PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E di rischio alto, medio, basso ma con la...

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  • Allegato N.1 alla Delibera n.3 – CDA 31.1.2018

    ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ PTPCT 2018 -2020 Aggiornamento 2018 Pag. 1

    PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA

    2018-2020 (adottato ai sensi dell’art. 1, comma 5, lett. a) della L. 6 novembre

    2012, n. 190)

    Sommario PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA

    2018-2020 ........................................................................................................... 1

    1. PREMESSA ......................................................................................................... 3

    2. ANALISI DEL CONTESTO INTERNO .................................................................... 5

    3. ANALISI DEL CONTESTO ESTERNO ................................................................... 9

    4. I SOGGETTI COINVOLTI NELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE ............ 12

    5. PROCESSO DI GESTIONE DEL RISCHIO CORRUZIONE ................................... 19

    5.1 PRINCIPI DELLA GESTIONE DEL RISCHIO ..................................................... 19

    5.2 IL PROCESSO DI GESTIONE DEL RISCHIO .................................................... 21

    5.3 ANALISI DEI RISCHI NELLE STRUTTURE DELL’ISS ..................................... 22

    6. COLLEGAMENTO TRA PTPC E PIANO DELLA PERFORMANCE ......................... 45

    7. AUTORIZZAZIONE ALLO SVOLGIMENTO DI INCARICHI EXTRA-ISTITUZIONALI ex

    art 53 D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i. e 58, co.4 CCNL 21.02.2002 ........................ 46

    8. CODICE DI COMPORTAMENTO E CONFLITTO DI INTERESSI ........................ 49

    9. TUTELA DEL DIPENDENTE CHE EFFETTUA SEGNALAZIONI DI ILLECITO

    (WHISTLEBLOWER) ............................................................................................ 50

    10. TRASPARENZA: STATO ATTUALE E PROGRAMMA DI LAVORO ................... 52

    10.1 ACCESSO CIVICO SEMPLICE e ACCESSO GENERALIZZATO ................... 60

    10.2 LIMITI ALLA TRASPARENZA ...................................................................... 62

    10.3 VIGILANZA SULL’ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI (AI SENSI DEL

    REGOLAMENTO SANZIONATORIO DEL 16.11.2016 DELL’ANAC PUBBLICATO IN

    G.U. N. 284 DEL 5.12.2016) .............................................................................. 63

    11. FORMAZIONE............................................................................................... 63

    11.1 PIANO DI FORMAZIONE SULL’ANTICORRUZIONE .................................... 64

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    12. MONITORAGGIO E CONTROLLI ....................................................................... 69

    13. NOMINA DEL RESPONSABILE DELL’ANAGRAFE PER LA STAZIONE APPALTANTE

    (RASA)................................................................................................................ 71

    14. DISPOSIZIONI FINALI ...................................................................................... 72

  • Allegato N.1 alla Delibera n.3 – CDA 31.1.2018

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    1. PREMESSA

    Il presente documento costituisce, ai sensi dell’art. 1, comma 8 della L.

    190/2012, l’aggiornamento annuale al Piano Triennale di Prevenzione,

    Corruzione e Trasparenza dell’Istituto Superiore di Sanità, adottato dal

    Consiglio di Amministrazione dell’Ente con delibera n. 1 allegata al

    verbale n. 14 della seduta del 9 febbraio 2017.

    Il documento tiene conto dell’esperienza maturata nel corso degli anni in

    tema di adempimenti finalizzati alla prevenzione dei fenomeni corruttivi

    concretizzatosi attraverso un’evoluzione dei Piani. Ciò posto appare

    opportuno ripercorrere il succedersi del Piano.

    L’ ISS si è dotato, nel 2014, del primo Piano Triennale deliberato dal

    Consiglio di Amministrazione dell’Ente, nella seduta dell’11 febbraio

    2014.

    Nella prima stesura, il Piano aveva già individuato le attività

    maggiormente esposte al rischio di corruzione, a partire da una

    mappatura di quelle più propriamente amministrative, già considerate

    tali dalla L.190/2012, nelle quali è possibile individuare con sicurezza

    un’esposizione al rischio. La valutazione è stata effettuata secondo una

    scala di valori fissata in altissimo, alto, medio, basso rischio.

    In sede del primo aggiornamento del Piano, adottato con Disposizione

    Commissariale n. 31/2014 del 18/12/2014, è stata effettuata una

    operazione di mappatura più specifica delle aree maggiormente a rischio

    di corruzione nelle Strutture Tecnico-Scientifiche in cui l’Ente era allora

    articolato.

    Tale operazione ha portato alla mappatura delle attività a maggior rischio

    di corruzione nelle “aree comuni” alle Strutture Scientifiche tenendo

    conto delle attività poste in essere dall’Istituto nell’attuazione dei propri

    fini Istituzionali e valutandole in relazione al diverso livello di esposizione

    al rischio.

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    Le attività individuate sono state valutate applicando non più il concetto

    di rischio alto, medio, basso ma con la metodologia descritta nell’allegato

    5 del PNA 2013 (tabella valutazione del rischio) partendo da un valore

    pari a 20-25 considerato livello di rischio massimo e decrescendo poi a

    15-20 rischio rilevante, 10-15 rischio medio, 5-10 rischio basso, 0-5

    rischio irrilevante.

    Nell’aggiornamento al Piano effettuato nel 2015, sono state confermate le

    aree e le valutazioni dei precedenti piani.

    Con delibera del Consiglio di Amministrazione del 16 febbraio 2016 è

    stato ulteriormente aggiornato il PTPC per gli anni 2016-2018 e con

    delibera del 09 febbraio 2017 per gli anni 2017-2019.

    Mentre i primi Piani Triennali centravano e focalizzavano l’attività nel

    prevenire e monitorare i fenomeni corruttivi come principalmente e

    strettamente derivanti dalla violazione di norme del Codice Penale e

    dunque erano “tarati” su un concetto ristretto di corruzione, nel tempo si

    è sempre più presa consapevolezza che il Piano deve affrontare più in

    generale tutte le situazioni ed i comportamenti che si potrebbero definire

    di “cattiva amministrazione” anche al di là di situazioni con un rilievo di

    carattere penale e/o di responsabilità disciplinare. Infatti i PNA

    succedutisi tendono non solo a scongiurare fenomeni “corruttivi” in

    senso lato per i quali operano già le norme del Codice Penale ma anche e

    non secondariamente a diffondere una mentalità, all’interno della

    pubblica amministrazione, di un agire corretto e produttivo.

    Anche in Istituto si è diffusa la consapevolezza che il concetto di

    “corruzione” va ampliato estendendosi ben oltre l’ambito dei reati contro

    la Pubblica Amministrazione per ricomprendere i casi di “cattiva

    amministrazione” e di malfunzionamento, di presenza di conflitto di

    interesse (anche solo potenziale) e in senso lato di uso a fini privati delle

    funzioni ricoperte nonché di mancanza di trasparenza nell’agire

    amministrativo.

    Dunque anche “atteggiamenti” e non solo “atti” corruttivi devono

    rientrare all’interno delle previsioni del PTPCT così come rientrano nelle

    previsioni del PTPCT situazioni di “potenziale” rischio di corruzione o

    anche la semplice “percezione” da parte dell’opinione pubblica.

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    In tal senso si comprende quanto l’emanando regolamento sul conflitto

    d’interessi e codice di comportamento sia essenziale nell’ottica

    dell’anticorruzione.

    Va preliminarmente rilevato che la gestione del rischio corruzione

    dell’Istituto per il 2018 tiene conto sia del monitoraggio intermedio che è

    stato effettuato nel corso del 2017 (dal quale sono stati tratti elementi

    utili per la redazione del nuovo Piano) sia dei contributi dei Referenti

    individuati nella complessa dinamica della gestione del rischio

    corruzione.

    Va rimarcato – da ultimo – come la disciplina di prevenzione della

    corruzione sia destinata a subire una continua evoluzione per effetto

    delle novità introdotte dal Legislatore, con particolare riferimento alla

    disciplina del c.d. “whistleblowing” (Legge 30 novembre 2017 n. 179),

    dalle modifiche introdotte al D. Lgs. n. 165/2001 (D. Lgs. n. 75/2017), di

    quelle introdotte alla Legge n. 190/2012 ed al D. Lgs. n. 33/2013 (D.

    Lgs. n. 97/2016) e – da ultimo – alla ulteriore evoluzione del D. Lgs. n.

    150 per effetto del D. Lgs. n. 74/2017.

    2. ANALISI DEL CONTESTO INTERNO

    Nel corso del 2017 risulta portata a completamento la procedura di

    Riordino effettuata ai