Riflessioni Su Inchiesta Su Gesu'

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    Essere bigotti non va bene, ma nemmeno

    farsi prendere per fondelli.

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    ANTONIO DAL MUTO

    [email protected]

    Accenni biografici

    Romano di nascita ha vissuto ad Ariccia. Datempo, vive e lavora a Cesena.E maestro dArte Pittura e Disegnodiplomatosi presso l Istituto Statale dArte diMarino; possiede la qualifica di ArchitettoInterior Designer; ha frequentato la Facolt di

    Architettura a Firenze; Critico dArte;

    E autore di Storie di Citt a Fumetti:Ha realizzato una poderosa 5 volumiStoriaa fumetti di Cesena, Rimini,

    Ravenna e Forl. Dalle Origini allUnit dItaliapubblicata dalla locale CasaEditrice Ponte vecchio. Il premio Nobel Dario Fo lo ha citato nella sua opera

    Storia di Ravenna. Ha pubblicato laStoria di Ariccia Antica assieme ai curatoridei testi dott.Alberto Silvestri e d.ssa Maria C. Vincenti, fumetto sponsorizzatodalla Provincia di Roma, Comune di Ariccia (RM) e dallArcheoclub locale perdiffondere la conoscenza del territorio nella popolazione scolastica e non.

    Storia di Sarsina Antica. Dalle Origini all XI secolo; Storia diCastrocaro. Dalle Origini alla costruzione della cittadella di Terra delSole; Storia di Comacchio e Storia di Anzio a Fumetti. Dalle Origini aNerone; Storia di Cervia a Fumetti. Dalle Origini allEtcontemporanea. Cesena nell800, ricostruzione grafica dei siti urbanidemoliti;

    E vignettista e caricaturista:Ha collaborato con il settimanale Corriere Cesenate e con TeleRomagna,attualmente collabora conVideoregione; con TELECOUNTRYNEWS la TV on

    WEB con sede a Genzano; con lOSSERVATORE LAZIALE giornale on line

    E Scenografo:Sue sono le scenografie realizzate negli anni 90 per il festival della

    Canzone romagnola E Campanon ( Il Campanone).

    E Pittore_Nella sua pittura predilige la figura e il paesaggio, ma anche realizzazioni

    tematiche come la Mostra sulla Shoah fatta a Cesena nel 2004 e poi a

    mailto:[email protected]:[email protected]:[email protected]
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    Forl e a Cervia tra il 2006 e il 2008. Lintera collezione ora di propriet

    dllAss. ANPI di Comacchio

    E ritrattista:

    Sue sono la Galleria di uomini illustri legati allamministrazione comunalecesenate. Dal Risorgimento allultimo sindaco in carica (1835 -2008) di

    propriet dellamministrazione comunale ( messa in magazzino);la Galleria degli abati del monastero di Santa Maria del Monte di Cesena.Dal 1888 allultimo abate in carica (1888-1999) di propriet del Monastero

    omonimo;

    la Galleria dei parroci della Parrocchia di SantEgidio di Cesena. allultimo

    parroco in carica (1954 2009) di propriet della Parrocchia omonima ( e

    riposta in armadi).Ritratto di Gianni Agnelli, di propriet dellomonima famiglia;

    Ritratto del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, di propriet della stessa;Ritratto di Marco Pantani, di propriet della famiglia Pantani ed esposto presso

    lo Spazio Pantani a Cesenatico;

    Ritratto di famiglia di Marina Berlusconi di propriet della stessa;

    Ritratti di Ferrari, Agnelli, Montezemolo, Schumacher e Barrichello di

    propriet della Ferrari sede di Maranello;

    Ritratto di papa Giovanni Paolo II di propriet della Fabbrica di San Pietro

    Ritratto di papa Benedetto XVI di propriet della Fabbrica di San Pietro;Ritratto di papa Francesco di propriet della Fabbrica di San Pietro

    E Saggista

    Molte sue opere si trovano su SCRIBD. COM e sonoscaricabili e disponibili gratuitamente

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    RIFLESSIONI SULLOPERA INCHIESTA SU GESU

    Il mondo non cos semplice o, perlomeno, cos facilmente leggibile nelcampo della religiosit o delle credenze: oltre alle pressioni indotte da

    sette, movimenti per il potenziamento della mente umana, leggi Ron

    Hubbard, religioni ispirate, quelle tradizionaliste o di provenienza

    americana, movimenti ufologici, reverendo Moon ecc. esistono

    pubblicazioni o trasmissioni televisive che sono peggiori di un semplice

    approccio ad una corrente dalle presunte pretese salvifiche: peggiori,

    perch pi sottili e tortuose nel loro divincolarsi dialettico che non

    conosce confronto ; parliamo del revisionismo che non ha matrici religiosema laiche. La grande esplosione di letture che affollano le librerie

    permette di trovare accanto a testi di elevato interesse altri di

    serpentina maliziosit che mirano, anche senza palesarlo, a demolire la

    fede cristiana nel lettore credente, magari debole di fede o impreparato,

    con argomentazioni che debbono, hanno la necessit, di essere vagliate

    attentamente, poich decontestualizzano, come in questa opera di Augias,

    il soggetto posto in esame dalla sua cornice magmatica dal quale nato e

    fuso.Non dobbiamo dimenticare che anche queste esperienze fanno parte di

    quel sudore della fronte che occorre versare per tornare laddove siamostati cacciati, ossia nella patria perduta in cui la conoscenza e la

    comprensione della essenza creativa rappresentano le piante da frutto.

    Dobbiamo tornare a riattaccare la mela strappata dal ramo.

    E Inchiesta su Ges Chi era luomo che ha cambiato il mondo - diCorrado Augias e Mauro Pesce, cos come alcunetrasmissioni televisive,

    ultima delle quali quella della La7, condotta da Gad Lerner che, il giorno19 marzo 2008, cerc di far passare la Resurrezione di Cristo come

    Simbolo ipotesi portata avanti dallospite Paolo Flores dArcais. E tuttosotto gli occhi di due prelati silenziosi incapaci o messi nelle condizioni di

    non replicare adeguatamente. Queste produzioni sono accomunate dalla

    stessa tesi denigratoria mediante una mirata analisi dei Vangeli, ma al

    contempo, la sfida che il negazionismo porta non pu che indurre la

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    voglia di ragionare dei credenti per smascherare gli ipocriti

    ragionamenti .

    Espressioni revisioniste diremmo, accomunate dallo stesso target:rimettere in discussione le verit fondamentali della fede, contando

    sullignoranza in questo campo degli ascoltatori o lettori. Quella di

    Augias-Pesce, portata avanti, a nostro parere, con una disincantata,quanto arzigogolata analisi sui vangeli, porta ineluttabilmente,

    pericolosamente e irrispettosamente a confondere le idee di chi non ha

    adeguata capacit di analisi. Irrispettosamente anche nei riguardi

    dellonest intellettuale e della qualit dellanalisi che meriterebbe un

    argomento cos importante.

    Per questo che il metodo di comparazione e deduzione appare il pi idoneo

    a fare il pelo e contropelo ai due autori.Ma veniamo ai fatti analizzando alcuni passi dellopera di Augias.Pesce.

    Gi dal sottotitolo: Chi era luomo che ha cambiato il mondo si lascia

    intendere il seguente messaggio: Ges era un uomo e non certo Dio,

    anche se ha influenzato la Storia dellumanit; e nel corso dellalettura, questa impostazione, cercher di diventare realt. Non,

    sospettate gi, cari lettori, lombra antica della negazione della divinit di

    Cristo? Nel risvolto interno della copertina, tra le altre cose leggiamo:

    fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli

    non ha mai detto di volerla fondare una affermazione del tutto

    gratuita, tesa a imporre un punto di vista che vorrebbe far passare il

    cristianesimo, sin dalle sue origini, come linvenzione di un manipolo diavventurieri, i quali, aggiungiamo noi, mirarono ad un proprio tornaconto

    ( infatti che senso ha dare a questa invenzione, in nome di Cristo, se

    Cristo stesso non laveva mai pensata o voluta, secondo Augias? ). Quale

    fu questo tornaconto ci sfugge, anche perch molti, in nome di Cristo,

    furono messi a morte o scelsero il martirio a cominciare da Pietro e

    Paolo. E questo il secondo esempio del tentativo di revisione laica del

    messaggio di Cristo; ma come non ricordare le parole dette da Cristo

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    Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupiin qualunque

    casa entriate, prima dite: Pace a questa casa LC 10, 3-5 .

    Ora, proviamo ad immaginare un qualcuno che avesse chiesto ad uno di

    questi discepoli inviati a portare la Parola del Signore, Chi vi manda?

    cosa avrebbero potuto rispondere se non Ci manda Ges il Messia,

    lUnto, il Cristo. E chi inviato da Cristo discepolo di Cristo , per

    forza di cose, cosa se non un cristiano? Almeno cos la pensava Flavio

    Giuseppe, ebreo romanizzato del I secolo d.C. e autore dellopera Le

    guerre Giudaiche che per la prima volta chiamo cristiani i discepoli di

    Cristo

    E interessante, inoltre, notare la metodica di analisi che accomuna molti

    di questi autori o conduttori o ospiti televisivi: si rifanno ai Vangeli; citano

    versi che, secondo loro, giustificherebbero le loro ipotesi, ma non

    prendono in esame i versi che metterebbero in crisi i loro stessi esercizi

    di riflessione. Ecco perch ho pocanzi accennato a una mirata analisi

    dei Vangeli.

    Nella Premessa dellopera in esame, dal titolo Molte domande, alcunerisposte riportata una citazione di Harold Bloom - eminenteProfessore di Letteratura americana e Critico letterario - che cos suona:

    E possibile che Ges sia stato un enigma anche per se stesso. Non

    occorre, credo, sottolineare che quando si sceglie una citazione tra le

    tante, se ne sceglie una e la si decontestualizza per renderla pi

    vicina agli obiettivi che si vuole raggiungere con le propriedissertazioni. La citazione di Bloom, quindi, racchiude in se il leit motiv, la

    portante su cui si svilupper il discorso, anima di tutto il contenuto dellibro: ossia che Cristo Ges stato s un importante personaggio storico,

    ma anche un enigma per se stesso; stato un uomo tra gli uomini; nato e

    morto definitivamente, diventando un mito. Come Pantani.

    Scorrendo le pagine nella lettura dellopera, i concetti espressi, si parla

    della numerosa mole di scritti su Ges, pervenutici sia interi che in

    frammenti, ribadendo, giustamente, come il Nuovo Testamento, cos comelo conosciamo, stato definito nel IV-V secolo, pur non sottacendo che

    gi prima del suddetto periodo i contenuti del N.T. - la qual cosa non fa

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    che indebolire la presunzione di una loro stesura tarda - erano in

    circolazione, sparsi, ma noti alle varie comunit che ne custodivano

    gelosamente e attentamente il contenuto. Entriamo cos nel vivo

    dellanalisi di questa opera. Vediamone alcuni argomenti trattati nel libroda Augias e dal prof. Pesce.

    PRIMO ARGOMENTOI Vangeli

    E evidente ed inevitabile che una grande mole di scritti venissero

    prodotti da chiunque fosse in grado di scrivere ed erano assai pochi

    allora coloro che sapevano usare la penna - dopo la morte di Cristo. Nondeve meravigliare se si dice che dei Vangeli a noi noti, non siano gli

    originali scritti lasciatici da Luca, Marco, Matteo e Giovanni; ma questo

    non significa che non li hanno scritti loro: non esistono prove che

    affermano che essi non centrano; e verosimile che degli scritti originali,

    memorie degli apostoli da tramandare, fossero state fatte pi copie per

    distribuirle alle sempre pi numerose comunit cristiane; e non deve

    meravigliare che nel copiare alcuni abbiano commesso errori o addirittura

    fatto aggiunte in buona fede o in mala fede, aggiungendo, magari, episodiricevuti dalla tradizione orale o da altre fonti, magari gnostiche.

    Includendo tra i tanti manoscritti anche quelli artatamente modificati per

    combattere il messaggio di Salvezza o per proporne una differente

    visione. Ricordiamo ci che scrisse alla comunit dei Galati -Gal. 1,6 -Paolo di Tarso: Mi meraviglio che cos in fretta passiate ad un

    altro Vangelo. In realt, per, non c ne un altro. Soltanto che vi

    sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un

    vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema(escluso dalla comunit - N.d.R.) I tentativi di corrompere il messaggio di

    Cristo sono, dunque, gi contemporanei alla prima predicazione degli

    apostoli. Leresia nata contemporaneamente alla predicazione: studiare

    le forme eretiche significa, per analisi indiretta, identificare le veritevangeliche e trovare conferma di ci che il N.T. contiene.

    Rifiutiamo quindi la lezione che Augias vuole trasmettere conquestopera che i Vangeli hanno un grado di attendibilit, riguardo le

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    verit fondamentali, discutibile! Poich le opinioni espresse in merito,

    anche se condivise da una parte degli scienziati di Critica testualesono e rimangono opinioni; di rispetto, ma opinioni.

    SECONDO ARGOMENTO

    Lebraicit di Ges

    Pi avanti Augias si meraviglia del fatto che Ges, in genere, non venga

    considerato ebreo: questa la scoperta dellacqua calda. Ges era ebreo,

    un ebreo che ha rispettato la legge fino a quando ebbe inizio la sua

    missione. Onde per cui, la domanda, studiata a tavolino, da Augias e

    rivolta al prof Pesce Ho limpressione che il credente di unaconfessione cristiana percepisca quasi sempre come una scoperta questa

    ebraicit voglia comunicare la sensazione di una presunta scarsa

    dimestichezza con le scritture da parte di chi pone la domanda, altrimenti

    Augias avrebbe saputo, al contrario, che Cristo porta a compimento quel

    Piano di Salvezza iniziato con la liberazione degli ebrei dalla schiavit

    dEgitto.

    Lignoranza dei testi biblici una cosa, la consapevolezza dottrinale

    unaltra. Ai fini della Salvezza tenere a mente che Ges era un ebreo irrilevante; non c quindi alcun bisogno di re-inserire Ges allinterno del

    Giudaismo. Queste sono cose che lasciamo ai dottori della speculazione

    linguistica e storica, ma che non sono fondamentali ai fini della fede.

    TERZO ARGOMENTO

    Fin dove arriva laudacia delle ipotesi

    Leggiamo a pag. 29 le parole del prof Pesce: Quando ha insegnato ilPadre nostro, egli (Ges - N.d.R.) non pensava di dover morire per i

    peccati degli uomini. Non c molto da discutere su queste parole: prima

    si invoca la difficolt della procedura scientifica per spiegare la

    formazione del Nuovo Testamento, poi si ha la presunzione di essere nellamente di Ges, facendo intendere che il Messia non sapeva del suo ruolo

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    salvifico. E a proposito della figura di Cristo Salvatore, il prof. Pesce

    chiama in causa il grande riformatore Melantone tralasciando di

    specificare, chiaramente, in maniera divulgativa, che Melantone fu un

    grande pensatore ma anche luterano/calvinista e quindi la sua posizione suCristo/eucarestia non associabile a quella della Chiesa cattolica. Un

    puzzle che fuorviante quando manca di esatte istruzioni.

    QUARTO ARGOMENTOGes leader politico

    Il modo in cui viene affrontata la figura di Ges cos articolata dasembrare unoperazione di smontaggio a cui segue un montaggio

    differente dalla condizione di partenza; condizionato dai se e dai ma,

    si lascia il lettore poco accorto e poco avvezzo alla riflessione( quello che

    fa il successo editoriale in campo religioso di Augias) un senso di

    smarrimento. Prova ulteriore ne il brano che troviamo a pag. 57 in cui il

    prof Pesce d la sua risposta sulla ipotetica figura di Ges come capo diun partito antiromano: Esiste anche una forte corrente di pensiero

    secondo la quale lintera azione di Ges mirava a una rivoluzione politica, asollevare cio il popolo ebraico contro i romani e riferisce di uno

    scrittore inglese, tale S.G.F. Brandon, che ipotizza come lazioneevangelica di Paolo sia la spiritualizzazione dellopera politica di Cristo,

    tralasciando, ancora una volta, di dire che Brandon era s uno studioso, maanche un pastore anglicano, quindi, con una visione distante dalla fede

    cattolica, un pastore della fede cos preparato, ma non in grado di porsi

    una domanda topica: Ma come si fa ad essere seguaci di una chiesa,quella anglicana, fondata da un passionale adultero e omicida quale fu

    Enrico VIII ?Continuiamo: chiss perch non cita mai le figure straordinarie della

    Chiesa Cattolica il prof Pesce? E chiss perch non si tiene conto, inquesto contesto, della frase di Ges detta davanti a Ponzio Pilato: Il mio

    regno non di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, imiei servitori avrebbero combattuto perch non fossi consegnato ai

    Giudei; ma il mio regno non di quaggi Gv. 18, 36

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    Le motivazioni del sistema fuorviante, messo in piede dal duo Augias-

    Pesce, le troviamo in questa specifica evangelica, che contraddice lipotesi

    di Brandon, plasmate dalla e sulla metodica di analizzare solo le cose che

    sembrano convalidare le ipotesi espresse e non quelle che le mettono indubbio presenti nello stesso contesto analizzato.

    La riflessione continua citando un altro studioso, Oscar Cullmann, ma,

    finalmente, si dice che protestante. Questa specificazione chiarisce, a

    caduta, come qualsiasi giudizio su Ges dato da un protestante sia, in

    partenza, condizionato dalla sua fede tuttora scismatica rispetto al

    magistero della Chiesa Cattolica Romana.

    QUINTO ARGOMENTOLa nascita di Ges

    In questo confronto fatto di domande e risposte, si cerca di ri-creare la

    figura storica di Cristo, smontandone, filologicamente, quella divina, non

    facendosi mancare la voglia di insinuare il dubbio, nel lettore beone, cheCristo sia stato messo al mondo da un parto normale. Il primo passo

    quello di svilire la famosa profezia di Isaia il profeta Is 7,14: Il

    Signore stesso vi dar un segno. Ecco: la vergine concepir un figlio e

    lo chiamer Emanuele ( Dio con noi N.d.R.). E a proposito della nascita di Ges, il prof. Pesce fa notare pag 90

    che la parola ebraica Almh significa semplicemente giovane donna e che

    nella traduzione dei Settanta, ci fu una impropria traduzione, testualiparole resa da un traduttore non molto preciso con Parthenos,

    Vergine. (questo ritornello lo ritroviamo nei dialoghi con il prof. Vannini

    nellaltra opera di Augias Inchiesta su Maria)

    Chiediamoci ora 1) come possiamo definire il traduttore non moltopreciso visto che non lo conosciamo, non sappiamo se fosse greco, o

    ebraico di lingua greca, per esempio; 2) ma, soprattutto, il profeta Isaiadove che vede la potenza di Dio, richiamandosi al parto di una

    giovane donna? Come fa a considerare profezia le sue parole che hannocome soggetto la cosa pi banale di questo mondo, nel senso pi normale e

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    usuale come la nascita di un figlio da una giovane donna? E questo un

    segno? Dov quella straordinariet che merita anche la profezia? Tutto

    diventa possibile se si tralascia il considerare il contesto biblico e la

    natura della profezia che stimolta non da doti psico-emotive madallazione dello Spirito Santo, colui che stato, , e sar colui che

    rende le parole scritte utili a comprendere un regno che non di questo

    mondo; il regista, lo sceneggiatore di un evento che s inserito nella

    storia ma che va oltre la storia. Ovviamente, se la tal cosa non viene presa

    in considerazione dai due scettici materialisti, inutile analizzare figure

    come Cristo e come Maria, Madre di Dio. Se non consideriamo questo,

    tutto vano e tutto, come viene ipotizzato nel libro, impossibile.

    Tutto verrebbe ricondotto ad una mera esperienza storica dellescritture, una narrazione di antichi fatti al pari della Bhagavad Gita odel poema di Gilgamesh. Un semplice quanto inutile tentativo di

    illudersi che oltre la vita esista il compimento e il senso della stessain funzione di scenari pi ampi.

    Leggiamo, pag 95, e comprendiamo come lipotesi su espressa halobiettivo di rendere banale e artefatto tutto il messaggio di Salvezza.

    La continua citazione dei vangeli apocrifi fa il resto . E qui, il lettoreaccorto dovrebbe porsi una domanda e fare una riflessione che porta a

    due domande ben precise:

    1) Se i Vangeli secondo gli autori del libro in esame - hanno un grado

    di attendibilit ancora da verificare, allo stato attuale labile, chesenso ha, allora, citare i vangeli apocrifi come elemento di

    misurazione della figura di Cristo?;

    2) Tenendo conto che, secondo la coppia Augias-Pesce, se i vangelicontenuti nel N.T. danno solo ipotesi altrettanto lo saranno gli

    apocrifi, slegati teologicamente tra loro e contaminati da visionidottrinali estranee a quelle del N.T. e soprattutto non riconosciuti

    dalla Chiesa come attendibili?La necessit di porsi queste due domande d poi la risposta e la misura del

    valore della discussione tra Augias e Pesce.

    Ridicole appaiono, inoltre, le osservazioni fatte in merito ai versetticontenuti nel Vangelo di Giovanni Gv 6,41: Io sono il pane disceso dal

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    cielo costui non forse Ges, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo

    il padre e la madre. Come pu dunque dire: io sono disceso dal cielo?. Le riflessioni in merito a ci, fatte dagli autori, sembrano insinuare che

    levangelista Giovanni non dia credito alla nascita, di Ges per opera delloSpirito Santo, considerandolo figlio di un parto normale. Ma, diciamo noi:

    se Ges stesso si raccomand, durante la sua missione, di non dire chi

    egli fosse, facendo intendere che fino alla sua manifestazione egli

    intendeva vivere come uomo tra uomini, perch i due autori vogliono a

    tutti i costi tradurre lo stupore dei compaesani di Ges come la prova

    provata della sua nascita tra doglie sangue e liquidi amniotici, ipotizzando

    situazioni che non hanno riscontro documentabile? Ditemi quale uomo pu

    dire, sempre dal Vangelo di Giovanni GV 14, 23: Se uno mi ama,osserver la mia parola e il Padre mio lo amer e noi verremo a lui eprenderemo dimora presso di lui.? Un uomo come lo intendiamo noi

    verrebbe giudicato pazzo, ma sicuramente non avrebbe risorto Lazzaro e

    non avrebbe guarito i lebbrosi solo con un atto di volont.

    SESTO ARGOMENTO

    I fratelli di Ges

    Si cita il famoso brano di Marco Mc 6,2: Venuto il sabato incominci a

    predicare nella Sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti edicevano: non costui il carpentiere, il figlio di Maria, fratello di

    Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone, e le sue sorelle non stannoqui con noi?.

    Il brano viene citato da molte dottrine, annunciatrici di particolari

    messaggi di salvezza, ma separate dalla Chiesa di Roma, per sostenere, in

    maniera approssimativa e lontano da una accurata indagine linguista, che

    Ges fosse il primogenito di una numerosa famiglia (vedi i Testimoni di

    Geova e Augias). Occorre rammentare una cosa molto importante: in queltempo la parola fratello veniva usata anche per indicare i cugini o,

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    addirittura per indicare una comunione di comunanza spirituale. I negri di

    America, oggi, non si chiamano fra loro fratello?

    Comunque, se leggiamo in Matteo Mt 25,40 In verit vi dico: ogni

    volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pipiccoli lavete fatta a me comprendiamo immediatamente il senso

    della parola. Allora, non tendenzioso ribattere sui fratelli di Ges

    usando il testo di Marco per negare, tralaltro, la verginit di Maria?

    Persino Calvino cos si espresse: Secondo il costume ebraico si

    chiamano fratelli tutti i parenti. E tuttavia Elvidio si mostratotroppo ignorante, nel dire che Maria ha avuto diversi figli perch in

    qualche punto si fatta menzione di fratelli di Cristo (Calvino,

    Commento in Matteo 13,55)Ecco dunque, i molti significati che nella cultura giudeo-ebraica la parola

    fratello poteva assumere:

    Fratello", cio figlio degli stessi genitori: p.es. Caino e Abele (Gen 4,1-2);Esa e Giacobbe (Gen 25,24-26, dove si tratta propriamente di gemelli);

    Mos, Aronne e Miriam (Nm 26,59);

    "fratellastro", cio fratello dello stesso padre ma madre diversa: p.es. i

    dodici figli che Giacobbe ebbe da quattro donne diverse (Gen 35,22-26;37,4; 42,3; 42,4; 42,13);

    "parente" o "cugino", cio generico appartenente alla cerchia familiare(cugino di vario grado, nipote = figlio del figlio, nipote = figlio del

    fratello): p.es. Abramo chiamava 'fratello' suo nipote (figlio del fratello)

    Lot (Gen11,27;13,8;14,14;14,16), e lo stesso dicasi per Labano verso suo

    nipote Giacobbe (Gen29,15). In 1Cr23,22 il termine 'fratelli' viene usato

    per indicare i figli del fratello del padre, cio i cugini di primo grado; inLv10,4 indica i figli del cugino di primo grado;

    "membro di una stessa trib", intendendo con trib i 12 raggruppamentietnici relativi ai figli di Giacobbe-Israele: p.es. Nm8,26; 2Sam19,11-13);

    "amico" o "alleato", in particolare nei momenti avversi: p.es. 2Sam1,26;

    1Re9,13; Pr17,17;

    "collega", cio individuo accomunato da un medesimo incarico di tiporeligioso, civile, militare: p.es. 2Cr31,15; 1Re20,32; 1Sam30,23;

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    "prossimo", cio individuo di pari grado sociale verso il quale si hanno

    precisi obblighi morali: p.es. Ger 9,3; Ez 47,14;

    "compagno nella fede", significato che nella successiva tradizione

    cristiana dar origine al termine 'frate': p.es. Dt1,16; Sal 133,1 (Sal132,1

    nella ordinazione della Vulgata, ripresa anche dalla Bibbia CEI).

    In ultima analisi, gli autori facendo riferimento , al verso, riportato nel

    libro pag 112 e che si riferisce a ci che scrisse Paolo ai Galati Gal1,19: Giacomo, il fratello del Signore nascondono non dicendolo

    che Giacomo e Giovanni sono figli di Zebedeo e non certo di Giuseppe!!!

    Pi chiaro di cos!! Ma nulla di tutto ci sottolineato da Augias e Pesce,perch occorre fare sensazione e portare il lettore sulle loro tesi!!! Come

    al cinema o in televisione, dove si usano i trucchi per far credere qualsiasi

    cosa.

    SETTIMO ARGOMENTO

    Ges taumaturgo

    Leggiamo a pag 134 Si potrebbe dire che Ges stato un mistero non

    solo per gli altri, ma anche per se stesso

    Questa presunzione di psicoanalisi fatta a distanza di duemila anni tocca

    il culmine quando il prof Pesce afferma a pag 135 testualmente:anche se Luca, nellepisodio della trasfigurazione, sembra suggerire che

    egli abbia invocato Elia e Mos perch gli chiarissero il suo destino

    futuro

    Siamo sicuri che sia Luca ad insinuare una cosa del genere o il profPesce, che lavora di fantasia in barba a tutte le regole dettate dallonest

    intellettuale? Si d di Cristo una personalit da sprovveduto: risuscita

    morti, fa guarigioni, ma non sa che cosa fare il giorno dopo e nemmeno che

    valore abbia la sua missione fino a quel momento!

  • 7/27/2019 Riflessioni Su Inchiesta Su Gesu'

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    OTTAVO ARGOMENTO

    Il processo

    Nelle pagine che trattano questo argomento si arriva a stabilire che ifatti, relativi alla cattura, al processo, Pilato ecc. riportati dai Vangeli

    sembrerebbero invenzioni come risulta dalla domanda posta da Augias:

    possibile che questi fatti siano stati volutamente falsificati?

    La risposta del prof Pesce fa intendere un atteggiamento nei redattori o

    copisti non propriamente e volutamente falsificatore, ma come frutto di

    convinzioni personalissime; leggiamo pag 157, 158 li porta ad

    introdurre elementi storicamente non avvenuti gli autori hanno

    certamente trasformato o creato una serie di episodi che, di fatto, non siverificarono Il risultato lo stesso!! I vangeli sono frutto dellafantasia dei copisti. Ma non esistono prove che attestino le

    affermazioni di Pesce!! Ricordiamolo questo.

    Anzi!!! Mi vengono in mente le parole scritte da Svetonio (Claudio 25 11),

    il quale rifer come lImperatore Claudio cacci da Roma gli Ebrei e i

    Giudeo-cristiani che a causa di un certo Chresto con le loro

    continue e violente assemblee mettevano in pericolo lordine pubblico. EPaolo incontr a Corinto una coppia di giudeo-cristiani cacciati da

    Roma, Aquila e la moglie Priscilla. Il fatto avvennea pochi decenni dallamorte di Cristo, quindi come possono Augias e Pesce dire che larresto, la

    condanna e la morte di Cristo siano evento non avvenuti, ma immaginati daicopisti? Cosa questa se non, a mio parere, disonest intellettuale?

    Ecco, si vuole suggerire al lettore beone che molto probabilmente, anchesenza prove contrarie che tutto discutibile. Come affermare che

    LOdissea che conosciamo non realmente quella che ha scritto Omero.

    Secondo gli autori quindi, il messaggio di Salvezza, per il quale molti si

    sono fatti martirizzare, hanno versato il loro sangue, non altro la

    risultante di molteplici pareri e trasformazioni o invenzioni dei copisti,

    carta straccia in poche parole!

    Se fosse vera lasserzione, del prof. Pesce, allora, cari lettori, stracciate

    pure quelle pagine dalla vostra Bibbia, poich le opinioni personali nonhanno potere di salvezza! E i vari personaggi che hanno testimoniato

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    Cristo nella storia, dalla decapitazione di San Paolo, la crocefissione di

    Pietro, sulla cui tomba fu eretta la Basilica Costantiniana, San Francesco,

    Don Giovanni Bosco, San padre Pio che della Passione di Cristo hanno

    fatto la loro gioia e croce quotidiana, possiamo dedurre, alla luce diquanto affermato, che sono stati tutti ingannati, o per lo meno si sono

    illusi, autoesaltandosi, a questo punto, non spiritualmente, ma

    psichicamente, isteria in poche parole, nelle loro meditazioni sulla

    Passione stessa di Cristo!

    NONO ARGOMENTOLa Trasfigurazione e la Resurrezione

    Se molti episodi evangelici sono considerati invenzioni dottrinali comepotrebbe essere considerata, dai due autori, la resurrezione di Cristo,punto di arrivo e di partenza del Piano di Salvezza iniziato seimila anni

    prima? Come una semplice ipotesi di isteria individuale o collettiva! Atal proposito, il duo cita un eminente studioso, tale Adolf Holl, teologo

    viennese ancora una volta, per, si dimentica di dire che fu cacciato

    dalluniversit in cui insegnava per le sue teorie dottrinali. Quindi, stando

    cos le cose, le affermazioni del dott. Holl sulle apparizioni spirituali

    stimolate anche da particolari droghe leggi a pag. 177 danno ilsenso della qualit culturale e del procedere nella riflessione che i due

    autori intendono dare della resurrezione. Poi, quando si parla di Paolo edella sua folgorazione sulla strada per Damasco, del fatto che da

    persecutore di cristiani divenne uno strenuo difensore del Vangelo e ilprimo degli apostoli, leggiamo, del prof. Pesce, testuali parole:

    personalmente soggetto ad avere visioni, come quella celeberrima sulla

    via di Damasco ( a proposito della quale si parlato di un possibile attaccoepilettico) e ancora a proposito della Resurrezione: Si potrebbe

    facilmente obiettare, ed stato fatto, che la Maddalena era talmente

    presa o innamorata di Ges che crede di vederlo in quel giardino, in una

    di quelle che sono state definite visoni isteriche o allucinazioni.

    Queste affermazioni scatenano nel lettore attento altre riflessioni e

    domande del tipo: Perch gli stessi non hanno il coraggio di affermare,per esempio, che i tre pastorelli di Fatima erano isterici e allucinati?

    E cos di Bernardette Soubirous? Comunque il vezzo di fare analisimediche a distanza di duemila anni rimane una costante, ed insinuare che

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    Paolo probabilmente poteva essere un epilettico d la misura della

    qualit scientifica delle parole riferite dal dott. Pesce che , nondimentichiamolo docente presso lUniversit di Bologna e storico del

    Cristianesimo e noto biblista. Il resto delle considerazioni, basate sullesue affermazioni riportate con Augias, le lascio al lettore.

    Ma non solo: molte esperienze sarebbero frutto di pratiche esoteriche,

    come nel caso della Trasfigurazione utile, a parer loro, a Ges, percapire cosa dovesse fare i giorni a seguire. Leggiamo infatti a pag 184:

    Mi domandospiega il prof. Pesce - influenzato anche dalle ricerche di

    mia moglie Adriana Destro, che insegna antropologia a Bologna, se non ci

    troviamo di fronte ad una vera e propria forma di trasmissione di

    esperienze esoteriche a un ristrettissimo gruppo di seguaci sispiegherebbero anche le apparizioni del risorto, che, di per s, sono delle

    visioni; il prof. Pesce introduce, poi, lantropologico sospetto di una

    pratica di negromanzia attuata da Ges a proposito del colloquio conMos ed Elia. La scientificit dellanalisi ha toccato il suo culmine!!! Ci

    piacerebbe anche sapere che tipo di ricerche ha fatto la moglie del dott.

    Pesce per capire esattamente, senza lombra del dubbio, cosa sia successo

    duemila anni fa. Ma ci preme sottolineare la disinvoltura, degli autori,

    nellaprire al lettore la possibilit, la via, alla consistenza ipotetica dellanegromanzia e dellesoterismo allinterno del messaggio cristiano: per

    gli autori appare molto pi reale poter parlare con i morti definitacome esperienza antropologica e, al pari, attraverso pratiche

    esoteriche, di non bene identificata procedura, colloquiare con profetidefunti, piuttosto che considerare levento di Paolo sulla via di

    Damasco come un intervento divino.

    Facciamo una piccola e semplice considerazione: Se la Trasfigurazione una balla; se Cristo un uomo nato, morto e sepolto come tutti; se il senso

    dellaldil un evento isterico, come si fa a credere nella sopravvivenza

    dellanima e quindi ipotizzare un regno dei morti con cui poter dialogare?

    Ma se questi illuminati autori ipotizzano lesistenza del regno dei morti,

    garantita, secondo loro, dallesperienza negromantica ed esoterica, allora

    esiste un aldil, un mondo ove la materia non esiste cos come la vediamo;

    un mondo ove lo spirito del defunto continua ad esistere e con esso la

    personalit dello stesso Ergo: allora, esistendo un aldil, esiste ancheDio e con Dio un piano di Salvezza e con esso la realt salvifica di

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    Cristo. E questo per la semplice constatazione che se esiste ed

    teorizzato il mutuo soccorso, dettato o dalla piet o da un amore tra dinoi terrestri con corpo, pensabile, allora, come reale e vero che possa

    esistere un mutuo soccorso che parte dal mondo dello spirito per arrivaresu questa dimensione: un aiuto dei fratelli incorporei verso chi ancora ha

    il corpo e vive nel disagio delle tenebre. Concludendo: chi pu dire che

    oltre il regno dei morti non ci sia nulla? Che oltre il regno dei morti non ci

    sia il Regno della Pace da cui part millenni orsono il Piano della Salvezza?

    Augias e Pesce ce lo possono dire visto che hanno accertato o ipotizzato

    che a far tornare Elia e Mos su questa Terra stato sufficiente un rito

    negromantico da parte di Cristo. Grazie Augias grazie prof Pesce, ci

    avete dato la prova che esiste la vita oltre la morte!!

    DECIMO ARGOMENTO

    Il lascito di Ges

    Appare sempre pi sconcertante la disarmante analisi condotta, a botta e

    risposta, tra i due autori del libro, attraverso affermazioni come quella a

    pag 200, ove si legge testualmente: il cristianesimo e, inparticolare, il cattolicesimo si sono via via impregnati di pensiero

    neoplatonico, con un monoteismo solo apparente, che ha ripristinato inrealt un pantheon di entit divine attraverso il culto di figure

    intermedie Queste affermazioni non possono far sorridere pensando,

    come persone, culturalmente preparate, possano confondere la figura di

    un santo con una di tipo paganeggiante, tale da rievocare il pantheon di

    ellenica memoria, dove la situazione era radicalmente differente; tutti

    sanno che i santi, persino la Madonna, si venerano ma Dio e Cristo sionorano. Eppure si procede con questo registro che ha come obiettivo

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    finale lesaltazione storica di un evento fine solo a se stesso; come

    evento storico appunto. E basta. Augias, in questo capitolo vedi pag 213 artatamente pone una domanda di cui sa gi la risposta. Ci riferiamo alle

    seguenti parole: Come si pone Ges di fronte al male che sembradominare il mondo? Qualsiasi cristiano, anche il meno fervente, conosce

    che Cristo ha abbracciato il mondo, cos comera, CON TUTTI I SUOI

    MALANNI e sacrificandosi lo ha riscattato lasciandoci il suo messaggio di

    redenzione, di invito al pentimento per iniziare il processo di

    trasformazione: da uomo vecchio a uomo nuovo. Ma questo appare troppo

    dottrinale per i due, poich il prof Pesce, a cui vanno i nostri complimenti

    per dimostrare la profonda conoscenza della psiche di quel Cristo che

    visse duemila anni fa, risponde: Dio gli appare anche incomprensibile.Per tutta la vita cerca di sapere che cosa Dio voglia; alla fine sisente abbandonato e non capisce perch Dio lo destini a una fine

    ingiusta, a una sconfitta umiliante oltre che a patimenti atroci. Inquesta risposta c quel ricamo finale che completa la personale quanto

    atea visione Cristoclasta dei due, facendo passare per epilettici, allucinati

    tutti coloro che si sono santificati e che hanno avuto dialoghi mistici,

    documentati, dalla Chiesa, con Cristo stesso. Linsegnamento dottrinale e

    teologico, quindi, per Augias e Pesce, sembrerebbe essere vano, perchbasato su documenti manipolati e poco attendibili e dove Cristo appare

    come un fallito!Ne esce, quindi, una figura di Cristo come uno che si trov coinvolto, per

    caso, allinterno di un disegno che non comprendeva; tralasciare, in questaanalisi, frasi che invece danno lesatto contrario fa parte di quel metodo

    pi volte richiamato; di dimostrare, infine, un uomo morto e sepolto,

    grande uomo ma ridotto in polvere dal tempo. Nulla contano le paroledette da Ges nella notte tra gli ulivi: allontana da me questo calice

    amaro ma sia fatta la tua volont quindi evidente che Cristo si siavolontariamente immolato, conoscendo la Volont del Padre, e no che sia

    caduto in un fraintendimento. Poteva fuggire quella notte da

    Gerusalemme.

    Una prova di ci che affermiamo la troviamo a pag 204, ove di Ges sidice, alimentando sempre la pianta del dubbio, le seguenti frasi: se sono

    di Ges le frasi che il Vangelo di Matteo gli attribuisce sul giudiziouniversale, quando i malvagi saranno finalmente puniti: da ultimo Ges

  • 7/27/2019 Riflessioni Su Inchiesta Su Gesu'

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    non filosofo e neanche teologo Ecco, dunque, laffermazione che

    conferma la loro visione: Ges non Dio incarnato, ma un semplice uomo, e

    quindi non pu avere una visione o conoscenza teologica di Dio! Nulla

    valgono per i due le parole, tra le tante, che Ges pronunci Gv 14, 24. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che ascoltate

    non mia, ma del Padre che mi ha mandato.

    Quindi Ges sapeva quale era ovviamente la sua missione: riferire le

    parole che il Padre gli aveva detto per la Salvezza delluomo!! E queste non

    valgono perch mostrano la ridicolezza delle affermazione del duo Bla-

    Bla.

    Conseguentemente, anche Paolo si sbagliato o a curato i suoi interessi

    quando scrive agli efesini: lefficacia della sua forza che eglimanifest in Cristo, quando lo risuscit dai morti e lo fece sedere alladestra nei cieli, al di sopra di ogni principato Ef. 19-20

    Ma al troppo non c mai fine. Sentiamo, o meglio, leggiamo cosa dice ilprof Pesce a proposito del battesimo di Ges: Il fatto che Ges vada

    a farsi battezzare da lui (Giovanni battista N.d.R.) rivela che anchegli

    avvertiva il bisogno di rinnovamento, di una conversione interiore. AlCristo totalmente uomo, i due sembrano aggiungere un altro elemento:

    Cristo Ges talmente umano che probabilmente aveva qualchescheletro nellarmadio e, Giovanni battista, gli ha dato la possibilit di

    iniziare un cammino di conversione! Questo lasciano intendere le frasiappena lette e lasciamo fare a voi, o lettori, ulteriori riflessioni. Non

    importa se Giovanni il battezzatore disse di Ges che, egli, ilbattezzatore, non era degno nemmeno di sciogliere i lacci dei suoi calzari.

    A due non importa.

    Ma, tanto meno importa e si tralascia la risposta che Ges d ad un

    Giovanni meravigliato, che si chiede come mai colui che salver il mondo va

    a farsi battezzare come un semplice peccatore: Lascia fare per ora,

    perch conviene che cos adempiamo ogni giustizia. In questa frase c

    la piena conoscenza e consapevolezza di Cristo sulla sua missione ,

    secondo quanto profetizzato nel V.T.; Cristo sa di doverne rispettare il

    piano e le tappe.

    E i cieli si aprirono in quelloccasione e Dio parl dicendo Questi ilfiglio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto Ges non aveva

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    bisogno di ricorre alla negromanzia, come teorizzato dal professore

    precedentemente, per conoscere la sua missione e non come si scrive a

    pag 218 Ges cerca rivelazioni e in qualche caso le ottiene.

    Probabilmente le condizioni meteorologiche palestinesi avrannoinfluenzato sulla capacit di ricevere o meno rivelazioni!

    Non il caso di tirare a lungo lanalisi di questa fondamentale quanto

    scientifica ed importante discussione per la cultura italiana tra Augiase Pesce.

    Riteniamo che il lettore abbia compreso la qualit scientifica della

    dissertazione su Cristo.

    Ma le brutte abitudini non si perdono facilmente. In una recente

    trasmissione televisiva, se ben ricordiamo intitolata Enigmi, andata inonda nel dicembre del 2007, il conduttore, guarda un po, sempre Augias,introduce i telespettatori ad una riflessione su Cristo con questa

    domanda, tratta dal Vangelo, che Ges pone ai suoi discepoli: e voi chedite chi io sia? ricordate? Ebbene, ascoltate le parole noi ci si

    aspettava che Augias continuasse ricordando la risposta di Pietro tu

    sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, invece no. Augias tralasci di

    leggere questa risposta fondamentale per la conoscenza evangelica di

    Cristo e cominci la sua tiritera Cristoclasta arrivando a parlare dileggende che vogliono Cristo invecchiato e sepolto in India o in Giappone

    con figli e nipoti. La solita pasta, la solita cultura lobbistica di una

    Italia culturalmente in declino ed autolesionista! Oltre che

    autoreferenziale per fini economici.

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    CONCLUSIONI

    Al termine della nostra disamina, riportiamo le edificanti frasi pag. 237

    - uscite dalla illuminata penna di Augias, che vogliono mostrare edimostrare la tesi di un Cristo morto e sepolto nella pi acuta sconfitta

    personale e morale:

    In questo libro mi sembra di aver sostenuto, in grande sintesi, che

    Ges era un ebreo ( scoperta della famosa hot waterN.d.R.) che nonvoleva fondare una nuova religione. Non era cristiano ( come dire che

    un macellaio uno strenuo difensore della vita delle mucche N.d.R.). Era

    convinto che il Dio delle Sacre Scritture ebraiche stesse cominciandoa trasformare il mondo per instaurare finalmente il suo regno sullaterra ( erano, al tempo di Ges, circa da 1500 anni che il popolo ebreo

    sera incamminato verso la Terra promessa. E se lui era Ebreo N.d.R.):era del tutto concentrato su Dio e pregava per capire la sua volont e

    ottenere le sue rivelazioni, ma era anche del tutto concentrato sui

    bisogni degli uomini, in particolare i malati, i pi poveri e coloro cheerano trattati in modo ingiusto (quanto umano lei da Fantozzi

    N.d.R. ) Il regno di Dio non venne e, anzi, egli fu messo a morte(Ma non avevano i due affermato nelle pagg 157-158 li porta ad

    introdurre elementi storicamente non avvenuti gli autori hanno

    certamente trasformato o creato una serie di episodi che, di fatto, non si

    verificarono?) messo a morte dai romani per motivi politici. I suoidiscepoli, che provenivano da ambienti i pi vari, ne diedero dallinizio

    interpretazioni differenti. Si interrogarono sulla sua morte fornendo

    spiegazioni diverse e molti di loro si convinsero ( la solita tirata in ballodellisteria di scuola ottocentesca che accomuna gli apostoli con le

    verginelle non maritate, ma vogliose? N.d.R.) che egli fosse risuscitatoi fondamentalismi di qualunque tipo dimostrano la propria debolezza

    culturale e la devastazione mentale che operano.

    Con queste battute finali, Augias, in pratica afferma, lasciandointendere al lettore, che tra questi fondamentalismi ci sia anche la

    Chiesa cattolica, rappresentante, quindi, di una religionefondamentalista animata da persone con debolezza culturale e con un

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    patrimonio mentale devastato. Dobbiamo ritenere che papa Ratzinger

    ( oggi papa Francesco N.d.R.) sia il rappresentante della comunitcristiano-cattolica che ha la mente devastata? Ci risponda Augias.

    Ai lettori lardua sentenza!

    Antonio Dal Muto, sperando di aver reso un buon servizio al lettore

    Anno 2008