Periodico del Centro Studi “Guglielmo Allevi” - Offida ... Studi Allevi Addiocaro“biancoenero...

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SOMMARIO Apertura .................................1 Serafino Camilli Le pratiche magiche dal rinascimento ad oggi nel territorio di Offida .............1 Vitale Travaglini Offida e le “passioni nascoste” ..............3 Nadia Colletta La Rocca di Offida ed il suo architetto ...........................4 Nadia Colletta “Don Luciano Monsignore” .................6 Centro Studi Allevi Addio caro “bianco e nero” ................6 Alberto Premici Righetto e Tezzitte ........................7 Marco Mercolini Tinelli FOLKLORE OFFIDANO I mesi dell'anno ..........................7 Michele Angelini AVIS di Offida ............................8 Giuliano Ciotti L'ANGOLO DEI RAGAZZI ...................9 M'schitt ..................................9 Lorenzo Gabrielli OFFIDANI ILLUSTRI Giovanni Allevi ...........................10 Nicola Savini NATURA E SCIENZA Bonsai ..................................11 Mauro Recchi Motociclette d'avanguardia ................11 Italiano De Santis Prove di comunicazione con altri mondi .....12 Simone Recchi FACCIAMO UN PO' DI SPORT Comunicati dalle associazioni sportive ......13 Io Tiro a Segno... e tu? ....................14 Bernardino Campitelli MANGIAMO QUALCOS'ALTRO Polpettine con verdure ....................15 Raffaela Fanesi Padre Ilarino, dal santuario dell'Ambro ......15 Il gusto del vino ..........................16 Umberto Svizzeri POESIA Libertà ..................................18 Faye Amministratore di sostegno ...............18 Adriana Colletta Trasgressioni adolescenziali ...............19 Mirko Ciabattoni e-CORNER ..............................20 Nadia Colletta OPHYS NEWS ............................20 Alberto Premici Parole scrociate illustrate .................23 (Omer) S congiuri propiziatori, incantesimi, sortilegi, divinazioni, fatture e con- trofatture hanno intriso la realtà quotidia- na del genere umano da tempo immemo- rabile, poiché costituivano la più sicura difesa contro le avversità che incombeva- no sugli individui e sulla collettività. I maghi avevano credito,più o meno marcatamente, su spazi consacrati, nel mondo antico, presso gli egiziani, i babilo- nesi, gli assiri, i fenici e gli etruschi. Anche con lo sviluppo delle civiltà le attività magiche hanno continuato ad avere un ruolo di rilevo, come nel periodo rinasci- mentale. In questo mondo culturale fissa- to, contemplato e riconosciuto per la sua sapienza venerabile, tradizionale ed ina- movibile, la magia che gareggiava con Dio, si manifestava alla stregua di una spinta potente che voleva o poteva travolgere e mutare le cose. Nell'immaginario collettivo esercitava il suo influsso per la capacità di poter dominare le forze della natura con il ricor- so a tecniche occulte o ad apposite ceri- monie di forma malefica (magia nera, stre- goneria) o benefica (magia bianca). Le prestazioni confidavano sulla magia natu- rale e sulla magia cerimoniale o demonia- ca. La prima era un insieme di procedure che agivano attraverso le proprietà e le qualità segrete delle cose, come il mistici- smo del talismano (oggetto che ha un potere attivo-realizzativo) o dell' amuleto (oggetto dotato di potere passivo per allontanare il male). La magia cerimoniale o demoniaca, invece, faceva uso di riti, incantesimi, nomi sacri, caratteri, simboli mistici ed oggetti, mediante l'intervento dei demoni. Il confine tra magia naturale e quella ceri- moniale o demoniaca non è, però, del tutto semplice da definire. La Chiesa Cattolica ha considerato maghi, stregoni e fattucchieri come menzogneri, non nel senso che le loro pratiche magiche erano senza efficacia, ma perché producevano i loro effetti evocando ed utilizzando quelle forze negative, false e demoniache che Cristo aveva posto sotto la sua signoria. L'esercizio di attività magiche significava, quindi, non riconoscere il messaggio della salvezza ed intrattenere un rapporto privi- N el pieno dell'estate, mentre il caldo imperversa, gli offidani hanno la possibilità di leggere il nuovo numero di “Ophys” con una serie di arti- coli che spaziano dalle pratiche magi- che, alla cultura, a manifestazioni folklo- ristiche e altre manifestazioni interes- santi. Non mancano anche notizie su caratteristici personaggi (Mschitt, Tzzitt e Righetto) che erano molto conosciuti per le loro imprevedibili avventure. Sul folklore offidano, troviamo una interessante carrellata sui vari mesi del- l'anno di Michele Angelini, e la bella notizia che il nostro collaboratore don Luciano Carducci è stato nominato monsignore con delibera papale. Sull'attività dall'Avis, la benemerita Associazione di volontariato si sofferma il presidente Giuliano Ciotti e, novità curiosa è l'angolo dei ragazzi, che presen- ta componimenti poetici degli alunni delle scuole medie ed elementari. A cura del prof. Nicola Savini, invece, viene presentato il prof. Giovanni Allevi, un emerito offidano, laureato in medicina, autore di molte pubblicazioni che consi- derò il lavoro come un apostolato da esercitarsi per il bene della patria e a vantaggio delle masse lavoratrici. Molto ampio l'articolo del tecnico Simone Recchi sulle “prove di comuni- cazione con altri mondi” e non mancano alcune brevi notizie sui vari sport che si possono praticare adesso ad Offida. Troviamo inoltre il saluto di padre Ilarino dal santuario dell'Ambro, dove è stato recentemente trasferito, e il prose- guimento della rubrica “Il Gusto del Vino”. Prima della conclusione riportiamo interessanti notizie di attualità con gli articoli di Adriana Colletta, Mirko Ciabattoni, Nadia Colletta e la rubrica Ophys News che presenta notizie sugli avvenimenti che si sono svolti in Offida negli ultimi mesi. Un numero, quello estivo, che sicu- ramente sarà bene accolto da tutti colo- ro che amano conoscere quanto Offida offre ed ha offerto nel passato. SERAFINO CAMILLI Anno 4 - nuova serie Numero 9 COPIA GRATUITA Offida, Luglio 2005 Periodico del Centro Studi “Guglielmo Allevi” - Offida 1 “Centro Studi Guglielmo Allevi”: Marco Mercolini Tinelli (presidente onorario) - Giancarlo Premici (presidente) - Mario Vannicola (direttore) - Nadia Colletta (segretaria) LE PRATICHE MAGICHE DAL RINASCIMENTO AD OGGI NEL TERRITORIO DI OFFIDA VITALE TRAVAGLINI

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  • SOMMARIO

    Apertura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1Serafino Camilli

    Le pratiche magiche dal rinascimentoad oggi nel territorio di Offida . . . . . . . . . . . . .1Vitale Travaglini

    Offida e le passioni nascoste . . . . . . . . . . . . . .3Nadia Colletta

    La Rocca di Offida edil suo architetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .4Nadia Colletta

    Don Luciano Monsignore . . . . . . . . . . . . . . . . .6Centro Studi Allevi

    Addio caro bianco e nero . . . . . . . . . . . . . . . .6Alberto Premici

    Righetto e Tezzitte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .7Marco Mercolini Tinelli

    FOLKLORE OFFIDANOI mesi dell'anno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .7Michele Angelini

    AVIS di Offida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .8Giuliano Ciotti

    L'ANGOLO DEI RAGAZZI . . . . . . . . . . . . . . . . . . .9

    M'schitt . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .9Lorenzo Gabrielli

    OFFIDANI ILLUSTRIGiovanni Allevi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .10Nicola Savini

    NATURA E SCIENZABonsai . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .11Mauro RecchiMotociclette d'avanguardia . . . . . . . . . . . . . . . .11Italiano De SantisProve di comunicazione con altri mondi . . . . .12Simone Recchi

    FACCIAMO UN PO' DI SPORTComunicati dalle associazioni sportive . . . . . .13Io Tiro a Segno... e tu? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .14Bernardino Campitelli

    MANGIAMO QUALCOS'ALTROPolpettine con verdure . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .15Raffaela Fanesi

    Padre Ilarino, dal santuario dell'Ambro . . . . . .15

    Il gusto del vino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16Umberto Svizzeri

    POESIALibert . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .18Faye

    Amministratore di sostegno . . . . . . . . . . . . . . .18Adriana Colletta

    Trasgressioni adolescenziali . . . . . . . . . . . . . . .19Mirko Ciabattoni

    e-CORNER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .20Nadia Colletta

    OPHYS NEWS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .20Alberto Premici

    Parole scrociate illustrate . . . . . . . . . . . . . . . . .23(Omer)

    Scongiuri propiziatori, incantesimi,sortilegi, divinazioni, fatture e con-trofatture hanno intriso la realt quotidia-na del genere umano da tempo immemo-rabile, poich costituivano la pi sicuradifesa contro le avversit che incombeva-no sugli individui e sulla collettivit.I maghi avevano credito,pi o meno

    marcatamente, su spazi consacrati, nelmondo antico, presso gli egiziani, i babilo-nesi, gli assiri, i fenici e gli etruschi. Anchecon lo sviluppo delle civilt le attivitmagiche hanno continuato ad avere unruolo di rilevo, come nel periodo rinasci-mentale. In questo mondo culturale fissa-to, contemplato e riconosciuto per la suasapienza venerabile, tradizionale ed ina-movibile, la magia che gareggiava con Dio,si manifestava alla stregua di una spintapotente che voleva o poteva travolgere emutare le cose.Nell'immaginario collettivo esercitava

    il suo influsso per la capacit di poterdominare le forze della natura con il ricor-so a tecniche occulte o ad apposite ceri-monie di forma malefica (magia nera, stre-goneria) o benefica (magia bianca). Leprestazioni confidavano sulla magia natu-rale e sulla magia cerimoniale o demonia-ca. La prima era un insieme di procedureche agivano attraverso le propriet e lequalit segrete delle cose, come il mistici-smo del talismano (oggetto che ha unpotere attivo-realizzativo) o dell' amuleto(oggetto dotato di potere passivo perallontanare il male).La magia cerimoniale o demoniaca,

    invece, faceva uso di riti, incantesimi,nomi sacri, caratteri, simboli mistici edoggetti, mediante l'intervento dei demoni.Il confine tra magia naturale e quella ceri-moniale o demoniaca non , per, deltutto semplice da definire. La ChiesaCattolica ha considerato maghi, stregoni efattucchieri come menzogneri, non nelsenso che le loro pratiche magiche eranosenza efficacia, ma perch producevano iloro effetti evocando ed utilizzando quelleforze negative, false e demoniache cheCristo aveva posto sotto la sua signoria.L'esercizio di attivit magiche significava,quindi, non riconoscere il messaggio dellasalvezza ed intrattenere un rapporto privi-

    Nel pieno dell'estate, mentre ilcaldo imperversa, gli offidanihanno la possibilit di leggere il nuovonumero di Ophys con una serie di arti-coli che spaziano dalle pratiche magi-che, alla cultura, a manifestazioni folklo-ristiche e altre manifestazioni interes-santi. Non mancano anche notizie sucaratteristici personaggi (Mschitt, Tzzitte Righetto) che erano molto conosciutiper le loro imprevedibili avventure.Sul folklore offidano, troviamo una

    interessante carrellata sui vari mesi del-l'anno di Michele Angelini, e la bellanotizia che il nostro collaboratore donLuciano Carducci stato nominatomonsignore con delibera papale.Sull'attivit dall'Avis, la benemerita

    Associazione di volontariato si soffermail presidente Giuliano Ciotti e, novitcuriosa l'angolo dei ragazzi, che presen-ta componimenti poetici degli alunnidelle scuole medie ed elementari. A curadel prof. Nicola Savini, invece, vienepresentato il prof. Giovanni Allevi, unemerito offidano, laureato in medicina,autore di molte pubblicazioni che consi-der il lavoro come un apostolato daesercitarsi per il bene della patria e avantaggio delle masse lavoratrici.Molto ampio l'articolo del tecnico

    Simone Recchi sulle prove di comuni-cazione con altri mondi e non mancanoalcune brevi notizie sui vari sport che sipossono praticare adesso ad Offida.Troviamo inoltre il saluto di padre

    Ilarino dal santuario dell'Ambro, dove stato recentemente trasferito, e il prose-guimento della rubrica Il Gusto delVino.Prima della conclusione riportiamo

    interessanti notizie di attualit con gliarticoli di Adriana Colletta, MirkoCiabattoni, Nadia Colletta e la rubricaOphys News che presenta notizie sugliavvenimenti che si sono svolti in Offidanegli ultimi mesi.Un numero, quello estivo, che sicu-

    ramente sar bene accolto da tutti colo-ro che amano conoscere quanto Offidaoffre ed ha offerto nel passato.

    SERAFINO CAMILLI

    Anno 4 - nuova serieNumero 9

    COPIA GRATUITAOffida, Luglio 2005

    Periodico del Centro StudiGuglielmo Allevi - Offida

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    Centro Studi Guglielmo Allevi: Marco Mercolini Tinelli (presidente onorario) - Giancarlo Premici (presidente) - Mario Vannicola (direttore) - Nadia Colletta (segretaria)

    LE PRATICHE MAGICHE DALRINASCIMENTO AD OGGI

    NEL TERRITORIO DI OFFIDAVITALE TRAVAGLINI

  • legiato con satana, scavalcando, in uncerto senso, Dio. La magia diventava, cos,la decisione di prolungare l'efficacia deidemoni oltre i limiti concessi al tempodella salvezza, iniziata con Ges, al di ldei mezzi sacramentali trasmessi da Gesstesso alla sua Chiesa. Questi furono imotivi che contribuirono a sviluppare nelcristianesimo una forte ostilit nei con-fronti della magia ed una dura condannaverso coloro che la praticavano. Per tuttoil 1500 impervers il famosissimo libroMALLEUS MALEFICARUM (Martellodei malefici), che fu la base teorica di tuttii processi, in cui la distinzione fra strego-neria e magia passava attraverso la presen-za dei demoni.Se ci soffermiamo ad osservare le tra-

    dizioni, i riverberi e le notizie sugli attimagici ed i suoi effetti malefici affermatisifin dall'epoca rinascimentale nello spaziodel quotidiano collettivo all'interno dellagente di Offida, risalta la presenza di unaforma anomala posta in relazione colsovrannaturale, che entra a far parte di uncomplesso simbolico in una collocazioneben definita. Se entriamo nel vivo delladocumentazione storica e delle sanzionipenali ci rendiamo conto del ruolo svolto,nel contesto della societ locale, dalle fat-ture e dagli incantesimi di spiriti mali-gni, come si pu apprendere dagli Statutidel Comune di Offida, redatti nel 1524.La fattura, pratica di incantesimo, di

    maleficio o di stregoneria, era fatta conbevande o filtri che si credeva potesserodanneggiarei n d i v i d u i ,piante, ani-mali e cose.Per la riuscitadella fattural'azione ritua-le era indiriz-zata o sull'ef-figie (magiasimpatica) osulle parti delcorpo (capel-li, unghie,peli) o sullevesti dellavittima desi-gnata (magiacontagiosa),in quanto sic r e d e v a ,secondo unaconcez ionemagica ,chetutto ci cheavvenisse allaparte potessea v v e n i r eanche a tuttala persona.

    Normalmente la fattura era rivolta almale, ma poteva servire, pure a scongiu-rarlo. Essa era praticata da fattucchieri omagari, cui si attribuivano poteri sovran-naturali: per giungere ad esserlo e pratica-re le arti magiche era necessario che sipotesse arrivare a disporre di un principiosuperiore alla natura umana. Incantesimoera un qualsiasi esperimento cui si attri-buiva il potere di proiettare, con tecnichemagiche, uno o pi elementi o fattori delreale in una dimensione superiore odinconsueta, tramite l'intervento di spiritimaligni, ossia di esseri immateriali inquanto appartenenti ad un ordine sovran-naturale, che potessero arrecare dei dannio del male, con sottinteso riferimento adesseri demoniaci o, pi genericamente,forze malefiche in rapporto col diavolo(ad esempio: leLe testimonianze storiche certificanti

    la decisa presa di posizione delle autoritoffidane contro la pratica delle fatture edegli incantesimi di spiriti maligni sonoconfermate e documentate negli Statutidel Comune di Offida.Nel Libro Quarto al Capitolo 94 De

    paenis facientium facturas et incantationes sistabiliva quanto segue: Se qualcuno inOffida o nel suo distretto fa o fa fare qualchefattura o incantesimo di spiriti maligni pernuocere, punito per ogni volta con 400denari, se non paga entro un mese dall'emis-sione della sentenza, sia condannato a morirecol fuoco. Tale pena pecuniaria senza dimi-nuzione e va al Comune. Se chi subisce la

    fattura o l'in-c a n t e s i m omuore o diventat o t a l m e n t esciocco, furio-so, demente onon pu accop-piarsi con suamoglie (vel nonposset coire cumsua uxore), chilo fa o ordina lafattura e provve-de, poi, chepossa guarire datali infermit punito con lapena pecuniariasuddetta. Se,invece, a causadi esse muoia onon guarisca ilr e s pon sab i l e ,senza remissio-ne, sia condan-nato a morire colfuoco.Nel Libro

    Quarto alCapitolo 65 si

    trattava dei testi ammessi nei processi permalefici e della loro convocazione (detestibus qui possint testificari in maleficiiset de eorum coactione): Stabiliamo eordiniamo che tutti, maschi e femmine,purch maggiori di 14 anni, indistinta-mente, sono ammessi a testimoniare nellecause criminali, fatta eccezione per iparenti e gli affini dell'offeso fino al terzogrado incluso, i domestici ed i nemicicapitali. Sono ammessi a difesa tutti i testiche risultino non privi di diritti. Il Rettoreo il Giudice per istruire, esaminare, inda-gare sui malefici, delitti, decessi, possonoimpunemente tenere i testi maschi, secon-do il diritto romano, rinchiusi nel palazzodella loro residenza; se sono donne posso-no essere trattenute per tre giorni nellachiesa di Sant' Antonio. Il notaio, nell'e-same dei testi circa i malefici, deve di ogniteste scrivere per esteso le affermazioni enon usare espressioni disse come sopra,disse che era la verit, sono fatti contenu-ti nel processo. Purtroppo si sottoponeva-no gli imputati e, forse, i testimoni, percostringerli a dire la verit, a tormenticorporali, indicati, pi comunemente, colnome di torture. Al Capitolo 66 del LibroQuarto degli Statuti erano cos descritte lemodalit della loro esecuzione: -Stabiliamoe ordiniamo che il Podest o il Giudice dellaTerra di Offida e i loro ufficiali non osino npossono torturare in alcun modo qualcuno,n di giorno n di notte, senza la presenza deiPriori e dei Consoli di Offida, o della loromaggior parte -. Le vittime delle fatture odegli incantesimi di spiriti maligni avreb-bero potuto essere colpite, oltre la morte,solo da forme patologiche di tipo psico-somatico (sciocco, furioso, demente edimpotente). In alcuni particolari casi ilpotersi sentire investito o posseduto dauna fattura o da una forza maligna edistruttrice poteva agire nella sfera tra ilsomatico ed il psichico: Il messaggio dellafattura o dell' incantesimo, decifrato alivello psichico dal destinatario, potevaagire come un segnale capace di determi-nare una risposta autonoma a distanza inuno stato di malattia (concetto della pisi-chiatria moderna), confermando la cre-denza della supremazia del mondo ultra-terreno su quello umano. La maggior partedegli eventi morbosi elencati, a sfondoneurologico, dovevano la loro patogenesia fattori contingenti, come la fame, l'ab-bandono, la solitudine, gli shock conse-guenti a gravi eventi bellici e saccheggi, leintossicazioni croniche (professionali odalimentari per derrate mal conservate), itraumi cranici, le encefaliti, i tumori e ledisfunzioni endocrine. Di certo le malattiementali citate negli Statuti, ad eziologiaallora sconosciuta, avevano un loro influs-so tenebroso sulla popolazione locale esulle autorit. Il male esisteva e la sua

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    Malleus Maleficarum in una stampa del 1486.

  • forza era, certamente, all'opera nelmondo, non per al comando di qualchemalintenzionato. Non si conoscevano (enon si conoscono, ancora oggi) n formu-le, n riti che potevano sottomettere ilmaligno al volere di chicchessia, caso maiil contrario. Quando non riuscivano agovernare gli eventi e darsene una qual-che spiegazione, erano portati ad assolver-si da ogni responsabilit, attribuendone lacausa a forze negative pi potenti delleloro, messe in campo da chi voleva dan-neggiarli. Le pene per coloro che avesserocommesso il male o ritenuti colpevolierano pesanti:da una multa di 400 denarialla condanna ad essere arso vivo in casod'invalidit permanente o di morte. Nonsappiamo se vi siano stati processi e sen-tenze sulla scorta dei surriferiti articoli sta-tutari. Ma si pu dire, oggi, che, in gene-re, furono le disposizioni legali ed i pro-cessi a far credere nella magia, pi diquanto potesse accadere nella realt quo-tidiana. Non tutti gli Statuti, per, ripor-tavano gli obblighi penali per il reato dell'esercizio di pratiche magiche.Si sono proposti, nella societ offida-

    na, fino agli inizi dell'et moderna, specienel ceto contadino e borghese, le fattureed il malocchio, ossia la facolt attribuitaad alcune persone di arrecare danno conuna semplice occhiata malevola. Tale cre-denza si riferisce alla magia dell'occhio,considerato specchio dell'anima e suaespressione. Il concetto che l'invidiapotesse arrivare a danneggiare persone ecose era radicata in diversi strati dellapopolazione (gli piata l' anvidia - statocolpito dall'invidia, si soleva dire). Vierano donne che si credevano dotate dallasupposta facolt di togliere l'invidia od il

    malocchio con modi e metodi diversi. Loscenario delle streghe, del lupo mannaro edei vampiri (che succhiavano il sangue aibambini, affetti, invece, da forme anemi-che) era ben presente ed evocato. Il ricor-so all'opera del mago (lu magare) e dellefattucchiere rientrava nell' abitudine didiverse persone.L'uso di tenere e portare amuleti era

    quasi comune. Dagli anni quaranta aglisessanta ci si rivolgeva, sovente, aPasqualina, veggente, guaritrice in pro-vincia di Macerata. Ma vi era chi, anchein Offida, approfittando della buona fede,distribuiva dietro compenso brevi, olimedicamentosi e cartine miracolose (chead un esame chimico risultarono esseresemplice bicarbonato di sodio).

    Certo oggi il magico non ha pi l'a-spetto fosco che poteva avere fino allesoglie dei tempi moderni, ma incideancora sulla vita integrale dell'uomo. Inun mondo concreto, realizzato e tecnica-mente avanzato come il nostro, la magiaha ritagliato un suo spazio ampio e pre-stigioso. Specialisti dell'alta magia, ope-ratori dell' occulto, sensitivi, veggenti,cartomanti si fanno pubblicit sui gior-nali, sulle televisioni private, sulle rivistespecializzate. Promettono di fornireinfallibili prestazioni che vanno dall'eli-minazione del malocchio ai filtri d'amo-re, dalla guarigione delle malattie ai tali-smani a sfondo magico. La gente comuneche vive, soffre e muore va dal mago perilludersi di risolvere i problemi quotidia-ni che emergono dalla dura realt dellavita, contribuendo ad alimentare un girod'interessi miliardario. Nella societmoderna ogni sortilegio cos insiememinaccia e rassicurazione: fa percepire lapochezza delle nostre difese di fronte almale e toglie il dubbio di esserne lacausa.Se una cosa non va se ne imputa la

    causa a volont occulte o alla cattiveriadegli altri. Pi onesto sarebbe, per,capirele ragioni del fallimento, analizzarne ilpercorso, i motivi, i valori che lo hannodeterminato. Nelle malattie, ad esempio, pi facile attribuire la causa al maloc-chio o fatture che non verificare se il pro-prio stile di vita sia compatibile con lasalute. Oggi la magia, anche se assolveuna funzione consolatoria e, talvolta, sor-tisce effetti psicosomatici non del tuttotrascurabili, spinge operatori e clienti inregioni nebulose di menzogne condiviseche nulla hanno a che fare con la spiri-tualit.E' pi urgente affrontare le situazioni

    difficili con lucidit ed intelligenza critica.Molto spesso il male attecchisce dove unalibert umana lo incoraggia o lo sceglieconsapevolmente od in modo indiretto

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    E' la pi ampia passione per l'arte,per l'atto creativo in generale, amuovere il mio interesse verso chi, per suafortuna, portatore di talento, in qualun-que forma espressiva si manifesti.Proprio nel nostro territorio, sono

    numerose le persone, soprattutto tra i gio-vani, che esprimono il proprio sguardo sulmondo attraverso una forma d'arte.In particolare, sono oggetto di indagi-

    ne le arti della pittura e dell'installazione,espressione d'avanguardia dell'arte con-temporanea.

    Il Centro Studi organizza una piccolamostra espressamente dedicata a coloroche, segretamente talentati, creano opered'arte, portando avanti una passione cheraramente manifesta, una passione cheappunto rimane spesso nascosta, segreta.Gli espositori, per la maggior parte stu-

    denti dell'accademia delle belle arti, sonoparticolarmente attenti agli stimoli nuovidell'arte contemporanea; di particolareinteresse la forma espressiva dell'installa-zione, ovvero un intervento dell'artistanello spazio, volto a coinvolgere lo spetta-tore in un flusso di emozioni-sensazioniche accarezzino contemporaneamente piorgani di senso.Il risultato dell'istallazione intuitiva-

    mente comprensibile anche dallo spettato-re meno esperto; lo spazio cambia il pro-prio senso e, attraverso l'istallazione,diventa spazio comunicativo. La comuni-cazione percepita da ognuno in mododiverso, in base alla propria esperienza e alproprio vissuto.Mi piace pensare che aldil della con-

    divisione o meno, dello smarrimento omeno di fronte ad un'opera d'arte, il talen-to che porta a quella produzione siacomunque l'unico elemento da considera-re, da valorizzare, se non infine da indaga-re per scoprire che, in fondo, la comunica-zione l'esigenza primaria dell'essereumano, in qualunque forma essa si svolga.

    Le opere verranno messe in mostra nelcentro storico di Offida, tutti i venerd d'esta-te, in coincidenza con il mercatino. Info:347-8279504

    OFFIDA E LE PASSIONINASCOSTE

    mostra di pittura e installazioniNADIA COLLETTA

    Locandina della mostra.

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    Dopo aver scritto del committente(v: Ophys n. 1, La rocca diOffida ed il suo committente) continuo,ad occuparmi della rocca offidana con par-ticolare riferimento all'architetto che ladisegn e ne diresse la costruzione.La rocca di Offida, anche se meno

    nota di quelle di Mondavio, San Leo,Sassocorvaro, Senigallia, Cagli ecc., haavuto un ruolo importantissimo nella sto-ria della nostra cittadina ed stata testi-mone di assedi ed incursioni che si sonoverificate nel corso dei secoli. Le mura e leporte determinano ancora oggi le princi-pali strade di accesso al centro storico; lestesse strade che hanno costituito il suoimpianto urbanistico. Le mura erano, nelcontempo, un dispositivo militare difensi-vo ed un efficace strumento di dominiosulla popolazione.Della rocca, fortificazione principale,

    restano visibili alcuni torrioni in quanto,le costruzioni militari pertinenti furonodemolite per consentire l'edificazione del-l'ospedale. Dai documenti conosciutirisulta una lettera di Papa Innocenzo VIII(Cybo) del 12 maggio 1489 per affida-mento opera a Baccio Pontelli con auto-rizzazione al rifacimento della rocca inOffida su precedente rocca ad opera diSiniscalco su incarico di Papa Giuliano III

    (1296/1307) - Biblioteca ApostolicaVaticana Reper. V vol. 16 tomi: 9 e 11vol. dal 116 al 124.

    L'architetto, oltre a consolidare lecortine ed i torrioni esistenti, aggiunse asettentrione la rocca; la pianta ha formarettangolare, con uno dei maggiori latifronteggia il nord, mentre con uno dei latiminori verso ovest va a ricongiungersialle precedenti mura castellane. Sul primotorrione sta incastrato lo stemma del com-mittente, appunto Papa Innocenzo VIII.Segue una torre quadrata poco sporgentedal filo dei muri, mentre allo spigoloopposto si alza un terzo torrione rotondo,alto e slanciato.Una quarta torre quadra sorge nell'an-

    golo di giunzione tra la nuova costruzionee la vecchia. Cortine di mura a scarpataconcatenano l'insieme delle fortificazioni.Alcune caditoie, per il tiro piombante,contornano il torrione pi grande, che erafornito di un parapetto di merli.Funzione particolarmente importante

    era quella della porta: luogo di incontro,scambi, dogana e centro di controllo e,successivamente, quartiere economico.Torniamo a Baccio Pontelli. Durante

    il pontificato di Sisto IV Della Rovere, ilPapa edile, Roma cominci ad acquisirecarattere di citt moderna; gli architetti

    del Papa Della Rovere edificarono case,fortificazioni, chiese, nella citt e neldistretto; lastricarono strade, restauraronole antiche basiliche, demolirono le botte-ghe e le abitazioni malsane. Tra i costrut-tori di questa nuova citt, Baccio Pontelli- legnaiuolo, edile, tecnico - colui alquale la tradizione (sulla scorta dei testidel Vasari Le vite de' pi eccellenti pitto-ri, scultori e architetti II, MilanesiFirenze 1878) attribuisce le opere maggio-ri, per numero e qualit:

    Visse ne' medesimi tempi ed abit aRoma, al tempo di papa Sisto IV, BaccioPontelli, fiorentino, il quale per la buona pra-tica che ebbe per le buone cose d' architetturamerit che il detto papa in ogni sua impresa difabbrica se ne servisse Fu fatta dunque coldisegno di costui la chiesa e convento diSanta Maria del Popolo, ed in quella, alcunecappelle con molti ornamenti, e particolar-mente quella di Domenico Della Rovere car-dinale di San Clemente e nipote di quel papa.

    Il medesimo fece fare col disegno diBaccio un palazzo in Borgo vecchio, che fuallora tenuto molto bello e ben consideratoedifizio. Fece il medesimo sotto le stanze diNicola la libreria maggiore; ed in palazzo lacappella detta di Sisto, la quale ornata dibelle pitture. Rifece similmente la fabbrica del

    LA ROCCA DI OFFIDA ED IL SUO ARCHITETTODI GIANCARLO PREMICI

  • nuovo ospedale di S. Spirito in Sassia, laquale era l'anno 1471 arsa quasi tutta daifondamenti, aggiungendovi una lunghissimaloggia e tutte quelle utili comodit che si pos-sono desiderare. E dentro, nella lunghezzadell' ospedale, fece dipingere storie della vitadel papa Sisto dalla nascita insino alla fine diquella fabbrica, anzi insino alla fine della suavita.

    Fece anco il ponte che dal nome di quelpontefice detto ponte Sisto, che fu tenutoopera eccellente per averlo fatto Baccio sigagliardo di spalle e cos bene carico di peso,ch' egli fortissimo e benissimo fondato.

    Parimente l'anno del giubileo del 1475fece molte nuove chiesette per Roma che siconoscono all'arme di papa Sisto. Ed in par-ticolare S. Apostolo, S. Pietro in Vincula, eS. Sisto. Fu la virt di Baccio tanto da quelpontefice stimata, che non avrebbe fatto cosaalcuna di muraglia senza il parere di lui.

    Onde l'anno 1480 intendendo che minac-ciava rovina la chiese e convento di S.Francesco di Assisi, vi mand a Baccio; ilquale facendo di verso il piano un puntonesgagliardissimo, assicur del tutto quellameravigliosa fabbrica; ed in uno sprone feceporre la statua di quel pontefice, il quale, nonmolti anni innanzi, aveva fatto fare in quelconvento medesimo molti appartamenti dicamere e sale che si riconoscono, oltre all'es-sere magnifiche, all'arme che vi si vede deldetto papa.Con quest'ultima attribuzione che si

    riferisce ai restauri della basilica di Assisi,il Vasari chiude la vita di Baccio Pontelliarchitetto.

    Successivamente il Gaye(Carteggio inedito d'artisti dei secoli XV-XVII Firenze, 1839-1840) pubblica unalettera dell'architetto a Lorenzo De

    Medici datata 1481.La lettera indirizzata al

    Magnifico et potente domino, dominomeo Laurenzio de Mediis Florentiaeaccompagnava un disegno del palazzoducale di Urbino. Proprio ad Urbino allacorte di Federico da Montefeltro il nostroarchitetto fu attivo con molte opere, tracui il meraviglioso studiolo del duca.Nel IV secolo infatti la tarsia italiana

    si sviluppa in una serie di decorazioni e dirappresentazioni di paesaggi e di ambientiurbani, come e pi della pittura e deiprimi disegni scenografici. Baccio lavora-va in Urbino insieme con Francesco DiGiorgio Martini, impegnato anch'eglinella costruzione del palazzo. Baccio fuallievo di Francesco Di Giovanni detto ilFrancione, considerato il fondatore della

    scuola fiorentina di tarsia prospettiva.Altra importante opera certamente

    la rocca di Ostia e il piccolo quartiereintorno. I lavori per la costruzione dellarocca vengono intrapresi nel 1483 dalCardinale Giuliano della Rovere per con-cludersi verso il 1486.Una preziosa iscrizione, posta in luce

    alla fine del secolo XIX, sembra attribuirecon sicurezza l'opera al Pontelli, a confer-ma di quello che dichiarano i documentiromani.Sar Innocenzo VIII a nominarlo

    ispettore generale delle fortificazioni delleMarche, affidandogli la costruzione deicastelli di Osimo, Iesi e Offida, mentreGiovanni Sforza gli commissioner larocca di Senigallia dove egli nel 1491costruir anche la chiesa di S. Maria dellaGrazie.Ma assunto alla dignit papale,

    Rodrigo Borgia, il fiorentino cade in dis-grazia ed rimosso dal suo ufficio.La morte lo coglie probabilmente ad

    Urbino dopo il 1492 (nella chiesa di S.Domenico in Urbino; v. iscrizione postasulla tomba di Baccio Pontelli 1450-1492:Baccius Florentinus Vir tota ItaliaSummus Propter Ingenium Honore EtNomine Dom - A Federico AccitusAulam regionum - OminiumPulcherrimam Aedificiorum Arte Tota -Designareret Atque Illi - Un breve del papa Alessandro VI nel

    1494 ordina il sequestro di un fondo situa-to nel territorio di Osimo e appartenentea Baccio Pontelli fiorentino, per garantirei suoi creditori; un documento che ci rive-la gli anni tristi della vecchiaia appesanti-ti dai debiti.Resta in Offida un'interessante esem-

    pio dell'opera del Pontelli di indubbiocarattere quattrocentesco, con la scarpa al

    di sotto del cordone, con il predominionon accentuato delle torri sulle cortine econ le feritoie per i cannoni. Un docu-mento del 1473 chiarisce che i lavori furo-no affidati a Bartolomeo Lucchini daComo. Non facile quindi stabilire unadata precisa. Probabilmente l'insiemedifensivo si sviluppato attraverso varianni, con il carattere delle mura di cinta edella rocca, decisamente potente. Il tor-rione maggiore, articolato su due pianicomunicanti e recinto da doppio cordone,si presenta affine a quello della rocca diSenigallia.

    La rocca di Offida merita diessere tutelata ed ulteriormente studia-ta per l'importanza oggettiva, per il suoillustre architetto progettista e per lefigure dei tanti famosi uomini d'armedel tempo che qui sono transitati:Francesco Sforza, Galeotto Malatesta,Carlo Baroncelli, Astolfo Guiderocchi,Cola Orsini a tanti altri.

    5

    Camminamento interno alle mura

    Il Torrione prima del restauro

  • Il nostro caro don Luciano Carducci, cappellano di sant'Agostino, nonch sociofondatore del Centro Studi Allevi, stato nominato Monsignore con deliberapapale, il 31 marzo 2005. A lui vanno le pi care felicitazioni da parte del Centro studiAllevi e della nostra redazione.Riportiamo la delibera papale con traduzione a lato.

    ISTRUZIONI DELLA SEGRETERIA DI STATO,SUGLI ABITI E GLI STEMMI DEI CARDINALI, VESCOVI E PRELATI

    Par. 20 - Per i Cappellan diSua Santit si conserva la veste talare filettata, con relati-va fascia paonazza, da usarsi, da usarsi anche nelle cerimonie sacre.La veste paonazza, il mantellone dello stesso colore, la fascia con i fiocchi e le fibbiesulle scarpe sono aboliti.

    (Cfr. Acta Apostolicae Sedis, 61 (1969), p. 338)

    6

    DON LUCIANO MONSIGNORECENTRO STUDI ALLEVI

    ADDIO CARO BIANCO E NERO, FASCINO SENZA TEMPOALBERTO PREMICI

    SEGRETERIA DI STATO

    Il Sommo Pontefice

    Giovanni Paolo IIHa eletto tra i suoi cappellani il Reverendo Signore

    Luciano Carduccidella Diocesi di Ascoli Piceno

    Di questa nomina ne sia data opportunanotizia al Reverendo Signor Carducci

    Dalla sede Vaticana, il 31 marzo 2005

    FirmatoL. Sandri

    Sostituto Segreteria di Stato

    La fine del bianco e nero era notiziaprevedibile, scontata e forse datagi per avvenuta. Di certo passata tral'indifferenza di tutti.L'avvento del digitale e delle nuove

    tecnologie applicate alla fotografia, sor-prendono per le possibilit che offronoalla produzione di immagini e filmati, conla creazione di effetti mirabolanti, filmcompletamente virtuali, scene improbabi-li ma accattivanti che tuttavia, dopo lostupore iniziale, si dimenticano in frettaproprio perch lontane dalla realt.Inutile qui trattare di storia e tecnica

    fotografica ma certo che da sempre lesfumature del grigio hanno permesso ageni, come Helmut Newton o HenriCartier Bresson, di creare la loro arte rive-lando l'essenzialit di paesaggi e ritratti,senza l'invadente percezione di peso delcolore.Non avremo pi l'originalit di quel

    tipo di riproduzione fotografica: la Kodakinfatti ha segnato la fine di un'epoca conl'annuncio che sospender la produzione

    della carta per il bianco e nero.Naturalmente sar sempre possibile il

    passaggio da colore a bianco e nero, estre-mamente semplice anche per chi pocoesperto di software per ritocco fotografico.Ma chi ci restituir il fascino esclusivo diquelle immagini che hanno segnato ilnostro tempo?Sfogliando album o frugando nella vec-

    chia scatola stracolma di foto e ricordi,credo sia capitato a tutti provare quelsenso di premura gi solo nel prenderle,guardarle, passarle ai nostri amici e lapacata reminiscenza che ci pervade mentrericordiamo nomi e circostanze.Quelle a colori le scorriamo con suffi-

    cienza quasi fossero scontate; paradossal-mente sembrano apparirci impersonali esemplici.Per le vecchie immagini troviamo sem-

    pre tempo, ben disposti a passare ore ed oredavanti a quelle piccole icone del passatoferme l per noi, immobili per i nostriricordi e per quell'inevitabile senso dinostalgia.E che bella sensazione quando osser-

    viamo foto della nostra meravigliosaOffida, della sua gente, del suo carnevale,dei nostri amici; ci accorgiamo di esserneparte attiva magari con la consapevolezzadi aver dato il nostro piccolo contributoall'energia che perpetua lo spirito vitale diogni comunit.Con il nostro continuo studio sulle tra-

    dizioni locali, abbiamo arricchito l'archi-vio del Centro studi Allevi con molteimmagini del passato che non finisconomai di creare stupore e riflessione,mostrandoci dettagli che, spesso, sono ilpunto di partenza per ricerche ed appro-fondimenti. Sembra a volte che il bianco enero colga quasi l'anima del soggetto rap-presentato, stimolando interesse e memo-ria di chi lo osserva.Allora addio vecchia, cara foto ingial-

    lita Addio? No! Arrivederci. Chi ti hacreato ed ha voluto la tua fine, per meravalutazione economica, si accorger delvuoto che hai lasciato e, pentito, ti dar

    nuovamenteil posto chemeriti, magarirelegandoti,come spessoavviene, aprodotto dinicchia.

    La scuola diavviamento allavoro di Offida.

  • Ie mo te stenne! Col bastonealzato a m di brando, cos sbrai-tava Righetto della Penna con una ferociada intimorire Orlando Furioso eRodomonte.Pruovace, si j capace! Ribatteva

    con pari fierezza Silvio Tozzi dettoTezzitte.Entrambi i contendenti, sia per gra-

    cilit congenita, sia per gli eccessi etilici,a mala pena si tenevan ritti, cos conti-nuarono la tenzone verbalmente, con unrepertorio che nemmeno Pietro Aretinoavrebbe tollerato. Il giovinastro di queibeati tempi che gi ha narrato un impresadi Righetto, assisteva interessato, con gliamicucci suoi.Dopo reiterati insulti vien rinnovata

    la minaccia di spaccar la testa all'avversa-rio. Tezzitte, con serena incoscienza,abbassando la testicciola tonda sfida: Edaje, oramm! Scena indimenticabile!Righetto al colmo dell'ira, con la poca suaforza solleva il bastone per vibrare il colpofatale ma, sbilanciato dall'inerzia, cascaall'indietro, con gran botta di testa sullelastre del loggiato. Per fortuna: li 'mbria-che e li frech Dio li aiuta talch le con-seguenze furon lievissime; il caduto, dopoqualche rantolo, ovvero gorgoglio vinoso,si riprese con un Ferrochina Bisleri chedona forza, grazie al leone effigiato sull'e-tichetta. Il vincitore spazzino Tezzitte,grad anche lui qualcosa. Ma il bello chetornati pi amici di prima, con incredibi-le faccia tosta, ci chiesero altro vino.Mi venne quasi voglia di picchiarli;

    invece regalai loro una bottiglia a testa,che per fu foriera di nuovi guai.Il giorno dopo infatti, alcuni vecchi

    barbosi in veste di censori mi criticavanoin quanto Tezzitte avendo gradito il miovino era stato portato a letto da alcunipietosi cirenei prima di mezzogiorno.Anche i nodi di Righetto vennero al

    pettine. Qualche giorno dopo, l'egregioamico dott. Pippo Antimiani, presidentedella Casa di Riposo dove stava Righetto,cortesemente mi chiese di sospendere gliomaggi di vino al sullodato, poich, sem-pre per merito di quella bottiglia, avevaminacciato di compiere una strage deglialtri ospiti della casa che, secondo lui, loavevano atrocemente offeso.Mi ripromisi, allora, di diventare

    anch'io astemio. E la sera stessa fuiaccompagnato a casa da tre amici.

    7

    FIGURE TIPICHERIGHETTO E TEZZITTEMARCO MERCOLINI TINELLI

    FOLKLORE OFFIDANO

    Con questo numero di Ophys iniziamola pubblicazione del materiale ineditofacente parte degli studi folkloristici diMichele Angelini e ripetiamo l'invito, aquanti ne avessero l'interesse a collabora-re nella raccolta di testimonianze scritte eorali delle nostre tradizioni popolari.

    V.T. M.V.

    Feste PiceneI MESI DELL'ANNO

    Carnevalata di Monsampolo

    GennaioGennare contrare a le lemoneLe povere lemanucceSta come lu sorce 'nanze la gattucaGennare se muta i viniChi li sa ben coltivarePo pijare li quattriniI so Gennare sta 'cante al focoGira l'arrosto e facce 'n bel gioco.

    FebbraioFebbrare l'allegria du pequerareCasca la neve e poco duraChe lu sole repija la calduraFebbrare rompe li geli.

    MarzoMarze lu bfelco repije l'arteVa la nova da lu patrChe campate lu marrSe ne j campateSigne che la paje n' je l' date.

    AprileAprile, l'uomine zappe e le donne fileChi nen ha da magnE' 'na triste fatej'Prile tutte glie albere fa fierireTutte 'i celli facce cantareGiovane e vecchie facce allegrare.

    MaggioNoi de magge cammenemep davve la bona seraFa mazze de fiure pe regalalle a le segnoreMazze de fiure e mazze de rosePe regalalle a li pompose.Leve lu sole che spande li raggiRose e fiore lu mese de magge.Magge tutte l'erbe fa fiorireTutte le bestie mangeMai de fame po' morire.

    GiugnoGiugno tutti li pequeralecomincia a mogneFa recotte e casceC' 'bbennasia de ceraseSe pija la face 'm pugnaPe li munti e pe li pianeSe mte orze e grane.

    LuglioLuglie che bella novaLu pa' fresche ognun lo provaE porta lu grane all'areLe paje e le mesguglieQuanne are vo spelare!

    AgostoQuiste lu mese d'agostoPovere e ricche se requenosceLu porte le scrittureFa paga li debetureChe lu triste e che lu squaglieS' 'm pu puoche, ce remane la paje.Agosto quille che secche le maggeseSe mange qualche pupe arroste,Anche pure bone mese.

    SettembreSettembre Dio ce lu dice eDie ce lu manneVelesse Die tradusse 'n anneQuiste lu mese pi quersare'Fine gli albere ce fa le speseTra uve, fiche e meloneGli altri mesi se chiame minchione.

    OttobreOttobre di mezza stagioneN ncioccorre stare all'ombraCh lo sole molto bono.Ottobre se prepara per la vellembiaDe malvasia e de moscatelloSe ne fa il carratello.

    NovembreNovembre se semene 'l granoP li munte e p li pianiSe magne li castagneSe beve la nzettatellaSona tamburre e spara sartelle

    DicembreDicembre: Fa un freddo acutoIo ve dar li vecchi e gran castani e sputoDicembre ce fa carna salateLa provvista p l'istate.

    Michele Angelini

    A.M.A.V. b. 20.a fasc. 21

  • Tutti sicuramente conoscetel'AVIS e l'attivit di volon-tariato che svolge, ma pochi,forse ne conoscono la storia,almeno in chiave offida-na.L'Associazione Volontari

    Italiani del Sangue, nata inItalia ufficiosamente nel 1927 eufficializzata solo nel 1946, ricono-sciuta giuridicamente con legge delloStato nel 1950, ha una sua sezione nelnostro Comune gi dal 1960. Questo va amerito degli allora soci fondatori.Nel contesto mondiale della sanit la

    donazione del sangue un elemento inso-stituibile per l'espletamento delle attivittrasfusionali.Come noi avisini ripetiamo spesso il

    sangue non si fabbrica, lo si pu averesolo da chi lo dona.Capite bene, quindi, come sia dovero-

    so per ognuno di noi, se idoneo, collabo-rare con la sanit per soccorrere chi indifficolt.Ecco perch spesso ci vedete con i

    nostri cartelloni o postazioni a svolgereattivit di proselitismo a favore delladonazione del sangue.Nel corso dei 45 anni di attivit della

    nostra sezione, c' stata una crescitacostante di iscritti e quindi di donazioni.A fronte di una richiesta sanitaria cre-scente, dovuta all'aumento di trapianti etrattamenti trasfusionali, le donazioni disangue e suoi derivati coprono in Italiaappena l'ottanta per cento del fabbisogno.Da qui anche le liste di attesa o l'acquistoall'estero di sangue e suoi derivati perinterventi chirurgici.

    Nell'ultima assemblea provinciale,tenutasi proprio ad Offida lo scorso 10Aprile, l'analisi dei dati associativi edonazionali della provincia registravanoun incremento di 487 donatori e di 1256donazioni, che pur ritenuti soddisfacentinon risultavano esaustivi.Guardando poi le stesse voci, a livello

    regionale per il 2004 si rileva un incre-mento di 908 soci e di 3847 donazionirispetto al 2003, ma con un'insufficienzasu base regionale di 783 unit di sangue,attinte fuori regione a copertura delle esi-

    genze regionali.Riportando poi quanto emersoall'assemblea regionale, doveanalizzando per proiezione lenecessit per il 2005, inprospettiva dell'apertura

    di un centro trapiantiall'Ospedale Regionale di

    Torrette, le unit mancanti o inpi necessarie, sono state stimate

    nella misura di 5000.Da qui il nostro grande impegno ad

    avvicinare all'Avis tutti quelli che poten-zialmente possono donare: uomini edonne con peso maggiore di 50kg; stato disalute buono; compiuto i 18 anni; inferio-re ai 60 anni.Invitiamo tutti quelli che rientrano in

    questi parametri, a visitare la nostra sezio-ne in C.so Serpente Aureo 62, oppure acontattarci magari soltanto per approfon-dire l'argomento.Parlavamo sopra delle nostre attivit

    di proselitismo, sono queste altrettanteopportunit per avvicinarci e chiedereinformazioni al riguardo.

    Diamo di seguito gli appuntamenticanonici nel corso dell'anno in cui cipotrete trovare: Mese di Aprile in piazza a Borgo Miriamcon i giovanissimi ciclisti di tutte leMarche - quest'anno il 17 u.s. Maggio, fine mese, in piazza del Popolocon i ragazzi delle medie - quest'annoDomenica 22 Giugno per la Giornata Mondiale dellaDonazione del Sangue 14 giugno. In tuttii bar del territorio troverete bustine di zuc-chero Avis con il nostro recapito. Feste nelle frazioni, S. Lazzaro, S.Barnaba, S.Bernardino, ecc. - presenzacon nostra postazione informativa Altre opportunit potranno essere atti-vate in funzione della disponibilit deisoci e delle ricorrenze.

    Nel salutarvi tutti vogliamoancora una volta ribadire che

    il sangue non si fabbrica,si dona.

    Fin quando siamo in grado dipoterlo fare facciamolo.

    Avis Comunale OffidaC.so Serpente Aureo 62,

    tel. 0736880751,e-mail [email protected]

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    AVIS DI OFFIDAGIULIANO CIOTTI - PRESIDENTE

    Situazione Soci al 31/12 2003 2004 variaz.%

    Soci Donatori 104 134 28.90%

    Soci ex Donatori 3 3 0%

    Soci Collaboratori 1 1 0%

    Totali 108 138 27.80%

    Situazione Soci al 31/12 2003 2004 variaz.%

    Donazioni annue 228 280 22,81%

    Indice donazioni/donatori 2,19 2,08 -5,05%

    Da qualche anno l'impegno a lavorare tra la gente ci sta dando notevoli soddi-sfazioni, riportiamo alcuni dati degli ultimi anni anche per spronare i pi renitentia darci ancora soddisfazioni.

  • LAMENTO D'AMORE(Jessica Lanciotti, 12 anni - classe IA)Un sogno porta la mia animaFino al cielo e leggera si scioglie;debole soffio di flebile vitami perdo su ali di ventomo torno, fedele al mio dolore,sulle orme antiche di un amore

    FILASTROCCA D LU GIORNALAR(Daniele P., Stefano S., Luigi S.,Jessica L. - classe IA)lu giornal rscitloc l' edicola d lu fid.Lu giornal s' strappatE lu giornalar s' ngazzat.Va gerenn p lu fidE va cerchenn li pepit.Ma ch trova? Li frichNnanz lu bar d Csar.S' piiat nu caffC la pasta e c lu t,da lu bar rrscitsott na mmaccna s n' ite lu cuoll ie s' stuort,lu giornalar mo s' muort.

    DIVAGAZIONI(gli stessi autori)Cosa dice una pecora quando vede unmontone affascinante?Beeeeeeeello!

    UN ORTO COLTIVATO(i bambini della scuola primaria)Un orto coltivato sbocciatoPer la gioiaDel palato.

    Insalata ricciolinaLattuga sopraffinaCicoria genuina.

    Patate novelleFave lucide e bellePiselli tenerelliIn verdi baccelli.

    Finocchi da condireVerze e rapeDa bollire.

    Carciofi in miniaturaAi margini della verdura.

    Zucchine a listarelleDa friggere nelle padelle.Zucche striatePer HalloweenSono illuminate.

    Per un dessert prelibatoFragole, pannaE gelato al cioccolato.

    Un irisNon ancora sbocciatoIl nostro ortoProfumerE ancor pi belloLo far.

    LA NEVE(Ilaria C. & Simone C.)Scende la neve,Scende in inverno,Fresca e leggeraCullata dal vento.

    L'AUTUNNO(Ilaria C. & Simone C.)Una folata di ventoTravolge le foglieAppena cadute,Ingenue,Ignare del loro destino.

    I FIORI(Ilaria C. & Simone C.)Fiori di Marzo,Vivaci con i loro colori,Ma spogli,Aridi d'inverno.

    9

    Prim ce stie' li muort de fam, li peveritt,je pe l'elemosina pe male campa'.Une de chist se chiamie' M'SCHITT,era de lu paes nuostr, un secolo fa.

    Passie' pe li case, bbessie' a li port.E' pi de do d che ne magne,t'aitesse Ddie e la buona sorte,t'aumentasse la raccolta e lu guadagne.

    Me sent tant stracc, me dole li pie',ciaie nu suonn arretrat, verrie' riposa'.M'allong su la paie o su lu fie',me repose necco', senza tant disturb.

    Pe mbu d'ann nen fu pi vist.Se spannet na voce M'schitt it carcerat.Lu motiv fu proprie e verament quist?Nesciun sapete che avi combinat.

    Quann in giro fu rivist, dopo tant'ann,nnra pi iss, era cagnat.Era n'atr om, tesci, c'iavi l'affann,cammeni pian, recurv, s'era invecchiat.

    Ne vojo pi nient! mo deci M'schittme stent la vita ch lu lavore faci ved tant tip di baschitt.Guadagn, scima sempre pe male campa'.

    M'SCHITT(barbone offidano di un secolo fa)

    LORENZO GABRIELLI

    LANGOLO DEI RAGAZZI

    In questo numero inauguriamo uno spazio completamente dedicato ai ragazzidelle scuole elementari e medie. I loro scritti, in forma di poesia, racconto oindovinello, verranno raccolti e pubblicati in forma integrale. Invitiamo pertantotutti i ragazzi a partecipare nella forma e nei contenuti che loro riteranno piu oppor-tuni.

    Il nostro volume su S.Mariadella Rocca, disponibilepresso i punti vendita o

    direttamente in segreteria del Centro Studi

  • GIOVANNI ALLEVINICOLA SAVINI

    Tra gli illustri figli della terra diOffida, , senz'altro da annoverareil prof. Giovanni Allevi. Forse meno notorispetto all'intraprendente zio Guglielmo,ma una vera celebrit nel campo dellamedicina. Di lui riportiamo alcune notizietratte dalla rivista quindicinale TerraPicena del 31 Luglio 1932.Veniva da famiglia di scienziati e di

    patrioti che subirono le persecuzioni delGoverno Pontificio e combatterono perl'unit d'Italia. Con tali nobili tradizioni,avendo militato da giovane nel partitosocialista, nell'epoca romantica, quandoera tutt'altro che un mezzo per far carrieraed affari, se ne distacc al tempo dellaguerra e fu uno dei primi medici volontarie degli ultimi a far ritorno dal fronte. Ebbeanche l'incarico della propaganda fra letruppe della 2^ Armata.

    Nato in Offida il 25 Novembre del1870, comp gli studi ginnasiali e liceali aFermo e quelli universitari a Bologna dovesi laure per trasferirsi quasi subito aMilano. Nel 1909, per pubblico concorso,fu nominato consulente medico dellaSociet Umanitaria per gli infortuni e lemalattie del lavoro, posto che abbandonsdegnosamente in periodo di disfattismo,dando prova di nobilt d'animo e di altosentimento patriottico. Nel 1914 consegula Libera Docenza per titoli in Patologiadel Lavoro presso la R. Universit diNapoli. Nel 1915, essendo assessore alComune di Milano, and con le squadredi soccorso nei territori della Marsicadevastati dal terremoto. A San Benedettodei Marsi contribu a creare parecchie

    opere civili che servirono a riportare iprimi bagliori di vita in quella plaga dovela morte aveva largamente mietuto.Questo gesto gli valse, da parte delMinistero degli Interni, la medaglia dibenemerenza.Alla vigilia della prima guerra mondia-

    le lavor instancabilmente alla CroceVerde per preparare, con qualche altroamico, i corsi di insegnamento per infer-mieri e infermiere. La sua opera fu apprez-zata al punto che la umanitaria istituzionevolle conferirgli una medaglia d'oro dibenemerenza. Pi tardi fece parte delComitato Centrale di Assistenza per laGuerra e del Comitato Igienico-sanitarioper la propaganda fra i soldati e le lorofamiglie.In guerra fu negli ospedali da campo e

    con le truppe combattenti. DopoCaporetto, il generale Giuseppe Pennella,allora comandante della 2^ Armata, pi diuna volta riconobbe all'Allevi il merito diaver portato un validissimo contributo nelpreparare l'animo della truppa alla vittoriache culmin nelle epiche giornate delMontello e alle quali egli prese viva parte.Avvenuto l'armistizio, ebbe dal ComandoSupremo degli incarichi di fiducia.Prima fu mandato al campo di concen-

    tramento degli ex prigionieri italiani diRivegno provenienti dall'Austria e dallaGermania, poi col 25 Corpo d'Armatache fronteggiava nella Venezia Giulia l'e-sercito jugoslavo.Oltre alle decorazioni di tutti i com-

    battenti, gli furono conferite la medagliacommemorativa della guerra con quattrofascette, la medaglia di benemerenza deiVolontari di guerra e due croci al merito diguerra, una delle quali, con magnificamotivazione, per la ritirata di Caporetto.Giovanni Allevi spieg ininterrotta-

    mente una grande attivit nel giornalismoscientifico e nella stampa politica, trattan-do questioni soprattutto di MedicinaSociale. I pi accreditati quotidiani diMilano e di Roma accolsero per anni isuoi articoli, nei quali eglisostenne la necessit di unmaggiore sviluppo delleAssicurazioni Sociali e delladifesa della donna operaia nelcampo del lavoro.Propugn, in mezzo a tutti,

    l'educazione sportiva, special-mente tra gli operai. In Italia futra i primi a far conoscere l'im-portanza dell'Igiene e dellaPatologia del Lavoro. La suatesi di laurea ebbe per titolo Ilsaturnismo cronico, tema sug-geritogli da numerosi casi diavvelenamento da piombo,

    osservati in una fabbrica marchigiana distoviglie.Fu pure tra i primi a bandire la crocia-

    ta contro l'alcolismo, ma, avendo sostenu-to il principio della moderazione, fu presodi mira da vivacissimi attacchi polemicida parte dei proibizionisti.Nelle sue numerose pubblicazioni

    rifulge la profonda cultura con la vastissi-ma sua pratica nell'esteso campo dellapatologia del lavoro, della infortunistica,della sociologia. Le sue memorie e pubbli-cazioni su svariati argomenti sono nume-rosissime. Tra i suoi volumi, da ricordaresoprattutto: L'Alcoolismo, Le Malattie deiLavoratori e l'Igiene Industriale, La MedicinaSociale, Sport e Igiene, L'AssicurazioneInfortuni e la valutazione dei danni, GliStupefacenti e la Medicina Sociale.Collabor, inoltre, in due importanti

    riviste edite dal Bureau International duTravail, La tubercolosi dal lato clinico esociale e L'Ygiene du travail.Fu di indole mite e modesta - dice di

    lui la cronaca di allora - di carattere rettoe integerrimo, di cuore nobile e generoso,di intelligenza acuta e sagace.Fu di una operosit indefessa e consi-

    der sempre il lavoro come un apostolatoda esercitarsi per il bene della patria e avantaggio delle masse lavoratrici.Tutta la sua vasta produzione scientifi-

    ca, tutti i suoi molteplici scritti diVolgarizzazione furono volti sempre aquesto scopo elevatoe altruista.L'animo suo, schivo delle vane

    pompe e degli affari lucrosi, raccoglieva lepi elette doti della Stirpe Picena.Immenso fu il cordoglio il giorno della

    notizia della sua morte avvenuta a Milanoil 6 Giugno 1932. I solenni funerali sisvolsero l'8 Giugno 1932 alle ore 10. Perla circostanza, il Grand'Ufficiale prof.Luigi Devoto ricord il suo alto senti-mento patrio, la valorosa condotta al fron-te, le benemerenze nel campo scientifico,l'amore per gli umili.

    10

    OFFIDANI ILLUSTRI

    Giovanni Allevi

    Il funerale di Giovanni Allevi in una rarissima foto dell'epoca

  • BONSAI:botanica, filosofia ed arte in un vaso

    MAURO RECCHI

    Realizzare Bonsai, pu sembrare eccen-trico, strano, inutile e, talvolta addiritturacrudele a chi di Bonsai ha solo sentito par-lare, ma senza mai approfondire l'argomen-to. L'obiezione pi comune che le pianteBonsai, soffrono inutilmente.

    veramente strano che si senta direquesto, quando da sempre l'uomo trapian-ta, lega, pota, innesta, concima, fa insom-ma tutte quelle operazioni che gli appas-sionati e i Bonsaisti, fanno senza che nes-suno abbia trovato nulla da ridire.Adesso, possiamo ben precisare che

    quando i bonsai sono ben seguiti, possonosopravvivere alle piante della stessa specieche vivono in natura, e quindi ribadire, chemai piante furono tanto amate e curate.Chi coltiva Bonsai, sa bene tutto ci, tutta-via queste polemiche sono alimentate soloed unicamente da vecchi pregiudizi . vero che gli appassionati di bonsai,

    non curano queste piante per fini utili, maessi sanno bene che amare i bonsai, arric-chisce lo spirito e allieta gli umori.Non un caso che la parola bonsai,

    universalmente nota come ALBERO inMINIATURA, ci venga da un paese comeil Giappone, il quale non ha certo bisognodi riscoperte ecologiche per capire come lavita dell'uomo sia strettamente connessa aquella natura.In un mondo che vive freneticamente,

    dove il tempo si calcola in secondi, il bon-sai ci pu riavvicinare alla natura ed aisuoi ritmi.

    Il bonsai, il risultato finale di quattrocomponenti: tecnica, botanica, arte e filo-sofia. Appare ovvio che la botanica e latecnica concorrano a fare un bonsai, men-tre abbastanza difficile pensare che sidebba scomodare parole come arte e filo-sofia.Per concludere, fare bonsai non , o

    non solamente, divertirsi con le piante,ma un qualcosa che coinvolge la personainteressata in modo ben pi profondo diquanto si possa supporre.

    MOTOCICLETTED'AVANGUARDIAITALIANO DE SANTIS

    Tra la fine del1800 e la vigilia dellagrande guerra, poco alla volta, la motoci-cletta passa dalla fase pioneristica allamaturit, sia da un punto di vista tecnico esia come prodotto industriale.

    Nascono e solo per citarne le case prin-cipali, Benelli, Garelli, Bianchi, Gilera,Frera, Della Ferrera, arrivano i primimodelli d'importazione, iniziano le compe-tizioni, le mille miglia e la diffusione delledue ruote porta a norme e regolamentazio-ni per la circolazione stradale.Tra le societ Italiane note prima della

    grande guerra, si distingue la FRERA di

    TRADATE che sin dalla sua fondazionenel 1906, si differenzia per il suo tentativodi dare alla sua produzione una base indu-striale vera e propria.Punti di forza messi in gioco della sua

    produzione l'affidabilit in tenuta, frenatacomodit e posizione di guida visto che lestrade di allora erano brecciate e con moltebuche e in ultimo la capacit di poter for-nire modelli dedicati ad usi civili e militari,campo quest'ultimo in cui si distinguerparticolarmente diventando uno dei prin-cipali fornitori del nostro esercito.Durante la guerra, anche GINO

    MAGNANI, fondatore nonch editore dimotociclismo dovr indossare la divisa gri-gio-verde dell'esercito e abbandonare perquattro anni la sua attivit.Le pubblicazioni andarono avanti per la

    prima met del 1915 poi si arrestarono finoal 1919. Durante il conflitto mondiale, lamoto fu protagonista indiscussa ed ammira-ta per la sua agilit e velocit: questi duegrandi pregi furono apprezzati anche dagli

    eserciti belligeranti. L'Italiadel primo dopoguerra attra-versa, come gran partedell'Europa, un periodo digran confusione e creativi-t. Gabriele D'Annunzio impegnato nell'impresa diFiume. Nella letteratura enella pittura, si impongonole idee futuriste. In campomotociclistico, dall'espe-

    rienza della guerra, nascono le basi per lanascita della futura grande industria inInghilterra, Italia e Germania.Il mercato Italiano si riapre anche alle

    importazioni. Nel 1921, esce la primaMotoGuzzi; passato un anno dalla presentazio-ne dell'anonimo prototipo siglato GP e laMoto Guzzi esce finalmente allo scopertocon il modello NORMALE che differivadal prototipo dell'anno precedente nelmotore (con testata a 2 valvole contrappo-ste, invece che monoalbero a 4 valvole) enel telaio. Con una cilindrata di 498,4 cc,il motore sviluppava 8cv a 3.400 giri/minu-to e poteva spingere sino a 85 Km/H.Il cambio era a tre marce con comando

    manuale e il freno era previsto solo sullaruota posteriore. Come possiamo vedere,erano state gettate le basi dello sviluppo;ora il tempo, la pazienza e la tecnologia,iniziavano il lungo cammino verso i nostrigiorni, con grandi successi e soprattuttocon grandi consensi. La motocicletta, dasempre, ha simboleggiato e tuttora simbo-leggia la passione, l'amore e per la libert; esoprattutto segna il divario tra le vecchie ele nuove generazioni, le quali, da sempre,ripongono nelle due ruote grande fiduciae, ancor di pi, grandi progetti.

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    NATURA E SCIENZA

    Scotano - Cotinus CoggygriaStile eretto informale

    Moto Guzzi, modello Normale

    Modello Frera, adottato dalla forze armate

  • PROVE DI COMUNICAZIONECON ALTRI MONDI

    SIMONE RECCHI

    La domanda siamo soli nellUni-verso? ha fatto perdere il sonno a genera-zioni di filosofi e di gente comune. In gene-re per, quando pensiamo a forme di vitaextraterrestre, ci vengono in mente vecchifilm di fantascienza degli anni cinquanta (operch no, nuovi film di fantascenza comeIndependence day, Signs o il prossimofilm di Spielberg La guerra dei Mondi),dischi volanti ed omini verdi con straneantenne. Non ci vengono inmente dunque grandi progettiscientifici atti a trovare nuovipianeti abitati.Ovviamente molti hanno

    pensato che anche altri pia-neti del nostro Sistema Solarepotessero essere abitati e daqui nata una vasta letteratu-ra ed un profondo impattonellimmaginario collettivo(il famoso marziano, spessousato come sinonimo diextraterrestre altro non che un ipotetico abitante diMarte). Grazie a numeroseosservazioni ed a molte mis-sioni scientifiche direttamente sulla super-ficie dei nostri pianeti vicini, oggi sappia-mo che non esistono forme di vita in altripianeti, e se ve ne fossero state in passato,sarebbero state estremamente primitive(esseri unicellulari o batteri).Dal punto di vista filosofico, la ricer-

    ca di altri pianeti abitabili si puo far risali-re a Giordano Bruno nel XVI Secolo, ilquale, facendo suo il modelloCoopernicano (la Terra non pi al centrodellUniverso ma un normale pianetache ruota attorno ad una normale stella)ipotizz lesistenza di altri mondi abitati.Dal punto di vista della scienza moderna,tutto ha origine da un articolo del 1959 didue astronomi (Cocconi e Morrison), pub-blicato sulla prestigiosa rivista Nature. Inesso si affermava che, usando onde radio,era possibile comunicare con ipotetici pia-neti abitati in stelle vicine.Lanno dopo, lastronomo americano

    Drake pubblico anche una formula ingrado di calcolare il numero di civilt galat-tiche al di fuori della nostra: Nc = N x Fp xFc x Fv x Fi x Ft x L/T, dove questi stranisimboli indicano rispettivamente: Nc: Numero totale di civilt galattiche. N: Numero totale di stelle nella nostraGalassia

    Fp: la probabilit che attorno a questestelle ruotino dei pianeti

    Fc: il numero di pianeti, per ogni stella,in cui vi siano condizioni fisiche adatteal sorgere della vita

    Fv: la probabilit che la vita si sviluppi

    davvero in uno di questi pianeti Fi: la probabilit che questa forma divita sia intelligente

    Ft: la probabilit che questa forma divita intelligente si sia sviluppata in unacivilt tecnologica

    L: la durata di tale civilt tecnologica T: let della nostra GalassiaLa formula dunque semplice: la nostra

    ignoranza riguardo a tutti questi dati perabissale e le stime che possiamo fare al gior-no doggi variano da 1 (solo sulla terra cuna civilt tecnologica) a diversi milioni.Dalla fine degli anni 90, telescopi sem-

    pre migliori hanno iniziato a dare per lo

    meno delle risposte parziali. Un pianetamolto grande (tipo Giove) che passidavanti ad una stella, facendogli ombra, nediminuisce (anche se di poco) la luminosi-t. Inoltre, se il pianeta sufficientementegrande, esso disturba con la sua gravit ilmoto della stella, la quale ondeggia lieve-mente. Sfruttando queste propriet, pos-sibile stabilire se attorno alle stelle vicine cisiano dei pianeti.Dal 1995, anno della prima scoperta di

    un pianeta extrasolare, le scoperte si sonomoltiplicate ed oggi conosciamocirca 150 pianeti. Purtroppo sonotutti molto grandi e gassosi (comeGiove) ed in essi non pu essercivita. Ma i telescopi a disposizionedegli astronomi stanno miglioran-do ad un ritmo impressionante epresto saranno a disposizione tele-scopi di nuova generazione, conspecchi di diametro da 30 a 100metri. Con questi strumenticolossali, gli astronomi saranno ingrado di vedere pianeti grandicome la nostra Terra in stelle vici-ne, aiutandoci quindi a capirequanto sia facile formare Mondisimili al nostro attorno ad altrestelle.Nel frattempo, comunque, li-

    dea di entrare in contatto direttocon altre civilt non ha maiabbandonato gli scienziati (e nelfilm Contact si descrive questotentativo in modo abbastanza rea-

    listico). Ad oggi il pi grande progetto perla ricerca di forme di vita extraterrestre sichiama SETI (Search for Extra-TerrestrialIntelligence). Il progetto SETI basatoesattamente sulle idee di Cocconi eMorrison, descritte allinizio di questo arti-colo. Il SETI impiega grandi radiotelescopiper cercare segnali radio artificiali (cionon provocati da corpi celesti o da altrifenomeni naturali) provenienti dallo spazioceleste. Al momento, i segnali radio che sicercano sono monocromatici, ovverocomposti da una sola frequenza. Se qualcu-no dallo spazio profondo volesse intenzio-nalmente farsi "sentire" probabilmente use-rebbe questo tipo di segnale perch moltofacile da generare e facilmente distinguibi-le dagli altri segnali provenienti dal cosmo.I radiotelescopi sono strumenti molto

    grandi e molto costosi ed ogni volta che simettono ad ascoltare il cielo, costano allacomunit molto denaro. LIstituto diRadioastronomia del Consiglio Nazionaledelle Ricerche, con i suoi grandi radiotele-scopi della stazione radioastronomica diMedicina (vicino a Bologna), potr effet-tuare a questo scopo osservazioni a bassocosto. Questa possibilit si sta realizzandograzie ad una collaborazione con luniversi-t americana di Berkley (California), cheha fornito un potentissimo sistema di ana-lisi dati in tempo reale per la ricerca didebolissimi segnali artificiali nascosti nellamiriade di segnali radio, di origine natura-le, provenienti dallUniverso. Il nome diquesto "mostro", in grado di effettuare deci-ne di miliardi di operazioni al secondo, SERENDIP IV. La particolarit delSERENDIP IV quella di non ostacolare leosservazioni in corso (quelle degli astrono-mi seri, non intenti a cercare E.T.) ma dilavorare allo stesso tempo. Non sapendo,infatti, esattamente a che frequenza ascol-tare il cosmo e dove puntare lantenna,

    12

    Gli astronomi Cocconi e Morrison.

    Una delle antenne paraboliche della stazione di Medicina (BO)

  • tanto vale osservare a caso, cio elaborarecon il SERENDIP IV i segnali che proven-gono dalla stessa zona di cielo studiata dalradioastronomo che usa lantenna in quelmomento.Per adesso questi sforzi, analogamente a

    quelli di Stati Uniti, Francia, Giappone,non hanno prodotto risultati ed, almomento, sembra che nessuno stia tentan-do di chiamarci. Gli scienziati del SETIper non demordono e continuano a scan-dagliare il cielo con le loro antenne.Va tenuto sempre presente che, se un

    giorno quel segnale tanto atteso fossedavvero rilevato, esso sarebbe linizio di

    uno scambio di messaggi piuttosto proble-matico. La stella pi vicina a noi ad unadistanza di circa 4 anni luce, ovvero la luce(ed anche i segnali radio che stiamo cer-cando di captare) impiega 4 anni per giun-gere a noi. A voler essere ottimisti, diciamoche riceveremo un messaggio radio da unastella a 10 anni luce da noi. Esso sar quin-di stato spedito 10 anni fa. Quel messaggioda solo non ci dir nulla. Tenteremo dirispondere dicendo ad in nostri amici alie-ni qualcosa di noi.Data la diversa provenienza, agli alieni

    il nostro messaggio apparir incomprensibi-le. Risponderanno probabilmente con un

    messaggio che nel loro mondo vuol direcome??. Noi probabilmente non riuscire-mo ad interpretare questo messaggio, erisponderemo con un cosa??. Saranno gipassati 40 anni....Ma la ricerca di altre forme di vita

    nellUniverso rimane una delle piu ecci-tanti sfide dellUmanit ed una possibilerisposta parziale agli eterni dilemmi chisiamo? da dove veniamo? dove andia-mo?Probabilmente vale la pena perdere un

    po di tempo e rischiare qualche intoppo dicomunicazione per avere queste risposte.

    13

    FACCIAMO UN PO DI SPORT

    CIRCOLO TENNIS OFFIDAGANDELLI DOMENICO - PRESIDENTE

    Il CircoloTennis Offida stato intitolato aRemo Barbizzinell'anno 2001.Abbiamo pensa-to di intitolarlo alcompianto RemoBarbizzi, essendostato lui uno dei

    primi appassionati di tennis in Offida.Il circolo ha attraversato un paio di

    anni di stasi, perch privato dell'unico

    campo a disposizione, in occasione dellacostruzione della nuova palestra polivalen-te. Dopo una lunga attesa, finalmente, civiene affidato il primo campo (speriamonon sia l'ultimo), nella zona del BorgoCappuccini, in Via Nenni. Nell'agosto del2004, infatti, stato inaugurato il nuovocampo in erba sintetica, permettendocicos di avere un'attivit tennistica abba-stanza continuativa.Il circolo tennis iscritto alla F.I.T. e

    partecipa al campionato a squadre provin-ciale serie D2maschile, tra maggio e giugno.Abbiamo 60 tesserati tra uomini,

    donne e bambini e ed in vigore tra gliiscritti una classifica sociale, che vieneaggiornata attraverso tre tornei sociali.

    Tra le esigenze principali del nostro cir-colo, oltre ad avere un altro campo perconsentire a tutti di giocare, c' quella piimpellente di avere degli spogliatoi.Stiamo inoltre promovendo il tessera-

    mento per poter organizzare una buonascuola per bambini ed adulti.Per la stagione estiva sono gi partiti

    corsi per bambini, di dieci lezioni a cuihanno aderito 40 allievi.Per qualsiasi informazione inerente il

    circolo tennis, possibile contattare ilnumero 333-3324000.Per prenotazioni e informazioni sul

    campo da gioco, contattare la tabaccheriaEdda: tel 0736-880487, dalle ore 7 alle21.30.

    SQUADRA DI BASKET

    Vent'anni dopo lo scioglimento dellalocale squadra di basket, ora finalmentein fase di costituzione, una associazionesportiva totalmente dedicata a questosport.A cominciare da questa estate, sono

    gi stati attivati dei corsi di minibasket,

    per partire poi a settembre con i corsiannuali per bambini fino a nove anni.Barbara Fausti, cestista offidana, l'al-

    lenatrice designata a cominciare questanuova avventura. Attorno a lei, il suppor-to di tutte le ragazze della squadra 1984-85, che per l'occasione si sono riunite,dopo vent'anni, in una simpatica partitanostalgica.

    karate organizzato dal Wadokay Club diOffida.Oltre mille le presenze e tanta soddi-

    sfazione per il Maestro offidano GrazianoCiotti, 6 Dan responsabile regionaleC.s.e.n. del karate Marche, per il maestroNekoofar, docente del corso e la signoraDelia Piralli del Wadokay Club.

    WODAKAY CLUB KARATE

    Grande successo per il meeting delWadokay Club Karate.Con una partecipazione senza prece-

    denti, si svolto a giugno, presso il resi-dence "Le Terrazze" e l'hotel "Parco deiPrincipi" di Grottammare il meeting di

  • 14

    S.P. OFFIDA

    Al terminedi tutti i campio-nati, possiamodire che abbia-mo avuto unanno di durolavoro con risul-tati positivi. LaS.P. Offida conta250 atleti dai 6anni fino ad arri-vare ai 22 dellarosa della primasquadra.

    Nella stagione 2004-05, l'Offida, chemili-tanel campionatodi primacategoria gironeD,si salvata all'ultima giornata, dopo aver dis-putato i play-out. Dopo il pareggio casalingocontro il Pagliare per 3-3, infatti, l'Offida andata a vincere la gara di ritorno a Pagliaregrazie ad un gol dell'Offidano Massi a dieciminuti dal termine, ed alle miracolose paratedel portiere, sempre offidano purosangue,Valeriano Simonetti.L'Offida ha investito le proprie risorse

    sul settore giovanile, e non ha accettato lalogica di un calcio dilettantistico che stadiventando sempre pi ingestibile dalpunto di vista economico.L'Offida tra le pochissime squadre

    della regione, che presenta una rosa com-posta quasi esclusivamente da ragazzi offida-ni comunque cresciuti nel proprio settoregiovanile.A fine campionato manifestazioni e

    cene per tutti gli iscritti, terminata con unasimpatica gara tra Allievi e genitori/diri-genti. Un esempio di vero sport che coin-volge tutti.Un motivo in pi per continuare su

    questa strada, e quindi un grande grazie va atutti gli sponsor che ci permettono di esi-stere, senza dimenticare i collaboratori e idirigenti che spendono il proprio tempolibero nelle varie attivit della societ.

    La Sezione di Offida del Tiro aSegno Nazionale, fondata nel1884, localizzata in Offida in ContradaLava 149 (dietro la vecchia fornace). Lastruttura composta da un edificio, alquale di recente stato affiancato unostand che ospita il poligono di tiro a 10metri per pistole e carabine ad aria com-pressa.La vecchia struttura ospita, oltre ad

    uffici amministrativi e segreteria, il poligo-no a 50 metri per pistole e carabine calibro22LR, e il poligono a 25 metri a cielo aper-to per pistole di vari calibri (fino ad unmassimo di 63 kgm di energia cinetica).Tutti gli stand sono inoltre dotati di

    aree riservate al pubblico riscaldate edinsonorizzate.Le nostre strutture ci hanno inoltre

    recentemente consentito di ospitare alcu-ne GARE REGIONALI valide per la qua-lificazione alle finali di COPPA ITALIA eCAMPIONATI ITALIANI, CAMPIO-NATI REGIONALI GIOVANISSIMI ealtro ancora.L'attivit della Sezione si articola su

    diversi fronti:attivit istituzionale, amato-riale, sportiva ed agonistica e quella rivoltaallo sviluppo delle competizioni giovanili.

    In ambito istituzionale la Sezione diOffida cura l'abilitazione al maneggio allearmi dei soci obbligati (GuardieParticolari Giurate, corpi di PoliziaMunicipale, Polizia Provinciale, ecc.) ed a disposizione per gli allenamenti periodi-ci previsti dalla legge.Sempre a livello istituzionale la

    Sezione cura anche l'addestramento deisoci volontari, dalle prime nozioni fino alrilascio dei certificati di idoneit almaneggio delle armi, sia tradizionali perereditare un'arma, che per uso caccia.Anche gli appartenenti alla Polizia di

    Stato, alla Guardia di Finanza ed al CorpoForestale dello Stato hanno utilizzato gliimpianti del Tiro a Segno Nazionale diOffida per le proprie sessioni di esercita-zione.In ambito amatoriale il poligono a

    disposizione dei soci 4 giorni alla settima-na; gli amatori possono cos cimentarsi siacon armi proprie, corte e lunghe, che conarmi affittate presso la Sezione, tra unavasta scelta di pistole, revolver e carabine. altrettanto possibile cimentarsi nelle

    discipline Olimpiche dell'aria compressa,anche in questo caso sia con armi proprieche con armi affittate presso la Sezione.

    In ambito sportivo ed agonistico, laSezione di Offida organizza regolarmentele competizioni federali regionali; si trattadi 5 manifestazioni, della durata di duesettimane ciascuna, nelle quali si affronta-no gli atleti della Regione, con valore dipartecipazione al campionato nazionale edi qualificazione sia alle finali primaverilidi Coppa Italia che alle finali autunnalidel Campionato Nazionale Assoluto.Nondimeno la sezione organizza gare

    ufficiali, esterne al campionato nazionalecitato; sono eventi sportivi di sicuro rilie-vo, basti pensare al fatto che in essi siaffrontano oltre 150 atleti, distinti nellediverse discipline e categorie di apparte-nenza, accompagnati dai rispettivi tecnicie, nel caso delle componenti giovanili,molto spesso da genitori ed amici., alla fine, un modo per far avvicina-

    re allo sport del tiro a segno molte perso-ne che possono provare interesse ed ini-ziare, perch no, una propria carrieraamatoriale o agonistica.A fine anno consuetudine, ormai,

    organizzare la Gara di Natale, riservataalle specialit ad aria compressa ed apertaa tutti i soci, agonisti e non, del Tiro aSegno di Offida. un modo per incon-

    IO TIRO A SEGNO... E TU?BERNARDINO CAMPITELLI (PRESIDENTE TIRO A SEGNO SEZ. DI OFFIDA)

    ASSOCIAZIONEOFFIDAVOLLEY

    Nel nuovo Palasport di Offida, dedica-to a Giovanni Vannicola, si dato inizioall'attivit di Pallavolo, per ragazzi/e dai 6ai 16 anni.L'attivit ha inizio con un corso di

    avviamento al Volley, con tecnici qualifi-cati come Rossella Cartagine, IorisanTroli, laureata in scienze motorie, FabioCiaccioni, e con i preparatori atleticiPaolo Amadio e Mauro Marselletti, lau-

    reandi anche loro in scienze motorieall'Universit di Urbino.Partecipano agli allenamenti anche

    tecnici di squadre professioniste come laVidex Royal Pat Grottazzolina, con laquale si sta avviando una proficua colla-borazione, e che ringraziamo per la parte-cipazione della squadra durante l'inaugu-razione del Palasport.Il corso di Volley, dura un mese, da fine

    giungo a fine luglio, con torneo finale chevede la partecipazione di squadre ospiti.

    Previsti 3 allena-menti settimanali illuned, mercoled evenerd dalle ore 18alle ore 20.A settembre si ini-

    zier con la regolareattivit e l'iscrizione ai campionati FIPAV.Per Informazioni contattare l'ufficio

    Servizi alla persona del Comune di Offida0736-888707, oppure Giovanni Stracci335-1367290

  • RAFFAELA FANESI

    POLPETTINE CON VERDUREPer due persone

    gr. 300 carne macinataparmigianopan grattato1 uovonoce moscata (facoltativo)sale (per l'impasto delle polpettine)1 zucchina1 melanzana piccolapomodorini pachino1 cipollasale (per condire le verdure)basilico

    PREPARAZIONEAmalgamare bene la carne macina-ta con parmigiano, pan grattato,uovo noce moscata e salee formare delle polpettine grandicome noci.

    Tagliare le verdure e tocchi dellastessa grandezza delle polpettine,aggiungere i pomodorini pachinointeri o tagliati a meta'.

    Aggiustare di sale e disporre tutto inuna teglia da forno unta d'olio.

    Cuocere in forno preriscaldato a180 per 20 minuti circa.

    trarsi, competere ma soprattutto divertirsigrazie alla particolarit delle prove di tiropreviste dal regolamento della manifesta-zione.In ambito giovanile la Sezione cura lo

    sviluppo sportivo dei giovani a partire dai10 anni di et; questo comporta un impe-gno molto gravoso di uomini e risorse,tutto ci grazie a 12 direttori ed istruttoridi tiro che lo fanno per pura passione, nonessendo retribuiti.La prima formazione di tipo stretta-

    mente ludico, e viene svolta esclusivamen-te nelle discipline Olimpiche dell'ariacompressa, pistola e carabina a 10 metri; daquesta fase si passa poi ad un approccio allacompetizione agonistica, partendo daiGiochi della Giovent (attualmente deno-minati Campionato Giovanissimi), perproseguire con il Campionato Nazionalenelle categorie Allievi, Ragazzi e Juniores.Periodicamente i nostri giovani atleti

    partecipano ad incontri formativi organiz-zati dal Comitato Regionale e dall'UnioneItaliana Tiro a Segno, sia presso le nostrestrutture, che presso altri poligoni oCentri Federali. un grande impegno, quello della

    Sezione a favore dei giovani tiratori, cheviene premiato con l' ammissione deinostri ragazzi alle finali nazionali dicategoria.Per praticare il tiro a segno con armi

    ad aria compressa sufficiente avere com-piuto il decimo anno di et; per il tiro conarmi a fuoco necessario avere compiuto14 anni.Commissari di tiro forniscono l'istru-

    zione base per iniziare:- Norme di Sicurezza (innanzitutto!)- Funzionamento dell'arma- Tecnica di tiroIl corso di tiro a segno per giovanissi-

    mi, inserito nel programma di moltiComuni italiani per i corsi di ginnasticae avviamento allo sport dei giovanissimi,consente di sviluppare la capacit di con-centrazione e controllare le emozionimentre si acquisiscono le norme fonda-mentali di sicurezza e gli elementi dellatecnica di base per raggiungere l'obbiet-tivo, il bersaglio.Praticare lo sport del tiro a segno

    facile; la Sezione del TSN ed il suo perso-nale sono pronti ad accogliervi e fornirvitutta l'assistenza per farvi conoscere que-sto affascinante sport. Potete iscrivervidirettamente o, prima dell'iscrizione,potete chiedere di effettuare una prova:siamo certi che, dopo aver provato, sareteentusiasti.

    15

    Carissime lettrici e lettori di Ophys,mi stato richiesto un pensieroper la rivista, ed io vi scrivo dal mio riti-ro, qui, tra le montagne dei Sibillini, dalSantuario dell'Ambro in cui mi trovo, pervolere dei miei superiori dal settembre2004.Anzitutto voglio ringraziare immensa-

    mente tutti gli offidani che per la mia par-

    tenza hanno manifestato la loro simpatiaed il loro affetto.Ho cercato di ringraziare a voce tutti o

    quasi, ma come dicono i classici, perinchiostro, ufficialmente, non l'ho anco-ra fatto. Questa, quindi, l'occasione giu-sta. Grazie di cuore per la cordialit concui mi avete sempre sostenuto nella varieiniziative, ecclesiali e non. Grazie alle col-laboratrici e collaboratori parrocchiali; manon posso assolutamente non ringraziarele autorit civili ed amministrative chehanno sempre avuto un occhio attento atutto ci che si prospettava di bene per ilcaro popolo affidano.Da settembre a tutt'oggi, molti offida-

    ni sono venuti a pregare quass, ma anchea trovarmi, quasi per non farmi sentiretroppo la lontana dell'amata terra. Vi rin-grazio di cuore.

    In questi mesi ne sono certamente suc-cesse tante di cose. Purtroppo sorellamorte ha spesso bussato alla porta didiverse famiglie offidane, alle quali inviola mia solidariet e partecipazione. D'altraparte, il gelido abbraccio della morte, nonha risparmiato nemmeno quel sant'uomodi Giovanni Paolo II, il gran papa polacco,al quale il buon Dio ha spalancato le portedell'eternit.Non abbiate paura di nulla, ci ha

    detto pi volte, e lo stesso incoraggiamen-to ci fa il nuovo papa Benedetto XVI. Unpapa, quest'ultimo, tedesco di nazionalitma italiano e romano di adozione, che gipi volte ha suggerito di far cadere ognibarriera per fare dell'umanit intera uninsieme perfetto.Qui tra le montagne ho tanto tempo

    per pensare a tutto e a tutti voi, ma il mio

    Marted 20.00 - 22.00

    Venerd 20.00 - 22.00

    Sabato 16.00 - 19.00

    Domenica 10.00 - 12.00

    Festivi 10.00-12.00/16.00-19.00

    Per informazioniPOLIGONO 0736/880895PRESIDENTE 347/5850512

    ORARI DI APERTURAPoligono 10-25-50 metri

    MANGIAMOQUALCOSALTRO

    DAL SANTUARIO DELLAMBROPADRE ILARINO

  • 16

    Degustare significa effettuare unesame organolettico o unaanalisi sensoriale di una sostanza (nelnostro caso il vino). Significa cio effet-tuare un esame o una analisi attraversosensi delta vista, dell'olfatto, del gusto edel tatto.Possiamo distinguere due tipi di degu-

    stazioni: il piacere: degustazione effettuata dalconsumatore (degustazione edonistica);

    il controllo tecnico: degustazioneeffettuata solamente per il controllotecnico (degustazione tecnica).Nel primo caso la degustazione sog-

    gettiva, legata cio alla sensazione pi omeno piacevole provata da quel degusta-tore, su quel tipo di vino, in quel momen-to. Nel secondo caso importantissimoottenere il massimo di obiettivit.Mentre nel primo caso il degustatore

    pu essere del tutto impreparato, nelsecondo caso il degustatore diventa unprofessionista che deve; essere tecnicamente ben preparato; conoscere bene il tipo di vino inesame;

    sapere esattamente ci che vuole rile-vare.Qualsiasi persona pu degustare un

    vino, ma affinch una consumazionediventi una degustazione necessaria unagrande attenzione e una attenta analisidelle impressioni ricevute; non solo, ildegustatore deve essere in grado di ricono-scere le sostanze che compongono un vinoe descriverle con termini precisi, classifi-carle e formulare un giudizio. Deve quindiavere una perfetta conoscenza del vino,dei suoi componenti e delle sensazioni cheogni componente d al degustatore.Deve conoscere il complesso delle sen-

    sazioni che esulano dai singolicomponenti chimici, distingue-re quelle pi importanti daquelle pi banali per la qualit.Deve saperle classificare perordine d'importanza, dalle pisemplici che sono alla base diogni vino, a quelle pi com-plesse e significative che per-mettono di ricercarne la quali-t, la nobilt e l'eventuale ori-gine. L'analisi chimica, pur per-fetta, non riuscir mai a deter-minare la qualit di un vino.Ecco quindi che la degustazio-ne diventa decisiva. Il vino una bevanda, la pi antica enobile bevanda del mondo.Civilt intere sono legate alvino. La sensibilit gustativa diogni individuo intervieneattraverso i suoi organi disenso: vista, olfatto, gusto,tatto.La prima impressione che

    un degustatore riceve assag-giando un vino la sua com-

    plessit nella diversit dei gusti. Difficile rilevare i vari gusti, ma pi difficile quantificarli. Difficilissimo rilevare le sfu-mature, le nouances ed ancor pi diffi-cile descriverle e memorizzarle.Se la chimica moderna ha scoperto e

    classificato oltre 400 componenti delvino, noi sappiamo che le varie sostanze,in piccolissima quantit, sono parecchiemigliaia. E sono queste le sostanze chedanno qualit, finezza, delicatezza, classe,armonia, fragranza e soprattutto caratteri-stica al vino.Il cervello umano paragonabile a un

    enorme computer con complicatissimi maperfetti circuiti e memorie, che ricerca,seleziona, trasmette, elabora, riconosce,registra, cataloga e memorizza le sensazio-ni ricevute dagli stimoli esterni. Bastasolamente usarlo; volerlo usare.Il corpo umano porta in ogni sua parte

    esterna i terminali di questo calcolatore.Quindi al cervello arrivano gli stimoli

    anche minimi, della vista, olfatto, gusto etatto. Le quantit dei risultati, in base aglistimoli ricevuti, sono infinite e inimmagi-nabili. Quando si pensi, nel nostro caso,che un vino pu essere completamentediverso da un altro della stessa qualit,solamente per la diversa esposizione delterreno, possiamo giudicare da noi stessiquale enorme possibilit di ricezione ha ilcervello umano.Se poi calcoliamo che uno stesso viti-

    gno pu essere diverso per: terreno, por-tinnesto, sistema di allevamento, quantitprodotta, concimazione, esposizione,epoca di raccolta, sistema di vinificazioneconservazione ecc., e se questi fattori ven-gono moltiplicati per le diverse qualit divitigni o uvaggi, il discorso diventa vera-mente vasto.Il lettore non si spaventi. Non si

    richiede una perfezione di questo genere.Sarebbe impossibile. L'importante cono-scere la base essenziale della tecnica degu-stativa, gli organi di senso, i componentidel vino. Esercitare i nostri organi nella

    IL GUSTO DEL VINO - DEGUSTAZIONEUMBERTO SVIZZERI

    pensiero di prevalenza si ferma ad Offida,dove la Provvidenza mi ha messo al servi-zio dei fratelli per 21 anni. Spesso questopensiero diventa nostalgia; umana-mente comprensibile, soprattutto in alcu-ne circostanze.Ho rivisto tantissimi amici per festa di

    Croce. Credetemi, che nel viaggio di ritor-no, qualche furtiva lacrima l'ho dovutaingoiare!Va bene, perch un po' di riposo fa

    bene, purch sia veramente un po' diriposo!

    Auguro di cuore pieno successo adOphys e a tutte le iniziative: sono coseimportanti, perch sgorgano da cuoriinnamorati della propria terra. Auguro atutti di passare un lieto e meritato periododi riposo, che ad Offida coincide con lefeste agostane, con i loro programmi ediniziative. Spero di essere presente, altri-menti ci sar con il pensiero e con ilcuore.Nella speranza di rivederci presto, vi

    saluto cordialmente.Qualcuno, o meglio, tutti, mi hanno

    chiesto: Ilarino, come stai all'Ambro?Io, attraverso queste righe, a tutti rispon-do: Io sto (voce del verbo stare, starefermo) all'Ambro!Cordialmente,Ilarino

  • ricerca dei profumi, degli aromi, dei gustisemplici per poi passare a quelli pi com-plessi. Dove poi non arriva la tecnica, lapreparazione, la vocazione del grandedegustatore arriver la poesia

    EDUCAZIONE SENSORIALEPer comprendere l'educazione senso-

    riale bisogna essere appassionati a questabranca di studio e conoscere bene la mate-ria; nel nostro caso il vino.L'educazione sensoriale, parte innata,

    parte acquisita, inizia con la nascita etutta la vita una ricerca, un perfeziona-mento.Diremo che la parte meno appari-

    scente, forse la pi dimenticata, quella chenon si insegna mai.Una sensazione presa a se stante non

    ha alcun significato se non se ne conoscela provenienza.Ogni sensazione, che un fatto fisico,

    in correlazione con uno mentale che psichico.Ad esempio l'occhio vede il fuoco

    (sensazione fisica) e pensa subito all'ustio-ne (sensazione psichica).L'occhio vede il semaforo rosso (sensa-

    zione fisica) e pensa subito alla contrav-venzione (sensazione psichica).L'occhio vede una rosa (sensazione

    fisica) e pensa subito al profumo (sensa-zione psichica).Educazione sensoriale significa pertan-

    to dare un nome a ogni sensazione e dareuna sensazione ad ogni nome.ineducazione sensoriale significa non

    avere abbastanza nomi per le sensazioni enon avere abbastanza sensazioni memoriz-zate per i nomi.L'uomo registra in media una sensazio-

    ne al secondo. Non tutte vengono memo-rizzate. La cosa sarebbe impossibile.Vengono per registrate dal subcoscientesenza venire immediatamente ragionate.

    Tutto ci d un bagaglio chiamatosegnale.Segnale la sensazione convenzionale

    pi il significato. Il segnale diventa quindiuna forza condizionante, costringentedella vita umana.

    CONSIGLI AL DEGUSTATOREPrima regola per un degustatore

    quella di non lasciarsi condizionare.Prima di iniziare una degustazione

    deve decondizionarsi, diffidando di tuttoci che deve degustare, delle apparenzeesterne e di eventuali giudizi in preceden-za espressi da altre persone.E' bene avere una attitudine riflessiva

    e critica.Non deve mai dire che un vino rosso

    prima di averlo degustato. Potrebbe essereun bianco colorato. In degustazione biso-gna quindi aprirsi alle nuove sensazioni.Aprirsi alle nuove sensazioni significaentrare in un mondo nuovo diverso, in unmondo a cui non avevamo mai pensato.Bisogna esasperare l'analisi sensoriale finoa voler conoscere tutto, fino in fondo,senza mai darsi per vinti. Per arricchire ilnostro archivio aromatico personale biso-gna annusare tutto ci che ci circonda,memorizzando sempre le sensazioni colnome della sostanza che l'ha determinata.Annusare pertanto i fiori associandoli

    ai profumi. Ci abitueremo quindi ad annu-sarli a occhi chiusi e a riconoscere il fioredalla sensazione.Annusare allo stesso modo le piante

    aromatiche, la frutta, le piante secche, itabacchi, i diversi odori che possono capi-tare all'olfatto.Annusare i piatti del cibo, cercando,

    quando si mangia di distinguere gli aromi,risalendo quindi agli ingredienti e chie-dendo conferma ai cuochi.Annusare aromi non contraffatti; pro-

    fumi femminili se derivati da profumi difiori o comunque profumi semplici.Mangiando caramelle alla frutta, al

    liquore, o comunque aromatizzate cercaredi riconoscere l'essenza pre-sente.

    CONSIGLI PER LACOLLEZIONE DELLE

    SENSAZIONIDal momento in cui si

    riesce a distinguere le sensa-zioni, bisogna rifiutare quel-lo che contraffatto e ricer-care ci che autentico.Cosa non facile da ottenersi,in quanto la gente non amale cose che non hanno gustoe odore; ama invece le cosecon odori e gusti artificiali.Ama le sensazioni gradevoli

    ma molto forti. Ci caratteristico dellesensazioni volgari.Le sensazioni gradevoli sono sempre le

    pi tenui, le pi fugaci. Le sensazioni gra-devoli sono talvolta al limite dello sgrade-vole. Diventano gradevoli solo in quantocontenute in bassa concentrazione. Siveda ad esempio la frollatura della carne,in special modo della selvaggina. La frol-latura non che una decomposizione chedeve essere arrestata (cottura) al limitegiusto.Le sensazioni gradevoli sono talvolta

    al limite dello sgradevole in quanto inu-suali. La gente, in genere, giudica cattivoci che non usuale.Gli specialisti dell'analisi sensoriale

    sono gli specialisti dell'olfatto. Minorimportanza riservata al gusto, in quantoanche il gusto (ed qui che avvienesovente la confusione) sente col naso.Di questo tratteremo pi avanti.Gli specialisti dell'olfatto (fabbricanti

    di essenze, di profumi femminili) riesconoa riconoscere anche duemila profumi sem-plici e distinguere trenta, quaranta profu-mi semplici in una miscela.Ricordiamo infine, per l'educazione e

    la salute olfattiva, di rifuggire dagli odoriviolenti e continuati, dagli scarichi indu-striali o comunque dagli odori continuiche portano ad assuefazione e desensibiliz-zazione dei ricettori olfattori.

    LA SALA DA DEGUSTAZIONEIl locale destinato alla degustazione ha

    una notevole importanza sul risultato stes-so dell'esame organolettico. L'esperienzaha infatti dimostrato che le condizioni incui opera un degustatore (rumore, luce,ambiente) hanno una notevole influenzasui risultati finali indipendentemente dal-l'abilit del soggetto.Il locale dovr quindi essere piacevole,

    con tinteggiature chiare e uniformi, nonbianche. I colori chiari infatti creano unaatmosfera distensiva. La tinta biancainnervosisce.

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    AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO - Una risorsa per soggetti fragiliADRIANA COLLETTA - ASSISTENTE SOCIALE - E-MAIL:[email protected]

    Per l'esperienza maturata in tantianni di professione come assistentesociale, alle dipendenze dell'Istituto SantoStefano di Porto Potenza Picena, inambiente ospedaliero, e sul territorio pres-so il centro ambulatoriale di riabilitazionedi San Benedetto del Tronto, voglio tra-smettere la mia soddisfazione per la nuovalegge sulla protezione dei soggetti fragili.Gi da tempo, la legge prevede due

    forme di tutela in favore di chi non ingrado di provvedere alla gestione dei pro-pri interessi: l'interdizione e la inabilita-zione.

    L'interdetto la persona che si trovain condizioni di completa mancanza di

    capacit di agire; non pu compiere dasolo atti di ordinaria amministrazione, ngli atti di straordinaria amministrazione. Iltribunale nomina un tutore.

    L'inabilitato la persona che si trovain condizione di ridotta capacit di agire;pu compiere gli atti di ordinaria ammini-strazione mentre per gli atti di straordina-ria amministrazione deve essere assistitada un curatore stabilito dal tribunale.I due procedimenti sono assegnati alla

    competenza del tribunale con l'assistenzadi un legale (spesa legale).La cultura della tutela stenta a