prof. G D C - antoniocasella.eu · 3 L. SCIASCIA, La scomparsa di Majorana, cit., p. 38. 4 C....

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* Testo, con l’aggiunta di riferimenti essenziali, della relazione svolta al Convegno su «Va- lori e secolarizzazione nel diritto penale» (Verona, 9-10 marzo 2007), organizzato dall’Associa- zione Franco Bricola e dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Verona. prof. GIUSEPPE DI CHIARA Università di Palermo IL CANTO DELLE SIRENE. PROCESSO PENALE E MODERNITÀ SCIENTIFICO-TECNOLOGICA: PROVA DICHIARATIVA E DIAGNOSTICA DELLA VERITÀ (*) Custodite perciò la luce della scienza, fatene uso e non fatene spreco, perché non avvenga che una pioggia di fuoco un giorno ci divori tutti quanti, si, tutti quanti. B. BRECHT, Vita di Galileo, didascalia della scena XV SOMMARIO: 1. Scienza e modernità: spunti su scientismo, antiscientismo e intolleranza. – 2. Nuove tecnologie e processo penale: qualche sguardo esemplificativo. – 3. La parabola dei dispositivi tecnologici di governo e controllo dell’attendibilità dei contributi dichiarativi: primi appunti. – 4. Libertà morale della persona e divieto di «metodi o tecniche» pertur- banti: tra norma e prassi. – 5. «Mezzi coercitivi della volontà» e «spie sull’interno organico»: quale discrimen? – 6. Tecniche diagnostiche di deception processing e truth telling processing: la risonanza magnetica funzionale per immagini. – 7. Risonanza magnetica e nuove frontiere tra modernismo efficientista e valori dell’accertamento giudiziario: gli scenari. 1. Scienza e modernità: spunti su scientismo, antiscientismo e intolleranza Nel fluire delle concise, lucide pagine de La scomparsa di Majorana, Leo- nardo Sciascia dedica una digressione – che tale, poi, in realtà non si configu- ra affatto – agli atteggiamenti, in qualche misura contrapposti, di alcune tra le fucine in cui, sullo scacchiere del mondo, negli scenari sulfurei a cavallo tra il finire degli anni trenta e i primi anni quaranta del secolo scorso, si lavorava al- le premesse della fissione dei nuclei radioattivi che avrebbero, di lì a poco, condotto a Hiroshima e Nagasaki: da una parte Werner Heisenberg, la scuola del programma atomico tedesco e il gruppo di Lipsia; dall’altra, più spostato in avanti, il Manhattan Project e il forte di Los Alamos. Rileva Sciascia che chi Criminalia 2007

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* Testo, con laggiunta di riferimenti essenziali, della relazione svolta al Convegno su Va-lori e secolarizzazione nel diritto penale (Verona, 9-10 marzo 2007), organizzato dallAssocia-zione Franco Bricola e dalla Facolt di Giurisprudenza dellUniversit di Verona.

prof. GIUSEPPE DI CHIARAUniversit di Palermo

IL CANTO DELLE SIRENE.PROCESSO PENALE E MODERNIT SCIENTIFICO-TECNOLOGICA:

PROVA DICHIARATIVA E DIAGNOSTICA DELLA VERIT(*)

Custodite perci la luce della scienza, fatene uso e non fatene spreco, perch non avvenga che una pioggia di fuoco un giorno ci divori tutti quanti, si, tutti quanti.B. BRECHT, Vita di Galileo, didascalia della scena XV

SOMMARIO: 1. Scienza e modernit: spunti su scientismo, antiscientismo e intolleranza. 2. Nuove tecnologie e processo penale: qualche sguardo esemplificativo. 3. La paraboladei dispositivi tecnologici di governo e controllo dellattendibilit dei contributi dichiarativi:primi appunti. 4. Libert morale della persona e divieto di metodi o tecniche pertur-banti: tra norma e prassi. 5. Mezzi coercitivi della volont e spie sullinterno organico:quale discrimen? 6. Tecniche diagnostiche di deception processing e truth telling processing:la risonanza magnetica funzionale per immagini. 7. Risonanza magnetica e nuove frontieretra modernismo efficientista e valori dellaccertamento giudiziario: gli scenari.

1. Scienza e modernit: spunti su scientismo, antiscientismoe intolleranza

Nel fluire delle concise, lucide pagine de La scomparsa di Majorana, Leo-nardo Sciascia dedica una digressione che tale, poi, in realt non si configu-ra affatto agli atteggiamenti, in qualche misura contrapposti, di alcune tra lefucine in cui, sullo scacchiere del mondo, negli scenari sulfurei a cavallo tra ilfinire degli anni trenta e i primi anni quaranta del secolo scorso, si lavorava al-le premesse della fissione dei nuclei radioattivi che avrebbero, di l a poco,condotto a Hiroshima e Nagasaki: da una parte Werner Heisenberg, la scuoladel programma atomico tedesco e il gruppo di Lipsia; dallaltra, pi spostatoin avanti, il Manhattan Project e il forte di Los Alamos. Rileva Sciascia che chi

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1 L. SCIASCIA, La scomparsa di Majorana, Einaudi, Torino, 1975, p. 38.2 L. SCIASCIA, La scomparsa di Majorana, cit., p. 39, nota 1.3 L. SCIASCIA, La scomparsa di Majorana, cit., p. 38.4 C. MAGRIS, Scienziati sotto il segno del dubbio, in Corriere della sera, 13 novembre 2002,

p. 35.5 C. MAGRIS, Scienziati sotto il segno del dubbio, cit., loc. cit.

conosce la storia dellatomica in grado di fare questa semplice e penosaconstatazione: che si comportarono liberamente, cio da uomini liberi, gliscienziati che per condizioni oggettive non lo erano; e si comportarono daschiavi, e furono schiavi, coloro che invece godevano di una oggettiva condi-zione di libert; furono, rispetto allatomica, e si comportarono da liberi co-loro che non la fecero, e da schiavi coloro che la fecero1. Gli schiavi ifisici della Germania hitleriana, o meglio che operavano nella Germania delReich ne ebbero preoccupazione, paura, angoscia, e si risolsero, Heisen-berg in testa, a rinunciare addirittura al seguito di quelle ricerche, disperata-mente tentando, senza riuscirvi, di darne notizia al di l dellAtlantico; i libe-ri, invece, nei recinti fortificati di Los Alamos in cui si maneggia, anche sedestinata ad altri, la morte e perci si dalla parte della morte2 senzaalcuna remora, e persino con punte di allegria, la proposero, vi lavorarono, lamisero a punto e, senza porre condizioni o chiedere impegni [], la conse-gnarono ai politici e ai militari3.

Sono temi ben noti, emblemi di quella storia e della parabola che essa rap-presenta. Claudio Magris, animatore e voce narrante, negli ultimi anni, di lu-cidi confronti interdisciplinari sui percorsi della scienza e sugli interrogativiche quei percorsi sprigionano, lo ha rammentato con la limpidezza ecletticache lo contraddistingue: pure il progresso scientifico e tecnologico deve esse-re oggetto di critica razionale, perch se invece oggetto di mera intolle-rante fede, non pi scienza; lo sviluppo scientifico e tecnologico solleva,nel suo corso, problemi e anche pericoli, ed progresso solo se, continuandoa procedere, ritorna al contempo di continuo sui suoi passi per superare, congli strumenti da esso elaborati, quelle insidie create dal suo cammino4. Sic-ch continua Magris mai come oggi gli scienziati sono chiamati a eserci-tare il dubbio scientifico, fare della scienza pure nei confronti del loro lavoro,e ad interrogarsi sulle conseguenze e sul senso del loro lavoro5: allargando,cos come in pi sedi si cercato di realizzare, il tavolo del dibattito a dirim-pettai, confinanti, attori di un indotto multidisciplinare che, nel valorizzare lamolteplicit dei punti di osservazione, moltiplica gli stimoli e rende feconde lesintesi, pur sempre aperte, aggirando i tranelli di malintesi neo-dogmatismi

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6 C. MAGRIS, Scienziati sotto il segno del dubbio, cit., loc. cit.7 Per acute considerazioni un rinvio va fatto a F. STELLA, Giustizia e modernit. La prote-

zione dellinnocente e la tutela della vittima, Giuffr, Milano, 2001, p. 4.8 Cfr., sulla celebre metafora, almeno U. ECO, Sulle spalle dei giganti (2001), in ID., A passo

di gambero, Bompiani, Milano, 2006, p. 327 ss.

scientisti o antiscientisti. Non farlo rinunciare alle asprezze e alle scomoditdi un dibattito a pi voci, in nome di una inverosimile anodina neutralit dellascienza fa correre il rischio non tanto di coniare improbabili zone franche,quanto di riesumare antiche prigioni, lasciandosi asservire a fideismi diceMagris in fondo non meno ottusi di quelli degli inquisitori di Galileo6.

In quellacme intriso di paradosso che la scena XIV della Vita di Galileodi Brecht, lormai vecchio e stanco scienziato pisano, nel consegnare ad An-drea il manoscritto dei Discorsi su due nuove scienze, dir: Se gli uomini discienza si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza pu rimanerefiaccata per sempre e le vostre nuove macchine non saranno fonte che di nuo-vi triboli per luomo. [] Tra voi e lumanit pu scavarsi un abisso cosgrande che, un giorno, a ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un gri-do di dolore universale.

Il progresso tecnico-scientifico uno dei portati chiave di ogni modernit7:accresce eppure divide, si incanala in un continuum (sulle spalle deigiganti8) eppure spezza e interrompe, esalta solchi tradizionali eppure ponein crisi inveterati valori pi o meno presunti, conforta ed esalta eppure allar-ma. Nella misura in cui pretenda di assumere vesti sacerdotali, salvifiche, cri-stallizza oltre a negare se stessa uno degli idoli cardine di una malintesa re-ligione della modernit: che ispira impeti sinistri di redivive guerre sante, oraper affermare pretese supremazie scientiste da nuova frontiera, ora per ri-vendicare con furore altrettanto manicheo non rovesciabili primati di unapretesa tradizione immobile sottratta al fluire del tempo.

2. Nuove tecnologie e processo penale: qualche sguardo esemplificativo

Gli esempi, sul versante del processo penale, del vario dispiegarsi di questatensione tra valori tradizionali (talora reali, talaltra immaginati) e modernittecnico-scientifica, davvero non mancano. Sovviene, ad esempio, quanto acca-duto con lavvento dei congegni di partecipazione a distanza alle proceduregiudiziarie: lirruzione della tecnologia nello spazio sacro (lo iers kklosdello scudo di Achille, descritto dal XVIII libro dellIliade) rompe la solen-

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9 Cfr. Supreme Court U.S. Maryland v. Craig 497 U.S. 836 (1990).10 Corte cost., sent. 14 luglio 1999, n. 342, in Giur. cost., 1999, p. 2686 ss.11 Per i necessari ragguagli cfr., per tutti, AA.VV., Lesame e la partecipazione a distanza nei

processi di criminalit organizzata, a cura di E. ZAPPAL, Giuffr, Milano, 1999; AA.VV., Nuovestrategie processuali per imputati pericolosi e imputati collaboranti. Commento alla legge 7 gen-naio 1998, n. 11, a cura di L. KALB, Giuffr, Milano, 1998; nonch, di recente, D. CURTOTTINAPPI, I collegamenti audiovisivi nel processo penale, Giuffr, Milano, 2006, e, per le cospicuenovit del versante sovranazionale, B. PIATTOLI, Videoconferenze e cooperazione nel processopenale, Giuffr, Milano, 2005.

nit ieratica delle antiche tre unit di tempo, di luogo e di azione tratte dallatragedia greca (come se le stesse, sul versante processuale, non fossero gi lo-gore per vie decisamente meno nobili: si pensi allunit di tempo) e induce vo-ci nostalgiche a intonare dolenti orazioni funebri sulla violazione del contrad-dittorio (che fanno da contrappunto a suggestioni doltre Oceano, in cui la ca-tegoria della con-frontation viene fatta etimologicamente risalire alla ragiondialettica di un face to face che si vorrebbe entrasse in crisi ove lo schermotecnologico si frapponga tra i contendenti9); assai pi saggiamente la Cortecostituzionale italiana10, nel respingere una questione di costituzionalit solle-vata in riferimento allart. 24 Cost., ha mostrato come i dubbi profilati finisca-no per confondere il piano della struttura della norma e della configurazionedel diritto con quello delle modalit pratiche attraverso le quali la norma tro-va attuazione e, quindi, il diritto viene esercitato. Nessuna crisi, dunque, delcontraddittorio, e nessun vulnus al diritto di difesa: si registra, soltanto, unamodalit alternativa di esercizio del diritto, anzi destinata a fecondi sviluppisugli scenari dei rapporti tra Stati, attraverso cui la modernit tecnologica nongi si contrappone ai valori della tradizione ma si incanala nel solco degli stes-si, imponendone modifiche anche cospicue di funzionamento mentre sene preserva e, anzi, se ne amplifica la ratio di fondo11. La novella del 1998 con cui fu introdotto, per la prima volta, allora per un tempo predefinito e,dunque, in chiave sperimentale, il regime della partecipazione a distanza presenta, osserva la Corte, un quadro di presid di incisivit e completezza ta-le da rendere la normativa in questione aderente al principio sancito dallart.24, comma 2, Cost.: non potendosi certo, soggiunge, in tale prospettiva,evocare il superamento della tradizione per di pi nella specie dovuto alleinnovazioni introdotte dalla evoluzione tecnologica quale elemento in sidoneo a perturbare equilibri e dinamiche processuali che, al contrario, ri-mangono nella sostanza inalterati.

affermazione importante (e la si deve, va qui ribadito, ancora una volta al

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12 Corte cost., sent. 23 luglio 1991, n. 366, in Giur. cost., 1991, p. 2914.13 E. FAZZALARI, Valori permanenti del processo, in Riv. dir. proc., 1989, p. 1 ss.

limpido acume dialettico e al robusto istinto pratico di Giuliano Vassalli,estensore di quella pronuncia cui non si sono forse, in dottrina, dedicati spazibastevoli), negli spaccati che qui si intendono per grandi linee visitare: desti-tuito di fondamento un tecnofobico, pretestuoso horror novi; spetta, piutto-sto, allinterprete (e, anzitutto, al pratico del diritto) tesaurizzare il portato de-gli sviluppi tecnico-scientifici nei loro impatti con il processo penale, garan-tendone innesti armonici con i valori fondamentali custoditi dalle proceduregiudiziarie; solo allorch levoluzione tecnologica si ponga in strutturale con-trasto con garanzie irrinunciabili dellaccertamento penale pu porsi un pro-blema di doveroso contemperamento o, nellimpossibilit dello stesso, di ne-cessitato rigetto, qui motivato, tuttavia, proprio alla luce dellinderogabilitdei valori tavolari coinvolti e non gi alla stregua di una malintesa affectio aldato o allassetto abitudinario.

3. La parabola dei dispositivi tecnologici di governo e controllodellattendibilit dei contributi dichiarativi: primi appunti

Non v tempo per esplorare con cura lintera variegata serie di situazioniin cui le nuove tecnologie hanno, in vario modo, inciso sullordito delle garan-zie coinvolte nel processo (si pensi, per non fare che qualche esempio, ai rap-porti tra mass-media specie di nuova generazione e processo penale, alle com-plesse dimensioni del c.d. processo parallelo e alle sue possibili interferenzeperturbatrici sullaccertamento giudiziario; si pensi ancora ai multiformi feno-meni di captazione legale di colloqui riservati, alla formidabile capacit in-trusiva per ribadire la formula adoperata dalla Corte costituzionale12 diapparati tecnologici sempre pi sofisticati e subdoli, alle problematiche dicontemperamento tra efficienza dellaccertamento penale e tutela della riser-vatezza dei soggetti coinvolti, specie se estranei allindagine: tutti temi che in-dividuano veri e propri nervi scoperti, oggetto, nel pi recente periodo, di po-lemiche imperversanti e di manovre, non sempre coerenti, nella fucina parla-mentare).

V, per, un terreno che offre uno tra i pi formidabili banchi di prova delcaleidoscopio dei rapporti tra nuove frontiere della conoscenza, modernismotecno-scientista, metodologie dellaccertamento giudiziario e istanze di tuteladella persona riposte nella radice di quei valori permanenti del processo13

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14 Cfr. P. STEIN-J. SHAND, I valori giuridici della civilt occidentale (1974), trad. it., Giuffr,Milano, 1981, p. 114 ss.; in tema, per acute notazioni, cfr. E. AMODIO, Giusto processo, procsquitable e fair trial: la riscoperta del giusnaturalismo processuale in Europa (2002), in ID., Pro-cesso penale, diritto europeo e common law. Dal rito inquisitorio al giusto processo, Giuffr, Mi-lano, 2003, p. 131 ss.

15 Si tratta di Supreme Court U.S. Rock v. Arkansas 483 U.S. 44 (1984), su cui cfr., per unriepilogo, M. GIACCA, Lesame dellimputato nellesperienza comparatistica: spunti problematici,in Riv. it. dir. proc. pen., 1996, p. 171 ss.

16 Ass. Caltanissetta 28 aprile 1999, Cosca, in Foro it., 2000, II, c. 248 ss.17 Court de Cassation, sez. crim., 12 dicembre 2000, W., in Arch. n. proc. pen., 2002, p. 239.18 Supreme Court of Canada, R. v. Trochym, 2007 SCC 6.19 Il riferimento soprattutto a F.B. MOHAMED et a., Brain Mapping of Deception and Truth

Telling about an Ecologically Valid Situation: Functional MR Imaging and Polygraph Investiga-tion Initial Experience, in Radiology, n. 238, febbr. 2006, p. 679 ss.

che la letteratura di lingua anglofona indica con la formula evocatrice e pru-dente di natural justice14: si trova al punto di incrocio di un dibattito, non cer-to recente e dai toni discontinui, circa laccreditabilit, nellalveo delle proce-dure giudiziarie penali, di strumentari tecnologici idonei a garantire un con-trollo scientifico dellattendibilit dei contributi dichiarativi.

La materia converr subito segnalarlo ha registrato, nel pi recentescorcio, una straordinaria amplificazione di interesse: le applicazioni giudizia-rie della pratica ipnotica, pi volte scandagliate dalla giurisprudenza statuni-tense fino a un fondamentale arresto del 198415, sono state al centro di pro-nunciamenti importanti in Italia nel 199916, in Francia nel 200017, in Canadanel 200718; e, soprattutto, recenti ricerche scientifiche nel campo del brainmapping19 hanno dischiuso orizzonti nuovi, aperti, almeno in chiave teorica,alle pi imprevedibili evoluzioni.

Il tema sar utile avvertire assume, da subito, cromie molteplici: la clas-se dei contributi dichiarativi assai variegata, ricollegandosi alla pluralit dipatterns di dichiaranti contemplati dai sistemi in vigore. Emergono, anzitutto,le tipologie ben distinte dellimputato (titolare di una facolt di non risponde-re e di un diritto di non edere contra se) e del testimone (assoggettato, percontro, a una tradizionale servitus iustitiae e perci avvinto da un obbligo diveridicit e completezza); rilevano, daltronde, in Italia, anche le posizioniibride del teste assistito e del dichiarante ex art. 210 c.p.p.; e linventario po-trebbe proseguire (coinvolgendo, a mero titolo di esempio, la facolt di asten-sione dal testimoniare dei prossimi congiunti dellimputato, i diversi regimidei segreti opponibili, le ulteriori situazioni di incompatibilit a rivestire que-sto o quello status di dichiarante).

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20 Le due versioni della bozza sono riprodotte in F. CARNELUTTI, Verso la riforma del pro-cesso penale, Morano, Napoli, 1963.

21 F. CARNELUTTI, Diritto dellimputato agli esperimenti sul suo corpo, in Riv. dir. proc.,1956, p. 270 ss.

22 Infra, 7.

4. Libert morale della persona e divieto di metodi o tecnicheperturbanti: tra norma e prassi

Il tema del controllo scientifico sulla dichiarazione rappresentativa ha,per vero, radici quanto mai risalenti: lintera parabola della tortura giudiziariaad eruendam veritatem ne costituisce uno tra i capitoli di pi drastico rilievo.Il profilarsi, gi allindomani della rivoluzione francese (ma si sarebbe dovutoattendere ancora a lungo prima che talune istanze entrassero a pieno titolo nelpatrimonio dellidem sentire), della consapevolezza che la giurisdizione penalemira allaccertamento del fatto attraverso il presidio di ineliminabili garanzieper lindividuo, condusse, ad esempio, al conio, nellambito della bozza Car-nelutti del 196320, di una clausola di preservazione dei diritti del singolo cheaccomunava gi, puntando alla ricerca di un denominatore comune, imputatoe testimone: lart. 66 comma 2 della bozza stabiliva che sono vietati tutti imodi e i mezzi, i quali tendono a limitare la libert dellinterrogato o dellesa-minato sia rappresentandogli fatti diversi dal vero, sia moltiplicando le do-mande in guisa da disorientarlo o prolungarne linterrogatorio o lesame inguisa da estenuarne la volont. Non pu tacersi, daltronde, che lart. 65 del-la stessa bozza, aprendo il titolo IV del libro I, dedicato alle prove, sancivail potere, del pubblico ministero nella inchiesta preliminare e del giudi-ce del reato nel dibattimento, di compiere sulle cose e sulle persone tutti gliatti necessari a procurarsi per loro mezzo le ragioni utili allaccertamento delreato, e sempre che tali atti non cagionino un danno grave alle persone o undanno irreparabile alle cose che vi sono sottoposte: il fronte di tutela dellapersona, cui pure la bozza guardava in termini non poco avanzati, si palesa-va, cos, in qualche misura frammentario e ancora meritevole di sviluppi, siaper il raggio chiuso delle condotte a forma vincolata di cui lart. 66 sancivalilliceit, sia per la previsione (qui invece) generalizzata del potere degli orga-ni della procedura di compiere tutti gli atti di accertamento sulla persona ne-cessari allindagine sul fatto, con il solo argine limitativo del danno grave al-lindividuo. Una simile soglia di tutela ben si sposa, daltronde, con la convin-zione carneluttiana dellesistenza di un diritto dellimputato agli esperimentisul suo corpo21, cui si avr modo di accennare in seguito22.

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23 Cfr. dir. 5 l. delega, su cui v., per tutti, O. MAZZA, Linterrogatorio e lesame dellimputatonel sul procedimento, Giuffr, Milano, 2004, spec. p. 91 ss.; in tema, rimane fondamentale V.GREVI, Nemo tenetur se detegere. Interrogatorio dellimputato e diritto al silenzio nel processopenale italiano, Giuffr, Milano, 1972.

24 F. CORDERO, Procedura penale, 8a ed., Giuffr, Milano, 2006, p. 620.25 F. CORDERO, Procedura penale, cit., loc. cit.26 Si tratta dellelenco tracciato ancora da F. CORDERO, Procedura penale, cit., loc. cit.27 Supra, 3.28 Ass. Caltanissetta 28 aprile 1999, Cosca, cit.

Ben pi solido si mostra, per contro, lorizzonte di tutela consacrato dal co-dice del 1988 e gi, in subiecta materia, anticipato dal progetto preliminare del1978: un medesimo divieto, che pone al bando metodi o tecniche idonei a in-fluire sulla libert di autodeterminazione o ad alterare la capacit di ricordare edi valutare i fatti e che esclude ex professo la scriminante del consenso della-vente diritto, previsto dallart. 188 c.p.p. 1988 (dal tenore identico allart. 180prog. prel. 1978) con riguardo alla prova in generale e dallart. 64 comma 2c.p.p. 1988 (anticipato dallidentico art. 78 comma 2 prog. prel. 1978) con ri-guardo allinterrogatorio dellimputato, rimarcandosi, in tal modo, il discrimentra mezzi probatori, destinati ad accertare il thema probandum o frazioni di es-so, e strumenti di difesa, cui elettivamente afferisce linterrogatorio dellimpu-tato23. Lendiadi24 parrebbe prima facie omnicomprensiva, e in tal senso statadi solito interpretata: vi ricadono le manipolazioni psichiche, e perci nonsolo narcoanalisi, lie-detector e simili, ma pi latamente qualunque inter-vento manipolante, grossolano o sottile25; veglie coatte, fame, sete, luce abba-gliante, buio, caldo e freddo, esami estenuanti, messinscene traumatiche equi-valenti alla territio, minacce, esche quali impunit o favori offerti sottobancocostituiscono un elenco esemplificativo26 del campionario proibito.

Peccherebbe, daltronde, di superficialit chi, guardando alla prassi, desseper consolidati gli esiti del bilanciamento, consacrato dal legislatore in questobinomio normativo, tra efficientismo della procedura ed etica della persona.Si accennava gi27 a un recente istruttivo caso giudiziario, deciso a fine anninovanta da una Corte di merito siciliana, che investiva i rapporti tra il divietodi cui allart. 188 c.p.p. e laccertamento tecnico peritale28. Nellambito di unprocesso per omicidio, consumatosi in ambiente domestico, si palesava decisi-vo il contributo di una minore, figlia della vittima, testimone diretta del fattodi sangue, la quale, dapprima nel quadro di molteplici colloqui con terzi, diseguito attraverso deposizioni rese in sede di incidente probatorio e a dibatti-mento, mostrava di aver riconosciuto luomo che aveva ucciso la madre. Atte-

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29 La formula di F. CORDERO, Codice di procedura penale commentato, 2a ed., Utet, Tori-no, 1992, p. 229.

sa la peculiare parabola evolutiva delle diverse dichiarazioni, il giudice del di-battimento riteneva opportuno attivare una verifica dellattitudine psico-fisicadella minore a riferire su vicende particolarmente traumatiche, personalmentevissute, e disponeva, dunque, perizia psicologica. Il perito conduceva lindagi-ne avvalendosi anzitutto di una batteria di test psicodiagnostici; riteneva, diseguito, di procedere allo svolgimento di due sedute ipnotiche, nelle formedella ricostruzione in regressione di et o rivitalizzazione, e ci al dichiaratoscopo di escludere levenienza che il racconto della ragazza fosse espressionedi una pi o meno razionale ricostruzione a posteriori. In esito al dibattimen-to il giudice, sulla scorta di un cristallino apparato motivazionale, ha sottopo-sto a scandaglio gli approdi dellindagine tecnica, dichiarando inutilizzabili lerisultanze della pratica ipnotica in quanto in contrasto con il divieto categori-co stabilito dallart. 188 c.p.p.: lipnosi elimina il filtro della criticit cosciente,determinando un procurato vuoto di potere del sistema nervoso del sogget-to; simile pratica, pacificamente vietata in sede di esame del dichiarante con-dotto sulla ribalta giudiziaria, deve del pari ritenersi coperta dal divieto di leg-ge anche nella conca dellaccertamento tecnico peritale, pur se di esso comenel caso qui riferito lipnosi costituisca una semplice tranche strumentale in-terna. Cos, la fattispecie siciliana mostra come nulla, nel quadrante post-mo-dernista della (per cos dire) diagnostica tecnico-scientifica della verit, possadarsi per definitivamente acquisito, e come la vigilanza dellinterprete si im-ponga a fronte di mai sopite tentazioni di arditezze nelle fughe in avanti.

5. Mezzi coercitivi della volont e spie sullinterno organico:quale discrimen?

Su una distinzione, tuttavia, converr insistere. sufficiente uno sguardoappena attento per rilevare come gli strumentari cui pu alludersi siano ripar-tibili in due classi ben distinte: da una parte si collocano gli arnesi direttamen-te finalizzati ad eruendam veritatem (tortura, narcoanalisi, pentotal, ipnosi, ve-glia, territio); dallaltra si collocano le spie sullinterno organico29, id est glistrumenti finalizzati ad agevolare, in capo al fruitore del narratum (e, dunque,anzitutto in capo al giudice), una diagnosi circa pu dirsi, per ora, approssi-mativamente la verit o la menzogna di quanto declinato dal dichiarante.

Invita alla riflessione, in tal senso, la relazione al progetto preliminare del

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30 Rel. prog. prel. c.p.p. 1978, in Il nuovo codice di procedura penale dalle leggi delega ai de-creti delegati, a cura di G. CONSO, V. GREVI e G. NEPPI MODONA, vol. I, La legge delega del1974 e il progetto preliminare del 1978, Cedam, Padova, 1989, p. 327; Rel. prog. prel. c.p.p.1988, in G.U., s.g., 24 ottobre 1988, n. 250, suppl. ord. n. 2, p. 32.

31 Rel. prog. prel. c.p.p. 1978, cit., p. 518; Rel prog. prel. c.p.p. 1988, cit., p. 60.32 Alla formula, a proposito del divieto di metodi e tecniche adoperabili sullimputato, si

riferiscono la Rel. prog. prel. c.p.p. 1978, cit., p. 327, e la Rel. prog. prel. c.p.p. 1988, cit., p. 32.33 L. SCOMPARIN, La tutela del testimone nel processo penale, Cedam, Padova, 2000, p. 19.34 G. VASSALLI, I metodi di ricerca della verit e la loro incidenza sulla integrit della persona,

in Riv. pen., 1972, p. 408.

codice del 1988 (in parte qua identica, daltronde, alla precedente relazione alprogetto preliminare del 1978). Quanto al divieto di metodi o tecniche mani-polative nel corso dellinterrogatorio dellimputato, le due relazioni rimarcano,allunisono, la massima importanza dello sbarramento introdotto, sottoli-neando che la norma toglie ogni incertezza sulluso di strumenti coercitivi o dipersuasione occulta, e ci a prescindere dalla loro produttivit in termini dirisultati processualmente utilizzabili30. Pi ampi sono i rilievi circa il pendantprobatorio del divieto: dopo aver dato conto che lo sdoppiamento si resonecessario al fine di sottolineare lestraneit dellinterrogatorio alla tematica del-le prove, si chiarisce che dalle due norme parallele risulta cos assicurata, sul-lintero fronte dei possibili interventi dellautorit, la tutela della libert moraledel cittadino di fronte a mezzi coercitivi della volont o a tecniche di subdola per-suasione, soggiungendosi che laccento cade soprattutto su narcoanalisi, liedetector, ipnosi e siero della verit, i quali vanno banditi dalla sede processua-le anche per la scarsa attendibilit che viene loro generalmente riconosciuta31.

Un breve riepilogo si impone. Due parrebbero gli accenti logici che emer-gono dal mosaico normativo e dallexplicatio offerta dalle relazioni accompa-gnatorie: ispirati a garanzie di civilt del processo32, gli sbarramenti colpi-scono i mezzi coercitivi della volont e le tecniche di subdola persuasio-ne; il loro ostracismo decretato anche per la scarsa attendibilit che ge-neralmente si accredita ai risultati conseguiti con luso di tali mezzi. In termi-ni assai efficaci ci si espressi in chiave di parametro di utilit (con riguar-do al tema dellaffidabilit dei risultati) e di parametro di innocuit (con ri-guardo al profilo della tutela della dignit della persona)33; e ormai da temposi rimarcata lesigenza di porre i due estremi in connessione, nel senso cheil grado di affidamento scientifico del mezzo pu essere un elemento che,combinato al grado di pericolo che esso rappresenta per beni individuali me-ritevoli di tutela, pu orientare per ladozione o per il ripudio di una tecnicadeterminata34.

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35 , ad esempio, la tesi di G.F. RICCI, Le prove atipiche, Giuffr, Milano, 1999, p. 543 s.;contra cfr., tra gli altri, F. CORDERO, Codice di procedura penale commentato, cit., p. 229; O. DO-MINIONI, sub Artt. 64-65 c.,p.p., in Commentario Amodio-Dominioni, vol. I, Giuffr, Milano,1989, p. 401 ss.; ID., La prova penale scientifica, Giuffr, Milano, 2005, p. 214; L. LUPARIA, Laconfessione dellimputato nel sistema processuale penale, Giuffr, Milano, 2006, p. 101 s.; non-ch, con fine argomentazione, L. SCOMPARIN, La tutela del testimone nel processo penale, cit.,loc. cit.

36 Si tratta di Supreme Court of Canada, R. v. Trochym, 2007 SCC 6, cit.

Lapparente impenetrabilit della fortificazione corre, per, cos il rischiodi lasciare scoperti possibili sottili vie daccesso: affiorano subdoli talloni dA-chille, gi oggetto di recenti tentativi di assalto dagli esiti sinora infausti, e tut-tavia astrattamente idonei, in tempi non troppo lontani, a rendere vulnerabilela fortezza.

ben vero che le relazioni ai progetti preliminari del 1978 e del 1988 collo-cano il lie detector nel novero esemplificativo degli strumenti proibiti. A benvedere, tuttavia, il dispositivo di indagine psicofisiologica appare spurio ri-spetto alla classe in cui inserito: narcoanalisi, ipnosi, siero della verit sonosenzaltro strumenti idonei a influire sulla libert di autodeterminazione ead alterare la capacit di ricordare e di valutare i fatti; la stessa conclusionenon potrebbe, in s, estendersi al lie detector, ove questo come talora si ri-tenuto fosse idoneo soltanto a fornire strumenti valutativi dellattendibilitdella dichiarazione non incidendo minimamente n sulla libera autodetermi-nazione del dichiarante n sulla sua capacit di ricordare e di valutare i fatti35.

Di pi, il discredito proprio di tali strumenti legato per esplicita sottoli-neatura dei conditores anche alla scarsa attendibilit di cui general-mente godono i risultati cos acquisiti: decisiva, in altri termini, si (sinora)rivelata la circostanza che, sul piano gnoseologico, lo stato dellarte nonconsente di individuare come rigorosi in chiave di attendibilit gli esiti fornitida tali strumenti. , questo, un dato cardine della problematica, confermatodalle indicazioni provenienti dallesperienza comparata: lostracismo, adesempio, nei confronti delluso giudiziario dellipnosi (sono emblematiche lesoluzioni giurisprudenziali emerse negli Stati Uniti, in Francia, in Canada) ri-posa in larga misura sullincertezza sperimentale del tasso potenziale di erroredei risultati ottenibili. Nitida appare, in tal senso, la recentissima decisionedella Corte Suprema del Canada in tema di post hypnosis evidence36: allorchi parametri per valutare laffidabilit della nuova prova scientifica siano appli-cati, ha statuito la Corte, diviene evidente che la tecnica dellipnosi e il suoimpatto sulla memoria umana non sono bastevolmente compresi perch la

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37 Ass. app. Roma 27 aprile 1956, Pisciotta e a., in Riv. dir. proc., 1956, II, p. 270 ss.; in ter-mini sostanzialmente analoghi cfr. Ass. Roma 26 aprile 1961, cit. da G. VASSALLI, La protezionedella sfera della personalit nellera della tecnica, in Studi in onore di Enrico Betti, vol. V, Giuf-fr, Milano, 1962, p. 704, nota 52.

testimonianza post ipnotica possa ritenersi sufficientemente affidabile in sedegiudiziaria; infatti, anche se lipnosi stata oggetto di studi molteplici, talistudi o sono inconcludenti o puntano lattenzione sul fatto che lipnosi pu,in talune circostanze, dar luogo a una distorsione di memoria. Orbene haproseguito la Corte il tasso potenziale di errore nellinformazione aggiunti-va ottenuta attraverso lipnosi, allorch il metodo sia utilizzato per scopi fo-rensi, piuttosto dubbio: infatti oggi non dato di sapere se tali informa-zioni siano accurate o imprecise, e tale incertezza inaccettabile avanti aunistanza giudiziaria.

Gi in tempi risalenti, peraltro, la giurisprudenza italiana aveva tracciato undiscrimen netto tra i dispositivi finalizzati ad eruendam veritatem e i mezzi (ri-tenuti) meramente diagnostici della verit e della menzogna dei contributinarrativi. Negli anni cinquanta, nel corso di un processo di larga risonanza, ingrado di appello gli imputati facevano istanza di rinnovazione del dibattimen-to chiedendo di essere sottoposti a narcoanalisi o, in subordine, alla macchi-na della verit. La Corte di assise di appello di Roma aveva cura di distingue-re i due piani invocati dagli appellanti: la richiesta di narcoanalisi veniva di-chiarata inammissibile in quanto il metodo determina necessariamente note-vole menomazione della personalit fisio-psichica del soggetto esteso e una ri-levante limitazione della sua libert, e perci il rilasciamento psichico, checos si pu provocare per vincere la resistenza della volont e privare lindivi-duo del potere critico e di controllo, si risolve in una palese violenza fisica emorale. Marcati caratteri distintivi separano, invece, ad avviso della Corte,luso del lie detector dal procedimento narcoanalitico: con il rivelatore di bu-gie, affermava la Corte, la personalit fisica dellimputato non menomata,n alterati risultano i suoi processi psichici dalluso dello strumento che regi-stra quelle turbe somatiche connesse a modificazioni neuro-vegetative indottedallo stato di tensione emotiva cagionata nel corso dellinterrogatorio dallamenzione dei fatti che ne formano oggetto; e, tuttavia, il congegno, pur cer-tamente utile ai fini orientativi, nonch per lesame della emotivit del sogget-to e per lo studio della sua personalit, non si presta ad applicazioni giudi-ziarie, in quanto non idoneo a rilevare in via di certezza n la menzogna n laverit37.

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38 Per un cenno di cronaca a questo argomento, evidenziato dal dibattito doltre Oceano,cfr. G. VASSALLI, I metodi di ricerca della verit e la loro incidenza sulla integrit della persona,cit., p. 415, nota 23.

Larresto giurisprudenziale degli anni cinquanta evocava, dunque, un argo-mento sottile, dotato di una dirompente carica di suggestione: i responsi dellamacchina, afferma la Corte romana, forniscono solo dati esterni, riconducibili lo si visto a turbe somatiche connesse a modificazioni neuro-vegetati-ve indotte da stati di tensione emotiva (pi o meno) connesse alla verit o al-la falsit della risposta; sotto il profilo della tutela dellintegrit psichica deldichiarante non vi sarebbe, perci, diversit alcuna rispetto allipotesi disemplice osservazione di quelle turbe che linterrogante potrebbe diretta-mente cogliere, se pure in grado minore, nel mutato ritmo di frequenza delrespiro, nel pallore e nel rossore del viso, nella sudorazione delle mani e dellafronte. Il rinvio , dunque, a taluni di quegli elementi prosodici e paralingui-stici che, accanto al nudo narratum, grande peso assumono in sede di valuta-zione del risultato di prova: se questo largomento il giudice, facendo levasu un filtro approssimato qual il proprio soggettivo acume, ben pu utilizza-re tali emergenze grezze nella formazione del suo convincimento, irragione-vole che il sistema sbarri la via a strumenti che consentano di rilevare scienti-ficamente i medesimi dati non verbali, attraverso luso di dispositivi che la-sciano comunque impregiudicata la libert morale del dichiarante38.

6. Tecniche diagnostiche di deception processing etruth telling processing: la risonanza magnetica funzionaleper immagini

Occorre insistere, per, ancora sulla rimarcata imperfetta attendibilit gno-seologica dei risultati conseguibili con lassistenza degli strumenti descritti: ildibattito ha documentato con chiarezza che, costantemente, proprio in ci si radicato il rilievo risolutivo che ha finora condotto allostracismo verso i pitradizionali mezzi volti a diagnosticare scientificamente la corrispondenzaal vero del narratum. Ipnosi, narcoanalisi, siero della verit, oltre a vulnerarela dignit della persona partoriscono risultati di segno dubbio, talora perch ilmezzo non esente dal rischio di incidere sulla genuinit del sapere del di-chiarante (si pensi, ad esempio, allipnosi, in cui il vuoto di potere determi-nato dalla tranche ipnotica potrebbe essere riempito da opachi patologiciinputs impartiti dalloperatore), talaltra perch gli esiti non garantiscono la co-

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stante corrispondenza al vero del sapere cos ottenuto (si pensi alla narcoa-nalisi, in ordine alla quale indagini cliniche hanno posto in luce come il ricer-cato esito disinibitorio non sia totale e come la sua intensit vari in ragionedella personalit del soggetto e delle motivazioni poste a base delle condotteindagate, o ancora allipnosi, a proposito della quale ricerche in campo clinicohanno documentato esiti talora incerti o intermittenti).

palese, allora, linterrogativo centrale che, negli snodi dei rapporti fra tra-dizione delle garanzie e suggestioni della modernit, spetta al giurista porre ediscutere: quid ove gli sviluppi della ricerca applicata conducessero a metodio tecniche idonei a coniugare non invasivit sulla sfera della libert moraledellindividuo e rigorosa scientificit dei risultati in chiave di diagnostica dellaverit o della menzogna?

Linterrogativo, oltre a non peccare certo di indulgenze alla retorica, haraggiunto, oggi, soglie di cos incisiva attualit da essere, ormai, assolutamenteineludibile.

noto che gli anni appena trascorsi hanno registrato progressi di portataepocale nel quadro delle neuroscienze: anche grazie allapporto offerto dallenuove tecnologie, gli studi sulle dinamiche di funzionamento del cervello han-no condotto alla decifrazione di fenomeni dapprima non compresi, e hanno,cos, dischiuso orizzonti nuovi, che lasciano intravedere prospettive future sul piano diagnostico e terapeutico davvero di straordinaria portata.

Un ricco filone di ricerca, sviluppatosi in modo rigoglioso allincirca nel-lultimo quinquennio, ha riguardato lo studio dei processi cerebrali coinvoltinelle funzioni narrative in chiave di menzogna o di verit (deception and truthtelling). Varie indagini, in chiave sperimentale, sono state condotte attraversoluso di apparati di risonanza magnetica funzionale per immagini (fMRI): talidispositivi, rilevando le variazioni del livello di ossigeno nel sangue che afflui-sce alle regioni corticali del cervello (metodo BOLD: blood oxygen level-de-pendent), sono in grado di mostrare quali regioni corticali si attivano durante iprocessi di elaborazione della menzogna (deception processing) e di elabora-zione della risposta veritiera (truth telling processing), conducendo a una map-patura delle dinamiche cerebrali (brain mapping) idonea a essere posta a raf-fronto con esiti di altre indagini sperimentali, come ad esempio con le diagno-si offerte da un tradizionale lie detector.

I risultati, ancora iniziali, di tali studi assumono portata straordinaria nontanto sul piano del coefficiente di affidabilit degli esiti sperimentali (che pre-sentano ancora qualche pur lieve inesattezza), quanto perch hanno condottoalla messa a fuoco delle radicali differenze tra la aspecificit delle emergenze

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del poligrafo e la specificit delle diagnosi offerte dalle mappature tracciatedai dispositivi di risonanza magnetica funzionale.

Le ricerche condotte con gli apparati di risonanza magnetica funzionalehanno mostrato che le aree corticali del cervello attivate nel processo di elabo-razione della menzogna sono assai pi dilatate rispetto a quelle, in larga misu-ra non coincidenti, attivate nel processo di elaborazione della risposta veritie-ra: la bugia, oltre a comportare maggiori outputs emozionali rispetto alla ri-sposta veritiera, attiva procedure cerebrali pi complesse, implicando al dil dei processi di comprensione e di rappresentazione della domanda il re-cupero delle informazioni veritiere dalle sedi della memoria in cui le stesse so-no state archiviate, la rappresentazione simulata delle aspettative dellinterro-gante, lelaborazione strategica di un piano alternativo di risposta o il suorichiamo, la comparazione della menzogna elaborata con la risposta veritiera,linibizione della risposta veritiera e la conferma dellopzione per il canalenon veritiero in quanto ritenuto strategicamente pi conveniente, infine lela-borazione della risposta menzognera sotto il controllo delle aree deputate allacoscienza di s nonch al significato delle proprie e delle altrui azioni, alle in-terazioni sociali e alle conseguenze di tali interazioni.

Si accennava alla circostanza che il processo di elaborazione della bugiacomporta, di norma, outputs emozionali pi significativi di quelli indotti dalprocesso di elaborazione della risposta veritiera: responsabile di tali outputs il sistema limbico, che pure implicato nelle dinamiche della memoria e dideterminati aspetti del movimento. Orbene, va chiarito che la macchina del-la verit rileva proprio taluni outputs del sistema limbico, fornendo nellasua veste pi moderna, costituita dal poligrafo a quattro canali dati sul rit-mo e sulla profondit della respirazione, sulla pressione sanguigna e sulla su-dorazione superficiale: atteso che il processo di elaborazione della bugia disolito associato a variazioni dei ritmi respiratori, a un aumento della pressionesanguigna (che si traduce anzitutto in un aumento del battito cardiaco) e a unincremento della sudorazione, si ritiene che dal documentato verificarsi di talifenomeni si possa indurre una diagnosi di falsit della narrazione.

Va, tuttavia, rimarcata la soggettivit e la non selettivit degli outputs emo-zionali ora descritti: da una parte essi possono correlarsi anche a matrici bendiverse dal processo di elaborazione della bugia, essendo dipendenti da daticaratteriali del soggetto (una personalit iperemotiva produce outputs signifi-cativi del sistema limbico anche in situazioni del tutto disgiunte da progetta-zioni di dichiarazioni non veritiere); si rileva, daltra parte, che un opportunotraining ben in grado di addestrare il soggetto a unattivit di dominio della

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sfera emotiva e, perci, a una capacit di controllo delle uscite del sistemalimbico. Deriva da ci una definitoria non univocit dei dati rilevati dal poli-grafo: non esiste alcuna corrispondenza biunivoca che leghi al processo di ela-borazione della bugia le variazioni del ritmo respiratorio, laumento dellapressione arteriosa o lincremento della sudorazione, ben potendo simili feno-meni manifestarsi a fronte di risposte veritiere e, per contro, non palesarsi opalesarsi in misura minima perch tenuti sotto controllo dallagente conte-stualmente allelaborazione di una bugia. In altri termini, la macchina dellaverit ingannabile e pu, dunque, fornire responsi imprecisi quando nonerronei tout court, come comprovano, daltronde, le statistiche elaborate in se-de sperimentale.

Per contro, non esiste training in grado di addestrare a uninibizione volon-taria dellafflusso sanguigno nelle zone corticali del cervello interessate ai fe-nomeni di deception processing o di truth telling processing: per proseguire conla pur approssimativa terminologia adesso adoperata, la risonanza magneticafunzionale per immagini non ingannabile attraverso manovre inquinantiposte in opera da un dichiarante addestrato e fornisce, dunque, risposte atten-dibili.

Certo, la ricerca in questo campo attende di progredire non poco: molti fe-nomeni neuronali attendono ancora di essere adeguatamente decifrati, e i testssperimentali, ad oggi disponibili nel quadro della letteratura scientifica, sonoappena alle loro prime battute. Quanto gi posto in luce, tuttavia, bastevoleperch lurgenza di talune riflessioni si imponga con forza agli occhi dellin-terprete.

7. Risonanza magnetica e nuove frontiere tra modernismo efficientistae valori dellaccertamento giudiziario: gli scenari

I dati appena sinteticamente riepilogati conducono, allora, allo sgretolarsidellalibi su cui, sinora, era stato possibile risolvere con disinvoltura il quesitocirca lammissibilit degli strumenti diagnostici della dichiarazione contrariaal vero a scopi giudiziari: accanto ai dubbi sullinvasivit del vecchio poli-grafo si poneva lequivocit delle sue risultanze e, pertanto, linaffidabilit delmezzo in chiave gnoseologica, e il saldarsi delluno e dellaltro rilievo condu-ceva agevolmente al rigetto del metodo; laffidabilit, per contro, della map-patura cerebrale offerta dalla risonanza magnetica funzionale per immaginiscompagina lantico commodus discessus, inchiodando linterprete a responsa-bilit ben pi significative. Dunque: risolto gi oggi o, in prospettiva, doma-

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39 S.K. THOMPSON, The Legality of the Use of Psychiatric Neuroimaging in Intelligence In-terrogation, in Cornell Law Rev., 2005, vol. 90, p. 1601 ss.

40 I. SAMPLE, The brain scan that can read peoples intentions, in Guardian, 9 febbraio 2007.41 P.K. DICK, Minority Report (1956), in ID., Rapporto di minoranza e altri racconti, trad. it.,

Fanucci, Roma, 2002, p. 27 ss.

ni il problema dellaffidabilit gnoseologica, pu la risonanza magnetica tro-vare ingresso nel trapezio delle procedure giudiziarie utilizzabili a fini di ac-certamento del fatto?

Peccherebbe di superficialit chi ritenesse il quesito ancora troppo teorico.Nel 2005 stato pubblicato, negli Stati Uniti, un contributo scientifico in cuisi discute prendendone, per vero, le distanze delluso della risonanza ma-gnetica funzionale in sede di interrogatorio di prevenzione, caldeggiato oltreOceano, dopo lo scandalo di Abu Ghraib, quale quintessenza di soluzioneallamericana alla scandalosa domanda sul se sia giustificato o meno esse-re disumani in sede di difesa della nostra umanit39.

Si , tuttavia, gi andati oltre. appena di ieri la notizia dello stato avanza-to di unindagine, condotta da unequipe interdisciplinare di studiosi tedeschie inglesi, che ha mostrato come la risonanza magnetica funzionale per imma-gini sia in grado di evidenziare unattivit corticale preparatoria di deceptionprocessing o di truth telling processing40: i dati diagnostici offrono, dunque, lapossibilit di pronosticare che il dichiarante stia per dire la verit o stia permentire, prima ancora che egli stesso linguisticamente formalizzi in uscitaunaffermazione veritiera o falsa. Sar si chiede il Guardian il primo em-brione di una Minority Report era? Diverr la nostra si chiesta unaneuropsicologa dellUniversit di Cambridge, intervistata dal Guardian unaMinority Report society, in cui i crimini si preverranno prima che acca-dano? Lemersione di queste tecniche, ha avvertito uno dei ricercatori chehanno condotto lindagine, rende necessario un dibattito etico circa le loroimplicazioni affinch un giorno noi non possiamo sentirci sorpresi o travoltio le cose non imbocchino una via sbagliata. Questi metodi entreranno in usonei prossimi anni, e noi dovremo essere adeguatamente preparati.

Questi, dunque, gli scenari. Da non enfatizzare, vero, ma avendo cura,nel contempo, di scongiurare sottovalutazioni pericolose.

Al di l degli spettri evocati dal racconto di Philip Dick41, v, allora, spaziorealistico per un uso forense della risonanza magnetica funzionale per imma-gini? Potr distinguersi la posizione del testimone da quella dellimputato? O,pi direttamente: la risonanza magnetica realmente non invasiva? Si colloca

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42 G. SABATINI, Poligrafo e libert morale, in Giust. pen., 1962, I, c. 9.43 G. VASSALLI, Il diritto alla libert morale (contributo allo studio dei diritti della persona-

lit), in Studi in memoria di Filippo Vassalli, vol. II, Utet, Torino, 1960, p. 1678, nota 102.44 G. VASSALLI, I metodi di ricerca della verit, cit., p. 415.45 F. CORDERO, Procedura penale, 9a ed., Giuffr, Milano, 1987, p. 472.46 G. SABATINI, Poligrafo e libert morale, cit., c. 10.47 F. CARNELUTTI, Diritto dellimputato agli esperimenti sul suo corpo, cit., p. 273.48 F. CORDERO, Procedura penale, 9a ed., cit., p. 923.

al di fuori dello spettro dei metodi e delle tecniche oggetto dello sbarra-mento previsto dallart. 188 c.p.p. italiano? Erode zoccoli duri riconducibilialla tutela della dignit dellindividuo?

Occorre intendersi. Nel cuore, ormai lontano, del dibattito sulla liceit dellie detector nelle aule giudiziarie si era osservato che il procedere capzioso esubdolo dellinterrogatorio ai fini della determinazione delle emozioni ha tutti icaratteri della violenza morale42; pur rimarcandosi che non ogni tentativo diesplorazione dellinconscio porta con s, quando sia consentito, una lesionedella libert morale43 si era, comunque, di seguito osservato, con riguardo al-linterrogatorio dellimputato, che esso deve svolgersi libero da ogni sugge-stione od intrusione di elementi valutativi esterni e che inconcepibile sotto-porre il soggetto inquisito ad un interrogatorio che, sia pure con il suo consen-so, si svolga mentre possibile sorvegliare tecnicamente, e misurare, le sue rea-zioni44; per nostra fortuna aveva soggiunto altra voce autorevole lim-putato ancora considerato una persona e quindi gli compete un diritto allin-violabilit dellanima, perch appena questo privilegio cadesse dovremmorassegnarci a una condizione subumana45. I rilievi riguardavano, tuttavia, lin-terrogatorio: la sua funzione di strumento di difesa avrebbe rischiato tracima-zioni snaturanti nellopposto terreno della prova; col consenso e senza con-senso dellesaminato, si era scritto, lesperimento forza la personalit psichi-ca le cui manifestazioni sono deviate dal fine investigativo dellesperimentostesso46. Incombeva, poi, sul dibattito lipoteca lanciata da Francesco Carne-lutti: limpossibilit di usare il detector veritatis in nome della tutela della li-bert dellimputato aveva scritto, a commento critico della gi indicata deci-sione della Corte di assise di appello romana conduce al paradosso che que-sti, anche se potesse fornire, con certi esperimenti sul suo corpo, le prove dellasua innocenza, dovrebbe essere condannato in omaggio alla sua libert47.

Gi da tempo, tuttavia, unindicazione preziosa in tale ambito era stata po-sta in luce. La legge si era argutamente scritto esclude le ordalie, anche inversione incruenta e scientificamente rispettabile48, e al paradigma della pro-

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49 F. CORDERO, Procedura penale, 9a ed., cit., p. 923 s.50 Di divieto implicito parla ancora F. CORDERO, Procedura penale, 9a ed., cit., p. 924; allo

stesso concetto si riferisce espressamente Cass., VI, 18 febbraio 1972, in Ced Cass., n. 120705,che ritiene lipnosi e la narcoanalisi in contrasto con il sistema pur se non oggetto di divietiespliciti.

51 Corte cost., sent. 30 luglio 1997, n. 283, in Giur. cost., 1997, p. 2564 ss.

va ordalica , a ben vedere, riconducibile tanto lo strumento ad eruendam ve-ritatem quanto la classe delle spie sullinterno organico: la parte, ove chiedao consenta luso di mezzi simili, dichiarandosi disposta a subire la provalancia una sfida, ma a questo modo il soggetto diventa cosa, contronatura49; ecco perch gi il sistema del 1930 che non contemplava esplicitenorme assimilabili agli odierni artt. 64 comma 2 e 188 c.p.p. 1988 potevadirsi contenere un divieto implicito alluso giudiziario di armamentari simili50.

Altri interrogativi suscitava, poi, la questione della servitus iustitiae testimo-niale: possono, i medesimi argomenti spesi per lesame dellimputato con ilpoligrafo, estendersi anche al teste, titolare senza dubbio di un diritto alla di-gnit individuale ma non certo di una facolt di non rispondere?

Una replica a simili tarli, con riguardo alla terziet del testimone e alla ser-vit che su lui incombe, pu trarsi da una cristallina pronuncia costituziona-le che ha nobilmente sottoposto a scandaglio la problematica del teste debo-le51. La disciplina della testimonianza e delle modalit per assumerla hasottolineato la Corte risponde anzitutto allesigenza di assicurare la genui-nit della prova, ma non pu essere insensibile alla necessit di tutelare la per-sona del teste nel delicato momento in cui chiamato a deporre sui fatti e lecircostanze dedotti in contraddittorio tra le parti: infatti la testimonianza funzione resa obbligatoria dalla legge in vista delle esigenze del processo,ma proprio per questo, se esige impegno e pu comportare anche difficoltper il teste, chiamato ad enunciare con verit davanti al giudice le informazio-ni in suo possesso, non deve mai tradursi, per il modo in cui condotta, inviolazioni della dignit e del rispetto dovuto alla persona del teste medesimo.

Il pi risalente dibattito aveva, peraltro, fatto emergere, pur con qualcheenfasi, un dato di portata decisiva: gi nella sua esteriorit il poligrafo si ma-nifesta sub specie torturae, si era scritto; anche se la sedia comoda, se lesa-minatore fa di tutto per mettere lesaminato a suo agio e se gli avvolgimenti diparti del corpo rappresentano apparecchi sensibilissimi, non vha dubbio chesu quella sedia vi un uomo ristretto nella libert fisica e nella libert psichi-ca, come emerge anche dai dispositivi utilizzati, in ordine a molti del qualiveramente si pu raffigurare quella che apparentemente una sedia ad una

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52 G. Sabatini, Poligrafo e libert morale, cit., c. 10.53 Per un richiamo in sede processuale penale cfr. G. UBERTIS, La ricerca della verit giudi-

ziale, in AA.VV., La conoscenza del fatto nel processo penale, a cura di G. UBERTIS, Giuffr, Mila-no, 1992, p. 2.

sedia di tortura52. Converr cogliere il nucleo del problema, al di l della ve-ste enfatica di cui compare rivestito.

Si citato Heisenberg, allinizio, a proposito degli atteggiamenti dellascienza rispetto al potere. Al noto principio di indeterminazione di Heisen-berg53 pu, adesso, farsi rinvio, adoperandolo al di l delle misurazioni delsuo rilievo in fisica quantistica in chiave di metafora: con la sua stessa pre-senza, losservatore altera loggetto osservato e gli equilibri in cui lo stesso immerso; la neutralit dellosservatore un predicato che non esiste in natura.La libert fisica del dichiarante, tutelata, in sede di interrogatorio, anche ove ildichiarante medesimo sia in stato di privazione della libert personale (art. 64comma 1 c.p.p.), garantisce la dignit della persona ma del pari strumentalealla tutela della libert morale, a cui presidio operano gli sbarramenti deimetodi e delle tecniche vietate. Ora, pur se la risonanza magnetica nonaltera in s la capacit di ricordare e di valutare i fatti, indubbia la sua inva-sivit sul terreno della libert morale del dichiarante: la stessa configurazionefisica del dispositivo (la macchina della risonanza magnetica un grande cilin-dro al cui interno il soggetto viene introdotto, disteso, al fine dellattivazionedel campo magnetico sulla cui fisica si fonda la tecnica diagnostica in discor-so) rende lo stesso grandemente invasivo della libert morale della persona,pregiudicando, per questa via, in radice tanto laccettabilit etico-giuridicadello strumento che la genuinit dei risultati; ripercorrendo lasserto chiavedel principio di indeterminazione di Heisenberg, pu dirsi che il mezzo dia-gnostico-osservatore altera gli equilibri del dichiarante-oggetto osservato e,perci, nega la sua pretesa neutralit ponendosi, dunque, nel cono di operati-vit degli sbarramenti previsti dal sistema.

Giungiamo, cos, al termine di questo itinerario. Se i mezzi scientifici diperquisizione della coscienza a uso giudiziario, attraverso le mappature cere-brali ormai tecnologicamente possibili, sostanziano un problema della moder-nit (o della post-modernit), compito dellinterprete non altrimenti chedello scienziato, di fronte ai rischi di derive incontrollabili richiamarne i rac-cordi con i valori irrinunciabili di tutela della persona, ponendo in guardia sestesso e i naviganti dalle seduzioni del canto delle sirene. Tra Scilla e Cariddi,tra le esigenze innegabili e anzi da difendere del progresso della ricerca

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Il canto delle sirene 39

scientifica (qui, nel quadrante del brain mapping, importantissima sul pianoclinico e terapeutico) e il nocciolo duro dei diritti della persona, ricompareancora, ma in forma di paradosso, il mito di Icaro e Dedalo: v una scienza e la metafora qui diviene paradigma che, assunte in s le vesti del padre edel figlio prigionieri del labirinto, fabbrica ingegnose ali di cera per evadere, econquista, con la libert, spazi sempre nuovi; solo un peccato di ybris sfocernella pur evitabile tragedia. E sovvengono, in dimensioni ben pi aperte, leevocazioni limpide di David Maria Turoldo, uno dei pi grandi poeti del no-stro tempo: Si moltiplicano nelle citt tribunali ove piccoli uomini ancora in-dossano toghe e parrucche, quasi a dimostrare che sono gente di altra stirpe:arbitri assoluti. No, non sono dei, e tuttavia sono ugualmente un pericolo co-me gli antichi dei.

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