Terremoti come e perchè

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Giunti Progetti Educativi EDURISK

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  • Che COS un TERREMOTO?

    04

    DOVE avvengonoi TERREMOTI?

    10

    CHE COSA sonoi MAREMOTI?

    16

    COME si MISURA un TERREMOTO?

    20

    Qual la SISMICITdell ITALIA?

    34

    Si POSSONO prevederei TERREMOTI?

    30

    Si POSSONO rendereSICURE le COSTRUZIONI?

    40

    Che COS il RISCHIO SISMICO?

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    Che COSA succededurante un TERREMOTO?

    52

    Che COSA FARE in casodi TERREMOTO?

    56

    Cari ragazzi, questo libretto che vi viene oggi proposto vi aiuter a conoscere i rischie ad imparare come difendervi, in particolare dai rischi legati al terremoto.

    Questo come tutti sapete un anno particolare, perch lo scorso aprileil terremoto in Abruzzo ha distrutto gli affetti e le case di molte famiglie.Ad aprile molte scuole sono state distrutte o rese inagibili dal terremoto,ma da subito sono partiti i controlli e i lavori di adeguamento emiglioramento sismico.

    Questanno scolastico per molti ragazzi abruzzesi un anno da passarein nuove strutture provvisorie e antisismiche che sostituiscono le lorovecchie scuole finch queste non saranno riparate e ricostruite. Moltiragazzi invece possono frequentare lanno nelle loro vecchie scuole inmuratura, gi riparate e collaudate. Tutti gli studenti abruzzesi sanno concertezza di essere rientrati in scuole sicure, perch rispondonoampiamente a tutti i requisiti previsti dalla legge.

    La sicurezza delle strutture un obiettivo fondamentale per tutte le scuoledItalia, ed solo uno dei passaggi necessari per fare, anche nel nostroPaese, un salto di qualit nella cultura della prevenzione.

    Il Dipartimento della Protezione Civile continua anche questanno il suoimpegno per favorire nelle scuole la conoscenza del rischio sismico edei comportamenti corretti per fronteggiarlo. Per questo motivopromuove e finanzia il progetto EDURISK, di cui questo libretto fa parte.

    Un libro che anche una palestra per apprendere, ricordare, applicarele semplici regole che proteggono noi e gli altri, per vivere serenamenteil nostro territorio.

    Buona lettura e... passate parola!

    Guido BertolasoCapo Dipartimento della Protezione CivileMAPPE

    a pagina 62

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  • La crosta terrestre formata da rocce che a volte si rompono al-limprovviso liberando un sacco di energia. Il terremoto non altroche questo! Lenergia si diffonde, dal punto della rottura, sotto formadi onde come quelle che si allargano a cerchio quando si butta un sas-so nellacqua. Queste onde per scuotono il terreno, provocandospesso gravi danni a cose, edifici e persone. Sono le onde sismiche.

    Il terremoto un fenomeno naturale, come le alluvioni e le eru-zioni vulcaniche, ma molto pi rapido: dura al massimo qualcheminuto. Ma questa velocit non ci deve ingannare: le condizioni pergenerare un terremoto si preparano lentamente, nel corso di secolio millenni. il tempo che occorre per accumulare quellimmensaenergia. Un po come avveniva con le catapulte usate nelle batta-glie dellantichit: per caricarle ci volevano diversi minuti, ma poiscattavano in un istante scagliando lontano pietre o giavellotti.Lenergia accumulata lentamente e liberata in un attimo pu di-ventare infatti molto pericolosa.

    Un FENOMENO naturale

    CHE COS un TERREMOTO?

    CHE COS UN TERREMOTO?

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    gennaio

    1117

    Un forte terremoto colpiscela Pianura Padana e la valle dellAdige, preceduto da un evento avvertito soprattutto in Germania. I danni pi gravi si registrano a Verona, ma crolli si hanno in numerose localit della Pianura Padana. Il terremoto avvertito in unarea molto vastae viene ricordato da innumerevoli fonti del tempo.

    Intensit MCS

    Il devastante scenario nel centro storico di Tempera (a 7 km da LAquila). Il crollo totale riguarda la chiesa.

    Si dice duro come una roccia... ma a volte persino le rocce non ce la fanno pi e si rompono! E quando a cedere la crosta terrestre, ecco che avvengono i terremoti.

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  • CHE COS UN TERREMOTO?

    Gran parte della crosta terrestre soggetta a movimenti continui.Per esempio vanno in direzione orizzontale le spinte che milioni di an-ni fa hanno staccato Corsica e Sardegna da Francia e Spagna, fino aspingerle pian piano dove si trovano adesso, in mezzo al mare.Sono invece verticali i movimenti che da millenni alzano o abbassanoil livello del terreno a Pozzuoli e che sono collegati alla presenza di unsistema vulcanico. Sono i cosiddetti bradisismi.

    Sotto queste spinte, le rocce possono avere un comportamentoelastico e tornare alla forma originaria, quando non sono pi sog-gette a pressione. Oppure, se le forze sono meno potenti ma duranomoltissimo tempo, gli strati di roccia possono avere un comporta-mento plastico e deformarsi, con piegamenti e corrugamenti spet-tacolari come se ne vedono nelle regioni montuose. Infine, se la for-za subita insopportabile, le rocce possono spezzarsi allimprovvisorilasciando di colpo tutta lenergia accumulata. lo scatenamento diquesta energia che d origine ai terremoti.

    Quando TROPPO, troppo...

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    Immaginate di prendere unassicella di legno, di afferrarla con lemani e di piegarla. Quando la lasciate andare pu succedere che es-sa torni pi o meno come prima, a seconda della forza che ci met-tete e della qualit del legno. Si dice allora che lassicella ha uncomportamento elastico. Gli elastici infatti, per quanto li tiriate,una volta lasciati andare tornano sempre della stessa lunghezza.

    Ma pu essere che la vostra assicella resti deformata, e magari an-che un po rovinata: si dice allora che ha un comportamento plasti-co. Significa che la forza cui la sottoponete ne modifica laspetto.

    Facendo ancora pi forza potrebbe capitare che allim-provviso lassicella non regga pi e si spezzi. Per il con-traccolpo, potreste sentire dolore alle braccia o fare un belsalto allindietro! Sono gli effetti dellenergia libera-ta dalla rottura.

    Un ESPERIMENTO... da non fare!

    TERREMOTI COME E PERCH

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    deiterremoti

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    FEBBRAIO

    1169

    II terremoto colpisceviolentemente la Sicilia orientale; il catanese e il siracusano subiscono gravissime distruzioni; 15.000le vittime segnalate dalle fonti.

    Intensit MCS

    Povere rocceLe rocce della superficie terrestre sono un po come la nostra assicella dilegno: vengono infatti sottoposte a forze potentissime che possono defor-marle o, esattamente come accade allassicella, portarle alla rottura.

    Tutti uguali o ce n uno pi forte?Le sequenze sismiche possono essere di due tipi. Si parla di periodo sismico se si distingue un evento principale pi forte degli altri,magari preceduto da qualche precursore e seguito da una serie di repliche che di solitodiventano sempre pi deboli e rare. Se invece si ha una serie di eventi di energia simile,accompagnati da altri minori, si parla di sciame di terremoti.

    Terremoti a puntateI terremoti forti, di solito, non sonoepisodi isolati. Tal vol ta vengono pre-ceduti da piccoli eventi, e sono qua-si sempre seguiti da numerose repli-che che possono interessare una su-perficie di alcune migliaia di chilo-metri quadrati. Il tipo di repliche e ilmodo in cui si susseguono dipendo-no dalle caratteristiche della zona incui si verifica il terremoto e dallaquantit di energia liberata. In Abruzzo, ad esempio, nel 2009 so-no state registrate pi di 15.000 scos-se, alcune centinaia delle quali sonostate avvertite dalla popolazione.

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  • Una parte dellenergia liberata dalla rottura delle rocce viaggiadallipocentro sotto forma di onde che scuotono la superficie della Ter-ra e la fanno tremare, causando danni pi o meno gravi: questi scrol-loni sono detti scosse sismiche. Ci sono vari tipi di onde, pi o me-no pericolose. Le pi veloci sono le onde longitudinali, che fannooscillare la materia nella stessa direzione in cui si propaga lenergia:come un organetto, rocce e liquidi si comprimono e si dilatano. Sonole prime a essere avvertite e per questo sono dette onde P.

    Le onde trasversali invece fanno ballare il terreno perpendico-larmente alla loro direzione. Si trasmettono solo nei solidi e si chia-mano onde S perch arrivano per seconde. Sono infatti pi lentema possono fare molti pi danni delle altre perch pi ampie edenergetiche. Le onde superficiali si generano allepicentro e si pro-pagano solo sulla superficie terrestre: arrivano per ultime perch so-no le pi lente. A seconda del tipo di movimento che producono sichiamano onde L o onde R dai nomi dei loro scopritori A.E.H. Lo-

    ve e Lord J.W.S. Rayleigh. Anchesse in particolaricondizioni possono causare notevoli danni.

    Arriva la SCOSSA

    Insomma, i terremoti nascono da una rottura delle rocce: lafrattura che si crea viene chiamata faglia e pu essere lunghissima.Quella del terremoto di Sumatra del 2004, per esempio, era lungaquasi 1.000 chilometri, come dal Trentino alla Sicilia. La faglia delterremoto in Irpinia e Basilicata nel 1980 era lunga 40 chilometri.La frattura avviene sottoterra, ma a volte pu essere visibile anchein superficie. Quando questo accade possiamo vedere che le rocceai lati della frattura si muovono di parecchi metri. Nel terremoto del1964 in Alaska, uno dei due blocchi di rocce finito 10 metri pi inalto dellaltro. Nel terremoto di Irpinia e Basilicata, il dislivello tra idue blocchi arrivava a 1 metro.

    Lo spostamento delle rocce pu anche essere orizzontale: nelterremoto di San Francisco del 1906 i due blocchi si sono spostatidi 6 metri, scorrendo in due direzioni opposte. La faglia che si creataera di 480 chilometri: poco meno della distanza in linea daria fraTrieste e Ventimiglia, ai due estremi delle coste italiane.

    I TERREMOTI: una GRANDE rottura!

    CHE COS UN TERREMOTO?

    09

    TERREMOTI COME E PERCH

    08 Non sempre una catastrofe

    Un palazzo distrutto dal terremoto che hacolpito il Belice nel 1968. Si stima che ognianno sul nostro pianeta avvengano circaun milione di terremoti: quasi uno ogni mez-zo minuto! Per fortuna si tratta quasi sem-pre di fenomeni debolissimi, di cui la gen-te non si accorge nemmeno. Quelli abba-stanza forti per essere registrati dagli ap-positi strumenti, detti sismometri, sonooltre 400.000 allanno.

    Epicentro

    Onde sismiche

    Ipocentro

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    APRILE

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    Interessa lAppenninoumbro-marchigiano; molti edificicrollano o vengono danneggiati.Molte le vittime a Camerino e a Nocera Umbra.

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    Si fa presto a dire faglia...Le faglie possono essere di vari tipi. Se i due blocchi di roccia che si formanocon la spaccatura scorrono orizzontalmente, in direzioni opposte, si parla di unafaglia trascorrente. Ma il movimento pu essere anche verticale. Immaginatela faglia come un taglio diagonale nello strato di roccia: un blocco sar in partesovrapposto allaltro. Se il blocco che sta sopra tende a scendere, allontanan-dosi dallaltro, si parla di faglia normale o diretta. Se invece tende a salirecontro laltro, si parla di faglia inversa o di sovrascorrimento.

    Onde pericoloseAllepicentro, le onde di un terremo-to provengono dal basso; in questocaso le onde P che sono longitudi-nali fanno ballare il terreno in sue in gi. Le onde S sono trasversalie scuotono il suolo in orizzontale.

    Ipocentro ed epicentroIl punto in cui ha origine la frattura del-la crosta terrestre si chiama ipocentrodel terremoto e si trova nel sottosuolo. Il punto della superficie terrestre per-pendicolare ad esso si chiama epicen-tro ed di solito il posto in cui si veri-ficano gli effetti pi gravi.

    Faglia normale

    Faglia trascorrente

    Onde P

    Onde S

    Faglia inversa

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  • Vi sembrer strano, ma la nostra cara vecchia Terra ha molte cosein comune con un suppl, una di quelle squisite palline di riso farcitedi mozzarella e poi impanate e fritte.Innanzitutto, le somiglia per il fatto di non essere sferica: anchese chi fabbrica i mappamondi li fa perfettamente tondi, la Terra di forma irregolare e leggermente schiacciata sui poli. Ma so-prattutto la Terra fatta di strati concentrici. Tagliando a metun suppl vi accorgerete che allesterno ha una crosta sottile ecroccante, allinterno uno strato di soffice riso e al centro un nu-cleo caldissimo di mozzarella.

    Anche la Terra formata da tre strati principali: allesterno hauna crosta di roccia molto rigida (che sotto gli oceani ha una com-posizione diversa rispetto alle terre emerse); poi c uno strato spes-so di rocce pi morbide, ricche di silicio, ferro e magnesio, che si chia-ma mantello; al centro della Terra c infine un nucleo molto den-so, presumibilmente di ferro e nichel.

    La TERRA un suppl

    DOVE AVVENGONO I TERREMOTI?

    11DOVE avvengono i TERREMOTI?

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    deiterremoti

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    DICEMBRE

    1328

    Fortissimo terremoto in Valnerina(Umbria); i danni maggiori si hanno nel territoriodi Norcia, dove alcune localit vengono distrutte.

    Intensit MCS

    Un pianeta in forma!Nellantichit si pensava che la Terra fosse piattaoppure a forma di scatola, di colonna o perfino diostrica (cos credevano i Babilonesi). Ma i primi marinai osservarono che le navi, allonta-nandosi, sparivano oltre lorizzonte, e gi nel VI se-colo a.C. i pitagorici affermarono che la Terra sfe-rica. Molti, per, non ne erano troppo convinti, comesi pu vedere in questo mappamondo del XIII seco-lo. A dare una dimostrazione del fatto che la Terrafosse rotonda fu la nave Vittoria di Magellano, che tra il 1519 e il 1522 fece il giro del mondo; il navi-gatore portoghese per non visse abbastanza da com-pletare il viaggio.

    Era tosto, Eratostene... Gi nel III secolo a.C. Eratostene di Cirene misur lacirconferenza della terra, studiando le ombre in luoghidiversi disposti sullo stesso meridiano: ottenne un to-tale di 39.375 chilometri, contro i 40.076,592 chilo-metri che oggi sappiamo essere la misura esatta.Aveva praticamente indovinato la circonferenza in-tera viaggiando solo per un cinquantesimo di essa:un vero drago! Ma su cosa succedesse allinternodella terra le ipotesi erano molto pi imprecise. Ari-stotele diceva che i terremoti erano causati da ventiimprigionati in canali sotterranei; proprio questi ventiincendiavano filoni di zolfo e carbone presenti nelleprofondit della terra, dando cos origine ai vulcani.

    Faglia normale allinterno di una successione di limi, sabbie e ghiaie nella Piana di Sulmona (AQ).

    I continenti della Terra non stanno fermi, ma se ne vanno a spasso su placche gigantesche. I terremoti avvengono soprattutto nei punti in cui esse si scontrano, si allontanano o si strofinano tra loro.

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  • Se ci pensate c ancora qualcosaltro in comune tra laTerra e un suppl. A volte, se non state attenti, rischiate diustionarvi la lingua con la mozzarella al centro del suppl! Ancheil nucleo al centro della Terra caldissimo: oltre 6.000 gradi.Se tenete presente che a 38 gradi avete la febbre alta e chea 100 lacqua bolle, immaginatevi un po che inferno c laggi.

    Forse per colpa del contatto con un nucleo cos arroventato,o grazie al calore liberato da reazioni nucleari allinterno dellaTerra, il mantello si riscalda e in molti punti fonde. Il materialefuso tende a salire verso lalto, spingendo in basso quello pifreddo: si hanno cos dei moti convettivi. Il nome difficile,ma la faccenda semplice: come in una pentola di pasta sulfuoco. A contatto col calore lacqua che sta sul fondo si riscaldae sale, trascinando con s la pasta e spingendo in basso lacquapi fredda della superficie.

    quello che accade al mantello terrestre. Questi moti convettivi,profondi e lentissimi, sono il motore della litosfera: le placche in cui suddivisa si muovono e si sfregano, si scontrano o si staccanogalleggiando sulla parte fluida del mantello.

    Come una PENTOLA che bolle

    Per semplificare abbiamo diviso la Terra in tre strati, ma in real-t ognuno di essi a sua volta diviso in altri strati, dalle caratteri-stiche diverse. Partiamo dal centro. Il nucleo formato da uno stra-to interno e uno esterno. Il nucleo interno solido, ha una densit13 volte pi alta di quella dellacqua e un raggio di 1.200 chilome-tri: quindi poco pi grande della Luna. Il nucleo esterno ha le ca-ratteristiche di un liquido e uno spessore di 2.200 chilometri.

    Il mantello corrisponde allo strato di riso del suppl: sta fra il nu-cleo-mozzarella e la crosta terrestre ed spesso circa 2.900 chilo-metri. La parte del mantello tra i 70 e i 400 chilometri di profondit chiamata astenosfera, dal greco asthens che significa debo-le. Infatti, pur essendo fatta di rocce, lastenosfera si comporta co-me un fluido ed malleabile come la plastilina (forse per la pre-senza di piccole porzioni di roccia fusa).

    Pi allesterno, lultima porzione di mantello e la soprastante cro-sta terrestre prendono il nome di litosfera (dal greco lithos che si-gnifica pietra) perch sono dure... come la roccia. Lo spessore del-la litosfera varia di luogo in luogo, proprio come la crosta terrestre,che la parte pi esterna del nostro pianeta. La crosta spessa 30-40 chilometri sotto i continenti ma a volte anche meno di 10 sotto ifondali oceanici.

    Uno STRATO dentro laltro

    DOVE AVVENGONO I TERREMOTI?

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    SETTEMBR

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    uno dei pi importantiterremoti dellAppennino centro-meridionale. I danni pi gravi e le vittime si hanno in due aree distinte: al confine tra Aquilano e Valle del Salto, e nella zona tra Isernia e Cassino.

    Intensit MCS

    Tempi geologici!Bench gli spostamenti delle placchesiano impercettibili, causano conse-guenze notevoli, come la formazione dicatene montuose. Certo, ci vuole un podi tempo: qualche milione di anni...

    Grazie ai terremoti...Studiare linterno della Terra non facile, dal momento che nessuno cmai stato: ma alcune informazioni mol-to utili le possiamo ricavare propriodai terremoti. Osservando come cam-bia bruscamente la velocit delle on-de sismiche a seconda della profon-dit, si pu dedurre quali siano i di-versi strati che formano la Terra e qua-li caratteristiche abbiano.

    Un geoide ... un geoide!Nel 1735 Charles Marie de La Condamine e Pierre Louis Moreau de Maupertuis dimostrarono che la Terra quasi sferica, ma appiat-tita ai poli e pi gonfia allequatore. Per essere precisi, non si pu dire che la Terra sia una sfera: si dice invece che un geoide. Ein effetti il geoide una forma geometrica assolutamente irregolare, che segue grosso modo la superficie del globo terrestre. In-somma, usando questa parola finiamo per dire che la Terra a forma di Terra! Bella scoperta, direte voi...

    I moti convettiviI moti convettivi profondi provocano la rottura della litosfera e la formazione delle placcheche, soggette a forze di spinta e trascinamento, si muovono lentissimamente (da meno di1 a 15 centimetri allanno) allontanandosi o scontrandosi tra loro.

    Crosta

    Mantello

    Astenosfera

    Placche litosferiche

    Litosfera Moti convettivi

    Astenosfera

    Nucleo

    Litosfera

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  • Le placche in movimento possono allontanarsi, scontrarsi o sfre-garsi tra loro. Nel punto in cui le placche si scontrano, la crosta sialza formando catene montuose come le Alpi o lHimalaya; il bordodi una placca pu anche finire sotto unaltra, e andare a fondersi inzone dellastenosfera dette di subduzione, come in Giappone. Avolte, invece, le placche si muovono strisciando luna contro laltra,come in California e in Turchia.

    Sia i vulcani che i terremoti sono conseguenze di questi allon-tanamenti, scontri e strofinamenti. I terremoti avvengono infattiquasi tutti lungo i bordi delle placche. Di solito hanno luogo allin-terno della crosta terrestre, a una profondit massima di 30 chilo-metri: si chiamano allora terremoti superficiali e possono esserei pi dannosi. Nelle zone di subduzione si possono avere anche ter-remoti profondi, fino a 700 chilometri sotto la superficie. Questifanno meno danni ma si sentono su aree molto pi ampie.

    LItalia si trova nel punto in cui convergono la placca africana equella euroasiatica. un punto particolarmente complesso, poichlungo i loro bordi la litosfera si fratturata in altre microplacche.

    Ogni continente della Terra se ne sta bello attaccatosopra la sua placca, e si muove insieme a lei. Ogni placca infatti come una gigantesca zattera che trasportafondali oceanici e continenti in giro, galleggiandosullastenosfera. A guardare bene la forma dei continenti,

    ci si rende conto che si potrebbero incastrare luno conlaltro come i pezzi di un puzzle. Per esempio, la grossa spalla

    del Sud America in cui si trova il Brasile si incastra bene nella curvasud-occidentale dellAfrica, come se un tempo fossero state saldateinsieme. Lidea che i continenti non fossero immobili si fece stradanella prima met del Novecento, grazie al tedesco Alfred Wegenere alla sua teoria della deriva dei continenti. Wegener pensava che200 milioni di anni fa esistesse un solo blocco di terra emersa, chelui chiam Pangea. Questo super-continente si sarebbe spezzatodando origine ai continenti odierni, che poco alla volta sono andatialla deriva scivolando nei posti che occupano oggi. Non hanno maismesso di muoversi per, e tra altri milioni di anni la Terra avr ancoraun altro aspetto. Il movimento continuo delle placche su cui poggianoi continenti apparso evidente negli anni Sessanta, con la scoperta

    dellespansione dei fondali oceanici. Oggi la maggior parte degliscienziati ritiene che la teoria delle placche o tettonicaglobale sia la spiegazione migliore di molti fenomeni delnostro pianeta.

    DOVE AVVENGONO I TERREMOTI?

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    il terremoto pi forte dellltalia centro-meridionale. Levento principale si ha nella notte del 5 dicembre, ed seguito da numerose repliche. Larea gravemente danneggiata, compresa tra lAbruzzo, il Molise, la Basilicata e la Campania, vasta tanto da far pensare allattivazione contemporanea di pi strutture sismogeniche. Le vittime sono almeno 12.000.

    Intensit MCS

    VULCANI e TERREMOTI, cuginetti terribili

    Tanti indizi a confermaLa presenza su continenti diversi di fos-sili animali e vegetali delle stesse spe-cie, che mai avrebbero potuto attra-versare un oceano, e degli stessi am-bienti paleografici conferma che i con-tinenti erano in origine uniti tra loro.Altri indizi di ci vengono dalla naturadelle stesse rocce su bordi di conti-nenti diversi, dalla direzione dei cam-pi magnetici, dai segni di una stessaglaciazione trovati in India, Sud Ame-rica, Sudafrica, Australia e Antartide.

    Dalla PANGEA ai nostri continenti

    Quando la gente ci va di mezzoQuesto affresco del XIV secolo mo-stra i terribili effetti di un terremoto.Almeno due miliardi di persone vivo-no in zone a rischio sismico: circa unterzo della popolazione mondiale. Sulnumero delle vittime nel passato nonabbiamo dati certi; sappiamo perche nel XX secolo sono state circaun milione e mezzo, di cui quasi undecimo in Italia.

    Continenti alla derivaLe immagini qui riportate indi-cano le posizioni dei diversicontinenti 200 milioni di annifa, 65 milioni di anni fa e ainostri giorni.

    Se il terremoto si fa sentireAbbiamo gi detto che, del milione diterremoti che si verificano annual-mente, solo pochi si possono avver-tire: ma ce ne sono almeno 120allanno forti quanto quello dellIrpi-nia e Basilicata del 1980, e almenouna ventina come quello di Messinadel 1908 che ha causato 80.000 vit-time. Per fortuna i terremoti avven-gono soprattutto in mare o in zonepoco abitate, come si pu intuire os-servando la mappa delle principaliplacche.

    200.000.000 di anni fa

    65.000.000 di anni fa

    Oggi

    euroasiatica

    nordamericana

    delle Filippine

    pacifica

    di Nazca

    caraibica

    sudamericana

    araba

    euroasiatica

    africana

    antartica

    Juan de Fuca

    australiana

    indianawww.e

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  • Quando sottacqua o in prossimit della costa succede qualcosadi grosso come un terremoto, una frana o uneruzione vulcanica, punascere una serie di onde marine, chiamata maremoto. Le onde cos generate si propagano in cerchi sempre pi larghi,proprio come accade quando gettate un sassolino in uno stagno.Muovono masse dacqua enormi, ma a grande profondit, ed perciche in superficie si notano pochissimo. Le onde del maremoto sonoinfatti molto basse, anche 30/60 centimetri, e molto distanziate traloro, tra i 100 e i 200 chilometri: la frequenza varia da una ogni 5minuti fino a una allora. Per questo in mare aperto non vengononotate, confondendosi con le altre onde: ma possono viaggiare finoa 800 chilometri orari, tanto pi veloci quanto pi profonda lacqua.Una volta raggiunti i bassi fondali della costa rallentano ma cresconoin altezza, anche fino a 50 metri, con effetti devastanti e distruttivi.

    Piccole ONDE crescono

    CHE COSA SONO I MAREMOTI?

    17CHE COSA sonoi MAREMOTI?

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    deiterremoti27

    novembre

    1461

    Alcuni eventi producono danni gravi a LAquila e nel suo contado, causando numerose vittime. Il periodo sismico termina nel febbraio del 1462.

    Intensit MCS

    Unimmagine dei danni causati dallo tsunami che ha colpito il Sudest asiatico nel dicembre 2004.

    Il 70% del nostro pianeta coperto dal mare: frane sottomarine, eruzioni vulcaniche e terremoti subacquei sono dunque moltofrequenti e possono causare onde impercettibili che, in qualchecaso, raggiunte le coste, diventano gigantesche e catastrofiche.

    Record terrificantiLesplosione del vulcano Krakatoa, avvenuta il 27 agosto 1883 tra Sumatra e Giava, provoc onde alte 30 metri checolpirono le coste delle due isole uccidendo 36.500 persone. Tristemente famoso anche il terremoto avvenuto il26 di cembre 2004, nellOceano Indiano; le onde del maremoto hanno colpito le coste di molti Paesi asiatici, comeSri Lanka, India, Malesia, Thai landia e Indonesia, fino a raggiungere le coste dellAfrica. Nellarcipelago delle Eo-lie un piccolo maremoto si verificato il 30 dicembre 2002, a causa di una frana sottomarina che ha interessato ilvulcano Stromboli. Tra le pi grandi onde mai create da un maremoto si ricordano quelle che si abbatterono su Val-dez, in Alaska, il 27 marzo 1964 (alte ben 52 metri). Il maremoto, causato da un terremoto con epicentro in Alaska,interess tutto il Pacifico.

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  • A volte, le onde del maremoto sono precedutedal ritirarsi delle acque. ci che avvenne aLisbona, il 1 novembre 1755: il livello del mare siabbass tanto da portare allasciutto il fondo dellabaia. Il che cost la vita a molti curiosi che si eranoavventurati a calpestarlo e che furono travolti dallegigantesche ondate sopraggiunte nel giro di pochiminuti. Quel giorno Lisbona fu distrutta dal terremoto,mentre le onde del maremoto si abbatterono lungo lecoste di Portogallo, Spagna e Marocco.

    Simili fenomeni si sono verificati in passato anchelungo alcune zone costiere della nostra penisola. Il 27marzo 1638, in occasione di un terremoto in Calabria,il mare si ritir a Pizzo Calabro di ben 2.000 piedi (circa600 metri). Il 23 febbraio 1887, un forte terremoto a DianoMarina (Imperia) caus un ritiro del mare che raggiunsei 4 metri: in molte altre localit il fenomeno raggiunse ilmetro circa e alcune imbarcazioni avvertirono un piccoloterremoto. Per fortuna i maremoti disastrosi sono eventirari: il terremoto che li scatena deve essere particolarmenteforte e avvenire in acque molto profonde.

    Per fortuna, i maremoti avvengono solo in presenza di condizionimolto particolari: devono essere provocati da terremoti che scatenanomolta energia, in territori con faglie di un certo tipo e coste in cuila profondit dellacqua diminuisce piuttosto bruscamente.

    Per questo motivo, solo certe zone della Terra sono esposte alpericolo di maremoti altamente distruttivi. La maggior parte di essiha luogo nelloceano Pacifico: soprattutto lungo le coste del Giappone,della Kamchatka e delle isole Hawaii. Proprio laggi, a Honolulu, cla centrale di un avanzato sistema dallarme per i maremoti: si basasu un gran numero di stazioni di registrazione (sismometri e mareografi)che controllano lintero Pacifico. In questo modo possibile localizzarele onde dei maremoti immediatamente dopo il terremoto che le hascatenate. Si pu cos calcolare il tempo di arrivo sulle coste e allertarele popolazioni in pericolo, anche con qualche ora danticipo.

    Attenti allACQUA!

    CHE COSA SONO I MAREMOTI?

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    MAREMOTI di CASA nostra Un errore fatale

    Le onde di maremoto sono un pericolo se i ter-remoti avvengono in mare e sulla costa sonopresenti insediamenti abitati. Il 5 febbraio 1783,la prima ondata di un maremoto che colp Mes-sina e le coste calabre (qui illustrata in unastampa dellepoca) caus oltre un migliaio di mor-ti tra coloro che, per sfuggire al terremoto, sierano rifugiati proprio lungo la costa.

    Terremoti che scuotono il mareIl Pacifico dallaltra parte del mon-do, ma anche nel Mediterraneo sonoavvenuti pericolosi maremoti: so-prattutto nel mar Egeo e in Italia me-ridionale. Tra gli ultimi esempi quel-lo causato dal terremoto di Messinadel 28 dicembre 1908, che colp la Si-cilia orientale e la Calabria provo-cando onde alte 13 metri (nella fotola copertina di un giornale dellepo-ca che illustra le operazioni di soc-corso).

    Maremoti a StromboliGli effetti dellonda del maremoto chesi verificato a Stromboli il 30 di-cembre 2002.

    II terremoto fa distruzioniin una vasta area della Sicilia sud-orientale. Nelle province di Catania e Siracusa avvengono crolli diffusi di edifici. Le vittime sono alcune decine.

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  • Avrete notato che alcuni limoni sono molto piccoli e altri enormi.Potete misurarli con un righello, per vedere quanto sono grossi.Oppure pesarli, come fa il fruttivendolo. Una volta spremuto unlimone, vi potete rendere conto del succo che conteneva: un fondodi bicchiere? Un quarto di bicchiere? Mezzo? La quantit dipende daquanto era grande il limone: ma non solo. A parit di dimensioni, alcuni hanno la buccia pi spessa ealtri pi sottile. Alcuni sono pi succosi, altri meno. Ancheun terremoto si pu misurare in modi diversi: la scala dimagnitudo Richter, per esempio, ci dice quanta energiaha liberato. Un sistema diverso come la scalaMercalli, invece, valuta gli effetti sul territorio,sugli oggetti, sugli edifici. Un po come dire:una scala misura quanto grosso il limonee laltra quanto succo fa. Entrambe leinformazioni possono esserci molto utili.

    Aspro come un LIMONE

    21COME SI MISURA un TERREMOTO?

    COME SI MISURA UN TERREMOTO?

    Dalle stelle ai terremotiCharles Richter (1900-1985), brillante laureato in Fisi-ca e grande appassionato di Star Trek, era convintoche il suo futuro fossero lastronomia e lo studio dellestelle. Ma dopo aver accettato un lavoro in un labora-torio di geofisica, fu folgorato dalla sismologia. Nel1935, agli albori della sua prestigiosa carriera accade-mica al California Institute of Technology, svilupp unsistema per misurare lenergia liberata dai terremotiattraverso la definizione del concetto di magnitudo.

    Il sacerdote geologoDopo aver preso gli ordini sacerdotali, GiuseppeMercalli (1850-1914) decise di laurearsi in Scien-ze Naturali e di dedicarsi alla geologia e allo stu-dio dei terremoti. Nel 1902 invent la scala usa-ta ancora oggi per misurare lintensit dei terre-moti basandosi sullosservazione dei loro effetti.

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    luglio

    1627

    Tra luglio e settembre 1627 il foggiano interessato da molti terremoti. Il pi forte si verifica il 30 luglio e produce gravissimi danni e numerose vittime; i danni si estendono dallAbruzzo alla Campania.

    Intensit MCS

    Il sismometro pi antico del mondo: fu inventato dal filosofo cinese Chang Eng nel 132 d.C.

    Un terremoto si pu misurare da diversi punti di vista: la magnitudo Richter ci dice quanta energia stata liberata da un terremoto, mentre la scala Mercalli ne valuta gli effetti sul territorio.

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  • Dal sismogramma si possono ottenere molte informazioni: peresempio possibile determinare quanto tempo passa tra larrivodelle onde P e quello delle onde S.Loscillazione pi ampia registrata dal sismogramma ci dice qual stata lenergia del terremoto, che si misura in magnitudo. Per es-sere precisi occorre compararla con la distanza dallipocentro: ov-vio che se due terremoti causano la stessa oscillazione, quello pilontano devessere per forza pi potente!Se sappiamo la velocit delle onde P e delle onde S, e il sismogra-fo ci dice a quanti secondi di distanza fra loro sono arrivate, pos-siamo calcolare quanto ci hanno messo in tutto, e quindi quanto lontano lipocentro.

    Gi sappiamo che, a seconda del tipo a cui appartengono, leonde di un terremoto viaggiano attraverso la Terra in modo di-verso e a differenti velocit. Le onde P viaggia-no tra i 5,5 e i 14 chilometri al secon-do: 24 volte pi veloci di un aereoConcorde! Le onde S fanno tra i 3 ei 7 chilometri al secondo, mentre leonde L vanno a circa 3,5 chilometrial secondo: pi di 10 volte la velo-cit con cui i suoni viaggiano nellaria.

    Cosa ci dice il SISMOGRAMMA

    Lo strumento principale per studiare i terremoti il sismografo.In pratica si tratta di un pendolo che registra le oscillazioni del ter-reno nel posto in cui si trova.Vi sar forse capitato di osservare un pendolo. Quelli pi grandi ven-gono appesi al soffitto e hanno una punta che traccia il loro per-corso, a ogni passaggio, su un po di sabbia sparsa al suolo. Bene,il sismografo funziona esattamente al contrario: il pendolo che sene sta fermo, mentre tutto il resto del mondo si muove scosso dalterremoto... inclusi voi che lo osservate! Il pendolo del sismografo pesantissimo e tende a restare immobile, per lo stesso principiodinerzia per cui, se un autobus parte allimprovviso in avanti, voiche ci state dentro tendete a cascare allindietro... cio a restare do-ve siete anzich muovervi con lui!

    Insomma, mentre il terreno trema con tutto il sup-porto a cui appeso il pendolo, questultimo ri-mane fermo e cos la penna a esso attaccata: mail rullo di carta su cui scrive trema come il suolo. E cos, su di esso resta una traccia detta sismo-gramma. Il rullo di carta nel frattempo gira, e quin-di la traccia riporta man mano il movimento delsuolo nel tempo. Oggi i sismometri elettronici, tecnologicamente so-fisticati e di dimensioni ridotte, hanno totalmen-te rimpiazzato i vecchi strumenti.

    Un PENDOLO al contrario

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    marzo

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    Violento terremotoche colpisce particolarmente la zona di Nicastro, in Calabria; i morti sono diverse migliaia. L8 giugno un nuovo terremoto provoca danni nel crotonese.

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    Un altro utile strumentoLaccelerometro serve per registrare icambi della velocit con cui trema ilterreno. Questo dato molto impor-tante per capire quali possono esserei danni agli edifici: infatti questi nondipendono solo dalla forza del terre-moto, ma soprattutto dal modo pi omeno brusco con cui si scatena. In alto, veduta della stazione accele-rometrica di SantAgata di Puglia.

    Facciamo il punto...Con la distanza dallipocentro di tre stazioni diverse, possibile localizzare il terremoto: bastano un compasso e una carta geografica.Puntate il compasso su una stazione, aprendo sulla distanza calcolata sui tempi di arrivo delle onde P e S, e tracciate un cerchio. Fa-te lo stesso con le altre due stazioni: lepicentro si trova nel punto in cui si incrociano le rette passanti per i punti di intersezione trale varie circonferenze.

    Uno strumento molto sensibile...I sismografi possono essere di vario tipo: ver-ticali o orizzontali. Ogni stazione di osserva-zione dei terremoti ne ha di solito tre: uno permisurare le oscillazioni in direzione nord-sud,uno per le oscillazioni est-ovest e uno per leoscillazioni in verticale. Ci consente di regi-strare i movimenti provocati dal terremoto inogni direzione.

    Supporto

    Peso

    Penna

    Epicentro

    Stazione BStazione C

    Stazione A

    Cemento armato

    Terreno

    Tamburo rotantecon cartaww

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  • Molto pi di una BOMBA atomica

    La magnitudo stata definita nel 1935 dai sismologi BenoGutenberg e Charles Francis Richter: da questultimo il sistema hapreso il nome di magnitudo Richter o anche, impropriamente, discala Richter. E ci dispiace per Beno Gutenberg!

    Il valore 0 di magnitudo stato assegnato ai terremoti che venivanoappena sentiti dai sismografi di allora: a quelli cio che facevanooscillare lago di un sismografo, posto a 100 chilometri di distanza, diun millesimo di millimetro al massimo. Uno spostamento davverominimo! Le varie magnitudo della scala sono state poi definite aseconda dellampiezza sempre maggiore del movimento dellago.A quel punto, Gutenberg e Richter hanno trovato una relazione tra lemagnitudo fissate da loro e lenergia del terremoto: si sono infattiaccorti che a ogni passaggio tale energia circa 30 volte quella dellamagnitudo precedente. Pensate a un tiro alla fune: una cosa sedallaltra parte contro di voi c un ragazzone, unaltra se ci sono30 ragazzoni! Il fatto che a magnitudo 2 come se di ragazzoni cene fossero 900, a magnitudo 3 ben 27.000... e cos via, moltiplicandoogni volta per trenta. Resa lidea?

    Che FORZA questo TERREMOTO!

    COME SI MISURA UN TERREMOTO?

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    TERREMOTI COME E PERCH

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    Come calcolare la magnitudoPer stabilire la magnitudo di un terremoto occorre segna-re, sulla colonna destra dello schema, i millimetri della pigrande oscillazione registrata dal sismografo. Sulla colon-na di sinistra si segna invece la differenza dei tempi di ar-rivo delle onde S e P, ovvero la distanza dallipocentro. Col-legando i due punti, nella colonna centrale si ottiene lamagnitudo del terremoto. Si pu osservare che il valore del-la magnitudo direttamente proporzionale allampiezza del-la pi grande oscillazione e alla distanza tra i tempi di ar-rivo tra le onde S e P.

    La traccia del terremotoIl sismogramma la traccia dise-gnata dal sismografo durante il ter-remoto. Dalla sua analisi, i sismo-logi riescono a stabilire la magnitu-do di un evento sismico. I valori pre-si in considerazione sono lampiez-za massima del tracciato e linter-vallo tra i tempi di arrivo delle ondelongitudinali P (che arrivano per pri-me) e delle onde trasversali S (chearrivano per seconde).

    Intervallo di tempotra onda S e P

    (secondi)

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    Tre eventi provocanoil crollo di molte costruzioni e numerose vittime ad Amatrice (LAquila) e in altre localit del versante nord-occidentale dei Monti della Laga.

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    Per dare unideaPer rendersi conto delle proporzioni tra terremoti di energia differente, possiamo immaginare di rappresentare ogni magnitudo con unasfera di dimensioni diverse. Il volume di ogni sfera proporzionale alla quantit di energia liberata. Quella scatenata dal terremoto diMessina del 1908, che stato di magnitudo 7,3, in proporzione con il nostro disegno sarebbe rappresentata da una sfera di oltre 9metri di diametro!

    MI e MwI sismologi usano diversi tipi di ma-gnitudo: le principali sono la Magni-tudo Richter (Ml, anche detta magni-tudo locale) e la Magnitudo Momen-to (Mw). La Ml si calcola dallam-piezza massima del sismogramma,mentre la Mw si calcola sullinterosismogramma ed pi rappresenta-tiva della grandezza del terremoto.La Ml si calcola in pochi minuti, men-tre la Mw richiede alcune ore. Le duestime misurano la stessa cosa in mo-do diverso.

    Abbiamo visto a cosa corrisponde lo 0 della magnitudo Richter. Inteoria non c un limite massimo, ma per fortuna i terremoti nonhanno mai raggiunto magnitudo 10. Per fare danni consistenti nellazona dellepicentro, un terremoto superficiale devessere almeno dimagnitudo 5: lenergia liberata la stessa della bomba atomica esplo-sa per esperimento sullatollo di Bikini nel 1946. Un terremoto dimagnitudo 9, ormai lo sappiamo, 30 per 30 per 30 per 30... 810.000volte pi potente di quella bomba atomica. Roba da brividi!I sismografi pi moderni di quelli che aveva a disposizione Richterpossono misurare terremoti anche pi deboli di magnitudo 0: perquesto oggi si indicano anche magnitudo con numeri negativi. Spes-so per utile valutare non tanto lenergia del terremoto, quanto isuoi effetti sul terreno, gli edifici, le persone: purtroppo, una cosache ci interessa anche di pi. Questa misura si chiama intensit ma-crosismica e si ottiene per esempio con la scala Mercalli.

    La differenza tra la magnitudo Richter e una scala come la Mer-calli fondamentale, non solo per quello che misurano ma anche percome lo fanno. La magnitudo una misura fisica, data dagli strumenti;il grado di intensit invece una classificazione, formulata dal-luomo, degli effetti del terremoto su persone, cose ed edifici. Comefanno gli insegnanti quando danno un voto per classi-ficare il rendimento degli studenti.

    Magnitudo Ampiezza(mm)

    Intervallodi tempo

    magnitudo 1magnitudo 2 magnitudo 3

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    za

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  • I Terremoto non sentito dalle persone, ma registrato solo dagli stru-menti.

    II Sentito solo da pochi, in perfetta quiete, ai piani superiori dellecase.

    III Lieve tremolio sentito da pochi in casa; leggera oscillazione deilampadari.

    IV In casa gli oggetti tintinnano e scricchiolano, i lampadari oscillano.

    V Scossa avvertita da molti anche allaperto, quasi tutti scappanofuori casa e se dormono si svegliano, porte e finestre sbattono,qualche vetro si rompe, i liquidi fuoriescono dai recipienti, i qua-dri si spostano e gli oggetti instabili si ribaltano.

    VI Piccoli danni allintonaco, screpolature sui muri, caduta di oggetti, le persone hanno paura.

    VII Danni consistenti, con qualche crollo di parti alte come cornicionie camini.

    VIII Crollo di edifici vecchi e malandati, danni gravi a un quarto delle costruzioni.

    IX Met delle case in muratura crollano, quasi tutte le altre diventano inagibili.

    X Crolli totali e gravissimi danni ai tre quarti delle costruzioni, effetti anche sul territorio (frane e spaccature).

    XI Crollano quasi tutti gli edifici in muratura e i ponti, vistosi effettisul territorio.

    XII Distruzione di tutte le opere delluomo, grandi modificazioni del-lambiente naturale.

    I gradi della scala MERCALLI (MCS)

    Per valutare lintensit macrosismica si raccolgono tutte leinformazioni possibili sugli effetti di un terremoto nelle diverselocalit colpite. Poi si confrontano questi effetti con quelli previstidai diversi gradi della scala e si vede a quale descrizionecorrispondono meglio.

    Esistono diverse scale che servono a questo. La pi semplice traquelle utilizzate in Europa la Mercalli Cancani Sieberg (MCS): masi utilizzano anche la Medvedev Sponheuer Karnik (MSK) e laEuropean Macroseismic Scale (EMS), messa a punto nel 1992 eaggiornata nel 1998. A differenza dei nomi, il concetto piuttosto facile. Tutte questescale si articolano in 12 gradi: nella pagina accanto, come esempio,trovate la descrizione molto semplificata dei gradi della scala MCS(detta anche, per comodit, scala Mercalli). Facciamo finta che cisia un terremoto (beh, speriamo di no!). La libreria scricchiola, ilpavimento trema e il lampadario oscilla ma tutto sommato nonsuccede nulla di grave, la zia che russa non si sveglia e nostrasorella in giardino non si accorge di niente... Date unocchiata quiaccanto cercando la descrizione giusta: trovata? Evidentementeabbiamo osservato effetti del IV grado della scala Mercalli.

    Un TERREMOTO di grande EFFETTO

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    Forte terremotoche interessa la Calabria centrale nellarea compresa fra i Golfi di SantEufemia e di Squillace; le vittime sono pi di 2.000.

    Intensit MCS

    Il sismografo e la magnitudoFissata la magnitudo 0, Richter e Gutenberg hanno definito levarie magnitudo passando da un livello allaltro ogni volta cheloscillazione dellago del sismografo diventa 10 volte pi gran-de: la magnitudo 1 si ha dunque quando loscillazione di uncentesimo di millimetro, la 2 quando di un decimo di milli-metro, la 3 quando di un millimetro e cos via.

    Testimonianze dal passatoLa scala MCS utile anche per clas-sificare gli effetti dei terremoti delpassato in base alle descrizioni forni-te dai testimoni dellepoca. Con mag-gior difficolt si possono utilizzare al-lo stesso scopo anche scale pi sofi-sticate, come la EMS, che richiedeinformazioni non solo sui possibilidanni subiti dagli edifici, ma anchesu come erano fatti, quanto erano vul-nerabili ecc. Tutte cose difficili da sa-pere: spesso le uniche testimo-nianze sono limitate a poche pa-role, come quelle che com-paiono in questepigrafe sul-la facciata del castello diPolla (SA), danneggiato dalterremoto del 1561 (oppi-do motu terrae concusso)e ricostruito da GiovanniVillano nel 1590.

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  • LITALIA sotto CONTROLLOAvete presente lodiosa radio del vostro vicino, la mattina presto?Per svegliarvi, basta che sia accesa a basso volume nella stanza ac-canto alla vostra. Ma se lo sciagurato sta dallaltra parte del giardi-no, per darvi lo stesso fastidio deve proprio alzarla a tutto volume!Anche il terremoto ha effetti differenti nei diversi luoghi che colpi-sce. Per valutarli esattamente bisogna effettuare un rilievo macro-sismico completo, assegnando lintensit corretta a ciascuno deiposti in cui stato avvertito. Gli stessi effetti potrebbero infatti de-rivare da un terremoto di media energia avvenuto molto vicino, o daun terremoto assai pi potente ma che ha avuto origine ben pi lon-tano. I diversi valori ottenuti vengono riportati su una mappa chia-mata carta delle intensit, che ci d un quadro completo della si-tuazione. Su di essa possibile localizzare il baricentro dellarea dimassima intensit, che viene chiamato epicentro macrosismico.

    La carta delle intensit uno strumento essenziale per confron-tare due terremoti dal punto di vista degli effetti: non basta infattiguardare il loro livello massimo, ma occorre anche valutare lesten-sione delle aree interessate.

    Punto per PUNTO

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    Un fortissimo terremoto interessa lAppennino meridionale,con gravi danni in molte localit

    delle province di Benevento, Caserta, Avellino, Campobasso e Isernia. I danni maggiori, con crolli diffusi e circa 10.000 morti, si verificano nel beneventano.

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    Per tenere sotto osservazione la nostra penisola, lIstitutoNazionale di Geofisica e Vulcanologia ha messo insieme una ReteSismica Nazionale Centralizzata. Sono oltre 250 stazioni disseminatenel territorio e collegate alla sede centrale a Roma. A questa retesono collegate altre reti a carattere locale per tenere docchiosituazioni specifiche come lEtna, il Vesuvio, le isole Eolie, o areeparticolarmente attive come il Friuli.

    In caso di terremoto, i dati provenienti da tutte le stazioni arrivanoimmediatamente ai computer della sala di monitoraggio sismico, cheli elaborano e li mettono a disposizione del personale specializzatosempre presente in sala. cos possibile fornire alla Protezione Civile,entro pochi minuti, tutte le informazioni preliminari relative alterremoto: il momento in cui si manifestato, la localizzazionedellepicentro, lenergia scatenata e larea presumibilmenteinteressata dai danni. A quel punto si possono attivare gli eventualisoccorsi. La Rete Sismica garantisce, con un minimo margine dierrore, di localizzare un terremoto in qualunque posto dItalia, ancheil pi sperduto. Ma ricordiamoci che i danni si presentano solitamentea partire da magnitudo intorno a 4,5.

    Due terremoti a confrontoQuesta foto depoca mostra le terri-bili conseguenze del terremoto diCasamicciola (Isola dIschia, 28 luglio1883); sia questo che quello di Irpi-nia e Basilicata del 1980 hanno rag-giunto il X grado della scala MCS: mamentre il primo non nemmeno sta-to sentito a Napoli, a 30 chilometridi distanza, il secondo ha danneg-giato gravemente unarea di 3.000chilometri quadrati.

    Per la mappa, vedi p. 62.

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  • Certe cose sono inevitabili: come le visite del cuginoinsopportabile. Tuttavia, sapendo che verr a trovarvi, potete correreai ripari: mettendo una password al vostro computer e fingendo unattacco di febbre gialla. Meglio abbondare.Purtroppo, a proposito di visite sgradite, non ancora possibileprevedere dove si verificher il prossimo terremoto, con quale energiae soprattutto quando. Siamo in grado di sapere con una certaprecisione dove si potranno verificare i futuri terremoti, e anche laloro massima energia attesa. Ma oggi impossibile stabilire ilmomento in cui avverranno.

    Si possono fare delle previsioni a lungo termine, classificandole aree pericolose secondo le probabilit che vi si verifichino fortiterremoti e la frequenza con cui ce li possiamo aspettare. Perquesto bisogna esaminare le caratteristiche geologiche della zonae studiarne lattivit sismica precedente. Possiamo tentare ancheprevisioni a medio termine, cercando di precisare il periodo in cui cisi pu aspettare un terremoto.

    Occorre capire quant lenergia che si accumulata e che puscatenare un terremoto in quel luogo, ma anche il modo in cui siscatener: se cio un po per volta, con molti sismi piccoli oppurecon pochi eventi molto forti. Come nel caso del cugino: ha labitudinedi venire a trovarvi molto spesso? O si favivo solo a Natale e Pasqua? importantesaperlo, per pianificare il vostro prossimoe contagioso attacco di febbre gialla.

    Dove, QUANDO e quanto forte

    SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI?

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    1693

    Un periodo sismico colpisce la Sicilia con gravissime distruzioni; circa 70 localit della Sicilia sud-orientale vengono danneggiate dagli eventi del 9 e 11 gennaio. Catania, Acireale e moltipaesi della Val di Noto vengono distrutti. Siracusa, Augusta e Ragusa riportano gravissimi danni. I morti sono circa 60.000. Parecchie localit vengono ricostruite in un sito diverso.

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    Ricerche vane... almeno per oraA Tokyo sono numerosissimi gli edifici co-struiti con sistemi antisismici. Giappone eStati Uniti hanno investito moltissimo pertenere sotto controllo le zone fortemente si-smiche: purtroppo, nonostante questo, nonsi ancora riusciti a ottenere indicazioni sucome prevedere esattamente i terremoti.

    SantEmidio venerato come il Santo protettore dai terremoti.

    Se i terremoti fossero prevedibili, il destino di milioni di persone che vivono in zone sismiche cambierebbe? Forse no, o non del tutto. Comunque, per ora, di previsione non si pu ancora parlare.

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  • Negli ultimi anni, la ricerca sui precursori di unterremoto si concentrata su quattro categorieprincipali di spie che potrebbero avvertirci per tempo.Innanzi tutto, ci sono dei precursori sismologici: prima diun grosso evento sismico si pu verificare tutta una serie dimicroterremoti, rilevabili solo attraverso gli strumenti. quindiutile studiare gli eventi che precedono un grosso terremoto, quantosono forti, ogni quanto avvengono e dove, in modo da poterriconoscere in futuro lo stesso andamento. Come se si trattasse diun vecchio professore che brontola sempre allo stesso modo primadi arrabbiarsi sul serio: appena inizia a borbottare a quel modo, sapetegi come regolarvi!

    I precursori geofisici di un terremoto sono ancora pi complicatida misurare. Si tratta per esempio di anomalie nelle velocit delleonde P e S, e di variazioni delle caratteristiche magnetiche edelettriche delle rocce. I precursori geochimici sono la variazione, nelleacque sotterranee, della quantit di alcuni elementi chimici, inparticolare del radon (un gas radioattivo).I precursori geodetici riguardano infine alcune modifiche nel livelloe nellinclinazione della superficie del suolo.

    Quattro possibili SPIE

    I sistemi di cui abbiamo appena parlato ci danno unidea di qualisiano le aree a maggior rischio. Con ulteriori indagini in tali zone si puforse accertare, nel breve periodo e con una certa precisione, il momentoesatto in cui avverr latteso terremoto. Ci sembrerebbe possibileperch, secondo alcuni scienziati, gli sforzi cui sono sottoposte le roccene modificano certe caratteristiche, prima ancora che esse si rompano. Se ci fosse vero, basterebbe controllare i valori di queste caratteristiche.Se, misurandoli, risultassero anomali sarebbero da considerare deiprecursori: si chiamano cos i chiari segnali che annunciano larrivo diun terremoto. Lo studio sistematico di questi precursori potrebbefinalmente consentire di fissare listante iniziale del terremoto. Maattenzione, assieme ai benefici della previsione, bisogna tener contodei danni di possibili falsi allarmi.

    Molta gente crede inoltre che gli eventi sismici siano preceduti daun insolito tempo da terremoto, caratterizzato da vento caldo o nebbia. Si dice anche che, prima dei terremoti, gli animali si comportino in modostrano. Nessuno studio scientifico ha potuto dimostrare qualcosa delgenere. Cos come non dimostrato che, sognando il cuginoinsopportabile morso da un cane, vincerete un ambo al lotto giocando21 e 70: anzi praticamente certo che butterete i vostri soldi. Eppurec chi ci crede!

    Qualche SEGNO pi preciso

    SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI?

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    settembre

    1694

    Terremoto in Irpinia,con gravissimi danni, crolli e circa 6.000 morti in molte localit dellavellinese e del potentino. Danni anche nelle province di Salerno, Matera e Foggia.

    Intensit MCS

    Eppure c chi ci crede!Nonostante quello che si sente rac-contare in giro, non c alcuna rela-zione fra tempo meteorologico e lar-rivo di un terremoto.

    Nessuno di loro sempre presente...Nessun precursore si verifica rego-larmente prima di ogni terremoto im-portante. Per questo la ricerca si sta orientando sullosservazione con-temporanea di pi fenomeni.

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  • 35QUAL la SISMICITDELLITALIA? Labbiamo detto: non facile prevedere

    dove, quando e con che forza avverr unterremoto. Per fortuna i terremoti non ca-pitano a caso: tendono invece a ricorreresempre nelle stesse zone. quindi possibile studiare quelli gi avve-nuti, tramite le informazioni raccolte daglistrumenti e i segni che hanno lasciato nel-le rocce e negli edifici, per capire almenodove si verificheranno i prossimi. Lo studiodel passato consente cos di valutare la si-smicit dei luoghi e di correre ai ripari,diminuendo gli effetti dei terremoti futuri.

    Per i terremoti pi recenti abbiamo i dati dei sismografi, ma so-lo dalla seconda met del XIX secolo esiste in Italia un apposito isti-tuto per il monitoraggio dei terremoti, e solo da una trentina di an-ni esiste una moderna ed efficiente rete di osservazione. Per gli even-ti pi vecchi non resta che studiare i documenti storici o le traccelasciate nelle opere delluomo e nel paesaggio.Dalle informazioni storiche e strumentali si ottengono i parametriessenziali dei terremoti: tempo, origine, coordinate dellepicentro,intensit e se sono state registrate dagli strumenti magnitudoe profondit.

    QUAL LA SISMICIT DELLITALIA?

    Non c DUE senza TRE...

    Un secolo da far tremare!Negli ultimi 100 anni, ci sono stati inItalia 7 terremoti di magnitudo mag-giore di 6,3, e cio pi forti del ter-remoto aquilano del 6 aprile 2009(nella foto, in alto, unimmagine deldisastro). Di questi, ben 5 hanno cau-sato danni equivalenti o superiori alX grado della scala MCS. ragionevole aspettarsi che in futu-ro se ne verifichino altri, con fre-quenza simile...

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    gennaio

    1703

    Tra il gennaio e il febbraio 1703 una serie di terremoti colpisce unampia area dellItalia centrale; molte localit dellarea compresa tra Norcia, Cittareale e LAquila vengono completamente distrutte. Le vittime sono circa 10.000.

    Intensit MCS

    Conoscere la sismicit dellItalia indispensabile per individuare i luoghipi a rischio. La sismicit si studia attraverso le informazioni raccolte dagli strumenti, studiando gli effetti prodotti dai terremoti del passato e conoscendo le caratteristiche geologiche delle diverse aree.

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  • Gli archeologi ricostruiscono il passato studiando le opere delluomo:edifici, oggetti e manufatti vari. Un tipo di analisi che pu essereapplicato anche ai terremoti: abbiamo cos larcheosismologia, unaltradisciplina molto recente, nata per iniziativa di archeologi e sismologiche operano soprattutto nel bacino del Mediterraneo (Grecia, MedioOriente, Africa settentrionale). Si tratta di studiare i terremoti dei periodiprivi di documentazione scritta o con poche testimonianze chedescrivano esplicitamente e dettagliatamente gli effetti dei terremoti.

    Larcheosismologia studia perci soprattutto i danni causati daiterremoti agli edifici dellantichit. Immaginatevi cosa significa doverscoprire, da un ammasso di rovine, se quelledificio caduto per unterremoto, o per altri eventi naturali come frane, alluvioni e cedimenti,o a causa di vicende storiche come guerre e rivoluzioni.

    Quando non ci sono testimonianze scritte che dimostrino loriginesismica di un certo danno, occorre trovare altre prove facendo analisidi vario tipo, che richiedono lintervento di esperti con diversespecializzazioni: si tratta anche in questo caso di uno studiointerdisciplinare, proprio come la sismologia storica.

    Ancora pi INDIETRO nel tempoGli storici studiano il passato soprattutto in base a testimonianzescritte e visive: cronache, lettere, quadri, contratti, affreschi, docu-menti. un sistema buono anche per studiare i terremoti: infatti ne-gli ultimi 30 anni si sviluppata, soprattutto in Europa, la disciplinadella sismologia storica. lo studio dei terremoti secondo le fontie i metodi della ricerca storica. In pratica si analizzano gli effetti pro-dotti dai terremoti tramite le testimonianze depoca. uno studio com-plesso perch la disponibilit, il tipo, il linguaggio e la qualit dellefonti storiche variano moltissimo nelle diverse epoche e zone.

    Inoltre le fonti utilizzate sono quasi sempre testimonianze in-volontarie: non sono cio state scritte pensando a quello chei sismologi del futuro avrebbero voluto sapere, ma per mille

    altre ragioni. Ecco perch la sismologia storica richiede lin-tervento di storici che capiscano i terremoti, di sismologi

    che capiscano le fonti storiche e magari anche di qual-che ingegnere: quello che si definisce uno stu-

    dio interdisciplinare.

    Una voce dalla STORIA

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    1732

    Un violento terremoto, seguito da repliche per circa un anno,viene avvertito in una vasta area dellAppennino meridionale. Causa gravi danni al patrimonio edilizio di numerose localit delle province di Benevento e Avellino. La zona pi danneggiata lIrpinia; i morti superano il migliaio.

    Intensit MCS

    Storica, ma molto attuale!Lo scopo della sismologia storica quello di studiare i terremoti che nonsi sono potuti osservare tramite glistrumenti e i questionari. Non soloquelli antichi, ma anche i terremotirecenti su cui non c stato modo difare osservazioni scientifiche, ma sihanno magari articoli di giornale, ser-vizi televisivi, riprese cinematografi-che... Da esaminare esattamente co-me si fa con i documenti del passato.

    La paleosismologia, una disciplina dal nome difficileE il paleosismologo che fa? Beh, cerca di farsi confessare il terremoto... direttamente dalla Terra! Per estendere la conoscenza dei ter-remoti alla preistoria, o a quelli di cui non ci restano tracce in manufatti e fonti scritte, questo scienziato esamina proprio gli stratigeologici in corrispondenza delle faglie sismogeniche. Che non una nuova parolaccia: significa capaci di generare terremoti. Ilpaleosismologo pu quindi scoprire quando ci sono stati terremoti nei millenni passati e quanto sono stati forti.

    Testimonianze da altre epoche Quando le informazioni raccolte riguardano molte localit e sono abbastanza precise, si possono dedurre i parametri del terremoto:tempo origine, coordinate dellepicentro... In questo modo si compila un catalogo di terremoti: lItalia ne vanta una lunga tradizione. In passato ne sono stati compilati molti, spesso sulla scia dellemozione causata da qualche grande evento: tra i pi famosi abbiamo il repertorio pubblicato da Marcello Bonito nel 1691 e quello di Mario Baratta del 1901.

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  • Le zone sismogenetiche possono essere classificate in base allamassima energia rilasciata o alla frequenza dei terremoti. In Italiaabbiamo per esempio delle zone, come i Colli Albani, il Cuneese, laVal di Taro e il Reggiano, in cui i terremoti avvengono spesso macon poca potenza. Questo vale anche per la regione dellEtna, doveper i terremoti possono essere pi distruttivi perch lipocentro pi vicino alla superficie.

    Nella maggior parte delle zone la situazione peggiore perchinsieme a un certo numero di terremoti deboli, ma frequenti, si hain media ogni secolo un terremoto pi violento, i cui effetti possonoraggiungere o superare il IX grado Mercalli. Ci avviene nelle Alpioccidentali, nellAppennino centro-settentrionale, in Lunigiana, lungola costa adriatica tra Rimini e Ancona, in Calabria e in Siciliasettentrionale, in Molise e in Irpinia.

    Vi sono poi alcune zone che producono forti terremoti e pochiterremoti pi deboli. la caratteristica della Liguria occidentale, dellePrealpi dal Garda al Friuli, della Garfagnana, del Mugello,dellAbruzzo, del Gargano, dellAppennino meridionale, della Calabriae della Sicilia orientale. Sono in pratica le zone dove si verificano iterremoti pi gravi in assoluto perch lenergia accumulata perlungo tempo viene poi rilasciata tutta insieme.

    Pi POTENTI e pi frequentiDOVE stare pi in guardia

    QUAL LA SISMICIT DELLITALIA?

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    TERREMOTI COME E PERCH

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    Gli elenchi cronologici dei terremoti passati e recenticostituiscono i cataloghi, che vengono utilizzati per disegnare mappedi sismicit e danno le informazioni di base per valutare la pericolositsismica dei diversi luoghi. Altre informazioni ce le forniscono lecaratteristiche geologiche del terreno: questa doppia analisi consentedi individuare le zone sismogenetiche. Vale a dire i posti in cui cisi pu aspettare che in futuro avvengano terremoti pi o menodevastanti.

    In Italia ci sono parecchie zone pericolose. Quelle in cui possiamoaspettarci i terremoti pi forti sono lAppennino centrale emeridionale, la Calabria e la Sicilia orientale. Per quanto riguardalItalia settentrionale, potranno avvenire grossi terremoti in Liguriaoccidentale, in Veneto e in Friuli.

    I terremoti italiani possono provocare danni notevoli, ma sonomeno forti di quelli che colpiscono altre zone, come il Giappone o laCalifornia. I terribili terremoti dellinizio del Novecento come quellidella Calabria centrale (1905), di Messina (1908) e di Avezzano (1915)erano poco oltre la magnitudo 7, mentre quelli di San Francisco (1906)e Tokio (1923) hanno rilasciato unenergia 20/30 volte superiore,avendo magnitudo maggiore di 8.

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    luglio

    1751

    Un forte terremoto provocanotevoli danni nella zona di Gualdo Tadino e, in misura minore, in diverse localit delle province di Perugia, Ancona e Macerata.

    Intensit MCS

    Un posto non proprio tranquilloLa faglia di San Andreas, in California, lunga centinaia di chilometri. Lungo il suo tracciato si sono verificati mol-tissimi terremoti, tra cui quello che nel1906 distrusse San Francisco.

    Per la mappa, vedi p. 62.

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  • SI POSSONO RENDERE SICURE LE COSTRUZIONI?

    41Si POSSONO RENDERE sicurele COSTRUZIONI?

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    deiterremoti

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    febbraio

    1783

    Fra il febbraio e il marzo 1783un violento periodo sismico interessa la Calabria meridionale e il messinese,provocando la distruzione di moltissime localit e danni gravissimi in molte altre; moltissime repliche si hanno nei mesi e negli anni successivi. I morti sono pi di 30.000.

    Intensit MCS

    Norme SISMICHE per resistere di piGli edifici vengono costruiti per reggere in situazioni normali:devono sopportare il proprio peso, quello delle persone che li abitanoe delle loro cose, e le intemperie pi frequenti come vento forte enevicate. Sono fatti insomma per resistere soprattutto alle forzeverticali. Ma i terremoti sono eventi eccezionali, che per di pi agisconosoprattutto con scossoni orizzontali. La casa come un pugile grandee grosso, pronto ad affrontare i cazzotti dellavversario, ma il terremoto un nemico sleale che allimprovviso gli tira via il tappeto sotto ipiedi, facendolo cadere a terra.

    Per questo, allo scopo di proteggere i cittadini, uno Stato chesi rispetti stabilisce come si devono costruire gli edifici per resistereai terremoti, grazie a leggi chiamate norme sismiche. Inoltre, tramitela classificazione sismica, precisa in quali parti del territorio devonoapplicarsi tali accorgimenti. Le norme sismiche stabiliscono dunqueche, in certe zone, le costruzioni devono poter resistere pure agliscossoni orizzontali del terreno. Lesame dei danni riscontrati fino a oggi insegna chespesso il problema degli edifici non la robustezzagenerale, ma una serie di dettagli e punti deboli che lirendono vulnerabili in caso di terremoto.

    Minimizzare i danniUnillustrazione depoca mostra ilsalvataggio delle persone sepol-te sotto le macerie dopo un ter-remoto. Quasi tutti i danni allepersone e alle cose, durante i ter-remoti sono dovuti al crollo di edi-fici e di altre costruzioni umane.Riuscire a renderli resistenti allescosse di terremoto significa dun-que diminuire molto limpatto ca-tastrofico dei terremoti.

    Si pu: anzi, si deve! Occorre sia intervenire sui vecchi edifici per evitarne il pi possibile i crolli, sia progettare i nuovi in modo intelligente. E costa anche poco, rispetto alla posta in gioco.

    Dettaglio di un isolatore sismico (Bazzano, AQ).

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  • Lo sviluppo dellingegneria sismica ci consente di progettarenuovi edifici che, in caso di terremoto, minimizzino i danni ed evitinoi crolli. Di solito, realizzare un edificio antisismico non costa molto,solo un decimo in pi del normale. Ecco alcune delle procedure adottate nella costruzione di edificiantisismici: la realizzazione di edifici dalla forma regolare e compatta e dalla

    struttura regolare; il collegamento solido tra le diverse parti della struttura, in

    particolare tra le pareti e i solai negli edifici in muratura e tra ipilastri e le travi negli edifici in cemento armato;

    la separazione degli edifici vicini in modo da permettere loro divibrare liberamente senza urtarsi;

    il fissaggio corretto di elementi sporgenti come comignoli,parapetti, cornicioni e tegole dei tetti;

    la perizia da parte di un geologo che, studiando le caratteristichedel terreno su cui verr costruito ledificio, prevede le possibiliamplificazioni del moto del suolo;

    ledificio deve essere in grado di deformarsi per assecondare lesollecitazioni provocate dal terremoto senza rompersi o collassare.

    PREVENIRE MEGLIO CHE CROLLARE!

    Si pu sempre intervenire su edifici particolarmente vulnerabiliprima che si presenti un terremoto. Anzi, proprio il caso di farlo!E una volta individuati i veri punti deboli, non nemmeno unope-razione eccessivamente costosa.

    Alcuni degli interventi pi opportuni negli edifici in muraturasono linserimento di catene, cordoli e chiavi per collegare le pare-ti tra loro e con i solai; luso di tiranti per eliminare le spinte oriz-zontali contro le pareti, esercitate da tetti spingenti e volte; il ricor-so a rinforzi locali per sostenere i punti pi deboli; la manutenzionedei muri gi lesionati da crepe e fratture.

    Questo tipo di interventi rende meno probabile il crollo delledi-ficio e pi facile riparare i danni. Ma ci sono alcuni edifici fonda-mentali, importantissimi nellemergenza che segue ogni terremoto:per esempio gli ospedali, le caserme dei Vigili del Fuoco, le centra-

    li che producono energia. Non sufficiente evitare che crollino:devono assolutamente restare in piena efficienza anche

    subito dopo un terremoto! Per questo gli inter-venti antisismici su di essi, o la loro pro-

    gettazione antisismica nel casoche siano nuove costruzioni,devono essere pi rigorosi cheper ogni altro edificio.

    A MIGLIORARE si ancora in tempo

    SI POSSONO RENDERE SICURE LE COSTRUZIONI?

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    TERREMOTI COME E PERCH

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    deiterremoti26

    luglio

    1805

    Un fortissimo terremotocolpisce lAppennino molisano, e in particolare il Matese. Gravi danni, distruzioni e oltre 5.000 morti si registrano in una vasta area compresa tra Campobasso e Isernia.

    Intensit MCS

    E se la casa c gi?Le norme sismiche prevedono anchedelle indicazioni da seguire durante leristrutturazioni e gli ampliamenti degliedifici, la cui severit maggiore a se-conda dellimportanza dellintervento.Rendere antisismici gli edifici gi esi-stenti pi difficile: sia perch sonostati costruiti in passato, quando si ave-vano conoscenze pi arretrate, sia per-ch le costruzioni possono nasconderedifetti o errori dimpostazione difficil-mente riconoscibili. A sinistra, un esem-pio di rinforzo di un edificio gi esi-stente attraverso luso di catene. Que-sta soluzione a basso costo.

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  • CHE COS IL RISCHIO SISMICO?

    45CHE COS il RISCHIOSISMICO?

    Il rischio di prendere un brutto voto in matematica dipende da trefattori: dalla probabilit che un certo giorno il professore voglia in-terrogarvi, da quanto avete studiato e dal fatto che quel giorno sia-te presenti o assenti. Ma non illudetevi, prima o poi linterrogazionevi tocca... allora non vi resta che studiare!

    Anche il rischio sismico cio la stima dei danni che potrebbero ve-rificarsi in una determinata area per colpa dei terremoti, dipende datre elementi: la pericolosit sismica, e cio la probabilit che in undato periodo di tempo possano verificarsi terremoti abbastanza po-tenti; la vulnerabilit sismica, e cio la fragilit delle costruzioni ri-spetto alle scosse sismiche; infine lesposizione al terremoto,e cio il valore che si attribuisce a persone, edifici, fabbri-che, ponti, strade, linee elettriche e telefoniche, tutto ciche potrebbe essere danneggiato.

    la combinazione di questi fattori a dirci se dobbiamoaspettarci disastri o meno. Infatti le zone con una peri-colosit sismica molto elevata hanno un rischio nullo senon vi si trovano costruzioni e persone, senza le qualinon si possono verificare danni! Al contrario, se in unazona a bassa pericolosit ci sono moltissimi edifici epersone esposte al pericolo, o se le case sonoparticolarmente malandate e vulnerabili, ilrischio alto.

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    dicembre

    1857

    Un fortissimo terremotocolpisce lalta Val dAgri e il Vallo di Diano. Gravi danni si verificano in numerose localit delle province di Potenza e Salerno. I morti sono circa 10.000.

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    Cosa POSSIAMO aspettarci

    Unimmagine di Pescina dei Marsi dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, dellXI grado della scala MCS.

    Siamo tutti un po a rischio: ma per rischio sismico si intende la quantit di danni che ci si pu aspettare dai terremoti. Dipende dalla probabilit che ne arrivino... e dalla presenza di cose danneggiabili!

    C muro e muroUn muro pu essere pi o meno resistente alle scosse dei terremoti a seconda dei materiali con cui fatto. Le pa-reti di mattoni o blocchi di calcestruzzo sono pi robuste di quelle costruite con pietre, soprattutto se queste sonotondeggianti. Meglio ancora se i mattoni e i blocchi non sono troppo forati allinterno. Il tipo di malta che li tiene in-sieme, la sua quantit e il modo in cui stata messa influenzano anchessi la resistenza del muro. Ma la cosa piimportante che quel muro sia ben collegato agli altri elementi della casa (le altre pareti, il solaio).

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  • Abbiamo detto che il rischio sismico dipende da tre cose: perico-losit del posto, esposizione al terremoto e vulnerabilit sismica dicase, edifici ecc. Per diminuire il rischio occorre dunque ridurre unoo pi di questi tre fattori.

    La pericolosit non dipende dall'uomo, ma dalla probabilit cheavvengano terremoti e dalle caratteristiche geologiche locali: im-possibile ridurla.

    Si pu per agire sullesposizione, che dipende dal valore eco-nomico e dallaffollamento delle varie costruzioni: il rischio una va-lutazione dei danni, quindi pi le costruzioni sono piene di gente(ospedali, scuole, chiese, stadi...) pi i danni sono alti. Essi sono mol-to gravi se gli edifici crollati sono dispendiosi da ritirare su (dighe,centrali elettriche...), sorgono in zone affollate e il loro crollo pu cau-sare enormi perdite economiche (allagamenti, black out, isolamen-ti...). Insomma, pi le costruzioni sono costose o affollate, pi il rischiosi alza quando queste opere sorgono in luoghi con alta pericolosit.Quando si pu, meglio costruire in posti meno pericolosi.

    Il terzo fattore, la vulnerabilit delle costruzioni, quello su cui pi facile agire. Si pu diminuire questa vulnerabilit ristrutturan-do, con determinati criteri, gli edifici gi esistenti e progettando inmodo intelligente quelli ancora da costruire. Tra laltro, oggi ci so-no delle leggi che ci obbligano a farlo: le norme sismiche.

    Ridurre il RISCHIOLa PERICOLOSIT sismica

    CHE COS IL RISCHIO SISMICO?

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    TERREMOTI COME E PERCH

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    settembre

    1905

    Violento terremotonella Calabria centrale, avvertito in tutta lItalia meridionale e nella Sicilia orientale: danni gravissimi e pi di 500 vittime.

    Intensit MCS

    Per valutare la pericolosit sismica di un posto, cio la probabilitche in futuro venga colpito da un terremoto, occorre esaminare tuttele informazioni disponibili.

    Serve innanzitutto conoscere la storia sismica di quel luogo,o almeno avere una lista, pi completa ed estesa nel tempo possibile,dei terremoti che vi si sono verificati in passato. Poi occorre associarequei terremoti alle informazioni geologiche disponibili, cosageneralmente fatta dalla zonazione sismogenica di cui abbiamo giparlato. Cos si ha uno schema delle sorgenti sismogeniche nellanostra localit: pi o meno come fa un idraulico disegnando lo schemadi tubazioni e termosifoni per il riscaldamento di una casa. Infine sisimula come si propagano i terremoti, come cio lenergia si irradiadalle sorgenti dei sismi: come quando il solito idraulico studia il modoin cui il calore diminuisce man mano che ci si allontana dallacaldaia. Questi dati ci danno i valori degli scuotimenti del terrenoche si possono avere a causa di possibili terremoti pi o meno lontanima abbastanza forti da farsi sentire nel luogo esaminato. I valorisono di solito espressi in termini di accelerazione del suolo, o comeintensit macrosismica secondo le scale che abbiamo gi visto. Non si tratta di eventi sicuri ma soltanto possibili, perci nel casodella pericolosit si parla di stima probabilistica. Per questo non siindica solo quanto dovrebbe essere forte il terremoto che ci si puaspettare, ma anche la probabilit che quel livello di scuotimentopossa venire superato in un certo periodo di tempo.

    A volte tornanoNelle zone pi a rischio, occorreessere particolarmente prudenti.Una scossa pu infatti essere ilprecursore di unaltra, a volte an-che pi forte. Il problema che lanuova potrebbe arrivare dopo mi-nuti, ore, giorni o perfino mesi...Non fidatevi degli esperti improv-visati, ma soltanto delle informa-zioni ufficiali.

    Per la mappa, vedi p. 63.

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  • Dopo il terremoto dellIrpinia del 1980, il CNR (Consiglio Nazionaledelle Ricerche) ha proposto una riclassificazione dei comuni, recepitadalla legge, non pi basata sui terremoti gi avvenuti, ma sugli effettipresunti di quelli futuri. In pochi anni altri comuni sono stati inseritinella classificazione a seconda della loro pericolosit.

    Cerano allepoca tre categorie: la prima la classe di maggiorpericolo, la seconda di pericolo medio e la terza comprende comunia bassa pericolosit ma comunque a rischio per la presenza diedifici vulnerabili. Per le tre categorie si applicavano norme costruttivediverse. Questa la classificazione rimasta in vigore per circaventanni, tuttavia gli studi in materia non finiscono mai e la leggecontinua ad evolversi.

    Dopo levento del Molise (2002), le proposte allora esistenti diriclassificazione sismica dItalia si sono concretizzate conlaggiornamento nel 2003 sia della lista dei comuni considerati sismici,sia delle norme tecniche da seguire nelle costruzioni degli edifici.

    Una CLASSIFICAZIONE pi utileIn teoria potete lasciare il motorino sotto casa senza che nessunove lo rubi, perch per legge vietato portare via la roba degli altri.Se siete sfortunati e il motorino ve lo rubano lo stesso, si spera chela polizia lo ritrovi e che il colpevole venga punito.

    Le leggi sono regole che ogni Stato si d perch i suoi cittadinipossano vivere in modo tranquillo e protetti dai pericoli. Le leggi nonvietano solo di far del male agli altri, ma anche a se stessi: perquesto che bisogna mettere il casco in motorino. Questa norma noncera fino a qualche anno fa: in effetti le leggi non sono immutabili,ma vengono aggiornate di continuo.Per proteggere i cittadini dai terremoti, uno Stato che si rispettistabilisce come si devono costruire gli edifici, tramite le normesismiche, e con la classificazione sismica precisa in quali partidel territorio devono applicarsi tali accorgimenti.

    Gi nel lontano passato, subito dopo i grandi terremoti, sono statespesso emanate leggi che indicavano come costruire in maniera pisicura. Col trascorrere del tempo per queste norme venivanoabbandonate. Dopo il terremoto del 1908 iniziata la classificazionesismica del territorio italiano: ma, in pratica, fino al 1980 un comunediventava sismico solo dopo aver subito danni pi o meno gravi acausa di un terremoto. come mettere lallarme alla porta di casasolo dopo che i ladri vi hanno svaligiato!

    Guardando al PASSATO

    CHE COS IL RISCHIO SISMICO?

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    deiterremoti28

    dicembre

    1908

    Terremoto calabro-messinese: Reggio Calabria e la parte bassa di Messina sono rase al suolo; le vittime sono oltre 80.000, di cui circa 2.000 inghiottite dallonda di maremoto.

    Intensit MCS

    Ma perch solo dopo?Un tempo si consideravano sismici so-lo i comuni che avevano gi subito ter-remoti: lo scopo di quella classifica-zione non era di valutare i rischi futu-ri ma di far arrivare aiuti economici aicomuni da ricostruire. Ecco perch siguardava al passato, pi che al futu-ro! Se tutto il patrimonio edilizio ita-liano venisse ristrutturato, in accordocon la normativa sismica, potremmoevitare di assistere in futuro alle di-struzioni del passato.

    Il lavoro dei Vigili del FuocoDavvero encomiabile il lavoro instan-cabile svolto dai Vigili del Fuoco inAbruzzo allindomani del 6 aprile 2009.

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  • Se vi piace il calcio, saprete che importante non subire dei gol,ma non la cosa che conta di pi per vincere una partita o addiritturail campionato! Finire un incontro senza che l'avversario faccianemmeno un punto molto gratificante, ma l'essenziale prenderemeno gol di lui. E in certe situazioni, anche un pareggio pu esserelobiettivo pi saggio.

    Anche nella prevenzione dei danni dai terremoti importantecapire quali sono le priorit. La legge italiana, in accordo con lanormativa europea (Eurocodice 8), ha innanzi tutto lo scopo diproteggere le vite umane in caso di terremoto, poi far s che i dannisiano limitati, infine garantire che le strutture importanti per laProtezione Civile restino efficienti.

    Per ottenere tutto questo, la preoccupazione principale ovviamente che le costruzioni non crollino. Ma lEurocodice 8 sipreoccupa anche di tutte le parti che potrebbero staccarsi e ferire ouccidere la gente, o rovinare la struttura principale delledificio: dallefinestre ai balconi, dalle antenne ai parapetti. Inoltre, accetta chele costruzioni si danneggino un po: fare edifici cos rigidi da restareassolutamente intatti sarebbe difficilissimo, se non impossibile,proprio come vincere tutte le partite del campionato a reti inviolate!E allora, nella struttura rigida della costruzione si lasciano dei puntipi elastici, che possano torcersi disperdendolenergia a cui ledificio sottoposto. Se qualcunosi rompe, pazienza: previsto, e anzi serve adissipare pi energia possibile. Bastache il crollo sia evitato e che i dannisiano limitati!

    Piccole ROTTURE, grande ELASTICIT

    CHE COS IL RISCHIO SISMICO?

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    deiterremoti15

    ottobre

    1911

    Un violento terremotocolpisce il basso versante orientale dellEtna, distruggendo alcune borgate nei dintorni di Giarre. Le vittime sono una decina.

    Intensit MCS

    Con la nuova riclassificazione i comuni in zona1 sono aumentati a 725: circa il 9% di tutti quelliitaliani. In zona 2 ce ne sono 2.238 e in zona 31.650. stata introdotta una quarta zona che includetutti i comuni rimanenti: lesperienza dimostra infattiche in qualunque zona dItalia si possono verificaredelle piccole sollecitazioni sismiche, magari causateda terremoti molto distanti, e risulta quindifondamentale che venga garantita ovunque almeno laqualit minima degli edifici pubblici. La classificazionesismica verr aggiornata periodicamente man manoche le conoscenze scientifiche sui terremotiaumenteranno o per intervento autonomo delle singoleRegioni. Queste ultime hanno il loro da fare, dalmomento che proprio a loro devoluto lincarico digestire il territorio, modificare la classificazione propostarispetto al grado di sicurezza che pensano di dover

    raggiungere, di promuovere interventi di riduzione del rischio sismico. A livello ancora pi decentrato, poi ogni Comune a doversi attrezzareper gestire le eventuali emergenze.

    Per quanto riguarda la sicurezza degli edifici, dal 1o luglio del2009 le nuove norme tecniche dicono come progettare e realizzarecostruzioni sicure (edifici, ponti, capannoni ecc.) in grado di resistereagli scossoni di un terremoto. Queste norme stabiliscono che lentitdelle azioni sismiche da considerare nel progetto delle strutture vienedefinita in ogni punto nel territorio nazionale e non pi sulla basedella zona sismica; quindi una stima pi accurata. Le nuove normecontengono criteri moderni e nuove regole per il rafforzamento dellestrutture esistenti, una scelta fondamentale per la riduzione del rischio sismico.

    Ultime NOTIZIE!

    Limportante pensarciPer ogni zona sismica, la legge pre-scrive le forze orizzontali a cui la ca-sa deve riuscire a resistere. Le diffe-renze di robustezza tra una zona e lal-tra finiscono per essere piuttosto mo-deste, ma le costruzioni che rispet-tano le norme sono molto pi resi-stenti di quelle che non le rispetta-no. Gli edifici pi avveniristici, in par-ticolare, devono essere progettati inmodo da resistere a sollecitazionimolto forti.

    Per la mappa, vedi p. 63.

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  • Alcuni effetti di un picnic di una famiglia maleducata sonopermanenti, altri temporanei. Tra i danni permanenti ci sono isacchetti di plastica, le cicche di sigaretta e gli altri rifiuti lasciatiin giro, i rami spezzati dagli alberi e lerba bruciata dopo un fal.Tra i danni temporanei ci sono lodore di fritto, il fracasso della radioe gli schiamazzi, i cui effetti si sentono sempre meno a secondadella distanza: insopportabili a 10 metri, e pi tollerabili man manoche ci si allontana.

    Anche le conseguenze di un terremoto sono in parte permanentie in parte temporanee, e sempre meno gravi man mano che crescela distanza dallepicentro. Da questo punto di vista, la zona colpita sipu dividere in due aree: quella di danneggiamento, e quella dirisentimento, dove gli effetti si limitano alloscillazione di lampadari,al movimento di piccoli oggetti, allo spostamento di quadri e simili.

    La gravit degli effetti dipende molto dal tipo di terreno: se sitratta di rocce rigide la terra trema di meno, ma se il terreno pococompatto le oscillazioni si amplificano e si hanno danni maggiori. Siverificano amplificazioni anche nei punti in cui terreni di diversanatura (un terreno argilloso ed uno roccioso, ad esempio) entrano incontatto tra loro, oppure in zone dove edifici e strutture sono costruitisu creste, pendii e rilievi.

    Pi LONTANI, pi tranquilli...

    CHE COSA SUCCEDE DURANTE UN TERREMOTO?

    53Che COSA succede durante un TERREMOTO?

    XI

    lit

    ali

    a

    deiterremoti13

    gennaio

    1915

    Terremoto della Marsica: circa 30.000 morti. Distruzioni e vittime interessano tutti i paesi della zona delFucino; levento avvertito dalla Basilicata al Veneto.

    Intensit MCS

    Concentrazione!Talvolta, le onde sismiche sono influenza-te dalla forma degli strati sepolti del ter-reno: in certi casi essi possono concen-trare lenergia. Un po come le lenti din-grandimento che, grazie alla loro forma,concentrano i raggi del sole. Anche la for-ma di creste o di colline dai pendii piut-tosto ripidi focalizza i raggi sismici sullacima, dove spesso si concentrano i danni.

    Un crollo spaventoso? Niente paura, stavolta solo un film...

    Possono accadere molte cose. Alcuni effetti del terremoto causano danni permanenti, altri passano subito.

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  • La PAURA fa novanta

    Quando le onde sismiche arrivano alla superficie della Terra, siverifica una serie di effetti: alcuni permanenti e altri temporanei.Tra i pi gravi effetti permanenti di un terremoto c il crollo degliedifici, che la maggior causa di vittime. Ci sono inoltre danni astrade, ferrovie, acquedotti, tubi del gas e simili: tutte strutture rigideche faticano ad adattarsi alle distorsioni del terreno, stravolto dallescosse, e finiscono per rompersi.

    Altri effetti permanenti sono frane e sprofondamenti del suolo,che possono avere dimensioni impressionanti e travolgere la gente.Il terremoto di Chimbote del 1970, in Per, ha per esempio provocatoil distacco di roccia e neve dal monte Huascaran, precipitate perunaltezza di 1.000 metri uccidendo quasi 20.000 persone. La terrapu anche fratturarsi per parecchi chilometri: a volte si tratta propriodella faglia che ha causato il terremoto e che si affaccia in superficie.

    Un effetto pi raro, che si verifica in certe condizioni con terremotidi magnitudo superiore a 6, la liquefazione del terreno. Un suologranulare, per esempio la sabbia, se contiene molta acqua puperdere compattezza e diventare come liquido: provate a saltellareuna decina di volte sul bagnasciuga, e sentirete ad un tratto il terrenodiventare pappamolla. In questo caso gli edifici sprofondano. quelloche successo, ad esempio, ad Adapazari, in Turchia, durante ilterremoto del 17 agosto 1999.

    NellAREA di danneggiamento

    CHE COSA SUC