGICI PER LA TOSCANA ........................................................................................ 32 ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE ................................................................................................................................ 32 BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE ....................................................................................................... 33 LE ESIGENZE E LE PROPOSTE, I DATI E LE AREE .......................................................................................................... 34 AREE ED IMMOBILI IN DISMISSIONE............................................................................................................................ 39 ISTITUZIONI, ESIGENZE E FUNZIONI RICHIESTE........................................................................................................... 40 AREE UTILIZZATE/AREE RICHIESTE/FUNZIONI ........................................................................................................... 41

    POLITICHE DELLAMMINISTRAZIONE PER IL SETTORE CULTURA.................................................. 42 LA PRODUZIONE CULTURALE ................................................................................................................................. 42 I SISTEMI INTEGRATI DI ATTIVIT E STRUTTURE. ....................................................................................................... 42 LINTEGRAZIONE DELLE ATTIVIT E DEI SERVIZI CULTURALI. ................................................................................... 43 ALLARGARE LACCESSO ALLA CULTURA. .................................................................................................................. 44 MIGLIORARE LA QUALIT DEI SERVIZI RESI AI CITTADINI E AGLI OPERATORI. ........................................................... 44 VALORIZZARE IL PATRIMONI O CULTURALE............................................................................................................... 44 FIRENZE E LA CONTEMPORANEIT. ............................................................................................................................ 45 L'UNIVERSIT COME RISORSA. ................................................................................................................................... 45 L'EDILIZIA UNIVERSITARIA. ....................................................................................................................................... 46

    CULTURA E ASSOCIAZIONISMO......................................................................................................................... 47

  • Quadro Conoscitivo - Cultura

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    Premessa Come ha scritto Pierre Francastel, gli uomini, le societ non creano il loro ambiente solamente per soddisfare certi bisogni fisici o sociali, ma anche per proiettare entro uno spazio reale di vita alcune delle loro speranze, ambizioni e utopie; perci le forme urbane sono il prodotto della storia, e nel termine citt non va tanto riconosciuto un concetto rigoroso quanto piuttosto laccumularsi di una somma di esperienze storiche.

    Il legame di una citt con la storia concreta che lha attraversata non pu essere, per, assunto a unico criterio di lettura delle peculiarit che la contraddistinguono: il determinismo fisico non spiega tutto, n giova alla soluzione dei problemi che la citt continuamente propone.

    Neppure una concezione di tipo biologico (quella che assimila la citt a un corpo umano, e ne descrive le parti in cuore, arterie, tessuto, articolazioni, ecc.) aiuta oggi a comprendere con sufficiente precisione i fenomeni che attraversano la citt.

    La citt e la sua evoluzione, il succedersi nel tempo, e nello stesso luogo, di esperienze urbane di varia natura, la combinazione di una eredit accumulata e degli apporti pi recenti o in corso, non possono essere ricondotti al solo gioco di causalit locali e frazionate.

    Il Piano strutturale, redatto dopo una minuziosa, analitica ricognizione delle principali criticit emerse negli ultimi anni nella citt di Firenze, punta il suo obiettivo sui dispositivi urbani nei suoi aspetti relativamente costanti, mettendo in evidenza i dati salienti delle composizioni spaziali, nei rapporti interni alla citt e in quelli esterni, e piazzando nei punti nevralgici dello spazio indagato una rete di sensori che segnalano senza sosta le emergenze connesse con i principi della tutela e della conservazione del patrimonio.

    In particolare, bench scarsamente utilizzata in quanto tale, nella stesura del testo del Piano strutturale, le nozioni di bene culturale e di paesaggio investono direttamente sedimentazione e stratificazione di un territorio, quale quello fiorentino, in cui lopera di umanizzazione giunta, nei secoli, a livelli di cos intima e indistricabile presenza da non potere pi essere catalogata come divisa, oppure settorialmente disciplinata, ma piuttosto letta nelle sue dinamiche di organizzazione e sviluppo.

    Perci, il Piano Strutturale evita accuratamente distinzioni di carattere tipologico, riunendo in una articolata previsione organizzativa, che discende dalla applicazione della normativa di riferimento, la vasta tematica della tutela, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

    Lunitariet dellapproccio rilevabile gi nella individuazione dei Sistemi territoriali, laddove (Sistema dellambiente, del paesaggio aperto e del paesaggio urbano) si pongono le basi di una tendenza al ripristino delle attenzioni da dedicare alle componenti naturali, giustamente definite come i cardini su cui si imperniata lantropizzazione che connota in maniera prevalente lambiente.

    Le potenzialit di trasformazione introdotti nel Sistema degli insediamenti hanno, da un lato, un vincolo assoluto, la necessit che nulla venga anche solo minacciato nella sua integrit di restituzione storica, ma sono, dallaltro lato, il frutto della riflessione sulla indispensabilit di assicurare al patrimonio insediativo storico urbano, che comprende anche quello della citt in villa, lopportunit di non perdere quel tratto distintivo rappresentato dalla sua capacit, tramite minimi mutamenti funzionali, di riprodurre il fenomeno della sua vitalit.

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    Le priorit conferite alle mobilit collettive su ferro e su strada, e le numerose indicazioni relative alla implementazione delle forme di mobilit elementare suggeriscono un modo di intendere un uso della citt fondato sul rispetto dellambiente e delluomo, presupposto imprescindibile di ogni politica di tutela e conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

    Lorientamento del Piano Strutturale in questa direzione confermato dalla presenza, nelle Invarianti di mantenimento, di soluzioni perentorie attorno alla inalterabilit del paesaggio storico collinare e dellinsediamento storico urbano, il cui equilibrio morfologico, nellarmonia delle sue parti naturali e artificiali, definisce lirripetibilit dellesperienza fiorentina e il suo valore nella storia dellumanit.

    In questa prospettiva, il recupero integrale della funzione decisiva del fiume Arno nella costituzione della forma urbis, la collocazione, da perseguirsi con le opportune cautele, dei parchi (e degli impianti sportivi non costruiti) nelle fasce non saturate fra pianura e collina, si coniugano con la opzione che prelude alla assegnazione a quelle parti della citt che hanno una fisionomia affermata e immediatamente riconoscibile, anche nella percezione dei cittadini, di una personalit sempre pi spiccata.

    La consapevole rinuncia alla netta divisione della citt in parti funzionali, si avvia un processo in cui le parti di cui la citt costituita dovranno sempre pi dotarsi, ci che gi sta avvenendo, di una capacit di produrre al proprio interno di una multifunzionalit discreta ed efficace, non concepita in termini di autosufficienza o esaustivit.

    Lidentit della citt, nel Piano Strutturale, non il prodotto di una omologazione: Firenze non , n fisicamente n simbolicamente, riducibile ad un unico elemento prevalente. la diversit delle parti a fornire, piuttosto, la chiave di un sistema di identit, fatto di componenti naturali (lacqua del fiume, le colline, il verde, il cielo), di componenti artificiali (limmensa serie dei prodotti della applicazione intellettuale e manuale degli uomini che hanno fatto Firenze), di componenti immateriali (i saperi, le esperienze accumulate, le idee e limmaginazione di cui sono portatori gli uomini di oggi).

    Il Piano Strutturale configura nel Sistema della formazione e della cultura lasse portante dello sviluppo produttivo della citt, per la incidenza che i processi di trasmissione del sapere e di godimento della bellezza hanno ormai assunto nella societ contemporanea.

    La citt di Firenze sintetizza, originalmente e mirabilmente, i portati storici, artistici, architettonici, archeologici, etno-antropologici di una intera, millenaria civilt, trasfusi in una capacit del pensare, del dire e dello scrivere, del costruire e del produrre, in una parola del fare, che non si perduta.

    Su queste architravi poggia lidea di Firenze che lumanit si fatta, e che cerca quando vive la citt, da cittadino, da studente, da studioso, da lavoratore o da turista che la frequenta.

    Le quattro grandi funzioni di una citt moderna (labitare, il lavorare, il coltivare lo spirito e il corpo, il circolare, come ha insegnato Le Corbusier) sono e possono ancora pi essere esaltate dal loro svolgimento in un contesto di assoluta eccezionalit quale quello fiorentino, che pu riuscire a contenere al suo interno, senza modificarle, le tracce della storia, le esigenze della contemporaneit, soddisfacendole in modo originale, e i semi del futuro, coltivati in collaborazione con le intelligenze attratte dal sistema formativo e culturale della citt.

    questa idea di Firenze che chi la governa deve quotidianamente nutrire con scelte, azioni, interventi coerenti, ed a partire da questa idea che lorganizzazione dellofferta formativa e

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    dellofferta culturale deve sprigionare tutte le loro facolt, dopo che siano state messe in condizione di potersi esprimere appieno; del resto, come ha scritto William Morris, ..allarte compete di stabilire il vero ideale per vita piena e ragionevole, una vita nella quale la percezione e la creazione della bellezza, il godimento del vero piacere, vengano considerate necessarie per luomo come il suo pane necessario, in modo che nessun uomo, o gruppo di uomini, possa esserne privato...

    Il Comune di Firenze ha deciso di costituire, con gli altri due soggetti pubblici territorialmente pi rilevanti, la Amministrazione Provinciale e la Camera di Commercio di Firenze, e con soggetti privati, una Fondazione, senza scopo di lucro, destinata a perseguire . in via prioritaria, con lobiettivo di contribuire allo sviluppo economico e civile della comunit locale, le finalit dello svolgimento delle attivit di tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico., delle attivit culturali e dello spettacolo, delle attivit di formazione superiore e di ricerca scientifica, della organizzazione di mostre, eventi ed iniziative di tipo culturale, del sostegno alla domanda culturale dei residenti dellarea metropolitana, anche per favorirne la coesione sociale, della agevolazione della produzione culturale innovativa, dello sviluppo del turismo culturale sostenibile, e della definizione delle strategie operative necessarie per il raggiungimento di tali finalit, mediante la gestione dei beni ad essa assegnati o comunque da essa ricevuti, di strutture fisse stabilmente aperte al pubblico, degli istituti e dei servizi museali e culturali ad essa affidati. Come si pu constatare, la Fondazione chiamata a svolgere compiti delicati e importanti proprio in ambiti che il Piano Strutturale indica fra quelli prioritari, con limpegno a costituire il terreno favorevole ad una auspicabile congiunzione di scelte in ordine ad una razionale gestione dei servizi per il pubblico oggi separatamente offerti dalle singole istituzioni afferenti allo Stato, alla Regione, alla Provincia, al Comune, a diversi soggetti privati).

    anche da sottolineare il fatto che fra i pi significativi ambiti che il Piano inserisce nelle Unit Territoriali Organiche Elementari, ci sono anche quelli che paiono dedicati a rendere fattivamente praticabili alcune delle scelte contenute nel Piano Strategico Metropolitano (la citt della musica e dellarte contemporanea, la citt del restauro, la citt della scienza, la citt della storia e dellarte, comprendente il polo archivistico e la biblioteca della citt).

    Gli obiettivi, fra loro strettamente intrecciati, puntano alla creazione di soluzioni innovative in tutti i settori dei beni e delle attivit culturali, superando steccati storici ( il caso della condizione di minorit in cui versa oggi lofferta culturale di segno scientifico tecnologico), rimuovendo pregiudizi (come quelli che fanno immaginare, talvolta, che ci possa essere incompatibilit fra il dovere della conservazione del patrimonio e il dovere del sostegno alla produzione artistica contemporanea) e interpretando la multifunzionalit come applicabile anche a questi settori.

    La citt viene valutata, nel Piano strutturale, per la sua disponibilit ad accogliere, nel sistema insediativo storicamente determinato, come nelle aree oggetto di possibili trasformazioni, attivit di ricerca, di formazione, di produzione e di diffusione artistica, scientifica e culturale.

    La ricerca costante della massima qualit nellesercizio delle diverse funzioni il comune denominatore richiesto ai protagonisti (scienziati, studiosi di moltissime discipline, esperti, storici, artisti, musicisti, artigiani, imprenditori, tecnici, operatori) di quelle attivit. La tutela e la conservazione del patrimonio culturale e paesaggistico sono imperativi categorici, senza i quali risulterebbe vana ogni intrapresa di valorizzazione, e rappresentano una straordinaria riserva di professionalit applicabili alla conoscenza (non c azione di tutela che non abbia inizio dalla conoscenza, e la conoscenza foriera di complessit, di apertura di nuovi campi dindagine, di

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    nuove metodologie dazione), alla cura (prevenzione, manutenzione, restauro), alla gestione di tutti gli aspetti legati alla protezione e alla conservazione.

    Anche la valorizzazione del patrimonio prima di tutto un atto conoscitivo, dato che essa consiste nel miglioramento progressivo delle condizioni di fruizione offerte al maggior numero possibile di persone.

    Non c valorizzazione se non c trasmissione del valore intrinseco del bene o dei beni che vengono offerti al godimento pubblico, tramite prodotti editoriali, espositivi, comunque di supporto al fruitore.

    La valorizzazione implica anche, ovviamente, lorganizzazione della intera gamma dei servizi offerti al pubblico, oggi frantumati in Firenze in un intrico di competenze, esperienze, soluzioni cos distanti fra loro da rendere arduo il percorso del visitatore: la razionalizzazione dei servizi non ha solo lobiettivo di agevolare la fruizione del patrimonio, ma anche quella di migliorare le condizioni di vivibilit della citt.

    La gestione del patrimonio, poi, lungi ormai dallessere lultima delle azioni da porre in essere per la sua salvaguardia, sta mettendo in campo un insieme di competenze e professionalit necessarie, che saranno sicuramente al centro, nella realt fiorentina, di molteplici iniziative di formazione a tutti i livelli, e di sperimentazioni significative.

    Il mondo delle attivit culturali, poi, arricchisce le potenzialit del sistema formativo e culturale di Firenze, per la notevole qualit e variet delle esperienze in corso, oltre che del patrimonio di beni culturali in cui tali attivit si esplicano.

    Poich per attivit culturali dobbiamo intendere tutte quelle che afferiscono alla produzione e alla diffusione dellarte e della cultura, possiamo, molto sinteticamente (e, sicuramente, in maniera non esauriente) provare a calare nellimpianto urbano limpatto, in termini di strutture oltre che di iniziative o imprese, delle attivit connesse (in tutte le loro declinazioni) con la musica, con il teatro, con la danza, con il cinema, con larte e con larchitettura contemporanee, con la letteratura

    Queste attivit, che tutti i principali indicatori nazionali indicano, sia in ordine alla produzione che in ordine al consumo, come particolarmente presenti a Firenze, costellano gli spazi urbani di teatri, spazi aperti, sale, auditorium, laboratori, atelier che fanno parte integrante della vocazione alla multifunzionalit incoraggiata dal Piano strutturale.

    Tradotta in una mappa specifica, la disseminazione di questi punti di produzione e diffusione della cultura e dellarte si interseca, in ogni Unit Territoriale Organica Elementare, con gli insediamenti di quelle attivit (studio, ricerca, analisi, restauro, ecc.) che si applicano alla tutela e alla conservazione del patrimonio, e con quelli, pi immediatamente produttivi, dellartigianato artistico.

    La qualit deve essere anche il fattore dominante che presiede alla ricollocazione razionale di quelle attivit (lintera filiera dei beni e delle attivit culturali) nel contesto urbano, con lobiettivo di eliminare la precariet e la insufficienza logistica delle situazioni attuali, di valorizzare, anche nella distribuzione allinterno delle diverse Unit Territoriali Organiche Elementari, il patrimonio insediativo storico, compreso quello definibile in termini di archeologia industriale, sia pure nei limiti posti dalle esigenze conservative, e trovando i luoghi in cui possa essere realizzato, sempre nel quadro della compatibilit ambientale, un numero significativo di nuovi interventi, che diano conto, al livello pi alto possibile, del modo con cui oggi si pu costruire senza necessariamente cancellare, negare o anche solo alterare le testimonianze che vengono da lontano.

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    IL SISTEMA DELLA FORMAZIONE, DELLA RICERCA E DELLA CULTURA

    Potremmo affermare che il futuro di Firenze nel suo passato, ma si tenga conto che spesso

    pi complessa lopera di mantenimento che di rinnovamento, laddove per mantenimento non si intenda immobilismo. Firenze per il mondo un mito, il sogno della bellezza e del buon gusto, delle arti e della cultura: un primato che deve essere mantenuto non con la pietrificazione in schematismi concettuali ma con la forza dellintelligenza, con progettualit strategiche.

    Daltronde oggi la politica della cultura alla base del governo delle principali citt internazionali e Firenze a pieno titolo deve rientrare entro un dibattito da cui si allontanata. Definire i luoghi urbani e collegarli ad un diagramma di funzioni elettivamente individuate nella maglia urbana, come potenziamento o nuovo innesto di operosit culturale, focus ineludibile ed insieme obiettivo non pi demandabile.

    Nellipotesi propositiva sintetizzata nel quadro sinottico di riferimento si forma quale primo indirizzo strategico la promozione di Firenze come laboratorio di cultura. Volont forte e complessa nei suoi passaggi intermedi che significa riacquisire competitivit nazionale ed, essenzialmente, internazionale nel settore. I passaggi obbligati convergono verso il potenziamento delle tante risorse nel campo museale, espositivo e nellambito delle tradizioni.

    Firenze oggi un centro di eccellenza a scala internazionale per il consumo piuttosto che per la produzione della cultura. Limmagine fortunatissima della citt darte ha contribuito a banalizzare e a lasciare in ombra molte aree di eccellenza e numerosi aspetti qualificanti delle vocazioni storiche della citt.

    Il riequilibrio tra consumo e produzione della cultura rappresenta dunque lobbiettivo generale prioritario di unazione strategica di rilancio della citt e del suo territorio.

    La comunit fiorentina deve compiere dunque ogni sforzo per tornare a proporsi come luogo di elaborazione culturale, di sviluppo di ricerche avanzate e come deposito attivo e continuamente arricchito di memorie rilevanti per le scienze delluomo, della natura e della societ. Occorre dedicare maggiore attenzione alla contemporaneit, ma essa non va limitata alle arti visive, e non pu ridursi alle (pur necessarie) attivit espositive. E necessario ricreare le condizioni perch la citt possa tornare ad essere centro di creazione artistica e letteraria e insieme laboratorio di ricerche scientifiche in molti campi del sapere e di elaborazione di idee nuove per i rapporti sociali.

    Firenze deve essere dunque citt degli studi e delle ricerche ed a tal fine deve mostrarsi in primo luogo consapevole dellimportanza della sua Universit, ove gi esistono riconosciuti centri di eccellenza ed aree che hanno le potenzialit per diventarlo. N si devono dimenticare le altre numerose istituzioni culturali, alcune di assoluto prestigio. Una soluzione urbanistica innovativa potrebbe facilitare la valorizzazione di tali risorse. Questa soluzione darebbe valore aggiunto allimmagine e alle attivit delle singole istituzioni, con opportune sinergie anche organizzative e logistiche.

    Firenze potrebbe inoltre coniugare la contemporaneit con il suo grande passato, attraverso un intelligente applicazione delle nuove tecnologie ai beni culturali. Nel restauro i centri di eccellenza che vi operano (Sovrintendenze e Opificio delle pietre dure ma anche centri privati) svolgono da tempo, in collaborazione con lUniversit e il CNR, unazione sistematica di ricerca e sperimentazione applicando i saperi tecnico- scientifici pi avanzati alla diagnosi, al monitoraggio ed agli interventi sul patrimonio culturale. Firenze pu candidarsi ad essere una citt del restauro di rilievo mondiale, intercettando la domanda crescente di servizi formativi e di interventi in questo settore. Anche in questo caso, lindividuazione di una specifica ed ampia area,

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    da attrezzare con interventi architettonici di qualit, favorirebbe la realizzazione di tale obiettivo. In essa potrebbe essere ospitati laboratori, strutture formative, imprese impegnate in attivit innovative.

    Le nuove tecnologie possono fornire a Firenze anche unulteriore peculiare opportunit. I suoi musei, le sue biblioteche ed i suoi archivi testimoniano una grande vocazione ad essere centro delle memorie collettive.

    Queste tradizioni storiche, assieme alla presenza di risorse materiali e intellettuali e di esperienze gi compiute di grande rilievo anche sul versante dei centri di ricerca dellUniversit, contribuiscono a fare di Firenze e della Toscana la localizzazione naturale di un centro nazionale per la conservazione e la valorizzazione delle memorie digitali. Tale centro potrebbe avere significativi effetti sia sulle attivit formative che su quelle produttive. Sarebbe stimolata la crescita di imprese ad alta tecnologia e di occupazione qualificata in un settore nel quale Firenze potrebbe cogliere vantaggi competitivi rilevanti.

    Per quanto si debba puntare di pi sulle funzioni di produzione culturale, non si pu ignorare che Firenze un grande centro di consumi culturali e che interventi sono necessari anche per ammodernare questa funzione riqualificandola. Occorre dunque in primo luogo riunire in rete i musei esistenti nellarea fiorentina (non solo nel comune di Firenze) costituendo un sistema museale attraverso un progetto che metta insieme le diverse amministrazioni. Il sistema dei musei, valorizzato anche con adeguati strumenti di comunicazione (tra cui un sito internet) permetterebbe di offrire servizi pi qualificati alla domanda turistica, distribuendone in forme pi equilibrate limpatto anche attraverso percorsi specializzati; consentirebbe inoltre di far conoscere meglio il notevole patrimonio tecnico-scientifico della citt.

    Di particolare interesse poi la costituzione di un museo della citt che valorizzi il contributo dato da Firenze non solo alle arti, ma anche agli aspetti politici, economici e sociali della civilt occidentale. Inoltre si deve dare particolare attenzione al ruolo giocato storicamente da Firenze come luogo di incrocio e di collegamento di esperienze culturali maturate in civilt diverse. Il recupero di queste tradizioni storiche si presta ad essere specificamente legato anche ad attivit espositive, mostre ed eventi che mettano in rilievo il rapporto tra le fortune economiche e scientifiche di Firenze e le pi attuali specializzazioni produttive nellartigianato, nella moda, nella meccanica strumentale.

    Occorre rilanciare le attivit espositive con mostre di qualit che permettano di recuperare il ruolo di eccellenza della citt nel settore delle esposizioni culturali. Firenze e la sua provincia quindi hanno una sfida da giocare nei prossimi anni: affermarsi a pieno titolo come una delle capitali della cultura mondiale. Una scelta di cui si avvantaggerebbe lintero tessuto regionale e nazionale, senza sottrarre spazi, ruoli o peculiarit alle altre entit e realt.

    La partita si gioca su pi livelli che si intersecano tra loro: contemporaneit, nuove tecnologie

    applicate ai beni artistici, sistema delle mostre, innovazione e rilancio degli istituti di ricerca e del sistema archivistico locale, potenziamento del Maggio musicale che dovr necessariamente disporre di nuovi spazi, una forte interazione della citt degli studi con il tessuto locale, laffermarsi sempre pi di una logica di sistema con le realt dellarea e della regione (in particolare con Siena e Pisa).

    Al fine di un pi esaustivo Quadro Conoscitivo, essenziale ai fini della redazione del Piano, stata condotta una ricerca, affidata allarch. Beatrice Mazzanti, per il coordinamento delle informazioni relative alle condizioni desercizio dei principali Istituti di Cultura e Museali fiorentini (Allegato n 6).

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    Il primo conferimento conoscitivo circa la situazione delle istituzioni ha reso con evidenza lassenza di unindagine generale circa le emergenze degli istituti; necessit inerenti spazi, condizioni conservative, condizioni espositive e fruibilit, e per conseguenza, degli effetti funesti sulle potenzialit di valorizzazione del patrimonio culturale e di tutte le attivit ad esso connesse.

    Orientato al recupero di dati che esprimono le emergenze gestionali attuali e gli inevitabili futuri precari scenari, esso raccoglie le perplessit e le difficolt espresse dalle parole dei conservatori del patrimonio culturale e computa in dati dimensionali le esigenze degli stessi allo scopo di fornire uno strumento operativo efficace al coordinamento delle scelte in sede di confronto e redazione del Piano Strutturale.

    Il lavoro, espresso sotto forma di dossier, stato suddiviso in una fase operativa dacquisizione dati riguardanti localizzazione, preminenza culturale e territoriale, condizioni desercizio; nel coinvolgimento verbale di numerosi interlocutori quali direttori primari, gestori responsabili, o addetti ad unit specialistiche afferenti gli istituti ed interessati a vario titolo nella discussione delle questioni in oggetto; in una fase analico-comparativa dei dati raccolti, seguita necessariamente da una sintesi finale. Lopportunit di venire in contatto con i singoli rappresentanti delle Istituzioni e lacquisizione di dati per la redazione del dossier ha consentito la raccolta di un corpus informativo la cui analisi rende lo stato desercizio delle Istituzioni ad oggi; la scelta di non rielaborare un testo-intervista direttamente reso dai protagonisti cerca di restituire gli umori e limpellenza affiorata di volta in volta nelle parole di quasi tutti gli interessati.

    I risultati qui presentati concludono un ciclo di ricerche certamente non esaustive; loperazione chiude ed isola la situazione delle Istituzioni culturali nel momento in cui la citt sottoposta a studi inerenti le dinamiche di trasformazione e che si pone in posizione davanguardia riguardo al suo divenire progettuale. La gi pubblicata pianificazione strategica consente uno sguardo in direzione delle possibilit di scelta e cooperazione al fine della messa in atto di idee e progetti funzionali allo sviluppo economico, sociale e culturale dellarea metropolitana.

    In questottica il documento assume una posizione intermedia e funzionale al dialogo fra le potenzialit espresse dal Piano Strategico e le indicazioni progettuali del Piano Strutturale per ci che attiene il Sistema della Cultura.

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    ELENCO GENERALE DELLE ISTITUZIONI CULTURALI E MUSEALI FIORENTINE. E stato redatto un elenco delle principali istituzioni finalizzato alla relazione di una

    opportuna Carta Topografica della Cultura che, suppure non esaustiva, disegna di massima una mappa delle istituzioni ma soprattutto disegna e rende visibile, attraverso la georeferenziazione, la distribuzione dei luoghi della cultura nella fase di conoscenza e fornisce indicazioni propositive finalizzate, dal punto di vista distributivo, ad un riequilibrio programmatico che dovr essere espresso nel Piano.

    MUSEI 1 Centro di documentazione per la storia dellassistenza e della sanit fiorentina

    Borgognissanti, 20 2 Fondazione Scienza e Tecnica Via G. Giusti, 27 3 Istituto Agronomico per lOltremare Via A. Cocchi, 4 4 Istituto e Museo di Storia della Scienza Piazza dei Giudici, 1 5 Istituto Geografico Militare Via C. Battisti, 10 6 Istituto Tecnico Industriale - Istituto Professionale per lIndustria e lArtigianato

    Leonardo da Vinci Via del Terzolle, 91 7 Museo della Matematica Viale Morgagni, 67/A 8 Museo dellOpificio delle Pietre Dure Via degli Alfani, 78 9 Opificio delle Pietre Dure Via degli Alfani, 78 Sede Fortezza da Basso Viale Strozzi, 1

    Firenze Sede Palazzo Vecchio Laboratorio di Restauro Arazzi Salone delle Bandiere 10 Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Botanica

    Via G. La Pira, 4 11 Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Antropologia

    ed Etnologia Via del Proconsolo, 12 12 Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Geologia e

    Paleontologia Via G. La Pira, 4 13 Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Mineralogia e

    Litologia Via G. La Pira, 4 14 Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Zoologia La

    Specola Via Romana, 17 15 Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione Orto Botanico

    Giardino dei Semplici Via P.A. Micheli, 3 16 Museo Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi Via S. Egidio, 21 17 Osservatorio Ximeniano Piazza San Lorenzo, 1 18 Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano Via della Ninna, 5 19 Galleria dellAccademia Via Ricasoli,60 20 Cappelle Medicee Piazza Madonna degli Aldobrandini,6 21 Museo dellOpera di Santa Maria del Fiore Piazza del Duomo,9 22 Palazzo Pitti Appartamenti Monumentali Galleria Palatina Galleria del Costume -

    *Galleria dArte Moderna Museo degli Argenti Museo delle Porcellane Giardino di Boboli Piazza Pitti

    23 Museo di Palazzo Vecchio Quartieri Monumentali Sala dArme Piazza della Signoria 1 24 Museo dei Ragazzi Piazza della Signoria 25 Galleria dellIstituto degli Innocenti Piazza della SS.Annunziata, 12 26 *Museo Marino Marini Piazza S. Pancrazio, 1 27 Museo di S. Marco Piazza S. Marco,9

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    28 Museo di Palazzo Davanzati o Museo dellAntica Casa Fiorentina Via Porta Rossa,13 29 Museo della Fondazione H.P.Horne Via dei Benci,6 30 Museo di Palazzo Medici Riccardi Via Cavour, 3 31 Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte Piazza S.Stefano al Ponte, 5 32 Museo Bardini Piazza dei Mozzi,1 33 Museo Firenze ComEra Via dellOriolo,24 34 Galleria Rinaldo Carnielo Piazza Savonarola, 3 35 Museo Archeologico Via della Colonna,38 36 Museo Stibbert Via Stibbert,26 37 Museo Nazionale del Bargello Via del Proconsolo, 4 38 Casa e Museo di Dante Via S. Margherita,1 39 Museo Casa Siviero Lungarno Serristori,3 40 Collez. della Fond. di Studi di Storia dellArte Roberto Longhi Via B. Fortini, 30 41 Fondazione Romano nel Cenacolo di Santo Spirito Piazza Santo Spirito,29 42 Museo degli Strumenti Musicali Antichi Piazza Belle Arti,2 43 Museo del Bigallo piazza San Giovanni,1 44 Museo della Casa Buonarroti Via Ghibellina,70 45 Museo dellOpera di Santa Croce Piazza Santa Croce,16 46 Museo di Santa Maria del Carmine e Cappella Brancacci Piazza del Carmine,14 47 Museo e Chiostri Monumentali di Santa Maria Novella Piazza Santa Maria Novella,18 48 Museo del Calcio Viale Aldo Palazzeschi, 20 49 Museo delle Berline (o delle Carrozze) - Palazzo Pitti Rond Meridionale Piazza Pitti 50 Museo della Certosa Buca di certosa, 2 51 Museo di Arte e Storia Ebraica Via L.C Farini, 4/6 52 Museo di Orsanmichele Via Arte della Lana, 1

    MONUMENTI Cenacolo del Ghirlandaio Borgo Ognissanti,42 Cenacolo di Santa Apollonia Via XXVII Aprile,1 Cenacolo di Andrea del Sarto o di S. Salvi Via Andrea del Sarto,16 Cenacolo del Fuligno Via Faenza,42 Chiostro dello Scalzo Via Cavour, 69 Sinagoga e Museo del Tempio Israelitico Via Farini,4 Crocifissione del Perugino Borgo Pinti,58 Forte Belvedere Costa S. Giorgio Fortezza da Basso + Arsenale Viale Strozzi,1 Campanile di Giotto Piazza Duomo Basilica della Santissima Annunziata P.zza Santissima Annunziata Basilica di Santa Croce Piazza Santa Croce Basilica di Santo Spirito Piazza Santo Spirito Badia Fiorentina Via del Proconsolo Basilica di San Lorenzo Piazza San Lorenzo Basilica di Santa Maria del Carmine Piazza del Carmine Basilica di Santa Maria Novella Piazza Santa Maria Novella Chiesa di San Firenze Piazza San Firenze Chiesa di Santa Trinita Piazza Santa Trinita Chiesa di Santa Maria Maggiore Vicolo Santa Maria Maggiore, 1 Chiesa di Santa Maria Maddalena de Pazzi Borgo Pinti

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    Cattedrale di Santa Maria del Fiore Piazza del Duomo Cripta di Santa Reparata Cattedrale di Santa Maria del Fiore Cupola del Brunelleschi Piazza del Duomo Chiesa di San Miniato al Monte Via Monte alle Croci Chiesa di San Salvatore al Monte Via di San Salvatore al Monte alle Croci Battistero Piazza San Giovanni Villa Medicea di Castello Accademia della Crusca - Giardino Via Castello,47 Villa Medicea La Petraia - Giardino Via della Petraia,40

    ISTITUZIONI CULTURALI Gabinetto Disegni e Stampe Uffizi Piazzale degli Uffizi,6 Gabinetto Scientifico Letterario G.P.Vieusseux Palazzo Strozzi Archivio Contemporaneo A.Bonsanti Palazzo Corsini Suarez Via Maggio, 42 Archivio dellOpera del Duomo Via della Canonica,1 Archivio Storico del Comune di Firenze Via dellOriuolo, 33 Archivio di Stato Viale Giovine Italia, 6 Sede-Deposito di Sesto Fiorentino Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze Piazza de Cavalleggeri, 1 Laboratorio di Restauro P.zza SantAmbrogio, 1 Emeroteca Forte Belvedere Via San Leonardo, 5 Biblioteca Marucelliana Via Cavour, 43 Biblioteca Medicea Laurenziana Piazza San Lorenzo, 9 Biblioteca Riccardiana Via Ginori, 10 Accademia della Crusca Via di Castello, 46 villa medicea Accademia delle Arti del Disegno Sala delle Esposizioni Via Ricasoli, 68 Sede Via Orsanmichele, 4 Segreteria Via Ricasoli, 66 *Archivio per lArte Italiana del Novecento Via Giuseppe Giusti, 44 *Archivio Vinicio Berti Via Panicale, 9 *Artists Archives Via Puccinotti, 10 *Il Moro Archivio Firenze Ricerca Via del Bersaglio, 9 *Archivio Giovani Artisti Via Ghibellina, 30 Biblioteca Comunale Centrale Via SantEgidio, 21 Biblioteca Argingrosso Via Santa Maria a Cintoia, 1/19 Biblioteca Filippo Buonarroti Viale Guidoni, 188 Biblioteca di Palagio di Parte Guelfa Piazzetta di Parte Guelfa Biblioteca e Archivio Storico del Risorgimento Via SantEgidio, 21 Biblioteca dei Ragazzi - Santa Croce Via Tripoli, 34 Biblioteca Pietro Thouar Via Mazzetta, 10 Biblioteca di Via delle Carra Via delle Carra, 2 Biblioteca Libero Beghi Villa Arrivabene Piazza Leon Battista Alberti, 1 Biblioteca Fioretta Mazzei Via dellArcolaio, 2/a Biblioteca Dino Pieraccioni Via Nicolodi, 2 Biblioteca di Villa Bandini Via di Ripoli, 118 Biblioteca Isolotto Luciano Gori Viale dei Pini, 54 Biblioteca del Giardino dellOrticoltura Via Vittorio Emanuele II, 4 Biblioteca Istituto ITI-IPIA Leonardo da Vinci Via del Terzolle, 91 Biblioteca della Giunta Regionale Toscana Via di Novoli, 26 Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino

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    Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico per le province di Firenze, Pistoia, Prato Palazzo Pitti - Piazza Pitti, 1

    Soprintendenza Archeologica per la Toscana Via della Pergola, 65 Sede del Centro di Restauro Largo del Boschetto,3 Sede Deposito e Museo c/o Villa Corsini di Castello Via della Petraia, 38 Accademia dei Georgofili Logge degli Uffizi Corti Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria Via SantEgidio, 23 *Ist. Germanico di Storia dellArte Kunsthistorisches Institut in Florenz Via G. Giusti, 44 *Istituto Francese Piazza Ognissanti, 2 *Istituto Universitario Olandese di Storia dellarte Viale Torricelli, 5 Ist. Univers. Europeo Villa Il Poggiolo Archivi Storici Comunitari Piazza Edison, 11 Villa Schifanoia - Via Boccaccio, 121 Istituto Papirologico G.Vitelli Borgo Albizi, 12-14 Istituto Nazionale di Alta Matematica Francesco Severi Via Santa Marta, 13/a *Associazione culturale Blue Klein Via Puccinotti, 19 *Centro Studi Giovanni Klaus Koenig Via San Niccol, 93 *Cooperativa Emilarte Via Vittorio Emanuele II, 126 *Gadarte Via SantEgidio, 27/r *Gruppo Donatello Via degli Artisti, 2/r Associazione Italia Russia Via Santo Spirito, 41 Associazione Culturale Nazionale Sandro Pertini Via Ricasoli, 41 Biblioteca Teatrale Alfonso Spadoni Via della Pergola, 12/32 Biblioteca della Facolt Teologica dellItalia Centrale Via Cosimo il Vecchio, 26 Centro di Documentazione Manitese Firenze Via Aretina, 230/b Centro Fiorentino di Storia e Filosofia della Scienza Via G.P.Orsini, 44 Centro Studi e Documentazione Assi Giglio Rosso Viale Michelangelo, 64 Centro Studi Politici Sociali Archivio Storico il Sessantotto Via G.P.Orsini, 44 Cooperativa delle Donne Via Fiesolana, 2/b Fondazione di Studi Storici Filippo Turati Via Ricasoli, 49 Forum per i Problemi della Pace e della Guerra Via G.P.Orsini, 44 Italia Nostra Sezione di Firenze Via G.P.Orsini, 44 Istituto Gramsci Toscano Via G.P.Orsini, 44 Movimento Federalista Europeo Centro Fiorentino di Studi Internazionali Alexander Hamilton Via Santo Spirito, 41 N.I.C.E. New Italian Cinema Events Via Santo Spirito, 41 Istituto Storico della Resistenza in Toscana Via Cavour, 1 *Fondazione Studio Marangoni Via San Zanobi, 41/r *Fondazione Targetti Art Light Collection Via Pratese, 164

    GALLERIE PRIVATE *Showroom ed Archivi F.lli Alinari Largo Alinari, 15 *Centro dArte Spazio Tempo Piazza Peruzzi, 15/r. *Corso Tintori Arte Corso dei Tintori, 43/r *Galleria Aurelio Stefanini Studio dArte Via Cavour, 31 *Galleria Gruppo Donatello Via degli Artisti, 2r *Galleria Il Ponte Via di mezzo,42b *Galleria La Corte Arte Contemporanea Via de Coverelli, 27r Gallerie Il Magnifico Via dellAcqua, 6/r

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    Galleria dArte Cavour Via Cavour, 148/a Galleria dArte Faustini Borgo Ognissanti, 21/23r Galleria dArte Spagna Via Ghibellina, 97/r Galleria dArte Spinetti Chiasso Armagnati, 2 Galleria Parronchi Via de Fossi, 18/r *Galleria Paviglianiti Il Prato, 66/r *Galleria dArte Ponte Vecchio Borgo San Jacopo, 18/r *Il Bisonte Via San Niccol, 24/28r Museo Salvatore Ferragamo - Palazzo Spini Feroni P.zza S.Trinita, 5/r *Officine Tornabuoni Via de Tornabuoni, 5 *Galleria Tornabuoni Arte Lungarno Cellini, 13 *Sergio Tossi Arte Contemporanea Via Pindemonte, 63 Studio Indiano P.za Santo Spirito, 22 *Arte e Personae Via del Presto di San Martino, 31/a *Biagiotti Arte Contemporanea Via delle Belle Donne, 39/r *Galleria Spazio Toast Biagiotti Via del Moro, 18/r *Dadart Virtual Gallery Borgo Albizi, 37/r *Galleria De Benci Via de Benci, 30/r *Galleria Santo Ficara Via Ghibellina, 164/r *Foyer degli Artisti Borgo Albizi, 23 *Kens Art Gallery Via Lambertesca, 15-17/r *Galleria Mentana Piazza mentana, 2/3 *Galleria Pananti Arte Contemporanea Via Maggio, 15 *Galleria DArte Centro Storico Via Pietrapiana, 20 *Pitti Immagine Discovery Via Faenza, 111 *Galleria Poggiali e Forconi Via della Scala, 35/a *Salone Villa Romana Via Senese, 36/a *S.T.A. Project Via Senese, 36/a *Galleria Daniele Ugolini Via XXVII Aprile, 49/r *Galleria Alessandro Bagnai Via maggio, 58/r *Galleria Base Via San Niccol, 18/r *Studio Art Centers International Via SantAntonino, 11

    Un contributo specifico allindividuazione dei Percorsi museali stato messo a punto dalla consulenza affidata al prof. Gurrieri e le cui risultanze sono illustrate a seguire.

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    La distribuzione territoriale delle istituzioni culturali

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    Le Aste Museali

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    I SOGGETTI DELLE PRINCIPALI ISTITUZIONI La promozione di un confronto congiunto sulla questione riguardante lo stato delle Istituzioni

    Culturali Fiorentine dovuta alla programmazione gestionale dellamministrazione e, attori principali e/o conservatori degli organismi interessati sono stati:

    * il Direttore della Soprintendenza ai Beni Archeologici per la Toscana, Dott. Bottini; * il Direttore Architetto rappresentante per la Soprintendenza Speciale al Polo Museale, Dott.

    Godoli; * lArchitetto Marino in rappresentanza della Soprintendenza Regionale per i Beni e le

    Attivit Culturali; * lArchitetto Mazzoni per la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il

    patrimonio Storico-Artistico e Demo-Etno-Antropologico; * Il Soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure di Firenze, Dott.ssa Acidini; * Il Direttore dellIstituto e Museo di Storia della Scienza, Prof. Galluzzi; * la Direttrice della Biblioteca Nazionale Centrale, Dott.ssa Fontana; * la Direttrice dellArchivio di Stato di Firenze, Dott.ssa Manno Tolu ed il Dott. Lamioni; * la Direttrice dei Musei Comunali fiorentini, Dott.ssa Silla; * lAssessore alla Cultura del Comune di Firenze, Dott. Siliani. A vario titolo sono intervenuti nella raccolta delle informazioni strutture tecniche, coadiutori

    o direttori-responsabili di aree direttamente interessate al tema o ad esso tangenti. Tutti i soggetti intervenuti conducono sistemi museali complessi o strutture archivistico-

    librarie di ampia portata storico-culturale, gestori del grande patrimonio storico ed artistico dellarea fiorentina e talvolta toscana, essi operano in situazioni del tutto inadeguate, o difficilmente rifunzionalizzabili allassolvimento delle esigenze riconosciute in termini di emergenze di spazi e di gestione ordinaria dei servizi sopravvenute con il tempo. Un tempo che vede lampliarsi costante delle collezioni dopere, o di qualsivoglia testimonianza documentaria la cui qualit ne imponga la salvaguardia, e della conoscenza delle stesse, che porta con s necessit di tutela, di corretta conservazione e di opportuni strumenti di valorizzazione efficaci e coerenti alle richieste di cultura del presente. Mutate esigenze di fruibilit ed un necessario ed inevitabile processo dinnovazione delle opportunit e dellapproccio ad esse simpongono, e sommate alle carenze endemiche degli istituti compongono uno stato delle cose sufficientemente arretrato in confronto alle opportunit che la citt ha offerto storicamente e che oggi dovrebbe continuare ad offrire in forme e modi aggiornati. Altre istituzioni culturali italiane, oppure europee, francesi e tedesche, costituiscono un modello in questa direzione.

    Pur nella garanzia di unofferta di servizi alta e unica per le peculiarit della condizione storico-culturale fiorentina, gli enti di tutela sono oggi posti di fronte a sollecitazioni e richieste di rinnovamento, di ascolto della contemporaneit e di deciso contributo ad unapertura internazionale della citt, la cui base teorica elaborata e discussa nellappena presentato Piano Strategico.2 Temi questi fortemente sostenuti dai conservatori delle Istituzioni, nonostante laggravarsi delle difficolt di gestione anche basilari - ne esempio lArchivio di Stato, sottoposto ad estreme limitazioni finanziarie sui fondi di gestione ordinaria che in prima linea ne promuovono lavvio rendendo disponibile la loro collaborazione congiunta ai procedimenti lunghi, tortuosi e frustranti del ricercato mutamento.

    Quasi tutti gli addetti alla tutela sono stati coinvolti nella promozione dei progetti costituenti lobiettivo del Piano Strategico che promuove il rilancio di Firenze come centro di produzione culturale, di alta formazione e di applicazione delle nuove tecnologie ai beni culturali3, con lo specifico proposito di costituire una base coordinata e propositiva affinch si debba evitare uno scivolamento verso uneconomia pi basata su un turismo di bassa qualit o sul destino della citt Museo, ed inoltre si debba promuovere una valorizzazione attiva del patrimonio culturale della citt, dal lato della produzione culturale e non solo del consumo.4

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    Emergenze che si aggravano repentinamente costringono i conservatori ad una costante ricerca di sopravvivenza - senza alcun abuso linguistico, si pu affermare infatti il caso della sede della Biblioteca Nazionale Centrale, minacciata costantemente dalla chiusura obbligata dellIstituto al pubblico a causa dellassenza del rilascio del Nulla Osta Antincendio, dovuta allassenza delle condizioni del rilascio, dovuta a sua volta alla precariet delle condizioni dei depositi librari affidata a soluzioni provvisorie ed inutilmente dispendiose, che producono forse il rallentamento degli effetti pi deleteri sulla possibilit di consumo culturale ma che alla lunga ricompongono un inevitabile e cronico stato di degrado.

    Pu davvero Firenze accogliere il degrado ed il consumo incontrollato delle Istituzioni Culturali pi prestigiose?

    Da qui lesigenza di ripartire con senso di responsabilit elaborando una strategia unitaria complessiva per la citt.

    Una strategia unitaria che tenga saldamente conto del valore del patrimonio collettivo, dellalta specializzazione dei settori delle cultura e della ricerca, che sia capace d enunciare una visione allargata dei ruoli dei singoli protagonisti affinch, con utopia realistica, gli Uffizi siano ancora collocati nel nucleo originario che li ha visti prosperare fino alla visibilit internazionale odierna, e che con altrettanta eccellenza irradino nellarea urbana fiorentina la loro portata, quale figura rappresentativa e gestionale capofila del sistema cultura nella pianificazione urbanistica.

    Le ipotesi risolutorie espresse dai responsabili delle strutture museali sono esplicitate nellall. al Piano n 6: il sistema delle istituzioni culturali dellarch. B. Mazzanti.

    Soprintendenza Speciale al Polo Museale di Firenze Sedi musei: * Galleria dellAccademia Via Ricasoli, 60 * Museo di San Marco Piazza S.Marco, 9 * Museo Nazionale del Bargello Via del Proconsolo, 4 * Cappelle Medicee Piazza Madonna degli Aldobrandini, 6 * Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano Loggiato degli Uffizi, 6 * Palazzo Pitti Appartamenti Monumentali Galleria Palatina Galleria del Costume

    Galleria dArte Moderna Museo degli Argenti Museo delle Porcellane Giardino di Boboli - Piazza Pitti

    * Museo di Palazzo Davanzati Via Porta Rossa, 13 * Cenacolo Andrea del Sarto Via A. del Sarto, 16 * Cenacolo di Ognissanti Borgo Ognissanti, 42 * Cenacolo di Santa Apollonia Via XXVII Aprile, 1 * Cenacolo del Fuligno Via Faenza, 42 * Chiostro dello Scalzo Via Cavour, 69 * Ville Medicee di Castello e della Petraia * Museo della Fondaz. Horne Propr.: Ente Morale Fondaz. Horne Via de Benci, 6 * Casa Buonarroti Propriet: Ente Morale Casa Buonarroti Via Ghibellina, 70 - FI

    Linsieme dei musei fiorentini afferente la Soprintendenza Speciale al Polo Museale

    costituisce un caposaldo del sistema museale cittadino, per dislocazione, consistenza e qualit. I responsabili della gestione del patrimonio ivi conservato, contattati per questoccasione, concordano sulla necessit di opportune riorganizzazioni interne ai singoli complessi e sulla possibilit di ampliare gli spazi in dotazione soprattutto in previsione della dismissione di edifici storici o aree urbane.

    Per Palazzo Pitti si ritiene che lattuale disposizione di parte dei vani seminterrati di Palazzo

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    Pitti consentirebbe, con adeguate sistemazioni previste da un progetto gi predisposto, la razionale riorganizzazione di depositi essenziali alla gestione delle esposizioni in assetto oggi nel palazzo. Una riorganizzazione prettamente interna, essenziale almeno quanto quella del Teatrino nel Rond di Bacco, che sarebbe in grado fornire rinnovata possibilit dintrattenimento culturale. Il piccolo impianto teatrale oggi scarsamente usato perch privo della dotazione di impianti ed arredi tecnici.

    La risoluzione di problemi interni ai contenitori espositivi storici del Bargello, dellAccademia e di Palazzo Davanzati premono ugualmente. Presso il museo del Bargello sono in corso operazioni di parziale riallestimento; mentre i vani maggiormente rappresentativi del piano terra vengono ora destinati ad esposizioni temporanee di modeste dimensioni, con opportune revisioni dei piani espositivi superiori possono essere recuperati spazi per le opere della collezione permanente e per piccoli incrementi. Nella sede storica del Bargello i depositi sono collocati allultimo piano, e sono attualmente esauriti; il materiale conservato e non esposto consistente ed occupa lintera superficie ad esso destinata. La prevista dismissione della sede del Tribunale di Firenze in piazza San Firenze troverebbe una naturale ed ideale sede dampliamento per le collezioni ed i servizi connessi al Museo Nazionale del Bargello. Lampliamento consentirebbe ladeguata esposizione delle opere e ladozione di servizi al pubblico ormai necessari alla gestione ed accoglienza da parte di una struttura museale di nuovo impianto.

    Il museo accolto in Palazzo Davanzati e dedicato alla casa fiorentina chiuso da circa sette anni per consistenti lavori di restauro che prevedono inoltre un completo riallestimento. Le operazioni in atto sono ad un buon stato davanzamento; i lavori sono stati alternativamente interrotti per motivi legati ai finanziamenti, e la previsione dapertura ad oggi indicata nel 2004. La competenza sul museo solo parzialmente della Soprintendenza Speciale al Polo Museale, e risulta condivisa con la Soprintendenza ai Beni Architettonici ed il Paesaggio.

    La Galleria dellAccademia, uno straordinario punto di confluenza ed attrazione turistica, priva di un sistema daccesso adeguatamente organizzato allo scopo di reagire con efficienza al poderoso afflusso. La zona ingresso assolutamente disadatta ad accogliere le masse in arrivo e la fila snodata a fianco della sede sino a raggiungere ed occupare i marciapiedi della via degli Alfani per un tratto significativo, costituiscono una non soluzione ed alimentano situazioni quotidiane di scarsa garanzia dincolumit per i fruitori. La collezione permanente trova spazi ed ambienti sufficienti e ben organizzati, mentre larea destinata ad esposizioni temporanee risulta assai esigua. Con minime variazioni murarie la Galleria potrebbe essere congiunta al museo dellOpificio delle Pietre Dure; ipotesi discutibile di collegamento delle due strutture espositive che potrebbe essere approfondita per la possibilit di condividere unelevata affluenza direzionabile cos anche verso la piccola e preziosa struttura museale delle Pietre Dure. Come museo maggiormente specifico, questultimo potrebbe condividere con la Galleria la gestione ordinaria e gli orari dapertura.

    Per il Museo di San Marco e dei Cenacoli, escluso quello di San Salvi, non si rilevano particolari specifiche esigenze; le peculiarit dei luoghi darte non sono suscettibili, se non molto modestamente, di ampliamenti, riallestimenti o modifiche sostanziali.

    Per la Galleria degli Uffizi, si rileva la non congruenza dellattuale uso di molti ambienti delledificio vasariano. I problemi conseguenti alla scarsit dello spazio a disposizione, riguardanti in particolar modo gli uffici direzionali ed i depositi, sono considerati risolvibili con un riassesto inter-no della struttura. A seguito della divisione delle competenze delle rispettive soprintendenze Soprintendenza Regionale, Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio, Soprintendenza Speciale al Polo Museale - lesigenza di recuperare spazi da attribuire ai tre organismi ha privato la sede storica degli Uffizi di spazi sostanziali. Settori che sarebbero essenziali alla gestione direzionale della Galleria sono oggi utilizzati dalla Soprintendenza

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    Regionale che li occupa dal 2002 per evidenti problemi di reperimento di una diversa collocazione (circa 500-700 mq).

    Spazi destinati a deposito sono sottratti alla Galleria dalle funzioni svolte dallUfficio Catalogo, afferente oggi la Soprintendenza per i Beni Architettonici; la sua posizione nel complesso considerata penalizzante per lo sviluppo coerente del percorso espositivo, oltre a sottrarre vani per un totale di circa 700 mq. Diviene naturale la ricerca di una collocazione alternativa per lUfficio Catalogo, anche in previsione delle esigenze logistiche specifiche di detto ufficio, destinato ad incrementare la raccolta di materiali ed informazioni, e per conseguenza, delle superfici necessarie; a ci aggiungasi la recente occupazione incongrua attribuita alla Direzione costituenda del Museo Bardini, cui sono stati destinati circa 150 mq sul versante delledificio rivolto al Lungarno Archibusieri. Allinterno delledificio vasariano trova spazio anche il Gabinetto Fotografico della Soprintendenza; con valenza territoriale, rimasto legato alla sede della Galleria della quale occupa una superficie consistente.

    La Sala delle Reali Poste, oggi utilizzata per ridotte esposizioni temporanee, con i suoi 300 mq circa era stata destinata con il Progetto per i Grandi Uffizi ad assolvere la funzione di zona di sosta e ristoro, per la caratteristiche di completa autonomia rispetto al complesso espositivo. La funzione a servizi, correlati con le primarie funzioni museali della Galleria, attribuita alla Sala in fase di progetto rimasta disattesa, perch gli ambienti oggetto della proposta intersecano quelli del Gabinetto Fotografico del quale non in programma lo spostamento. Le molte occupazioni inadatte alla corretta utilizzazione degli ambienti della Galleria trovano ampio riflesso nel problema generale della carenza di spazi a disposizione delle istituzioni cul-turali e museali fiorentine. Se i tecnici della Soprintendenza sottolineano ripetutamente lesigenza primaria di rivedere con raziocinio le possibilit di riordini tutti interni alle strutture museali esistenti, il problema generale dellinsufficienza delle superfici ne risulta ancor pi aggravato. I travasi logistico-organizzativi che muovono gli uffici da sedi appropriate a sedi recuperate dimostrano alfine la reale contingenza dalla quale neanche le Soprintendenze possono dirsi escluse. Lendemica insufficienza di spazio rappresenta oggi un problema presente e gi quotidiano, la cui gravit non tiene in considerazione n una corretta gestione ordinaria, n le previsioni per futuri riassesti ed incrementi del patrimonio artistico.

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    Musei Scientifici di Firenze Istituto e Museo di Storia della Scienza Le istituzioni sottoelencate sono quelle individuate dal Piano Strategico e sono inserite nello Studio di Fattibilit per la Rete dei Musei Scientifici:

    * Centro di documentazione per la storia dellassistenza e della sanit fiorentina * Fondazione Scienza e Tecnica * Istituto Agronomico per lOltremare * Istituto e Museo di Storia della Scienza * Istituto Geografico Militare * Istituto Tecnico Industriale - Istituto Professionale per lIndustria e lArtigianato Leonardo

    da Vinci * Museo della Matematica * Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Botanica * Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Antropologia ed

    Etnologia * Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Geologia e

    Paleontologia * Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Mineralogia e Litologia

    * Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione di Zoologia La Specola

    * Museo di Storia Naturale dellUniversit degli Studi di Firenze - Sezione Orto Botanico Giardino dei Semplici * Museo Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi * Osservatorio Ximeniano.

    Nello Studio di Fattibilit i Musei Scientifici presi in esame risultano essere 16, poich il

    Museo dellOpificio delle Pietre Dure viene considerato nellambito della tradizione museale storico-scientifica ed oggetto desame in un paragrafo espressamente dedicato, sono inoltre state censite 42 Collezioni, e 6.837.410 reperti.

    Il valore e la potenziale ricchezza delle collezioni tecnico-scientifiche fiorentine, sono state oggetto dello Studio di Fattibilit promosso da Ente Cassa di Risparmio di Firenze e realizzato dall Istituto e Museo di Storia della Scienza il cui Direttore esplicita:

    Lofferta museale risulta infatti oggi fortemente sbilanciata sulle tradizioni, peraltro illustrissime, della nostra citt nel settore delle arti visive. Viceversa, le altrettanto rilevanti tradizioni tecnico-scientifiche non hanno avuto il privilegio di unanaloga valorizzazione... Esse formano nel loro insieme un patrimonio che va considerato unico sul piano nazionale e internazionale. La valorizzazione di queste risorse contribuirebbe ad arricchire in maniera estremamente significativa limmagine stessa di Firenze, che oggi viene percepita come un centro di assoluta eccellenza solo nel settore delle arti visive e dellarchitettura, peraltro circoscritto a una breve stagione storica (tra Medioevo, Rinascimento e gli esordi dellEt Barocca). Per procedere in questa direzione necessario, anzitutto, disporre di dati aggiornati sulla consistenza e sullo stato di conservazione delle collezioni tecnico-scientifiche, valutare limpatto economico e le benefiche ricadute culturali di unefficace azione di valorizzazione, studiare forme di integrazione, programmazione e promozione comune, sviluppare servizi condivisi e, infine, incrementare linterscambio e la collaborazione tra i musei scientifici e i centri pi avanzati del sistema ricerca metropolitano.

    Tenuto conto della forte frammentazione attuale di questo patrimonio, indispensabile perseguire lobbiettivo di unintegrazione a rete, che consenta di emettere segnali di sistema

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    sufficientemente incisivi, rispettando nel contempo tradizioni e vocazioni originarie, che costituiscono un valore e un tratto di identit da salvaguardare.

    Da queste valutazioni e premesse partito lo Studio di Fattibilit per la Rete dei Musei Scientifici di Firenze. Lipotesi che abbiamo perseguito quella di analizzare e definire gli strumenti fondamentali per simulare gli effetti della messa in rete di 16 diverse istituzioni, accomunate dalla vocazione per la diffusione della cultura scientifica e dotate tutte di un patrimonio di beni e risorse culturali capaci di contribuire a caratterizzare limmagine di Firenze non solo come citt darte, ma anche come centro di eccellenza per la cultura scientificaSi tuttavia consapevoli che altre strutture museali fiorentine, attive in aree disciplinari diverse, svolgono attivit o presentano materiali dinteresse per listituenda rete, che andr, dunque, concepita come aperta a ulteriori integrazioni nel contesto di unorganizzazione sistemica dellintero plesso museale metropolitano. Si pensi, ad esempio, alle attivit innovative svolte negli ultimi anni dal Museo dei Ragazzi; oppure al Museo Alinari, che intende allestire una sezione sullevoluzione delle tecniche fotografiche; o, ancora, alle importanti collezioni scientifiche conservate nel Museo Bardini, al Bargello, allo Stibbert, al Museo Archeologico, ecc

    In prospettiva, la rete dovr anche creare centri di servizio capaci di progettare e realizzare mostre, prodotti multimediali e di sviluppare efficaci proposte formative per il mondo della scuola. Infine, la rete, attualmente formata solo da istituzioni dotate di collezioni storiche, dovr arricchirsi di un centro nel quale i complessi fenomeni delle scienze e delle tecniche contemporanee vengano presentati in maniera interattiva, con metodi immersivi, sul modello dei science centers.

    Tutte le 16 istituzioni considerate dallo Studio di Fattibilit hanno contribuito con entusiasmo alla realizzazione del progetto.

    Lauspicio che questa ricerca possa segnare lavvio di un processo concreto di valorizzazione che consenta di conferire adeguato riconoscimento al valore delluniverso di oggetti, di idee innovative e di figure eccezionali evocato dal tema Firenze Scienza. Per conseguire questo obbiettivo indispensabile investire risorse nella qualificazione degli allestimenti dei poli museali e nellattuazione di concrete iniziative di promozione. Vanno inoltre individuati spazi adeguati per consentire lintegrazione fisica di nuclei omogenei di collezione, in modo da garantire le condizioni per una gestione sostenibile della rete. Va registrata con soddisfazione lopportuna evidenziazione dellobbiettivo della valorizzazione complessiva dei musei scientifici fiorentini nei Materiali del Progetto Strategico per larea metropolitana.

    In termini operativi pare tuttavia necessario, nel breve periodo, dare soluzione a due esigenze centrali: lindividuazione di una sede idonea per aggregare le sezioni oggi isolate dei musei universitari; e la messa a disposizione di spazi che permettano di sviluppare la strategia di collaborazione programmatica tra Istituto e Museo di Storia della Scienza e Fondazione Scienza e Tecnica, con la significativa partecipazione dellOsservatorio Astrofisico di Arcetri e di altre prestigiose istituzioni di ricerca. La soluzione di questi problemi innescher un processo virtuoso di collaborazione tra istituzioni museali, strutture di alta formazione e centri avanzati di ricerca scientifica. Uno dei benefici che scaturir da questa alleanza strategica sar il rafforzamento e la qualificazione delle iniziative per la diffusione della cultura scientifica, un bisogno sempre pi avvertito nella societ contemporanea

    Come affermato da Carlo Triario (Istituto e Museo di Storia della Scienza), Lo Studio di Fattibilit per la Rete dei Musei Scientifici fiorentini prefigura un possibile scenario di collaborazione sistematica tra istituzioni vocate alla diffusione della cultura scientifica e storico-scientifica. Sono state individuate in questa fase 16 realt museali cittadine, diverse per storia, tipologia, collezioni, missione istituzionale e dimensioni. Le loro differenze, oltre ad anticipare la straordinaria ricchezza dellistituenda rete, risultano estremamente utili ai fini dello studio sulle potenzialit delliniziativa. La collaborazione attenta e linteresse registrati durante le fasi

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    dellindagine sono un ulteriore segnale di cui far tesoro e dei quali vogliamo ringraziare i responsabili degli enti coinvolti. I 16 Poli analizzato sono riconducibili a tre aree tematiche: la naturalistica, la tecnico-scientifica e quella della Sanit.

    I dati descrittivi di ciascun Polo sono stati acquisiti utilizzando un tracciato informatico appositamente elaborato e attinti direttamente alla fonte, grazie alla collaborazione di uno staff di ricercatori inviati ad operare in situ. I dati raccolti finora fanno emergere un patrimonio culturale di grande valore e spesso di assoluta eccellenza.

    Lo Studio che viene qui presentato si caratterizza come unassoluta novit. Sono state studiate da uno staff di economisti dellUniversit degli Studi di Firenze le implicazioni della concreta attuazione del progetto sulleconomia cittadina, registrando lesistenza di un significativo potenziale di sviluppo, con evidenti ricadute sui settori produttivo, dei servizi e anche sullimmagine di Firenze.

    Per dare un segnale chiaro del filo di connessione teso tra i Poli e per evidenziare lesistenza stessa della rete, stato elaborato un progetto grafico, che ha immaginato le linee per conferire forte visibilit alle istituzioni e alla rete che le collega.

    Per lo studio di fattibilit inoltre, a cura di Simone Quercini stato redatto un rapporto sul Potenziale dintegrazione e funzioni di marketing con lobbiettivo di fornire un materia-le analitico funzionale al fabbisogno conoscitivo dei decision makers interessati alla valutazione delle potenzialit e delle condizioni di realizzazione della rete, la cui produzione ha comportato il ricorso ad un approccio multimetodologico [Mingers e Gill, 1997] con limpiego di differenti strumenti di rilevazione e lintento di prendere in esame il problema da varie prospettive. In particolare lo studio si articolato su diversi prodotti di ricerca che hanno comportato:

    (a) una secondary research (su fonti di letteratura, rapporti di ricerca, documenti pubblicati) delle reti di musei realizzate o in corso di realizzazione in Italia ed in Europa;

    (b) una case analysis di dieci istituzioni museali e tecnico-scientifiche fiorentine cui fanno capo quindici potenziali unit museali, delle quali si presa in esame lofferta sulla base del modello del paniere di attributi;

    (c) una survey analysis sulla domanda finale attuale di due istituzioni museali appartenenti alla rete per la ricostruzione dei profili del visitatore e del potenziale di integrazione della rete;

    (d) una analisi delle poste contabili emergenti dai bilanci e comunque riconducibili a specifiche voci di costo ed a ricavi conseguiti da unit del network;

    (e) interviste approfondite ad operatori che esprimono una domanda intermedia dei servizi potenzialmente offerti dalla rete (editori, agenzie di turismo, organizzazioni congressuali ecc) per una valutazione del potenziale della rete e del prodotto composito [Rispoli 2001].

    I risultati di questa analisi sono stati letti alla luce della modellistica di marketing territoriale

    proposta dalla letteratura economico-gestionale degli ultimi anni e da altri ambiti di ricerca [Anshworth e Voogd 1988, Kotler et al. 1993, Gold e Ward 1994, Caroli e Varaldo 1999 Paoli 1999], ed in particolare dei dati emergenti da un recente studio di marketing territoriale condotto sullarea della citt e della provincia di Firenze [Burresi 2001]. Questa modellistica non deve essere intesa come lunica base per lo studio delle problematiche oggetto della nostra attenzione [Conforti e Dal Pozzolo 2001], ma la prospettiva che viene ad offrire appare a nostro avviso di particolare importanza.

    Musei Comunali Direzione Cultura Spazi Conservativi ed Espositivi: lamministrazione comunale fiorentina possiede un vasto e

    ricco patrimonio artistico e documentario. La direttrice, viene per dichiarata dal responsabile la scarsa attenzione per ci che attiene la gestione ordinaria, straordinaria e la buona conservazione

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    di detto patrimonio. Il problema fondamentale rappresentato da una generale assenza di volont decisionale circa la questione beni culturali di propriet del comune di Firenze.

    Fra i beni e le collezioni di propriet del Comune di Firenze, ad oggi sono organicamente organizzati a costituire museo aperto al pubblico (o soltanto momentaneamente inaccessibile per motivi vari), i seguenti istituti:

    * Palazzo Vecchio, Quartieri Monumentali; * Museo e Chiostri Monumentali di S.M.Novella; * Museo Storico-Topografico Firenze Comera; * Fondazione Romano nel Cenacolo di Santo Spirito; * Galleria Rinaldo Carnielo; * Museo Bardini; * Raccolta Alberto della Ragione e Collezioni del Novecento; * Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine. * Museo dei Ragazzi.

    Palazzo Vecchio costituisce storicamente la sede di alta rappresentanza

    dellamministrazione fiorentina, funzione essenziale non in discussione; tuttavia il museo oggetto di un trend di visita in costante crescita che porta con s lesigenza di una riconsiderazione circa gli spazi ad esso destinati. Gli ambiti musealizzati sono ridotti in modo evidente rispetto alle potenzialit intrinseche del monumento e delle collezioni. Palazzo Vecchio ospita ancora funzioni non pregiate dellamministrazione che risultano palesemente estranee se collocate in un ambito storico monumentale di tale evidenza.

    Il complesso monumentale di San Firenze, oggi ancora sede del Tribunale, divenga per motivi logistico-geografici la nuova sede di molti dei settori amministrativi del comune, liberando quindi aree di Palazzo Vecchio che potrebbero assumere per conseguenza naturale, o per naturale vocazione, ampliamento della sede espositiva. Tali ambienti sono adesso oggetto di travasi di funzioni gestionali che perseverano nella negazione del riconoscimento dellesigenza di valorizzazione del bene. Nuove destinazioni per il palazzo dovrebbero avvenire a vantaggio delle funzioni museali, ed esempi in questa direzione sono costituiti nella stessa citt di Firenze dalla musealizzazione in corso di Palazzo Medici-Riccardi, o a Bologna di Palazzo Accurso, o in altre citt come Pistoia o Roma.

    Il recupero degli ambienti di alto valore storico-architettonico di Palazzo Vecchio in direzione della ricostituzione completa degli ambiti originari (Medicei), o la creazione di un centro espositivo a carattere archeologico per quanto riguarda gli scavi in corso della parte tergale, rappresenterebbero un grande segno di gestione illuminata e di civilt, oltrech di adeguata riconsiderazione di un patrimonio artistico-architettonico destinato oggi ad una costante ed ostinata condizione di invisibilit e reticenza.

    Nellarea dimessa adiacente denominata delle ex-Scuole Leopoldine di Santa Maria Novella, spazi oggi affidati in uso a privati, prevista la collocazione della Raccolta Alberto della Ragione e delle Collezioni del Novecento, riunita sotto lunica denominazione di Museo del Novecento. La collezione, precedentemente allestita in Palazzo Bombicci di piazza della Signoria, verrebbe ora ad occupare i piani ammezzato, primo, secondo e terzo delle ex-Leopoldine per una superficie complessiva di circa 1900 mq. Linvestimento per la realizzazione dellallestimento museografico oggetto daccordi finanziari in corso fra lamministrazione comunale e lEnte Cassa Risparmio di Firenze; la consistenza dellinvestimento notevole poich per ladeguamento della struttura sono preventivati alti costi.

    Il progetto nasce in condizioni asfittiche, poich nel calcolo delle aree relative assente sin da oggi la possibilit di rendere disponibili locali da destinare a depositi per stoccaggio, per la movimentazione e la corretta conservazione delle opere darte. Qualora la struttura sia restituita

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    nella forma prevista, e sebbene loccasione venga considerata dallamministrazione adeguata pur fornendo una soluzione parziale, si riconfermerebbe ancora pi decisamente lesigenza di disporre di ampi ed attrezzati locali per depositi.

    Il Museo Storico-topografico Firenze Comera oggi collocato presso lex-Complesso Conventuale delle Oblate; considerato allestimento temporaneo ormai da molto tempo, per motivi logistici e per motivi strategici. La sua dismissione dalla sede delle Oblate prevista al fine di recuperare detti spazi allidea-progetto La Biblioteca della Citt, i cui contenuti sono resi espliciti nel Piano Strategico (Firenze 2010 Piano Strategico dellArea Metropolitana Fiorentina, Palazzo Vecchio, Firenze 2003, p. 49). Lo spostamento del museo topografico troverebbe naturale confluenza nella creazione del Museo della Citt (Firenze 2010 Piano Strategico dellArea, cit., p. 55), di cui costituirebbe nucleo essenziale e localizzazione in altra sede ancora da definire.

    La Galleria Rinaldo Carnielo risulta ad oggi temporaneamente chiusa. Di essa si sottolinea linadeguatezza della promiscuit fra la situazione espositiva e quella residenziale-artigianale, che vede la collocazione di studi dartisti in adiacenza ai locali della Galleria. E auspicabile il trasferimento definitivo allambito espositivo degli ambienti oggi destinati a residenza-laboratori.

    Il Museo Bardini risulta ad oggi temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione ed allestimento. La sua riapertura collegata con i progetti in corso desecuzione riguardanti ladiacente Palazzo de Mozzi ed il relativo giardino Bardini, posto sul territorio collinare di Costa San Giorgio. Nella realizzazione soggetto essenziale risulta essere lEnte Cassa di Risparmio di Firenze. Maggiori informazioni sullandamento di parte delloperazione sono consultabili sul sito internet: www.bardinipeyron.it.

    Lamministrazione comunale fiorentina possiede chiese e complessi conventuali cittadini di grande importanza storica ed architettonica. Risultano in propriet al Comune tra altre:

    * Basilica della Santissima Annunziata; * Basilica e complesso di Santa Maria del Carmine; * Basilica e complesso di Santa Maria Novella; * Porzione del complesso di Santa Croce; * Basilica e complesso di Santo Spirito; * Chiesa di San Firenze; * Chiesa di San Giovannino dei Padri Scolopi; * Chiesa di San Salvatore al Monte; * Chiesa di Santa Maria Maggiore; * Chiesa di Santa Maria Maddalena dePazzi,

    La preminenza storico-architettonica dei complessi sopra elencati indiscutibile, e tuttavia

    lamministrazione sembra avere una posizione arretrata rispetto alle esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio di cui depositaria. La Dott.ssa Silla ritiene che i complessi di propriet comunale siano nella gestione ordinaria scarsamente valorizzati.

    Spesso sottoposti ad usi incongrui, o ad improprie convivenze di funzioni (spazi ed ambienti adibiti alla residenza in luoghi ad essa non destinati), i complessi conventuali presentano situazioni di varia conflittualit. E auspicabile una revisione delle scelte compiute sino ad ora; lo scopo il recupero di luoghi dotati di carattere monumentale e con forte connotazione storica affinch possano essere ricondotti ad una fruizione corretta nellambito dei percorsi museali cittadini, e ad un generale riconoscimento e valorizzazione dei beni tramite lidentificazione di nuove e prolifiche musealizzazioni parziali.

    Per la loro scala urbana i complessi conventuali, gi cos strettamente legati allo sviluppo storico-urbanistico della citt, andrebbero riconsiderati per la loro straordinaria consistenza fisica

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    ed il loro alto valore culturale. Il comune di Firenze possiede tre importanti nuclei collezionistici attualmente non visibili

    nella loro interezza a causa dellattuale sistemazione in depositi variamente distribuiti e non facilmente consultabili. I nuclei sono cos costituiti:

    Museo del Risorgimento, che venne inaugurato nel 1908 e nel 1938, dopo alterne vicende, fu in parte immagazzinato presso lex-convento delle Oblate. Le opere sono circa 700 e sono ad oggi conservate in locali diversi (uffici e depositi);

    Collezioni Teatrali (Donazione Saccenti Caiani), donate nel 1907 al Comune di Firenze dallattore Tommaso Salvini. Il lascito comprende 668 pezzi ed costituito da fotografie, oggetti vari e dipinti;

    Gipsoteca e Lapidario, costituiti da raccolte di provenienza diversa (concorsi pubblici, ex-Museo del Risorgimento e altre donazioni), sono circa 400 pezzi comprendenti sculture di personaggi illustri, bozzetti e reperti recuperati durante i lavori di sistemazione del Vecchio Centro di Firenze.

    A questi si aggiungano circa 700 opere di natura e provenienza diversa (tabernacoli, ex-Leopoldine, Enti morali soppressi, donazioni, etc.).

    Nellambito della ricognizione del patrimonio di propriet comunale la Dott.ssa Silla sotto-linea lassenza della possibilit di conoscere consistenza e qualit dei beni trattati dallufficio Catalogo e dalla Fototeca Comunale. Le operazioni di catalogazione potrebbero confluire in un Centro di Documentazione appositamente realizzato e destinato alla raccolta dei cataloghi esistenti, allimplementazione prevista, alla creazione di repertori tematici e sistematici, di facile, agevole e pubblica consultazione.

    Il Centro potrebbe prevedere inoltre spazi attrezzati destinati a laboratori per il pronto intervento sulle opere darte, o per il ricovero provvisorio demergenza delle stesse o di parte dei loro apparati dallestimento.

    I dati e le emergenze delineati circa i Musei Comunali ed i complessi cultuali monumentali evidenziano problemi diversi e talvolta complessi.

    La complessit della questione si rivela in tutta la sua reale dimensione quando si cerchi di ottenere informazioni circa la situazione odierna: alla lucidit espositiva da parte della Direzione Cultura non corrisponde unadeguata e fattiva corresponsione in termini di dati ed informazioni tecniche. La richiesta inerente dati metrici e funzioni delle strutture espositive e soprattutto, dei complessi conventuali, non ha trovato una risposta sufficiente. Ci evidente alla lettura della scheda tecnica qui di seguito allegata; lo scarso coordinamento delle unit operative comunali, che gestiscono separatamente in particolare i complessi cultuali, non ha permesso di recuperare dati organici per la descrizione di detti complessi. Le competenze sembrano raramente accordare interventi e grado di conoscenza circa i manufatti dinteresse storico-architettonico posseduti.

    Opificio delle Pietre Dure di Firenze situazione attuale L immobile, in passato ex - convento, fu alla fine del XVIII secolo trasformato dal Governo

    Granducale della Toscana in Sede della manifattura di corte, adibita ai lavori artistici di pietre dure.

    La graduale trasformazione da Laboratorio artistico a Laboratorio di restauro del patrimonio artistico nazionale avvenne alla fine del XIX secolo.

    L edificio che si affaccia su Via degli Alfani, di propriet demaniale come lintero complesso, al piano terreno ospita il Museo dellOpificio con una rassegna della produzione storica dei lavori artistici di pietre dure, la Portineria d accesso all Istituto, il Corpo di guardia dei custodi, la Biglietteria - bookshop del Museo e i relativi servizi igienici.

    La Sede attuale insufficiente e inadeguata alle odierne funzioni e attivit dell Opificio. La

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    sua collocazione in una stretta strada del centro storico la rende di difficile o impossibile accesso per i mezzi di trasporto adibiti al carico e scarico delle opere darte, tanto pi che il passaggio obbligato dall androne, unico accesso al cortile interno, di limitata larghezza. Tale accesso poi comune a Uffici, Scuola e Museo e non dovrebbe quindi essere adibito anche al transito di veicoli e ingombri.

    La Scuola, in funzione dal 1978, ha dovuto forzosamente inserirsi nella preesistente struttura e dispone soltanto di un aula e un aula - box provvisoria ricavata nel salone, entrambe al secondo piano.

    I laboratori ospitano attualmente circa 40 operatori, tra personale dipendente dell Opificio e allievi della Scuola che, negli stessi laboratori, svolgono buona parte del loro apprendistato. Gli spazi disponibili, di circa 920 mq., sono assolutamente insufficienti, tanto pi che le opere scultoree e bronzee ospitate nei laboratori, spesso sono monumentali e richiederebbero vasti spazi operativi. Del tutto insufficienti sono i depositi, destinati non solo a temporanei alloggiamenti di materiali e attrezzature, ma anche a conservare una stabile e inalienabile collezione di manufatti lapidei, per lo pi frammentari e di provenienza varia, legati alla progressa attivit di restauro dellOpificio.

    Sede distaccata -Firenze, Fortezza da Basso La sede del laboratorio Restauri indicata in oggetto, fa parte di un complesso di edifici

    allinterno della fortezza stessa, edificati nel periodo del passaggio della capitale da Torino a firenze, destinati ad avere funzioni di carattere militare.

    Tale destinazione duso riguardava anche ledificio attuale sede del laboratorio restauri. La struttura di tipo basilicale, stata destinata alle attivit di restauro in seguito

    allemergenza dellalluvione che colp Firenze nel Novembre del 1966, per la quale fu necessario destinare uno spazio ove poter procedere agli interventi necessari.

    Le esigenze di ampliamento emergono sia da funzioni che nel tempo si sono aggiunte a quelle originarie, sia da mutate condizioni di lavoro e di tipologia delle opere da restaurare.

    Fra le nuove attivit, particolarmente importante risulta la scuola di alta formazione per restauratori in attivit dal 1978, ma che dal 1999 ha visto aumentare il numero dei corsi da tre a quattro, per un totale di circa 60 giovani per i quali necessario avere aule al momento completamente inesistenti, a parte una saletta che ha funzioni forzatamente polifunzionale, e che come tale, insufficiente sotto tutti i punti di vista. Le mutate condizioni di lavoro, anche in rapporto alla rispondenza delle normative che riguardano la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro, impongono una serie di spazi e di ambienti non prevedibili al tempo del primo insediamento, ma che oggi sono diventati indispensabili (ambienti per spogliatoi, magazzini e depositi, collegamenti verticali senza barriere architettoniche, spazi tecnici per alloggiare i componenti degli impianti di sicurezza).

    Laumento delle necessit di spazio riguarda anche laspetto relativo alla tipologia delle opere da restaurare per le quali si sta assistendo ad un aumento dimensionale delle stesse, basta citare ad esempio fra i recenti interventi: il crocifisso Giotto di S.M.Novella, le tele di Rubens danneggiate nellattentato di via dei Georgofili, il crocefisso di S. Marco, la decollazione del Battista di Caravaggio ed altre ancore non certo minori n come importanza n come dimensione.

    Inoltre del tutto mancante uno spazio dedicato a convegni, riunioni, esposizione di opere che hanno concluso il loro ciclo di restauri, anche al fine di un know-how-what che oltre ad esse-re utile ci sembra anche doveroso nei confronti della citt.

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    Soprintendenza Beni Archeologici per la Toscana Spazi Espositivi: lattuale sede del Museo Archeologico Nazionale largamente

    insufficiente allemergenza espositiva cui il museo sottoposto. Lampliamento significativo e costante delle collezioni trova ad oggi condizione conservativa appena sufficiente, e non possono essere esposti gli ultimi cento anni di reperti documentari, come non possono essere coordinate le ricostruzioni filologiche delle collezioni storiche.

    Inoltre, il maggior problema della sede del museo la promiscuit, oltre alle dimensioni relativamente ridotte. Uffici, museo e servizi sono amalgamati tra loro a creare una complicazione funzionale tale da rendere difficoltosa la fruizione sia per i visitatori che per gli operatori. Prova eclatante rappresentata dal cosiddetto cortile romano, allestimento eseguito sullo scorcio del XIX secolo che esemplifica un primo approccio storicizzato al tema del recupero dei reperti: il cortile oggi inutilizzato perch posto al crocevia dei percorsi del pubblico esterno con il personale interno. In una diversa distribuzione razionalizzata del museo, alleggerito e dotato di superfici supplementari, questo spazio potrebbe essere vantaggiosamente utilizzato come zona accoglienzainvito alla visita. La gravit risiede nei motivi della sua inservibilit.

    LIstituto possiede dal 1942 lappendice che affaccia direttamente su piazza SS. Annunziata, destinata in passato ad ingresso monumentale del museo. Chiusa al pubblico a seguito dei danni gravissimi causati dallalluvione nel 1966, ad oggi completamente inutilizzata ed in attesa di una soluzione duso che ne consenta il recupero.

    Lampliamento ottenuto circa 20 anni fa con lutilizzazione della villa Corsini di Castello ha permesso lacquisizione di vaste superfici destinate a deposito per i materiali del museo. Oggi la villa, dopo restauri parziali riguardanti il piano terreno risulta in parte allestita ed aperta al pubblico, ma necessita di ulteriori opere di restauro e adeguamento.

    Spazi per Depositi: gli spazi a disposizione dellIstituzione sono largamente insufficienti. E evidente limprocrastinabile necessit di nuove strutture destinate a servizi dimportanza

    primaria come depositi, depositi temporanei, strutture tecnico-conservative per i reperti, il restauro degli stessi, lesigenza di spazi-studio per specialisti e studiosi, sufficientemente ampi e corredati delle opportune dotazioni tecniche ed impianti. Tale esigenza impellente e condivisa da tutte le altre istituzioni fiorentine

    La Sovrintendenza Archeologica della Toscana possiede ad oggi un Centro-Laboratorio di Restauro in localit Soffiano, operante in locali per i quali viene versato un canone daffitto, situazione oggi non pi accettabil