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puccini la rondine

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  • commedia lirica in tre atti libretto di Giuseppe Adami

    musica di Giacomo Puccini

    La Fenice prima dellOpera 2008 1

    la rondine

    Teatro La Fenicesabato 26 gennaio 2008 ore 19.00 turni A1-A2domenica 27 gennaio 2008 ore 15.30 turni B1-B2marted 29 gennaio 2008 ore 19.00 turni D1-D2mercoled 30 gennaio 2008 ore 17.00 turni C1-C2gioved 31 gennaio 2008 ore 19.00 turni E1-E2domenica 3 febbraio 2008 ore 17.00 fuori abbonamentomarted 5 febbraio 2008 ore 19.00 fuori abbonamento

  • Arturo Rietti (1863-1943), Giacomo Puccini (1906). Milano, Museo Teatrale alla Scala.

  • 5 La locandina7 E il passato sembrami dileguar

    di Michele Girardi13 Giovanni Guanti

    Vedranno i posteri che Bijou!27 Daniela Goldin Folena

    La rondine: un libretto inutile?45 Giacomo Puccini

    Sogno dor (1912)47 La rondine: libretto e guida allopera

    a cura di Michele Girardi101 La rondine: in breve

    a cura di Maria Giovanna Miggiani103 Argomento Argument Synopsis Handlung111 Michela Niccolai

    Bibliografia121 Online: Voli pindarici

    a cura di Roberto Campanella133 Dallarchivio storico del Teatro La Fenice

    La rondine, capolavoro beneaugurantea cura di Franco Rossi

    La Fenice prima dellOpera 2008 1

    Sommario

  • Locandina per la prima rappresentazione della Rondine al Teatro La Fenice di Venezia. Nei ruoli principali can-tavano: Linda Canneti (Magda), Alba Damonte (Lisette), Manfredi Polverosi (Ruggero), Nello Palai (Prunier).Archivio storico del Teatro La Fenice.

  • la rondinecommedia lirica in tre atti

    libretto di Giuseppe Adami

    musica di Giacomo Puccini

    versione 1917Editore proprietario Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

    personaggi e interpreti

    Magda Fiorenza Cedolins (26, 29, 31/1, 3/2)Maria Luigia Borsi (27, 30/1, 5/2)

    Lisette Sandra Pastrana (26, 29, 31/1, 3/2)Oriana Kurteshi (27, 30/1, 5/2)

    Ruggero Fernando Portari (26, 29, 31/1, 3/2)Arturo Chacn-Cruz (27, 30/1, 5/2)

    Prunier Mark Milhofer (26, 29, 31/1, 3/2)Emanuele Giannino (27, 30/1, 5/2)

    Rambaldo Stefano AntonucciPrichaud George Mosley

    Gobin Iorio ZennaroCrbillon Giuseppe Nicodemo

    Yvette Sabrina VianelloBianca Giacinta Nicotra

    Suzy Annika KaschenzUn maggiordomo Andrea Zaupa

    maestro concertatore e direttore Carlo Rizziregia Graham Vickscene Peter J. Davison

    costumi Sue Willmingtonlight designer Peter Kaczorowski

    coreografia Ron Howell

    Orchestra e Coro del Teatro La Fenicedirettore del Coro Emanuela Di Pietro

    compagnia di danza Acrobatic Swing Dance - Veneziacon sopratitoli

    nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Verdi di Trieste

  • LA LOCANDINA

    direttore musicale di palcoscenico Silvano Zabeodirettore degli allestimenti scenici Massimo Checchetto

    direttore di scena e di palcoscenico Lorenzo Zanonimaestro di sala Stefano Gibellato

    maestro aggiunto di sala Maria Cristina Vavoloaiuto maestro del coro Ulisse Trabacchin

    altro direttore di palcoscenico Valter Marcanzin

    assistente alla regia Marco Gandinimaestro aggiunto di palcoscenico Raffaele Centurioni

    maestro rammentatore Pier Paolo Gastaldellomaestro alle luci Gabriella Zen

    capo macchinista Vitaliano Bonicellicapo elettricista Vilmo Furian

    capo sartoria e vestizione Carlos Tieppocapo attrezzista Roberto Fiori

    responsabile della falegnameria Adamo Padovancoordinatore figuranti Claudio Colombini

    scene Laboratorio Fondazione Teatro Verdi (Trieste)attrezzeria Laboratorio Fondazione Teatro La Fenice (Venezia)

    costumi Laboratorio Fondazione Teatro Verdi (Trieste)Laboratorio Fondazione Teatro La Fenice (Venezia)Nicolao Atelier (Venezia)

    calzature Pompei 2000 (Roma), Laboratorio Fondazione Teatro La Fenice (Venezia)

    parrucche Mario Audello (Torino)trucco Fabio Bergamo (Trieste)

    sopratitoli realizzazione Studio GR (Venezia)la cura dei testi proiettati diMaria Giovanna Miggiani

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  • A volte penso a una cosa come Bohme, il tragico e sentimentale mescolati al comico (ecredo che questo genere sarebbe ancora da rifarsi):1 Puccini scriveva cos a Valentino Sol-dani fin dal 1904. Nellanno successivo rincar la dose, rivolgendosi al suo editore GiulioRicordi: ho voglia di far unopera buffa, e la farei in poco tempo. Facciamo ridere, se sipu, questo musone di pubblico, e ce ne sar grato certamente.2 Nel saggio dedicato al-la drammaturgia dellopera e al libretto, Daniela Goldin Folena cita unaltra lettera delcompositore pressoch negli stessi termini, scritta dieci giorni prima di quella citata e ri-volta a Luigi Illica, per notare come Puccini accarezza solo nella maturit lidea di met-tere alla prova una sua ipotetica vena comica, tenendo ben presente la rivoluzione delFalstaff. Ma la studiosa respinge legittimamente, sulla base dei documenti, lipotesi chePuccini avesse anche solo lontanamente pensato di accettare la proposta di Eibenschtz eBert, direttori del Karltheater di Vienna, di un ingaggio dietro il lauto compenso di200.000 corone, avanzata nel 1913. I due impresari volevano unoperetta alla Lehr, coinumeri musicali intercalati a dialoghi parlati, mentre Puccini doveva invece realizzare eti-mologicamente la commedia, un genere medio e quotidiano, per cos dire, legato sostan-zialmente allattualit, come sono per definizione le commedie, nota Goldin.

    Cadono cos le obiezioni di alcuni detrattori in cattiva fede, che hanno puntato il ditosul genere a cui La rondine avrebbe dovuto appartenere per depotenziarne la sostanzamusicale, trascurando il dato di fatto: fin dai primi tempi Puccini non volle scrivereunoperetta e, parlando del nuovo progetto al consulente ed amico Angelo Eisner, lo de-fin opera comica (probabilmente nellaccezione francese, comique).3 Negletto sino apochi anni or sono, questo scintillante capolavoro occupa da almeno una quindicinadanni un posto stabile nel repertorio. Lascolto in teatro, lesame della partitura e delladrammaturgia rendono pienamente ragione alla Rondine: si tratta di una delle pochecommedie liriche autentiche dellultima stagione del melodramma, ma anche di qualcosadi artisticamente pi intrigante, perch il compositore, musicando una trama metateatra-le, abbandon il ruolo del narratore impassibile, riflettendo, dietro la vicenda di Mag-da, sui capisaldi della sua stessa poetica.

    E il passato sembrami dileguar

    1 Carteggi pucciniani, a cura di Eugenio Gara, Milano, Ricordi, 1958, p. 277-278 (lettera n. 387, datata 28giugno 1904).

    2 Ivi, p. 289 (lettera n. 408, datata 14 marzo 1905).3 Ivi, p. 415 (lettera n. 635, datata 6 novembre 1913).

  • 8 MICHELE GIRARDI

    Giovanni Guanti, muovendosi agilmente fra questioni estetiche e drammaturgiche,attira la nostra attenzione su alcuni dati strutturali dellintreccio, che hanno uninciden-za sulla ricezione del messaggio dellopera. curioso scrive, che letimologia di ron-dine ne sveli metaforicamente lindole profonda di vera e propria mano alata capacedi ghermire insetti con micidiale destrezza; ed curioso altres che il frangente di cui so-pra vada individuato proprio in una seduta chiromantica (la mta / dogni donna se-gnata / nel palmo della mano), in cui accade che la mangiatrice di uomini Magdavenga a sua volta presa al laccio dalla profezia del poeta Prunier [] ma non dalla ca-pacit divinatoria dellimprovvisato chiromante (tanto poco profonda e penetrante, pardi capire, quanto il tessuto armonico che accompagna beffardamente il consulto con undelicatissimo gioco di armonici e pizzicati degli archi acuti); bens, dal suo stesso amorfati, inteso quale libera e insieme supina elezione di ci che era destinato, comunque, adapparirle prima, e a rimanere poi, grave, misterioso e sibillino. E oltre, dopo aver no-tato che Magda e Ruggero, al contrario di Prunier e Lisette, restano ancorati alla mo-rale dei buoni sentimenti, Guanti evidenzia come i limiti di questa morale [] trova-no voce nelle vespertine campane tubolari che rintoccano per valori di minima e intetracordi prima sghembi, poi ascendenti, quando sta per calare lultimo sipario dellaRondine. Sono esse, infatti, che conferiscono ununtuosa gravit ieratica a una situazio-ne che, a ben vedere, si presenta alquanto equivoca se non proprio blasfema. Lei, infat-ti, gli canta il Domine, non sum digna (Nella tua casa io non posso entrare! [] Sonovenuta a te contaminata! ), sia pure per scongiurare il rischio di entrare sotto il mede-simo tetto; e Lui risponde intonandole il Noli me relinquere (Non abbandonarmi):No! Rimani! Rimani! Non lasciarmi!.

    Complice o vittima che sia del proprio destino, Magda un personaggio singolare nel-la galleria delle donne di Puccini, anche perch la sua vicenda riflette in forma metaforica,lo si accennava pocanzi, il punto di vista dellautore. La sua rinuncia allamore eterno anche rifiuto della morte che inevitabilmente tocca alle eroine precedenti, con lunica ec-cezione di Minnie, ed esprime la volont del compositore stesso che, lasciandosi alle spal-le il mondo dei buoni sentimenti, ha adottato nuove strategie narrative, altrettanti passiverso la riformulazione della propria poetica. La meravigliosa partitura della Rondine te-stimonia questo atteggiamento disincantato, costellata com di riferimenti ironici si pen-si alla caricatura di dAnnunzio che emerge nei tratti del poeta Prunier, e alla citazione, nonproprio benevola, da Salome di Richard Strauss (cfr. guida allascolto, p. 63) e autoiro-nici e si veda come lamor sentimentale sia preso in giro nel salotto di Magda, delleamiche che invocano un verso del Musset.

    Dietro i rintocchi delle campane vespertine, nellaura delladdio senza rancor chechiude La rondine, si scorge limmagine del paesaggio sonoro di Lucca (pi che quellodella Costa azzurra), ed un richiamo alle radici di Puccini che esprime con un pizzico dinostalgia il suo congedo dal m