Piccolo Manuale della libertà di Vito Foschi vitofoschi ... .pdfPDF fileIntroduzione di...

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  • Piccolo Manuale della libert

    di

    Vito Foschi

    [email protected]

    cell.: 3391644127

    mailto:[email protected]
  • A mia moglie e a mio figlio

  • Indice

    Introduzione.................................................................................................................................. 4Spiegare la libert utilizzando il cinema.......................................................................................7

    Lepopea libertaria di Banana Joe.............................................................................................8Pi forte ragazzi, ovvero dei monopoli e dei diritti di propriet................................................15LA-Team, quando la protezione in concorrenza..................................................................21La ballata antistato di Bo e Luke.............................................................................................26I danni del Welfare State spiegato dai cartoni animati............................................................31Pippi Calzelunghe, la bambina libertaria.................................................................................34

    Lettura libertaria dei Vangeli.......................................................................................................38Spunti liberali nei Vangeli........................................................................................................39Lonest come valore di mercato: da virt cristiana a virt capitalista.....................................48I cattolici e il censimento.........................................................................................................52

    La libert contro lillusione..........................................................................................................56Lillusione della gratuit...........................................................................................................57Lequivoco sulla solidariet.....................................................................................................60Un esempio di mistificazione anticapitalista............................................................................62La legge come dogma............................................................................................................66Il trasporto locale, un esempio di welfare al contrario.............................................................69Lo stato sempre esistito? L8 settembre alla base del miracolo economico italiano............72

    La conoscenza che aiuta la libert.............................................................................................75Lerrato concetto di risorsa naturale........................................................................................76Fine delle risorse?.................................................................................................................. 79Internet e il diritto di secessione..............................................................................................84

    Un po di storia............................................................................................................................ 89Dal Boston Tea Party allodierno Tea Party.............................................................................90Linsorgenza vandeana, la vera rivoluzione europea..............................................................95

  • Introduzione

    di Giacomo Zucco

    Spiegare le ragioni della libert non facile. La parola libert una delle

    pi utilizzate, ma luso che ne viene fatto spesso distorto, deformato, stru-

    mentale, parziale, retorico o ambiguo. Proprio per questo necessario,

    quando si cerca di difendere e divulgare le ragioni di una societ libera, sa-

    per evitare abbagli concettuali, luoghi comuni infondati, mitologie contem-

    poranee, errori logici tanto deleteri quanto diffusi. Serve, insomma, un ap-

    profondimento, unanalisi che scalfisca la superficie e permetta di chiarire

    equivoci, sviluppare dettagli apparentemente poco significativi, disinnesca-

    re trappole retoriche, superare lapprossimazione e lambiguit.

    Daltra parte, per, qualsiasi approfondimento teoricamente rigoroso ri-

    schia di essere percepito e bollato come puramente astratto, accademico,

    sconnesso dalle realt di tutti giorni. E in quanto astratto, in ultima anali-

    si, inutile. Unanalisi che eviti lapprossimazione spesso tacciata di intel-

    lettualismo, oppure semplicemente non compresa da chi non ha gli stru-

    menti, il tempo, la pazienza, linteresse o la volont di seguire ragionamenti

    complessi.

    Questo libro un esempio di divulgazione che riesce a tenere insieme ap-

    profondimento, rigore, semplicit e concretezza. Lautore non si tira indie-

  • tro, da una parte, rispetto a tematiche economiche ed etiche complesse,

    usando dallaltra sempre esempi quotidiani, concreti, comprensibili a tutti,

    in molti casi anche estremamente divertenti e leggeri.

    Il primo impatto del lettore con le tematiche della libert economica, del

    mercato, della concorrenza, dellimportanza dei diritti di propriet, quan-

    to di pi soft e meno traumatico si possa immaginare: lautore fa iniziare

    infatti questo viaggio con un excursus tra favole moderne: film per fami-

    glie, serie tv di culto, addirittura cartoni animati. Come spiega lui stesso:

    Non c nessuna forma di snobismo alla rovescia, ma solo unosservazio-

    ne pratica. Per quanto si possa fare alta teoria, liberalismo e libertarismo

    sono dottrine dettate dal buon senso. Alla fine trovano la loro vera ragion

    dessere nella realt. E la realt la capiscono tutti, come un film di Bud

    Spencer e Terence Hill.

    Ma il buon senso veicolato tra le persone semplici anche da tradizioni e

    conoscenze ben pi antiche del cinema e della televisione. In particolare, la

    cultura popolare italiana (per quanto sempre di meno, soprattutto tra le

    nuove generazioni) intrisa di quel concentrato di buon senso che rappre-

    sentato dalla tradizione cristiana. Anche in questo caso, lautore affronta al-

    cuni esempi che qualunque assiduo frequentatore di Messe domenicali do-

    vrebbe conoscere molto bene, ma che in molti casi stato probabilmente

    presentato e spiegato loro ribaltandone completamente il significato: forse

  • scoprirlo sorprender molti, ma come spiega bene Wilhelm Rpke nel libro

    omonimo in Vangelo non socialista (nonostante certa propaganda, tipi-

    ca soprattutto degli ultimi decenni e caratteristica del cattolicesimo demo-

    cratico italiano, abbia oramai fatto passare presso i pi lidea opposta).

    Il libro si addentra poi nelle principali illusioni che caratterizzano alcuni

    concetti (gratuit, solidariet) e nelle conoscenze necessarie per evitare

    errori concettuali molto diffusi (come quelli riguardanti il concetto di ri-

    sorse naturali).

    Lultimo capitolo dedicato ad alcuni episodi storici spesso non raccontati,

    oppure malamente abbozzati o peggio ancora totalmente distorti nei libri di

    scuola e nella divulgazione di massa: perch anche la storia della libert (e

    della sua negazione violenta) un esempio di come il discorso su di essa

    sia tuttaltro che astratto". Anzi: non c nulla di pi drammaticamente

    concreto.

  • Spiegare la libert utilizzando il cinema

  • Lepopea libertaria di Banana Joe

    Il film Banana Joe fa parte di uno dei tanti filoni della commedia italiana

    indirizzato ad un pubblico di bambini e famiglie, cosa sempre positiva. La

    trama semplice, piena di buoni sentimenti, debitrice del mito del buon

    selvaggio, reinterpretato per la bisogna e ricucito sul simpatico Bud Spen-

    cer, che anche lautore del soggetto. In breve, il classico film per famiglie

    che nella semplicit e nelleconomia di mezzi serve a far passare allegra-

    mente un po di tempo. Sembrerebbe, quindi, uno di quei film che non han-

    no nulla da dire, ma in realt, ad un esame poco pi attento, in grado di

    insegnare molto, in particolare sul rapporto fra individuo e societ e su

    quello fra individuo e stato.

    Il protagonista Banana Joe, che vive in una foresta commerciando bana-

    ne. Luomo analfabeta, fatto importante, ma in grado di provvedere a s e

    di aiutare il prossimo, dato che provvede al sostentamento di alcuni bambi-

    ni. Un individuo perfettamente integrato nella societ in cui vive, che oltre

    a lavorare per s, dedica parte delle proprie risorse alla comunit da cui

    ricambiato dallaffetto. Nel villaggio in cui vive, lo stato non esiste e gli

    abitanti sono lasciati a loro stessi. Lo stesso Banana Joe non possiede docu-

    menti che testimoniano la sua nascita ed il suo piccolo commercio ovvia-

    mente fatto senza licenza statale.

  • Fermiamoci ad esaminare questa situazione. La prima cosa che possiamo

    notare che la societ preesiste allo stato e semmai lo stato che in qual-

    che modo discende dalla societ. Gli uomini nascono, crescono, amano, la-

    vorano, commerciano, si organizzano in comunit anche senza che esista

    uno stato qualsiasi che fornisca un qualche bene pubblico. Banana Joe an-

    che senza documenti esiste e vive. E la sua mole quasi simbolicamente

    laffermazione della voglia di esistere. Certo il film cucito sul corpulento

    personaggio di Bud Spencer, ma non semplicemente casuale. Quando pi

    tardi, il buon Banana Joe si scontrer con limpiegato dellanagrafe, come

    si potr negarne lesistenza?

    Il villaggio, nel cuore della foresta, vive e cresce nella mancanza dello stato

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