Primissima Trade - Aprile 2012

Click here to load reader

  • date post

    30-Jan-2016
  • Category

    Documents

  • view

    218
  • download

    0

Embed Size (px)

description

In copertina: Paolo Del Brocco. Interviste a Paolo Ferrari, Riccardo Tozzi, Paolo Del Brocco, Osvaldo De Santis, Domenico Procacci. Focus: la nuova stagione del cinema civile italiano

Transcript of Primissima Trade - Aprile 2012

  • POSTE ITALIANE SPA. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 70% - DCB ROMA

    FOCUS La nuova stagione del cinema civile italiano

    INTERVISTEPaolo FerrariRiccardo TozziPaolo Del BroccoOsvaldo De SantisDomenico Procacci

  • Periodico digitale inviato agli iscritti alla newsletter e scaricabile, sfogliabile e stampabile dal sito www. primissima.it

    hanno collaborato a questo numeroMARCO SPAGNOLINICOLETTA GEMMI

    art & graficaPATRIZIA [email protected]

    ANNO 8 APR ILE 2012

    Reg. Trib. Roma n. 103 del 24/03/2005

    direttore responsabile PIERO CINELLI

    condirettoreMARCO SPAGNOLI

    Direttore editorialePAOLO SIVORI

    pubblicitPRIMISSIMA

    editore MULTIVISION S.R.L. Via Fabio Massimo, 107 00192 - Romatel. fax. +39 0645437670

    12

    Domenico Procacci

    Presidente di Fandango

    Paolo Del Brocco

    Amministratore Delegato

    RaiCinema

    4

    Osvaldo De Santis

    Presidente e A.D.

    20th Century Fox Italia

    6

    Paolo Ferrari

    Presidente per la Fondazione

    Cinema per Roma

    8

    10

    Riccardo Tozzi

    Presidente dell'Anica

    e di Cattleya

    ANNO8 APR ILE 2012

    14

    FOCUS

    La nuova stagione del cinema

    civile italiano

  • 12

    10

    14

  • La crisi economica del paese ha influito sulla linea editoriale di RaiCinema? La linea editoriale di RaiCinema non cambiata e non cambier. Sia sul piano dei contenuti che su quello de-gli investimenti. Continuiamo a rac-contare la societ e la realt in cui viviamo, con tante storie che attra-versano tutti i generi possibili, quindi dalla grande commedia popolare, al film dautore, al film drammatico, al film di genere. Con uno spettro di racconto il pi ampio possibile. come si addice ad unazienda di servizio pubblico.

    Come si articola il listino? E un listino importante, che rispec-chia esattamente questa nostra vo-cazione e che daltro canto testimo-nia la grande fiducia che il cinema italiano ci rivolge. Dalla commedia sofisticata di Magnifica presenza di Ozpetek allimpegno civile di Ro-manzo di una strage di Giordana, al cinema di genere di Acab di Sollima,

    al cinema dautore di Amelio con Il primo uomo o di Garrone con Big House, al cinema contemporaneo di Un giorno questo dolore ti sar utile di Faenza, allo straordinario esperimento di Cesare deve mori-re dei fratelli Taviani, che in questo caso abbiamo solo prodotto e non distribuito, alla nuove commedie di Virz (Tutti i santi giorni), di Mas-similiano Bruno (Viva lItalia) e di Fausto Brizzi (Pazze di me). Accanto a questi ci sono poi i grandi film americani, come ad esempio Hugo Cabret di Scorsese che ancora nelle sale, Le Idi di marzo di Clooney, Biancaneve di Tarsem Singh che uscir a Pasqua e Co-smopolis di Cronenberg che uscir invece a Natale.

    Questa linea editoriale sembra funzionare anche sul piano degli incassi?Dal punto di vista del box office nel 2011 ci siamo piazzati al quarto po-sto con una quota di mercato che

    sfiora il 12%, e un fatturato di 73 mi-lioni di euro. Il pi alto risultato nella storia di RaiCinema e 01 Distribution.

    Quindi non ci sar nessun ridi-mensionamento a livello produt-tivo e distributivo? Gli investimenti nella produzione di cinema italiano per il 2012 sono stati confermati al livello del 2011 ed ho ragione di credere che anche per il futuro non ci saranno tagli. Certo ci sono delle criticit che non provengono dallinterno della nostra azienda, ma se si continua ad avere una evasione del canone cos alta, si parla di circa 700 milioni di euro, comprensibile che la Rai possa avere delle difficolt a continuare a svolge-re tutto quello che viene richiesto al servizio pubblico. Inoltre noi produciamo anche molti altri film, che non distribuiamo. In questo senso RaiCinema negli ultimi due anni ha allargato la quota pro-duttiva rispetto al passato, per cer-care di dare una mano ad un settore che stava incontrando delle difficolt a causa del taglio dei finanziamenti pubblici. Tanto che negli ultimi due anni abbiamo quasi raddoppiato il numero dei film finanziati, sempre nellottica della diversificazione, dal grande film popolare al piccolo film di un giovanissimo autore,

    Questo discorso vale anche per lacquisizione dei film stranieri?Linvestimento per lacquisizione di titoli stranieri gi diminuito da qualche anno a questa parte. Nel 2011 abbiamo speso un terzo di quanto spendevamo nel 2005-2006. Questo non perch non consideria-mo strategici i titoli stranieri, ma perch il cinema italiano diventato

    Paolo Del Brocco

    Il cinema italiano al tempo della crisi

    interviste

    Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato RaiCinema

    di Piero Cinelli

    4 aprile PRIMISSIMATRADE

    Magnifica presenza

  • Il cinema italiano al tempo della crisi

    Biancaneve

    pi forte ed inoltre come azienda pubblica abbiamo inteso di privi-legiare gli investimenti sulla parte italiana rispetto a quella interna-zionale. Non c dubbio che i film americani servano ad un listino, ed infatti noi dopo Hugo Cabret ab-biamo Biancaneve, Cosmopolis, il nuovo film di Malik, di cui ancora non dato conoscere il titolo, poi abbiamo preso un colossal come Pompei, un autentico colossal, quindi non che ci siamo fermati, ma se dobbiamo fare una scelta la nostra priorit resta quella di salva-guardare il cinema italiano.

    Come valuta linizio dellanno della Vs societ?Non posso che valutarlo positiva-mente. Hugo Cabret che arrivato a 7,5 milioni, Acab, che ne ha in-cassati 3, che per un film di genere una cifra estremamente positiva, anche Magnifica presenza partito decisamente bene. La nostra missione non si esaurisce negli incassi, pur ovviamente tenen-doli nella massima considerazione. Un cinema pi sofisticato va fatto, ed chiaro che facendo un cinema pi sofisticato si pu andare incon-tro a situazioni pi complesse, ad esempio il film di Faenza, che un bellissimo film non ha incassato si-curamente grosse cifre, ma noi cer-chiamo di trovare il giusto equilibrio tra la qualit e il mercato.

    Il fenomeno della crisi delle sale cittadine le crea qualche preoc-cupazione?E uno dei problemi maggiori che potrebbe accentuare quello del calo di spettatori legato alla crisi economica. Le statistiche ci dicono che oltre il 50% degli italiani non va mai, nemmeno una volta allan-no, al cinema. Questo pubblico si pu conquistare sicuramente con il prodotto, ma anche con la disponi-bilit e la qualit delle sale. Quindi fondamentale non solo che le sale cittadine, soprattutto quelle di pro-vincia che sono le pi colpite, non chiudano, ma che vengano aperte nuove sale nelle zone del sud che

    aprile PRIMISSIMATRADE 5

    sono totalmente prive di strutture di questo tipo. Questo problema va ad incidere soprattutto sul segmento del cinema di qualit, in particolare quello italiano, e quindi ci crea molte preoccipazioni.

    Unultima domanda sui festival. Mentre Garrone sembra in avvici-namento a Cannes, pensa che il binomio Ferrari-Muller potrebbe spostare linteresse dei distribu-tori a favore di Roma, a discapito di Venezia?Non ho mai creduto alla competizio-

    ne tra questi due Festival. Sono due realt diverse con localizzazioni e funzioni completamente diverse. Non credo poi si possa fare una distinzio-ne di merito. Marco Muller un uo-mo di cinema di grande esperienza e con eccellenti contatti internazionali, ma anche ha lavorato molto bene. Ovviamente quando si mettono in gioco persone di provata esperienza e competenza non possono esserci che risultati positivi. Questo vale in linea generale, non solo per i festival.

    Romanzo di una strage

  • Si pu parlare di un allineamento del cinema alla crisi generale dei consumi oppure si tratta solamen-te di un problema di offerta? Il mercato risente di una situazione economica globale che nel nostro paese diventata recessione. Una situazione che ha provocato una contrazione evidente dei consumi. Sebbene il cinema continui ad esse-re uno degli spettacoli pi economi-ci, credo che in questo momento di crisi, anche per un condizionamento psicologico, le persone abbiano co-minciato a fare caso ad ogni singolo euro di spesa. Mentre per le fasce pi deboli della popolazione che si sono ingrossate notevolmente in questi ultimi anni c' anche un pro-blema concreto: il costo dello spetta-colo 'cinema' non si esaurisce con il biglietto, ma si somma a quello degli spostamenti per raggiungere la sala,

    del parcheggio, la eventuale pizza, i pop corn se ci sono i bambini...

    Quindi la presunta anticiciclicit del settore stavolta saltata? In un momento in cui si assiste per la prima volta alla contrazione dei consumi alimentari inevitabile che si stia pi attenti anche alla spesa del cinema.

    Il calo colpisce soprattutto il ci-nema americano e un p meno quello italiano. Il prodotto americano ha in questo momento un minore appeal a causa di una eccessiva ripetitivit. Pertan-to si deve confrontare con due pro-blemi. Uno quello della crisi econo-mica, l'altro il problema della crisi dei generi. A questi si aggiunge una crescente richiesta di cinema italia-no, favorita anche da questo minore

    appeal del prodotto americano.

    Cosa c' che non funziona nei generi?Ci sono alcuni generi del cinema americano che in Italia non funzio-nano. Come la commedia che, a parte Woody Allen, sta praticamen-te scomparendo, perch il pubblico italiano tra una commedia italiana ed una americana sceglie quella italia-na. Anche il genere action, che nella stragrande maggioranza dei mercati, e principalmente in quello 'domesti-co' continua a funzionare, da noi non attira pi, da tempo. Ma non tutti i generi sono in crisi. C' il prodotto per famiglie che continua ad andare benissimo. Non a caso un gene-re che gli italiani non sanno fare, e quindi non c' una concorrenza. Per q