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Tema 7

Il decentramento del potere politico

Collegamenti

Concetto base

Autonomia La Costituzione fonda lo Stato democratico sul principio dellautonomia, in base al quale accanto allo Stato esistono enti territoriali governati da organi rappresentativi e dotati di poteri e funzioni regolamentati da norme costituzionali.

Lo Stato italiano si svilupp dopo lUnit (1861) come Stato unitario con unor-ganizzazione politica centralizzata. Dopo lesperienza fascista, che acu la cen-tralizzazione del potere, lAssemblea costituente conferm la scelta unitaria, articolando per lo Stato in autonomie locali. Nel 1970 si ebbe listituzione delle Regioni. Un vero e proprio processo di trasformazione in senso autonomistico dello Stato stato avviato a partire dagli anni novanta del Novecento.

Stato Regioni Province Cittmetropolitane Comuni

DecentramentoAutonomia

REPUBBLICAUNA E INDIVISIBILE

Pearson Italia spaIl bello delle regole, a cura di Giovanna Mantellini e Doris Valente,

Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori 111111 Pearson Italia spaIl bello delle regole, a cura di Giovanna Mantellini e Doris Valente,

Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori

Tema 7 Il decentramento del potere politico

LEZI

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Stato, territorio, autonomie locali

Autonomia e decentramentoLe Regioni, le Province, le Citt metropolitane e i Comuni costituiscono le autonomie locali e sono chiamati anche enti territoriali (o locali).

Lautonomia di questi enti affermata dalla Costituzio-ne tra i Principi fondamentali.LItalia comprende 20 Regioni, le quali a loro volta comprendono pi Province (attualmente 109), ulterior-mente articolate in Comuni (circa 8000). Mentre lo Stato lorganizzazione politica di tutta la comunit stanziata sul territorio nazionale, Regioni, Province e Comuni (le Citt metropolitane sono ancora da istituire) sono le organizzazioni politiche delle collet-tivit che risiedono nei rispettivi ambiti territoriali. Anche questi enti, come lo Stato, esercitano il potere politico, il potere cio di prendere decisioni vincolanti per le collettivit locali.Lautonomia un modello politico ispirato allesi-genza di ampliare il pi possibile la partecipazione dei cittadini rispetto alle scelte che li riguardano e non da confondere con il decentramento amministrativo. Il decentramento dei servizi amministrativi dello Sta-to, anchesso previsto dallarticolo 5, consiste nella cre-azione di organi periferici ed motivato da ragioni di efficienza della Pubblica amministrazione (vedi Lez. 33). Per esempio, gli Uffici Scolastici regionali non sono uffici della Regione, ma sono organi periferici del ministero dellIstruzione che hanno competenza sul territorio regionale.

Nel linguaggio politico uno Stato viene defi-nito decentrato quando garantisce unampia autonomia alle comunit locali; accentrato nellipotesi opposta.

Caratteristiche e poteri degli enti territorialiRegioni, Province e Comuni sono g enti pubblici, che hanno le seguenti caratteristiche: 1. sono previsti e regolati dalla Costituzione e non potrebbero essere soppressi se non modificando la Co-stituzione stessa attraverso una legge costituzionale;2. sono enti territoriali, nel senso che il territorio un loro elemento costitutivo e che sul territorio eser-citano il proprio potere;3. sono enti rappresentativi, in quanto i loro organi sono eletti direttamente o indirettamente dai cittadi-ni che risiedono nei rispettivi territori.Una legge costituzionale del 2001, nota come Rifor-ma del Titolo V, ha riscritto quasi totalmente, e in alcuni casi abrogato, gli articoli della Costituzione che disciplinavano questi enti. Il modello di autonomia disegnato dalle nuove norme diverso da quello votato dallAssemblea costituente nel 1948. Questultimo era infatti fondato soprattutto sullautonomia delle Regioni. La Repubblica costituita dai Comuni, dalle Pro-vince, dalle Citt metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato: larticolo 114, nella sua attuale formulazione, ri-conosce lautonomia di tutti questi enti; mentre prima si parlava di Stato regionale, oggi sarebbe pi corretto parlare di Stato delle autonomie.

Autonomia e decentramento

nella Costituzione

Parte II, Titolo V, artt. 114-133

articolo fondamentale

Art. 5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il pi ampio decentramento amministrativo [].

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Lautonomia di ciascun ente territoriale si articola in:

autonomia politica che consiste nel potere di ela-borare un proprio indirizzo politico, cio di fare scel-te politiche in modo indipendente dallo Stato e dagli altri enti territoriali;

autonomia statutaria che consiste nel darsi un proprio Statuto, cio un atto nel quale, a somiglianza della Costituzione dello Stato, vengono stabiliti i prin-cipi sullorganizzazione e sul funzionamento dellente;

autonomia normativa, cio il potere di emanare norme giuridiche vincolanti nellambito del proprio territorio. Tuttavia, mentre le Regioni possono ema-nare vere e proprie leggi, Province e Comuni possono adottare soltanto regolamenti;

autonomia amministrativa, in base alla quale, nelle materie di propria competenza, ciascun ente pu decidere i criteri e le modalit di svolgimento dellatti-vit amministrativa;

autonomia finanziaria, che comprende sia il po-tere di decidere come procurarsi i mezzi finanziari ne-cessari per far fronte ai propri compiti (autonomia di entrata), sia quello di scegliere come impiegarli (auto-nomia di spesa).

Devoluzione e federalismo fiscaleNel linguaggio politico e dei media vengono spesso usate, a proposito delle autonomie locali, espressioni quali devoluzione e federalismo fiscale.La devoluzione il trasferimento di poteri dallo Sta-to centrale agli enti territoriali di dimensioni minori. Deriva dallinglese devolution, unespressione diventata popolare da quando, con una legge del 1997, il Regno

Unito ha riconosciuto alla Scozia la titolarit di poteri sovrani gestiti da un proprio Parlamento autonomo eletto dai cittadini scozzesi.Il federalismo fiscale riguarda invece le modalit con cui gli enti territoriali possono procurarsi le ri-sorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi: stato introdotto con la riforma costituzionale del 2001. Questi enti possono stabilire e riscuotere propri tri-buti (imposte e tasse) e inoltre ricevono una quota dei tributi statali pagati dai contribuenti nellambito dei rispettivi territori. Per evitare disuguaglianze tra zone ricche e zone povere del Paese, previsto un fondo perequativo attraverso il quale lo Stato trasferisce a queste ultime risorse finanziarie aggiuntive.

La revisione che ha inciso pi pro-fondamente sul testo costituzionale del 1948 quella del Titolo V Le Regioni, le Province, i Comuni (artt. 114-133). Essa trae le sue origini dal dibattito sul-la necessit di una riforma complessi-va della Parte II della Costituzione che si manifestata fin dagli anni settanta del Novecento, ha raggiunto il suo cul-mine negli anni novanta ed tuttora in corso.

Oggetto del dibattito stata, allinizio, soprattutto la forma di governo, cio la distribuzione del potere politico fra Par-lamento, Governo e Presidente della Re-pubblica. A questo tema si poi aggiunto quello dellinsufficiente autonomia delle Regioni e in generale degli enti locali. Proprio il dibattito su questultimo te-ma sfociato nelle leggi costituzionali n. 1 del 1999 e n. 3 del 2001, che hanno sostanzialmente riscritto (soprattutto la

seconda) il Titolo V: a eccezione degli articoli 131 e 133, tutti gli altri sono stati modificati, sostituiti o semplicemente abrogati. La portata del cambiamento sin-tetizzata nella nuova formulazione dellarticolo 114, secondo cui le Regioni e gli altri enti locali non sono pi artico-lazioni organizzative dello Stato, ma, insieme a esso, sono elementi costituti-vi della Repubblica italiana.

ApprofondimentoCostituzione e attualit

La riforma del Titolo V

Verifica della comprensione1. Dai una definizione di autonomia e illustra in quali ambiti si articola.

2. Qual la differenza fra autonomia e decentramento?

3. Quali caratteristiche hanno gli enti territoriali rispetto a tutti gli altri enti pubblici?

g Ente pubblico Si intende con questo termine lorganizzazione di uomini e mezzi per il perseguimento di interessi pubblici. Gli enti territo-riali esercitano poteri di autorit, sono cio dotati di potere legislati-vo, amministrativo e giurisdizionale; gli altri enti pubblici vengono defi-niti strumentali, come le Camere di commercio. Enti locali il nome con cui vengono comunemente indicati gli enti pubblici territoriali.

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Levoluzione dellautonomia nella Costituzione

Stato accentrato e autonomiaIl Regno dItalia nacque come Stato fortemente ac-centrato; questo carattere si acu durante il fascismo (1922-43), quando la timida autonomia che era stata riconosciuta a Province e Comuni attraverso lelettivit dei loro organi fu abolita; anche il Sindaco, da sempre simbolo dellautonomia locale, fu sostituito da un po-dest di nomina statale.In seno allAssemblea costituente il dibattito sulle auto-nomie locali fu molto acceso. A scontrarsi furono due tendenze opposte: da un lato chi voleva fare dellItalia un vero e proprio Stato federale (in cui gli enti ter-ritoriali hanno di norma ampia autono