Sportivissimo Febbraio

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La rivista dello sport Vicentino

Transcript of Sportivissimo Febbraio

  • editoriale3

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    direzione commercialeLaura Danzo

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    redazionePaola Dal Bosco

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    segreteria di redazioneGiuliana Lucato

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    casa editriceMediafactory srl

    via Monte Ortigara, 8336073 Cornedo Vicentino (VI)

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    registrazioneIscrizione al Tribunale di Vicenza

    il 21 dicembre 2005 n.1124

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    oppure telefonare al numero0445 430985

    SSIMOSPORTI

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    Tipogra a Danzo

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    Il 7 gennaio muore improvvisamente in Germania lazzurra Simona Senoner; il giorno dopo, gli azzurri scendono in pista con il lutto al braccio nel gigante di Adelboden. Nello stesso giorno, Marco Fontana, un ragazzo di 14 anni dello sci club Tonezza, dopo aver aiutato il proprio club nellorganizzare la gara di gimkana, sciando con gli amici, va a sbattere contro un sasso e perde la vita; il giorno dopo, la gara circoscrizionale per le categorie ragazzi e allievi, a cui Marco era iscritto, viene annullata. Si poteva, forse era meglio gareggiare, come gli Azzurri, con il lutto al braccio e cos onorarne la memoria? No. Gli Azzurri non hanno scelto di scendere in pista, sono stati costretti dallimpersonale logica dello sport professionistico che non si ferma di fronte alla morte di nessuno. Il loro non un esempio; una costrizione che origina da un mondo fatto di contratti e vincoli, di clausole e penali, di scartoffi e e denaro, dove pi delle persone valgono le loro fi rme. Viceversa, il Comitato Fisi di Vicenza e lo sci club organiz-zatore della gara e tutti i club della Circoscrizione si sono comportati come se fossero una famiglia. Se un lutto colpisce una famiglia, a quella famiglia cambia il futuro. Niente pi come prima e ci vuole del tempo perch si possa ricominciare di nuovo, con nuovi proget-ti, con nuove sfi de, con un ritrovato entusiasmo. Questo tempo il tempo del lutto. Non gareggiando, ci si comportati come una famiglia a cui improvvisamente era saltato il futuro e si dovuta fermare. Cos si condivide il dolore. Cos si dato prova che Marco era davvero uno di noi, della nostra Circoscrizione, della nostra famiglia sciistica. La fascia al braccio un simbolo troppo debole come lo il minuto di raccoglimento, luno e laltro subito annullati e resi stridenti da tutto quello che la gara e che la gara comporta: adrena-lina e discesa; malumori e classifi ca, gioia e premiazioni, opinioni e chiacchiere, strette di mano e incontri. Fermarsi stato diverso. E stato giusto. Ma lo sport professionistico non pu permettersi di considerarsi una famiglia. Ci sono le dirette tv, le logiche commerciali, infi nite altre diavolerie per le quali la morte di unazzurra non la morte di una di loro, di un familiare, ma solo la morte di unatleta. Dallo slittino di Kumaritashvili (febbraio scorso, Vancouver) alla moto di Tomizawa (luglio scorso, Misano) allo sci di Simona nessuna morte di un atleta ferma lo spettacolo; nemmeno lo contraddice: un atleta morto solo un altro vinto della gara in corso. Cos non stato per noi. Marco era un ragazzo che condivideva i valori della nostra famiglia sciistica secondo cui lo sci vita e le nostre gare sono il modo per esprimere la nostra vitalit, per cui quando maledettamente arriva il contrario di ci, salta tutto e ci si ferma.

    Fermarsiera giusto

    di Luigi Borgo

    visita

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  • La prima edizione della Coppa Scarnusso si tenne a Recoaro Mil-le nellinverno del 1952, quando lo sci recoarese aveva gi avuto importanti successi in ambito sia nazionale sia internazionale. Il pi importante di questi fu certamente la partecipazione di Gino Sold alle Olimpiadi Invernali di Lake Placid nel 1932, ma anche altre furono le affermazioni di rilievo degli sciatori recoaresi in quegli anni. Lo sci si era diffuso con una certa celerit sulle alpi vicentine. Gi nel 1904 lingegnere scle-dense Giovanni Letter praticava con alcuni amici lo sci di fondo al Pian delle Fugazze e nel 1910 ad Asiago si ospit la prima edizione della Coppa Militare del Veneto, la quale, gi nellanno successi-vo, fu aperta anche ai civili. Si trattava, tuttavia, ancora di sci di fondo, perch lo sci alpino, quello di discesa, cominci a diffondersi sulle nostre montagne solo con la fi ne della Grande Guerra (1915-1918) quando nei forti abbando-nati dagli austriaci in ritirata dal sud Tirolo si trovarono gli sci che il colonnello Georg Bilgeri aveva prodotto nella sua fabbrica a Sali-sburgo, dotati di attacchi speciali che fi ssavano il tallone allo sci. Tra i primi recoaresi a conoscere questi nuovi attrezzi, fu proba-bilmente Aldo Sold, fratello maggiore di Gino e guida alpina, che in una delle sue trasferte fuori dalla valle ebbe loccasione di vedere gli sci con gli attacchi da discesa e scoprire come essi per-mettevano una nuova e pi effi ca-ce tecnica nellaffrontare i diffi cili pendii alpini. Una foto degli anni Venti ritrae un gruppo di giovani sciatori recoaresi ai Pralonghi. Tra essi riconoscibile Gino Sold, il quale prester servizio militare nel 1928 come sciatore scelto e negli anni Trenta sar tra i primi maestri di sci italiani. Anche il terzo fratello Sold, Italo, fu un eccellente sciatore. Maestro di sci nel 1943, fu il primo sciatore ita-liano a compiere il salto mortale con gli sci e a lui si devono due importanti pubblicazioni di tecni-ca sciistica, Lo sci moderno e Lo sci agonistico. Lo sci recoarese, quindi, esprimeva negli anni an-tecedenti la Seconda guerra mon-diale personalit di primo livello che contribuirono a far conoscere

    il grande sci ai giovani del paese, ad appas-sionarli e a motivarli, tanto che, nel 1946, vi fu un importante sviluppo sportivo della conca di Recoaro Mille con linstallazione delle slittovie del Senebele e del Tunche, progettate e realizzate dai fratelli recoaresi Dario e Leo Pozza. La presenza di un impianto di risalita nel primissimo Dopoguerra fece fare un salto di livel-lo agli sciatori recoaresi i cui frutti si videro proprio nellinverno del 1952, quando a Bardonecchia due giovani recoaresi conquistarono il titolo tricolore nei campionati italiani del CSI: Luciano Cadi-netti simpose nella categoria seniores e Eros DAmbros nella categoria juniores mentre Manlio Sold si piazz al quinto posto nella categoria i campanili alpini, riservata ai ragazzi sotto i 14 anni, categoria che domin gi lanno succes-sivo, 1953, vincendo sia il titolo nel gigante che nello slalom. Lo sci recoarese dei primi anni Cinquanta si collocava ai vertici dello sci italiano: oltre a Luciano Cadinetti, a Eros DAmbros e a Manlio Sold, si erano distinti Livio e Danilo Storti, Italo Ceola, Nerino Griffani, soprannominato il Sailer del Bondone per aver vinto tre gare su tre nel corso della stessa manifestazione, Mario Trevi-san, anche lui selezionato, con Griffani, nella squadra giovanile italiana e tanti giovani ottimi sciatori, come Vittorino Trevisan, Paolino Dal Lago, Nico Randon, Sergio Pozza. Quando nel 52 nasce la Coppa Scarnusso, lo sci a Recoaro non un semplice diverti-mento domenicale ma una vera e propria passione sportiva, vissuta ai livelli agonistici pi alti.

    Lo sci recoarese primadella Coppa Scarnusso

    la Coppa Scarnussola Coppa Scarnussola Coppa Scarnussola Coppa Scarnussola Coppa Scarnussola Coppa Scarnusso

    Recoaro, Gino Sold con alcuni amici

    ai Pralonghi nei primi anni Venti

    Enrico Cornale in azione sulla pista del Senebele

    nella seconda edizione della Coppa Scarnusso

    Il gruppo Valligianovincitore delledizione del 1

    953

  • Deciso che doveva essere una sfi da su chi fosse pi bravo sugli sci tra Piasaroti e Valligiani, si cerc un premio, un simbolo per lo pi, da dare al gruppo vincitore. Ci sarebbe voluta una coppa vera e propria, ma non erano anni, quelli, in cui era facile trovare i soldi per acquistare un trofeo, cos pensarono di costruirne uno in legno. Si cerc una radice di faggio che sarebbe servita da stelo e una vecchia scodella di legno che avrebbe fatto da coppa. Il tutto, poi, sarebbe stato arricchito da un ragno in ferro battuto, appositamente realizzato, che avrebbe fatto da corona al trofeo. E cos fu fatto: trovata una bella radice, attaccata la scodella e il ferro, mancava solo il nome. Dopo varie ipotesi, racconta Vito Bisson, si decise di chiamarla ispirandosi al nome del luogo in cui fu trovata la radice di faggio, Scarnusso, una piccola zona poco conosciuta nella valle del Richelere. Il nome Coppa Scarnusso suonava bene e cos fu deciso di chiamare la sfi da sciistica tra i coristi del maestro De Toni.

    Il nomeCoppa Scarnusso

    Nel 1949 sotto le direttive del maestro Gianni De Toni di Valdagno, si era istituito a Recoaro un coro alpino denominato Stella Alpina con lintento di educare i giovani al canto. A frequentare le lezioni del maestro erano i giovani residenti del centro e di alcune vie limitrofe. Sincon-travano la sera, dopo il lavoro, in un edifi cio che oggi non esiste pi e che sorgeva nei pressi dellattuale oratorio San Giorgio. Durante le prove, pi spesso dopo la fi ne delle prove, quando il maestro De Toni ripartiva per Valdagno, tra i giovani si animavano discussioni su chi avesse cantato meglio. Accadeva, allora, che qualcuno sostenesse lamico nel suo giudizio e che costui fosse un residente della stessa via. Fu cos, come ricorda Nico Randon in una testimonianza del 1991, il mi son mejo de ti divenne nojaltri semo mejo de vojaltri, tanto che una certa sera decidemmo di confrontarci anche sugli sci. Era il 1952 e due erano le squadre che si sfi davano, i Cittadini, poi Piasaroti, residenti nel centro del paese, e i Valligiani che abitavano poco fuori.

    sciUna grande festa co

    rale sugli sci a Recoaro

    La Coppa Scarnusso

    di Luigi Borgoin collaborazione co

    n Damiano Piccoli e Massimiliano Dal La

    go

    La prima edizione della Scarnus-so, molto probabilmente, non ha avuto tra i suoi partecipanti gli sciatori pi forti del paese. La sfi da fu ancora tutta allinterno dei frequentatori del coro. Furo-no circa una ventina i concor-renti, divisi in due sole squadre, Piasaroti e Valligiani. Vinsero questi ultimi: primo fu Vittorino Trevisan, secondo Paolino Dal lago e terzo Nico Randon. Ma pi che la classifi ca individuale valse laver surclassato la squa-dra rivale. Per mesi i Valligiani schernirono i compagni di coro del gruppo dei Piasaroti, sconfi tti sugli sci. Nelledizione dellanno successivo, infatti, si organiz-z un corteo, a capo del quale cera la squadra vincitrice con il proprio gonfalone e a seguire la squadra che aveva perso. I Valligiani indossavano i vestiti tipici dei boscaioli con i calzoni alla zuava di fustagno, camicia grossa e fazzoletto al collo, men-tre i Piasaroti avevano abiti alla moda, calzoni neri da sci elasti-cizzati infi lati negli scarponi e maglione nero in tinta. Il corteo part dal ponte sullAgno in via Lelia e arriv al piazzale Duca dAosta, dove i partecipanti pre-sero lallora nuova seggiovia. Molti cittadini di Recoaro assi-

    Le primetre edizioni:1952, 1953, 1954

    stettero alla manifestazione. Ledizione del 53 conferm la supremazia dei Valligiani sui Piasaroti, vinse ancora Vittorino Trevisan, secondo fu Paolino Dal Lago e terzo Adone Garbin.Dopo la sfi lata del 1953, la Coppa Scarnusso non fu pi solo una sfi da tra coristi sciatori ma coinvolse tutto il paese. Nel 54 le squadre da due divennero tre: i Piasaroti, che si erano dati un nuovo nome, Infi ammabili, data la presenza dellunica pompa di benzina nel centro del paese, nome che evocava la vocazione verso la modernit e il progresso del gruppo del centro; mentre i Valligiani, forse perch troppo nume-rosi, si erano divisi in due squadre: il gruppo della Val Rikelere, in omaggio del luogo in cui era stata trovata la radice che aveva dato il nome alla Coppa, e il gruppo dellalta Val Binkele. Non si sa chi sia stato il vincitore di questa edizione, cos come non si sa il motivo per cui per ben 24 anni, dal 54 al 78, si smise di disputare la sfi da.

    S lata con in testa il gruppo dei Vall

    igiani vincitori delledizione del 53

    Piasaroti e Valligiani nelledizione

    del 54

    5

  • Nel 1978 lassessore allo Sport, Costantino Faccio, si attiv per riorganizzare lantica sfi da e con la collaborazione dello Sci Club Recoaro, guidato da Oscar Garbin, e con la Scuola di Sci, diretta da Bruno DAmbros, riaccese la sfi da. Lintenzione era di fare un palio invernale tra tutte le contrade di Recoaro. Vi furono degli incontri con i vari capi zona e si divise il territorio comunale in 11 zone: Val Freda, Val Calda, Merendaore, Rovegliana, Peserico, Bonomini, Fongara, Piasaroti, Matimota, Recoaro Alta e Recoaro Bassa. La gara era aperta a tutti i residenti e anche agli ex residenti, purch dimostrassero di aver avuto domicilio per un certo periodo nel comune. La gara si tenne in Piasea e vide il dominio dei Piasaroti. Nel 1980, una squadra di Recoaro partecip a una competizione internazionale sul modello dei Giochi senza frontiera ma in un contesto invernale. Si chiamava Giochi sotto lalbero ed era trasmessa in diretta dalle reti Rai. Ledizione del 1980 si disput a Torgon in Svizzera e una tra le tante sfi de fu quella di gareggiare su doghe di botti utilizzate come sci. La sfi da fu apprezzata e si pens dinserirla a seguito della gara di gigante, ma dopo alcune edizioni emerse la diffi colt di regolamentare la fattura delle doghe e si abbandon il progetto a favore di una sfi da con i caretteristici nace, gli slittoni utilizzati per il trasporto della legna e del fi eno sulla neve, come aveva proposto lallora capo zona dei Bonomini, Dalle Rive. Inoltre fu arricchita da una gara di fondo a staffetta con tre componenti (un giovane, un adulto e una donna). Con il nuovo regolamento che dava un punto a ogni partecipante dopo la decima posizione, nelledizione del 1985 e del 1987 si raggiunse un altissimo numero discritti: 469 nel 1985 e addirittura 575 nel 1987, che segna il record storico di partecipanti. Poi, la mancanza di neve non permise per alcuni anni la realizzazione della gara.

    La prima coppa con la radice degli Scarnussi, la scodella di legno e il ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise che ogni gruppo dovesse mettere in palio un cesto di prodotti alimentari: salami, sopresse, formaggio, salsicce, conigli, vino e quantaltro. Al gruppo vin-citore, poi, spettava di diritto scegliere il cesto pi ricco. Ma questo criterio anim delle discussioni per cui il comitato dei capi gruppo decise di fare cesti uguali per tutti e di commissionare allarchi-tetto Giorgio Guasina una nuova Coppa Scarnusso.

    I premi

    del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione La prima coppa con la radice degli Scarnussi, la scodella di legno e il ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise

    I premi

    del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise La prima coppa con la radice degli Scarnussi, la scodella di legno e il

    del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise del 1954 per cui, nella ripresa del 1978, si decise ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione ragno in ferro battuto era andata perduta dopo ledizione

    Pi che una gara di sci, la Coppa Scarnusso ed sempre stata una sfi da tra la gente di Recoaro nel nome del proprio luogo di origine o di residenza. Ogni recoarese, infatti, orgoglioso di appartenere alla propria contrada, alla propria via, trovandovi in questa appartenenza le sue origini, il senso pi profondo del proprio carattere e del proprio stile di vita, sentito diverso e migliore da quello dei residenti di tutte le altre zone. La Coppa Scarnusso, quindi, non ha mai messo in risalto lo sciatore pi bravo, ma qual era il gruppo pi forte, pi coeso e vincente del paese. Questo senso di appartenenza ha origini antiche, quando gli abitanti delle varie zone condividevano tradizioni, saperi, mestieri e lessere vicini e affi ni era un modo per sentirsi comunit e proteggersi lun laltro. La Chiamata di Marzo con la sfi lata nel centro del paese delle varie contrade che esibiscono le loro antiche identit ci rivela quanto fosse importante e sentito, nel passato, essere parte di una determinata zona. Tuttavia, nel 1952, quando si tenne la prima edizione della Coppa, i tempi e i costumi erano cambiati e tutto questo era gi solo folklore. Lunit di contrada, in un contesto di per s piccolo come Recoaro, aveva perso i valori positivi di un tempo e cera il rischio che essa andasse ad alimentare un campanilismo gretto, espressione di una mentalit chiusa, dove lagonismo verso i residenti delle altre zone sarebbe potuto diventare antagonismo, dominato da sentimenti di gelosia e di invidia. Per evitare questo, fi n da subito, tutti i partecipanti alla Coppa Scarnusso adottarono uno spirito di allegra goliardia tra scherzi e simpatiche prese in giro fra i componenti delle varie zone. E cos, ieri come oggi, la Cop-pa Scarnusso una grande festa corale di tutta la comunit recoarese, unita nella passione per la montagna e per lo sci. Fin dalle prime edizioni, pertanto, nei mesi successivi alla sfi da, il gruppo vincitore prendeva in giro con battute e scherzi simpatici il gruppo che aveva perso. Olio da lume/ petrolio da can n/ Sci Club In ammabili

    Lo spiritodella Coppa Scarnusso

    La ripresa della s da

    nel 1978 e le riusciteedizioni del 1985 e 1987

    dicevano i Valligiani dopo la vittoria del 53 ai Piasaroti. E nelledizione del 1984, il gruppo Matimota, pur non vincendo, si congratulava con il gruppo della Val Fredda per aver vinto ma soprattutto si compiaceva di aver battuto i Piasaroti:Plaudiamo alla vostra prima meritata vittoria nella Coppa Scarnusso che valo-rizza le capacit atletiche dei nostri atleti giunti secondi e sopisce le vergognose velleit dei Piasaroti relegati al terzo posto.

    Firmato MatimotaE in un anno in cui per mancanza di neve non si disput la Coppa, i Matimota riten-nero di attribuirsela a tavolino e di relegare il gruppo dei Piasaroti allultimo posto.

    Bruno DAmbros, direttore della scuola di sci, e Anto-

    nello Tomasi alla partenza della gara con le doghe

    I Bonomini

    I Matimota

  • La Giunta Comunale riunita in forma straordinaria, vista lim-possibilit di effettuare la Coppa Scarnusso delibera con lappor-to tecnico di: Messner, Pietrogiovanna, Tomba, Thoeni, De Zolt, Oscar Garbin, lassegnazione a tavolino della Coppa. Con una facile analisi delle forze in campo la Coppa viene assegnata ai Matimota. Un po pi dif cile lanalisi per le altre posizioni tranne per l ultimo posto che andato ai Piasaroti.

    Firmato Il Sindaco

    Uno fra i tanti episodi goliardici che hanno segnato la storia della Coppa Scarnusso fu quello del sabotaggio degli sci ad uno dei pi forti concorrenti dei Piasaroti. Proprio nel momento in cui stava per partire con tutta la foga che anima ogni start, lo sciatore Piasaroto si ritrov senza sci, avendo qualcuno scaricato a zero le molle degli attacchi.

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    BONOMINI:Fonte Abelina, Facch

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    ontagna

    Spaccata.

    NEUSTADT A.D.DONAU:

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    Dopo gara in Piasea

    Manca la foto dei Piasarotti, vincitori dell

    edizione del 1980, poich la

    Gazzetta dello Sport non ha

    concesso i dirit-ti di riproduzio-

    ne, ritenendo che si tratti del documento pi importante del-

    la storia della Coppa.

  • Sul III tIro dellaCaSCata dI GlaCIer

    Io, CrIStIan e Stefano alluSCIta della CaSCata dI GlaCIer

    LA VALLEDEI SOGNIDI CRISTALLOdi Lorenzo Sgrevafoto di L. Sgreva, Cristian Nardon e Ornella Boschieri

    Valle dAosta. Il tempo sempre la chiave di tutto.Anche questanno, dopo mesi di lavoro a tempi serrati arriva-to il momento di prendere un po di fiato e lasciare che le sca-late sognate si realizzino. Come gli anni precedenti la meta la Valle dAosta, in visita ad un amico, Cristian, che da sei anni vive l con la sua giovane famiglia - Sabrina e la piccola Alys - e che pi che generosamente ci accoglie, pronto per qualche scalata con gli amici valdagnesi. Questanno ci saranno anche Stefano e Ornella e arriveranno anche Devid, Giulia, Giulio e Giorgia per andare a sciare e per il cenone dellultimo dellanno.Il primo giorno andiamo a Glacier, 1549 m, al termine della pic-cola Valle di Ollomont, talmente sovrastata dal Grand Combin che solo da lontano lo si pu ammirare in tutti i suoi 4314 metri, mentre da sotto il panorama dominato dalle cime minori che crescono alle sue pendici. La scelta cade sulla bella Cascata di Glacier, che non presenta pericoli oggettivi e grandi difficolt, e che per met avevo gi percorso due anni fa con Devid. La scelta si dimostrer poi ottima per togliere la ruggine con la prima arrampicata su ghiaccio della stagione.Con lanno nuovo, dopo un giorno di scialpinismo, passo una bellissima giornata di esplorazione a piedi con Alep - il mio cane nella stupenda e per me ancora sconosciuta Valnon-tey, una delle valli che si diramano sopra la famosa Cogne, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso; in realt il paradiso dei ghiacciatori!

    8montagna

  • Sul III tIro dellaCaSCata dI GlaCIer

    Io, CrIStIan e Stefano alluSCIta della CaSCata dI GlaCIer

    LA VALLEDEI SOGNIDI CRISTALLOdi Lorenzo Sgrevafoto di L. Sgreva, Cristian Nardon e Ornella Boschieri

    Valle dAosta. Il tempo sempre la chiave di tutto.Anche questanno, dopo mesi di lavoro a tempi serrati arriva-to il momento di prendere un po di fiato e lasciare che le sca-late sognate si realizzino. Come gli anni precedenti la meta la Valle dAosta, in visita ad un amico, Cristian, che da sei anni vive l con la sua giovane famiglia - Sabrina e la piccola Alys - e che pi che generosamente ci accoglie, pronto per qualche scalata con gli amici valdagnesi. Questanno ci saranno anche Stefano e Ornella e arriveranno anche Devid, Giulia, Giulio e Giorgia per andare a sciare e per il cenone dellultimo dellanno.Il primo giorno andiamo a Glacier, 1549 m, al termine della pic-cola Valle di Ollomont, talmente sovrastata dal Grand Combin che solo da lontano lo si pu ammirare in tutti i suoi 4314 metri, mentre da sotto il panorama dominato dalle cime minori che crescono alle sue pendici. La scelta cade sulla bella Cascata di Glacier, che non presenta pericoli oggettivi e grandi difficolt, e che per met avevo gi percorso due anni fa con Devid. La scelta si dimostrer poi ottima per togliere la ruggine con la prima arrampicata su ghiaccio della stagione.Con lanno nuovo, dopo un giorno di scialpinismo, passo una bellissima giornata di esplorazione a piedi con Alep - il mio cane nella stupenda e per me ancora sconosciuta Valnon-tey, una delle valli che si diramano sopra la famosa Cogne, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso; in realt il paradiso dei ghiacciatori! SCorCIo Sulla Valnontey

    In alto SVetta la parete norddella roCCIa VIVa 3650 m

    CaSCata del lauSon

    aVVICInamento allaCaSCata dI roVenaud

    Armato di macchina foto-grafica, binocoli e guida de-gli itinerari mi inoltro nella valle per i sentieri paralleli alle piste da fondo e dopo 3-4 ore girovangando tra boschi e ruscelli il bottino di una decina di cascate, possibili nuove salite, da pro-vare nelle prossime giornate o alle prossime vacanze. Il giorno successivo mi ag-grego a una cordata di ra-gazzi valdostani, Giotto e Marco, amici di amici, e ci rechiamo in Valsavaranche, poco prima di Pont, nel cuo-re del Parco Nazionale del Gran Paradiso, lobbiettivo la Cascata di Rovenaud. Un bellitinerario con due grandi risalti e una facile uscita, che ci impegna per circa un paio dore, in un ambiente grandioso, cir-condati da camosci che di tanto in tanto fanno capo-lino tra i boschi a lato del-la cascata, e circoscritto da una panorama mozzafiato su canaloni e pareti alte pi di mille metri.Ormai le giornate passa-te a scalare e girovagare si fanno sentire sulle ossa ma la fame di ghiaccio non ancora sazia e per il giorno della Befana io e Cristian andiamo a fare unaltra ca-scata. Dato che, come pre-visto, al mattino nevica un po, decidiamo di scendere in bassa valle dove il tem-po in genere migliore, quando le perturbazioni ar-rivano dalla Francia.Scesi in direzione Torino-Milano fino al paese di Chanpdepraz, cominciamo a risalire in macchina per la strada arrocata sui fianchi della montagna fino al ca-polinea, il paese di Avic e che sorpresa!..

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    marCo Sul II tIro della CaSCata dI roVenaud

    Siamo allinterno del Parco Naturale del Monte Avic, ce un pallido sole ma la gior-nata buona, dal parcheggio alle spalle del paesetto vediamo subito la nostra meta, il grandissimo flusso ghiacciato de-nominato Il castello incantato. La casca-ta si adagia dolcemente sul lato opposto della valle rompendosi tra varie terrazze ornate di abeti, in svariati muretti vertica-li, la sua morfologia indica chiaramente che le difficolt non sono obbligatorie e che la fantasia pu sbizzarrirsi nella linea di salita da scegliere. Naturalmente non siamo gli unici a voler approfittare di tutto ci, e in breve tempo, mentre prepariamo il materiale, al parcheggio arrivano anche altri arrampicatori Insomma anche se la cascata poco dopo risulta essere affollata, riusciamo a partire fra i primi, e nonostan-te un p troppo vociare ci assicuriamo unaltra bellissima salita in ambiente da favola, dominato dal secco profilo della becca del Monte dAvic.Ed eccoci ormai alla fine della nostra fa-vola, il tempo e le vacanze passano velo-ci, ma questimmersione nella natura pi bella e selvaggia, cos lontana da casa ma cos familiare, non potr essere velo-cemente dimenticata. Il ritorno sempre un momento particolare, la sensazione di staccarsi da questi luoghi dove lalpinista si sente parte delle stupende montagne sempre nostalgica; qualsiasi sia la forma delle esperienze compiute, dalla salita pi estrema alla passeggiata pi semplice, i nostri sogni continuano ad alimentarsi; e dentro di noi cerchiamo gi la prossima occasione per ritornare, coscienti del fat-to che ogni anno, pur girando, scrutando e conoscendo nuove valli, nuove scalate, quando si ritorna il tempo ha confuso i ri-cordi e si re-inizia lavventura, con lo stes-so stupore e la stessa felicit.... come canta De Gregori: alla fine di un viaggio c sempre un viaggioda ricominciare ...

    GIotto Sul I tIro della CaSCata dI roVenaud

    Sul II tIro de Il CaStello InCantato

    Sul IV tIro de Il CaStello InCantato

    monte aVIC

  • taekwondo

    taekwondodi Gianni GarbinSabato 22 gennaio unassemblea costi-tutiva ha fondato una nuova Federazione Nazionale denomi-nata: A.S.D. I.T.F.

    ITALIA-MO#422, riconosciuta dalla International Taekwon-Do Federation.Dopo 4 ore di assemblea sono stati eletti: Presidente Master Pierpaolo Lecca 7 Dan e con sorpresa vicepresidente Il Mae-stro Giovanni Bortolotto 5 Dan, segretario il M Alberto Onano 5dan e tesoriere Ist. Gianbatti-sta Mulas. Il sabato pomeriggio nella palestra dellistituto com-prensivo di Recoaro ha visto im-pegnati in uno stage condotto dal Master Pierpaolo Lecca una 70 di atleti provenienti dalla Sardegna, Lombardia, Veneto, molti i bam-bini di Recoaro Terme e di Valli del Pasubio, e in termine di sera-ta lesame di passaggio di grado di cintura nera 1 Dan di Dilet-ta Bortolotto e 2 Dan di Marco Busellato, brillantemente supera-to da entrambi e portando lustro allo Sporting Club Recoaro. La domenica mattina si sono con-clusi i lavori con laggiornamen-

    to tecnico con le cinture nere e i maestri da 4,5 e 6 Dan. Web Site: www.taekwondo-italia.it Seguendo i 5 principi del Fon-datore General Choi Hong Hi, le parole e gli insegnamenti del fi glio Gran Master Choi Jung Hwa, dice il neo vicepresidente ,il Maestro Giovanni Bortolotto, abbiamo lambizione di of-frire il Taekwon-Do ITF come life style, come scelta di vita, e attraverso il duro allenamento e lo studio della fi losofi a di questa superba arte marziale, contribu-ire in modo utile a migliorare lindividuo e, attraverso di esso, la nostra stessa societ, sempre pi frenetica e in fuga dai valo-ri della tradizione, della cultura, della natura.Lalto livello tecnico agonistico dei Maestri fondatori di questo gruppo, unito al loro grande en-tusiasmo, tutto volto alla for-mazione dei giovani praticanti, che attraverso questa affascinan-te arte orientale sono aiutati a crescere nel rispetto di se stessi e degli altri con i valori della te-nacia, dellimpegno, della lealt.

    I Fondatori:Master Pierpaolo Lecca VII Dan

    Master Pierpaolo Lecca VII Dan

    Maestro Juanito Arsol VI Dan

    Maestro Alberto Onano V Dan

    Maestro Giovanni Bortolotto V Dan

    Maestro Stefano Bulla IV Dan

    Maestro Luciano Cau IV Dan

    Maestro Antonio Farris IV Dan

    Istruttore Roberto Guerra I Dan

    Ass.te IstruttoreDanilo Placido I Dan

    IstruttoreGiam Battista Mulas

    Dino Coghe

    Si tenuto a Recoaro Terme uno s

    tage nazionale di Taekwon-Do tra

    dizionale

    I.T.F. International Taekwon-Do Fe

    deration. Levento ha visto la parte

    cipazione

    di Maestri di livello internazionale

    .

    Quando si legge il signifi cato delle parole TaeKwon-Do si capisce che il DO signifi ca ARTE, ma come il Gran Ma-ster Choi Jung Hwa ha spiega-to anche nellultimo seminario, il DO racchiude lessenza del Tae Kwon-Do, perch per arte qui sintende propriamen-te disciplina e questa signifi ca costanza, impegno, dedizione, cura dellIO, attraverso un al-lenamento serio e un continuo combattimento con quellav-versario tenace e imprevedibile che rappresentato da noi stessi, ovvero da quella nostra innata pigrizia a cercare il nostro mi-glioramento fi sico, mentale, ca-ratteriale.Attraverso la pratica assidua, continua il Maestro Bortolotto, raggiungiamo limportantissi-mo obiettivo di migliorarci come persone e non c traguardo pi alto e nobile di questo. Da qui nasce lispirazione della frase del nostro logo-immagine ITF-ITA-LIA TAEKWON-DO. WAY OF LIFE, s, il Taekwon do pro-prio UNA SCELTA DI VITA.

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    marCo Sul II tIro della CaSCata dI roVenaud

    Siamo allinterno del Parco Naturale del Monte Avic, ce un pallido sole ma la gior-nata buona, dal parcheggio alle spalle del paesetto vediamo subito la nostra meta, il grandissimo flusso ghiacciato de-nominato Il castello incantato. La casca-ta si adagia dolcemente sul lato opposto della valle rompendosi tra varie terrazze ornate di abeti, in svariati muretti vertica-li, la sua morfologia indica chiaramente che le difficolt non sono obbligatorie e che la fantasia pu sbizzarrirsi nella linea di salita da scegliere. Naturalmente non siamo gli unici a voler approfittare di tutto ci, e in breve tempo, mentre prepariamo il materiale, al parcheggio arrivano anche altri arrampicatori Insomma anche se la cascata poco dopo risulta essere affollata, riusciamo a partire fra i primi, e nonostan-te un p troppo vociare ci assicuriamo unaltra bellissima salita in ambiente da favola, dominato dal secco profilo della becca del Monte dAvic.Ed eccoci ormai alla fine della nostra fa-vola, il tempo e le vacanze passano velo-ci, ma questimmersione nella natura pi bella e selvaggia, cos lontana da casa ma cos familiare, non potr essere velo-cemente dimenticata. Il ritorno sempre un momento particolare, la sensazione di staccarsi da questi luoghi dove lalpinista si sente parte delle stupende montagne sempre nostalgica; qualsiasi sia la forma delle esperienze compiute, dalla salita pi estrema alla passeggiata pi semplice, i nostri sogni continuano ad alimentarsi; e dentro di noi cerchiamo gi la prossima occasione per ritornare, coscienti del fat-to che ogni anno, pur girando, scrutando e conoscendo nuove valli, nuove scalate, quando si ritorna il tempo ha confuso i ri-cordi e si re-inizia lavventura, con lo stes-so stupore e la stessa felicit.... come canta De Gregori: alla fine di un viaggio c sempre un viaggioda ricominciare ...

    GIotto Sul I tIro della CaSCata dI roVenaud

    Sul II tIro de Il CaStello InCantato

    Sul IV tIro de Il CaStello InCantato

    monte aVIC

  • I PRINCIPI DEL TAEKWON-DOLa fi losofi a del Taekwon-Do ha come fondamento letica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possano convivere armoniosamente insieme.CORTESIA (YU UIL) Lo studente deve cercare di mettere in pratica i seguenti elementi di cortesia per costruire un carattere nobile:- Promuovere lo spirito di concezioni mutue.- Vergognarsi dei suoi vizi, rifi utando quegli degli altri.- Comportarsi educatamente.- Promuovere il senso di giustizia e umanit.- Distinguere listruttore dallo studente, il maggiore dal minore.- Rispettare i beni altrui.- Agire con giustizia e con sincerit.INTEGRIT (YOM CHI)Bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato, e avere la consapevolezza quando qualcosa sbagliata di sentirsi colpevoli. Di seguito sono elencati alcuni esempi di mancanza di integrit.- Il maestro che disprezza se stesso e

    larte, insegnando tecniche sbagliate ai suoi allievi per una mancanza di conoscenza o di volont.- Listruttore che nasconde le sue tecniche sbagliate con la palestra lussuosa e falsi apprezzamenti ai suoi allievi.- Lo studente che ottiene un grado solo con scopo egocentrico e per sentirsi pi potente.- Listruttore che insegna e promuove larte solo ai fi ni materiali.- Listruttore o lo studente, le quali azioni sono diverse dalle sue parole.- Lo studente che si vergogna di chiedere aiuto ai suoi minori in grado.PERSEVERANZA (IN NAE)Un antico detto dice: la pazienza porta alla virt e al merito. Per raggiungere un obiettivo come pu essere unalta graduazione o il perfezionamento tecnico bisogna perseverare costantemente. Uno dei pi importanti segreti per convertirsi in un leader del Taekwon-Do sovrapporsi ad ogni diffi colt con perseveranza. Confucio disse: Chi impaziente nelle piccole cose sbaglier nei suoi scopi in situazione di grande importanza.

    AUTOCONTROLLO (GUK GI)Questo principio molto importante sia dentro che fuori dal Do Jan. La perdita del controllo durante un combattimento pu provocare un disastro. Seguendo Lao-Tzu la persona pi forte quella che vince su se stesso pi che sugli altri.SPIRITO INDOMITO(BAEKJUL BOOL GOOL)Qui giacciono i 300, che compirono il loro dovere. Una semplice frase per uno dei pi grandi atti di coraggio conosciuti nellumanit. Di fronte alle ingenti forze militari di Serse, Leonida e i suoi 300 spartani nella battaglia delle Termopili dimostrarono al mondo il signifi cato dello spirito indomito. Si manifesta quando una persona affronta un grosso problema utilizzando il suo coraggio e senza rinunciare ai suoi principi. Uno studente di Taekwon-Do deve essere sempre modesto e onesto. Confucio disse: Non protestare davanti le ingiustizie atto di codardia. Come la storia ha dimostrato chi persegue i sogni, onestamente e vigorosamente con spirito indomito, non sbaglier mai nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

  • Quando dici Famila Wu-ber Schio dici blasone e tradi-zione di un top team del basket

    femminile europeo. Ma Casa Famila ha fondamenta ben salde nel territorio al quale legato da un connubio pratica-mente inscindibile. E lenergia verde che nasce da un settore giovanile deccellenza, capace di numeri importanti ma soprat-tutto di veicolare valori e mes-saggi ad un intera generazione, e pi, di giovani e giovanissi-mi sportivi. E il mondo della Kinder+Sport Schio. In questa stagione 2010/2011 sono 270 le promesse alle quali lo staff tecnico del settore giovanile si dedica quotidianamente: pia della met sono, 150, appartengono al mondo dei centri dei minibasket attivati tra Schio, Malo Marano, Thie-ne, Arsiero, Valdagno, Maro-stica. Non dimentichiamo i progetti scuola - sottolinea il capitano dello staff tecnico del settore giovanile, Nicoletta Caselin (capitani si nasce pro-babilmente ndr) - progetti che ci permettono, con la collabo-razione delle ULSS e di alcuni partner, di unire il messaggio sportivo a quello di uno stile di vita corretto a partire da una-limentazione sana. Diciamo che cominciamo dalla base. Dalla base al basket agonistico.

    Le formazioni Kinder+Sport Schio presidiano tutte le cate-gorie: Under 13, Under 14, un-der 15, under 17, Under 19. E non sono rari i casi di derby tra Kinder+Sport Schio: Capita - dice sorridendo la responsabile del settore giovanile scledense - la nostra linea quella di man-dare in campo tutte le nostre giocatrici, ognuna in base alle capacit. Avendo molte iscritte allora abbiamo deciso di atti-vare delle squadre B: questa unet nella quale c bisogno di correre, giocare e fare espe-rienza. Esperienza e doppia esperienza in qualche caso, come quella che vivono le giocatrici under 19 della Kinder+Sport Schio: campionato giovanile e cam-pionato nazionale di serie B dEccellenza con la maglia del Sarcedo Basket, guidate da Sandro Sinigaglia. Spiega Ni-coletta: E un gruppo affi atato che pu raggiungere traguardi importanti: per il campionato under 19 lobiettivo sono le fi -nali nazionali e sar un bel ban-co di prova. Con la serie B c una salvezza da conquistare ma soprattutto un confronto serrato contro avversarie decisamente pi esperte. E un fattore di cre-scita importantissimo.La sfera dintesa e collabora-zione della Kinder+Sport Schio non si esaurisce per al solo vi-centino: Abbiamo collabora-

    zioni attive anche fuori dalla provin-cia - spiega Nico - per molte societ di basket femminile giovanile siamo un punto di riferimento: dal Futuro-sa Trieste al Brixia Basket pas-sando per il Buster Verona. E una responsabilit certo, ma sono colla-borazioni molto profi cue.C anche un capitolo azzurro che tocca da vicino la Kinder+Sport Schio. Della cerchia delle giova-nili della nazionale fanno parte in-fatti Martina Giacobbe, Giovanna Agyapong, Francesca Nichele, Ari-ele Zanella per lunder 18, ed Ele-onora Zanetti nellunder 16. Insom-ma, una piccola Ital-Kinder+Sport che riempie di orgoglio il corposo staff tecnico. La Kinder+Sport Schio si accinge al giro di boa per questa stagione, impegnativa pi che mai: Infatti - conferma lex bandiera del Fa-mila, adesso vessillo della palla-canestro giovane in rosa - tutte le nostre ragazze hanno davanti delle sfi -de diffi cili ma stimo-lanti. Siamo convinti che faranno bene e, soprattutto, che si divertiranno con questo sport bel-lissimo che, prima di ogni altra cosa, insegna a stare in-sieme e a lottare per una meta comune.

    di Enzo Casarotto

    La KINDER+SPORT SCHIO

    il supervivaio del Famila Basket

    , ecco chi sono

    13basket

  • i mammiferi selvaticiConosciamo i mammiferi dei nostri boschi I mammiferi sono animali ver-tebrati a sangue caldo, vivi-pari, caratterizzati dal fatto di possedere le mammelle (da cui deriva il nome di mam-mifero) e di avere un corpo

    con pelle in genere provvista di peli (tranne che nei cetacei e nei sirenidi, che ne sono quasi privi). Gli arti (o zampe) che sostengono il corpo per la locomozione sono in al-cune specie adattati per consentire il movimento nellacqua (balena, foca e delfi no) oppure per la progressione nellaria (i pipistrelli hanno gli arti anteriori trasformati in una specie di ala). I mammiferi hanno un insieme di peli che rivestono il corpo che prende il nome di pelliccia o man-tello. Si possono distinguere i peli di contorno costituenti la giarra, dai peli pi corti e sottili che formano

    la base della pelliccia o sottopelo (borra). I peli sono periodicamente mutati e possono variare di colore e di lunghezza a seconda dellet dellanimale e della stagione.In questo ultimo caso si parla di di-morfi smo di stagione, come neller-mellino e la lepre bianca, dove i peli assumono durante linverno una co-lorazione bianca.Altri peli modifi cati sono le setole che in certe specie sono trasformate in aculei (istrice e riccio).Tutti i mammiferi hanno le ghian-dole delle mammelle il cui numero variabile in genere da un minimo di due a un massimo di otto paia ed esse sono presenti, seppur in forma meno accentuata, anche nei maschi. Il latte il prodotto della secrezione dalle mammelle,

    bano soprattutto o esclusivamente di sostanze di origine vegetale ( il caso degli erbivori come i lagomorfi e gli ungulati), altre sono insettivore e carnivore (predatori come la volpe e la donnola), alcune sono ittiofaghe (cio si nutrono di pesci come la lontra e la foca). La riproduzione un fenomeno ciclico e periodico re-golato dagli ormoni e si manifesta, normalmente, con richiami, corteg-giamenti e combattimenti. Il periodo della riproduzione nelle femmine si chiama calore e corrisponde al momento in cui possono essere fe-condate.

    essenziale per il nutrimento dei pic-coli e la sua composizione varia no-tevolmente da specie a specie.La dentatura dei mammiferi riveste particolare interesse per la classifi -cazione e la determinazione dellet.I sensi principali hanno vario svi-luppo nelle diverse categorie, ludito raggiunge unacuit elevatissima nella maggioranza delle specie; lol-fatto ha unimportanza prevalente nelle specie appartenenti allordi-ne degli insettivori; la vista riveste una secondaria importanza in al-cuni gruppi (talpidi) mentre nella maggior parte delle altre specie fondamentale. Lalimentazione molto variabile, certe specie si ci-

    14caccia

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    15

  • Paola Negrini nuota dalle Incoronate a

    Sipan, 420 miglia nellazzurro pi intenso a

    contatto con i delfi ni

    una sirenain Dalmazia

    Paola Negrini, vicentina, cam-pionessa provinciale e medaglia dargento regionale allultimo trofeo Veneto nella categoria lite di rana sub. Gareggia con lAssociazione Sportiva Dilet-tantistica Apnea Futura di Vicenza (http://www.apneafutura.com) che, sotto la guida del Presidente Alessandro Stella, si dedica ad attivit agonistiche e promuove corsi dimmersione in apnea.La nostra campionessa si dedica anche alla specialit della monopinna e, per allenarsi ma nello stesso tempo divertirsi, ha scel-to di percorrere in agosto un itinerario in Dalmazia con un gommone, un marlin boat 19 di circa 6 metri equipaggiato con motore a quattro tempi da 115 hp, al co-mando dello stesso Alessandro Stella.Il gommone partito da Zara per tocca-re le isole Incoronate, Katina, Kornat, Smokvica, quindi Hvar, Korcula, Lasto-vo, Ston fi no ad arrivare a Sipan. Ad ogni tappa, una seduta di allenamento nel blu con la monopinna effettuando traversate e osservazioni del fondale e della costa. In totale 420 miglia nautiche percorse in 14 giorni con 11 notti trascorse nel gom-mone attrezzato con un tendalino per il campeggio nautico.Nella parte fi nale dellitinerario e nel rientro si unito un secondo gommone vicentino guidato da Giovanni Zaltron, istruttore di Apnea Futura, con a bordo Andrea Baldracchi e le loro famiglie al completo.

    Ma sentiamo Paola direttamente dal-la sua voce: Quando da Zara siamo saliti sul nostro gommone, direzione Kornati un fremito profondo ha scosso tutto il mio corpo e sono stata percorsa dallemozione di chi, dopo un anno di citt, rincontra il mare e se stesso!La chiglia spezzava lacqua e qualcosa si spezzava dentro di me fi no a quando ho smesso di fare resistenza e mi sono abbandonata a quellimmensa distesa di cobalto nella quale mi sono persa in tutti i giorni di navigazione; come un mantra il blu entrava nel mio cuore assieme a un irresistibile desiderio di fondermi con esso, di infi lare la mia coda di sirena e trasformarmi in una creatura marina.Da distante le vidi avvicinarsi incon-fondibili, dolci dune sinuose di bianca roccia screziata da erbette selvatiche e paglierine; sdraiate su di un letto azzurro cristallino e potente, ci aspet-tavano. Lanciammo lancora in un si-lenzioso isolotto frequentato soltanto da saraghi pizzuti, da qualche triglia solitaria e da una nuvola danzante di alici che mi diede il benvenuto quando mi tuffai sinuosa in quel fondale per restare poi sospesa a mezzacqua tra quella miriade di argentee saette. Era-

    di Antonio Rossoe Paola Negrini

    foto ArchivioAssociazione Apnea Futura

    Paola Magrini durante gli allenamenti

    lincontro con i delfi ni

    litinerario realizzato in gommone

    Panorama di Hvar

    17apnea

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    vamo alle isole Kornati. Labbraccio della notte a Piskera mi prepar a dieci giorni di av-ventura e navigazione.La Dalmazia e il suo mare offrono una vastit di paesaggi e colori in continua evoluzione: dalle canute isole popolate solamente da qual-che audace fi co aggrappato alla roccia, alle lussureggianti pinete pi a sud, verso Brac, il cui pungente profumo ci avvisava per tempo della loro presenza; dalle imponenti massic-ciate di un grigio quieto e rilassante che ci scrutavano dalle coste di Peljesa, ai giardini di mare come sospesi delle baie di Lastovo; dai silenzi irreali delle notti fra i ridossi dellisola di Korkula al turismo sfarzoso del-le strade di Hvar. Ma soprattutto, litinerario mi ha regalato tutte le sfumature dei fondali nei quali ho avuto la fortuna di immergermi; nei miei occhi dimora ancora il blu livido dei costoni di roccia che scomparivano ver-so il mare aperto, lazzurro turchese delle piscine sabbiose, i verdi rifl essi delle pla-cide acque del canale di Ston dove il mio ultimo tuffo di sirena ha concluso questo viaggio attraverso le meraviglie dalmate incontrando ci che per tutto il viaggio, tu-multuoso, avvertivo nel mio animo: eccoli nuotare verso di noi...i delfi ni!

    Paola Magrini

    durante gli allenamenti

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    19escursionismo

    Raggiunto in auto il passo di Santa Caterina, nei pressi di Castelvecchio, sopra la citt di Valda-gno, linizio del sentiero dei 7 roccoli appare evidente. Esso si trova nei pressi di un piccolo spiazzo sulla sinistra, proprio quando la stra-da inizia a scendere verso la val del Chiampo. Lungo il pianeggiante spigolo incontreremo un grande faggio secolare e la Croce del galo in ferro. Sbucheremo poi in una zona priva di vegetazione, chiamata Terre, dove anticamen-te si estraeva il carbone mentre, ora, viene usata come pista per fuoristrada sia a 2 che a 4 ruote. Dalle terre scenderemo a sinistra per imboccare una stradina bianca che ci porter, tenendo sempre la sinistra, prima alla contrada Re e poi alla contrada Via. Da questultima contrada un sentiero in forte salita ci porter allauto.

    lo spigolodei 7 roccoli

    Una passeggiata a bassa quotasullo spartiacque tra la vallatadellAgno e del Chiampo di F. S.

    Foto di Riccardo Cor

    Sotto la Loggia del Capitaniato, gioved 23 dicembre dellanno in corso, si consumata lultima fase di una sfi da allultima goccia di sudore fra le squa-dre presenti, alcune delle quali fi naliste della selezione settimanale. Sulle bici Sportenergy quattro squadre disposte a non concedere alcuno sconto alle av-versarie, per due ore hanno alternato i propri atleti disposti ognuno a vendere cara la pelle, tirando fuori dai propri polpacci ogni recondita energia. La sfi da vedeva i giovanissimi dellAtletica Vicenza partire a razzo seguiti dal fortissimo club Nuoto Pin-nato e dalle due formazioni dei maturi atleti Granfondo Vicenza e dal time Non Vedenti. Ogni formazione adotta tempi di permanenza ai turni che ritiene idonei ai vari livelli di forma e allenamento dei singoli, per raggiungere il miglior risultato. La formazione in cui pure lo scrivente impegnato, formata per sette ottavi dai ciclisti dell ASD Calce-struzzi Mascotto, con lappoggio di Bepi Busato a completare il gruppo staffetta. Nelle loro sgargianti divise ciclistiche e capitanati dal mitico Attilio Carta, il suddetto time punta sulla progressione e sul fondo superando i giovani e presidiando la seconda posizione alle spalle dei sorprendenti nuotatori; la sfi da diventa incandescente nellultimo quarto dora, anche in virt dei risicati distacchi fra le quattro formazioni. Lorgoglio degli studenti atleti impone un forsennato fi nale per paura di vedersi beffati dalle due formazioni dei maturi guerrieri, e in una girandola di cambi serratissima, strappano per sole 2 kilocalorie, il secon-do posto alla Sq. Granfondo Vicenza potendo salvare cos lonore derivante dalla indubbia loro freschezza atletica. Bravissimi i componenti il time Nuoto Pinnato, primi con 2297 Kcal prodotte, 2218 ai giovani di Atletica Vicentina per la seconda piazza, 2216 come detto alla formazione ciclistica con la quale ho piacevolmente tribolato; ottima anche la perfor-mance della formazione Bici Non Vedenti con 2184 kcal. Mi piace ricordare che lo sforzo profuso, come in tutti i giorni precedenti dalle tante formazioni in campo, ha portato fondi alla solidariet, e nello specifi co, va alla Citt della Speranza il sostanzioso dono Natalizio che questultima raccontata sfi da, ha confezionato. Nella foto che accompagna la cronaca di questa bella sfi da, appaiono i componenti del time Granfondo Vicenza, organizzata da Bortolozzo Renato, capitanati da Carta Attilio, si notano: Segato, Stefani, Pozzato, Santolin, Sanvido, Baldan e Busato. Ringrazio ViPress ed il suo Presidente Ancetti per la bellissima iniziativa, lAmministrazione Comunale per la stupenda sede destinata alla manifestazione, Sportenergy per le attrezzature messe a disposizione assieme al grosso contributo donato, e tutti gli sportivi che sono scesi gioiosi in campo sostenendo la solidariet, sfi dandosi allul-tima caloria .

    Curiosa e bizzarra sfi da tra sportivi: 2 ore di spinning per vedere chi bruciava pi calorie. 4 le squadre presenti, hanno vinto i nuotatori del fortissimo Club Nuoto Pinnato di Vicenza. di Mariano Stefani

    allultima caloria

  • pattinaggio crescerecon i pattini

    Conosciamo il P.G.S. MAGLIO e il suo impegno a far crescere i giovani nei valori dello sport

    LAssoc i az ione Sportiva P.G.S. d i l e t t an t i s t i c a MAGLIO sorta a Maglio di Sopra nel 1987. Lo sco-

    po principale dellAssociazione affi liata al P.G.S. (Polisortive Giovanili Salesiane) quello di divulgare la pratica dello sport privilegiando i valori che lo sport pu imprimere nella crescita morale dei ragazzi. La P.G.S. Maglio conta circa 100 atleti, suddivisi in due sezioni sportive: pattinaggio artistico a rotelle e pallavolo. LAssociazione supportata dagli allenatori volontari P.G.S. che preparano i ragazzi, tra-smettendo loro la tecnica spor-tiva, senza mai dimenticare che lo sport motivo di aggregazio-ne, confronto e condivisione. Educare con lo sport in so-stanza uno dei cardini portanti dellattivit dellAssociazione P.G.S. e proprio per questo alla P.G.S, lallenatore viene altres defi nito lalleducatore. LAssociazione offre la possi-bilit a tutti gli atleti, in base alle proprie personali capacit e competenze acquisite, di par-tecipare a gare a livello provin-ciale, regionale e nazionale. Un nutrito gruppo di genitori i quali si improvvisano di volta in volta in costumisti, sceneg-giatori, accompagnatori, tifosi ecc. segue da vicino tutta la sta-gione sportiva.Annualmente vengono orga-nizzati un saggio fi nale per la sezione pattinaggio artistico a rotelle ed un ritiro estivo al qua-le possono partecipare sia gli

    atleti del-la sezione pattinag-gio che quelli del-la sezione pallavolo.Il percorso della sezio-ne pattinag-gio artistico si articola su 5 categorie corrisponden-ti a qualifi che di specializza-zione:Primi passi, E s o r d i e n t i , Giovanile, Ri-bes Xs ( gruppo spettacolo) e Ri-bes (gruppo spet-tacolo).Proseguendo la s o d d i s f a c e n t e stagione sportiva dello scorso anno, che si era conclusa con la gara A.I.C.S. Regionale a Costa-bissara, durante la quale numerose no-stre atlete avevano ottenuto ottimi risul-tati, la nuova stagione cominciata con la gara A.I.C.S. a Thie-ne svoltasi il giorno 04 e 05.12.2010 e con la gara P.G.S a Padova del giorno 05.12.2010: qui diverse atlete hanno provato lemozione di salire sul podio ed altre, la soddisfazione per gli ottimi piazzamenti.

    Gara P.G.S. a Padova 05/12/2010Categoria Esordienti Promo Sc. A

    Stevanella Rebecca 2 class.Categoria Esordienti Promo Sc. B

    Luna Denise 1 class.

    Gentilini Laura 2 posto

    Pel Benedetta 3 postoDal Lago Silvia 6 posto

    Categoria Allievi Promo Sc. B

    Lora Elisabetta 8 posto

    Novella Angela 9 postoCategoria Cuccioli Giovanissimi Promo

    Cailotto Matilde 4 posto

    Zenere Sara 5 posto

    Gara A.I.C.S. a Thiene 04/12/2010Categoria Principianti Master

    Cailotto Chiara 1 class.

    Dal Lago Annalisetta 4 posto

    Categoria Principianti Master Uno

    Faccio Martina 8 postoCategoria Pulcini Master

    Rossato Giulia 14 postoOrlando Luisa 17 posto

    Bertoldi Sofi a 18 posto

    Categoria Pulcini Master Uno

    Baldrani Sofi a 12 posto

    Paulini Martina 14 posto

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  • Novit pizza al mezzo metro

    via S.Cristoforo, 10 - 36078 VALDAGNO (VI) - tel. 0445/404771 - CHIUSO IL GIOVED

    Novit pizza al mezzo metro

    Novit pizza al mezzo metro

    Trattoria Pizzeria Capri

    Domenica 19 dicembre la piscina di Valdagno stata teatro di una dimo-strazione di nuoto e tuffi dei bambini del Centro Avviamento allo Sport.Una quarantina di piccoli atleti hanno animato la mattina di questa domenica prenatalizia. Hanno iniziato i nuotatori pi piccoli con 25m dorso, poi man mano i pi grandi con 25m stile libero, 25m rana e 25m far-falla, quindi di nuovo i piccini con 25m gambe stile libero. Poi stata la volta dei tuffatori che han-no fatto vedere serie di tuffi dal trampo-lino di un metro sotto lo sguardo vigile del loro istruttore Nicola e dello speaker Michele. I pi piccoli hanno svolto tuffi di diffe-rente diffi colt: dai pennelli alle cadu-te avanti e indietro, dai capofi tti ai tuffi raggruppati. Il pi grande del gruppo ha effettuato gli stessi tuffi ma dalla piatta-forma di 5 metri.A seguire sono entrate in acqua anche le istruttrici Giovanna, Martina, Mariarosa e Angela per 25m nuotati ognuna in uno stile diverso: farfalla, dorso, rana, crawl. Prima dei giochi fi nali nella palestra dellex DAM, dove si tenevano tra laltro le dimostrazioni di tutte le attivit a sec-co offerte da Le Piscine di Vicenza, c stato il tempo di una super staffetta a cui hanno preso parte tutti i bambini e anche le istruttrici.La mattinata trascorsa in fretta, nello spirito di allegria e sportivit che voglia-mo insegnare ai nostri bambini. Tutti, infatti, si sono impegnati al massimo e hanno dato il meglio di s e non impor-ta chi arrivato in fondo alla vasca per primo e chi un po dopo, chi entrato in acqua senza sbavature e chi ha fatto un po di schizzi...sappiamo che tutti pos-sono migliorare, ma limportante farlo rispettando le regole e soprattutto diver-tendosi nel gruppo che si formato a bordo vasca!Da gennaio inizieranno le gare del cir-cuito Propaganda dove i bambini incon-treranno i coetanei di altre piscine della provincia, ma il nostro spirito rester sempre lo stesso: le medaglie le vince chi si impegna e da il massimo!

    natale in piscina 21 nuotodi Martina Dogana

  • sentieri

    Siamo in Val Posina, e precisamente a Fusine, 456 m di altitu-dine, una chiesa, quattro case, un bar trattoria, un negozio con dentro di tutto, inclusa mercanzia che credevo oramai scompar-sa, donne per strada con bigodini in testa, sabato pomeriggio. Sopra Fusine incombe, modesto e poco conosciuto, il Monte Gamonda, 1006 m, un bastione gibboso in buona parte coperto di vegetazione. Vista da sotto pare una peluria sopra un ammasso di roccia invalicabile, con un suo fascino per nulla appariscente. E tuttavia un monte con caratteristiche rupestri, evidenti soprattutto nella parte superiore, che ren-dono la camminata, quasi sempre sul versante di Fusine, piuttosto gradevole e interessante. Per salire sul monte si pu accedere da contrada Zanchi, per sentiero 528, o da Fusine, frazione di Posina, parcheggiando davanti al ne-gozio o poco oltre in direzione Posina, lungo la strada sulla sinistra. Da qui, si prosegue a piedi lungo la strada provinciale e poco dopo si prende la ripida stradina a destra che sale tra le case di San Rocco, dove un cartello segnaletico indica il percorso. Questa la variante 528 B, che poi si collega al sentiero che sale da Contrada Zanchi. La parte inferiore dellitinerario mostra chiaramente ci che resta di una zona un tempo strenuamente addomesticata: masiere e ter-razzamenti costruiti con fatica per strappare un po di suolo coltivabile alla ripida pendenza del monte. Oggi solo in qualche raro punto i terrazzamenti sono ancora liberi e prativi. Ovunque il bosco cresciuto e giovani alberi frassino, carpino nero, acero montano, qualche corniolo, faggio - ricoprono la struttura precedente, nascondendola in buona parte. Alcuni muretti sono crollati e ridotti ad ammassi di pietre scure, ma in prevalenza sono ancora in piedi, solide costruzioni che ancora resistono. Salendo pi su le pendici si fanno ripide e si gode di un bosco giovane, leggero, che ancora lascia intravedere la valle sottostante, con Monte Cimone e la Priafor di fronte. A tratti ripido e a tratti pi dolce, man mano che si sale il sentiero guadagna scorci sulla valle, fi nendo per camminare sulle roccette della parte som-mitale, proprio sopra la bastionata che si vedeva dal basso. Alcune gallerie segnalano una presenza militare di rilievo minore, legata alle possibilit e funzioni di osserva-zione che il Monte Gamonda poteva offrire sui dintorni. Una bella vista su Fusine, Novegno, Cavallara e Monte Maio si ottiene da vari punti durante il percorso. Alla sommit si trova un capitello dedicato a San Leopoldo, nato in Dalmazia e morto a Padova nel 1942, frate che esercit la propria opera tra Bassano, Thiene e Padova agli inizi del 900, raccogliendo in seguito molta devozione popolare, particolarmente dopo la beatifi cazione nel 1976 e la santifi cazione nel 1983. Dalla cima per scendere ci si sposta sul versante che guarda Laghi e da qui nel bosco ci si abbassa fi no a Contrada Sella, m 703, dove si incontra la strada asfaltata. Proseguendo sempre sul sentiero per Fornasa e Tamazzolo ci si ricollega in localit Rotonda alla strada provinciale 81 che riporta a Fusine, purtroppo su strada asfaltata per circa un chilometro e mezzo. Il sentiero richiede delle attenzioni nei tratti ripidi ed esposti della sommit e in discesa, perch pu diventare particolarmente scivoloso. Esposto a sud, caldo nel periodo estivo, ma om-breggiato, e molto gradevole nelle stagioni primaverile e autunnale. Il percorso prende in tutto circa tre ore, per un camminatore allenato, e pu essere gestito in una mezza giornata per concludersi a Posina davanti ad un fumante piatto di gnocchi.

    salitaal montegamonda

    di Sabina Bollori

    montagna sicuraPoter immergersi nella natura pi incontami-nata del paesaggio innevato invernale qual-cosa di veramente unico. Poter assaporare in piena libert quello che le nostre montagne ci offrono, la pace, il silenzio, la neve candida. Un paradiso terrestre tinto di bianco: queste sono le nostre montagne. Ma per muoversi in alta quo-ta sono richieste una serie di conoscenze e competenze davvero importanti che ognuno di noi, esperto o meno, deve avere per non incorrere in spiacevoli situazioni che possano rovinare lescursione della domenica. Occorre conoscere la montagna, se stessi e le proprie capacit, ma soprattutto avere gli strumenti per affrontare qual-siasi tipo di situazione di pericolo. Il C.A.I. di Valdagno fi n dal lontano 1922, anno del-la sua nascita, rappresenta il punto di riferimento per tutti gli appassionati della montagna della vallata

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    di Chiara Guiotto

  • 23

    montagna sicura Straordinaria partecipazione ai corsi sulla sicurezza in montagna tenuti dagli istruttori del CAI di ValdagnodellAgno, e ogni anno tra le nu-merose attivit organizza anche corsi e iniziative per sensibilizzare gli appassionati della montagna sui rischi che comporta se non la si impara a conoscere. Il pericolo valanghe lincubo peggiore e la formazione teorica e sul campo fondamentale per chi dinverno pratica alpinismo, sci alpinismo, ed escursioni con le ciaspole.Il C.A.I. questanno ha partecipato attivamente al progetto Montagna Amica, uniniziativa di prevenzio-ne e sicurezza del Club Alpino Ita-liano, organizzando il 9 aggior-namento sulle tecniche di ricerca con A.R.T.V.A. Il corso, che si

    svolto durante il mese di gennaio attraverso lezioni teoriche e prati-che, stato coordinato dallIstrut-tore Regionale di Sci Alpinismo Arduo Besco che dirige questa attivit formativa molto importan-te e che ripete dal 1991 ogni due anni. Addirittura 70 i partecipanti, un dato davvero interessante che dimostra il largo interessamento nei confronti di questo apparec-chio di ricerca da utilizzare in caso di valanga. Tra gli argomenti trattati la neve, le sue trasforma-zioni, la valutazione del pericolo valanghe e lautosoccorso. Il cor-so diretto da Arduo Besco con il supporto di Luciano Bonetto era

    rivolto ad alpinisti, sci alpinisti, telemarkers, snowboarders ed escursionisti. Ma un altro corso che ha affrontato argomenti come la sicurezza in montagna, lat-trezzatura e il suo utilizzo, la va-lutazione dei pericoli e cos via quello di Scialpinismo Base SA1 arrivato questanno alla sua 36 edizione. Iniziato poco dopo le-pifania si conclude a fi ne febbra-io: lezioni teoriche affi ancate da quelle pratiche realizzate con lo scopo di formare lindividuo dal punto di vista tecnico e non solo. Infatti attraverso lezioni specifi -che di orientamento, topografi a, prevenzione degli incidenti da va-

    langa, e altre ancora, lo scopo de-gli insegnanti sempre quello di formare lindividuo a 360 gradi; Sapersi orientare fondamentale per poter frequentare la montagna in sicurezza -afferma il direttore della Scuola di Alpinismo Paolo Mantese- come pure sapere inter-pretare lambiente che ci circonda e sapersi muovere correttamente. E di certo insegnare i comporta-menti base in caso di valanga e le modalit di utilizzo dellattrezza-tura altrettanto indispensabile. Direttore del corso nuovamente Arduo Besco.Ma di corsi al C.A.I. ce ne sono davvero tanti e in tutti i periodi

    alpinismo

  • dellanno. Ci tengo a citarne due davvero interessanti -dice il vice presidente della sezione, Giorgio Romio- Si tratta del corso di me-teorologia realizzato da Damiano Zanocco e quello di Topografia e Orientamento coordinato proprio da me. Da una parte acquisire la capacit di comprendere i feno-meni atmosferici e prevenirne le conseguenze, dallaltra saper interpretare lambiente che ci cir-conda in funzione delle diverse attivit escursionistiche. Ci tengo a precisare -conclude Romio- che entrambi i corsi sono realizzati a livello provinciale. La sezione di Valdagno vanta la presenza di ben 14 istruttori ti-tolati che abbracciano tutte le discipline, lalpinismo, lo scial-pinismo, larrampicata libera e lo snowboard alpinismo. Anche per questultima disciplina, direi ab-bastanza nuova, il C.A.I. ha orga-nizzato un corso di Snowboard-Alpinismo Base diretto da Nicola Bernardi le cui lezioni teoriche sono state svolte in concomitan-za con il corso di Scialpini-smo, mentre quelle pratiche in maniera indipendente. Tutti gli istruttori appar-tengono a loro volta alla Scuola di Monta-

    gna che ha

    sede proprio a Valdagno e che congiunge anche le sezioni di Recoaro ed Arzignano. Per ogni disciplina ogni anno vengono designati istruttori, accompa-gnatori e responsabili che danno sempre la loro pi completa di-sponibilit per qualsiasi attivit. Vanno ricordati i responsabi-li delle gite di Sci Alpinismo, Alessandro Pizzolato e Michele Filotto che molto fanno per or-ganizzare e gestire al meglio le gite fuori porta.Per chiudere il cerchio dei corsi organizzati ricordiamo anche il corso base di alpinismo e il cor-so di roccia e ghiaccio, entrambi realizzati durante il periodo esti-vo. Anche per chi non ama parti-colarmente lo sci ma preferisce andare a piedi, il C.A.I. forma anche i semplici escursionisti con ciaspole sensibilizzando an-che in questo caso gli individui al rispetto delle regole in monta-gna e alla conoscenza dei perico-li. Coordinatore Giorgio Romio che dallo scorso ottobre fa le veci dellex presidente Redento Peserico in attesa delle nuove elezioni previste il prossimo 5 marzo. Come ben sappiamo Pe-

    serico diventato ufficialmente membro del Comitato Diretti-vo Regionale del Club Alpino Italiano del Veneto lo scorso ottobre, dopo due mandati ha lasciato la carica di presi-dente della sezione C.A.I. di Valdagno. Quali sono i progetti pi

    ambiziosi che il C.A.I. di Valdagno ha in can-

    Che tu sia munito di cia-spole, oppure con gli sci dalpinismo o semplice-mente a piedi lungo pendii innevati, le regole vanno sempre rispettate. Questi alcuni consigli per vivere la montagna in sicurezza:

    - leggi il bollettino meteo-rologico i giorni precedenti lescursione; se il pericolo di distacco valanghe di grado 2 o 3, sii molto prudente. Se di grado 4 o 5 rinuncia alluscita.- scegli un itinerario sicuro e adatto alle tue capacit. - avverti sempre qualcuno del percorso deciso, in particolare quando sei da solo. Se sei in compagnia valuta lesperienza dei tuoi compagni.- prepara lo zaino in modo ad-eguato e porta sempre con te lA.R.T.V.A., la pala e la sonda- valuta linclinazione del pen-dio con i bastoncini: se supera i 25, il pendio a rischio valanghe.- porta sempre con te la car-tina topografica e la bussola.- in caso di valanga hai 18 minuti per soccorrere efficace-mente chi stato travolto, chiama il 118 e attiva la pro-cedura di autosoccorso.

    tiere? Quello senza dubbio pi ambizioso e che richieder di-verso tempo per essere portato e termine certamente lamplia-mento del rifugio Battisti alla Gazza -ha dichiarato Giorgio Romio- Sottolineo con piacere che il coordinatore dei lavori di ristrutturazione Redento Pese-rico a cui va tutta la nostra stima. Il progetto, sostenuto anche gra-zie ad un aiuto generoso da parte della regione Veneto, stato da sempre sostenuto dallex pre-sidente Peserico che, realizzata la necessit di un ampliamento delle strutture di fronte al flusso turistico in continuo aumento, si sta impegnando molto per non deludere le aspettative degli as-sidui frequentatori del rifugio.Per tutti coloro che volessero iscriversi al C.A.I. di Valdagno la sede si trova in Corso Italia 9/C. Tel. 0445/407201 www.cai-valdagno.itE davvero interessante sapere che il C.A.I. di Valdagno ha con-tato 1429 iscritti nel 2010 tra cui 181 sono ragazzi con et inferio-re ai 18 anni!!

  • Il Centro di Arrampicata 7A stato allestito in via Tomba, localit Tomma-soni, in zona industriale a Valdagno. Si tratta di una sala boulder (moderna attivit sportiva di grande presa sui giovani) posizionata in una localit scelta in quanto situata a pochi passi dallex inceneritore, futuro polo giovane di Valdagno per le manifestazioni culturali e sportive che qui verranno orga-nizzate. La stretta vicinanza con lex inceneritore, la visibilit e le dimensioni della sala, la destina-zione giovanile del boulder, sono tutti aspetti che hanno portato allallestimento di una delle sale boulder pi grandi e prestigiose del Veneto e tra le migliori dI-talia.Congiuntamente alla palestra artifi ciale del Palazzetto, alla presenza di palestre naturali nel territorio valdagnese (Castelvec-chio, Bergamini, Rossati da ripristinare), alla vicinanza con le famose Piccole Dolomiti, una sala boulder di questo tipo va a completare il cerchio, facendo di-ventare Valdagno una vera e pro-pria capitale dellarrampicata.

    BOULDERUna sala boulder indoor un sa-lone dove, alle pareti, sono stati montati pannelli alti 3-4 metri, verticali o strapiombanti e dota-ti di appigli per arrampicare. Si arrampica senza imbrago, con vestiti comodi e leggeri e, ovvia-mente, con le scarpette darram-picata. Fondamentale il magne-sio per aumentare e ottimizzare la presa sugli appigli. In caso di ca-duta ci sono soffi ci materassi ad attutire il colpo. La sala boulder aperta tutto lanno, con picchi di presenze nella stagione fredda e con un breve periodo di chiusura in estate. In sala boulder si entra pagando un biglietto di ingresso, spogliatoi e bagni con docce sono a disposizione degli utenti. Guide

    il CENTRO DI ARRAMPICATA 7 di Valdagno una delle sale boulder pi grandi e meglio attrezzate dItalia

    il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI il CENTRO DI Boulder passion

    di Paolo Dani

  • Alpine e Istrut-tori di Arrampi-

    cata organizzano e gestiscono corsi,

    programmi di alle-namento, eventi e ma-

    nifestazioni sportive. Il boulder serve a man-

    tenere lallenamento, a svilupparlo e ad imparare

    ad arrampicare, pu essere praticato come sport fi ne a se

    stesso, per migliorare la propria tecnica e superare i propri limiti

    fi sici e atletici, oppure come alle-namento e preparazione per lar-rampicata sportiva e lalpinismo. Pu essere praticato da chiunque, di qualsiasi et, praticamente senza rischi particolari, anche se il boulder soprattutto uno sport giovane, non solo perch praticato soprattutto dai giovani,

    ma anche perch fa sentire giovani ed unottima maniera per fare gruppo e stare assieme. Il trend del boulder in costante aumento in tutti i paesi europei, e anche in Italia si sta diffondendo sempre pi in que-sti ultimi anni. A riprova di questo vi il buon successo della piccola sala boulder da noi realizzata e gestita presso la palestra Moving Center, a Spagnago di Cornedo, la quale, pur avendo dimensioni limitate, continua ad essere frequentata da moltis-simi arrampicatori della nostra vallata.

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  • CENTRO DI ARRAMPICATA 7Avia Tomba, 7/A, Zona Industriale Valdagno (VI)

    Info: Centro Sportivo Le Guide Tel. 0445 1742890 Cell. 338 1485705

    [email protected] www.csleguide.it

    www.salewa.it

    Laiuto e il supporto di tanti amicisono stati fondamentali per la realizzazione

    del Centro di Arrampicata 7A.Grazie a tutti dalle Guide!

    ww

    w.s

    targ

    rap

    hic

    .it

    400 MQARRAMPICABILI

    ORARILun - Mer - Ven ore 15.00-23.00Mar - Gio ore 10.00-23.00Sab - Dom ore 10.00-20.00

    Entrata Singola euro 8,00Entrata Singola Soci euro 7,00Entrata Singola Minori di 15 anni euro 5,00Entrata Singola per minori di 8 anniaccompagnati da genitore pagante

    gratuita

    Tessera 12 entrateRiservata ai soci validit 3 mesi

    euro 68,00

    Tessera 12 entrate minori di 15 anniRiservata ai soci validit 3 mesi

    euro 48,00

    Scheda accumulo punti: Ogni 5 entrate un ingresso omaggio,alla 60 entrata un premio in attrezzatura Riservata ai soci scadenza anno solare

    euro 2,00

    PREZZI

    CENTRO DI ARRAMPICATA 7Avia Tomba, 7/A, Zona Industriale Valdagno (VI)

    Info: Centro Sportivo Le GuideTel. 0445 1742890 Cell. 338 1485705

    [email protected]

    CENTRODI ARRAMPICATA 7ALa super cie della palestra di circa 400 mq, la maggior parte dei quali stata adibita a sala boulder. La superfi cie ar-rampicabile si estende su circa 400 mq di pannelli e moduli a diversa inclinazione e alti mediamente 4 metri con 2000 pre-se. La palestra completata da reception, docce e spoglia-toi e da un bar, rivolto ai soci dellassociazione sportiva che gestisce la sala boulder. Il Centro di Arrampicata 7A com-prende spazi ricreativi per bambini e ragazzi, un puntoinformativo con biblioteca e videoteca dedicate alla monta-gna, allarrampicata, allattivit agonistica e amatoriale di queste discipline sportive. Nello spazio scoperto antistante la sala boulder vi il progetto di montare una struttura semi-mobile per larrampicata, la cui altezza permette di utilizzare la salita con corda dallalto.La sala boulder, caratterizzata e strutturata in tal modo, diventa un punto di notevole interesse per tutti gli appas-sionati della montagna e dellarrampicata, permettendo di organizzare manifestazioni sportive e culturali, coinvolgendo gli enti pubblici locali e le altre associazioni attive sul nostro territorio nella promozione dellarrampicata e dellalpinismo. Il Centro Sportivo Le Guide, associazione che gestisce il Centro di Arrampicata 7A, affi liata allAICS e conta sulla colla-borazione professionale delle Guide Alpine, pertanto organizza corsi di arrampicata sportiva e alpinismo, eventi e manifestazioni.La realizzazione del Centro di Arrampicata 7A ha richiesto molto lavoro e impegno, ciononostante siamo molto fi duciosi in un progetto che, a nostro avviso, pu diventare un fi ore allocchiello per Valdagno e la sua vallata.

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  • sempreal top

    di Enzo Casarotto

    Il progetto New Team nasce nelle-state del 2010 da unidea dellimpren-ditore Nerio Dalla Vecchia. Lobiettivo di fondo quello di

    proporsi come risposta con-creta al bisogno di attivit sportiva dilettantistica per i tanti giovani lavoratori o stu-denti della zona. La nuova societ nasce dalle ceneri dello storico Siggi-Schio dal quale eredita gli impianti di gioco e lossatura base della nuova formazione, con ben 10 elementi prove-nienti dalla vecchia compa-gine. La guida tecnica della squadra affi data al DS Mau-rizio Meneghetti ed allesper-to allenatore Marangoni.La New Team ha cominciato nello scorso settembre la sua prima avventura, inserita nel girone B del campionato di terza categoria. I primi risul-tati sono stati incoraggianti e la squadra tuttora in lotta per

    accedere alla zona play-off.Lauspicio per il futuro quello di riuscire a creare una struttura giovanile che ga-rantisca nel tempo un valido ricambio generazionale per la prima squadra ed unoppor-tunit di formazione per i pi piccoli.Come primo passo nella pros-sima primavera sar avviata lattivit della categoria primi calci, indirizzata a bambini e bambine di et compresa tra i 6 e gli 8 anni.Nelle fi le della New Team militano Matteo e Giovan-ni Toniolo, un duo di fratelli calciatori che dopo quasi 10 anni a zonzo tra prima e ter-za categoria si sono ritrovati compagni nella formazione scledense.Al pari dei gemelli Filippini, i due prediligono il ruolo di laterale difensivo: Matteo, mancino naturale, viene so-litamente schierato come ter-zino sinistro mentre Giovanni usualmente impiegato sulla corsia di destra.

    Con questo articolo, Fabio Landi inizia la sua collaborazione con Sportivissimo

    per raccontarci il grande e piccolo calcio della nostra provincia.

    Se il calcio ci mancava, eccolo

    una squadra tutta nuova

    nuotocalcio

    Anche la stagione 2010, vede nel-le Graduatorie FIN, la Famila Schio Nuoto presente in tutte le attivit agonistiche in cui si cimentata: nuoto in vasca, nuo-to in acque libere e nuoto per salvamento. Nel nuoto in vasca i risultati ot-tenuti hanno permesso alla so-ciet scledense di confermarsi come presenza stabile nelllite delle prime societ natatorie in Italia piazzandosi nel Campio-nato Italiano a squadre al 54 posto assoluto (su 162 a punti ) con la squadra maschile e al 177 con quella femminile su 180 a punti, ribaltando i risulta-ti del 2009 dove a primeggiare era stata la squadra femminile. Un risultato di rilievo stato ot-tenuto grazie all 84 posto su 398 squadre a punti nel Tro-feo del Nuotatore.Confermato anche a livello individuale, un posto deccel-lenza a livello nazionale con linserimento di 4 nostri atleti nelle graduatorie delle migliori 100 prestazioni stagionali as-solute nel calendario gare uffi -ciali FIN, che vedono: Matteo Greselin 47 nei 50 m, 54 nei 100 m, 53 nei 200 m e 81 nei 1500 m dello stile libero, 38 nei 50 m, 44 nei 100 m della specialit del dorso, Giovanni Mioni 73 nei 50 m, 57 nei 100 m e 94 nei 200 m della rana, Nicola Retis 42 nei 50 m, 50 nei 100 m e 71 nei 200

    m a delfi no e Marta Fontana 98 nei 200 m a rana. Per quanto riguarda lattivit in acque libere (attivit di mez-zofondo, fondo e granfondo), nella classifi ca nazionale per societ Agonisti, la Famila Schio Nuoto si piazzata al 46 posto tra le 65 societ a punti in un bacino di diverse centinaia di societ. Questi gli agonisti protagonisti: Jacopo Barbie-ri, Devyd Casara, Gianmaria Collicelli, Lorenzo e Roberto Decchino, Matteo Greselin ed Andrea Mantoan. La Famila in questa specialit la prima societ vicentina e 4 del Vene-to alle spalle di Montebelluna, Venezia ed Adria.Non da meno sono stati i risul-tati ottenuti dai Master che nel mezzofondo hanno visto Riccardo Furiassi raccogliere il 5 posto tra gli M55 e Nicola Zenere il 20 tra gli M25 men-tre nella classifi ca del fondo Furiassi, ha colto il 21 posto tra gli M55. Risultati che nel complesso hanno permesso ad ASD Schio Nuoto (Societ a cui fa capo lattivit Master) di qualifi carsi come 115 societ su 261.Nel nuoto per salvamento, con la Famila lesordio in questa specialit, le sole tre uscite sta-gionali di Gianmaria Collicelli e Roberto Decchino, hanno permesso alla Famila Schio Nuoto di inserirsi al 112 posto tra le 128 societ a punti nella classifi ca nazionale.

    Graduatorie FIN 2010, la FAMILA SCHIO NUOTO una presenza

    stabile tra llite

    di Fabio Landi

  • Si disputato in lo-calit Pozza di Fassa (TN) il 27 Campio-nato Italiano di sci alpino e nordi-co per Vigili del Fuoco, ma-nifestazione che ha visto anche lo svolgimento della seconda edi-zione del Campionato riservato allo snowboard. Le gare si sono aperte Gioved 20 gennaio proprio con lo snow-board e sono proseguite nelle giornate successive di Venerd 21 e Sabato 22 con le altre spe-cialit, slalom gigante, sci alpi-nismo e fondo. Impeccabile lorganizzazione che ha supportato la manifestazione, dimostrandosi allaltezza della situazione con tutte le piste pre-parate in modo ottimale. Nella localit sciistica trentina, il Comando Provinciale di Vicenza era presente con 25 Atleti: Andrea Formentini, Carlo Scal-daferro, Mauro Fabris, Simone Volpato, Fabio Rebeschini, Mas-similiano Rossi, Mirco Stec-co, Daniele Carbini, Giulio Da Meda, Giuseppe Marchesini, Pa-olo Rela, Alberto Perin, Armando Battistin, Mauro Michelangeli, Renato Munaretto, Gianni Bis-son, Emanuele Busato, Stefano

    Chemello, Luca Faccio, Diego Frigo, Matteo Formentini, Gian-carlo Giordan, Fabio Pretto, Giuseppe Corazzina e Maurizio Toniolo.I nostri portacolori si sono ben comportati e con Gianni Bisson hanno ottenuto la vittoria in sla-lom gigante (Cat. B).Dopo essere stato terzo alla fine della prima manche, ha saputo rimontare nella seconda fino ad aggiudicarsi il titolo per la terza volta.Si sono segnalati inoltre, Giancar-lo Giordan che giunto 10 nella notturna di sci alpinismo (Cat. B) e Paolo Rela 11 nel fondo (Cat. B) mentre 15 il piazzamento ottenuto da Giulio Da Meda nello snowboard (Cat. D).Alla fine della 3 giorni di gare, il Comando di Vicenza risultato classificato al 14 posto.Un consuntivo pi che lusinghie-ro se si esaminano i numeri della manifestazione che vedeva oltre 1.400 Atleti impegnati nelle varie specialit, provenienti da 82 Co-mandi di VV.F. di tutta Italia. La prossima edizione 2012 dei Campionati, si svolger nella perla delle Dolomiti, Cortina dAmpezzo.

    Ottima prestazione dei vigili del fuoco vicentini ai Campionati italianidi sci con Gianni Bisson chesi riconferma per la terzavolta vincitorenello slalomgigante.

    Bissonfa tris

    di Franco Decchino

    sci

  • che cosafa lIsello?

    LIsello che vince ma non convince. Su que-sto argomento gran dibattito e sta creando fronti opposti di opi-nione sia fra i suppor-

    ter biancocelesti che fra gli addetti del settore. Chi insomma giustifi ca il rendimento alterno nellarco di

    una stessa partita e afferma che sep-pur alla lunga la squadra sa portare a casa il risultato pieno. Altri invece che pun-tano il dito sullatteggiamento mentale di una parte della rosa che farebbe fi n troppa fatica ad imporre il proprio gioco anche contro avversari di non eccelsa levatura.Va innanzitutto ricordato che fi n dalli-nizio della stagione la Isello Vernici stata martoriata da una continua serie di infortuni. A partire dalla contempo-raneit di quelli che hanno interessato i due estremi Oviedo e Vallortigara, poi alla lunga e pesante assenza di Antezza, quindi i guai pure per Randon e ultima-mente anche quelli che hanno coinvol-to Travasino e Tataranni. Un girone di

    andata con protagonisti seri problemi di

    infermeria ancora non risolti completamente, ai quali si sono aggiunti gli impegni ravvicinatissimi fra anticipi e posticipi di campionato inframezzati dagli impegni in Europa. Con il risultato di non aver quasi mai avuto una settimana continua da dedicare agli allenamenti in condizioni di norma-lit. Nonostante tutti questi eventi negativi la Isel-lo Vernici in Campionato salda sul podio, sotto di appena tre lunghezze rispetto alla coppia di te-sta CGC Viareggio-Sporting Lodi. E in Eurolega comanda il girone D con tre punti di vantaggio sul Porto.Quanto ci capitato di negativo e che ha condi-zionato il rendimento non deve essere comunque una scusante ha riferito il tecnico Gaetano Ma-rozin-. Abbiamo trascorso una fase di diffi colt, a volte ho puntato i piedi mentre in altre ho pre-ferito sdrammatizzare. Un risultato, o una serie, in positivo possono valere come trampolino di lancio.La brillantezza della manovra, la lucidit e pure la freddezza nel gestire un incontro possono arrivare soltanto dopo un periodo adeguato di normalit. Sulle qualit del col