Riassunto Completo Manuale Moderna

Click here to load reader

  • date post

    06-Feb-2016
  • Category

    Documents

  • view

    44
  • download

    5

Embed Size (px)

description

Riassunto Completo Manuale Moderna

Transcript of Riassunto Completo Manuale Moderna

POPOLAZIONE E STRUTTURE FAMILIARIFONTI E METODIGli studi sui meccanismi sulla popolazione e sui meccanismi che ne regolano landamento nel tempo hanno conosciuto un grande sviluppo nellultimo mezzo secolo. Per Malthus lo squilibrio tra popolazione e risorse alimentari nasce dal fatto che la popolazione cresce in modo geometrico mentre il cibo cresce solo in progressione aritmetica. A frenare laumento incontrollato subentrano i freni ( epidemie , carestie , guerre) che ristabiliscono temporaneamente lequilibrio che si perder di nuovo . La soluzione ladozione di freni preventivi , limitazione dei matrimoni e della fecondit l che deve naturalmente riguardare la parte pi povera della societ. La statistica muoveva i suoi primi passi nellepoca moderna. Al XVIII risalgono i primi censimenti modernamente impostati. Prima si hanno numerazioni di nuclei familiari compiuti a scopi fiscali , conteggio degli abitanti di una citt finalizzati allapprovvigionamento e alla distribuzione di viveri oppure al censimento degli atti alle armi. Unaltra importantissima miniera di dati per lEuropa preindustriali rappresentata dalle fonti ecclesiastiche , elenchi degli abitanti di una parrocchia , registri degli eventi come battesimo , matrimonio sepoltura. A partire dagli anni 50 del XX secolo si elabora la ricostruzione nominativa delle famiglie con cui , si forma una scheda di famiglia per ogni matrimonio celebrato e in seguito la trascrizione di tutti gli eventi riguardanti la coppia a cui intestata. Ma richiede un lungo lavoro anche solo per studiare un piccolo villaggio inoltre sono poche le schede che si possono compilare per intero. Ecco perch son tornate in auge tecniche basate sui grandi aggregati tra cui le piramidi dellet , o le tavole di mortalit riguardanti schiere di nati in uno stesso anno. POPOLAZIONE EUROPEA NELLETA MODERNATra il 400 e il 500 pi della met della popolazione mondiale viveva nel continente asiatico. LA popolazione europea al pari di quella asiatica triplica in quattro secoli. Si delineano tre fasi : Crescita demografica generale e continua tra 400 e 600 Un forte rallentamento nel XVII risultato dellespansione nellEuropa nord-occidentale e orientale e del ristagno nellaria germanica in Italia e in Spagna Una rinnovata tendenza espansiva nel 700 che si prolunga nel XIX secoloNellet moderna erano pressoch sconosciute le pratiche contraccettive , che cominceranno a diffondersi dal tardo 700. In condizioni di fecondit ci si aspetta che i coniugi facciano molti figli , in realt ci non avveniva perch la gran parte delle donne si sposava fra i 24 e i 26 anni , dopo il primo , gli intervalli tra i parti tendevano ad allungarsi e risultavano tra i due e i tre anni a causa dellallattamento prolungato, era molto frequente che uno dei due coniugi morisse prima del termine dellet feconda. Un quarto dei nati moriva nel primo anno di vita , un altro quarto prima di diventare adulto. La sopravvivenza di 2,5-3 figli per coppia bastava appena a garantire la riproduzione del potenziale umano e una lieve eccedenza , se le condizioni economico-sociali erano favorevoli. Un aumento della natalit e una diminuzione della mortalit furono le cause principe della crescita demografica del XVIII secolo. LA STORIA DELLA FAMIGLIAMolta fortuna ha avuto la classificazione elaborata dal gruppo di studio per la popolazione di Cambridge che ha distinto cinque tipi di aggregati: Famiglia nucleare , coniugi e figli Famiglia estesa , si aggiunge almeno un altro convivente Famigli multipla , compresenza di almeno due nuclei Famiglie senza struttura , alla base non vi il matrimonio Solitari. Le famiglie contadine che raggruppavano quasi ovunque la maggioranza della popolazione potevano avere struttura diversa anche in Francia o in Europa centrale a seconda dei meccanismi di eredit. Ma le dimensioni dellaggregato domestico erano anche in funzione del fondo coltivato e della quantit di forza lavoro da esso richiesta. Il forte calo della popolazione che si registr tra il XIV e il XV secolo ebbe come conseguenza laccorpamento di molti appezzamenti prima suddivisi e quindi la costituzione di gruppi familiari pi numerosi; viceversa la crescita demografica del 500 , accompagnata dalla polverizzazione , dalla propriet contadina , port al tramonto di questo tipo di convivenza e laffermazione della famiglia nucleare. La conservazione della ricchezza , incentrata per lo pi sulle ricchezze fondiarie una preoccupazione dominante per le aristocrazie europee che tra il XVI e il XVIII secolo adottano largamente strumenti giuridici adatti allo scopo , come fedecommessi e primogeniture. Il fedecommesso una disposizione di ultima volont mediante la quale chi fa testamento obbliga lerede a trasmettere i beni sottoposti a vincolo agli ulteriori chiamati. La primogenitura la concentrazione del grosso delleredit nel primogenito. La limitazione dei matrimoni , la trasmissione dei beni per linea maschile e la destinazione dei figli cadetti alle carriere militari , ecclesiastiche e giudiziarie , e delle figlie al nubilato o alla monacazione costituivano gli assi portanti di una strategia familiare che attribuiva poi molta importanza alle alleanze matrimoniali e alle reti allargate di parentela. Secondo Lawrence Stone vi sono tre tipi di agglomerato domestico che si sono succeduti tra 500 e 800 in Inghilterra: Famiglia a lignaggio aperto caratterizzata dal formalismo tra i coniugi e tra genitori e figli dallimportanza attribuita al casato e dal controllo sulla vita familiare Famiglia nucleare patriarcale ristretta , dove laccentuazione dellautorit del pater familias riflesso del potere assoluto del monarca sulla societ , legami affettivi tra i coniugi , grande risalto alleducazione cristiana e al disciplinamento della prole per effetto della Riforma protestante Famiglia nucleare domestica chiusa , distinta per lindividualismo affettivo che si esprime nellattenuarsi del divario gerarchico e in una nuova tenerezza tra moglie e marito e tra loro e i figli.ECONOMIA DELLEUROPA PREINDUSTRIALEAGRICOLTURA , RISPOSTA ESTENSIVA ED INTENSIVALagricoltura europea aveva compiuto nei secoli dopo il mille progressi come laratro pesante , la ferratura degli zoccoli dei cavalli e la loro bardatura con collari che non pressando sulla gola permettevano uno sforzo maggiore , la larga diffusione della rotazione triennale. Nei paesi mediterranei tuttavia rest imperante la rotazione biennale e laratro leggero , in compenso grande rilievo ebbero le colture arboree , dallolio alla vite agli alberi da frutta. Lincremento demografico del lungo 500 comport un parallelo aumento della domanda alimentare che si diresse soprattutto verso i cereali. La carne scomparve dalle mense dei lavoratori manuali che si ciberanno di pane , farinatte legumi e verdure. Nel XVI secolo , via via che la popolazione aumentava furono rimessi a coltura i terreni abbandonati durante la crisi demografica e furono bonificate zone paludose. Nel Veneto ad esempio fu istituita a met del 500 una magistratura , i Provveditori sopra i beni incolti , col compito di sovraintendere alla bonifica dei terreni vallivi e acquitrinosi , nel Polesine e nel Padovano furono circa 20000 i campi bonificati e privatizzati . Spesso per si trattava di aree marginali , inoltre lestensione della superfice coltivata port ad una contrazione delle aree adibite al pascolo e una scarsit di concime. Inoltre influ negativamente la piccola glaciazione a met del 500. Non sorprende dunque che i rendimenti di cereali ristagnassero nonostante lintensificarsi del lavoro contadino. In Europa i della popolazione viveva sulla terra e della terra , e solo i paesi di elevata produttivit agricola come Olanda e Inghilterra potessero mantenere una buona quota di popolazione dedita ad altre mansioni. La presenza di una rete irrigatoria frutto del lavoro umano fu allorigine della grande produttivit della pianura a sud di Milano. Lassociazione di allevamento e agricoltura , e ladozione di sofisticate rotazioni che eliminano la necessit del riposo periodico sono lessenza della Rivoluzione agricola che ebbe come luoghi delezione Paesi Bassi e Inghilterra.

IL REGIME FONDIARIO E I RAPPORTI DI PRODUZIONE , EUROPA CENTRO-OCCIDENTALE Allinizio dellet moderna i coltivatori del suolo erano liberi di sposarsi , trasferirsi e disporre delle proprie terre. Le corvees , dove sopravvivevano erano limitate a poche giornate per lavori di manutenzione del castello. La riserva signorile , un tempo sfruttata grazie al lavoro coatto dei servi della gleba , era stata frazionata in appezzamenti o affidata a famiglie coloniche . Rimanevano la giurisdizione il potere di banno , rimaneva lobbligo per i proprietari di terre comprese nel feudo di pagare al signore un censo annuo ; localmente a esso si aggiungeva una quota parte del raccolto. Altri diritti ( laudemi ) spettavano al signore in occasione di vendita o trasmissione ereditaria di beni fondiari. Egli riscuoteva inoltre i pedaggi e deteneva il monopolio di alcune attivit come la caccia , la pesca , la spremitura delle olive la cottura del pane. Si aggiungevano poi gli abusi feudali di cui un vasto campionario ritroviamo nel mezzogiorno del XVII secolo. Ovunque il forte aumento demografico registrato nel XVI e poi nel XVIII secolo si accompagn a processi di proletarizzazione , alla moltiplicazione dei contadini poveri o nullatenenti e alla riduzione del potere dacquisto dei salari. I coltivatori erano anche soggetti alla decima ecclesiastica , alle imposte statali , e quando non erano proprietari al prelievo della sulla rendita fondiaria. Per un incidenza sui guadagni dal 20 al 70 x 100. I grossi proprietari dal canto loro , trovavano pi conveniente acquistare e accrescere il prelievo sui coloni . Infine la forte impronta comunitaria che contrassegnava i lavori agricoli scoraggiava le innovazioni e lo spirito diniziativa. Tutto ci spiega perch solo in aree particolarmente favorite dallambiente o dove vi erano pochi contadini poveri fu possibile adottare quelle pratiche agricole che ebbe leffetto di accrescere sensibilmente la produttivit dei terreni.

LEUROPA ORIENTALELe regioni dell Europa orientale avevano due caratteristiche che le differenziavano nettamente da quelle dellEuropa occidentale.; comprendevano enormi estensioni di terreni pianeggianti e potenzialmente fertili , ed erano scarsamente popolate. In queste condizioni la diffusione delleconomia di mercato ag come uno stimolo ad accrescere la produzione facendo ricorso alla via pi agevole: la coercizione extraeconomica nei confronti dei contadini. La servit della gleba vanne rafforzata a partire dal XV secolo e introdotta anche nelle aree dove prima era sconosciuta. Un tale sfruttamento indiscriminato era reso possibile dalla totale soggezione dei contadini servi allautorit del signore , che amministrava la giustizia e riscuoteva perfino le imposte a nome dello Stato. Tra il XVI e il XVII secolo le loro condizioni di vita andarono via via deteriorandosi. Solo con le riforme della seconda met del 700 le pretese dei signori fondiari cominciarono a essere limitate dalla legge e solo nel XIX secolo verr abolita la servit della gleba. Il grande ciclo di rivolte contadine e popolari iniziato nella seconda met del XIV secolo ebbe un ultima recrudescenza nel 500 con la grande rivolta ungherese capeggiata da Gyorgy Dosza , con la ribellione dei comuneros in Castiglia , e con la guerra dei contadini in Germania. Nel XVII secolo , con lo sviluppo degli apparati statali , il bersaglio delle proteste tese a nellEuropa occidentale dai signori feudali al fisco e i suoi agenti. Con la rivoluzione francese e i moti controrivoluzionari i moti contadini acquistarono una connotazione politica che si sovrappone alle forme arcaiche di protesta. Nellet moderna si crea una distinzione tra LEuropa centro occidentale , dove il grande proprietario terriero vive di rendita , pagata dai coltivatori delle sue terre e lEuropa orientale dove egli sfrutta il lavoro gratuito dei contadini per produrre derrate da vendere.

LECONOMIA URBANAAi bisogni primari oltre quello del cibo migliori di famiglie contadine continuavano a provvedere da se. Ma accanto a queste produzioni si afferma in molte zone un industria rurale talvolta di notevole importanza , attirata sia dal basso costo della manodopera , sia dalla presenza di corsi dacqua o giacimenti minerari. Tuttavia quei manufatti che richiedevano una superiore capacit artigianale provenivano in massima parte dalle botteghe cittadine. Gran parte degli oggetti quotidiani continuava ad essere prodotta da artigiani che lavoravano soli o con pochi collaboratori , a casa o in un laboratorio / bottega. I settori predominanti erano la lavorazione del legno , dei metalli , del cuoio e dei pellami , il tessile , la confezione di indumenti , ledilizia lalimentazione. Ciascuno di questi settori era per lo pi suddiviso in diverse specializzazioni , i cui addetti continuavano ad essere organizzati in corporazioni. Ciascuna di queste arti difendeva gelosamente il proprio monopolio e disciplinava la concorrenza tra gli affiliati. Concentrazioni di decine o centinaia di operai erano rare e si incontravano soprattutto nelle miniere , nei lavori pubblici di grande rilievo , nei cantieri navali. La maggiore novit che presentano i secoli XV-XVIII rispetto al medioevo per quanto riguarda lorganizzazione produttiva , sta nella grande diffusione del sistema noto come industria a domicilio o protoindustria. La figura centrale era in questo caso il mercante imprenditore , il quale acquistava la materie prima e la affidava a operai che la lavoravano nella propria abitazione , ed erano retribuiti a cottimo , cos era organizzata , ad esempio la produzione di drappi di seta a Lione. Nel caso dellindustria laniera invece , il desiderio di abbattere i costi e di sfuggire alle limitazioni e alle regole imposte dalle corporazioni port spesso al decentramento delle fasi di produzione. Il settore tessile rimase a lungo quello dominante nellindustria europea . I vecchi centri dei pannilani , lItalia centro-settentrionale e le Fiandre , registrarono una grande ripresa. Accanto alla lana molta importanza avevano i tessuti di lino , prodotti in grandi quantit nella Francia settentrionale , di lino misto a cotone , e di seta. Oltre a Lione i principale centri di produzione dei preziosi drappi erano nel 600 Firenze , Milano , Granada. Lepoca tra il 1500 e il 1750 viene considerata un periodo di sviluppo tecnologico ma non di rivoluzioni tecnologiche. Nel campo delle meccanica si ebbero una serie di perfezionamenti che riguardarono lorologeria ( bilanciere e pendolo) , la costruzione di strumenti nautici e di armi da fuoco , i congegni per la trasmissione del movimento. Nellestrazione mineraria , lintroduzione di pompe idrauliche e di tecniche per il drenaggio delle galleria , permise di sfruttare anche giacimenti profondi.

MONETA , PREZZI , MERCATOA partire dal XIII secolo vigeva ovunque un regime di bimettalismo , nel senso che erano loro e largento a determinare i valori di scambio. Il quadro era complicato dallesistenza di monete di conto che non erano di fatto coniate ma servivano da misuratori delle monete effettivamente in circolazione , e dal frequente ricorso dei governi europei alla pratica dello svilimento delle monete a essi battute , ovvero alla riduzione del tenore di fino. Le serie di prezzi mostrano una spiccata tendenza allaumento tra la fine del XV e la met del XVII secolo. Il prezzo un rapporto tra il prodotto della massa e della velocit di circolazione della moneta e la quantit di beni disponibili. Alla pressione esercitata sui prezzi dallo squilibrio si aggiunge nel lungo 500 il rapido aumento della massa dei mezzi di pagamento e della loro velocit di circolazione. La produzione di argento delle miniere europee raddoppi tra met del 400 e il 1530 circa. In seguito , la disponibilit di oro e di argento fu sensibilmente accresciuta dalle importazioni dal nuovo mondo. Non pu stupire , in tali circostanze che i prezzi dei cereali espressi in grammi dargento crescessero di tre o quattro volte in un secolo. Laumento della produzione industriale e la cresce nte richiesta di generi di prima necessit come il grano , il legno e il sale portarono tra 400 e 600 a una grande espansione dei traffici. Il trasporto via acqua , continu ad essere il prediletto. La navigazione ha compiuto in tale periodo pi progresso che il trasporto terrestre , come la caravella , il fluyt olandese che divenne lo strumento della supremazia navale olandese per un secolo. Il Mediterraneo mantenne pi a lungo di quanto si potesse pensare la vitalit come crocevia degli scambia tra Africa e Europa , tra oriente e occidente. Unimportanza crescente vennero assumendo , tra XVI e XVII secolo , gli scambi tra Europa centro occidentale e orientale attraverso gli stretti che mettono in comunicazione il mare del Nord con il Baltico. Dai paesi affacciati sul Baltico si importavano cereali , legname , pece , pellicce , poi anche ferro svedese , vi si esportavano vino e altri prodotti voluttuari , pannilari e manufatti di goni specie. Tra gli articoli acquistati dagli occidentali nel Baltico avevano molta importanza le arringhe salate , ma verso la met del 500 gli olandesi perfezionarono il buizen , imbarcazione in cui si poteva sale e mettere in barile il pesce appena pescato. Gli olandesi si assicurarono cos un duraturo monopolio della produzione e della distribuzione europea del pesce salato. Il commercio con il Baltico e la pesce delle arringhe in alto mare furono i fondamentali su cui si costru la grande prosperit olandese del XVII secolo , allorch Amsterdam eredit la funzione che era stata di Anversa , di emporio internazionale e perno degli scambi fra aree europee diverse , di capitale della finanza e del credito , e anche centro industriale di primaria importanza. Accanto a questi scambi vennero acquistando sempre maggiore importanza i rapporti commerciali con il nuovo mondo. I coloni doltreoceano avevano bisogno di tutto e pagavano con oro e argento estratti dal suolo e dai fiumi , pi tardi con derrate molto richieste come zucchero , tabacco e legname. I paesi iberici cercarono invano di imporvi il monopolio. Carattere diverso ebbe linterscambio tra Europa e Asia , dominato nel XVI secolo dai portoghesi , scopritori della rotta che circumnavigava lAfrica. Limpero portoghese si basava sul possesso di scali e fattorie e su accordi con i potentati locali. Le spezie e gli altri prodotti dellOriente che prima raggiungevano lEuropa attraverso la mediazione genovese o veneziana presero la via di Lisbona. Nel corso del XVII secolo ai portoghesi subentrarono gli olandesi , che si impadronirono in particolare delle isole della Sonda e delle Molluche , dove organizzarono con metodi schiavistici anche la produzione della cannella , della noce moscata e dei chiodi di garofano. Ancora pi+ tarda fu la penetrazione commerciale e coloniale francese e soprattutto inglese che si diresse verso il subcontinente indiano. Protagoniste assolute dei traffici con loceano indiano furono le compagnie privilegiate costituite a partire dal tardo 500 in Inghilterra , nelle province unite e in Francia. Con questo nome si designano due tipi diversi di organizzazione commerciale. Il primo consiste in una corporazione di mercanti , che godono del monopolio di un certo traffico ma operano individualmente ,. Le compagnie delle Indie orientali costituite a Londra nel 1600 e ad Amsterdam nel 1602 , e pi tardi le compagnie francesi fondate da Colbert , erano invece societ per azioni , il cui capitale era diviso in quote possedute da mercanti e finanzieri che percepivano ogni anno i dividendi. Tratti distintivi dellet moderna furono da un lato la nascita di un economia mondiale imperniata sullEuropa , dallaltro lo spostamento dellasse dei traffici dal Mediterraneo allAtlantico e ai mari settentrionali. Rimase invece a lungo inalterato il dominio del capitale mercantile sulla produzione , rivelato anche dal fatto che i termini di commercio , commerce e trade erano comunemente usati anche per designare le attivit industriali. A livello teorico , tale supremazia si rifletteva nelle idee economiche che da Adam Smith in poi consuetudine raggruppare sotto letichetta di mercantilismo.

CETI E GRUPPI SOCIALILA STRATIFICAZIONE SOCIALE NELLEUROPA DANTICO REGIMEFino alla diffusione delle idee illuministiche , la visione della societ dominante in Europa era corporativa e gerarchica. I corpi di mestiere sono solo una delle numerose societates particolari di cui si componeva la societ generale; altre erano i collegi professionali , le confraternite , le congregazioni parrocchiali , i corpi militari , gli ordini ecclesiastici. A questi corpi e comunit si riferivano le libert , cio i privilegi e le immunit. Si attesta la lunga durata di pratiche sociali e schemi mentali risalenti al medioevo , tra questi uno dei pi radicati era quello che concepiva la societ divisa in : oratores ,il clero ; bellatores , la nobilt ; laboratores , coloro che lavoravano per tutti. Questa visione tripartitica appare salda ancora alla vigilia della rivoluzione francese. Il termine ceto il pi adatto a distinguere questi gruppi , a determinare il rango di un soggetto infatti , concorrevano la nascita , il ruolo ricoperto nella vita pubblica e il prestigio e i privilegi derivanti da esso. In tutti questi diversi ceti vi era una scala gerarchica ben definita. Charles Loyseau giustificava queste disuguaglianze con lidea di una gerarchia naturale tra tutte le creature voluta dalla provvidenza divina. E come nel creato vi sono diversi gradi di perfezione , cos nella societ umana vi sono diversi gradi di bont e di virt , collegati alle origini familiari e alla condizione sociale. Una delle componenti fondamentali delluniverso tragico shakespeariano sta nella minaccia di sovversione e ricaduta nel caos che linfrazione delle gerarchie naturali fa ricadere sullumanit. Espressione in tal senso il discorso di Ulisse nel Troilo e Cressidra. Anche ad un capo rivoluzionario come Cromwell veniva naturale identificare linteresse della nazione con la distinzione tra un lord , un gentiluomo e un coltivatore. Certo , proprio la storia inglese dimostra come la tesi di una disuguaglianza naturale tra gli uomini dovesse fare i conti con una tradizione legata allaffermazione della civilt comunale del 200 300 . Di essa si era fatto portavoce Dante , nel convivio , quando si era richiamato alla comune discendenza da Adamo per negare lesistenza di unaristocrazia di sangue. Questo motivo egualitario riaffior spesso nelle rivolte popolari della prima et moderna ; daltra parte lordine sociale appariva fortemente incrinato dai fenomeni di mobilit sociale caratteristici del XVI secolo. La stratificazione sociale dellEuropa preindustriale era la risultante della nascita pi o meno altolocata , della funzione ricoperta , del denaro ed era oggetto tanto di contestazioni quanto di consensi e apologie.

NOBILI E CIVILI Nobilt e clero erano i due ceti meglio riconoscibili e pi chiaramente definiti. Ciascuno dei due tuttavia , comprendeva al suo interno una vasta gamma di sottogruppi. Lorigine e la configurazione delle elites nobiliari europee presentano molte specificit locali chiaramente legate alla diversa incidenza di fattori quali la tradizione classica , con le distinzioni tra uomini liberi e schivi , le tracce pi o meno profonde lasciate dai legami feudali vassallistici , letica cavalleresca e limportanza attribuita alla professione delle armi. Dovunque , nobilt significa in primo luogo ricchezza , o almeno agiatezza ; basata fondamentalmente sulla propriet della terra alla quale si associano in misura variabile anche funzioni di giustizia e polizia e un potere esercitato sugli uomini allinterno della signoria. I proventi della terra sono spesso integrati da entrate di varia natura: estrazione di minerali , vetrerie , attivit di trasformazione dei prodotti dellagricoltura o dellallevamento , stipendi derivanti da attivit svolte per la chiesa o per il principe. La figura del nobile povero pi frequente dove la nobilt pi numerosa , in Polonia contava 8% della popolazione o in Spagna 5%. In Castiglia il tipo dellhidalgo privo di mezzi per quanto ossessionato dalla difesa dellonore e il mito della cavalleria raffigurato dal Don Chisciotte. Nel resto dEuropa la nobilt era intorno all1 %. La nobilt tuttavia , comprendeva diversi livelli di ricchezza e prestigio : in Castiglia si contano addirittura sette categorie , si andava dai grandi di Spagna , ai semplici Hidalgos e caballeros villanos. Alla collocazione prevalentemente rurale dei ceti nobiliari delle aree dove pi forte era limpronta feudale , si contrapponeva la spiccata fisionomia cittadina dei patriziati dellItalia e dei Paesi Bassi , della Germania occidentale. Tra 600 e 700 lEuropa dominata dalle monarchie ma tra queste bisogna distinguere tra quelle assolute come quella di Re sole e quelle cui lesercizio della sovranit dipendeva dal beneplacito della nobilt (Polonia ) , o da un accordo tra il Re e la classe dirigente come avvenne in Inghilterra dopo la grande rivoluzione del 1688 1689. Il rafforzamento degli apparati statali tra la fine del XV e gli inizi del XVII secolo , sommandosi alle ripercussioni sociali della crescita e della rivoluzione dei prezzi fu allorigine di una sorta di crisi dei ceti nobiliari , alle prese da un lato con la concorrenza sempre pi agguerrita di nuovi gruppi di origine mercantile e borghese , e dallaltro con controlli e limitazioni sempre pi severe al suo potere. La nobilt fini per convincersi di costituire un gruppo a parte , storicamente privilegiato , biologicamente superiore : lorigine storica del suo primato viene identificata dal conte di Boulainvilliers e altri nella discendenza diretta dai Franchi conquistatori dellantica Gallia . Come si diventava nobili? I patriziati dellItalia centro-settentrionale avevano elaborato un sistema di cooptazione basato sullantica residenza in citt , sulla ricchezza e sullastensione dai loschi lucri ( attivit mercantili) . In Francia , Inghilterra e Spagna si afferm il principio secondo cui era nobile chi era considerato tale dal sovrano. Ci avveniva o come sanzione di un processo di assimilazione verificatosi di fatto in seguito allacquisto di feudi , a matrimoni nobili , oppure come titolo per benemerenze vere o presunte in campo militare o civile , in realt spesso era motivato da una cospicua donazione alle casse regie. Questi nuovi nobili erano guardati con disprezzo e sarcasmo dai rappresentanti della pi antica nobilt , ma bastavano poche generazioni perch le distanze si riducessero nel senso di una comune adesione allethos aristocratico. Tra il 600 e il 700 le aristocrazie europee , non pi minacciate nel loro primato scoiale ed economico e ormai pronte ad integrarsi nelle strutture dello stato monarchico e ringiovanite con lingresso di nuovi membri vivono unet delloro offrendo alle altre classi lo spettacolo invidiato di uneleganza e di uno stile destinati a durare come modelli sociali ben oltre lancien regime. Il termine borghesia non pi idoneo per designare i ceti intermedi tra nobilt e plebe. Un dominatore comune di tali categorie sociali la connotazione urbana , il rifiuto del lavoro manuale , il possesso di risorse immobili e mobili ma anche listruzione e le conoscenze altolocate che lo garantivano dalla caduta nellindigenza cui erano invece esposti , in un mondo privo di ammortizzatori sociali , coloro che vivevano alla giornata. POVERI E MARGINALI Jean-Pierre Gutton distingueva tra i poveri strutturali , coloro che anche in tempi normali vivono del tutto o in parte di elemosine , e i poveri congiunturali cio coloro che ricavavano appena ci che era necessario per la sopravvivenza . Vi una trasformazione dellimmagine del povero tra il Medioevo , in cui rappresentava una controfigura di Cristo ed era investito da un aura sacrale e let moderna in cui appare sempre pi come una minaccia allordine costituito e alla salute pubblica. Tale evoluzione da ricondurre in parte al pi generale mutamento di valori e prospettive proprio dellet del Rinascimento e della riforma protestante. Al povero residente , tende a sostituirsi il vagabondo che vive di espedienti e non disdegna la frode o il furto. Nei confronti di questi indesiderabili gli Stati corrono ai ripari , prendono provvedimenti di sempre crescente severit che comprendono lespulsione dei poveri forestieri , il divieto dellaccattonaggio e lobbligo del lavoro per i poveri fisicamente abili. Lutopia della grande reclusione dei poveri continu anche nel 700 , combinandosi variamente con le varie tendenze filantropiche che portarono alla fondazione di grandi ricoveri come quello di Napoli , Roma e Genova mentre in Inghilterra si diffondevano le workhouse. Tuttavia le torme di poveri continuarono a caratterizzare il paesaggio dellantico regime. A ingrossare le schiere degli indigenti e degli accattoni erano in realt i processi di proletarizzazione che tra il XVI e il XVII secolo furono quasi costantemente allopera , in citt come nelle campagne. Lo sviluppo tra 700 e 800 del sistema di fabbrica dapprima in Inghilterra poi anche in Europa , da un lato trasform queste masse nella nuova classe operaia , dallaltro aliment la formazione di un nuovo proletariato straccione a causa dellincremento demografico accelerato e dei fenomeni di disoccupazione e di crisi che esso produsse.

LE FORME DI ORGANIZZAZIONE DEL POTERE STATO E STATO MODERNO , PROBLEMI DI DEFINIZIONELa novit nellEuropa tra XIII e XIX secolo dalla progressiva affermazione di un potere che si proclama superiore a tutti gli altri , il potere dello stato. Tale potere si incarna in un primo tempo in un individuo , il monarca o nelle repubbliche aristocratiche in una cerchia ristretta , ma si viene poi configurando come unentit a se stante , in un processo di spersonalizzazione che conosce una decisiva accelerazione con la Rivoluzione Francese. Fin dal XV XVI secolo esso si emancipa da ogni unautorit esterna , e al tempo stesso si impone allinterno come suprema istanza nei confronti degli individui che rientrano nella sua sfera di influenza. Queste sono le componenti essenziali della definizione di sovranit coniata da Bodin. Rifacendosi soprattutto a formulazioni di questo genere i giuristi tedeschi post hegeliani elaborarono unautorevole definizione dello stato che comprende: Un territorio come esclusivo ambito di dominio Un popolo come stabile unione di persone legate da un solido sentimento di appartenenza Un potere sovrano che allinterno detiene il monopolio della forza e allesterno significa indipendenza giuridica dalle altre istanze. La storiografia ha polemizzato contro una visione totalizzante dello stato e alle istituzioni statali ha contrapposto la persistenza di poteri diffusi nella societ , a livello di ambiti cortigiani , di ceti territoriali , di dritti signorili di reti clientelari , di fazioni e comunit locali , che di quelle sono in grado di contrastare o condizionare dallinterno il funzionamento. La presenza di limiti ci che nella tradizione europea contraddistingue la monarchia dai regimi dispotici , secondo unelaborazione che dai giuristi del 50 arriva fino a Montesquieu. Il potere sovrano , almeno allinizio dellet moderna non mira a sostituirsi alle preesistenti strutture autoritarie ma di sovrapporsi ad esse , di esercitarvi una tutela cos da utilizzarle come terminali della sua azione sulla societ riconoscendone in cambio diritti e privilegi. Standestaat o stato per ceti quella formazione politica in cui allautorit del principe si contrappongono assemblee composte per lo pi di tre camere rappresentanti clero , nobilt e citt. MA solo in Inghilterra e Svezia i parlamenti riuscirono a trasformarsi tra il 17 e il 19 secolo da istanze cetuali in vere rappresentazioni nazionali. Anche dove non esistevano parlamenti , come in gran parte dellItalia centro-settentrionale vi era un rapporto tra principe e sudditi mediato da corpi tra i quali un peso dominante hanno le citt come il Gran ducato i Toscana. A simili formazioni territoriali si addice la definizione di stati rinascimentali e dantico regime. Termini come monarchia assoluta e assolutismo sono accettabili come indicazioni di un programma che per deve scendere a patti nellattuazione con il rafforzamento dei privilegi territoriali ( francia di re sole). Alcuni passi in direzione dello stato moderno sono compiuti dai sovrani illuminati del 18 secolo , ma fu soltanto la Rivoluzione Francese a fare piazza pulita delle istituzioni dellantico regime e a sgombrare il campo per lerezione di un edificio politico interamente nuovo. Se in Inghilterra una nazionalizzazione elle masse in qualche misura realizzata nel 18 secolo , sul continente europeo saranno la rivoluzione francese e il movimento romantico a porre allordine del giorno la costruzione degli stati nazionali , come dimostrano Germani e Italia. DALLA MONARCHIA DI DIRITTO DIVINO ALLO STATO DI DIRITTORimase in auge fino al 18 secolo idea di un origine provvidenziale dellautorit istituita da Dio per mantenere lordine propagare la vera fede e reprimere i malvagi. A tale potere e allo sfruttamento dei propri fini di controllo sul clero miravano i monarchi quando si fregiavano del titolo di re cristianissimo ( i re di Francia ) , re cattolico ( i re di Francia ) , defensor fidei ( Enrico Tudor 8). Ancor pi stretta fu lassociazione della religione con la suprema autorit politica nella Russia ortodossa ,. La simbiosi tra autorit religiosa e potere secolare si trasform in una vera e propria subordinazione della chiesa allo stato nei principati tedeschi e nei regni scandinavi dove si afferm la dottrina luterana. Anche la dottrina di resistenza al potere tirannico dei monarcomachi calvinisti poggiava sul presupposto dellinseparabilit dei due poteri. La laicizzazione machiavelliana del potere non poteva trovare accoglienza favorevole in un europea trasformata in campovdi battaglia tra fedi contrapposte. Fu solo nel 17 secolo , in cui pure la teorizzazione del diritto divino dei re raggiunse il culmine con le opere di Bossuet , che i fondamenti religiosi dellautorit cominciarono a vacillare , ad opera soprattutto degli sviluppi della dottrina contrattualistica , poggiante a sua volta sul postulato dellesistenza di un diritto di natura universale , autorevolmente riaffermata da Ugo Grozio. Il passaggio dalloriginario stato di natura alla vita associata , deve essere avvenuto sulla base di un patto comune , e la stesso origine contrattuale deve avere la delega dei poteri a un monarca . I base a queste premesse era possibile sia giustificare lautorit assoluta del monarca ,sia postulare lesistenza di limiti e vincoli alla sua volont. Nella prima la voce pi influente u quella di Tomas Hobbes autore del Leviatano , in cui per uscire dalla precariet e il pericolo luomo deve alienare tutti i suoi diritti in favore del Leviatano in grado di costringere di costringere tutti allosservanza delle leggi da esso promulgate. Una simile sottomissione alla volont del sovrano era inconcepibile per Spinoza. Ma chi impresse alla teoria del contratto una svolta in senso liberale fu John Locke, per cui i diritti alla vita , alla libert e ala propriet privata sono anteriori al costituirsi della societ ; la loro tutela deve essere quindi lobbiettivo principale del contratto che i sudditi stipulano con il sovrano; il riconoscimento del potere legislativo ed esecutivo al monarca condizionato al rispetto di questi diritti. Nel 18 secolo la pi originale reinterpretazione del contratto sociale , in senso democratico la si deve a Rousseau . Ma pi larga influenza ebbero altre correnti , come la teorizzazione della monarchia temperata sul modello inglese ad opera di Montesquieu , e lesaltazione del dispotismo illuminato di Voltaire. Il crollo dellantico regime fu seguito da una serie di esperimenti politici che si rifacevano ai principi ormai acquisiti della sovranit popolare e della distinzione tra i poteri .Su queste basi poggeranno nel 19 secolo i fondamenti del moderno stato di diritto.

FUNZIONI E ARTICOLAZIONI DEL POTERE STATALEAi governi erano riconosciuti il diritto-dovere della difesa del territorio e quello del mantenimento dellordine e della pace al suo interno. Come esempio di questo monopolio della violenza regale vi l dura lotta ingaggiata da Richelieu contro i duelli aristocratici. Il luogo dove la potenza del re si manifesta di pi la corte . Una delle sue funzioni era raccogliere intorno al re la nobilt pi ricca e prestigiosa , separandola cos dai propri territori e garantendone la fedelt attraverso unoculata distribuzione di favori. La corte anche , nel 16 e 17 secolo , il centro di elaborazione di una raffinata cultura artistica e letteraria e delle norme che regolano i rapporti sociali , destinate a diffondersi per un meccanismo di imitazione in tutta la societ. Dovunque il re coadiuvato da un consiglio. Grande importanza hanno accanto ai consiglieri , i segretari del principe , figure dalle quali tra 50 e 700 hanno origine i moderni ministri. La giustizia era uno degli attributi centrali della sovranit . Nellet moderna il diritto del principe impone la propria supremazia su ogni altro ordinamento . la legislazione regia mantiene tuttavia fino al 18 secolo un carattere frammentario e lascia cos scoperte ampie aree di rapporti giuridici , in particolare di tipo familiare e privatistico. In questi settori suppliscono le consuetudini e gli statuti sociali . Sullo sfondo conservano tutto il proprio prestigio il diritto romano e , nei paesi rimasti fedeli a Roma , il diritto canonico ma forniscono insieme con la giurisprudenza accumulatasi nei secoli , la ratio iuris , la chiave per linterpretazione delle norme vigenti. La pluralit e la disorganicit delle fonti del diritto lasciano ampio spazio alla discrezionalit dei giudici. Non mancarono nel 17 e 18 secolo i tentativi di consolidamento. Ma solo lilluminismo giuridico maturo indic come esigenza primaria la redazione di un corpo di leggi organico e del tutto autonomo. Solo ala fine del 18 secolo apparvero in Austria e Prussia i primi codici cos concepiti , in attesa della codificazione napoleonica che costituir il modello per tutta lEuropa continentale dell800. La medesima complessit e tendenza verso laccentramento e luniformit tra 70 e 800 si riscontrano nei sistemi giudiziari dellEuropa centro-occidentale. La situazione di partenza vede una molteplicit di giurisdizioni , solo in parte riconducibili allo Stato. Il primato della giustizia statale si afferma sia con listituzione e il rafforzamento di forme di controllo su queste diverse istanze , sia con il ricorso allappello o allavocazione delle cause e con lestensione e la specializzazione della rete dei giudici regi. I grandi tribunali non solo controllano lapplicazione della legge , ma contribuiscono a crearla o reinterpretarla con le loro sentenze , e si arrogano anche una funzione politica come guardiani della costituzione. La semplificazione della selva di giurisdizioni particolari e la definizione di un modello di funzionamento della giustizia a tre istanze sar anche qui frutto delle riforme illuminate e poi soprattutto dellet rivoluzionaria e napoleonica. Lavvento degli eserciti permanenti , laumento esponenziale degli effettivi , laccresciuta importanza della fanteria e dellartiglieria , lo sviluppo in senso orizzontale delle fortificazioni determinarono nella prima et moderna un volume di spese fuori ogni proporzione delle entrate patrimoniali e furono quindi allorigine della fiscalit permanente. Anche la guerra tende allefficienza e alla specializzazione . Gli eserciti del 700 non sono pi bande di straccioni dedite al saccheggio. Gli stati perseguono lo spostamento degli equilibri politici piuttosto che lannientamento del nemico. Il tempo della guerra totale e delle nazioni in armi verr inaugurato soltanto dalla rivoluzione francese. La crescita dellapparato fiscale-militare comport a sua volta il reclutamento di una burocrazia regia ormai be distinta dal personale di corte. Si estende quella degli uffici amministrativi e finanziari che alla fine si sostituisce alle forme tradizionali di autogoverno locale. Figura emblematica della nuova burocrazia il commissario , un funzionario nominato dal re e non legato da un rapporto patrimoniale con la carica che ricopre. Piuttosto che per lefficienza o per larticolazione dei sui poteri nel territorio , lo stato liberale del800 si distingue dal predecessore per gli aspetti portati dalla grande rivoluzione , per la garanzia delle libert individuali e per la , sia pur limitata , possibilit di partecipazione dei cittadini alla determinazione degli indirizzi di governo. RELIGIONE MENTALITA CULTURARELIGIONE MAGIAUn elemento comune tra le popolazioni europee alla fine dellet preindustriale la centralit del sacro nelle loro esistenze. Sia il tempo sia lo spazio erano profondamente impregnati di valori cristiani. Il panorama delle citt e delle campagne era caratterizzato dallonnipresenza degli edifici religiosi e delle immagini sacre. Tutta lEuropa era costellata di santuari di cui i pi celebri erano meta di pellegrinaggi , cos come lo era Roma soprattutto in occasione dei giubilei il primo dei quali fu indotto da Bonifacio VIII nel 1300. La preoccupazione per il destino ultraterreno delle anime attestata dalla rapida diffusione della credenza nel purgatorio e dallenorme fortuna delle indulgenze. Ma lossessione della morte era acuit altres dalla fragilit dellesistenza , dallincapacit della ragione a spiegare la maggior parte degli eventi. La madonna e i santi erano visti come potenti intercessori , in grado di ottenere ai loro fedeli grazie straordinarie e operare guarigioni e altri miracoli. Il confine tra religione e magia era assai labile perla masse dei credenti. I santi venivano invocati per proteggere i fedeli da ogni specie di mali e pericoli in base ad una vera e propria specializzazione che consigliava ad esempio di rivolgersi a San Rocco contro la peste o a SantAntonio per la protezione degli animali. Poteri magici erano spesso attribuiti al parroco , alle reliquie , e agli oggetti utilizzati per il culto. Ed era diffusissima la credenza che altri individui detenessero facolt sovrannaturali . Fin dal basso medioevo le attivit di questi individui erano state messe in rapporto con la presenza del Maligno nel mondo. La contiguit tra religione e magia , il carattere superstizioso di molte credenze e pratiche devozionali divennero nel 16 secolo uno dei motivi centrali della polemica protestante contro la chiesa di Roma. Tra i bersagli delle autorit protestanti e cattoliche rientrarono le festivit profane , il carnevale le danze , gli antichi culti agrari e altri aspetti del patrimonio folkrorico che si fece ogni sforzo per estirpare o assimilare ad una visione del mondo cristiana. La caccia alle streghe raggiunse il parossismo tra il 1580 e il 1660 , in coincidenza con il prevalere in Europa di un clima di paura , sospetto e intolleranza che si espresse anche nella persecuzione degli ebrei e nellossessione degli untori , individui accusati di spargere la peste con ungenti malefici ; essa impervers specialmente in quelle zone in cui pi intensi erano stati i contrasto religiosi , come le zone di confine tra Francia , Svizzera , Germania , Polonia e Scozia. Molto meno severa fu la repressione in Italia e Spagna dove totale era il predominio della religione cattolica dopo la met del 500. Solo gradatamente a partire dalla seconda met del 17 secolo , i ceti colti smisero di credere alla stregoneria e alla magia .

CULTURA ORALE E CULTURA SCRITTA Lopera di disciplinamento sociale prosegu nel 17 e nel 18 secolo e non fu meno efficace di quella di cui fu protagonista il potere politico. Ne risultarono una pi completa cristianizzazione delle masse popolari , ma anche una rarefazione dei comportamenti violenti e amorali accompagnata da una crescita dellalfabetizzazione. Solo a partire dallet dei Lumi , con la nascita dei primi sistemi di istruzione elementare , lo Stato cominci a subentrare alla chiesa , alla famiglia e alla bottega come principale fattore di alfabetizzazione. E necessario distinguere tra la capacit di leggere e la capacit di scrivere : la prima era certamente pi diffusa della seconda , e anche tra gli scriventi ben diversa era la situazione di chi maneggiava la penna quotidianamente da quella di chi alloccasione riusciva a tracciare faticosamente la propria firma. Notevoli passi avanti furono compiuti tra il 17 e il 18 secolo , grazie anche al contributo delle chiese. In Svezia e in parte della Germania alla fine del 700 sapevano leggere quasi tutti , mentre in Inghilterra il 60% dei maschi sapeva apporre la propria firma. Molto meno diffusa era lalfabetizzazione in Italia , dove ancora allatto dellunificazione ( 1861) almeno il 70% delle persone non sapeva ne leggere ne scrivere. La cultura popolare rimase dunque per tutto lantico regime una cultura prevalentemente orale difficile da studiare. Il silenzio delle fonti rotto di quando in quando da qualche popolano che riuscito a padroneggiare la scrittura , come lautobiografia di Jacques Menetra , un vetrai parigino vissuto nel tardo 700. Oppure possiamo sentire le voci dei poveri attraverso i verbali dei processi . In realt religione e folclore non esauriscono la complessit di un mondo popolare che aveva nellosteria un polo dattrazione contrapposto alla chiesa parrocchiale , che si esprimeva nella rivolta e nella protesta e non solo nellobbedienza passiva , nelle pulsioni egualitarie non meno che negli atti di deferenza verso i superiori. Per quanto riguarda la cultura scritta , la novit di gran lunga pi importante agli inizi dellet moderna fu linvenzione della stampa. Fin dal 14 secolo era nota in Europa la tecnica della xilografia di origine cinese. Verso la met del 15 secolo Gutenberg ebbe lidea di utilizzare per la stampa lettere e caratteri singoli ottenuti mediante il versamento di piombo fuso in matrici di metallo con il disegno della lettera inciso. Una delle rime opere fu la Bibbia. Dalla Renania lopera si diffuse rapidamente in Europa grazie alla semplicit e allesiguo costo delle attrezzature. Nel 1450 in Europa esistevano 30000 codici , nel 1500 erano gi stati messi in circolazione circa venti milioni di libri a stampa. I primi volumi , detti incunaboli ,si modellavano sul modello dei manoscritti , ma ben presto si arriv alla forma attuale del libro. Lo strumento venne sfruttato dalle autorit civili e religiose per diffondere leggi , proclami e informazioni di vario genere e posta al servizio dellinsegnamento universitario. La stampa fu un potente strumento di divulgazione per Lutero e i riformatori oltre che per i movimenti rivoluzionari inglesi e francesi tra il 600 e il 700 . La chiesa dal 1559 pubblic le liste della opere proibite ma ne quella religiosa ne quella statale bloccarono la fiumana satirica. Con il grande aumento corrispondente con let dei lumi corrispose una diversificazione del prodotto ; la seconda met del 600 e del 700 videro lo sviluppo dei periodici.

PRODUZIONE E TRASMISSIONE DEL SAPERELe universit continuarono ad espandersi nella prima et moderna , soprattutto la dove in precedenza la loro presenza era stata pi marginale , in Spagna e Germania. La crescita degli studenti sembra per essersi arrestata dopo i primi decenni del 17 secolo , in coincidenza con la crisi economica e demografica. Le universit si ridussero per lo pi alla funzione di cittadelle di un sapere tradizionale , finalizzato alla formazione professionale di teologi, uomini di legge e medici. Un notevole risveglio si manifest solo nel 18 secolo in alcuni nuovi atenei o in alcuni riformati come Halle , Edimburgo , Leida e Pavia. Nei paesi cattolici le famiglie aristocratiche e benestanti preferivano affidare la formazione dei loro figli ai collegi religiosi dove la loro condotta era pi sorvegliata e dove accanto ad unistruzione impregnata sullo studio del latino essi potevano apprendere le lingue straniere e le scienze cavalleresche. Un equivalente erano nei paesi protestanti le Ritterkademiem ( accademie per cavalieri) tedesche e le public school inglesi. Linsegnamento elementare era impartito , ai rampolli di famiglie facoltose nellambito delle mura domestiche da precettori. La scolarizzazione delle classe inferiori dovette attendere le prime iniziative dei despoti illuminati in prussia , Austria e Paesi Scandinavi , della seconda met del 700. Un fattore decisivo era la convinzione delle famiglie che un istruzione elementare fosse utile per il futuro della prole. Tale domanda era maggiore nelle citt. Lalta cultura in genere e in particolare la ricerca scientifica avevano nel 18 secolo le loro roccaforti , nelle accademie , che da cenacoli di poeti e letterati , quali erano state in prevalenza nellItalia rinascimentale e barocca , si trasformarono in societ desiderose di rendersi utili al progresso scientifico ed economico. Nella monarchia austriaca e in Italia si diffusero le accademie agrarie. Altrove un importante funzione fu svolta dalle le istituzioni fondate o protette dalle monarchie come le accademie di Richelieu e Luigi XIV o le analogie presenti a Brino e Stoccolma. Questi corpi contribuirono a rafforzare una repubblica europea delle lettere che aveva nelle accademie provinciali , nei gabinetti di letteratura alcune delle principali forme di circolazione delle idee e delle esperienze.

MONARCHIE ED IMPERI TRA XV E XVI SECOLO I REGNI DI FRANCIA , SPAGNA INGHILTERRA E LIMPERO GERMANICOSotto Carlo 8 e i suoi successori Luigi XII e Francesco I continu nella monarchia francese laccentramento l accentramento del potere nelle mani del re e dei collaboratori da lui scelti iniziata con Luigi XI. Si rafforz lamministrazione finanziaria , imperniata sullesazione della taglia ( imposta sui redditi) e sulla suddivisione del paese in circoscrizioni fiscali dette generalites nel 1542 ; crebbe lautorit del consiglio del re , si affermano in ambito giudiziario lazione del Gran Consiglio e quella dei parlamenti , tribunali dappello eretti a Parigi e nei principali centri provinciali formati da giuristi borghesi. Questi magistrati e funzionari regi vennero reclutati in maniera crescente attraverso il meccanismo della vendita delle cariche pubbliche , che venne riconosciuto ufficialmente nel 1522 , i vertici di questo ceto formarono una nobilt di toga rivale della pi antica nobilt di spada. Nei confronti del papato furono fatti valere i privilegi della chiesa gallicana gi sanciti dalla Pragmatica sanzione del 1438. Nel 1516 Francesco I stipul con papa Leone X un concordato a Bologna : veniva lasciata cadere laffermazione della superiorit del concilio sul pontefice, ma in cambio il re di Francia si vedeva riconoscere il diritto di nomina a tuti i vescovati , abazie e priorati nel proprio territorio. Intorno al 500 in Francia i grandi feudatari mantenevano un consistente potere locale , accresciuto in alcuni casi dal titolo di governatori conferito loro dal re. Le province di recente annessione ( Linguadoca , Provenza , Borgogna , Bretagna) avevano le loro assemblee di stati che contrattavano direttamente con la corona lammontare delle imposte e ne curavano la ripartizione. La legislazione regia regolava solo alcune materie , mentre per il resto vigeva un diritto consuetudinario diverso da luogo a luogo o ci si appellava , soprattutto nel sud al diritto romano. In Spagna il matrimonio di Isabella di Castiglia con Ferdinando dAragona prepar il regno congiunto dei due sovrani che ebbe inizio nel 1479 dopo un periodo di difficolt e guerre civili. Fu soprattutto la Castiglia a essere oggetto delle cure dei sovrani. Lanarchia feudale e il banditismo vennero repressi con la riorganizzazione della Santa Fratellanza , una confederazione di citt che svolgeva compiti di polizia. Lamministrazione delle citt venne posta sotto tutela con la nomina di funzionari regi detti corregidores. Le cortes furono convocate di rado e indotte senza troppa fatica ad approvare le richieste finanziarie della corona. La sottomissione della nobilt fu agevolata dalla politica di concessioni e favori di Ferdinando I. Le tre province componenti il regno dAragona , mantennero inalterati i propri privilegi e le proprie autonomie. Venne istituito un vicer un nel 1494 un consiglio dAragona. Gli elementi in comuni erano la tradizione della Reconquista , della guerra contro i mori e lintransigente difesa religiosa. Linquisizione spagnola creata nel 1478 e sottoposta allautorit regia era lunico organo la cui giurisdizione si estendeva alla Castiglia e allAragona. La tradizione di militanza religiosa spagnola fu confermata nel 1492 con la conquista del Regno di Granada e con lespulsione degli ebrei. Alla morte di Isabella nel 1504 il trono doveva andate alla figlia dei re cattolici . Giovanna , che aveva sposato Filippo dasburgo . Ma la morte di questultimo nel 1506 e la pazzia di Giovanna permisero a Ferdinando di riprendere in mano le redini del potere che tenne fino ala morte. Oltre alle conquiste italiane egli annett il Regno pirenaico di Navarra nel 1512 che estendeva il dominio spagnolo ai suoi confini naturali. In Inghilterra Enrico Tudor VII , uscito vincitore dalla guerra delle due rose tra le case di Lancaster e York terminata nel 1485 , consolid gradualmente il suo potere stroncando varie congiure nobiliari , amministrando oculatamente le finanze e rafforzando gli organi centrali del governo regio : il Consiglio della corona , i consigli del Nord e del Galle , e il tribunale della camera stellata che si occupava della common law. Localmente furono rafforzate le funzioni dei giudici di pace nominati al re , non retribuiti e tratti dalla nobilt provinciale. Il parlamento fu convocato sempre pi raramente , tale indirizzo assolutistico fu proseguito dal successore Enrico VIII , che nel primo ventennio deleg lamministrazione interna al cardinale Wolsey e si dedic alle guerre continentali dalle quali non trasse alcun vantaggio. Il distacco da Roma e latto di supremazia del 1534 coincideranno con un rafforzamento delle strutture di governo ma anche della riaffermazione del parlamento come portavoce del popolo. Alla morte di Federico II dAsburgo nel 1493 lImpero Germanico rimaneva un coacervo ingovernabile di stati territoriali , principati ecclesiastici , libere citt , feudi immediati , di popoli e lingue diverse. Il sovrano inoltre reggeva a titolo ereditario gli stati della casa dAsburgo mentre doveva la dignit imperiale alla designazione della Dieta composta dai sette grandi elettori. A questo nucleo ristretto i contrapponeva la Dieta allargata a tutti gli ordini dellimpero. Il regno di Massimiliano I si apr con a ace di Senlis con la Francia nel 1493 che riconosceva agli Asburgo il possesso dei Paesi Bassi , dellArtois e della Franca Contea. Il tentativo compiuto dalla Dieta di Worms del 1495 di dare compattezza allimpero germanico e estrarne regolari risorse finanziarie ebbe un successo limitato: la creazione di un tribunale imperiale e di un consiglio composto di 17 membri ( Reichsrat ) , il versamento allimperatore di un soldo comune sarebbe stato subordinato allapprovazione della Dieta. In realt cess ben presto di essere pagato. Un centro accentramento fu conseguito solo negli stati ereditati dagli Asburgo . La volont di Massimiliano di opporsi alle velleit italiane dei re di Francia rimase velleitaria e il tentativo di ridurre allobbedienza i cantoni elvetici naufrag nel 1499 con la disfatta di Dornach , presso Basilea che segn linizio dellindipendenza svizzera.

LA RIMA FASE DELLE GUERRE DITALIA (1494-1516) In Italia lequilibrio sancito dalla pace di Lodi del 1454 dur fino allultimo decennio del secolo. Nel 1492 morirono papa Innocenzo VIII e Lorenzo De Medici , lago della bilancia italiana. La stabilit della penisola era inoltre minacciata dalle mire espansionistiche di Venezia e dalle ambizioni del signore di Milano Ludovico Sforza detto il moro. Egli non tennero conto della loro debolezza interna e sottovalutarono le dimensioni delle monarchie d Francia e Spagna. Il redi Francia Carlo VIII intendeva far valere sul Regno di Napoli i diritti che gli derivavano dalla discendenza angioina , firm la pace di Senlis nel 1493 con limpero e cedette alla spagna alcune zone di confine. Aiuti gli vennero da Milano e Venezia desiderose di vedere umiliato Ferrante dAragona re di Napoli. Nellagosto del 1494 Carlo pass le alpi con un forte esercito e nel febbraio del 1495 quasi senza incontrare resistenza entr a Napoli accolto come un liberatore dai nobili. A fine marzo venne stipulata una lega tra Venezia , Milano Firenze , lo stato pontificio , la Spagna e limpero. Nel maggio del 1495 Carlo VIII lasciati a Napoli alcuni presidi prese la via del ritorno , lesercito della lega cerc invano di chiudergli il passo in uno scontro che si volse presso Fornovo . Intanto Ferdinando II dAragona nipote di Ferrante riusciva a ricuperare il regno con spagnoli e veneziani. I contraccolpi dellimpresa furono sensibili in Toscana dove linetto Piero de Medici veniva cacciato dai fiorentini sdegnati per la condiscendenza alle richieste di Carlo VIII , inoltre Pisa e altre citt suddite si rifiut di tornare sotto il dominio fiorentino. A Firenze la lotta politica tra le fazioni minacciava di degenerare in una guerra civile . In questa situazione grande successo ebbe la predicazione del frate Gerolamo Savonarola che si scagliava contro la corruzione della chiesa e invocava una riforma morale e costituzionale. I seguaci detti piagnoni imposero ladozione di un sistema di governo popolare , il cui perno fu listituzione di consiglio grande composto di 3000 cittadini. Ma lostilit del papa e lopposizione delle famiglie nobiliari portarono ala fine di questa esperienza. Nel 1498 Savonarola vene processato e giustiziato e laristocrazia riprese il suo potere. Venezia nel frattempo , dopo aver sobillato la rivolta di Pisa e occupato alcuni porti nelle Puglie nel 1498 firm con la Francia di Luigi XII un trattato dallalleanza che le garantiva Cremona e la Ghiara dAdda in cambio del suo appoggio alla conquista dello stato di Milano. La spedizione del 499 si concluse rapidamente con la conquista dello stato di Milano. Ludovico il moro , dopo un vano tentativo di riconquista fu portato prigioniero n Francia. La Spagna vinse il conflitto per il controllo di Napoli nel 1503 che rimase lunica padrona del mezzogiorno della Sicilia e della Sardegna. Cesare Borgia , figlio del papa Alessandro VI , con lappoggio del padre e del re di Francia si ritagli un dominio personale nella Romagna e nelle Marche , ma la morte del papa fece naufragare limpresa. Papa Giulio II organizz nuove spedizioni contro Perugia , e Bologna e intim a Venezia di ritirarsi da Rimini e Faenza dove si era insediata dopo la caduta di Cesare Borgia. Innanzai al rifiuto a Cambrais nel 1508 costitu un alleanza con limperatore Massimiliano , Francia e Spagna. Nel maggio del 1509 0esercito veneziano fu duramente sconfitto a Agnadello , presso Crema e nonostante i francesi si fermarono sul Mincio le aristocrazie venete gli aprirono la strada verso lentroterra . ben presto , alimentato dalla diplomazia veneziana , sorse il disaccordo tra gli alleati , il papa soddisfatto delle conquiste temporali e spirituali tolse la scomunica e nel 1511 promosse una lega santa contro la Francia , di cui temeva la potenza attirando la Spagna Inghilterra e la svizzera . Tornarono cos nel 1512 i De Medici a Firenze , venne occupato lo stato di Milano e la Francia allora si riappacific con Venezia per cacciare gli svizzeri. Negli anni successivi , grazie anche allaiuto dei contadini veneti vessati dagli invasori , vennero riconquistate le citt venete in mano allimperatore. Ma la sconfitta di Agnadello segn linizio d una politica conservatrice per la Serenissima. Nel 1515 sal sul trono appena ventenne il nuovo re di Francia Francesco I che nel 1515 pass le alpi con 10000 cavalieri e 30000 fanti , il 13-14 settembre davanti a Melegnano si svolse lo scontro con i fanti svizzeri che occupavano Milano , il buon uso dellartiglieria e il tempestivo aiuto dei veneziani consentirono a Francesco I di trionfare e concedere agli svizzeri solo il Canton Ticino. La pace di Noyon del 1516 tra Franci e Spagna concedeva agli spagnoli il Regno di Napoli . a Francesco il ducato di Milano, ma laccoro avr vita breve.

CARLO V : IL SOGNO DI UNA MONARCHIA UNIVERSALENel 1516 alla morte di Ferdinando il cattolico , il nipote Carlo dAsburgo , figlio di Giovanna la pazza e Filippo dAsburgo eredit il trono. Il 27 Giugno 1519 alla morte dellimperatore Massimiliano I , Carlo I venne eletto imperatore grazie allostilit degli elettori tedeschi verso la corona di Francia e alloro prestato dai banchieri per comprare i voti. Dagli influssi provenienti dalla zia Margherita e dal suo predecessore futuro papa Adriano VI, aveva ereditato una profonda erasmiana religione e la cultura aristocratica e cavalleresca franco-borgogna; a completare il quadro si aggiunse il dovere percepito di guida della cristianit. Nel soggiorno spagnolo (1517-1520), Carlo aveva scontentato la nobilt locale distribuendo molte cariche a gentiluomini del suo seguito e aveva imposte nuove tasse alla citt di Castiglia per pagare lincoronazione imperiale. Dopo la sua partenza si form una coalizione di citt che rivendicavano le proprie autonomie e diedero inizio alla rivolta dei comuneros; ben presto la rivolta assunse un carattere popolare e antifeudale estendendosi nelle campagne. Il timore di un sovvertimento delle gerarchie sociali spiega la defezione dellaristocrazia che sconfisse a Villalar nel 1521 i comuneros. Carlo V impar a rispettare maggiormente i sudditi spagnoli tra cui soggiorn per 16 anni su 40 del suo regno, spagnoli furono in misura crescente i suoi consiglieri e capitani e il matrimonio con linfanta del portogallo Isabella, ben si inquadrava nella tradizione politica dinastica dei re di Spagna. I castigliani portarono il maggior peso finanziario delle guerre di Carlo, ma ne trassero i maggiori benefici in termini non solo di impieghi civili e militari ma di gloria e onore, sia dai possedimenti europei sia dal nuovo mondo.

ASBURGO CONTRO VALOIS: LA RIPRESA DELLA GUERRA IN ITALIADal 1520 lattenzione di Carlo V fu assorbita dallItalia. La Francia, doveva cercare di rompere laccerchiamento dei domini asburgici mentre limpero mirava a conquistare il milanese e la borgogna situati entro i confini imperiali. Milano venne evacuata dai francesi fin dal 1521, le cose peggiorarono con lelezione pontificia di Adriano VI (ex precettore di Carlo V) e col passaggio al campo imperiale di Inghilterra e Repubblica di Venezia. Nel 1524 Francesco I, forte di 30mila uomini, rientra a Milano e assedia Pavia; ma sopraggiunti i rinforzi dalla Germania, gli imperiali sconfiggono i francesi il catturando Francesco I che, per ottenere la libert, dovette firmare nel 1526 il Trattato di Madrid con cui rinunciava per sempre al milanese e alla borgogna. Tuttavia nel maggio del 1526 a Cognac venne stipulata una lega difensiva tra Francia, Papa Clemente VII , Firenze e la Repubblica di Venezia; intanto i turchi, alleati francesi, avanzavano in Ungheria. I francesi tardarono a intervenire in Italia cos nel 1527 12mila lanzichenecchi al servizio di Carlo V discesero la penisola arrivando sotto le mura di Roma dove, rimasti senza capi, i federi luterani, sottoposero la citt ad un orribile saccheggio. I fiorentini ne approfittarono per sollevarsi contro i Medici e ristabilire un governo repubblicano. Lanno seguente un esercito francese mosse contro Napoli occupando Genova, dove larmatore Andrea Doria improvvisamente trad i francesi, pass allimpero e impose ai suoi concittadini una riforma costituzionale in senso oligarchico. I francesi, senza appoggio navale e decimati da una pestilenza, si ritiravano nel mezzogiorno. Nel 1529 Carlo V firm con il papa la pace di Barcellona e a Cambrai si riconcili con Francesco I che rinunciava ai domini italiani ma conservava la Borgogna. A Milano fu insediato Francesco II Sforza con il patto che alla sua morte il ducato sarebbe tornato nei domini imperiali; Carlo venne incoronato imperatore in San Petronio (ultima volta in Italia). In cambio il Papa ebbe lappoggio per piegare la resistenza cittadina e riportare nel 1530 i Medici a Firenze. Mentre limperatore era impegnato contro i turchi nel Mediterraneo e contro i protestanti in Germania, Francesco I riaccese la guerra in Italia e nei Paesi Bassi ma in entrambi i casi permase la situazione precedente.

LESPANSIONE DELLA POTENZA OTTOMANALimpero ottomano prese il nome dalla dinastia turca degli Ottomani fondata nel 14secolo da Osman I, un emiro di uno staterello islamico dellAnatolia. Il territorio si ampli a dismisura sotto i suoi successori finch nel 1453 Costantinopoli cadde nelle mani di Maometto II che la ribattezz Istanbul, capitale ottomana. Lespansione a Oriente venne contrastata fin da 16secolo dalla ricostruzione dellimpero persiano a opera della dinastia Safawide di fede sciita. Shah Ismail subentrato a soli 14 anni nella guida della setta safawide, estese il suo dominio assumendo il titolo di Re dei re dellIran. Preoccupato, Selim I fece massacrare migliaia di sciiti e mosse contro Ismail sconfitto a Cialdiran nel 1514. Assicuratosi le spalle a Oriente, Selim I si volse al Mediterraneo conquistando, tra 1516/17, Siria e Egitto controllando, quindi, Medina e La Mecca, i porti siriani e egiziani colmi di spezie e sete orientali. Lavanzata dei turchi nel Balcani riprese nel 1526 quando un potente esercito agi ordini di Solimano il Magnifico risal il Danubio penetrando in terre ungheresi. Il re di Ungheria e Boemia, Luigi II Jagellone fu ucciso a Mohacs e Solimano fece dellUngheria uno stato vassallo sotto la sovranit del principe di Transivania Giovanni Szapolyai. Ma la successione era rivendicata dallarciduca Ferdinando, cognato del defunto Luigi II. I Turchi giunsero, cos, sotto le mura di Vienna ma, vista la grande distanza dalle basi ottomane, Solimano concluse la pace con Ferdinando cui era riconosciuto il possesso di unampia striscia di territorio ungherese a Nord Ovest mentre sul trono veniva riconfermato Giovani Szapolyai. Non meno grave appariva la minaccia ottomana nel Mediterraneo, teatro delle audace scorrerie dei pirati barbareschi e in particolare di Barbarossa signore di Algeri. Quando anche Tunisi, nel 1534, cadde nelle mani di questultimo, Carlo V guid una spedizione che port alla sua riconquista. Gi negli anni successivi, nel Mediterraneo vi fu la ripresa degli ottomani che nel 1538 sconfissero a Preveda le flotte di Spagna e Venezia. Solimano il Magnifico estese ancora i propri domini fino allo Yemen, il suo impero contava, intorno al 1530, oltre 30milioni di abitanti. Una caratteristica della civilt islamica era la pacifica convivenza di razze e religioni diverse. Fondamentale fu anzi il contributo dei sudditi cristiani al rafforzamento del regime attraverso la leva forzata (devshirme) di bambini educati nella fede musulmana e addestrati per il servizio di corte o per formare il corpo dei giannizzeri. Accanto ai giannizzeri e a una progredita artiglieria vi erano i sipahi, cavalieri che in cambio del servizio militare ricevevano terre non ereditarie (timar). Nellimpero ottomano tutta la terra era di propriet del sovrano che esercitava unautorit assoluta e dispotica sugli uomini e sulle cose. Anche i membri del divan (consiglio) presediuto dal gran visir erano spesso schiavi o liberti. Gli aspetti dispotici del sistema di governo ottomano non incidevano per sulla vita della massa dei sudditi, per certi aspetti migliore di quella europea: Non esisteva la servit della gleba Il prelievo operato sui contadini dai timarioti e dallo stato non era gravoso I giudici che applicavano la legge islamica amministravano una giustizia pronta ed imparziale La protezione dello stato era assicurata ai mercanti e agli artigiani riuniti in corporazioni

GUERRE E ESERCITI TRA MEDIOEVO ED ET MODERNAIl declino della cavalleria pesante era iniziato sui campi della guerra dei Centanni dove gli arcieri inglesi avevano fatto strage dei cavalieri francesi. I fanti svizzeri, ad esempio, parte rilevante dellesercito di Carlo VIII, furono in grado di conquistare nel 1512 da soli il Ducato di Milano. Essi si schieravano in un quadrato di 6mila uomini protetto ai lati da soldati armati di picche lunghe anche 5/6 metri impugnate orizzontalmente sopra la testa creando un istrice dacciaio che neutralizzava le cariche dellartiglieria. Ma erano vulnerabili al fuoco dei cannoni e degli archibugi e inservibili per lattacco alle fortezze. Il generale spagnolo Consalvo De Cordova, negli scontri con i francesi per il dominio di Napoli, mise a punto uno schieramento pi flessibile creando unit di 3mila uomini, dette tercios, composte da picchieri e archibugieri, il cui fuoco nutrito preparava lattacco allarma bianca, queste formazioni avrebbero dominato le guerre europee fino alla battaglia di Rochroi del 1643. La cavalleria conserv la sua importanza come arma ausiliaria ma armature di ferro e lancia vennero sostituite con armamenti pi leggeri comprendenti sciabole e pistole. Il guerriero medioevale era espressione di un ordine sociale che riservava la professione bellica ad una classe di milites in grado di trarre dei propri possedimenti feudali risorse e uomini necessari; ed era legato a un ethos aristocratico e cavalleresco che riteneva vile colpire da lontano un nemico. Lascesa della fanteria e dellartiglieria ad armi manifestava invece la nuova potenza finanziaria accentrata dello stato rinascimentale e relegava un ruolo accessorio lapporto della nobilt anche per la difesa che, vista la potenza e la gittata dei cannoni, richiedeva lo sviluppo di fortificazioni in senso orizzontale che richiedevano mezzi e tecniche ormai alla portata solo dei principi territoriali. Anche nelle truppe mercenarie, albergavano uno spirito di corpo e un orgoglio professionale. Nei tercios spagnoli, poi, erano assai numerosi gli hidalgos che si arruolavano non solo per denaro ma perch ritenevano la professione delle armi lunica onorevole e per un senso di fedelt alla monarchia e allortodossia religiosa; anche i soldati di estrazione popolare tendevano a far propri questi sentimenti ereditati dalla tradizione della guerra contro i mori. In tale disposizione danimo, oltre che nelle qualit del soldato spagnolo: sobriet, disciplina, tolleranza delle fatiche, va cercata la chiave di una supremazia militare dimostrata per oltre un secolo sui campi dEuropa.

I NUOVI ORIZZONTI GEOGRAFICILE CONOSCENZE GEOGRAFICHE ALLA FINE DEL MEDIOEVO: LAFRICA NERAAlla fine del Medioevo i rapporti degli europei con gli altri continenti erano limitati agli scambi economici e culturali tra le sponde del Mediterraneo. I viaggi verso il favoloso Oriente, frequenti tra il 13 e 14 secolo, si erano fatti radi dopo lavvento della dinastia Ming in Cina (1368) e con lespansione della potenza ottomana nel Mediterraneo e nei Balcani. Si era imposta grazie allautorit di Tolomeo, la concezione sferica della Terra; ma il continente africano era creduto molto pi corto e la sua costa occidentale era raffigurata come una linea obliqua tendente verso sud est. Proprio questi errori incoraggiarono le esplorazioni dei portoghesi e di Colombo. Un effetto analogo ebbero le fantasie circa le ricchezze delle Indie o lesistenza in un luogo imprecisato del regno cristiano del mitico prete Gianni con il quale si sarebbe potuto stabilire unalleanza in funzione antimusulmana. La popolazione dellAfrica nera, in lenta ma costante crescita, si aggirava alla fine del 15secolo sui 50milioni molto irregolarmente distribuiti; assai vario era anche lo sviluppo economico che alternava allevamento e agricoltura alla produzione di tessuti ceramiche e utensili. La penetrazione araba aveva portato lespansione dei traffici alla quale appare legata la fioritura tra il 14 e 16 secolo di formazioni statali complesse situate tra il Sahara e la foresta equatoriale quali il Mali, il Kanem-Borno, il Songhai e limpero etiopico; questi regni, sovrapposti allorganizzazione sociale per clan e trib, erano in grado di riscuotere tributi e mobilitare grossi eserciti. Timbuct contava 100mila abitanti e stupiva i visitatori per la ricchezza e la raffinatezza della sua vita culturale. Un eccezionale sviluppo dellartigianato e delle arti figurative caratterizzava il regno del Benin, al margine della foresta equatoriale. Pi a sud grande importanza avevano il Regno del Congo, dello Zimbabwe e del Monomotapa.

LE CIVILTA PRECOLOMBIANE IN AMERICANel continente americano le civilt pi evolute si svilupparono, nel millennio precedente allarrivo degli spagnoli, negli altipiani dellAmerica Centrale e lungo le Ande dove era praticata unagricoltura sedentaria basata sul mais, sui tuberi e su altre piante nutritive quali pomodori, fagioli, peperoni e cacao; minore importanza aveva lallevamento. Bench fosse sconosciuto luso del ferro e della ruota, varie erano le attivit artigianali: vasellami e utensili doro argento e rame, stoffe di cotone tinte e ceramica. Caratteristica di tale civilt era limponenza della opere pubbliche destinate sia a fini di comune utilit sia a scopi cerimoniali e di culto. Quando gli spagnoli giunsero in America era ormai da tempo in declino la civilt delle ricche citt stato dei Maia, fiorita tra lattuale Guatemala e la penisola dello Yucatan. La sua eredit spirituale venne raccolta da popolazioni guerriere provenienti dal Nord e stanziatesi nel Messico centrale: prima i Toltechi, poi gli Aztechi che verso la met del 14secolo fondarono la capitale Tenochtitlan. Tra il 15 e il 16secolo gli Aztechi estesero il proprio potere da un oceano allaltro e da Nord a Sud fino alle propaggini dello Yucatan. Al tempo dellinvasione spagnola (1519), limpero azteco contava 25milioni di abitanti ed era ancora in espansione. La guerra era necessaria non solo per accrescere i tributi ma anche per catturare prigionieri sacrificati a centinaia agli dei nei corsi di grandi cerimonie pubbliche. La religione azteca era infatti permeata sullidea della precariet dellordine cosmico, continuamente minacciato da catastrofi naturali e dalla collera degli dei, in primo luogo del dio Sole che tutti i giorni doveva combattere contro le forze avverse e necessitava, quindi, di sangue umano. La religione permeava in tutti i suoi aspetti la vita degli aztechi e giustificava un ordine sociale caratterizzato da rigide divisioni di ceto: solo il sovrano e la nobilt, da cui erano tratti i sacerdoti, potevano possedere la terra coltivata da servi della gleba; per il resto erano le comunit, costituite da clan a base parentale, a procedere a redistribuzioni periodiche del suolo agricolo. Privilegi avevano anche le corporazioni dei mercanti e degli artigiani specializzati. Anche limpero Inca che si estendeva per una lunghezza di 4mila km lungo la cordigliera delle Ande e la costa del Pacifico si era costituito nel secolo precedente linvasione spagnola a partire dalla base intorno a Cuzco, nel Per meridionale. Al vertice della societ era linca, il sovrano semidio, circondato da unaristocrazia composta sia dalloriginaria civilt inca sia dai figli dei capi delle trib sottomesse, tenuti a corte come ostaggi; la base della societ era layllu, la comunit contadina che si incaricava di amministrare la giustizia al suo interno e distribuire le terre riservando una parte del prodotto allo Stato e una per il culto. Accanto alla divinit solare, Inti, gli inca adoravano Viracocha, il creatore del mondo, di cui si attendeva il ritorno e con cui verranno identificati gli spagnoli di Pizarro. Limpero Inca era riuscito a dotarsi di una salda organizzazione statale grazie allinvio di governatori in ogni provincia e alla deportazione delle popolazioni indocine. Gradi magazzini pubblici erano eretti in ogni circoscrizione e da essi erano tratti gli alimenti per sfamare i lavoratori requisiti per la Mita, una sorte di corv statale che serviva a costruire opere pubbliche.

I VIAGGI DI ESPLORAZIONI E DI SCOPERTAIl primo paese a intraprendere lesplorazione ei nuovi mondi nel XV secolo fu il Portogallo , grazie a alla posizione geografica , allalleanza stabilita dalla dinastia Aviz con il ceto mercantile e marinaresco e infine allinteresse per lesplorazione che prese il principe Enrico il navigatore. A lui si devono i perfezionamenti che fecero della caravella lo strumento ideale per la navigazione oceanica. Ai progressi compiuti nella costruzione delle navi e nella tecnica della navigazione mediante uso della bussola ad ago magnetico e di strumenti in grado di misurare la latitudine doveva aggiungersi lesperienza di capitani e marinai nel calcolare le distanze percorse e nello sfruttare i venti. Lespansione marittima portoghese ebbe inizio con la presa di Ceuta, a Sud dello stretto di Gibilterra nel 1415 e prosegu nel 15secolo con loccupazione di Madera e delle Azzorre, la scoperta delle isole di Capo Verde e del Golfo di Nuova Guinea (1472). Fin dagli anni 40 le caravelle portoghesi tornarono cariche di schiavi neri ottenuti con razzie sulle coste o comprati da potentati indigeni e pi tardi anche di oro. Fu al fine di agevolare questi traffici che vennero costruite le prime fortezze lungo le coste africane. Il re Giovanni II si pose con chiarezza lobiettivo di circumnavigare lAfrica in direzione dellOriente e di ottenere informazioni circa i porti e la navigazione nellOceano indiano. Bartolomeo Diaz, alla fine del 1487, doppi lestremit meridionale dellAfrica da lui battezzata Capo di Buona Speranza. A Giovanni II nel frattempo si era rivolto il navigatore genovese Cristoforo Colombo: in Portogallo, dove si era spostato, era maturato il progetto di raggiungere lOriente circumnavigando la terra verso occidente. A tale disegno contribu la convinzione tratta dallipotesi del Toscanelli che le coste del Giappone fossero separate dallEuropa da appena 60 di longitudine, circa 1/3 della distanza reale. Poich i portoghesi furono scettici, Colombo approfitt del clima di esaltazione creato dalla caduta dellultimo regno moro in Spagna, ottenne dai re cattolici le capitolazioni di Santa F (17 aprile 1492). Oltre a una parte del denaro necessario, la regina Isabella concedeva a Colombo il titolo di ammiraglio del Mare Oceano, la carica di vice re e governatore delle terre eventualmente scoperte e una partecipazione agli utili che ne sarebbero derivati oltre a privilegi nobiliari. Il 3 agosto 1492 tre velieri con 120 uomini presero il largo dal porto atlantico di Palos. Dopo una sosta di un mese alle Canarie, la flotta punt verso ponente dopo 36 giorni di navigazione arrivarono allisola di Watling, nelle Bahamas, battezza da Colombo San Salvador. Ma lammiraglio era convinto, e lo rimase per sempre, di essere giunto nelle propaggini dellAsia; le ben pi grandi isole di Cuba e Haiti, successivamente esplorate, furono scambiate per le isole del Giappone. Nel marzo del 1493 egli fece un trionfale ritorno a Palos, portando alcuni indiani, pappagalli e abbastanza oro ottenuto dagli indigeni per indurre Isabella a finanziare una seconda e pi consistente spedizione. Ma il 2 viaggio produsse solo un carico di schiavi e accuse di mal governo contro lammiraglio che con enormi difficolt otterr i mezzi per altre 2 spedizioni che portarono alla scoperta delle foci del fiumi Orinoco e alla perlustrazione delle coste dellAmerica centrale. Contemporaneamente leco della scoperta di Colombo aveva stimolato nuove iniziative quali le spedizioni del veneziano Giovanni Caboto ( 1497 e 1498) a Terranova, Labrador e alle coste nord occidentali degli Stati Uniti per conto degli Inglesi; e la ricognizione di quasi tutta la costa Atlantica dellAmerica meridionale compiuta da Amerigo Vespucci, al servizio prima della Spagna e poi del Portogallo. Fu proprio Vespucci a comprendere che non dellAsia si trattava ma di un nuovo continente che in suo nime prender il nome di America. Nel giugno 1494 Giovanni II stipul con la corte spagnola il Trattato di Tordesillas che fissava la linea divisoria tra larea portoghese e quella spagnola 370 leghe a Ovest di Capo Verde, il che render possibile al Portogallo rivendicare la propriet del Brasile. La rivalit con la Spagna affrett i preparativi portoghesi per la spedizione alle Indie orientali affidata al nobile Vasco Da Gama. Doppiato il Capo di Buona Speranza le 4 caravelle risalirono le coste dellAfrica fino a Malindi. Qui un pilota musulmano che conosceva la rotta si un alla spedizione che il 20 maggio 1498 gett le ancore nei pressi di Calicut, lungo la costa del Malabar indiano. Egli caric le sue navi di spezie e pietre preziose ma il viaggio di ritorno fu lungo e penoso cos 2 sole navi fecero rientro in patria nel 1499. Subito una nuova e pi agguerrita flotta venne allestita e affidata al nobile Cabral che nel 1500 prese possesso del Brasile e giunse in India ripetendo il viaggio di Vasco da Gama, prendendo a cannonate la citt di Calicut e stabilendo invece relazioni daffari con il sovrano di Cockin. Il primo a vedere limmenso oceano che si estendeva al di l del continente americano fu lo spagnolo Nunez de Balboa che, con una faticosa marcia nella foresta tropicale, attravers nel 1513 lodierna Panama. Ferdinando Magellano, un portoghese al servizio del re di Spagna, trov in fondo alla Patagonia, nel 1520, lo stretto destinato a prendere il suo nome. A questo punto egli con sole 3 navi attravers il Pacifico e si impossess delle Filippine. Perito Magellano in uno scontro con gli indigeni, il comando fu assunto da Sebastiano Del Cano; dopo ulteriori perdite meo di 20 uomini giunsero sulle coste spagnole nel 1522. Dora in poi spagnoli e portoghesi avrebbero badato soprattutto a rafforzare le proprie posizioni nelle rispettive aree di influenza e a trarne i maggiori vantaggi possibili.

SPEZIE E CANNONI: LIMPERO MARITTIMO DEI PORTOGHESI. Tutti gli sforzi del Portogallo furono concentrati nello sfruttamento commerciale della via marittima verso le Indie orientali scoperta a fine 400. La Carreira Da India, che richiedeva circa un anno e mezzo di tempo, aveva caduta annuale. Ma il numero dei portoghesi in Oriente nel 16secolo non super mai i 6 o 7 mila rendendo impensabile la conquista di vasti territori. Anche in Africa ed Asia fu dunque ripetuto il modello sperimentato nel Golfo di Guinea: la costruzione di fortezze e empori commerciali (feitorias) in luoghi strategici, accordi con i sovrani locali per la fornitura di spezie o altri proodotti a condizione di monopolio o favore, la lotta senza quartiere contro i concorrenti. Il sovrano mamelucco dellEgitto in alleanza con il sultano dello stato indiano del Gujarat tent di bloccare lespansione portoghese ma venne sconfitto con la grande vittoria navale di Diu nel febbraio del 1509. Successivamente, ai territori controllati dal Portogallo attraverso i propri vice re, si aggiunsero le conquiste nellisola di Ceylon e delle Molucche; la Cina concesse, inoltre, lapertura di un emporio a Macao. Perfino il Giappone fu regolarmente visitato da mercanti e missionari portoghesi; al pepe, il cotone e lo zenzero indiani si aggiungevano la cannella, i chiodi garofano, la noce moscata, le sete pregiate e i legni profumati delle nuove conquiste. Tranne che in estremo oriente, il commercio era strettamente controllato dalla corona attraverso la Casa Da India di Lisbona; mentre laltra parte dei guadagni finiva ai finanziatori delle spedizioni. I profitti del traffico delle spezie, dunque, solo in parte arricchivano il Portogallo a cui toccavano peraltro gli oneri della difesa e del mantenimento dellimpero, inoltre essi non riuscirono mai ad impadronirsi di Aden e a chiudere il Mar Rosso cos che grazie anche alla conquista ottomana di Siria e Egitto, le spezie e gli altri prodotti orientali affluirono nuovamente nel Mediterraneo dividendo il mercato tra Venezia da un lato e i Portoghesi dallaltro. Inoltre i Portoghesi non si prefissero, a differenza dei loro eredi nel dominio dei mari, di monopolizzare il lucroso commercio interasiatico.

LE IMPRESE DEI CONQUISTADEORES SPAGNOLIDopo la scoperta di Colombo, la presenza europea nel nuovo mondo si limit alle isole caraibiche; solo nel 1517 ebbe inizio lesplorazione della terra ferma a opera dei conquistadores, soldati spagnoli spesso nobili ma poveri, ispirati dalla virt cavalleresca e infiammati dal miraggio delloro. Nel febbraio 1519 lhidalgo Hernan Cortes part da Cuba con 500 uomini e dalle coste dello Yucatan procedette fino alla capitale Azteca Tenochtitlan dove fu ben accolto da Montezuma II che lo scambi per la reincarnazione di Cuetzalcoatl, il serpento piumato, divinit tolteca. Cortes, invece, lo fece prigioniero e lo obblig a pagare un enorme riscatto ma, in seguito ad una rivolta in cui fu ucciso lo stesso Montezuma, gli spagnoli si ritirarono. Ricevuti i rinforzi dalle isole e dalle trib ostili agli Aztechi, Cortes torn nella capitale che distrusse nellagosto 1521, stermin gli abitanti e sulle rovine costru lattuale Citt del Messico. Il resto dellimpero venne rapidamente sottomesso e il 15 ottobre 1522, un editto emanato da Carlo V nominava Cortes governatore e capitano supremo della Nuova Spagna. Francisco Pizarro e Diego Almago nel 1531 mossero da Panama con 180 uomini e 37 cavalli attratti dalla notizia di un regno di favolosa ricchezza detto Per. Lincontro tra il corpo di spedizione spagnolo e lesercito inca guidato da Atahualpa, avvenne a Caiamarca, nel 32, dove lavversario venne fatto prigioniero, costretto a pagare un ingente riscatto ma strangolato ugualmente, mentre la capitale Cuzco fu sottoposta ad un terribile saccheggio. Limpero Inca era finito, al suo posto sorgeva il vice reame spagnolo del Per (1594) con capitale a Lima. Cause: Terrore di armi da fuoco e cavalcature degli spagnoli Contrasti etnici che indebolivano i 2 imperi Aiuti delle popolazioni indie ribelli Sensazione di essere abbandonati dagli dei, percezione della fine di una civilt e sfacelo di un universo religioso simboleggiato dalluccisione del sovranoQuesto stato danimo fu tra le cause del rapido declino della popolazione indigena nellAmerica latina unito allo spietato sfruttamento dei nuovi padroni e alle nuove malattie come vaiolo, morbillo, tifo e influenza oltre alla degradazione dellambiente provocata dalla mancata manutenzione delle opere irrigatorie e dalla preferenza degli spagnoli allallevamento rispetto allagricoltura.

LA COLONIZZAZIONE SPAGNOLA DEL NUOVO MONDO Nel 500 la colonizzazione spagnola si estese fino a comprendere California e Florida; nel continente Sud Americano il limite dellespansione fu costituito dalle foreste amazzoniche, dalle pampas argentine e dalla bellicosit delle trib indie del Cile meridionale. Grande sviluppo ebbe il fenomeno del meticciato. Tra gli strumenti della colonizzazione grande importanza ebbero la fondazione di citt e le encomienda (commenda): lassegnazione a uno spagnolo di una circoscrizione territoriale al cui interno aveva diritto di esigere tributi e prestazioni di lavoro dagli indigeni. In cambio, gli encomenderos dovevano proteggere questi vassalli e convertirli al cristianesimo (in realt fu solo sfruttamento). I vicereami della nuova Spagna e del Per erano divisi in province variamente denominate mentre le circoscrizioni giudiziarie erano chiamate audiencias. Vicere, funzionari, giudici e vescovi venivano nominati dal re su proposta, a partire dal 1524 del consiglio delle indie. Nel complesso la corona di Spagna riusc a svolgere, a partire dalle nuove leggi promulgate da Carlo V nel 1542, unazione di controllo e moderazione della societ coloniale . Contribu a tale scopo lo sforzo degli ordini regolari che si preoccuparono non solo dellevangelizzazione ma di combattere le forme di sfruttamento degli indios. Nelle isole caraibiche dopo la fase della ricerca delloro , la cui estrazione raggiunse il picco tra il 1511 e il 1515 si inizi la coltivazione della canna da zucchero per la quale , data la rapida estinzione della popolazione indigena fu necessario importare grandi masse di schiavi dallAfrica. Anche nel continente americano la rapida diminuzione della popolazione indigena e limportazione di nuove specie vegetali e animali dallEuropa port alla modificazione del tessuto economico. Accanto al mais si cominci a coltivare il frumento e nel Per attecchirono anche lolio e la vite. Si moltiplicarono le greggi di pecore e le mandrie di buoi e cavalli dando origine a una locale industria laniera e alla costituzione di grandi ranchos. Nel Messico vennero scoperte nel 1546 le miniere dargento di Zacatecas lanno prima una montagna dargento fu scoperta a Potosi nel Per. La produzione dargento grazie anche allutilizzo del mercurio conobbe un rapidissimo incremento. La manodopera per lestrazione del minerale fu fornita dagli indios sotto lavori forzati. Le esigenze degli agglomerati sorti intorno alle miniere diedero impulso per leconomi coloniale. LE RIPERCUSSIONI IN EUROPALafflusso di metalli preziosi port la rivoluzione dei prezzi , cio alla tendenza inflazionistica che port nel XVI secolo a quadruplicare i prezzi delle derrate. Buona parte di tali metalli furono usati per pagare limportazione delle spezie dalloriente. Si delinearono i contorni di uneconomia globale in cui i paesi pi progrediti del vecchio continente sarebbero stati il centro propulsore delle attivit commerciali e finanziari produttrici di manufatti , mentre le colonie fornivano materie prime , derrate agricole e forza lavo