REP 28 NOVEMBRE 2011

download REP 28 NOVEMBRE 2011

of 16

  • date post

    11-Mar-2016
  • Category

    Documents

  • view

    213
  • download

    0

Embed Size (px)

description

REP 28 NOVEMBRE 2011

Transcript of REP 28 NOVEMBRE 2011

  • Rassegna Economica del PolesineRassegna Economica del Polesine

  • 2Attualit

    Editoriale ...........................................................................................3

    Intervista a Pizzo ................................................................................4

    Il repertorio delle aziende polesane .......................................................5

    Bilanci pi uniformi ( le regole XBRL per la paragonabilit dei dati

    economici) .........................................................................................6

    Intervento finanziario straordinario per leconomia polesana ....................7

    NO alle estrazioni in Adriatico ...............................................................8

    Il bilancio di previsione 2009: le linee portanti e i dati pi significativi .......9

    Innovazione:la posta certificata per le imprese diventa obbligo ...............10

    Polesine e Delta finalmente nella guida Touring .....................................11

    Credito e imprenditoria femminile: quale futuro ?, 10 dicembre 2008.....12

    La comunicazione unica: una tappa verso la semplificazione per le imprese

    .......................................................................................................13

    Al via le operazioni di rinnovo del Consiglio camerale .............................14

    Il Salone del grano: un progetto lo fa risorgere .....................................15

  • 4l contesto economico in cui si svolto il mandato che sta per concludersi stato caratterizzato da un quadro di sostanziale stagnazione che, dopo lavvento della crisi finanziaria che ha

    investito il sistema finanziario mondiale, sfociata in una gravissima recessione.

    INei cinque anni trascorsi leconomia ha accusato notevoli

    difficolt, particolarmente accentuate nei primi mesi del 2005, tanto che allora si parl di emergenza occupazionale.

    Solo due sono stati i momenti di vivacit, il primo alla fine del 2005 e il secondo nel terzo trimestre del 2007, che si prolung nel 2008, fino allavvento della fase recessiva, in atto dallautunno scorso.

    Gli indicatori di cui disponiamo attestano che la recessione ha colpito leconomia polesana in maniera pesante, anche se pi contenuta rispetto al Veneto e ad altre aree d'Italia.

    Questo non significa che la crisi non abbia avuto, come continua ad avere, pesanti ripercussioni sul territorio, ma nonostante ci leconomia polesana non appare a rischio di cedimenti strutturali.Leccezionalit della crisi, la pi grave da molti anni, ci ha convinti che occorreva mettere mano ad un intervento straordinario, adeguato alla gravit della situazione e specifico per larea polesana.Da qui la costituzione del Fondo che, con una dotazione di 1,5 milioni di euro, consentir lerogazione di crediti per un ammontare di 30 milioni di euro, assistiti da garanzie al 70 % fornite dai consorzi fidi.E questo un risultato straordinario ottenuto grazie a un gioco di squadra tra pubblico e privato, reso possibile dallimpegno che ha accomunato Istituzioni, categorie produttive, banche e consorzi fidi.Il Fondo divenuto operativo proprio in questi giorni, con ladesione della maggior parte delle banche e dei confidi operanti in Polesine.Esso non uno strumento per la sopravvivenza delle imprese, in specie di quelle marginali: esso stato concepito per traghettare le aziende fuori dalla crisi, perch questa la prospettiva con la quale occorre operare.Dalla crisi non si esce da soli, ma tutti assieme! Il Polesine ha molte carte da giocare e molte opportunit da sfruttare, grazie alle potenzialit del suo territorio e alle occasioni che deve saper cogliere.La Camera di Commercio ha programmato di avviare gi da questanno iniziative per contribuire alla redazione di un nuovo Progetto strategico di sviluppo, che dovr coinvolgere le rappresentanze economiche e sociali, le agenzie di sviluppo, gli enti operativi e le Istituzioni.Occorre fare presto, perch solo con scelte chiare e appropriate, gli imprenditori potranno guardare con rinnovata fiducia al futuro e investire in Polesine.

    Edit oria le

  • 5Intervista a Gianpietro Pizzo, presidente ASCOM

    Il commercio spesso guardato con oc

    chio critico, se non addirittura con diffidenza, perch gli si imputa di creare un costo per i consumatori che superiore al servizio fornito: che cosa si pu dire al riguardo?

    1)

    Il commercio esiste da quando esistono gli uomini, come da allora esiste la critica contenuta nella domanda. Il prezzo di vendita di qualsiasi prodotto dato dalla sommatoria del costo di acquisto iniziale cui si devono aggiungere i costi generali di gestione, degli ammortamenti e, tenuto conto del gravame fiscale, di un margine necessario alla famiglia dell'imprenditore ed al futuro dell'azienda stessa.La somma cos ottenuta viene posta al vaglio dell'accettazione del consumatore e della concorrenza: quest'ultima la miglior garanzia per il cliente finale sar pi efficace quanto pi la distribuzione potr essere arti

    colata.

    2) Ritiene che il settore commerciale sia adatto a esprimere sufficientemente le potenzialit delle piccole e medie imprese?

    Non vi dubbio che, in una condizione di buona salute dell'economia, anche il commercio possa prosperare.Al contrario, quando l'artigianato non tira e l'agricoltura ha il fiatone del tutto evidente come anche il commercio non possa godere di un andamento soddisfacente:Imprenditori che vedono diminuire i fatturati e dipendenti che sentono l'incertezza del posto di lavoro non

    possono avere alcuna propensione alla spesa.Il commercio a sua volta formato nella maggioranza dei casi da piccole e medie imprese le quali sono, nel loro complesso, l'asse portante dell'economia nazionale, e costituisce la cartina di tornasole di questo sistema che come sappiamo in questo momento sta attraversando il periodo meno felice dal dopoguerra ad oggi.

    3) Ritiene che ci siano dei correttivi da prendere? E se s, da parte di chi - indicando i vari soggetti responsabili, a partire dal pi grande -?

    Attualit

  • 6 L'Azienda Italia presenta dei costi di gestione troppo elevati che non consentono alle imprese di mantenere la competitivit internazionaleLe aziende oberate da oneri fiscali tra i pi alti al mondo , e intralciate da una burocrazia bizantina si trovano in grande difficolt nell'affrontare i mercati. E' urgente sfrondare e snellire le pratiche burocratiche e ridurre l'onerosit della macchina amministrativa e conseguentemente diminuire sensibilmente il carico fiscale sia diretto che indiretto. Chi lo dovr fare? Non vedo altri soggetti se non chi deputato a governare e ad amministrare.

    4) Come vede la classe imprenditoriale polesana? E, per cominciare: trova che sia sufficientemente presente sotto laspetto quantitativo?

    La classe imprenditoriale polesana ha problemi comuni al resto dell'Italia per i motivi sopra richiamati: fiscalit oneri sociali e costo dell'energia troppo elevati rispetto ai nuovi competitors che sottoposti a costi che talvolta sono inferiori del 90%, vengono a trovarsi oggi nella condi

    zione di poter entrare nel nostro mercato, ed in quello europeo pi in generale, senza pi alcuna barriera doganale: difficile, se non impossibile competere sulla base di condizioni cos impari.Sotto l'aspetto qualitativo ho una grande stima dell'imprenditore polesano che ha saputo e sa esprimersi su livelli buoni raggiungendo punte di eccellenza in tutti i settori.Dal punto di vista quantitativo sarebbe interessante veder aumentare il numero delle aziende e per questo motivo la Camera di commercio per il tramite di Polesine Innovazione con il contributo significativo della Fondazione della Cassa Risparmio Veneto sta avviando dei percorsi idonei a diffondere nei giovani studenti delle scuole di ogni ordine e grado la cultura di impresa.

    5) In un territorio con un buon livello di reddito il commercio una realt che soprattutto ne beneficia (come mercato) o un fattore di sviluppo?

    Tutte e due le cose: ne trae vantaggio potendo cos procedere ad ulteriori investimenti anche in termini di occupazione, generando cos ul

    teriore sviluppo.

    6)Trova adeguata la ripartizione del reddito prodotto e delloccupazione fra i vari comparti economici che c nella nostra provincia?

    Vedo soprattutto che alcuni settori sono in crisi pi di altri: la ripartizione sarebbe pi equilibrata se ad esempio il tessile potesse tornare ad essere importante come alcuni anni fa e se l'agricoltura potesse trovare ristoro da prezzi pi elevati delle produzioni intensive ed estensive: se cos fosse avremo riequilibrio occupazionale e reddituale.

    7) Quanto conta la preservazione dellambiente e la sostenibilit delle scelte produttive per dare continuit e far crescere il nostro turismo?

    Conta moltissimo e convinta di ci l'Ascom -Confcommercio polesana ha iniziato alcuni anni orsono un percorso per introdurrenella nostra provincia la certificazione ambientale EMAS. Possiamo con soddisfazione affermare di ave trovato la pi ampia condivisione presso le altre Associazioni di categoria, Enti Pubblici ed imprese. Con la

    Attu alit

  • 7partecipazione della Amministrazione Provinciale, della Camera di commercio, del Consvipo, e di 12 Comuni, abbiamo finora raggiunto il risultato di portare a certificazione 2 Comuni e 5 aziende turistiche: un traguardo molto soddisfacente e soprattutto se rapportato alle carenti disponibilit economiche. Questa certificazione comporta l'utilizzo di pra