Prospetto 2011/2012

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Associazione Spagnolli-Bazzoni ONLUS. Opere 2011-2012 ... e continueremo a diffondere gioia, speranza e amore

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    Lallegria dei bambini del Villaggio San MarcellinoHarare - (Zimbabwe)

  • 1Cara amica e amico!Nessun progetto economico, sociale e politico sostituisce quel dono commosso di s di un uomo verso un altro uomo che la carit,quel vero amore al destino dellaltro che spinge a farsi carico dei bisogni spirituali e materiali del prossimo, senza aspettare alcun tornacontoprossimo o futuro!

    Per questo motivo chiediamo il tuo sostegnoperch la nostra opera non sia solo la nostra, ma il frutto del lavoro di tanti amici che desiderano cambiare il mondo con piccoli gesti di solidariet.

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  • 2 Cari amici, soci, volontari e benefattori tutti,

    Nello spirito di accoglienza e libert di impegno che ci contraddistingue abbiamo sempre ritenuto, che al di l di ogni formalit, socio di fatto dellAssociazione fosse chiunque a essa dedica tempo ed energie prezio-se. Per tale ragione, pur nel rispetto della norme a cui sono sottoposte tutte le ONLUS, alle nostre Assemblee Annuali abbiamo sempre invitato oltre ai soci, tutti i nostri volontari e benefattori, affinch fossero partecipi di ogni attivit svolta e di come fossero impiegate le risorse raccolte.In questi dieci di attivit, come voi ben sapete, abbiamo realizzato molte pi opere umanitarie di quello che i nostri sogni pi ottimisti avrebbero potuto immaginare. E di questo credo che tutti noi dobbiamo essere con-sapevoli e giustamente contenti.

    In particolare da alcuni anni, grazie alla collaborazione con la Associazio-ne Roberto Bazzoni Onlus di Milano (RBO) e il Gruppo POLI REGINA siamo fortemente impegnati nel progetto umanitario Un amico in pi per fermare lAIDS in Zimbabwe che garantisce di fatto la vita a oltre 2000 ammalati di AIDS conclamato (per lo pi mamme e bambini).

    Ricordo che la RBO, grazie al sostegno dato a Carlo dal 2002 in poi, stata pioniere nello sviluppo delle terapie antiretrovirali in Zimbabwe, salvando inizialmente da morte certa numerose infermiere dello staff Guidotti Hospital e in seguito (grazie alla diminuzione dei prezzi dei me-dicinali) migliaia di mamme e bambini ammalati di AIDS conclamato.Attualmente grazie ai fondi generati dal concorso DuplicarD POLI RE-GINA noi provvediamo ad acquistare le terapie antiretrovirali, mentre la RBO si impegnata con un notevole sforzo finanziario nellammoderna-mento del Guidotti Hospital (impianto di pannelli solari per la fornitura di energia elettrica), nel mantenimento dello staff medico (integrazione degli stipendi), nel funzionamento dello stesso Ospedale (fornitura di car-burante) e nel sostegno alimentare dello staff e dei pazienti (acquisto di alimenti in loco).

    Le nostre due Associazioni quindi da alcuni anni ormai lavorano fianco a fianco per sostenere le opere umanitarie in Zimbabwe che Carlo Spa-gnolli ci propone.

    LA NOTA DI GIULIANO

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  • 3Al di l di questo, la storia della RBO ha toccato il nostro cuore fin dal primo momento. Leggi la pagina 5, tratta dal sito (www.robertobazzoni-onlus.org) e com-prenderai!Nel corso del 2010, a causa di una serie di cambiamenti nel settore fi-nanziario internazionale nel quale si era molto sviluppata, la RBO si trovata nellimpossibilit di mantenere la propria struttura organizzativa. Sebastiano e i suoi amici si sono trovati nella necessit di dover procedere alla chiusura della creatura alla quale tanto impegno stato dedicato da tante persone.

    Permanendo vivo nei soci fondatori della RBO il desiderio di continuare comunque il proprio impegno nella solidariet, abbiamo deciso di ac-cogliere con tutto il nostro cuore la grande storia di solidariet da loro realizzata in memoria di Roberto e del suo amico Antonio e procedere assieme con semplicit, generosit e autentico spirito di servizio in favore dei necessitati che incontreremo nel nostro cammino.I Consigli Direttivi hanno quindi deliberato di procedere alla fusione del-le due Associazioni a partire dal 1 gennaio 2011.Liter formale per raggiungere tale obbiettivo ha seguito una complessa procedura che si felicemente conclusa il 26 maggio u.s. quando il sot-toscritto e lamico Sebastiano (Presidente della RBO) hanno sottoscritto latto di fusione.

    Questo atto, per noi innanzitutto un gesto di amore e di stima verso amici con i quali da anni condividiamo con passione il cammino della so-lidariet e riteniamo sia il migliore dei modo per garantire a nostri amici in Africa, alle nostre mamme e i loro bambini il nostro affetto e il nostro sostegno per gli anni futuri.Fiducioso nella vostra comprensione e nel vostro sostegno anche per gli anni futuri, bonum diffusivum sui!

    Giuliano Tasini

    LA NOTA DI GIULIANO

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  • 4LA NOTA DI SEBASTIANO

    La Roberto Bazzoni Onlus nacque nel 2000 come risposta a una tra-gedia, cos come tantissime Onlus nascono allo scopo di ricordare chi si perduto e dare a chi rimane la possibilit di ricordare i propri cari.

    Dopo la prima fase iniziale, immediata, in Kosovo (Centro riabilita-zione disabili), lattivit si espanse con iniziative importanti in Ka-zakhstan (orfanotrofio), Repubblica Democratica del Congo (Ospeda-le) e Zimbabwe (lotta contro lAIDS).

    A seguito della decisione -obbligata- di cessare lattivit diretta, per i motivi gi illustrati da Giuliano, nata lidea della fusione con la Associazione Spagnolli, con la quale esistevano da anni rapporti di fraterna collaborazione grazie al progetto Un amico in pi per fer-mare lAIDS in Zimbabwe, che ci allegger dellonere dellacquisto dei medicinali antiretrovirali per i malati di AIDS.

    La decisione della fusione stato un passaggio difficile e penoso nella vita della nostra Onlus e, insieme con gli amici della Spagnolli, lo abbiamo affrontato nel miglior modo possibile, nellinteresse di tutti coloro che beneficiano delle nostre iniziative.Dal 2011 la ex RBO si dedicher soltanto allo lotta contro lAIDS in Zimbabwe. Per gli altri tre progetti storici, prendendo in conside-razione il fatto che disponevamo di sufficiente liquidit per far fronte a tre anni di spese dei nostri progetti, abbiamo donato ai progetti in Congo, Kosovo e Kazakhstan la copertura finanziaria per i prossimi tre anni. Donazioni effettuate a dicembre 2010.Il progetto principale, che direttamente connesso a vite da salvare, cio la lotta contro lAIDS in Zimbabwe, verr continuato al di l del nostro supporto finanziario, supporto che, sulla base dei dati attuali, copre cinque anni di spese prevedibili. La nuova Onlus assumer il carico morale di far s che le cure salvavita non saranno interrotte. lo stesso impegno morale che i Soci della RBO accettarono il 3 dicembre 2001 quando decisero di avviare il progetto Zimbabwe. Attualmente il numero di pazienti affetti da AIDS in cura di 2.000 circa.

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  • 5LA NOTA DI SEBASTIANO

    Quindi, anche se in forme diverse, lo scopo basilare e generale della nostra azione, che quello di aiutare e sostenere i poveri e gli amma-lati, continuer, grazie alla complementariet delle due Onlus che si sono fuse il 26 maggio 2011. Ne abbiamo avuto la prova diretta in occasione della visita in Zimbabwe del maggio 2011, prova che ci ha confermato nella determinazione di continuare a fare del nostro meglio per migliorare e rendere ancora pi incisiva la nostra azione umanitaria.

    Cari saluti a tutti.

    Sebastiano Bazzoni

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  • 6Roberto Bazzoni

    Il 12 novembre 1999 un aereo che trasportava 24 persone, 21 del-le quali impegnate in missioni umanitarie in Kossovo, precipit nei pressi di Pristina, senza lasciare superstiti. Roberto Bazzoni, il figlio maggiore di Sebastiano Bazzoni, direttore di Pioneer Investments, era a bordo. Il figlio di Sebastiano, tecnico ortopedico e il suo migliore amico dr. Antonio Sircana, chirurgo orto-pedista, stavano volando a Pristina per le vittime del conflitto del Kos-sovo che abbisognavano di cure ortopediche: per aiutare gente che aveva perso braccia o gambe a ritrovare una vita normale con lausilio di protesi. 23 di queste vittime della guerra erano riunite nella Chiesa Cattolica di Stubbla (sud-est di Pristina), in attesa dellarrivo dellae-reo quando questultimo cadde. Con addosso la tragica energia nata dal dolore personale e dalla grave perdita, Sebastiano assieme ai numerosi amici che conobbero Antonio e Roberto decisero di trovare un modo di continuare la loro missione.

    Cos nacque la Roberto Bazzoni ONLUS il 17 marzo 2000.

    ONORANDO UNA MEMORIAE UNA MISSIONE

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  • 7LAssociazione

    La nostra Associazione impegnata in progetti internazionali di aiuto e sostegno in aree bisognose principalmente dellAfrica e in parte minore dellAmerica Latina. stata costituita nel dicembre 2000 dalla famiglia e da alcuni amici del sen. Giovanni Spagnolli per mettere in pratica lesempio e i suoi insegnamenti nel campo della solidariet internazio-nale. Questo gruppo poi cresciuto aggiungendo nuovi amici e soste-nitori, traendo dalla testimonianza umana e cristiana del sen. Giovanni Spagnolli motivi di amore e fratellanza fra uomini che guidino la mente ed il cuore al superamento dei limiti ristretti delle egoistiche abitudini quotidiane. Perch limpegno a contribuire alla risoluzione dei proble-mi che assillano la civilt in cui viviamo sia una missione di servizio allumanit in cammino.

    LASSOCIAZIONE

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  • 8 In Zimbabwe,dove da oltre dieci anni svolge la sua attivit di medico il dr. Carlo Spagnolli, lAssociazione si fatta carico di costruire la Scuola Infer-miere Professionali Giovanni Spagnolli e lOstello-Sala Conferenze Matteo Leonardi, entrambe strutture annesse al Luisa Guidotti Ho-spital di Mutoko. Ad Harare ha costruito il Villaggio del bambino San Marcellino. In col-laborazione con lAssociazione Lifeline Dolomites invia costantemente via container e via aerea alimenti, farmaci e attrezzatura medico-ospedaliera. Assieme alla Roberto Bazzoni Onlus ed al Gruppo POLI REGINA impegnata nella lotta allAIDS con il progetto: Un amico in pi per fermare lAIDS in Zimbabwe. Attualmente sono oltre 1500 i pazienti ammalati di aids conclamato in terapia antiretrovirale gratuita (dei quali 1229 mamme e 187 bambini).

    In Burundi,Sensibile allappello del missionario trentino Padre Gabriele Ferrari, sostiene alcune comunit in Burundi. In particolare a Gasura ha costrui-to il Villaggio dei Batwa, i centri polifunzionali nelle frazioni di Gah e Butsimba e sostiene lattivit delle Suore Polacche che si prendono cura del locale dispensario.A Bujumbura collabora allorganizzazione dei Campi di lavoro estivi per i giovani del Centre Jeunes di Kamenge e ha organizzato un labo-ratorio oculistico: a Ruyigi, provincia allestremo sud del Burundi, ha costruito lacquedotto di Musongati. A Gatumba, rione periferico della capitale, ha costruito la Scuola Citt di Rovereto che attualmente sta ampliando. Sempre a Gatumba ha ap-pena terminato di costruire lasilo per i pi piccoli dedicato a Giovanna Medici e a Bugwana sta terminando la costruzione di un importante centro scolastico.

    In Tanzania,su richiesta di Manuela Buzzi invia farmaci al Consolata Ikonda Ho-spital.

    In Uganda,sostiene da alcuni anni la Scuola professionale MA ECORA di Arua e nel corso del 2008 ha costruito una nuova officina meccanica allinter-no della stessa struttura.

    LASSOCIAZIONE

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  • 9In Brasile,a Salvador (Bahia), su richiesta di Mons. Guido Zendron, ha acquista-to limmobile che dopo adeguata ristrutturazione ha consentito laper-tura del Centro Pastorale Padre Mario Veronesi.

    In Messico,a Guasave (Sinaloa) iniziato il progetto Aiutiamoli a sentire, con linserimento di un duplice impianto cocleare per ridare ludito a due gemelli nati sordi, eseguito dal dr. Millo Beltrame. Sono in corso con-tatti con la missionaria olandese Carin Khieya per sostenere il suo im-pegno a favore dei bambini sordomuti delle citt di Calcutta, Vizak e Kakinade in India.

    Il sostegno a distanza.Organizza inoltre le adozioni a distanza per il Villaggio San Marcellino (Harare-Zimbabwe), per la Scuola Materna Svinurai (Kariba Zimba-bwe), per il Centro Giriteka (Ngozi-Burundi), per lAssociazione ASE-NABU (Buyengero Burundi), per il collegio Le Balu (Lumumbashi Congo) e per il Centro Comunitario Padre Mario Veronesi (Salvador Bahia Brasile).

    Con il suo impegno lAssociazione desidera affermare una solidariet concreta che coinvolga le persone stimolandole al dono e alla condi-visione delle proprie competenze o risorse personali. Una solidariet vissuta che porta a riflettere sulla vita e modifica il modo di vedere il mondo e di rapportarsi agli altri mettendosi al servizio degli altri. LAssociazione vive ed opera grazie al dono del tempo libero e della propria professionalit da parte di Soci e Volontari. Gli stessi, as-sieme ad alcuni amici, ne sostengono per intero le spese generali di funzionamento.

    Informazioni pi complete sono disponibili sul nostro sitowww.spagnolli-bazzoni.org (in costruzione)

    rimane provvisoriamente attivo www.assamicispagnolli.orgoppure scrivendo a [email protected]i.org

    LASSOCIAZIONE

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  • 10 La nota di Giuliano pag. 2 La nota di Sebastiano pag. 4 Onorando una memoria ed una missione: Roberto Bazzoni pag. 6 LAssociazione pag. 7 Amici in terra di missione pag. 13 Suor Giovanna Giupponi scrive: Carlo Spagnolli Padre Gabriele Ferrari Mons Guido Zendron Suor Angela Maria Clerici Suor Bruna Chiarini Suor Giovanna Giupponi Suor Magda Boscolo Carin Khieva Margueritte Musole Kayombo Maria Solange Simes Peixoto Sybil and Norman Mac Donald Padre Bepi de Cillia Padre Bruno Ghiotto Padre Claudio Marano Padre Filippo Mbonicimpaye Padre Ruben Antonio Macias Sapin

    Il sostegno a distanza pag. 22 Elisa Dossi scrive: I nostri bambini. Che cos Come organizzato Come diventare sostenitore a distanza Come pagare la quota Dove sono i nostri bambini Zimbabwe: Harare: Villaggio San Marcellino Kariba: Asilo Svinurai Burundi: Ngozi: casa di accoglienza Giriteka Buyengero: ASENABU

    INDICE

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  • 11 Congo: Lumumbashi: Scuola-Collegio Le Bal Brasile: Salvador (Bahia): Centro Comunitario padre Mario Veronesi

    Zimbabwe pag. 28 Un paese in agonia Massimo Alberizzi scrive: Tutti milionari in Zimbabwe!

    Un amico in pi per fermare lAIDS in Zimbabwe La gratitudine di Carlo Spagnolli La tragedia e il miracolo in Zimbabwe Sostegno farmacologico contro le malattie opportunistiche dellAIDS Harare: Il Villaggio San Marcellino Harare: Il Centro di Promozione sociale e sanitaria della donna e del bambino Giovanni Spagnolli Sostegno Logistico dottor Carlo Spagnolli Chinhoyi: Le opere di suor Giovanna Giupponi Kariba: Lasilo Svinurai Emergenza Carestia Emergenza Farmaci

    Burundi pag. 46 Elena Patoner scrive: La speranza di un cambiamento reale

    Gatumba: Scuola citt di Rovereto realizzazione del complesso scolastico Gatumba: LAsilo Giovanna Medici per i piccini. Bujumbura: Centro Giovani Kamenge - Per una mondializzazione

    positiva nei Quartieri Nord attraverso linformatica. Bujumbura: Aiutiamoli a vedere Bugwana: Costruzione del complesso scolastico per ciclo dinsegnamento superiore Ngozi: Giriteka, i bambini del mercato Buyengero: gli orfani della guerra e dellAIDS

    Congo pag. 61 LArcivescovo di Bukavu scrive: Quali prospettive per la pace nella Repubblica democratica del Congo?

    INDICE

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  • 12

    Lubumbashi: La scuola-collegio Le Bal

    Tanzania pag. 67 Il paese Manuela Buzzi scrive

    Ikonda: Consolata Hospital

    Uganda pag. 71 Il paese

    Arua: Zobele Memorial Vocational Institute

    Brasile pag. 75 Il paese

    Salvador Bahia: Centro Comunitario Padre Mario Veronesi

    India pag. 80 Gianni Cainelli scrive: Una esperienze a Calcutta

    Calcutta, Vizak, Kakinade: Aiutiamoli a sentire

    Ci sostengono e li ringraziamo con tutto il cuore pag. 83

    Il Consiglio Direttivo in carica per il triennio 2011/2013 cos costituito:Giuliano Tasini (Presidente)

    Sebastiano Bazzoni (Vice-Presidente)Maurizio Dalbosco (Tesoriere)

    Andrea Silli (Segretario)Dario Dossi

    Dario PiconeseElena Patoner

    Fernanda Favaro TurellaGiuliana Porta

    INDICE

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  • 13Suor Giovanna Giupponi scrive

    Vedete, nella mia esperienza di 40 anni di vita missionaria in vari conti-nenti ho scoperto una cosa importante: a volte noi pensiamo al prossimo nel bisogno e facciamo tanto per aiutare, ma in questa visione globale del prossimo perdiamo di vista il bisogno particolare delloperatore di misericordia. Ho incontrato missionari laici e religiosi che avevano tanti mezzi per aiutare gli altri, ma non il necessario per una loro vita dignitosa.Parlando alcuni giorni fa con un missionario veterano dellAfrica, quasi 40 anni di servizio fra i pi poveri, alla mia domanda: Dimmi la verit, tu hai bisogno di qualche cosa? Come ti senti? Hai i medicinali necessari, il cibo sufficiente per te, per una vita dignitosa? Sorridendo mi ha dato questa risposta:

    Sai Sr. Giovanna, tante persone mi aiutano per il lavoro che faccio, ma pochissime si interessano a me come persona. Mi chiedono: Che cosa hai bisogno per i tuoi orfani , ma raramente mi chiedono: Ma tu, personalmente, di che hai bisogno?. Grazie Sr. Giovanna, perch hai capito che noi prima di essere missio-nari siamo delle persone che necessitano di una parola buona, unatten-zione, un po di comprensione anche se noi stessi, se vogliamo essere fedeli alla nostra scelta, siamo chiamati a dimenticarci completamente per servire i meno fortunati di noi; grazie di cuore, fa bene questa tua attenzione.

    Desideri sostenere direttamente i nostri amici in Africa nelle loro necessit o desideri che dispongano del frutto della tua generosit secondo coscienza, puoi semplicemente fare un versamento presso Cassa Rurale di Rovereto-Sede IT29 1082 1020 8000 0000 0124162 con la causale Amici in Africa - il nominativo del beneficiario e il tuo sostegno sar immediatamente fatto pervenire al diretto in-teressato!

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 14 Carlo Spagnolli [email protected]

    Il dr. Spagnolli ha dedicato la propria vita allAfrica: appena laureato, nel 1975 si reca in Uganda per svolgere il servizio civile e vi rimane fino al 1989. Lasciata lUganda, lavora in Eritrea e in Etiopia durante la guerra civile. Dopo una breve parentesi in Camerun, arriva in Zim-babwe allospedale diocesano Luisa Guidotti di Mutoko dove presta la sua opera dal 1997. Ha conosciuto figure storiche del mondo mis-sionario come Padre Ambrosoli, medico a Kalongo, ha lavorato con i coniugi Piero e Lucille Corti, fondatori del st. Marys Lacor Hospital, universalmente riconosciuto come il miglior ospedale rurale dellUgan-da e forse dellAfrica intera. Ha attraversato con la famiglia le guerre, le violenze, i peggiori regimi, da Amin a Obote a Mobutu, senza mai arrendersi, senza mai mollare, sempre dalla parte delle vittime. Attual-mente in Zimbabwe impegnato, con il nostro aiuto, nella cura con farmaci antiretrovirali di circa duemila pazienti ammalati di AIDS con-clamato in un paese dove il tasso di sieropositivit del 33%. Allo stes-so tempo, con il sostegno delle Associazioni Roberto Bazzoni e Life Line Dolomites assiste con mezzi e con cibo diversi ospedali, scuole, asili e centri di formazione professionale, perch quello che una volta era considerato il granaio dellAfrica oggi un paese allo sbando e ridotto alla fame.

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 15Padre Gabriele Ferrari [email protected]

    Roveretano, ordinato sacerdote diocesano nel 1964, entra nellOrdine dei Saveriani e parte subito per il Burundi dove rimane per cinque anni. Dopo un periodo di formazione a Roma, per dodici anni Generale dellOrdine dei Saveriani, torna quindi in Burundi per altri cinque anni. Attualmente responsabile del Centro di Formazione Permanente dei Padri Saveriani, trascorre ogni anno alcuni mesi in Burundi dove inse-gna nel seminario locale.

    Mons. Guido Zendron [email protected]

    Sacerdote trentino diocesano, nativo di Lisignago. Dopo essere stato ordinato nel 1978 ed aver svolto la sua azione pastorale prima come cappellano a Pergine, e poi come parroco a Vigolo Vattaro, su sua ri-chiesta stato assegnato come missionario fidei donum alla Diocesi di Salvador Bahia. La Parrocchia di Cristo Redentor, della quale stato parroco, comprende i quartieri poveri di: Chapada do Rio Vermelho; Vale das Pedrinhas; Santa Cruz; Nordeste de Amaralina, per un numero di abitanti stimato in circa 100.000.Nel 2008 stato ordinato vescovo ed ora gli stata assegnata la Diocesi di Paulo Afonso (Bahia - Brasile).

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 16 Suor Angelamaria Clerici [email protected]

    Originaria di Iseo, appartiene alla Congregazione della Suore di Carit dette di Maria Bambina. Da oltre ventanni in Africa dei quali otto in Zambia al servizio della trib Tonga e in seguito in Zimbabwe. Dopo tre anni di servizio a Chinhoyi presso il locale centro di spiritualit, arriva a Kariba in qualit di responsabile della locale comunit. Suor Angela ci ha scritto:Ho imparato ad amare chi ritenuto inutile per la societ, ho goduto nel condividere con loro lassenza del necessario come lacqua, la luce, il trasporto, le medicine ed il cibo ho imparato dal povero la serenit nellaccettare la vita di ogni giorno. Qui a Kariba i nostri bambini ci chiamano mamma poich le loro mamme li proteggono dal Cielo.

    Suor Bruna Chiarini [email protected]

    Entra nella Congregazione delle Suore Missionarie della Societ di Ma-ria (Mariste) allet di ventuno anni, parte per il Burundi nel 1971, viene espulsa nel 1985. Fino a quel momento impegnata soprattutto nellat-tivit di formazione religiosa e catechesi. Ritorna in Burundi nel 1991 e fonda subito la nuova comunit a Rwarangabo (Diocesi di Ngozi) che si prende cura degli orfani di guerra (attualmente 1200) e nel 2002, su richiesta del vescovo, fonda unaltra comunit, quella di Giriteka (nella citt di Ngozi) che cerca di recuperare a una vita dignitosa (lavo-ro, studio e famiglia) i bambini abbandonati al mercato locale. Sempre nella citt di Ngozi insegna nella scuola interdiocesana di catechisti, impegnata nella Direzione del Centro di Animazione Missionaria ed membro della Commissione Giustizia e Pace.

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 17Suor Giovanna Giupponi [email protected]

    Suora missionaria delle suore di Maria Bambina. A ventanni si fa suo-ra e dopo il periodo di formazione iniziale e professionale in Italia e a Londra parte per lIndia dove vi rimane per sette anni insegnando nella scuola di Stella Maris in Bangalore.Nel 1969 ritorna in Italia per malattia e durante la sua degenza a Pietra-ligure frequenta la scuola per infermiere per due anni. Nel 1971 parte per la California dove presta servizio a Susanville in una comunit di emigranti italiani e baschi. Nel 1975 ritorna in Italia e insegna per sei anni nel Collegio S. Bambina di Crespano del Grappa. In seguito tra-scorre tre anni a Venezia fra gli studenti. Nel 1984 si porta in Zambia a Kafue e serve quella comunit per 6 anni. Nel 1991 viene trasferita a Chinhoyi e fino a oggi presta il suo servizio socio-pastorale presso questa comunit ecclesiale.

    Manuela Buzzi [email protected]

    Farmacista, nativa di Milano dove si laureata nel 1993, ha lavorato nella farmacia di famiglia fino al 2003. Nel 2004 ha realizzato il suo so-gno di partire per la missione e dedicare la sua vita e la sua professione al servizio dei pi poveri. Dopo un anno e mezzo di lavoro in Kenya presso il Catholic Hospital di Wamba, dal 2006 in Tanzania come far-macista responsabile del Consolata Hospital di Ikonda gestito dai padri missionari della Consolata.

    Carin Khieya [email protected]

    Missionaria laica olandese appartenente a THE FAMILY INTERNA-TIONAL, infermiera diplomata, sposata con Tepu (indiano), ha quat-tro figli, da ventanni dedica la sua vita allaccoglienza e alla cura dei ragazzi sordi abbandonati. Ha fondato tre centri importanti a Calcutta, Vizak e Kakinada che offrono assistenza a circa 350 ragazzi.

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  • 18 Margueritte Musole Kayombo [email protected]

    Chiamata affettuosamente maman Maggie. rimasta colpita dalla tragica situazione di molti bambini mutilati dalle mine o da handicap fisici congeniti e cos ha fondato per loro la Scuola Le Bal. Laica, gio-vane e laureata in psicologia infantile, collabora con le Suore salesiane di Maria Ausiliatrice. A questi bambini si dedica con grande amore e passione!

    Maria Solange Simes Peixoto [email protected]

    Laureata in Educazione, professoressa della Universit Federale di Bahia dal 1970 al 1991. Si poi pensionata. Si dedica alla consulenza per conto di alcuni municipi allinterno dello stato bahiano, allo svi-luppo di progetti nellarea educativa della stessa Universit e parteci-pa ad alcuni programmi del Ministero dellEducazione. Di formazione cattolica, da sempre impegnata nel servizio delle comunit carenti in Salvador. Nel 2003 conosce Mons. Guido Zendron nella Parrocchia di Cristo Redentor e dal 2004 ha iniziato a contribuire alle opere della sua parrocchia. Ha assunto la Presidenza dellAssociazione Alecrim che conduce orientata da Mons. Guido.

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 19Sybil and Norman Mac Donald [email protected]

    Norman e Sybil arrivano in Zimbabwe nel 1970. Lui intagliatore di diamanti e Direttore Generale della PG Timbers Harare. Sybil impie-gata amministrativa ed ha sei figli dal precedente matrimonio: David, Patrick, Kevin, Noel Angelina e Tracey. Sono sposati dal 1976 e dedica-no le loro vite al lavoro missionario. Nel 1989 fondano il Centro AIDS di Mashambanzhuo e nel 1994 la casa Madre della Pace di Mutoko, dedicate alla cura dei bambini ammalati di AIDS. Dal 1998 dirigono la fattoria della Diocesi a Rothwell e organizzano il servizio di alimenta-zione di numerosi bambini in et scolare estremamente sottonutriti. In seguito devono abbandonare la fattoria perch minacciati di morte dai veterani di guerra. Nel 2002 assieme ad altri amici, fondano il Villaggio San Marcellino. Oggi ne curano la gestione.

    Padre Bepi De Cillia [email protected]

    Della congregazione dei saveriani, impegnato da quarantanni in Bu-rundi nella diffusione del messaggio cristiano di pace e riconciliazione tra Hutu e Tutsi. Vive ed opera nella capitale Bujumbura dove assieme ai suoi fratelli saveriani ha ormai ridato vita e speranza ai quartieri pi poveri della citt, spazzati via dagli scontri fratricidi iniziati nel 1994. Si guadagnato la fama di costruttore presso le popolazioni locali, grazie alla sua operosit e determinazione nel costruire abitazioni per dare un tetto a sfollati e profughi, allapprovvigionamento di acqua po-tabile e alla costruzione di scuole e chiese come punto dincontro e ag-gregazione della gente per il recupero di una socialit e civilt perdute sotto i colpi dei fucili.

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 20 Padre Bruno Ghiotto [email protected]

    Vicentino e padre saveriano, nato nel 1935, padre Bruno viene inviato in Burundi nel 1971 e vi dedica la vita. Viene avviato come parrocchia-no in diverse localit rurali allinterno del paese: a Kigwena, a Ruzo, a Gisanze e oggi opera a Bugwana. La conoscenza del kirundi e la lun-ga esperienza svolta in Burundi fanno di padre Bruno un amico della popolazione burundese, vicino con il cuore e con le sue opere. Padre Bruno infatti non cura solo la spiritualit della gente, bens costruisce chiese, scuole, dispensari e tutto quello che serve per garantire la so-pravvivenza delle comunit nelle quali si reca. Nel 2008 lAssociazione Cuore Amico Fraternit di Brescia gli assegna il premio Cuore Amico per ringraziarlo della sua profonda testimonianza: la missione non potere ma servizio, umilt, volont di mettersi in gioco, gratuit, tutte caratteristiche che padre Bruno esprime quotidianamente nel suo modo di essere.

    Padre Claudio Marano [email protected]

    Friulano e padre saveriano, dopo gli studi di pedagogia, teologia e lin-gua francese, viene mandato nel 1981 a Minago, nel sud del Burundi come parrocchiano. Espulso nel 1984, rientra in Italia dove collabora con la rivista Missione Oggi, con la Casa Editrice EMI e si impegna nella pastorale giovanile! Nel 1990 torna in Burundi su invito della Dio-cesi per occuparsi dei giovani della periferia di Bujumbura. Il progetto molto impegnativo e costa due anni di studi e ricerche. Finalmente nel 1992 si assiste allapertura del Centro Giovani Kamenge che, con lo scoppio appena due mesi dopo della guerra civile, si vede trasformare in un ospedale da campo. Solo al termine dellemergenza umanitaria il Centro Giovani inizia le sue attivit formative e diventa in breve tempo un punto di riferimento non solo per i giovani compresi tra i 16 ed i 30 anni, ma per tutta la popolazione dei Quartieri Nord. Nel 2002 Claudio ed i suoi 31.000 iscritti vincono il Premio Internazionale Right Live-lihood per il sostegno ed il coraggio dimostrati.

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 21Padre Filippo Mbonicimpaye [email protected]

    nato a Buyengero, ha seguito gli studi primari e secondari a Muzen-ga e Gitega, gli studi filosofici e teologici nei Seminari Maggiori di Bujumbura e Gitega. Da seminarista, durante le vacanze, frequentava la parrocchia dove ha avuto modo di conoscere i nostri amici Saveriani (Padre Ottorino Maule, Aldo Marchiol, Padre Lanaro Alberto, Maestri-ni Battista, Padre Modesto e Padre Mario) e toccare con mano il loro impegno in favore dei bambini. stato ordinato prete nel 1999 ha ini-ziato il suo lavoro pastorale nella parrocchia di origine (Buyengero). Nel 2000 ha fondato lAssociazione ASENABU per aiutare i bambini orfani ed ammalati di AIDS e malaria. Dal 2003 al 2005 trascorre due anni di formazione e perfezionamento in Italia (Politecnico di Milano). Al suo ritorno parroco di Minago nel sud del Burundi e da due anni impegnato nellorganizzazione del clero cattolico.

    Padre Ruben Antonio Macas Sapin [email protected]

    Nato a Guadalajara in Messico, padre Ruben scopre la sua vocazione al mondo religioso molto presto e sente subito la predisposizione dettata dalloffrirsi agli altri, di partire per terre lontane e bisognose. Terminati quindi gli studi di Teologia e Filosofia, diventa parrocchiano di Torron per tre anni e si occupa di gruppi giovanili ad Arandas per altri due. Poi finalmente la congregazione gli affida il Burundi. Dopo un anno di studi del francese a Parigi, padre Ruben parte per Gisanze dove si occupa della comunit rurale sia da un punto di vista spirituale che di socializ-zazione e crescita intellettuale. Organizza incontri di catechismo con adulti e giovani e cerca di entrare nello spirito di ciascun burundese per spiegargli cosa sia il perdono. Dal 2005 lavora assieme a padre Bruno presso la comunit di Bugwana, terra lontana da tutti e apparentemente abbandonata da Dio. L padre Ruben insegna quotidianamente la spe-ranza e la fiducia nella vita.

    AMICI IN TERRA DI MISSIONE

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  • 22 Elisa Dossi scrive:

    I nostri bambini sono soli. Vivono in strada. I loro genitori spesso sono morti di AIDS. I nostri bambini sono orfani per la vergogna della comunit che li ab-bandona. Indossano vestiti sformati, si cibano soltanto di riso e cavoli. I nostri bambini non hanno una casa, una scuola; vivono in baracche di lamiera e cartone.Hanno sorrisi veri, i nostri bambini. Anche i loro grandi occhi ridono e si fanno lucenti, quando sono felici. il sorriso delle persone semplici, che gioiscono di cuore. il piacere di chi sa apprezzare le piccole cose: un bicchiere dolio, un sacchetto di farina, un pugno di fagioli, quaderni e penne per la scuola, delle scarpe, qualche vestito.Piccole grandi cose. Lo stendere la mano verso coloro che si curvano sotto il peso delle ingiustizie, le piccole grandi ingiustizie casalinghe che sono le conse-guenze delle grandi ingiustizie sociali. Nello Zimbabwe in atto un genocidio silenzioso. I neonati, abbando-nati al bordo delle strade da madri poverissime e disperate, vengono divorati da cani randagi e iene. I malati vengono respinti alla porta degli ospedali pubblici se non pagano somme esorbitanti. I bambini svengo-no sui banchi di scuola per la fame.In Congo, i bambini di strada si sostengono grazie alla microcrimina-lit, sniffando colla per soffocare i morsi della fame. Accanto a loro transitano indisturbati gli ultimi modelli di fuori strada prodotti dalle migliori case automobilistiche del mondo.A questi piccoli, ai loro sorrisi pieni di fiducia dedicato il sostegno a distanza in Zimbabwe, Burundi, Congo, Brasile.Doniamo ai nostri bambini un sogno. Teniamo viva la speranza di cui brillano i loro occhi quando sorridono.

    IL SOSTEGNO A DISTANZA

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  • 23Che cos

    Il sostegno a distanza una forma di solidariet che consiste in un con-tributo finanziario stabile e continuativo destinato ad un beneficiario ben identificato, un determinato bambino o ragazzo che in qualche Pae-se del mondo ha bisogno di cibo, medicine, scuola. Senza strapparlo alla sua terra, rispettando la sua cultura e anzitutto salvaguardando la sua dignit di persona umana, con il sostegno a distanza si pu fare molto per lui. Si tratta di una scelta semplice ma seria, perch lo spirito del sostegno a distanza presuppone lintenzione di mantenere il proprio impegno almeno per qualche anno. Il sostegno a distanza pu essere sottoscritto da singole persone, famiglie, gruppi di amici, ma anche da scolaresche, aziende o amministrazioni locali, dando a tanti bambini la possibilit di un futuro migliore. Il sostegno a distanza consiste quindi in un aiuto materiale che contribuisce a migliorare le condizioni di vita di un bambino o ragazzo. Ma cibo, casa, salute, istruzione, aiutano la persona se vogliono dire anche sicurezza, amore, appartenenza, autosti-ma. Per questo, insieme agli aiuti materiali, garantiamo la presenza di persone che accompagnano il bambino nel suo percorso, persone che hanno a cuore soprattutto il bene di ogni bambino, la sua crescita per-sonale e umana.

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  • 24 Come organizzato:

    Gli interventi di sostegno a distanza sono coordinati sul posto diretta-mente da responsabili di nostra fiducia. La qualit dellintervento data principalmente dalla responsabilit di chi opera sul posto, individua i bisogni e gestisce gli aiuti.LAssociazione Amici sen. G. Spagnolli riceve i contributi dei soste-nitori e li versa con cadenza trimestrale ai coordinatori locali. Sono i coordinatori locali che stabiliscono come utilizzare i fondi a seconda del progetto e della situazione dei bambini e ragazzi destinatari dellin-tervento. Pu avvenire che, per cause che non dipendono dalla nostra volont, ad esempio un cambiamento della situazione personale del bambino (il caso pi frequente il trasferimento in una localit lontana) o della situazione del paese o della citt in cui vive, non siamo in grado di con-tinuare il sostegno del bambino affidato. Se ci accade, il sostenitore ne viene informato appena possibile, con la proposta di continuare il proprio gesto di aiuto a favore di un altro bambino bisognoso.Al momento delladesione il sostenitore riceve la documentazione ini-ziale sul bambino e sullambiente in cui vive. Il bambino sostenuto ha cos da subito un volto e un nome preciso. In qualche modo, possiamo dire che avviene un incontro.

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  • 25Le persone che sul posto si occupano di lui si impegnano a far pervenire due volte allanno notizie che lo riguardano: una letterina, un disegno, un aggiornamento sul suo andamento scolastico o sulla sua situazione familiare. Gli scritti saranno spesso brevi e semplici.I nostri coordinatori ci assicurano che per loro gi un grande sforzo ma anche una grande soddisfazione poter inviare queste comunica-zioni. Si chiede comunque comprensione, perch non sempre possibile es-sere puntuali. I piccoli ostacoli che possono determinare il ritardo sono davvero di ogni tipo.

    Come diventare sostenitore a distanza Chi desidera sottoscrivere un sostegno a distanza pu farlo compilando lapposito modulo di adesione presente sul nostro sito web.

    Come pagare la quota

    La quota pu essere versata periodicamente scegliendo una tra le se-guenti due possibilit:

    Annuale:Da versare entro il 31 gennaio dellanno considerato

    Trimestrale:quattro versamenti da versare entro la prima settimana del primo mese del trimestre considerato. Lanno stato suddiviso in quattro trimestri (1, 2 3 4 trimestre).La prima quota si intende relativa allintero trimestre in corso.Il versamento va effettuato presso la Cassa Rurale di IseraIT96 N081 0734 9000 0000 0006 267

    Si suggerisce come forma di pagamento di utilizzare lordine di paga-mento continuativo rinnovato di anno in anno e di specificare in modo completo nella causale il centro di accoglienza ed il nome del bambino. Ad es. Villaggio San Marcellino Munyaradzi Moyo.

    Coordinatrice del servizio: Pia Rosa Vaccari [email protected]

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  • 26 Dove sono i nostri bambini

    Zimbabwe:

    Harare: Villaggio San Marcellino (vedi opere in Zimbabwe pag. 40) La quota trimestrale di 105,00 e la quota annuale annuale

    di 420. Mantiene i contatti con il Villaggio e con le famiglie: Elsa Torresani [email protected]: Asilo Svinurai (vedi opere in Zimbabwe pag. 43) La quota trimestrale di 70 e la quota annuale di 280. Mantiene i contatti con lAsilo e con le famiglie: Silvana Giarolli [email protected]

    Burundi:

    Ngozi: Centro di Accoglienza GIRITEKA - (vedi opere in Bu-rundi pag. 59)

    Quote annuali Per un bambino residente al Centro Giriteka 300,00 Per un bambino non residente al Centro Giriteka 250,00 Borsa di studio Media superiore 350,00 Universit 700,00 Mantiene i contatti con Giriteka e le famiglie: Claudia Diener [email protected]

    Buyengero: ASENABU Associazione per il sostegno del fanciullo non accompagnato di Buyengero e Burambi (vedi opere in Burundi pag. 60)

    La quota trimestrale di 70 e la quota annuale di 280. Mantiene i contatti con padre Filippo e le famiglie: Sabrina Monti [email protected]

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  • 27Congo:

    Lubumbashi: Scuola- Collegio Le Bal (vedi opere in Congo pag. 66)

    Per i bambini esterni le borse di studio sono di 300,00 al-lanno.

    Per i bambini interni (orfani e portatori di handicap che vivo-no nel collegio) la borsa di studio e la retta del convitto di 420,00 allanno.

    Mantengono i contatti con la Scuola Le Bal e le fami-glie:

    Josephine Tomasi [email protected] Giovanna Angelini [email protected] Giampaolo Rella [email protected]

    Brasile:

    Salvador Bahia: Centro Comunitario Padre Mario Veronesi (vedi opere Brasile pag. 77)

    La quota trimestrale di 75,00 La quota annuale di 300. Mantiene i contatti con il Centro e con le famiglie: Cristina Garniga [email protected]

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  • 28

    Paese in agonia

    Lo Zimbabwe ha circa 12 milioni di abitanti in un area di 390.760 kmq. L80% delle famiglie vive in povert assoluta (meno di un dollaro USA al giorno di reddito) d affronta da anni una pesante recessione economi-ca e una grave crisi politica.Sotto il profilo sanitario il Paese si colloca al 130 posto nel mondo, con un indice elevato di mortalit materno-infantile e di bambini sottopeso alla nascita, alta incidenza di tubercolosi e malaria ed emergenza al massimo livello a causa della pandemia di HIV.Lo Zimbabwe, come molti paesi africani, non deve combattere so-lamente con epidemie e carestie. Uno dei problemi pi grossi che la popolazione deve affrontare , purtroppo, il suo stesso governo: irre-sponsabilit politica, cura degli interessi personali a discapito della res pubblica, miopia nella progettazione del futuro di una Nazione, pesano sulle possibilit di sviluppo ed acuiscono ogni genere di difficolt a tutti i livelli della vita sociale ed economica. Dopo il periodo coloniale in-glese, la Rhodesia cambia nome e diviene Zimbabwe. Nel 1980 Robert Mugabe diviene presidente di quello che era considerato uno dei paesi pi ricchi dellAfrica meridionale. Inizialmente si dichiar erede del gioiello dAfrica e promise di mantenerlo tale: favor la costruzione di quattro aeroporti, strade asfaltate ed un sistema scolastico di qualit aperto a tutti. Da allora le cose sono molto cambiate, dal 1997 lecono-mia del Paese si trasformata da quella che cresceva pi in fretta nel continente africano, a quella che si contrae pi rapidamente oggi. Un tempo esportatore di risorse agrarie, alimentari e tessili, ora esporta solo i suoi pensatori e professionisti pi validi, che fuggono verso paesi pi

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    prospetto 2011.indd 28 23/11/2011 8.07.25

  • 29liberi ed ospitali. La responsabilit di questo radicale cambio di direzio-ne da ricercare nel presidente dello Zimbabwe.

    Massimo Alberizzi scrive

    Tutti milionari in Zimbabwe.

    La banca centrale del Paese ha messo in circolazione tre nuove banco-note: 10 milioni di zim dollars, i dollari locali, la pi alta al mondo, 5 milioni e un milione. Un record, ma solo nominale. Infatti il valore rea-le di 3,3 euro circa. Cos stato risolto un grande problema: ora non si deve pi uscire di casa con la valigia carica di banconote per andare a fare la spesa. Finora il taglio pi grosso era da 200 mila. Una vera fatica entrare in un ristorante e alla fine della cena pagare un conto di 53 milioni con quei biglietti. Significava posare il malloppo sul tavolo e mettersi a contare le banconote sotto lo sguardo divertito e sorridente del cameriere, costretto poi a ricontare il tutto per evitare errori.

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  • 30 Usando la carta di credito quel conto sarebbe stato sottoposto al cambio ufficiale (1 dollaro americano, 30 mila zim) e quei 53 milioni zim sarebbero diventati 1766 dollari, cio 1261 euro. Un po cara quella cena. La stessa Rebecca, che ad Harare, la capitale dello Zimbabwe, ti accoglie alla reception dellHotel Meikles, una volta uno dei pi presti-giosi di tutta lAfrica, mette in guardia: Paga con carta di credito solo il soggiorno, perch gi espresso in dollari. Per il resto usa contanti, altrimenti sei fregato, invita divertita. E cos la cena da 53 milioni, gra-zie al cambio nero (1 dollaro un milione e mezzo di zim) viene a costare 35 dollari. Un sollievo. Lo Zimbabwe, una volta il Paese dellAfrica nera pi sviluppato dopo il Sudafrica, sta precipitando nel baratro. In-flazione alle stelle. Un documento del Fondo Monetario Internazionale parla del 150 mila per cento, lo stesso tasso raggiunto in Germania dalla repubblica di Weimar negli anni 20 dello scorso secolo. Un dollaro che al mercato nero un anno fa valeva 3 mila zim, oggi vale 5 milioni.

    La disoccupazione all80 per cento.I generi alimentari di prima necessit (pane, latte, uova) sono introva-bili, i salari perdono in continuazione di valore e, ovviamente, i prezzi volano. Chi fa la spesa in un supermercato deve correre. Se prende su uno scaffale una bottiglia di birra per un euro e mezzo, quando arriva alla cassa, se non si sbriga, la paga almeno 1,7. E deve nascondere il disappunto. In quello che era considerato il granaio di tutta lAfrica ora si muore di fame. Al supermercato Spar di Victoria Falls gli scaffali sono desolatamente vuoti. Non si trova pi neanche il latte per il bam-bini e non c sapone, racconta Charles, uno dei numerosi autisti che porta in giro i rari turisti attratti da una delle meraviglie del mondo, le cascate Vittoria sullo Zambesi. Ovvio che anche la benzina scarseggi e viene venduta al mercato nero al doppio o al triplo del prezzo ufficiale, 80 centesimi di euro. In compenso gli scaffali di alcolici, dalla vodka al whisky, dalla birra al vino sono stracolmi. Vengono prodotti qui, spie-ga Rick, uno dei commessi che alla Spar bighellona tra i corridoi per controllare i rari clienti. Infatti sul meraviglioso ponte costruito alla fine del 800 sulle gole dello Zambesi, attraverso il quale si passa il confine con lo Zambia e sotto cui scivola lacqua dopo le cascate, si incontrano decine di persone alla guida di carretti carichi di casse di liquori: Di l, spiega Mary una donna nerboruta che trascina due enormi borse piene di bottiglie lalcool costa molto e cos glielo portiamo noi a prezzi pi limitati. E voi cosa portate in Zimbabwe? La risposta secca, dura e anche un po polemica: Pane.

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  • 31Il vecchio dittatore Robert Mugabe, 85 anni al potere da 28, non vuole ficcanaso e cos per entrare nel Paese i giornalisti sono costretti a mentire le proprie spoglie ed entrare con un visto turistico. Nel giugno scorso il governo ha deciso di bloccare i prezzi. Per il bene della po-polazione? No di certo spiega Nelson, il commesso di una catena di grandi magazzini sudafricana . Un bel giorno sono entrati i funzionari e hanno guardato sugli scaffali. Cosa costano queste scarpe? 10 mi-lioni? Mettete la targhetta un milione. Subito dopo sono arrivati i loro amici, parenti e familiari che hanno spazzato via tutto con quei prezzi ridotti a niente. Ho venduto un televisore da 80 milioni di zim dollars per due milioni. In questo panorama desolante i quotidiani, controllati dallo stato, hanno titoli grotteschi: Tutto va bene, Il paese sta uscen-do dalla crisi, Distribuiti trattori e sementi ai contadini, rifiorisce la produzione. Non raccontano che chi ha ricevuto i doni se li andati subito a rivendere. I semi produrranno pi in l. Noi dobbiamo man-giare ora, si sfoga Martha, un figlio tenuto per mano e laltro attaccato sulla schiena. Rincara la dose Sam Levy, commesso in un centro com-merciale. Con il mio stipendio, che buono, non riesco ad arrivare alla fine del mese. Non pago laffitto dallanno scorso, ma il padrone di casa non mi butta fuori.

    Nelle banche non c denaro, nessuno infatti vuol depositare. Davanti agli istituti di credito file di clienti sono in attesa che qualcu-no depositi il contante per poterlo ritirare. Dove finiscono i contanti nessuno lo sa bene. Certo che in giro non ce ne sono. Tony Hawkins, professore di economia alluniversit di Harare, spiega che proprio la mancanza di contanti ha costretto il governo a lanciare i tagli altissimi.

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  • 32 Attenzione fa notare mostrando un biglietto non sono banconote, ma assegni al portatore, con una scadenza ben precisa. Il governo non fa niente per fermare linflazione; nessun provvedimento strutturale. Continua solo a stampare denaro. La catastrofe cominciata quando il governo ha deciso di ridistribuire le ricche terre di propriet dei coloni bianchi ai neri. Un provvedimento che era stato concordato con la Gran Bretagna al momento della decolonizzazione. Londra doveva pagare i risarcimenti. Cosa che ha fatto fino a un certo punto. Quando Tony Blair, allora premier, si accorto che le terre non andavano ai contadini ma ai dignitari del regime, ai dirigenti del partito di Robert Mugabe, lo Zanu-pf (Zimbabwe African National Union Patriotic Front), ai militari, ai veterani della guerra contro il regime dei colonialisti bianchi e, insomma, a un pugno di amici, tutta gente che non sapeva cosa fosse una zappa o un aratro, ha denunciato laccordo e ha detto: Non pago pi. Mugabe ha reagito con gli espropri forzati ma i nuovi padroni non hanno saputo far fruttare le terre: il Paese cos collassato. Si pensi solo che i capi di bestiame nel 2000 erano 4 milioni: oggi sono ridotti a 80 mila. Un vero disastro di cui, finora non si vede la fine. Attenzione. Quando leggerete questarticolo linflazione avr gi fatto lievitare i tassi e quindi tutte le cifre espresse qui sopra andrebbero ricalcolate.

    Massimo A. Alberizzi Corsera, 20 gennaio 2008

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  • 33Un amico in piper fermare lAids in Zimbabwe!

    salvando una mamma, si salvano dieci bambini salvando le mamme, si salvano la famiglia e la societ africana

    Ricordo ancora, come fosse ieri, lagonia prolungata del piccolo Bruce, un bambino buono e paziente, che la Malattia aveva gradual-mente ridotto ad un tronco sofferente e contorto a causa delle neuro-patie periferiche e, in ultimo, anche dalla meningoencefalite fungina: malattie opportunistiche degli immunodepressi che causano atroci do-lori portando lentamente alla morte. Ricordo ancora come fosse ieri i suoi occhioni spalancati quasi a chiedere perch? e aiutami!. Con le Infermiere lavevamo chiamato Eyes cio Occhi, perch i suoi occhioni,verso la fine, erano rimasti la sua unica forma di movimento, di espressione e di comunicazione.(Carlo Spagnolli da Larcobaleno di Tapiwa).

    Queste erano riflessioni dolorose sullimpotenza clinica prima che venissero scoperti e messi a disposizione i Farmaci Antiretrovirali. Oggi infatti la medicina ha fatto enormi passi avanti affinch la proliferazione del virus possa essere arrestata, contribuendo a sal-vare le persone malate da una morte certa fatta di sofferenze e ga-rantendo loro una vita normale da malato cronico, un po come succede per i diabetici. Tutto questo grazie ad una cura farmacolo-gica costante e ad un programma alimentare complementare.

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  • 34 La gratitudine di Carlo Spagnolli

    Carissimi amici,

    sono tanto grato e commosso per la vostra magnifica risposta alla pro-posta fattavi dai nostri amici del GRUPPO POLI REGINA, tramite il concorso DupliCarD Collection, al fine di raccogliere fondi per lac-quisto di farmaci per i nostri Programmi di cura antiretrovirale contro lAIDS che, grazie a voi, si stanno di anno in anno ampliando!Dal 2002 ad oggi siamo arrivati ad avere in terapia 1844 Malati di HIV-AIDS, la maggior parte donne e bambini, nel quadro della campagna prioritaria: Salvando una Mamma si salvano 10 Bambini.Purtroppo la situazione dello Zimbabwe si aggravata oltre misura, sia-mo ormai in piena catastrofe sociale e sanitaria. Manca quasi del tutto il cibo (5 milioni di persone su 9 rimaste nel Paese dipendono esclusi-vamente dagli aiuti internazionali per mangiare), mancano i medicinali in tutti gli ospedali governativi e in molti di quelli religiosi, i servizi ospedalieri sono scarsissimi di personale, fuggito allestero per soprav-vivere. ormai comune, nelle citt, che durante le soste il mio furgone con la Croce Rossa bene in vista venga avvicinato da malati disperati con prescrizioni mediche in mano, impossibilitati a trovare le medicine di base (antibiotici, analgesici) negli ospedali che li dimettono senza cure e senza speranza di acquistarle nelle farmacie private dove una settimana di Amoxicillina-Ibuprofene costa 100 volte il salario men-sile di uninfermiera professionale Non si erano mai viste scene del genere in Zimbabwe, anche lArcivescovo di Harare con cui ho parlato a lungo della situazione poco tempo fa mi ha confermato che la gente ormai disperata, impaurita, rassegnata a morire se qualcuno da fuori non la aiuta!Pi di 3 milioni di cittadini sono fuggiti allestero per trovare lavoro o sfuggire alla fame o alle persecuzioni politiche e per cercare di mante-nere in vita i familiari quaggi con le loro rimesse. Il denaro non vale pi nulla. Per pagare in contanti ci vogliono valige di banconote, nelle banche non c contante ed il mercato nero della valuta estera diven-tato una delle piaghe peggiori; per non parlare del cibo e del carburante: tutti proventi di ricchezza illegale per la ristretta Elite dominante.Senza esagerare, abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi la parabola di Lazzaro e del ricco Epulone. Da una parte, neanche un pasto al giorno; dallaltra, automobili di lusso e nuove ville faraoniche, ostentate come

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  • 35simbolo di potere e stato sociale! 6000 famiglie potentissime dissan-guano e affamano il Paese. Quasi nessuno lavora pi perch lo stipen-dio mensile copre soltanto il costo per un giorno del trasporto con mezzi pubblici da casa al centro citt!Lepidemia di HIV-AIDS e la denutrizione-malnutrizione hanno fatto scendere laspettativa di vita a 36 anni per gli uomini e a 32 per le donne (da 62 e 58 solo dieci anni fa). Mai viste negli ultimi 50 anni, sono ricomparse negli ospedali piaghe storiche come il kwashiorkhor (denutrizione proteica) e la cachessia (denutrizione totale), soprattutto nei bambini e nei malati di AIDS.In questo panorama disperato, grazie al vostro aiuto, noi medici missio-nari possiamo essere per migliaia di persone il segno della fratellanza e la luce della speranza in attesa che tempi migliori possano venire anche per questo Paese. Donare un farmaco a chi ne privo un grande gesto damore che leni-sce la sofferenza e pu salvare la vita a tante mamme, bambini e malati, arricchendo di certo la nostra vita di umanit e gioia..Continuiamo tutti assieme a diffondere gioia, speranza ed amore!Con profonda gratitudine, vi abbraccio e auguro ogni bene a voi e alle vostre famiglie.

    dott. .Carlo SpagnolliFiduciario Ass. Amici Sen. Spagnolli-Onlus

    ZimbabweChinhoyi

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    Un amico in pi per fermare lAIDSin Zimbabwe

    un progetto umanitario che il Gruppo POLI REGINA e la nostra As-sociazione realizzano assieme con la finalit di finanziare lacquisto di farmaci antiretrovirali per le mamme ed i bambini ammalati di AIDS conclamato in cura nei tre Centri RBO dei quali responsabile il dottor Carlo Spagnolli! Per ogni donazione di 500 punti del catalogo Dupli-carD Collection saranno devoluti 13,00 alla nostra Associazione!

    Nelledizione del Concorso DuplicarD Collection 2008/2009 sono state fatte 16.428 donazioni per un valore di 213.564. Circa 1500 mamme e bambini, ammalati di AIDS conclamato, sono in cura re-trovirale da pi di 3 anni grazie ai mezzi finanziari generati dal progetto.

    La tragedia in Zimbabwe

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    Il miracolo in Zimbabwe

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  • 38 Sostegno farmacologico contro le malattie opportunistiche dellAIDS.

    Lemergenza AIDS in Zimbabwe al massimo livello. Proprio per la gravit della situazione, molto importante sostenere i pochi centri so-cio-sanitari che si trovano in Zimbabwe e che costituiscono non solo un appoggio da un punto di vista sanitario, ma lunica speranza di soprav-vivenza per molte madri infette senza le quali i bambini sono destinati al pi triste abbandono.Il CENTRO SPAGNOLLI, attivo da cinque anni, cerca dunque di curare queste persone malate e di restituirle alla vita. Oltre che a fornire loro assistenza medica con le dovute terapie, si occuper anche della formazione professionale. gi operativa infatti la Scuola di Qualifi-cazione Professionale della donna (economia domestica) che preparer linserimento delle mamme nel mondo del lavoro.Il CENTRO collabora strettamente con altre infrastrutture socio-sa-nitarie presenti nel Paese, quali il GUIDOTTI HOSPITAL a Mutoko, il ST. MICHAEL HOSPITAL a Ngezi e la NYAMAYARO CLINIC a Chinhoyi, venendo cos a costituire unampia rete sanitaria che copre una buona fetta dello Zimbabwe. risaputo che il virus HIV agisce in maniera drastica sul sistema immu-nitario abbassandone le difese. Proprio per questo il malato pi esposto a numerose malattie opportunistiche (quali: la polmonite da Pneumo-cistis carinii, la meningite da Criptococco, le neuropatie periferiche, le diarree croniche, la candidiasi disseminata, le dermatofitosi, le micosi, le tubercolosi, le infezioni in genere, le algie acute, il sarcoma di Kaposi e altre ancora), che devono essere necessariamente curate prima della somministrazione della terapia del Programma PMTCT PLUS. Solo in questo modo la terapia antiretrovirale pu essere veramente efficace. Proprio per aiutare il CENTRO SPAGNOLLI e le altre infrastrutture socio-sanitarie ad offrire ai pazienti dello Zimbabwe questo antidoto contro la morte certa, lASSOCIAZIONE sostiene finanziariamente le spese per i medicinali curativi delle principali malattie opportunistiche presenti nei malati che accedono ai centri sopra nominati.Nella tragica realt di questo paese, dove lAIDS miete quotidianamen-te molte vittime, limportanza di questi programmi risalta ancor di pi se si considera che spesso le mamme che muoiono di AIDS lasciano dietro di s non solo i propri figli, ma anche quelli di sorelle e fratelli precedentemente morti di AIDS che esse accudivano. Quindi curando

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  • 39una mamma si salvano spesso da cinque a dieci bambini. Il beneficio di questo complesso di terapie non solo familiare, ma anche sociale. Leffetto pi importante che stato notato dal 2002, anno in cui questa serie di terapie stata introdotta, stato quello della trasformazione culturale del modo di rapportarsi dei pazienti e delle loro famiglie alla malattia. La disponibilit dei farmaci efficaci ha rotto il ghiaccio para-lizzante della negazione della malattia, provocato sia dalla vergogna a dichiararsi sieropositivo, sia dal terrore della morte certa. Ci a riprova del fatto che, anche in Africa, non si possono pi proporre programmi di sola educazione sanitaria e di prevenzione dellAIDS, a meno che non si rendano disponibili al tempo stesso le terapie! Malati di AIDS che sanno di non dover pi morire di morte certa e atroce, diventano molto pi disponibili anche a cambiamenti di comportamento e di con-cezione della vita.

    Sostenuto con il contributo della Provincia Autonoma di Trento.

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  • 40 Harare: Il Villaggio San Marcellino Harare

    Sono 74 i bambini attualmente nel Villaggio. Il Villaggio, organizzato sul modello dei pi conosciuti Villaggio SOS, ha come primo obbietti-vo quello di offrire sostegno a questi bambini fornendo loro le risorse necessarie alla crescita fisica, spirituale e professionale per diventare cittadini responsabili ed onesti dello Zimbabwe.Il Villaggio San Marcellinosorge su unarea di 3 ettari circa, denomi-nata lotto 366 blocco B in via Falcon Road, 77 HATFIELD HARARENellarea sono compresi: una casa principale costituita di 5 camere da letto, 3 bagni, soggior-

    no, sala da pranzo, cucina, ufficio. quattro case-famiglia. un Asilo. un terreno di tre ettari per coltivazione di ortaggi e verdura e lalle-

    vamento di pollame e conigli.La Casa Famiglia-tipo ha una capacit di alloggio per 22 bambini. Ogni Casa avr come Staff una Mamma con le sue aiutanti.La casa principale con il terreno annesso stata acquistata con i fondi messi a disposizione dai Fratelli Maristi di Roma e della Lifeline Do-lomites di Pozza di Fassa. Le restanti costruzioni (case-famiglia, asilo) e lacquisto del terreno adiacente sono stati finanziati dalla nostra As-sociazione. La costruzione delle quattro case famiglia ha goduto dei benefici di un congruo contributo della Provincia Autonoma di Trento per la solidariet internazionale.

    Limpegno della nostra Associazione prevede: Il coordinamento del servizio sostegno a distanza (vedi sostegno

    a distanza pag. 22); Il sostegno per il mantenimento del personale del Villaggio Linvio di alimenti, vestiario e beni di prima necessit via con-

    tainer.

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  • 41Harare: Centro sanitario e sociale di promo-zione della donna e del bambino Giovanni Spagnolli Harare.

    Il Centro Spagnolli e le infrastrutture socio-sanitarie ad esso connesse curano e offrono terapia e assistenza gratuita ai malati di AIDS, soprat-tutto alle donne e ai bambini. Dispone di una area di circa 15mila metri quadrati, la sede stata acquistata con i fondi messi a disposizione della Associazione Roberto Bazzoni-onlus (RBO) di Milano ed ristruttu-rata con i fondi nostri e dellAssociazione Lifeline Dolomites. In particolare permette la realizzazione delle seguenti attivit socio-sa-nitarie: Terapia antiretrovirale gratuita della mamme e dei bambini malati di

    AIDS (PMTCT Plus); Promozione della donna mediante Scuola di Qualificazione Profes-

    sionale: economia domestica, informatica ecc Assistenza ai bambini di strada (mensa, attivit educative e di inte-

    grazione); Riabilitazione funzionale dei disabili; Assistenza clinica ai bambini del Villaggio S. Marcellino di Hara-

    re; Possibile foresteria per amici e sostenitori.Il rapido estendersi dei programmi di terapia antiretrovirale ha richiesto delle urgenti opere di ampliamento. Attualmente, grazie ai fondi messi a disposizione dalla RBO, sono infatti in costruzione tre nuovi padi-glioni che saranno riservati alla Scuola di Qualificazione Professionale (Taglio e Cucito), al Laboratorio di analisi cliniche ed alla residenza per il medico.

    LAssociazione attende di volta in volta alle necessit comunicate dal dottor Carlo Spagnolli, in particolare provvede: al sostegno della piccola attivit di artigianato delle mamme

    (vendita dei prodotti); alla fornitura dei farmaci contro le malattie opportunistiche

    AIDS; alla fornitura dei farmaci antiretrovirali (acquistati con i fondi

    del GRUPPO POLI REGINA); allinvio di alimenti, beni di prima necessit e di attrezzatura

    medico-sanitaria.

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  • 42 Sostegno Logistico dottor Carlo Spagnolli

    Il sorgere di numerose opere dislocate in luoghi distanti comporta il sostenimento di una serie di spese necessarie alla loro organizzazione (carburanti, manutenzione veicoli, telefonia, internet, cancelleria, at-trezzatura per ufficio computer e stampanti - spese postali, pratiche burocratiche per import di beni essenziali), il cui costo mensile ammon-ta a 1.000,00.

    Chinhoyi: Opere di Suor Giovanna

    Assistenza a 35 famiglie povere che hanno a carico dai 3 ai 12 orfani. Assistenza che ora non si limita a un supplemento di cibo ma anche allassistenza medica perch le famiglie non possono far fronte alle ta-riffe richieste dalle cliniche e dalle farmacie. In media ogni famiglia, dalle 6 alle 14 bocche da sfamare, costa US$ 36 al mese per sostenere le spese per il cibo, medicinali, ospedali e clini-che, coperte, tasse scolastiche, aiuti di emergenza e funerali.

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  • 43Kariba: Scuola Materna Svinurai

    SVINURAI, una parola shona, significa apri gli occhi, ed questo lobietti-vo della attivit didattica che mira allo sviluppo della personalit del bambino in tutti i suoi aspetti: fisico, cognitivo, sociale e morale, creativo, emozionale e dello stato di salute. un viaggio di tre anni, ma molti di essi sono seguiti fino al termine delle scuole medie, perch sono orfani. Alla scuola SVINURAI ci sono 150 bambini (dai 3 ai 10 anni). Molti sono orfani, alcuni di entrambi genitori e vivono con i nonni, zii o zie; alcuni hanno entrambi i genitori malati e senza possibilit di un reale trattamento.I bambini vanno a scuola da luned a venerd, dalle 7.30 alle 16.00 e sono divisi in 4 classi a seconda dellet.Il programma di un anno diviso in 3 trimestri. Lultimo giorno del secon-do trimestre il giorno dello sport: essi mostrano alle loro famiglie cosa sono capaci di fare (una giornata che richiede molta preparazione). Lanno si chiude con la cerimonia finale.. Il numero di orfani di un genitore, di entrambi i genitori, o con i parenti molto malati, aumenta in maniera drammatica; per questo motivo vengono assistiti i bambini a seconda dei loro bisogni, per esempio: tasse scolasti-che, divise, cibo, medicine, vestiti. Lobiettivo quello di accompagnare i bambini fino al completamento del-la scuola media, in modo che sar pi facile per loro trovare un lavoro tramite il quale possano costruire il loro futuro, che quello del Paese.Lasilo gestito dalle Suore di Maria Bambina.Le Suore di Maria Bambina arrivarono a Kariba, nella diocesi di Chinhoyi, Zimbabwe, il 18 Agosto 1959, con lo specifico compito di assistere nel loro viaggio spirituale gli italiani impegnati nella costruzione della diga di Kariba.Quando la costruzione della diga termin, esse decisero di rimanere per assistere la popolazione locale attraverso la promozione delle donne, isti-tuendo cos un centro sociale per insegnare a cucire, cucinare, ricamare.Pronte per andare dove il bisogno grande ed urgente, 40 anni dopo, con la scuola materna SVINURAI, le Suore di Maria Bambina rispondono al bisogno della loro gente, concentrando lattenzione sulleducazione dei pi piccoli, non considerati o valutati importanti.La comunit di Kariba costituita da quattro suore (una indiana, una argen-tina, una maltese e una italiana).

    LAssociazione coordina il sostegno a distanza (pag. 22).

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  • 44 Emergenza Carestia

    Lo Zimbabwe, nell ex granaio dAfrica, lunica speranza il treno degli aiuti. Un Paese fino a otto anni fa florido, ora rischia di essere distrutto dalla corruzione e dalla carestia. Il supermercato nel centro di Harare misero. Molti banchi sono vuoti. Non c zucchero, non c farina, manca il latte. Nel frigorifero della carne quattro pezzi sembrano in stato di avanzata decomposizione. I prezzi, al contrario, sono altissi-mi. Un chilo di pomodori raggrinziti poco pi di 2 euro! Il presidente, violando la costituzione, ha sottratto i latifondi ai bianchi che con 3500 fattorie controllavano il 78 per cento delle terre coltivabili. Una rifor-ma forse comprensibile sul piano della giustizia sociale ma adottata con voracit, violando i diritti umani e nel segno della corruzione pi sfrenata. I possidenti, cacciati con prepotenza, non sono stati risarciti e le campagne confiscate sono finite in mano a notabili del regime che le hanno occupate ma non coltivate: non sanno neppure come si fa. Lan-no scorso erano state prodotte 330 mila tonnellate di grano. Questanno il raccolto scender a 120 mila a causa degli espropri. In Zimbabwe la carestia non dunque solo unemergenza umanitaria ma un disastro politico esplosivo! (Massimo Alberizzi, Corriere della Sera)questo un Paese dove gli alunni delle Scuole svengono tutti giorni in Classe a centinaia, per ipoglicemia da fame! E dove la mortalit dei pazienti di Aids si sta rapidamente elevando proprio a causa della mal-nutrizione e iponutrizione. (Carlo Spagnolli)

    Per cercare di rispondere alle necessit alimentari a Mutoko degli am-malati e dello staff dellOspedale Luisa Guidotti, del personale docente e discente della Scuola-Convitto per Infermiere Professionali annessa allOspedale, ad Harare del personale e dei bambini accolti nel Vil-laggio San Marcellino e dei bambini e delle mamme ammalate di AIDS del Centro di promozione della donna Giovanni Spagnoli e a Chinoyi e Kariba delle comunit di poveri assistite dalle Suore di Maria Bambina viene organizzato con regolarit la spedizione di sei container allanno assieme allAssociazione Life Line Dolomites di Pozza di Fassa.

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  • 45Emergenza farmaci

    Il servizio farmaci stato il primo nucleo operativo della nostra Asso-ciazione. Sotto la guida qualificata di due infermiere diplomate (Bruna e Donata) le nostre pharma-girls fin dal febbraio 2001 inviano farmaci nelle seguenti localit in:Zimbabwe Mutoko: Guidotti Hospital Mutoko Harare: Villaggio S. Marcellino Comunit delle Suore di Maria Bambina Centro di Cura e Promozione Sociale sen. G. Spagnolli Ngezi-Mhondoro: St. Michaels Hospital Chinhoyi: Comunit delle Suore di Maria Bambina e delle Suore di Nostra Signora dAfrica e i loro poveri beneficiati e assistiti Casa di Assistenza Sunningdale per anziani poveri Kariba: Comunit delle Suore di Maria Bambina

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  • 46

    La speranza di un cambiamento reale

    Il tanto atteso arrivo della democrazia nellagosto del 2005 in Burundi ha aperto nuove prospettive al popolo burundese che ha visto sancire, almeno sulla carta, la fine della guerra. Gli Accordi di Arusha firmati nel 2000 e le elezioni democratiche avvenute sotto la supervisione del-lONU nel 2005 aprono ora un nuovo percorso: quello della responsa-bilit e del perdono. La grande bugia della differenza etnica che ha armato con macete e kalashnikov hutu e tutsi in una guerra civile fratricida durata pi di 10 anni (1993 2003), esige ora un riscatto. Sono le 300.000 vittime di questo conflitto che gridano la necessit di cambiare rotta; sono i 2.000.000 di rifugiati che, rientrando nel loro paese dallesilio, reclama-no il diritto di una nuova coabitazione pacifica; sono i giovani rimasti (pi del 50% della popolazione burundese di et inferiore ai 15 anni) che mostrano la loro stanchezza nei confronti della guerra e della vio-lenza. Il popolo burundese, oggi sicuramente pi maturo e consapevole, vuole ricostruirsi, fuori e dentro. Se nella quotidianit dei 7.500.000 abitanti del Burundi questo cambiamento non ancora tangibile, lo sicuramente nei loro cuori in cui si riacceso un barlume di speranza per un futuro migliore. La lunga guerra civile ha distrutto un Burundi che sapeva arrangiarsi con uneconomia di sussistenza basata sullagricoltura e con un siste-ma sociale che si prodigava a garantire istruzione e sanit alla maggior parte dei burundesi. La classe politica di questo paese ha sostenuto per troppi anni la diffusione di odio e oppressione per salvaguardare il cer-chio di grandi interessi internazionali illeciti impegnati a recuperare le

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  • 47materie preziose della Repubblica Democratica del Congo. Si delibe-ratamente dimenticata il proprio ruolo: quello di promuovere protezio-ne e regole civili per il popolo. Il vero dramma della guerra civile sono le sue conseguenze e le profonde cicatrici che ha lasciato: una totale perdita dellidentit burundese, paura e diffidenza tra le gente comune, l dove prima cerano fiducia e solidariet. La difficolt pi grande e il compito di tutti i volontari che operano in questa terra abbandonata a s stessa, proprio di ripristinare la fiducia tra gli esseri umani. Questo viene fatto principalmente sostenendo la popolazione in un cammino di recupero della propria storia e cultura attraverso listruzione, il dialogo e lappoggio in quelli che sono i suoi bisogni primari. Ricordiamo che il Burundi vanta tristemente un tasso di analfabetismo del 65% e di disoccupazione del 60%. Pochi sono i ragazzi che possono permettersi di andare a scuola e pochissimi coloro che riescono a sfruttare le proprie conoscenze in campo professionale. La mancanza di mezzi e di scelte politiche appropriate non lascia pos-sibilit di scelta alla gente, se non quella di morire di fame, di malaria, di HIV. Linsufficienza di infrastrutture socio-sanitarie e la mancanza di provvedimenti igienici adeguati impone unet media di vita di soli 43 anni. proprio nella solidariet collettiva e nella speranza che la popolazione burundese oggi confida. Pronta a mettersi in gioco di fronte alla nuova democrazia, aspira ad un cambiamento radicale del paese dove i Diritti Fondamentali dellUomo possano finalmente divenire lo spunto per il Burundi del domani. I presupposti sono buoni: i cuori dei burundesi sono oggi aperti ad assumersi le proprie responsabilit, a guardarsi ne-gli occhi e dirsi pronti a ricominciare un viaggio di rilettura del passato e reinvenzione di un futuro di cui vogliono essere protagonisti.

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  • 48 NEL CUORE DEL CUORE DAFRICA. Una nuova generazione per la riconciliazione in Burundi dal libro di Elena Patoner

    La prima sera quando mi sono recata in ufficio per prendere confiden-za con quello che sarebbe diventato il mio posto di lavoro, verso le 21 e 30 ho sentito allimprovviso degli scoppiettii strani. Sembravano fuochi dartificio. Ho cercato lo sguardo di padre Claudio che, prontamente, con quellironia che successivamente avrei fatto mia, mi ha detto: - Ti stanno dando il benvenuto! - Ci siamo alzati, da fuori li ho riconosciuti: erano spari di kalashnikov, di mitragliette e fucili. Ogni tanto qualche granata. La notte comincia ricordando alla gente pi povera, con il coprifuoco, che la guerra non ancora finita. Improvvisamente, con il calar del sole, le strade si svuotano e lasciano spazio solo alle persone armate e ai cani randagi. Prolungati e puntuali, quasi tutti i giorni, gli spari dei kalashnikov e delle granate che i militari e ribelli fanno tuonare a pochi chilometri da noi. I racconti sulla guerra che, giovani e adulti, spesso, condividono con me in francese, swahili o kirundi, passeggian-do per i rioni dei Quartieri Nord, sembrano descrivere unaltra citt da quella che io vedo durante il giorno. Ascoltandoli, mi viene spesso in mente Roma: quando la visiti, le guide turistiche ti spiegano che la citt moderna si erge su quella antica, perforata a tratti dai tunnel delle metropolitane. Nei Quartieri Nord succede la medesima cosa: si cam-mina su una citt fantasma fatta di fosse comuni, di orrori commessi con i machete, di uccisioni di massa, di genitori e giovani deceduti vio-lentemente, delle macerie dei rioni. Di giorno, invece, la realt appare piena di vita: variopinta, fatta di colori, chiacchiere, sorrisi, strette di mano, favori, ospitalit, visite, feste, musica e danze, fatta insomma di calore umano. Il giorno comincia presto nei Quartieri Nord: verso le 5 del mattino le strade brulicano gi di donne che si recano nei lonta-ni campi, di bambini che si preparano per la scuola, di sorelle che si occupano dei fratellini piccoli, di biciclette stracariche che vanno al mercato, di uomini che si spostano per andare a intessere quel tessuto sociale fatto di relazioni e scambi che permette la sopravvivenza delle famiglie. Gente che parla, che si saluta, che grida, che si aiuta: tutto il giorno, tutti i giorni. Giornate trascorse con i 30.000 giovani iscritti del Centre Jeunes Kamenge e con tutte le persone dei quartieri coinvolte nei progetti a parlare di pace, riconciliazione, rispetto, tolleranza, coa-

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  • 49bitazione pacifica, di collaborazione e solidariet. Fino alle 18, quando cala il sole ed i giovani devono rientrate nelle loro case. Fino alle 20, quando il buio annuncia un altro buio, e lascia lo spazio alle gelosie, alla brama di potere, alla sete di vendetta, al dolore che si trasforma in violenza, alla fame che diventa aggressivit, alla povert che si tramu-ta in istinto di sopravvivenza. Ecco che cosa il piccolo Burundi, il Paese del contrasto tra povert e ricchezza, tra giorno e notte, ma anche il Paese dove la semplicit della gente ti rapisce e ti spinge solo ad amarlo. Vivere l per sei mesi significa non solo interagire con i giovani, bens creare delle profonde relazioni basate su un sincero interesse e una grande voglia di scambio. Imparando ad ascoltare ho dato ai giovani burundesi la possibilit di incrociare storie di vita, di pensieri e di emozioni, di sogni e di progetti, di speranze e di delusioni, di confrontarle e di mescolarle con le mie. A mia volta ho sviluppato, da un lato, la capacit di calarmi nel loro pun-to di vista per coglierne meglio il pensiero e i sentimenti, la cultura e la storia; dallaltro, ho ampliato unattenta capacit di sentire me stessa, la mia empatia e le reazioni determinate da questi nuovi rapporti. Solo cos stato possibile far scattare quella molla che risveglia linteresse ad analizzare, contribuire e collaborare alla soluzione dei problemi.

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  • 50 Gatumba

    Scuola citt di Rovereto: Realizzazione del complesso scolastico

    Il quartiere di Gatumba, molto vivace e colorato, vanta una situazione complessa ed estremamente delicata. Collocato a una ventina di chi-lometri da Bujumbura, sul confine con la Repubblica Democratica del Congo, questo quartiere nato con la guerra diventando rifugio per pi di 40 mila persone: rifugiati e sfollati congolesi, burundesi e ruandesi. Sono arrivati qui con una grande paura, solo con i loro vestiti e con tante drammatiche immagini di guerra impresse nelle menti. Solo oggi, dopo dieci anni, queste persone stanno poco a poco scoprendo il valore della condivisione e della collettivit: imparano lentamente a conoscer-si e a collaborare assieme al fine di costruire beni comuni da lasciare ai propri figli. Nel 2005, accolta una segnalazione di padre Gabriele Ferrari sulla ne-cessit di una nuova scuola, si provveduto alla costruzione del com-plesso scolastico Citt di Roveretoche consente oggi a pi di 1800 bambini (suddivisi in due turni) di Gatumba di studiare accompagnati

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  • 51dai 21 insegnanti e da una brava direttrice. La gioia e la felicit dei nuovi scolari viene vissuta in prima persona da un gruppo di roveretani che vi si sono recati nel febbraio 2007 per vedere la fine dei lavori del primo lotto. Le nuove classi elementari sono 11 e sono attive sotto la direzione della direttrice Patricia che esprime la sua gratitudine dicen-do che: Leducazione la base dello sviluppo. Qui accogliamo tutti i bambini in uno spirito di cristianit universale.Grazie allacquisto di un piccolo terreno limitrofo alla scuola, si reso possibile lampliamento di tre nuove classi della Scuola da noi recen-temente costruita, che consentiranno laccesso allistruzione di un nu-mero maggiore di bambini. Nel 2008 il Sindaco, prof. Guglielmo Valduga, accompagnato da Padre Gabriele Ferrari e dal nostro cons. Dario Dossi ha visitato la scuola verificandone il buon andamento e portandovi la bandiera della nostra citt. Nel 2009 grazie allacquisto di un piccolo terreno limitrofo alla scuola, si reso possibile lampliamento di tre nuove classi della Scuola con annessa una grande sala di ritrovo. Ci consentir accesso allistruzione di un numero maggiore di bambini.Nei primi mesi del 2010, grazie al contributo di una Istituzione trentina stato possibile portare lacqua per tutte le necessit e la luce elettrica in 8 classi per consentire lorganizzazione di corsi serali di alfabetizza-zione per genitori (in grande parte analfabeti) degli alunni. Nel prossimo futuro ci sono stati richiesti altri lavori di adeguamento compresa la costruzione di tutta la recinzione del complesso scolasti-co.

    Responsabile in loco del lavori costruzione:Padre Bepi de Cillia [email protected] i contatti: Dario Dossi [email protected]

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  • 52 LAsilo Giovanna Medici per i piccini

    Grazie alla donazione di un generoso benefattore roveretano, nel 2009 stata portata a termine la costruzione dellAsilo, sul terreno della Dio-cesi nelle vicinanze della Chiesa, su richiesta della locale comunit, che diventato un luogo di formazione e di accoglienza per molti piccoli destinati altrimenti a passare le loro giornate in strada. In questo modo si aiutano le famiglie nellimpegnativo lavoro educativo dopo la dram-matica esperienza della guerra civile. Lintera popolazione civile di Ga-tumba si impegnata nella costruzione di questa opera. Lasilo e la scuola sono diventati uno strumento di coesione per la po-polazione di Gatumba, attraverso i quali viene promossa non solo la socializzazione, ma anche la partecipazione attiva della comunit alla costruzione di una reale democrazia di quartiere.

    Responsabile in loco dei lavori costruzione:Padre Bepi de Cillia [email protected] i contatti: Dario Dossi [email protected]

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  • 53Bujumbura

    CENTRO GIOVANI KAMENGE: Per una mondializzazione positiva nei Quartieri Nord attraverso linformatica.

    Il Centro Giovani Kamenge sempre pi conosciuto dai giovani trentini. Grazie al Kamenge Festival che il Gruppo Giovani della nostra Associa-zione organizza e grazie al progetto GIOVANI SOLIDALI del Comune di Rovereto, la pedagogia allapertura e al rispetto delle differenze af-finch queste non siano barriere ma ricchezze, ci ormai familiare. Di origine cattolica, il CENTRO GIOVANI KAMENGE, situato in mezzo alla periferia della capitale che allo scoppio della guerra civile nel 1993 diventata il fulcro dei combattimenti, attua gi dal 1992 una pedagogia attiva alla pace e riconciliazione della giovent burundese compresa tra i 16 ed i 30 anni, con dei forti impatti positivi sullintera popolazione (sti-mata sulle 300.000 persone). Questo contesto periferico molto delicato e ospita centinaia e centinaia di giovani lasciati allo sbaraglio senza un punto di riferimento, un lavoro o unistruzione. Poche sono le possibi-lit di realizzazione personale e molti i rischi per loro (abuso di alcol e droghe, entrare nelle bande armate, depressione, delinquenza, ). Pro-ponendosi come risposta alle esigenze pi urgenti dai giovani, il Centro Giovani Kamenge lavora quotidianamente proponendo attivit culturali, intellettuali, parascolastiche, religiose, sportive e di formazione atte a dif-fondere presso i giovani limportanza dellimpegno individuale per un futuro diverso in Burundi. Usciti dalla guerra civile da soli cinque anni, questi giovani assistono alla lenta normalizzazione del loro Paese e co-minciano a diventare consapevoli di essere i protagonisti del loro futuro. La collaborazione tra il Centro Giovani Kamenge e lAssociazione Spa-gnolli iniziata nel 2004 quando Elena Patoner, una nostra volontaria, vi ha trascorso un anno e ne ha conosciuto personalmente le potenzialit. Dopo tre anni di finanziamento dei Campi di Lavoro estivi in cui i giovani ricostruiscono materialmente e moralmente i loro quartieri e dopo due anni di finanziamento di un progetto interreligioso che ha visto nascere 30 piccole biblioteche presso le comunit musulmane, cattoliche e prote-stanti, oggi vogliamo aiutare i 32.000 iscritti del Centro Giovani Kamen-ge ad entrare a far parte di una mondializzazione positiva attraverso il do-tarsi e lapprendimento delle nuove tecnologie. Labbattimento virtuale delle frontiere della conoscenza attraverso Internet, la possibilit di creare

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  • 54 legami e contatti con lesterno, lapprendimento dellinformatica di base sono per i burundesi aspetti importanti non solo a livello personale per la loro cultura e formazione, ma frammenti del mosaico che raffigura un nuovo Burundi, pronto ad entrare nel mondo globale. Le nuove tecnolo-gie rispondono ad un mondo che si fatto pi veloce e dove il lontano diventa vicino. Nellauspicio che questo possa creare e favorire la nascita di nuove relazioni importanti per i giovani stessi (anche da un punto di vista lavorativo), ma anche per la struttura medesima del CENTRO GIO-VANI KAMENGE, lobiettivo rimane quello di perseguire la creazione di una societ civile stabile e partecipativa, ma anche moderna e reattiva. I burundesi, giovani e adulti, fremono nel vedere come il mondo attorno a loro in continua evoluzione e cambiamento e soffrono rendendosi conto che purtroppo i loro mezzi sono limitati. Nella consapevolezza dei loro formatori che Internet e linformatica sono delle risorse importanti per il futuro, lAssociazione Spagnolli assieme alla Provincia di Trento li fornir di una decina di computer nuovi, di una rete satellitare e della manutenzione dei computer vecchi, in modo che possano essere istituiti nuovi corsi di informatica, possa essere aggiornato il sito e ci possano essere nuovi programmi di e-learning.

    Sostenuto con il contributo (microazione) della Provincia Autono-ma di Trento.Responsabile in loco: Padre Claudio Marano [email protected] i contatti: Elena Patoner [email protected]

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  • 55Aiutiamoli a vedere

    Un altro dei nostri sogni quasi realt. Pochi mesi fa abbiamo infatti lanciato la campagna Aiutiamoli a vedere per far s che i bambini con disturbi della vista che sosteniamo nelle nostre opere in Burundi (gli alunni della scuola Citt di Rovereto e dellasilo Giovanna Medici di Gatumba, i giovani del Centro Giovani di Kamenge, gli orfani di Buyengero e i bambini del mercato del Centro Giriteka di Ngozi) e ovviamente anche quelli che verranno segnalati dai nostri amici in loco, possano tornare a vedere bene quando scrivono e leggono a scuola, quando giocano e quando aiutano nei campi.Il piccolo ma efficiente ambulatorio oculistico nel prossimo mese di marzo diverr realt operativa!Questa storia quindi, cominciata nella primavera 2009, durante lultima visita del nostro consigliere Dario Dossi con la moglie Lisa, avr un lieto fine. In quella circostanza il volontario vicentino Ottavio Framarin e Padre Filippo B., nostri fiduciari in loco, avevano fatto presente come i deficit visivi di numerosi bambini ne compromettessero il rendimento scolastico e provocassero lunghe assenze.Al nostro appello diffuso informalmente fra alcuni oculisti, si rese im-mediatamente disponibile la Dott.ssa Gianna Ruele, oculista, gi aiuto primario dellOspedale S. Maria del Carmine di Rovereto, con allattivo numerose esperienze di volontariato in Africa e America Latina. Grazie al sostegno di numerosi concittadini e sotto la sua professionale supervisione s provveduto ad acquistare lattrezzatura basica per montare un piccolo ma efficiente ambulatorio oculistico. E un container, spedito pochi giorni

    LE OPERE IN BURUNDI

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  • 56 fa dai nostri amici di Brescia, sta trasportando il tutto fino a Bujumbura, dove nella casa delle Suore Polacche gi stato riservato uno spazio ade-guato per tale finalit. Il suo arrivo previsto per la fine di febbraio.

    Ora ci sforzeremo di mantenerlo a regime e a ottimi livelli di efficienza. Per questo stiamo lavorando con intensit sia a Bujumbura che a Rovereto. A Bujumbura le suore Polacche, istruite dalla Dr. Ruele, stanno gi effettuan-do le prime selezioni dei bambini, mentre Ottavio Framarin sta curando la preparazione dellambulatorio e prendendo accordi con il locale ospedale per le possibili necessit che si rendessero necessarie.A Rovereto la Luxottica, azienda leader nel settore, si impegnata a fornire gli occhiali e le lenti che si rendessero necessarie e da Rovereto partiranno per Bujumbura nel prossimo mese di marzo la dott. Gianna Ruele, lortotti-ca Roberta Delle Site e il nostro consigliere Dario Dossi, per le prime visite oculistiche. Per dare continuit alla nostra presenza e quindi in definitiva la possibilit di visitare il maggior numero di bambini sarebbe estremamente utile anche la partecipazione di altri oculisti, optometristi, ortottici .Infatti dalle prime notizie che stiamo ricevendo si prevede una grandissima affluenza (qualche centinaio!) di bambini proveniente da molte regioni del Burundi.

    Responsabile in loco: Ottavio Framarin [email protected]