Rime michelangelo

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RIME MICHELANGELO

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  • 1. h- ' " , . j "i

2. : '' /- - _ A- 3. * DUKE UNIVERSITY l ibra rY (fyeasure %oom 4. LE RIME DI MICHELAGNOLO BUONARROTI PITTORE , SCULTORE , ARCHITETTO E POETA FIORENTINO TESTO DI LINGUA ITALIANA , 1817. 5. & c 3(d AI LETTORI Eccovi una novella impressione delle rime del Buonarroti s le quali rime erano divenute s rare a questi giorni s che indarno si ricercavano dai coltivatori della buona poesia . Nel rimetterle noi sotto i torchi abbiamo aggiunto loro le lettere ; parecchi madrigali 3 e sonetti inediti del medesimo autore 3 e diversi compo- nimenti da altri indrizzati a lui , o scritti in lode delle sue opere di disegno . Voi troverete in questa ristampa nostra anche parecchie annotazioni : e ad altro non seno elleno per lo pi 3 che a dimostrar da qua fonti at- tignesse Miche/agnolo il suo ottimo stile . Vivete felici 6. V 7. AlP lllustriss. e Clariss. Signore Sig. Padrone Colendissimo JL SIGNOR SENATORE FILIPPO BUONARROTI Auditore di S. A. Ra Le Rime delDivin Michelagnolo Buonarroti* ; cio del piiV scintillante splendore della Famiglia di V. S. Illustriss. e Clariss. e quasi ancora di nostra Patria , venendo ora nuovamente alla luce , non si volevano ad altri dedicare , che a un'altro illustra- tore di s chiara , e nobile stirpe , quale appunto Ella , ricolma d' ogni pi pregiata erudizione, e d' ogni pi recondita dottrina , e che con questo ric- chissimo corredo si posta alla vasta impresa d' il- lustrare con tanta sua gloria 1' Antichit si sacra , che profana , come ne' suoi eccellenti Libri si rav- visa . E tale , e tanta l'ampiezza di sua gran men- te , che nello stesso tempo sostiene le pi impor- tanti Cariche di questo Stato 9 con pregio non or- dinario di somma prudenza . Laonde in*V. S. Illu- striss. e Clariss. si veggiono rinnovellati gli andati" esempj 9 quando da remotissime contrade si partiva- no le genti per vedere alcuno illustre Personaggio, come si conta di Livio , e [per darne un'esempio iu tutto conforme ] del famoso Senatore Pier Vetto- ri^ i) Poich niun Forastiero di qualche stima, pas- sa giammai di Firenze, che non si pregj di averla ve- duta , e udita ragionare , e che di questa bella sor. * te 8. II te non ne ritorni pago , e contento alla sua Patria 9 spandendo per ogni dove la rinomanza delle sue ec- celse Virt . A questo forte motivo s** aggiunge la mia particolar servit , che da tanti anni ho seco contratta , e che bramo di palesare al mondo tutto, comech io sappia , che ci mi sia per essere d'invL dia appresso i Posteri, essendo certo, che per que- sta guisa appo di loro la mia oscurit monter in qualche fama, anzi in non piccola riputazione 5 ogni volta che si sapr che V. S. Illustrisi e Clariss. mi ha riguardato con qualche particolar gradimento; e supplicandola vivamente della continuazione d' uno cotanto pregevole favore y colmo d' ogni ossequio ini dico Di Firenze 15. "Novemb: 1726 DiV. S. Illustriss. e Clariss. Devoiiss. ed Obbligatiss. Serv. G,B.( O '1 fin dell' universo , o '1 gran diletto I 43. RIME DI MICHELAGNOLO 2 , il mo refugio e F ultimo mio scampo Q Qual pi sicuro , o forte? ) E' il piangere , e '1 pregare , e non mi aita Amore , e crudelt m' han posto il campo , (20) U un s' arma di piet , 1' altra di morte , Questa m' ancide , e quel mi tiene in vita , Cos P anima ardita Tenta '1 partir , che sol porrla giovarne Pi volte per andarne S' mossa l , dov' esser sempre spera . Ma l' immagine vera , Della qual vivo , al!or risorge al core Perch da Morte non sia vinto Amore , Se in vece del gioir gli affanni , e I pianti Tu brami , Amor , m' caro ogni tuo strale Che fra la morte , e il male Non dona il tempo pure un breve spazio * C2 Perch '1 morire a i non felici amanti Risparmia il duolo , ed minor lo strazio Ond' io pur ti ringrazio Dalla mia morte per trarmi di doglie ; Di' ogni mal sana clu la vita toglie. >**r**~*W S' 44. 22 BUONARROTI S' avvicn talor che in pietra un rassomigli , (22) Ter fare un' altra immagine , se stesso Squallido , e smorto , spesso Esprimo io me , che tal son per costei E par che sempre io pigli L' immagin mia , eh' io penso di far lei . Ben il sasso potrei, Di che ella esempio , dir eh' a lei s' assembra ; C-3) Ma non giammai saprei Altro scolpir , che le mie afflitte membra, Ma se T arte rimembra Viva una gran belt , ben dovrebb' ella Far lieto me , perch' io lei faccia bella .. 'uesta inia Donna lusinghiera , ardita, . Allorch' ella m' uccide , ogni mio bene Con gli occhi mi promette , e parte tiene Il crudel ferro dentro alla ferita ; E cos morte , e vita Contrarie insieme in un breve momento Dentro all' anima sento : Ma la gioja , e '1 tormento Minaccia morte egual per lunga prova ; Ch' assai pi nuoce il mal , che '1 ben non giova. Se 45. RIME DI MICHEJLAGNOLO 23 Se dal cor lieto diven bello il volto , C--0 E dal tristo difforme , E s' a distinguer molto Fatti fur gli occhi miei Della mia chiara stella Il bel dal bel con sue diverse forme, In danno suo costei Sovra le belle bella Mi fa doglioso , e il prende in gioco , e spesso Dicemi , che '1 pallor mio dal cor viene , Che s 1 natura altrui pinger se stesso , Ed in ogni opra palesar V affetto , Mena*1 io dipingo lei , Qual la far s* afflitto ella mi tiene ? Rasserenimi 'l petto Ed io la ritrarr col viso asciutto, JLei far bella , e in ine scemer 'l brutto* Com' 46. a 4 BUONARROTI Qoii1 esser , Donna, puote , e pur se '1 vede (>$) La lunga esperienza ', che pi dura Immagin viva in pietra alpestre , e dura , Che 1 suo fattor , che morte in breve fiede ? La cagione all' effetto inferma cede , Ed dall' arte vinta la natura . Io '1 so , eh' amica ho s 1* alma scultura , E veggo il tempo ornai rompermi fede forse ad amendue noi dar lunga vita Posso , o vuoi ne i colori , o vuoi ne i sassi Rassembrando di noi 1' affetto , e *1 volto; Sicch milF anni dopo la partita (263 Quanto tu bella fosti , ed io t' amassi Si veggia > e come a amarti io non fui stolto. S* un casto amor, s'una piet superna, S' una fortuna infra duo amanti eguale , Cui sia comune ognor la gioja e *l male Quando uno spirto sol due cor governa , S* Un' anima in duo corpi fatta eterna Ambo levando al cielo , e con pari ale S'un simil fuoco, ed un conforme strale, Ch' altamente in due sen vive, e s'interna, S* amar V un l' altro , e nessun mai se stesso , Sol desiando amor d' amor mercede E se quel che vuol F un , V altro precorre A scambievole imperio sottomesso, Son segni pur d' indissolubil fede Or potr, sdegno tanto nodo sciorre? Se 47. RIME DI MICHELAGNOLO *5 Se in donna alcuna parte che sia bella Quantunque altre sien brutte , , Debb' io amarle tutte Nutrito dal piacer , eh' io trovo in quella? La parte men gradita, che s' appella Alla ragion , pur vuole , Mentre l'intera gioja per lei s' attrista, (27} Che 1' innocente error si scusi , ed ami. Amor , che mi favella Della nojosa vista, Com' irato dir suole, Che nel suo regno non si vuol richiami E '1 ciel pur vuol , che io brami Quel che non piace , perch in voglia umana L' uso , amandosi '1 bello , il brutto sana , . Poich d' ogni mia speme il verde spento , C28) Ne piet del mio mal ti stringe , o move , E godi ognor viepi del mio tormento In chi spero trovar mercede , o dove Rivolgo i preghi , e in chi fia , che io mi fide Se te non vincon di mia f le prove ? Amor , che le question nostre recide , Giudice invoco , e s' io mi doglio attorto , Dia 1' arco in mano a chi di me si ride Chi prigion , chi presso ad esser morto , Al tribunal del suo Signor s' appella Bench tiranno ingiusto , o poco accorto O Donna , sovra 1' altre belle bella , Come pu chi t' onora, adora, e serve Farti schiva , fugace , altera , e fella ? 48. 20 BUONARROTI V voglie rigidissime , e proterve , O anima di gel, che pia si agghiaccia Pi presso al fuoco , dov' Amor pi ferve Preste ad uccider , crude , e fiere braccia , Mani a schernir chi per voi muor s pronte , Occhi volti a beffar chi pi s' allaccia . Bellezze senza numer chiare e conte , Nobilt vera, onor , virt del cielo, Che fossero altrui danni , ingiurie , ed onte Non credei gi , ina provvidente zelo ., E divina merc , sol per mostrarci Qual vita ria , sciolto il corporeo velo. Ma tu , ingrata , che fede puoi donarci Con tua belt delle cose divine , Vivi qui sol per morte , e strazio darci , Chi mandata dal ciel solo per fine D' altrui giovare , e '1 niega , ahi ben degna Delle sue s , non dell' altrui rovine. Ma '1 ben , che tu ni* ascondi , Amor m1 insegna E vuol , eh1 io te ^1 rimembri , e te '1 dimostri, Acciocch di perdon non resti indegna , Movanti onestamente I vivi inchiostri , Pregia me , pregia il mondo , a cui se' bella Ne schivar , bench bassi , i inerti nostri , iE' '1 fin di chi ha virt giovar con ella : E vien pi ad uopo dov' eli' pi rara ; Che pi luce fra P ombre accesa stella Tu if pur di te stessa troppo avara ., Talch titC uccidi , e ne resti impunita ., j T alterezza ina sempre j pi .chiara* 49. RIME DI MICHELAGNOLO ty Qual fu sorte giammai simile udita ? Cambiare amor , piet , servizio , e fede A strazj , a pene , a morte senza aita. O grazie - , che dal del s '1 mondo vede Raro piover altrui , perch , a te tolte , Non ne divien pi amica Donna erede 9 Ma non per 1" aspre tue repulse molte Ritraggo il cuor ; che s' altra unqua in' alletta , Mi son F altrui lusinghe insulse , e stolte E par che nuova speme ne imprometta A1L' anima innocente ancor pietade E nuovo tempo per suo scampo aspetta Che s' ogni Donna lievemente cade A creder al bugiardo la menzogna , Che con falsi argomenti persuade ; Pi dei creder tu '1 ver , s 7 al vero agogna L' anima tua : e ria tanto potente Che mi torr dal cor questa vergogna , Tu falsa , disleale , e crudel mente Gh' accusi me del periglioso errore Che suona ognora in bocca della gente Ricrediti oramai , tu 1' empio cuore Tuo manifesta , eh' io so che costei Fra F altre donne grandi la maggiore # Ed alla madre degli uomini rei Matrigna ai giusti , mostra che chi V ama Nuoc