Reitano Usi e costumi

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Questa pubblicazione intende colmare le conoscenze Storiche e ricordare le tradizioni popolari della comunità Reitanese. Il volume vuole dare un riconoscimento a tutti coloro che hanno dato un contributo per il bene del nostro paese.A FUTURA MEMORIA

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REITANOSTORIA USI e COSTUMI

Reitano Storia Usi e Costumi di Salvatore Salvaggio

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Questa pubblicazione intende colmare le conoscenzeStoriche e ricordare le tradizioni popolari della

comunit Reitanese. Il volume vuole dare unriconoscimento a tutti coloro che hanno dato un

contributo per il bene del nostro paese.A FUTURA MEMORIA

Rivolgo un sentito ringraziamento a Salvatore Piscitello per la fattiva collaborazione.

Reitano Storia Usi e Costumi di Salvatore Salvaggio

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PANORAMA DI REITANO (Me)

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Reitano (Ritanu in siciliano) un piccolo comune in provincia di Messina. Sorge in collina (396 metri sul livello del mare) sul costone che fiancheggia una fiumara.Cenni storici

L'antica "Regitano" (non si conosce l'etimologia del nome) fu inizialmente casale della vicina citt di Mistretta. Pare che i suoi fondatori siano stati proprio dei pastori mistrettesi che durante la transumanza scendevano con i greggi in collina. Col tempo, visto il clima pi mite (Mistretta si trova a quasi 1000 metri sul livello del mare), i pastori cominciarono a svernare a valle fino a quando ne nacque un piccolo insediamento rurale che poi si trasform in paese.

Il comune di Reitano nella provincia di Messina Storicamente, quindi, il paese segu il destino della vicina Mistretta, almeno fino al 1638 quando divenne possesso dei Colonna che lo acquistarono attirati dalla bellezza paesaggistica, dallabbondanza della produzione delle terre e per il clima mite collinare. Economia Fiorenti nel passato erano alcune attivit artigianali quali la lavorazione del ferro battuto e la tessitura. In particolare, l'attivit delle tessitrici era collegata con la produzione locale del lino che poi veniva fatto macerare in appositi "fuossi", ovvero vasche a valle del paese. Attualmente il reddito principale proviene dall'agricoltura (olive, uva, agrumi). Monumenti e opere d'arte

Di particolare interesse monumentale la duecentesca Chiesa della Madonna Carmelo e la Chiesa Madre dedicata a SantErasmo, patrono del paese. Degna di nota anche la Chiesetta della Madonna delle Grazie. Di pi recente costruzione, il Monumento commemorativo dei concittadini caduti in guerra, il Monumento dedicato all'Immacolata e il Monumento dedicato a Padre Pio. Sono presenti anche varie fontane (che un tempo servivano per rifornire le case di acqua e per far abbeverare i greggi di passaggio per la transumanza) e particolarmente suggestivi sono i caratteristi scorci urbani.

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Frazioni Al margine del territorio del Comune, sul mare, sorge una frazione detta Villa Margi, soggiorno estivo di molti villeggianti. Scorci, monumenti e paesaggi Uno scorcio urbano

Fontana San Sebastiano con decorazioni in ceramica locale

Il paese visto dai monti che lo circondano L'antica chiesetta Madonna delle Grazie Interno Chiesa Madre Navata centrale

Antico Affresco nella Chiesa della Madonna delle Grazie

La "Finestra sul mare" Opera contemporanea di Antonio Presti

Monumento alla Madonna Immacolata nel belvedere detto "Pigno"

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

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SANT ERASMO MARTIRE DEL IV SECOLO

(Patrono di Reitano Me)

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SantErasmo fu Vescovo di Formia, in Campania (sic!) e sul suo conto esistono favolose leggende nel quadro della persecuzione di Diocleziano, agli inizi del IV secolo. Si dice infatti che fosse Vescovo in Asia minore, nella Siria, e che persfuggire ai persecutori venisse rapito da un angelo e trasportato a volo nellIlliria, la moderna Dalmazia. Qui convert moltissimi pagani, prima di essere scoperto e catturato. E di nuovo un angelo lo salv in volo, trasportandolo sulle coste della Campania. Divenne allora Vescovo di Formia, ma per breve tempo. Mor infatti di l a poco per le ferite riportate nei due supplizi e perci ebbe il titolo di Martire.

La fantasia devota arricch la sua figura di particolari molto suggestivi. Tra le crudelissime torture che il martirologio gli attribuisce, simmagin per esempio, che al Martire venisse squarciato il ventre e fossero strappati gli intestini. Tale raccapricciante supplizio valse a SantErasmo la fama di protettore nei mali del ventre e dei "visceri", non escluse le doglie del parto. Per rendere pi truce ed evidente la scena del supplizio, gli artisti vi raffigurarono un argano, attorno al quale il carnefice avvolgeva, come una fune, le viscere strappate al santo. Tra i devoti della Campania molti erano marinai. Sui loro navigli non mancavano gli argani sui quali venivano arrotolate le gomene. Parve cos che SantErasmo si trovasse a proprio agio sulle navi e venne assunto tra i protettori dei marinai, numerosi quanto lo sono i pericoli del mare. A bordo il nome di SantErasmo si mut in quello di Elmo (da cui SantErm) ed ebbe un curioso seguito, ossia le spettrali fiammelle che si vedono, o si vedevano un tempo, sugli alberi e i pennoni delle navi, prima o dopo tempeste di mare, che sono dovute a scariche di elettricit statica vennero dette comunemente fuoco di SantElmo. Si volle, cos, attribuire questo fenomeno alla protezione che il Santo sicuramente non avrebbe fatto mancare ai marinai, trasformando la loro nave in una sorta di immenso candelabro, implorante la salvezza contro le forze scatenante della natura.

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STORIA

Il nome di SantErasmo appare nel Martyrologium Hyerominianum. Gregorio Magno ricordava che le sue reliquie Volta della Chiesa, Affresco dell'investitura Divina e Sacra di S.Erasmo (particolare)erano conservate e venerate a Formia ma, quando questa citt fu saccheggiata dai Saraceni nell842, il corpo di SantErasmo venne trasferito a Gaeta, citt di cui divenne

patrono.

certamente esistito ma non si conoscono

particolari della sulla sua vita. Agiografi e artisti furono in grado si sopperire a tal punto a questa carenza di notizie che il culto in onore di SantErasmo si diffuse nella maggior parte del mondo occidentale e, nel XV secolo, giunse ad essere invocato come uno dei QUATTORDICI SANTI AUSILIATORI

Secondo la leggenda, SantErasmo era un Vescovo siriano (si basava sullesistenza di un Erasmo di Antiochia) che era sfuggito alla persecuzione di Diocleziano ritirandosi sul monte Lebanor, per condurre una vita da eremita: venne, per, scoperto, bastonato e fatto rotolare nella pece infuocata. Dopo essere stato gettato in prigione SantErasmo venne liberato e portato da un angelo in Illiriacum dove fu nuovamente torturato fino a quando un altro angelo lo port a Formia dove mor. Stranamente, il racconto non fornisce nessuna traccia dellargano, simbolo usualmente collegato a SantErasmo , probabilmente questassociazione deriva da alcuni particolari della leggenda intorno a una predica fatta durante un temporale, il Santo per non interromperla non si lasci distogliere nemmeno dal sopraggiungere di un fulminecaduto nelle vicinanze (come una corda saldamente legata allargano), divenne, per questo

motivo, patrono dei marinai che avevano buone ragioni di temere gli effetti di temporali improvvisi, marinai a cui il Santo dava segno della propria presenza attraverso le luci che talvolta si vedono dopo un temporale dalle teste dalbero delle navi (fuoco di SantElmo). Largano, si pensato, venne scelto come emblema del Santo patrono dai marinai. Fu anche erroneamente considerato uno strumento di tortura, da dove appunto la credenza che SantErasmo stato martirizzato e le sue viscere strappate con un argano: da qui la sua secondaria funzione di protettore di coloro soprattutto bambini, che soffrono di coliche o simili malattie.

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RELAZIONE ILLUSTRATIVA E SINTETICA SU REITANO

Regitanum, oggi Reitano, antico paesino della fascia dei Nebrodi le cui origini risalgono intorno allanno 1000, ha una posizione geografica invidiabile poich il suo territorio compreso fra il mare e la collina ricchissima di uliveti. La sua storia trae origine dallipotesi che Regitanum fosse sorta con Motta, Casispergi e S.Stefano come asili dei perseguitati ingiustamente sotto la giurisdizione dellantica Mistretta. Questi asili a poco a poco divennero sobborghi, e nel caso specifico di Regitanum, intorno allanno 1000 il paese vantava pi di 400 case e 1212 abitanti. Lo storico Di Marso, stabilendo senza alcuna esitazione la data di fondazione di Reitano intorno allanno 1000, aggiunge che nel 1200 unalluvione distrusse il paesino il quale fu a sua volta ricostruito. Molte sventure, soprusi e transazioni dovettero subire gli abitanti di Reitano, tant che alla fine del 1638 Reitano veniva ceduto da Filippo V a Francesco Romano Colonna, discendente dallantica famigliadei Colonna i cui possedimenti si estendevano dallItalia del nord fino alla

Sicilia. Questuomo, nobile di sentimenti, veniva insignito della barona di Reitano e aveva posto la sua dimora in fondo alla valle di Reitano; i ruderi dellantica torre testimoniano la sua presenza. Si tramanda che il parapetto del pulpito che collocato vicino allaltare maggiore della Chiesa Madre, sorta intorno al 1200, sarebbe stato asportato dalla portantina di Francesco Romano Colonna. La Chiesa principale custodisce le sacre reliquie del Patrono Erasmo da Rotterdam, e vanta dei tesori di inestimabile valore artistico tra i quali una scultura marmorea della Madonna dellAssunta e la Madonna della Mercede, opere facenti risalire al Gagini o alla sua scuola . Il Tabernacolo in legno, rivestito in oro zecchino di mirabile f