Proporzione e Simmetria Nell

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Proporzione e simmetria nell'architettura grecaNella costruzione dei tempio c' un'armonia nelle proporzioni secondo la quale ogni parte strettamente relazionata all'altra e queste lo sono rispetto all'insieme; tutto finalizzato quindi a creare un sistema "ordinato" . Secondo questa interpretazione di "ordine" i templi possono essere classificati in dorico, ionico, e corinzio. Quello dorico il pi antico e si caratterizza per solennit e forza: la verticalit della colonna si contrappone all'orizzontalit dello stlobate senza elementi intermedi; l'entasi pi pronunciata che negli altri ordini; le scanalature hanno spigoli vivi; i capitelli sono formati da due semplici elementi: uno di forma quadrata, l'abaco, e l'altro di forma circolare, l'echino. L'elemento orizzontale, che completa questo sistema trilitico, anche esso molto essenziale e si compone di un architrave liscio e di un fregio suddiviso in lastre quadrangolari lisce, metope, e in lastre aggettanti con tre scanalature, i triglifi.

Quando parliamo di civilt greca comprendiamo storicamente quel periodo che va dalla fine dei Il millennio a.C. alla fine dei I. Per meglio comprenderne la produzione artistica necessario fare una riflessione storica sulle condizioni soprattutto politiche della Grecia in quel periodo. E infatti una nazione frazionata in un gran numero di staticitt spesso in lotta tra loro, con una propria vita indipendente dalle altre sia politicamente che amministrativamente. Una nazione, peraltro, geograficamente dispersa in una penisola con coste molto frastagliate ed in un numero considerevoli di isole. Nonostante tutto, per, aveva una propria unit: il carattere stesso della religione, fondamentalmente antropomorfico, e una comune idea dellarte Larte sempre stata considerata dai greci un mezzo attraverso il quale si potesse perfezionare la bellezza e quindi purificarsi per arrivare a Dio, e il fatto che il tempio era il tema principale dellarchitettura greca esprime appunto lo spirito religioso di questo popolo che sente la necessit di dare una vera e propria dimora alla divinit. Nato fra I VIII e il VII sec. a.C. si sostituisce al santuario domestico e ci spiega perch la forma derivi dei megaron, la sala pi grande dei palazzo riservata ai riti religiosi (atrio e sala). Il tempio era costituito, infatti, da una cella (naos) interna con la statua dei dio, davanti era cera un atrio (pronaos) costituito o dal prolungamento delle pareti laterali dei naos racchiudenti nel lato anteriore due colonne (tempio in antis), oppure da una sede di colonne trabeate (tempio prostylos). A volte il tempio prostylos presentava un analogo colonnato anche sul lato posteriore (tempio amphiprostylos), infine tutti questi tipi potevano essere circondati su tutti e quattro i lati da una fila singola (tempio peripteros) o doppia di colonne (tempio dipteros) pi raro perch troppo complesso e quindi non adatto allo spirito chiarificatore dei greci. Nella cella poteva entrare solo il sacerdote, le cerimonie religiose collettive invece, si svolgevano allesterno quindi il tempio veniva osservato da fuori nei suoi valori formali che per la loro perfezione ed armonica composizione dovevano richiamare lidea della divinit. Cos i greci, nella ricerca dellassoluto, arriveranno a correggere anche quelle deformazioni che il nostro occhio percepisce ma che in realt non esistono, si tratta sostanzialmente di due tipi di errore: il primo riguarda le linee verticali, il secondo invece quelle orizzontali. La colonna se guardata a distanza sembrava strozzarsi al centro e quindi per contrastare questo effetto fu creata lentasi, un rigonfiamento ad un terzo della sua altezza . Unaltra modifica riguardava le colonne angolari che, apparendo pi sottili delle altre e divergenti in fuori, furono aumentate di diametro e inclinate verso l interno; conseguentemente anche le altre furono inclinate, diminuendo per sempre pi la pendenza man mano che si arrivava al centro dove ritornavano perpendicolari alla base. Un discorso analogo va fatto per le altre linee dove una perfetta orizzontalit della trabeazione si traduceva otticamente, a causa della doppia pendenza dei frontone, in una concavit al centro; quindi cornice, fregio, architrave, ed anche lo stilobate, furono curvati in senso contrario. Con queste ed altre piccole correzioni ledificio si mostra immobile, statico, quindi eterno come il dio a cui dedicato.

Uno degli esempi migliori e meglio conservato il Tempio di Nettuno a Paestum (met V secolo a.C.) che esaminiamo per chiarire che quello che pu sembrare uno schema apparentemente rigido ed unico non lo affatto, tant vero che non esistono due soli templi perfettamente uguali. In questo caso, ad esempio, le colonne non sono inclinate verso linterno ma solo le scanalature di quelle dangolo. H diametro delle colonne delle due fronti maggiore di quello delle colonne laterali per dare maggiore solennit alle due parti pi importanti dei tempio; conseguentemente le colonne angolari sono di sezione ellittica perch dovevano presentarsi uguali alle altre sia da una veduta frontale che laterale. I templi ionici si differenziano dai primi per una maggiore eleganza e raffinatezza che si oppongono alla forza dellordine dorico: la colonna pi slanciata ed ha una propria base costituita da sporgenze (tori) e rientranze (trochili); le scanalature sono arrotondate e soprattutto il capitello formato da una coppia di volute che nel loro sviluppo circolare si oppongono alla linea retta di quello dorico. Lo stesso architrave suddiviso in tre fasce la cui superiore costituita da un fregio continuo in luogo dellinterruzione in metope e triglifi Infine c il tempio corinzio che si differenzia di poco da quello ionico :si arricchisce di un capitello ornato di foglie di acanto Nel V sec. a.C. quella che era una caratteristica costante dellarte greca, e cio la ricerca della proporzionalit, si sintetizza nel Partenone: larmonica proporzionalit con cui stata costruita la fronte, inserita nel rettangolo aureo, parte di quella reciprocit, dellinterdipendenza che s crea nel rapporto tra le parti e tra queste e linsieme, che gi propria dellarchitettura dorica ma che viene poi enfatizzata nel Canone Policleteo. Fu in questo trattato, infatti, che lartista stabili le misure che ogni parte dei corpo doveva avere rispetto alle altre affinch si raggiungesse una perfetta proporzionalit la testa un ottavo dellintera altezza; il busto, dal pube al collo, tre ottavi; tre ottavi anche la larghezza massima. C inoltre, nel suo Doriforo, una relazione inversa tra le parti: la gamba destra portante come il braccio sinistro che teneva la lancia e cos la gamba sinistra in riposo come il braccio destro. Anche in questo caso si pu parlare quindi di un sistema ordinato come per i templi. Nel secolo successivo, il IV, si sente anche lesigenza d costruire un luogo apposito per lo svolgimento dello spettacolo, i greci infatti se ne servivano per educare il popolo ed infondere lo spirito religioso, vera essenza dellesistenza umana. Si defin quindi la forma dei teatro di cui ricordiamo quello di Epidauro perch meglio degli altri si rif alla misura greca: il centro della struttura il cerchio perfetto dellorchestra, dal quale si espandono in maniera concentrica i gradini suddivisi in cunei convergenti verso il centro. Questo impianto, perfettamente simmetrico rispetto all asse verticale, contrariamente a templi si articola secondo una linea curva ma che comunque esprime quella la ricerca dellassoluto di cui abbiamo gi parlato (la perfezione della forma geometrica).

Saggio IILuciano Severino

Era nuova contesto nuovoIl contesto per l'arte dei secoli XX e XXI

Indice

Le teorie delle proporzioniCanone Con la parola canone intendiamo un insieme di norme codificate, che permettono di dimensionare e proporzionare una forma, sia essa figurativa o architettonica. In altr il termine viene usato in arte per indicare un insieme di norme estetiche codificate come esemplari. Ha un significato prossimo a quello di "codice", ma mentre questultimo viene normalmente usato per indicare norme e regole da utilizzarsi nella comunicazione (es. "codice linguistico") il canone indica un insieme di regole di tipo squisitamente formale. In tal modo esso diviene un modello idealmente perfetto al quale tende la produzione artistica di chi segue quel canone. Se la connotazione moderna di canone soprattutto questa, altres da ricordare che agli inizi, nellarte greca, con il termine "canone" si indicava un insieme di norme tecnico-pratiche del fare artistico ben precise e codificate. Ad esempio, il canone di Policleto dettava norme di proporzionamento della figura umana che uno scultore doveva obbligatoriamente seguire se voleva ottenere una rappresentazione naturalisticamente perfetta. In questo caso il canone non un modello idealmente astratto, ma uno strumento attuativo preciso e concreto. Il canone egizio L'architettura Larchitettura egizia, nei suoi caratteri di grandiosa imponenza, fissa una delle regole pi seguite dalla progettazione futura: quella della simmetria. La simmetria il principio della regolarit di base delle cose artificiali. Gli edifici simmetrici hanno un rapporto con il contesto in cui sorgono ben preciso: si pongono come elemento di diversit rispetto allhabitat naturale. In questo modo ledificio artificiale tende a trasformare il territorio, portandolo ad una diversa unit morfologica in cui lelemento umano acquista maggiore importanza rispetto a quello naturale.

La civilt egiziana ci ha lasciato alcuni dei monumenti pi grandiosi dellantichit: le piramidi. Queste gigantesche costruzioni furono levoluzione dei primi recinti sepolcrali utilizzati dai faraoni: essi erano delle piattaforme quadrangolari e prendevano il nome di mastaba. Pi mastaba sovrapposte, crearono la prima piramide a gradoni, quella di Saqqara. Successivamente la piramide prese la sua forma canonica, di perfetto p