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  • 1. 2
  • 2. 3 Edizioni R.E.I.
  • 3. 4 Ti Sento Cassidy McCormack ISBN 978-88-97362-15-9 Copyright 2011 - Edizioni R.E.I. www.edizionirei.webnode.com Stampa: Greco & Greco - Milano
  • 4. 5 CASSIDY McCORMACK TI SENTO Edizioni R.E.I.
  • 5. 6
  • 6. 7 A Riccardo Martino con immensa gratitudine
  • 7. 8
  • 8. 9 1 Non c niente di peggio di un telefono che si ostina a squillare ogni giorno alle sei. Scherzo beffardo e crudele di chi al mattino non ha di meglio da fare che interrompere il sonno altrui. Dovr decidermi a cambiare la suoneria del cellulare, questa canzone ormai non la passano neanche pi alla radio. S, s, ho sentito, adesso mi alzo. Dammi solo un altro minuto. Ma dove ho messo gli occhiali? Sono certo di averli visti sul comodino ieri sera, dietro la videocamera. Che li abbia fatti cadere mentre dormivo? Diamo una sbirciata sotto il letto, non si sa mai. Ah, ecco dove sono finite le sigarette. Dio, quanta polvere qua sotto. Devo proprio prendermi un po di tempo per dare una pulita qua dentro. S, s, adesso scendo, smettila di rompere! Che strazio che sei. Ma dove diamine sono finiti i miei occhiali? Brrr! Voglio la moquette. Voglio la moquette. Eccoti birbante! Volevi giocare a nascondino sta mattina? Pessima idea, basto gi io per fare ritardo. Beh, adesso va decisamente meglio. Questa luce mi acceca. Aggiungere alla lista: cambiare tende di mamma. Quel giallino troppo femminile. A proposito, dovrei proprio passare a vedere come sta, da un po che non la sento.
  • 9. 10 Chiss se si ricordata del vaccino, cera il richiamo la settimana scorsa. Mi sa che non faccio in tempo a fare una doccia. Sta volta mi ammazza davvero, ho un ritardo mostruoso. Ha smesso di chiamare, brutto segno. Ha ragione mia madre: devo smetterla di lasciare i vestiti sparsi per casa quando mi spoglio, ci metto ore a ritrovare tutto quello che mi serve. Giubbotto o cappotto? Cappotto, non dovrebbe piovere anche oggi. Per cos devo cambiare scarpe. Ma s, minuto pi, minuto meno, tanto la ramanzina mi tocca lo stesso. Camicia, maglione, jeans, cintura, calzini e scarpe uguali, cappotto, capelli ok, occhiali, portafoglio, cellulare. Mi sembra di avere preso tutto. Chiavi, chiavi, chiavi. Giusto! In bagno, sul ripiano dello specchio. Unultima rimirata? Perch no? Uff! Ancora? > > Ma che ti strilli? Chi te lha chiesto di presentarti a casa mia allalba? > > Possibile che sia perennemente incazzato questuomo? Acc! Ma dove ho la testa sta mattina? Vabbeh, adesso tardi per rientrare a prendere il libro di genetica. Tanto lesame saltato ormai. Me le sono gi giocate le mie tre assenze. > Che stronza. Sempre con la solita puzza
  • 10. 11 sotto il naso. Mai un cenno, un saluto. Vorrei vedere se faresti ancora tanto la preziosa se sapessi che tuo marito se la fa con la figlia del portiere del palazzo di fronte. Sei piacevole quanto un petardo nel sedere. Fattene una ragione, quelluomo ti odia. Almeno quello che dice Sofia. Ecco che ho scordato! La sciarpa. Che freddo che fa. Si sta meglio quando piove. Mmm, di male in peggio, furioso. > Ma rilassati > > Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto > Conto fino a dieci prima di risponderti che detesto te e odio questo lavoro, ma non ho voglia di litigare oggi, quindi meglio che sto zitto dai, tira fuori il tuo solito taccuino. Dio! Come sei prevedibile. Sarebbe anche il caso di comprarne uno nuovo, ti pare? I fogli scarseggiano. > > > > ma allora perch cavolo mi hai svegliato a questora? > E? Dai, continua. Tanto ti si legge in faccia che non mi digerisci. Mi stai stressando dal primo giorno in cui ho iniziato questo maledetto lavoro.
  • 11. 12 > Non direi proprio > > No che non capisci. > E questo che vuole? > > > Non mi sembra > > E mica sono un visionario? Ci siamo solo noi due sul marciapiede, e tu gli dai le spalle. Ergo > > Ah s, e che vuole da me? Se ne vada per la sua strada > > Addirittura! > > Chiss dove va con quella fretta? > > Oppure no, chiss se
  • 12. 13 > > > > > E di che ti preoccupi? Cosa potrei mai fare? > > Uff! successo una volta sola > > > > E vattene! >
  • 13. 14 2 Inutile affannarti tanto, caro il mio professor Melluso. Per quanto tu possa mettercela tutta, questaula sar sempre troppo grande per te. Se non fosse per il Branco in prima fila - che ti presta qualche attenzione per ottenere un trenta troppo scontato per risultare reale perfino a te e qualche sadico avventuriero, saresti costretto a decantare la tua scarsa sapienza a duecento posti vuoti. Non credere che non labbia capito il tuo gioco. Vuoi tenermi incatenato a questo corso perch hai capito che gi dal secondo anno ne so molto pi di te. Eppure sarai costretto a concedermelo questesame prima o poi, ed io non ti dar tregua finch non ti stancherai della mia faccia. Diventer il tuo incubo ricorrente. Ti sveglierai di notte urlando di non poterne pi di me. Non puoi incastrarmi per sempre. Dovrai pur prendere di mira qualcun altro e lasciarmi andare. Tanto io non mollo. Sono paziente, aspetter. Ah, ecco la piccola Denise. Tocca a te oggi la levataccia allalba per correre a occupare i posti in prima fila per il tuo branco. E brava la piccoletta! Sarebbe anche ora che te li sistemassi quei capelli ogni tanto. Se li sciogliessi poi, non saresti neanche cos poco gradevole come sembri ultimamente, nascosta sotto il multistrato di fondotinta che usi per nascondere la pelle bianchiccia che ti eviteresti se ti decidessi a prendere un po di sole. la terza volta questa settimana che ti tocca venire ad aprire le porte. Poverina! Dopotutto a te tocca faticare un po pi delle altre per quel trenta, giusto? Garantirti un posto nel branco per te come arruffianarti il professore,
  • 14. 15 una ruffiana fra i ruffiani. Se solo curassi un pochino di pi il tuo aspetto come un tempo Ammettilo, tesoro, avresti preferito rimanere a letto sta mattina. Ma perch non lo fai allora? Ribellati al sistema! Fregatene di perdere il tuo sgabello al bar col professore. Tanto la lode non te la da. Non hai le caratteristiche genetiche fondamentali per questo. Perch mai un insegnante che da fondamento alla sua vita sulla genetica dovrebbe lodare proprio uno scherzo della natura come te? Smettila di studiare per tutti. Pensa a te stessa e abbandona il branco. Sei cento volte migliore di tutti loro messi assieme. Guardati, sei talmente attenta ai particolari da non accorgerti del mondo che ti vive intorno. Non potresti vedermi neanche se lo volessi davvero. Anche se continuassi a fissarti per le prossime due ore, tu continueresti a non accorgerti di me. Potremmo essere io e te soltanto in questaula oggi, potrei sedermi accanto a te - a uno dei posti che hai occupato con i fogli pieni dei tuoi appunti disordinati - e tu continueresti a non vedermi. E perch mai dovresti farlo? Sono anni che entri in aula senza concedere il tuo sguardo a niente che non sia un blocco per appunti, uno schermo di tela bianca per i lucidi o la faccia di uno qualunque dei professori. Sei patetica. Non so come facessi a ritenerti interessante lanno scorso. Sembravi cos diversa, cos poco scontata. Ora sei banale, proprio il requisito che si richiede per far parte del Branco. Hai fatto presto a conformarti al gruppo, a impararne il linguaggio, le leggi. Che delusione vedere una mente cos brillante offuscata dallumiliazione. Non vince sempre il pi forte, Denise. A volte anche se devo ammettere che succede molto di rado il pi forte perde perch troppo convinto che non possa accadere, e il perfido Ivan riesce a individuare lo
  • 15. 16 spiraglio di luce dove poter puntare il proiettile della propria fionda. Tu non sei Golia, Denise, tu potresti mangiartelo vivo quel furbacchione di Ivan, ma allora perch sei ancora l a fare la schiava? Ah, certo. Che sciocco! Quasi dimenticavo. Eccolo che si fa avanti con tutti gli altri, il tuo Adone. Marco Tosti, che di tosto ha soltanto il nome. D un po, li hai ancora i segni della nostra ultima scazzottata. Non fai pi lo strafottente quando te le suonano, non vero? Peccato che i tuoi amici non abbiano potuto vedere come incassi bene. Eppure non credere che sia finita, ho ancora un conto in sospeso con te. Ma come fa a piacerti quella specie di sorcio, Denise. Perch continui a volerti cos male? Per lui sei invisibile tanto quanto lo sono io per te. Non gli importa niente degli appunti che gli passi, dei favori che gli fai. Uno cos non ha occhi che per se stesso. Come fai a non accorgertene? Che rabbia che mi fai! E questo qui che vuole? Va a sederti da unaltra parte. Ci sono centinaia di posti liberi davanti. Non lhai notato che dallinizio dei corsi che qui d