The Best Magazine_#3-11

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La rivista per il blogger, fatta dal blogger

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  • La rivista per il bloggerfatta dal blogger

    # treanno 1 - maggio/giugno 2011

    (anche)

    per

  • http://solindue.wordpress.com/

    Dalla finestra della stanza da dove vi sto scrivendo sta entrando un bellissimosole. Ho aperto i vetri e sento il suo calore fin qui. Per di pi, sul muro del miopalazzo (mio...si fa per dire) si arrampica una pianta di gelsomino enorme,che arriva fin sotto le finestre della mia stanza. Con i vetri aperti il suo profumo davvero coinvolgente. Difficile non sorridere e pensare a quanto sonofortunata di stare in questo momento in un posto simile. Decido allora diaccedere a youtube, fermare un attimo il mio lavoro, e godermi oltre ai coloridi questa primaveraeai suoi profumi ancheunadellemiemusichepreferite.Cinqueminuti di perfezione intorno, cinqueminuti dedicati allamiaanima.

    E con le vibrazioni di queste parole che questo mese ho chiamato a raccolta imiei scrittori e insieme abbiamo parlato e diffuso Musica (anche) perlanima.

    Questo nuovo numero di The Best davvero speciale. Realizzato, con sensualit efascino, coinvolgendo tutti e cinque i nostri sensi: perch la nostra anima riposa nelnostro intelletto e si nutre dei piaceri che sappiamo concederci, di soffi musicalicon i quali ogni tanto ci attorniamo. Il leggero tocco di un frusciante abito di setasulla nostra pelle, le straordinarie sfumature di colore inventate dal sole che entradalle vetrate colorate di una chiesa, ci portano ad udire il respiro delluniverso, asentire i battiti del nostro cuore che troppo spesso restano confusi nel caoticofrastuono della nostra vita.

    Due nuovi collaborati si sono aggiunti a noi questo mese: Morena Fanti, Panirlipe ePensieri Stranieri. Averli con noi senzaltro la conferma del risultato diunevoluzione davvero positiva: ancora una volta siamo riusciti nellarmonicocoinvolgimento di un isolato scrittore solista, nella nostra orchestra, ricca ditonalit variabili e realizzata unendo la passione e la bravura di tanti primiviolini. Non possiamo che andarne fieri.

    on mi resta che augurarvi una buona e serena lettura, ricordandovi che selanima il nostro soffio vitale, la nostra coscienza, dobbiamo ricordarci dinutrila molto pi spesso con intense, ma soffuse, emozioni The Best

    Magazine nato per questo.

    Solindue

    N

    Editoriale3/2011

  • #3 11 3|

    the contents

    EditorialeSolindue 2

    A ciascuno il suoLuciano Martelli 5

    Quando larte perfezione

    suona nellanimaMorena Fanti 11

    MusicaSempreVento 21

    Nei giochi di fantasiaPanirlipe 25

    Il grande silenzioJaulleixe 29

    Una storiaPensieri Stranieri 33

    Music in the powerPensierieperline 36

    AnimaSpaziocorrente 43

    Musica per lanimaAntonella 45

    Intervista a...FEVER

    Solindue 9

    Una storia come tanteCarlotta 57

    Vitti na crozzaValentina 59

    Collana primavera estatePensierieperline 61

    Musiche ancora pi misicalRiccardo Uccheddu 72

    La natura...Franco 73

    Criminal tangoFolletta75

    La moglie delluomo cheviaggiava nel tempo

    Farnocchia 77

    Musica in cucinaAracne 79

    Quel Piccolo Principeche vive in noiFabio Melis 81

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  • #3 11 4|

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    Solindue

  • by Luciano Marcelli

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    ilsuo

    ciascuno

  • #3 11| 6http://www.lucianomarcelli.wordpress.com/

    by Luciano Marcelli

    er motivi personali, mi sono trovato per due

    volte, a distanza di poche settimane, in uno stesso teatro,in occasione di due diversi eventi: un raduno religioso e unconcerto rock.

    Laccostamento divenuto, facilmente, un motivo diriflessione.

    . . .

    Nel primo caso, un discreto numero di devoti mariani hatrascorso numerose ore, fin dalla mattina, intonando pi omeno la stessa melodia e le stesse parole, come unmantra, con vari intervalli per dare spazio a interventi e atestimonianze di fede, di vita o di missione.

    Limpressione che ne ho riportato quella del coloregrigio, pi qualcosa nella pancia che non so comechiamare.

    Gi un gospel riesco a seguirlo, non di rado a goderne,salvo arricciarmisi poi il pelo, quando ne comprendo leparole; ma le litanie nostrane sono davvero troppo, perme. Non ce la faccio. Il punto che non sono di certo ilsolo.

    Allora torna un interrogativo: che cosa c, nei riti deicattolici, ma anche nei modi, nei toni, nel lessico stesso,spesso nei gesti e nei volti, che disturba tanto i non fedeli,al punto di arrivare ad allontanarli ancora di pi, anzich,per lo meno, lasciarli nel dubbio e nella prossimit?

    Che cos quella qualit che, invece di toccarepositivamente lanima di chi distante, come sarebbenelle intenzioni dei credenti e della loro chiesa, neindispone ulteriormente lanimo?

    Ahim, non sono dottore in alcuna dottrina, n umanistican scientifica, e le mie conoscenze sono limitate a pochiambiti; temo che sia per questo che la risposta mi sfugge:si affaccia, mi fa locchiolino, mi si mostra un momento ma,appena cerco tradurla in parole o almeno in pensieri, in unembrione di conoscenza... ecco che in un lampo fugge via.

    Eppure lo so, so di saperlo, da qualche parte. So di sapere

    perch mi sono tanto invisi il cattolicesimo e la chiesa chelo professa, ma non so dirlo, non riesco a pensarlocompiutamente.

    Certo, posso apprendere e comprendere una serie dimotivazioni storiche, logiche, ideologiche, politiche,sociali. Il punto per un altro: il punto dellanima.

    . . .

    Il cattolico suona la sua musica dellanima, ma io non lacomprendo; al contrario, mi urta. Le sue parole miindispettiscono. I suoi riti mi fanno aggrottare il viso.

    Si badi bene, che questo non accade a un pugno di pochi,poveri disgraziati senza fede e senza speranza. Siamo inmolti a sentire cos e il numero cresce.

    La chiesa dei cattolici ha mancato la sua missione: troppesono le pecorelle smarrite che non torneranno allovile.

    Questi pastori non vorranno, perfino loro, commetterelerrore di attribuire ad altri la responsabilit dei proprifallimenti; spero. Forse essi si contentano di parlaresoltanto alle anime di chi gi li ascolta, senza piquellimpegno di proselitismo disinteressato e senzapregiudizio che caratterizzava le prime generazioni dicristiani, in seguito sostituito con larroganza del potere econ la violenza del monopolio delle coscienze e oggirimpiazzato dalla semplice assenza, dallastensione, quadove si riconosce a ciascuno la propria individualit,seppure in presenza di forti condizionamenti occulti,religiosi e non. Il proselitismo sopravvive soltanto l dove imissionari portano il loro verbo, insieme alla loro opera,tra le popolazioni dei paesi pi poveri.

    Ecco quindi che la sana emorragia di credenti starendendo sempre pi debole unistituzione inadeguata aitempi che corrono: riformarla dalla radice o perire. Unariforma drastica, per, equivarrebbe comunque al morire.Un dilemma senza scampo, salvo che qualche teologogeniale o un geniale fedele non scovi una terza via. Unnuovo profeta? No, dubito che verrebbe riconosciutocome tale e seguito.

    Senza meno, ritengo che questo destino sia ci a cui vannoincontro tutte le religioni: senzaltro le abramitiche e lemonoteistiche in generale; poi periranno i credi politeisti einfine si perderanno le credenze animistiche o primordialiancora esistenti. Forse, alcuni accoliti potrebberorimanere a seguire talune filosofie che si trovano a cavallotra religione e disciplina dellunit corpo-mente. Tutte lealtre, che hanno spezzato e continuano a spezzare lessere

    P

  • umano, il nostro essere, in parti, in zone nobili e areeignobili, in mente e corpo, in elevazione e concupiscenza,in maschile e femminile, in buono e cattivo, tutte quellereligioni che hanno posto il meglio di noi fuori da noi nonresisteranno alla disgregazione.

    Attenzione, per. Sostengo con forza la libert totale difede e la libert totale di professione della propria fede,per tutti, per sempre. Ciascuno goda di ci che lo fa goderee soffra di ci che lo fa soffrire, liberamente.Naturalmente, con esclusione di parole, opere o omissioniche, in nome di una qualsivoglia religione, credenza ofilosofia, attentino allincolumit morale o fisica dei proprisimili e delle proprie simili, dei deboli e dei piccoli.

    lateismo che mi fa sentire come grigia litania i salmi deicattolici, la loro musica per lanima. Mi perdonino, sepossono. Se credono.

    . . .

    Era da diversi anni che non assistevo a un concerto rock.

    Quando il rock ora graffiante e ora romantico, oraincalzante con i suoni bassi che portano la vibrazione findentro il petto di chi ascolta e nella pancia, ora raffinatocon gli acuti di una delle voci pi belle che abbiamo inItalia, roca come una mano ruvida che passa amorevolema decisa sopra il tessuto delicato del mio cuore, quandoil rock fonde le sue anime in un canto unico, in un voltoappassionato, in un corpo posseduto da se stesso, quella musica buona per la mia anima.

    A ciascuno il suo.

    Una scritta, sul retro di una delle sue giacche di scena:God is a woman. Per lappunto, a ciascuno il suo.

    . . .

    Post Scriptum: da quello che mi raccontano, uno dei

    prossimi venerd, intorno alle 18, non potr mancare di

    andare ad assistere ai Vespri alla chiesa della Santissima

    Annunziata a Firenze. Se ne dicono grandi cose, quanto

    alla coreografia, alla musica e alla coralit tra sacerdoti

    (ben cinque