Stele Osservazioni sul Neognosticismo - · PDF fileDal Toro all’Ariete, Considerazioni...

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Stele

Eone Gnostico

Cristologia Catara

Origini del Canone Biblico

Lettera a Diogneto

Osservazioni sul Neognosticismo

Manifestazione

Gnostiche Illusorie nella

Societ Moderna

Inno sulla Prigionia dellaLuce

Dal Toro allAriete,

Considerazioni sullEsodo

Bagliori della Sophia

La Salvezza nella Sophia

ABRAXAS .:. Rivista di diffusione del pensiero gnostico .:.

10 Settembre 2008 Numero 6

Rivista digitale gratuita, in supplemento trimestrale a Lex Aurea, registrazionepresso il tribunale di Prato 2\2006. Ogni diritto riservato, ogni riproduzionetotale o parziale dei contenuti della rivista necessit di debita autorizzazione.

Contatti: [email protected]

www.fuocosacro.com

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STELE

10 Settembre 2008, Dualismo e Gnosticismo Il cosiddetto dualismo dello gnosticismo spesso frainteso, difficile spiegare se tale fraintendimento dovuto solamente da poca conoscenza di questo fenomeno spirituale, o da vera e propria malafede. Possiamo solamente osservare che lo gnosticismo, lontano dall'essere una religione, o dall'emanare vincoli universali, constata uno stato separativo a livello della creazione. Che poi questo stato separativo sia dovuto all'imperfetta condizione umana, oppure da una frattura ontologica dell'Ente, ci rientra nel novero delle ipotesi, da valutare ed esperire attraverso la pratica. Del resto accettare una visione abramitica, rispetto ad altra visione del triplice rapporto Cratore-creatura-creazione, un fatto personale, un'attitudine dell'anima,non soggetta a giudizio. Fermo restando che numerose sono le metafisiche che suggeriscono come la dimensione della manifestazione in se e per se imperfetta, ed ingannevole; rendendosi quindi necessario, all'uomo sulla via della liberazione, uno sforzo individuale. E' utile osservare come nello gnosticismo basilidiano esiste la figura di Abraxas, colui che in se comprende ogni forma di dualismo(positivo e negativo, luce e tenebra, uomo e bestia, maschile e femminile, ecc...) Abraxas, nella sua complessit complementare simbolica, suggerisce come la dualit, incontestabile su questo piano, sia risolta nella trascendenza di questo piano, e sia irrisolvibile nel permanere su questo piano. Abraxas rappresenta il tutto come potenza, la comprensione della causa senza effetto, e dell'effetto senza causa. Come del resto interessante la composizione simbolica di Abraxas, una chimera... in quanto chimera per l'uomo riuscire ad interrogarsi, e rispondersi attorno a ci che rappresenta la radice della propria condizione. Un'immagine del divino stridente con l'iconografia classica abramitica, ma paragonabile a certe

rappresentazioni del divino dal sapore orientale; a suggerire quasi un sotterraneo legame, apparentamento, fra tradizioni lontane geograficamente, ma forse non tanto spiritualmente.

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Indice

ARTICOLO AUTORE Pag.

Stele Filippo Goti 2 Eone Gnostico Filippo Goti 4

Cristologia Catara Antares666 6 Origini del Canone Biblico Massimo Cogliandro 8

Lettera a Diogneto 10 Osservazioni sul Neognosticismo

Filippo Goti 14

Manifestazione Gnostiche Illusorie nella Societ Moderna

Antares666 16

Inno sulla Prigionia della Luce 17 Dal Toro allAriete,

Considerazioni sullEsodo Filippo Goti 18

Bagliori della Sophia

Tommaso Garofalo 25

La Salvezza nella Sophia Erica Tiozzo 26

Per maggiori informazioni www.fuocosacro.com Indirizzo di posta elettronica di contatto [email protected]

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Eone Gnostico di Filippo Goti

In molti sistemi gnostici (barbelotiani, alessandrini, ecc..) compare il concetto di eone. Brevemente possiamo notare come il termine eone deriva dal greco aion, il cui significato da ricercarsi in eternit e durata. Essendo gli eoni le emanazioni della radice divina che compongono il Pleroma (da Plenitudine-Pienezza, la sfera celeste contigua e avviluppante la radice spirituale, e formata da tutti gli eoni), possiamo affermare che essi perdurano nell'eternit eguali a se stessi. E' ancora interessante notare come il nome di Aion lo troviamo in alcuni sistemi mitologici, come divinit legata al Tempo e all'Eternit, oppure nello stesso mito della Caverna di Platone. Soffermandoci proprio sulla filosofia dell'Antica Grecia possiamo accostare gli Eoni, sia alle divinit iperuraniche, che nella filosofica platonica erano custodi del mondo delle Idee (per divinit iperuranica dobbiamo intendere una potenza celeste, estranea al mondo del sensibile), oppure alle ipostasi nella filosofia neoplatonica e in particolare a Plotino. Le ipostasi (termine composto di origine greca: hypostasis, da hypo, sotto, e stasis, stare) la generazione di immagini, o espressioni divine che sono sottordinate all'Uno, e che danno sostanza ai vari piani ontologici.

Valentino, forse il pi fine pensatore gnostico di scuola alessandrina, nel suo sistema aveva postulato l'esistenza di 30 eoni diversi. Il primo Eone Bythos (Abisso), diretta emanazione della radice spirituale suprema, esso ha in se, o emana, un altro eone di nome Sige (Silenzio), a seguire ogni coppia di eoni emana un'altra coppia e cos a costuire la gerarchia spirituale valentinana:

Kaen (Potere) e Akhana (Amore)

Nous (Mente) e Aletheia (Verit)

Sermo (Parola) e Vita

Anthropos (Uomo Primogenio) ed Ecclesia (Chiesa)

Bythios (Profondo) e Mixis (Miscuglio)

Ageratos (Mai vecchio) ed Henosis (Unione)

Autophyes (Natura essenziale) ed Hedone (Piacere)

Acinetos (Inamovibile) e Syncrasis (Unione)

Monogenes (Unico-generato) e Macaria (Felicit)

Paracletus (Consolatore) e Pistis (Fede)

Patricas (Paterno) ed Elpis (Speranza)

Metricos (Materno) ed Agape (Amore Fraterno)

Ainos (Preghiera) e Synesis (Intelligenza)

Ecclesiasticus (Figlio ella Ecclesia) e

Macariotes (Beatitudine)

Theletus (Perfetto) e Sophia (Saggezza)

A prescindere dal numero e dalla definizione degli eoni che compongono il

Pleroma, utile comprendere l'essenzialit filosofica che essi rappresentano. Non siamo alla presenza di un sistema creazionistico o generativo; non abbiamo un'esistenza degli eoni ex nihilo (dal niente), ma un processo emanazionistico, dove la radice prima, l'essere perfetto eguale a se stesso ed immutabile, proietta da se stesso, fuori se stesso (e quindi ritraendosi) delle potenze a lui inferiori, e di sostanza diversa. Da ci ne consegue una "frattura ontologica" che avviene all'interno del mondo divino, fra gli emanati e l'ente emanatore. Nei sistemi barbelotiani (in cui centrale nellarchitettura cosmogonica una o pi figure "femminili" del divino) la sola Barbelo che pu volgere il proprio orante sguardo verso la fonte spirituale suprema, e nessun altro; ed proprio in cagione di questa separazione che l'ultimo fra gli eoni detto Sophia, preso dal desiderio della comunione con la fonte

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causa la cosiddetta "caduta pneumatica" (pneuma-spirito). Non questo il luogo per affrontare filosoficamente la differenza che divide il desiderio dalla volont, anche se entrambi sono produttivi di atti, che mitologicamente descriveranno la formazione dei vari piani della creazione. Altra annotazione degna di nota riguarda il concetto di Sigizia, che concerne la natura binaria degli Eoni. Esso sottintende ad una distinta e distinguibile natura maschile e femminile, ma profondamente complementare; teorizzazione questa cara anche a sistemi filosofici orientali. E' bene ricordare, molti hanno a dimenticarsene, che il maschile e il femminile umani, sono pallidi riflessi del maschile e femminile che gli antichi gnostici narravano riferendosi al divino. In assenza di gerarchizzazione, ma avendo a riguardo della complementarit insita in loro, gli gnostici si riferivano alla capacit ricettiva del femminile, e alla capacit trasmissiva del maschile. Basti pensare come la Sophia riceve nel Pleroma, come del resto ogni altro eone, formativa del mondo inferiore, ma vi trasmette anche involontariamente il Pneuma (quindi maschile). Uno degli errori maggiormente frequenti l'accostamento degli eoni agli angeli; niente di pi errato. La cosmogonia gnostica distingue un mondo pneumatico/spirituale, spesso chiamato mondo di luce, e un mondo di tenebra. Il primo espressione immediata della Radice Prima, il secondo conseguenza della caduta. Gli angeli, cos come i demoni, cos come gli arconti di cui sono entrambi creazione, afferiscono a questo secondo mondo. Nella lettura di testi barbelotiani si incontra la creazione di

Adam da parte degli Arconti; che lasciano a 365 angeli il compito di formare il corpo dell'uomo, composto dall'impasto di acqua, terra, fuoco, e vento, e soggiogato da passioni e desideri. Successivamente Adam viene posto all'interno dell'Eden, che assume significato di prigione per il Pneuma. Per identico motivo non possiamo certamente accomunare gli Eoni alle

Sephiroth, in quanto tradizionalmente esse sono agenti della fase del dispiegamento polare della manifestazione, e nello gnosticismo essa ingannevole, in quanto contiene in se potenze e forze atte a sviare l'uomo dal ritorno al Mondo di Luce: la creazione arcontica o demiurgica.

Rimanendo in ambito di cabala, e volendo creare un parallelismo per quanto arduo, possiamo suggerire come il Pleroma rappresenti Atzilut, e cio il mondo prossimo al divino, popolato da realt chiamate Partzufim.

La caduta della Sophia la possiamo accomunare a Briah, Creazione. Questo il primo mondo a trovarsi al di fuori, come dice letimologia di Briah, che viene da BAR = esterno. Si