Presentazione ritiro-richiamo CRAVERO 07.04 ... Competenti possono ordinare il ritiro o il richiamo...

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Transcript of Presentazione ritiro-richiamo CRAVERO 07.04 ... Competenti possono ordinare il ritiro o il richiamo...

  • Allerte Alimentari

    Dott. Mauro Cravero

    PRISA 2017: DAL TERRITORIO AL LABORATORIO

    07 aprile 2017

  • SISTEMA DI ALLERTA

    Procedura codificata atta a garantire la rapidità delle comunicazioni

    da adottare a seguito di riscontro di ALIMENTO o MANGIME

    che rappresentino un GRAVE RISCHIO per la salute del consumatore

  • SISTEMA DI ALLERTA

    Il Reg. CE 178/02 istituisce un sistema di allarme rapido per gli alimenti ed i mangimi (RASFF) nell’UE allo scopo di dare alle autorità di controllo uno strumento efficace di notificazione dei rischi per la salute umana dovuti ad alimenti o mangimi.

    L’art. 50 definisce il campo di applicazione e le prescrizioni per il funzionamento del RASFF.

  • SISTEMA DI ALLERTA

    Oltre a notificare i rischi il RASFF serve a «comunicare» a tutte le Autorità Competenti, le misure adottate dall’OSA, sulla base della valutazione del rischio, o imposte dall’Autorità Competente, per ridurre l’esposizione dei consumatori

  • SISTEMA DI ALLERTA

    Reg. CE 16/2011 (recante disposizioni di applicazione relative al sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi)

    Notifiche originali: Notifiche di allarme (rischio che richiede azione rapida in un altro

    paese) Notifiche di informazione (non richiede azione rapida): � per follow-up (prodotto presente o che potrebbe essere

    immesso sul mercato in un altro Paese Membro) � per attenzione (è presente solo nel Paese notificatore o non

    è stato immesso sul mercato o non è più sul mercato) Notifiche di respingimento alla frontiera

    Notifiche di follow-up: informazioni aggiuntive su prodotto o rischio

  • SISTEMA DI ALLERTA

    INTESA STATO-REGIONI 204/CSR del 13/11/2008 “Linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta per

    alimenti destinati al consumo umano”

    D.D. REGIONE PIEMONTE n. 184 del 09/03/2011 “Approvazione protocollo operativo per la gestione degli stati di

    allerta e per il primo intervento in casi di emergenze alimentari, nei giorni prefestivi e festivi e durante gli orari serali” (in revisione)

    MINISTERO SALUTE nota n. 28650 del 14/07/2015 “Documento sulle procedure per il richiamo, da parte degli Operatori

    del Settore Alimentare (OSA), di prodotti non conformi, ai sensi del Regolamento CE 178/2002 e successiva pubblicazione dei dati inerenti i prodotti richiamati per una corretta tutela del consumatore".

  • L’attuale modello organizzativo per la gestione degli stati di allerta comporta un impegno logistico notevole per le strutture sanitarie di controllo e per gli operatori del settore alimentare.

    Il sistema sembra ormai ben rodato, ma continuano a permanere alcune CRITICITÀ.

  • Le PROBLEMATICHE evidenziate riguardano:

    �La mancanza di criteri e di modalità condivise tra le autorità competenti e tra le autorità competenti e gli OSA per la valutazione del rischio (oggetto di una raccomandazione da parte del FVO all’Italia); �L’assenza di standard sulle misure da adottare a seguito del riscontro di un rischio sia dal punto di vista della gestione del rischio (ritiro o ritiro/richiamo), sia dal punto di vista della comunicazione del rischio (apposizione di cartelli, comunicati stampa, messaggi televisivi/radiofonici, ecc.); �L’automatismo dei controlli sulle misure adottate dagli OSA: il numero di interventi di verifica sull’attuazione delle misure di ritiro/richiamo viene ritenuto, dagli OSA, per alcune situazioni, non proporzionato al rischio e quindi ingiustamente penalizzante per l’immagine dell’impresa

  • L’AUTORITÀ COMPETENTE SI SOSTITUISCE all’OSA:

    �Effettuando la valutazione del rischio (spesso inconsapevolmente e senza disporre delle informazioni che richiedono il coinvolgimento dell’OSA); �Imponendo immediatamente misure (ritiro/richiamo) che sono di specifica responsabilità dell’OSA e che dovrebbero essere oggetto di provvedimento di imposizione solo di fronte alla inottemperanza da parte dell’OSA stesso;

    Questo approccio comporta:

    -Una de-responsabilizzazione dell’OSA -Un’assunzione di responsabilità diretta da parte dell’autorità competente sia nei confronti dei consumatori sia rispetto all’impatto economico che può essere causato dalle misure imposte

  • Nel nostro Paese, a differenza di quanto avvenuto in gran parte degli altri Paesi Europei, anche alla luce del ruolo svolto dalle Autorità competenti che effettuano un elevato numero di campioni ufficiali da cui scaturiscono gran parte delle non conformità analitiche, le linee guida di indirizzo sia a livello nazionale che regionale si sono concentrate sulla parte organizzativa dell’autorità competente e sui flussi informativi trascurando la parte di analisi, gestione e comunicazione del rischio.

    In assenza di indicazioni condivise tra autorità competenti e tra le autorità competenti e gli OSA, lascia spazio ad interpretazioni locali spesso basate sull’applicazione, non sempre appropriata del principio di precauzione, da parte del funzionario referente per il sistema di allerta o del servizio che rischiano di creare difformità di comportamento in contrasto con i principi della normativa.

  • L’Art. 19 del reg. 178/02 afferma che "Se un operatore del settore alimentare ritiene o ha motivo di ritenere che un alimento da lui importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza degli alimenti, deve immediatamente avviare le procedure per ritirare l'alimento in questione dal mercato, nel caso in cui l’alimento non abbia ancora raggiunto il consumatore e informare l’autorità competente.

    LA RESPONSABILITÀ DEGLI OPERATORI DEL SETTORE ALIMENTARE NEL RICHIAMO/RITIRO DI UN ALIMENTO

    Se il prodotto può essere arrivato al consumatore, l'operatore informa in maniera efficace e accurata gli utenti del motivo del ritiro e, se necessario, richiama i prodotti già forniti ai consumatori quando altre misure non sono sufficienti a conseguire un livello elevato di protezione della salute".

  • Le Autorità Competenti svolgono il proprio ruolo per assicurarsi che il processo venga gestito in modo efficace.

    Se gli OSA non riescono ad adempiere ai loro obblighi, le Autorità Competenti possono ordinare il ritiro o il richiamo di un alimento e la sua distruzione, se necessario ai sensi dell’art. 54 del Reg. 882/2004 relativo ai controlli ufficiali che specifica le misure che le Autorità Competenti possono adottare in caso di non conformità con la legislazione alimentare. Tra queste: "monitoraggio….. e, se necessario, disporre il ritiro e la distruzione di ... alimento"

  • Le Autorità Competenti dovrebbero pertanto, oltre alle attuali indicazioni in merito alle modalità organizzative per la gestione dei flussi di informazioni: �Individuare modalità di notifica da parte degli OSA di possibili situazioni di rischio inerenti alimenti e mangimi; �Stabilire quali informazioni debbano essere fornite e in quali tempi; �Definire modalità di categorizzazione del rischio e le misure di gestione (ritiro/richiamo) e di comunicazione correlate; �Chiarire in modo inequivocabile ruoli e responsabilità sia nella valutazione del rischio che nella gestione e comunicazione; �Disporre di procedure/istruzioni documentate che definiscano le modalità operative nelle diverse fasi di un sistema di ritiro/richiamo comprese le esigenze di comunicazione e le modalità nel rispetto dell’art. 10 Reg. CE 178/2002 e degli obblighi di trasparenza e riservatezza di cui al Reg. CE 882/2004 e dalle norme nazionali su P.A.

  • Una procedura di gestione del rischio con avvio del ritiro/richiamo, nell’ambito di un processo di Risk Analysis da parte dell’OSA, dovrebbe seguire una chiara sequenza di eventi:

    �Acquisizione e gestione delle informazioni iniziali; �Valutazione del rischio e categorizzazione; �Raccolta di informazioni sulla distribuzione dell’alimento a rischio; �Comunicazione (notifica) all’autorità competente; �Rimozione dell’alimento a rischio dal mercato anche mediante una appropriata strategia di comunicazione; �Chiusura di un richiamo/ritiro alimentare; �Smaltimento o destinazione ad altro utilizzo degli alimenti a rischio ritirati; �Verifica sul funzionamento della procedura di richiamo/ritiro degli alimenti.

  • Per rispondere alla raccomandazione FVO il Ministero della Salute ha prodotto, in accordo con le associazioni dei produttori

    e dei consumatori e delle Regioni, un’integrazione alle precedenti linee guida sul sistema di

    allerta.

  • PROCEDURE PER IL RICHIAMO

    MINISTERO SALUTE nota del 31/05/2016 “Procedure per il richiamo, da parte degli OSA, di prodotti non

    conformi, ai sensi del Regolamento (CE) 178/2002 e successiva pubblicazione dei dati inerenti i prodotti richiamati per una corretta tutela del consumatore."

    MINISTERO SALUTE nota n. 0047556 del 15/12/2016 “Regolamento (CE) 178/2002 - Procedure per il richiamo di

    prodotti non conformi e avvio del sistema di pubblicazione dei dati inerenti i prodotti richiamati”.

  • Questo documento integra quanto stabilito dalla Linea guida sul sistema d’allerta, approvata in Conferenza Stato-Regioni il 13 novembre 2008.

    RICHIAMO Procedura obbligatoria a carico dell’OSA, conformemente a quanto previsto dall