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Principi contabili IAS/IFRS :

IL BILANCIO DELLE BANCHE

Dott. RENZO PARISOTTO

Universit degli Studi di Bergamo

Anno accademico 2013/2014

Bergamo, 3 5 Febbraio 2014 (2 parte)

Renzo Parisotto 2

D.Lgs. 38/2005

o aspetti di natura civilistica

o il ruolo della Banca d'Italia:la circolare

262/05.

Il ruolo della Banca d'Italia: la circolare 262/05

Renzo Parisotto 3

Le istruzioni applicative della Banca dItalia (ex art. 9 D.lgs 38/2005)

La circolare 262/05, 2 aggiornamento del 21 gennaio 2014, principi generali

DESTINATARI

DELLE

DISPOSIZIONI

banche iscritte nell'albo di cui all'art. 13 del decreto legislativo 1 settembre

1993, n. 385

societ finanziarie capogruppo dei gruppi bancari iscritti nell'albo di cui all'art.

64 del D.Lgs 385/1993

In particolare:

le banche italiane di cui allart. 1 del T.U.B. (1) nonch le societ finanziarie

capogruppo dei gruppi bancari iscritti nellalbo di cui allart. 64 del T.U.B. redigono

per ciascun esercizio il bilancio dell'impresa e, ove ne ricorrano i presupposti ai

sensi del decreto 87/92, il bilancio consolidato in conformit dei principi contabili

internazionali di cui allart. 1 del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38 e

secondo le disposizioni contenute nella presente Circolare;

le succursali italiane di banche estere rispettano gli obblighi di pubblicit dei

documenti contabili previsti nel capitolo 4 delle presenti istruzioni.

(1) Art. 1 comma 2 del T.U.B.

Nel presente decreto legislativo si intendono per: a) banca italiana: la banca avente sede legale in Italia

omissis

Renzo Parisotto 4

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CONTENUTO

DEL BILANCIO

Stato patrimoniale, Conto economico, Prospetto della redditivit complessiva, Prospetto

delle variazioni del patrimonio netto, Rendiconto finanziario e Nota integrativa.

Essi sono corredati da una relazione degli amministratori sullandamento della gestione e

sulla situazione della banca o della societ finanziaria e dellinsieme delle imprese incluse

nel consolidato.

veridicit e correttezza della situazione patrimoniale, finanziaria e della situazione

economica

laddove necessario, indicazioni in nota integrativa di informazioni complementari

necessarie allo scopo

se lapplicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali

incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale,

finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicata (art. 5, comma 1,

del D.lgs 38/2005). Nella nota integrativa sono spiegati i motivi della deroga. In tal caso gli

utili derivanti dalla regola sono iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura

corrispondente al valore recuperato.

Art. 5, comma 1, del D.lgs 38/2005

Se, in casi eccezionali, lapplicazione di una disposizione prevista dai principi contabili

internazionali incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione

patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, la disposizione non applicata. Nel

bilancio desercizio gli eventuali utili derivanti dalla deroga sono iscritti in una riserva non

distribuibile se non in misura corrispondente al valore al valore recuperato.

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SCHEMI

DEL

BILANCIO

gli schemi di Stato patrimoniale, Conto economico e Redditivit complessiva sono

costituiti da voci (contrassegnate da numeri), da sottovoci (contrassegnate da

lettere) e da ulteriori dettagli informativi (i di cui delle voci e sottovoci).

E consentita laggiunta di nuove voci, purch il loro contenuto non sia riconducibile

ad alcuna delle voci gi previste dagli schemi e solo se si tratti di importi di rilievo.

Le sottovoci previste dagli schemi possono essere raggruppate quando: (i) limporto

delle sottovoci sia irrilevante; (ii) il raggruppamento favorisca la chiarezza del bilancio;

in questultimo caso la nota integrativa deve contenere distintamente le

sottovoci di ogni raggruppamento.

Indicazione dellimporto dellesercizio precedente.

Le attivit e le passivit, i costi e i ricavi non possono essere fra loro compensati,

salvo che ci sia ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali o dalle

presenti disposizioni.

Non sono indicati i conti che non presentano importi n per lesercizi al quale si

riferisce il bilancio n per quello precedente.

Se un elemento dellattivo o del passivo ricade sotto pi voci dello stato patrimoniale,

nella nota integrativa deve annotarsi, qualora necessario ai fini della comprensione del

bilancio, la sua riferibilit anche a voci diverse da quella nella quale iscritto.

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COLLEGAMENTO

FRA

CONTABILIT E

BILANCIO

Il sistema contabile (piano dei conti, criteri di contabilizzazione ecc.) deve

consentire il raccordo tra le risultanze e i conti del bilancio.

Occorre che nel sistema informativo contabile siano presenti e agevolmente

reperibili tutti gli elementi informativi necessari ad assicurare tale raccordo;

in sede di redazione del bilancio la coerenza tra le evidenze sistematiche

e i conti del bilancio deve essere assicurata anche mediante apposite

scritture di riclassificazione.

Analogamente, nel sistema informativo contabile, devono essere presenti e

agevolmente reperibili tutti gli elementi informativi necessari a redigere la nota

integrativa.

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DEFINIZIONI

Banche

le banche comunitarie autorizzate dalle competenti autorit di vigilanza

le banche extracomunitarie autorizzate dalle competenti autorit di vigilanza

le banche centrali

gli organismi internazionali a carattere bancario

Banche Centrali

rientra anche la Banca Centrale Europea.

Governi

rientrano in questa categoria anche il Fondo Monetario Internazionale, la Banca dei

Regolamenti Internazionali e la Comunit Europea.

Clientela

tutti i soggetti diversi dalle banche.

Societ finanziarie

le societ di gestione del risparmio e le SICAV di cui al decreto legislativo 24 febbraio

1998, n. 58;

le societ finanziarie capogruppo dei gruppi bancari iscritti nell'albo di cui all'art. 64 del

T.U.B.;

le societ di intermediazione mobiliare di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.

58 ;

i soggetti operanti nel settore finanziario previsti dai titoli V e V-bis del T.U.B. nonch

le societ esercenti altre attivit finanziarie indicate nell'art. 59, comma 1, lett. b), dello

stesso T.U.B.;

le societ finanziarie estere che svolgono attivit analoghe a quelle esercitate dalle

societ di cui alle lettere precedenti.

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DEFINIZIONI

Gruppo Bancario

indica il gruppo di societ bancarie, finanziarie e strumentali iscritto nellalbo

previsto dallart. 64 del T.U.B.. Ai fini delle informative contenute nelle parti B, C, D, F

(limitatamente alla sezione 1) e I vi rientrano convenzionalmente anche le societ

bancarie, finanziarie e strumentali controllate in modo congiunto (in via diretta e

indiretta) quando si verificano entrambe le due seguenti condizioni: a) la

partecipazione pari o superiore al 20 per cento del capitale; b) la societ

consolidata ai sensi dello IAS 31 con il metodo proporzionale. Ai fini delle informative

contenute nella parti E ed F (limitatamente alla sezione 2) nel gruppo bancario

rientrano convenzionalmente anche le societ bancarie, finanziarie e strumentali

consolidate con il metodo proporzionale ai fini di vigilanza.

Crediti

il portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i titoli di debito, non quotati che lo IAS 39

denomina finanziamenti e crediti (loans and receivables).

Crediti e debiti "a vista

le disponibilit che possono essere ritirate da parte del creditore in qualsiasi

momento senza preavviso o con un preavviso di 24 ore o di un giorno lavorativo.

rientrano tra i crediti e i debiti a vista" anche quelli con vincolo contrattuale di

scadenza pari a 24 ore o a un giorno lavorativo.

Finanziamenti

attivit e le passivit finanziarie per cassa diverse dai titoli di debito, dai titoli di