Quarantore 2019 ECCO. Ecce

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Quarantore 2019
ECCO. Ecce. A partire dal testo di Luca 1,26-38, proposto per l’Anno
Pastorale 2018-2019, viviamo le ore di Adorazione
Eucaristica lasciandoci istruire dall’avverbio “ECCO”
che risuona tre volte nel testo proposto (icona dell’anno)
ed è presente in diversi testi dell’evangelista san Luca.
ECCO concepirai un figlio, lo darai alla luce e
lo chiamerai Gesù.
ECCOMI, sono la serva del Signore…
ECCO l’Agnello di Dio,
che toglie i peccati del mondo.
Ecco,
il peccato e i peccati del mondo.
Testo di riferimento per l’Anno pastorale 2018-2019
Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,26-38
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in
una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine,
promessa sposa di un uomo della casa di Davide,
chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il
Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si
domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le
disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia
presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e
lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio
dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide
suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il
suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non
conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo
scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza
dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e
chiamato Figlio di Dio. Ecco: anche Elisabetta, tua
parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e
questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da
lei. (Prima stesura * marzo 2019)
Canto all’esposizione Adoro Te devote (1264) di San Tommaso D’Aquino (1225 – 1274)
O Gesù, ti adoro, Ostia candida,
sotto un vel di pane nutri l’anima.
Solo in te il mio cuore si abbandonerà,
perché tutto è vano se contemplo te.
L’occhio, il tatto, il gusto non arriva a te,
ma la tua parola resta salda in me.
Figlio sei di Dio, nostra verità;
nulla di più vero, se ci parli tu.
Hai nascosto in croce la divinità,
sull’altare veli pur l’umanità:
Uomo-Dio la fede ti rivela a me,
come al buon ladrone dammi un giorno il ciel.
Anche se le piaghe non mi fai toccar,
grido con Tommaso: “Sei il mio Signor”;
cresca in me la fede, voglio in te sperar
pace trovi il cuore solo nel tuo amor.
Sei ricordo eterno che morì il Signor,
pane vivo, vita, tu diventi in me.
fa’ che la mia mente luce attinga in te
e della tua manna porti il gusto in sé.
Come il pellicano nutri noi di te;
dal peccato grido: “Lavami, Signor”.
Il suo sangue è fuoco, brucia il nostro error,
una sola stilla, tutti può salvar.
Ora guardo l’Ostia che ti cela a me,
ardo dalla sete di vedere te:
quando questa carne si dissolverà,
il tuo viso, luce, si disvelerà. Amen.
Primo Giorno
ECCO. Ecce. A partire dal testo di Luca 1,26-38, proposto per l’Anno
Pastorale 2018-2019, viviamo le ore di Adorazione Eucaristica
lasciandoci istruire dall’avverbio “ECCO” che risuona tre volte
nel testo proposto (icona dell’anno) ed è presente in diversi testi
dell’evangelista san Luca.
2. ECCO, che cosa ha fatto per me 1,21-25
3. ECCO concepirai un figlio 1,26-33
4. ECCO: anche Elisabetta… 1,34-37
5. ECCOMI, sono la serva del Signore 1,38
6. ECCO, appena la voce 1,39-45
7. ECCO vi annunzio una grande gioia 2,8-14
8. ECCO, tuo padre e io, angosciati 2,46-50
1. Ed ECCO, sarai muto Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,18-20
Zaccaria disse all'angelo: «Come posso conoscere questo? Io
sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». L'angelo gli
rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato
mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e
non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose
avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si
adempiranno a loro tempo».
Gesù, se uno non crede in Te che sei la fonte di vita, che vuoi la
vita, che sorprendi con la vita, che dai la vita, che sei più forte
della morte e della sterilità, quel tale, che non crede, cosa potrà
dire? Se non si crede in Te, Gesù, cosa si potrà pretendere di
dire? Il mutismo temporaneo di Zaccaria è magistrale! Se non ti
si crede la parola perde di senso. Se non si dà credito alla tua
Parola si rimane muti, ma le tue parole si realizzano
ugualmente. Ci si può nascondere dal sole, ma non si riesce a
fermare il tramonto e l’alba. Gesù, Ti guardo in silenzio. Se non
ti si crede si è in un silenzio abissale. In silenzio Ti guardo e
medito il silenzio dell’incredulità e la forza delle tue parole.
S I L E N Z I O
Responsorio Zaccaria sarai muto
Perché non hai creduto alle mie parole
Sarai muto fino al giorno della nascita di tuo figlio Giovanni
La parola di Dio si compirà a suo tempo
Canto CeC verde 188 Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la vivono ogni giorno
Tu sei il Cristo, la Parola di Dio vivente
che oggi parla al mondo con la Chiesa.
2. ECCO, che cosa ha fatto per me Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,21-25
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava
per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva
parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione.
Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei
giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per
cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il
Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia
vergogna tra gli uomini».
Se la vita della terra ha il suo movimento nel tramonto e nel
sorgere del sole, l’esistenza degli uomini ha il suo movimento di
vita nel mistero della relazione sponsale tra l’uomo e la donna.
Nella benedizione di Dio Elisabetta concepisce un bambino.
Zaccaria nel suo silenzio deve ascoltare la parola della sposa
che proclama il compimento delle parole che Zaccaria aveva
ascoltato dall’angelo ma non aveva creduto.
Elisabetta dice di guardare che cosa ha fatto il Signore.
Guardare Te, Signore Gesù, che togli la tristezza e
l’emarginazione di Elisabetta.
Guardare Te, Signore Gesù, che togli la vergogna della
sterilità, la vergogna della miseria, la vergogna del peccato.
Guardare Te, Signore Gesù, che rinnovi la vita con la nascita di
Giovanni che prepara la tua venuta nel mondo.
S I L E N Z I O
Responsorio Elisabetta diceva
Ecco che cosa ha fatto per me il Signore Elisabetta diceva
Si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini
Elisabetta diceva
Canto
Laudate, omnes gentes, laudate Dominum
Laudate, omnes gentes, laudate Dominum
3. ECCO concepirai un figlio Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,26-33
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città
della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa
di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine
si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di
grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e
si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse:
«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco
concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli
darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa
di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
L’arcangelo Gabriele sta parlando di Te con Maria.
Invita Maria a guardare il progetto di Dio su di Te, Figlio
dell’Altissimo, Messia d’Israele, Salvatore.
Dice a Maria che deve fare tre cose nella sua esistenza che
riguardano Te: concepirti, darti alla luce e chiamarti Gesù.
Tu come Dio sei da sempre, ma è giunta la pienezza dei tempi,
l’ora della tua incarnazione.
Maria è chiamata a permetterti di prendere carne. Tu che sei
l’Autore della vita, chiedi alla piena di grazia, di mettersi a tuo
servizio. Tu ti fai uomo nella collaborazione della vergine
madre. Tu sei Gesù, Dio che ti salva, e la prima creatura ad
essere salvata è Maria chiamata a lasciarti entrare. Essere
salvati vuol dire lasciarti entrare nella storia.
S I L E N Z I O
Responsorio
Lo chiamerai Gesù
Canto CeC verde 236
Dio si è fatto come noi per farci come lui.
Vieni Gesù, resta con noi! Resta con noi.
4. ECCO: anche Elisabetta Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,34-37 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco
uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te,
su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che
nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Ecco:
anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha
concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti
dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».
Tu, Gesù, come sull’altare sei Pane di Vita per opera dello
Spirito Santo, così ti fai uomo in Maria per opera dello Spirito
Santo.
Maria, che chiede che cosa deve fare per concepirti, si sente
dire che deve lasciare agire in lei lo Spirito Santo e deve fare
memoria di ciò che Dio ha compiuto e sta compiendo nella
storia del suo popolo. Le è dato il segno della sterile cugina
Elisabetta che è già al sesto mese di gravidanza.
Anche Sara, mamma di Isacco, era sterile; la mamma di
Sansone era sterile; Anna, la mamma di Samuele, era sterile.
Maria è invitata a fare memoria, a ricordare, a riconoscere i
segni di Dio in favore del suo popolo perché dal suo cuore esca
il sì all’opera di Dio, alla tua incarnazione, Gesù!
L’altare, dove sei Gesù Pane della vita, è il luogo della
memoria e dello Spirito Santo. Sacramentalmente, nel momento
della consacrazione, per opera dello Spirito Santo, siamo
contemporanei dell’Ora del Calvario, quando Tu hai salvato il
mondo.
Responsorio
Nulla è impossibile a Dio
Su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.
Nulla è impossibile a Dio
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio
Nulla è impossibile a Dio
Canto CeC verde 236
Vieni Gesù, resta con noi! Resta con noi.
5. ECCOMI, sono la serva del Signore Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
Maria invitata a guardare a che cosa doveva fare per Te, Gesù,
invitata a ricordare le opere che Dio aveva fatto per il suo
popolo e per l’umanità, ora invita l’arcangelo Gabriele a
guardarla come la serva del Signore, pronta a mettere il pratica
il Vangelo. In quel momento Tu Verbo di Dio, per opera dello
Spirito Santo, ti sei fatto carne.
Ti sei fatto debole, mortale per noi e per la nostra salvezza.
Parole da scavare, da vivere e da comprendere.
Noi siamo qui, davanti a Te, ti possiamo guardare, sei Pane, sei
visibile, perché Maria ha detto: sono la serva del Signore.
Qui ti vediamo come pane azzimo. Sei ancora quello, sei sempre
quello, vieni a noi nella debolezza di un uomo, oggi nella
pochezza di un po’ di pane azzimo.
Siamo qui, davanti a Te, per chiederti perdono della superbia
che gonfia la vita e volere, come Maria, mettere tutta l’esistenza
a tuo servizio.
Responsorio
Lo darai alla luce
Lo chiamerai Gesù
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi
Canto CeC verde 236
Egli ci ha dato la sua vita insieme a questo pane
Vieni Gesù, resta con noi! Resta con noi.
6. ECCO, appena la voce Ascoltiamo il Vangelo di Luca 1,39-45
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e
raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di
Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il
saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu
piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra
le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che
la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce
del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di
gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto
nell'adempimento delle parole del Signore».
Perché Maria ti ha creduto, le sue parole sono piene di vita, di
gioia, di esultanza.
Lo dice la cugina Elisabetta: Appena la voce del tuo saluto è
giunto ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio
grembo.
All’incontro dell’arcangelo Gabriele con Maria corrisponde
l’incontro di Maria con la cugina Elisabetta. In questo incontro
visibile c’è l’incontro nascosto tra Te e Giovanni che lo
santifichi fin dal grembo di sua madre.
Nel Vangelo e nell’azione dello Spirito Santo ci si incontra
servitori di vita.
Siamo qui davanti a Te per imparare a servire come Te e come
la tua e nostra madre Maria.
S I L E N Z I O
Responsorio Benedetta tu fra le donne
E benedetto è il frutto del tuo grembo, Gesù Benedetta tu fra le donne
Madre del mio Signore
Beata te che hai creduto in Gesù
Canto CeC verde 236
Noi che crediamo nel suo amore vedremo la sua gloria
Vieni Gesù, resta con noi! Resta con noi.
7. ECCO vi annunzio una grande gioia
Ascoltiamo il Vangelo di Luca 2,8-14
C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte
facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si
presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro:
«Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di
tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore,
che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un
bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E
subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste
che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama».
Sei qui, ecco la gioia della vita per tutto il popolo.
Sei qui, nel segno del Pane di Vita.
Sei qui, sulla mangiatoia dell’altare.
Sei qui, nella povertà e nell’eloquenza del Sacramento.
Sei qui, il motivo della gioia degli angeli che cantano gloria in
cielo e pace sulla terra. Sei qui! La Parola annuncia la tua
presenza, il dove e il come della tua presenza, le conseguenze di
gioia in cielo e in terra per la tua presenza. Siamo qui a
imparare da te a essere una presenza in comunità.
S I L E N Z I O
Responsorio Una grande gioia per tutto il popolo
Un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia Una grande gioia, è nato il Cristo Signore
Riposa in una mangiatoia Una grande gioia, è risorto il Cristo Signore
Siede alla destra del Padre Una grande gioia, Gesù Pane di vita
E’ presente sull’altare della Chiesa
Canto CeC verde 396
via d’amore: Tu ci fai come te.
Pane del cielo sei Tu Gesù,
via d’amore: Tu ci fai come te.
8. ECCO, tuo padre e io, angosciati Ascoltiamo il Vangelo di Luca 2,46-50
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai
dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che
l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue
risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse:
«Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io,
angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi
cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del
Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.
Tua madre ti invita a guardare il dolore di lei e di Giuseppe, tuo
padre putativo per noi, ma sempre tuo padre affettuoso e
premuroso.
Siamo chiamati a guardare il dolore dei tuoi genitori per il tuo
smarrimento.
E Tu come rispondi? Cosa rispondi?
Rispondi con due domande. Li interpelli. C’è ancora un lungo
percorso da compiere dove li inviti a domandarsi che cosa vuol
dire per loro essere tuoi genitori. Ricordi loro che Tu devi fare
la volontà del Padre. Torni a Nazaret dove continui ad
imparare il lavoro di Giuseppe così ti prepari a rivelare il
Padre, a compiere a sua volontà, a salvare l’umanità.
S I L E N Z I O
Responsorio Ti troviamo
Nell’obbedienza al Padre Ti troviamo
Pane vivo disceso dal cielo
Canto CeC verde 396
Parola del Padre, vestita di carne,
ti fai nostro cibo, perché siamo eterni.
Il tuo Corpo è veramente cibo.
Chi mangia questo Pane, non morirà in eterno.
Secondo Giorno
ECCO. Ecce. A partire dal testo di Luca 1,26-38, proposto per l’Anno
Pastorale 2018-2019, viviamo le ore di Adorazione Eucaristica
lasciandoci istruire dall’avverbio “ECCO” che risuona tre volte
nel testo proposto (icona dell’anno) ed è presente in diversi testi
dell’evangelista san Luca.
12. ECCO, io mando davanti a te 7,24-27
13. ECCO, un mangione e un beone 7,31-35
14. Ed ECCO una donna 7,36-38
15. Ed ECCO venne un uomo 8,40-42
16. Ed ECCO due uomini parlavano 9,28-31
17. ECCO, uno spirito lo afferra 9,37-43
18. ECCO io vi mando come agnelli 10,1-6
19. ECCO, io vi ho dato il potere 10,17-20
9. Ed ECCO alcuni uomini Ascoltiamo il Vangelo di Luca 5,17-26
Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e
dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della
Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva
operare guarigioni. Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un
letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo
davanti a lui. Non trovando da qual parte introdurlo a causa
della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole
con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza. Veduta
la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi». Gli
scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui
che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non
Dio soltanto?». Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti,
rispose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori? Che cosa
è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e
cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il
potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico - esclamò
rivolto al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa
tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui
era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio. Tutti rimasero
stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi
abbiamo visto cose prodigiose».
E’ bene guardare il paralitico portato da quattro persone.
Guardarlo in piedi che porta a casa la barella.
Prima è portato e al termine è capace di portare la barella.
Di mezzo ci sei Tu che lo perdoni e lo guarisci. Lo guarisci
perché lo hai perdonato. Può tornare a casa con le proprie
gambe perché lo hai perdonato.
Tu non sei un bestemmiatore, un usurpatore.
Tu sei il Figlio dell’uomo venuto sulla terra a portare il potere
di perdonare i peccati che Tu hai affidato…