Paolucci, Signorini LA STORIA IN TASCA - Vol.5...

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Paolucci, Signorini LA STORIA IN TASCA - Vol.5 Zanichelli 2012 con lezioni di Cittadinanza e Costituzione

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CECHI

FRANCESI

NORVEGESI

SPAGNOLI

RUSSI BIANCHI

SVEDESI

INGLESI

TEDESCHI

SVIZZERI

TEDESCHI

DANESI

OLANDESI

SERBI

BULGARI

RUMENI

GALLESIIRLANDESI

SCOZZESI

BRETONI VALLONI

GALIZIANI

BASCHI

CATALANI

SLOVACCHI

UNGHERESI

POLACCHI

LETTONI

LITUANI

ESTONI

FINLANDESI

RUSSI

UCRAINI

MOLDAVI

CROATI

MACEDONI

GRECI

UNGHERESI

TEDESCHI

TURCHI

FIAMMINGHI

BOSNIACI

AUSTRO-TEDESCHI

ITALIANI

ALBANESI

SLOVENI

PORTOGHESI

MAREDEL NORD MAR

BALTICO

MAR NERO

OCEANOATLANTICO

MARE MEDITERRANEO

LEuropa delle etnie

Limiti fra le etnie Principali zone di insediamento ebraico

LEUROPA DI FINE OTTOCENTOFRA UNIT E FRAMMENTAZIONE

La cartina rappresenta lEuropa delle etnie, raggruppamenti umani che si riconoscono in elementicomuni quali laspetto fisico, la lingua e le tradizioni culturali. Confronta la carta qui riprodotta conquella in apertura e poi rispondi alle domande.

a. Nella seconda met dellOttocento limperorusso comprendeva, oltre ai Russi, nume-rosi altri popoli, sia in Europa che in Asia.Quali sono i popoli europei che fanno partedellimpero russo?

b. Limpero austro-ungarico comprendeva,oltre agli Austro-tedeschi, numerosi altri po-poli. Quali sono? Comprendeva anche degliItaliani? Dove?

c. Soggette allimpero ottomano erano ancora,nella penisola balcanica, alcune popolazioninon turche. Quali sono?

d. Quale forte minoranza etnica (una etniameno numerosa di quella dominante) facevaparte dellimpero germanico?

e. Quali popolazioni diverse facevano parte delBelgio?

f. Quali minoranze etniche facevano parte del-la Spagna? E della Francia?

g. Quattro erano le etnie maggiori che faceva-no parte della Gran Bretagna. Quali erano?

h. Quale popolazione viveva dispersa nellEu-ropa centro-orientale, soggetta allimperorusso e allimpero austro-ungarico?

i. La presenza di tante etnie allinterno di ununico stato ne avr favorito o ostacolatolunit nazionale?

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Il logoramento degli antichi imperi

1.1 LIMPERO AUSTRO-UNGARICO:DUE STATI, MOLTE NAZIONALIT

LAUSTRIA E LUNGHERIA SONO DUE STATI SOVRANI CHEHANNO UN SOLO IMPERATORE Al centro dellEuropa, alliniziodel Novecento, limpero asburgico era governato dallimperatore France-sco Giuseppe, che era salito al trono nel 1848. Era uno stato multinazionale,indebolito da divisioni etniche e sociali. Dal 1867, infatti, limpero era co-stituito come una doppia monarchia:

1) della monarchia austriaca facevano parte, oltre allAustria, anche laBoemia, la Galizia polacca, la Slovenia, il Trentino e la Venezia Giulia;

2) della monarchia ungherese facevano parte con lUngheria la Slo-vacchia, la Croazia e la Transilvania.

Tra lAustria e lUngheria vi erano forti tensioni, specialmente a causadella grande aggressivit del partito che lottava per lindipendenza nazio-nale ungherese.

LE DIVERSE NAZIONALIT SONO IN CONTRASTO In Au-stria prevaleva letnia tedesca. Le altre nazionalit dellimpero, dopo le lottedellOttocento, avevano ottenuto il diritto al bilinguismo (luso della pro-pria lingua accanto a quella tedesca) e varie altre forme di autonomia.

In Ungheria, dove prevaleva letnia magiara, la situazione era diversa:i diritti delle minoranze rumena, tedesca, slovacca, croata e serba eranoignorati dalla maggioranza magiara. Le tensioni pi aspre erano in Croazia,nella penisola balcanica, dove le popolazioni slave (soprattutto i Croati e iSerbi) aspiravano a costituire uno stato indipendente, che unificasse tuttigli Slavi del sud. La questione si aggrav dopo lannessione, nel 1908, daparte dellimpero asburgico, della Bosnia-Erzegovina, una estesa regionepopolata in gran parte da Slavi, gi appartenente allimpero ottomano.

BilinguismoIn un territorio si ha bilin-

guismo quando due linguesono riconosciute ufficial-mente e parificate sia sulpiano amministrativo sia

delluso quotidiano.

Limperatore FrancescoGiuseppe in un ritratto

degli anni CinquantadellOttocento. (Milano,

Civica raccolta stampeBertarelli)

Budapest

Vienna

Praga

Trieste

AustriaUngheria

BoemiaMoravia Slovacchia

Galizia

Croazia Slavonia

Carniola

Transilvania

BosniaErzegovina

Trentino

Dalmazia

GERMANIA

ROMANIA

SERBIAITALIA

RUSSIA

BULGARIAMAREADRIATICO

Italiani

Nazionalit dellimperoasburgico

Ladini

Sloveni

Tedeschi

Croati

Serbi

Bosniaci

Boemi e Moravi

Polacchi

Slovacchi

Magiari

Rumeni

Ruteni

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CAPITOLO 1

DI FRONTE ALLE TENSIONI ETNICHE IL GOVERNO IMPE-RIALE DEBOLE E CONTRADDITTORIO Le tensioni etnicheerano un grave motivo di debolezza per limpero. Esse qualche volta as-sumevano forme violente e terroristiche. Pi spesso i rappresentanti del-le minoranze bloccavano i lavori del parlamento di Vienna, con forme diostruzionismo: pronunciavano discorsi interminabili, interrompevanole votazioni, si allontanavano dallaula, impedivano, insomma, con ognimezzo al parlamento di deliberare. La difficolt della situazione spingeva iministri di Francesco Giuseppe a decisioni e provvedimenti autoritari cheinasprivano le tensioni invece di risolverle.

LOSVILUPPOECONOMICODISEGUALEELEDIFFERENZESOCIALI SONO GRANDI Anche la societ mostrava grandi disugua-glianze. Fra lOtto e il Novecento lindustria ebbe un notevole sviluppo inAustria e in Boemia, mentre leconomia dellUngheria e della Transilvaniacontinu a basarsi su unagricoltura arretrata e povera. Tra il 1890 e il 1900,circa un milione e mezzo di persone emigr da queste regioni negli StatiUniti. Al vertice della societ continuava a rimanere unaristocrazia, chebasava il suo potere (e il suo tenore di vita principesco) su sterminate pro-priet terriere: in Ungheria, per esempio, l1% della popolazione possedevapi del 50% della terra. Solo nelle regioni pi progredite si andava forman-do una moderna borghesia imprenditoriale, che era tuttavia ancora scarsadi numero e povera di mezzi.

OstruzionismoImpedimento dellattivitdi unassemblea operatodalle minoranze con ognimezzo regolamentareaffinch riesca impossibiledeliberare.

Roma Istanbul

Belgrado

Vienna

SarajevoBucarest

Sofia

DurazzoSalonicco

Atene

BosniaErzegovina

(1908 allAustria)

IMPEROAUSTRO-UNGARICO

REGNODITALIA

IMPERORUSSO

IMPEROTEDESCO

SVIZZERA

MONTENEGRO

SERBIA(1882) BULGARIA

(1908)

ROMANIA(1881)

GRECIA

ALBANIA(1912) IMPERO

OTTOMANO

Dodecaneso(allItalia 1912)

Creta(alla Grecia 1913)

MAR NERO

MAR MEDITERRANEO

Gli Stati balcanici (1914)

Confine ottomano nel 1830 Confine ottomano nel 1912

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Il logoramento degli antichi imperi

LA TRADIZIONE IMPERIALE ASBURGICA ANTICA E VE-NERATA Da tempo per tutti questi motivi limpero asburgico era incrisi. Un suo grande punto di forza restava lantichit della sua tradizioneimperiale. La figura dellimperatore, soprattutto, costituiva nellimpero unsimbolo unificatore molto potente, che si collocava al di sopra delle nazio-nalit e delle loro diversit. Era una figura autorevole, molto amata dallamaggioranza dei sudditi, che lo consideravano un padre buono e giusto.

Cerano nellimpero anche altri elementi di forza.Innanzitutto un esercito fedele e ben addestrato. Poi, una burocrazia one-

sta e efficiente, che garantiva il buon funzionamento dellamministrazionepubblica: il fisco, le scuole, i servizi postali, per esempio. La magistratura au-striaca era considerata un esempio di imparzialit anche dalle minoranze,come gli Italiani del Trentino e i Polacchi della Galizia. Infine, la dinastia re-gnante, gli Asburgo, rimasta fedele al cattolicesimo fin dai tempi della Rifor-ma protestante, poteva fare affidamento sullappoggio della Chiesa cattolica.

1870 1880 1890 1900 1910 1920186018501840

1867lUngheria diventaun regno autonomo

1882Triplice Alleanza

1854sposa Elisabettadi Baviera (Sissi)

1861regno dItalia

1866lItalia annette

il Veneto

1898Elisabetta viene

uccisa daun anarchico italiano

1908annessionedella Bosnia

1916FrancescoGiuseppemuore

1848FrancescoGiuseppe

diventaimperatore

TENSIONI FRAETNIE SOPRATTUTTO

NELLA PENISOLABALCANICA

(lUngheria vuolelindipendenza)

TENSIONIFRA

AUSTRIA E UNGHERIA

MOTIVI DI DEBOLEZZA

(Serbi e Croati voglio-no lindipendenza)

SQUILIBRIECONOMICI

DISUGUAGLIANZESOCIALI

IMPERATORESIMBOLO DI UNIT

PUNTI DI FORZA

LIMPERO DI FRANCESCO GIUSEPPE

BUROCRAZIAEFFICIENTE

BUONFUNZIONAMENTO

DELLAMMINISTRA-ZIONE PUBBLICA

ESERCITOFEDELE E BENADDESTRATO

Stemma del KaiserFrancesco Giuseppe I

dAustria. Il mottoviribus unitis, con le

forze unite, testimonialo sforzo di unire

gruppi etnici diversiin un unico impero.

Stendardo di H. Strll.

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CAPITOLO 1

1.2 LAGONIA DELLIMPERO OTTOMANO

NON TUTTI I SUDDITI DELLIMPERO ACCETTANO LAUTO-RIT RELIGIOSA DEL SULTANO Anche limpero ottomano, cheera sorto agli inizi del XIV secolo ed era giunto al culmine del suo splen-dore e della sua espansione nel secolo XVI, era da tempo, come limperoasburgico, in grave crisi.

Allorigine di questa crisi cerano, prima di tutto, difficolt interne. Lau-torit religiosa dellimperatore, il sultano, su tutti i musulmani era messain discussione da cospicue minoranze religiose, come gli sciiti dellIran, eda movimenti cosiddetti di rinascita islamica, che predicavano il ritornoallislam delle origini [ Sunniti e sciiti].

Ritornare allislam delle origini significava purificare la religione dallecontaminazioni che essa aveva subito a causa dei contatti con i pagani poli-teisti e soprattutto con gli stranieri occidentali. Comune a tutti i movimentidi rinascita fu lostilit verso qualsiasi innovazione moderna, sia tecnologi-ca che politica. La colpa pi grave era il contatto con gli infedeli. Da questibisognava fuggire, come un tempo aveva fatto Maometto dalla Mecca, edichiarare contro di loro la guerra santa.

LE POTENZE EUROPEE SI IMPADRONISCONO DI MOLTEE VASTE REGIONI Dalle difficolt del sultano di Costantinopoli cer-cavano di trarre vantaggio le potenze europee. Nella prima met dellOt-tocento esse appoggiarono le rivolte delle popolazioni balcaniche di fedecristiana che si ribellavano allimpero. Con il loro aiuto si costitu nel 1818uno stato serbo autonomo e, nel 1829, il regno indipendente di Grecia.

Contemporaneamente le regioni caucasiche fra il mar Nero e il mar Ca-spio, la Georgia, lArmenia e lAzerbaigian, furono occupate dalla Russia.

Nella penisola balcanica, ai confini europei dellimpero che arretravanosempre di pi, il Montenegro, la Bulgaria e la Romania formarono nel 1878una fascia di stati indipendenti e fra loro rivali. Nel 1908 la Bosnia e lErze-govina furono annesse allimpero degli Asburgo.

Il principe serbo MiloObrenovic che combattcontro limpero ottomanoper lautonomia delsuo paese. Ritrattodella prima met delXIX secolo. (Belgrado,Museo nazionale)

I Greci festeggiano la loroindipendenza dallimperoottomano accogliendoil re Ottone I di Grecianel 1833 ad Atene.Dipinto della primamet del XIX secolo.(Monaco, NeuePinakothek)

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Il logoramento degli antichi imperi

In Africa, infine, dove la Francia aveva iniziato fin dal 1830 la conquistadellAlgeria, furono occupate in una trentina danni anche la Tunisia (dallaFrancia), lEgitto e il Sudan (dallInghilterra) e infine la Libia e il Marocco(rispettivamente dallItalia e dalla Francia).

SI ESTENDE LA PENETRAZIONE ECONOMICA DEGLI EURO-PEI NELLIMPERO Accanto alloccupazione politica e militare prosegui-va inarrestabile anche la penetrazione economica dellEuropa. Nei paesi arabisoggetti allimpero e nella Turchia le industrie europee trovavano sia vasti

VITA RELIGIOSA

Sunniti e sciiti

Come profeta, Maometto non po-teva avere dei successori. Egliera, per i musulmani, il sigillo deiprofeti, cio, con lui, dopo Abramo,i profeti di Israele e Ges, la serie deiprofeti si era conclusa.

Ma Maometto era stato anche ilcapo politico dello stato islamico:come tale, doveva avere dei succes-sori. Perci, alla sua morte, i suoi pistretti collaboratori scelsero uno di

loro, Abu Bakr, perch assumesse laguida della comunit e dello stato. Iltitolo di re era odioso ai musulma-ni e Abu Bakr scelse per s il titolodi califfo, una parola araba chesignificava sia rappresentante (diMaometto), sia successore. Cos fufondato il califfato, la suprema ca-rica politica e religiosa, che guid permolti secoli la comunit islamica.

Coloro che riconobbero la legitti-

Istanbul

Russia

Ungheria

Austria

Algeria

Mesopotamia

Khanatodi Crimea

Croazia

Bosnia

MontenegroAlbania

Grecia

Macedonia

Bulgaria

Rumelia

Romania

Moldavia

Serbia

Tunisia

Tripolitania CirenaicaEgitto Arabia

Libano

Palestina

Siria

AnatoliaKurdistan

Armenia

Georgia

Azerbaigian

Persia

Creta

Rodi Cipro

MAR MEDITERRANEO

MAR NERO

MARCASPIO

Il declino dellimpero ottomanoTerritori perdutinel 1740-1770

Limpero ottomanonel 1832

Territori sotto il controllo dell'imperoottomano nel 1832

Maometto dichiaraAl suo successore.

(Edimburgo,University Library)

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CAPITOLO 1

mercati dove vendere i loro prodotti, sia molte delle materie prime di cui leloro fabbriche avevano bisogno: seta, cotone, olio per fabbricare saponi

Dopo la guerra franco-prussiana del 1870 linvadenza economica e lin-fluenza politica della Germania divennero predominanti. Nel 1903 impresetedesche ottennero dal sultano la concessione di costruire e di gestire unalinea ferroviaria, che da Scutari (di fronte a Istanbul) doveva giungere finoa Baghdad nellIraq e fino a Bassora, sul golfo Persico.

Il progetto della ferrovia di Baghdad allarm sia lInghilterra che la Rus-sia, perch metteva in evidenza le ambizioni tedesche di giungere a un con-trollo dei giacimenti petroliferi iracheni e di affacciarsi sul golfo Persico, unluogo di eccezionale importanza strategica.

mit dei primi califfi furono chiamatisunniti, da sunna, una parola arabache significa tradizione.

Ci furono anche molti musulmaniche non accettarono Abu Bakr e il ca-liffato e videro invece in Al, parentedel Profeta e marito di sua figlia Fa-tima, il legittimo successore. Gli op-positori del califfato furono chiamatisciiti, da shia, unaltra parola arabache significa fazione, partito po-litico. Lislamismo sciita ancora oggisi contrappone allislamismo sunnita.

Lislamismo sciita diffuso soprat-tutto nellIran e nei paesi confinanti:in Pakistan e in India, in Afghanistan,nellAsia centrale e in Iraq. La sua in-fluenza sta ora estendendosi anchenellArabia Saudita, nel Libano e tra imusulmani del continente africano.

Diversamente da quello sunnita,lislamismo sciita ha un clero potenteed molto pi rigoroso e intolleran-te. I suoi ayatollah sono consideratii legittimi interpreti viventi dei dettidel Profeta.

AyatollahDallarabo ayatu-llah,miracoloso segno di Dio, la massima autoritreligiosa dellislam sciita.Layatollah possiedeparticolari doti disaggezza, di preparazioneteologica, moralit ededizione alla collettivit.

ASPIRAZIONEALLINDIPENDENZA

DI POPOLI SOGGETTI

INVADENZA ECONOMICADELLA GERMANIA

OCCUPAZIONE STRANIERADI TERRITORI DELLIMPERO

CAUSE DELLA DEBOLEZZADELLIMPERO OTTOMANO

APPOGGIO EUROPEOALLE POPOLAZIONI

BALCANICHE IN RIVOLTA

MALCONTENTO DELLEMINORANZE RELIGIOSE

19101840 1850 1860 1870 1880 1890 1900183018201810

1879indipendenza

di Montenegro, Bulgaria,Romania

1908annessione allAustria di Bosnia-

Erzegovina: i Giovani Turchiprendono il potere

1829indipendenza

della Grecia

1830inizio della conquistafrancese dellAlgeria

1818autonomia

della Serbia

Limpero ottomano inuna vignetta satirica deiprimi anni del Novecento raffigurato come unregime sanguinarioma ormai stanco eabbattuto, preda dellepotenze europee.

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Il logoramento degli antichi imperi

1.3 RIFORMATORI E NAZIONALISTITURCHI

COMINCIANO A DIFFONDERSI NELLIMPERO OTTOMANOI MODELLI DI VITA EUROPEI Insieme alle armi e al denaro, gli eu-ropei portarono nel mondo islamico anche i loro modelli di vita politica esociale. Erano modelli che rivelavano a tutti i musulmani lo stato di arretra-tezza nel quale vivevano. In un primo momento linferiorit nei confrontidelloccidente fu considerata un problema solamente militare e tecnologi-co. Perci i sultani ottomani istituirono scuole militari e scuole superiori adindirizzo tecnico-scientifico, in cui laddestramento degli allievi era affida-to ad istruttori europei.

Presto per intellettuali e politici si resero conto che la potenza degli eu-ropei dipendeva, pi che dalla superiorit negli armamenti e nelle arti mi-litari, dai loro sistemi politici e dalla loro organizzazione sociale ed econo-mica. Mentre la societ musulmana restava immersa nellignoranza e nellapovert ed era dominata dal dispotismo dei sultani e dei vari signori locali,la democrazia e le riforme permettevano alle societ occidentali di progre-dire sulla via di una libert e di un benessere sempre maggiori. Per questogli Europei dovevano essere imitati.

I SULTANI TENTANO DI FARE QUALCHE RIFORMA Cos nelcorso dellOttocento fu fatto qualche tentativo di riforma. Venne procla-mata luguaglianza di tutti i sudditi ottomani, senza distinzione di fede e dirazza; furono istituiti tribunali statali laici, in sostituzione dei kad, i giu-dici islamici, che si fondavano, per le loro sentenze, sulle norme stabilitedal Corano; fu promulgata una legge che introduceva la propriet privatadella terra, con il diritto di comprarla, di venderla, di ereditarla, mentre inprecedenza tutte le terre dellimpero ottomano erano considerate proprietesclusiva dellimperatore.

Ma queste innovazioni contrastavano radicalmente con la tradizioneislamica e gli stessi sultani che le proclamavano spesso non avevano nlenergia, n la volont di farle applicare.

Nel 1876, per esempio, il sultano Abd al-Hamid II promulg una costitu-zione, che istituiva un parlamento elettivo, ma, dopo due anni, la sospese econdann a morte o al carcere i riformatori che ne presero le difese.

IL PARTITO NAZIONALISTA DEI GIOVANI TURCHI PRENDEIL POTERE La repressione apr fra il sovrano e i riformatori una insana-bile frattura, che sfoci in un colpo di stato. Nel 1908 un gruppo di ufficialie di funzionari turchi, appartenenti al movimento riformatore e naziona-lista dei Giovani Turchi suscit una ribellione nellesercito e si impadrondi fatto del potere, anche se, di nome, il sultano continuava a mantenere lasovranit.

I Giovani Turchi si differenziavano dai precedenti movimenti riforma-tori perch, mentre ritenevano anchessi urgente modernizzare lo stato ot-tomano, prendendo a modello i regimi europei, erano, nello stesso tempo,

Il sultano Abd al-Hamidin una apparizionepubblica del 1908.

(LIllustration / Sygma)

Auto blindate deiGiovani Turchi entrano aIstanbul dopo la vittoria.

Fotografia del 1909. (FotoT. Grant / John Hillelson

Collection, Londra)

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CAPITOLO 1

nemici irriducibili del dominio straniero. Nella modernizzazione essi vede-vano unindispensabile premessa alla nascita di una potente nazione.

IL REGIME DEI GIOVANI TURCHI OPPRIME LE MINORANZENAZIONALI Fare dellimpero ottomano uno stato nazionale volevadire porre fine al grande ed esteso impero multinazionale ottomano. Il pri-mo passo su questa via sarebbe stato il concedere alle molte nazionalit checoesistevano al suo interno gli Arabi, i Macedoni, i Libanesi, gli Armeni, iCurdi unampia autonomia, se non proprio lindipendenza. Questo passoi Giovani Turchi non lo vollero fare; anzi, il regime da loro instaurato neiconfronti delle minoranze fu altrettanto oppressivo del regime dei sultani[ Fonti. Il genocidio del popolo armeno].

IL NAZIONALISMO TURCO ENTRA IN CONFLITTO CONIL NAZIONALISMO ARABO I Giovani Turchi vollero affermare lasupremazia turca sugli altri popoli imponendo luso della lingua turca edesaltando le glorie storiche turche. In questi tentativi si scontrarono con ilnascente nazionalismo arabo.

Il turco, infatti, era sempre stata la lingua della burocrazia imperiale,ma larabo era la lingua del Corano, quella nella quale Allah, per mezzo diMaometto, si era rivolto al mondo; era la lingua della religione ed era an-cora predominante nelle scuole e nelle istituzioni educative. Per quantoriguardava le glorie storiche, il passato degli Arabi non era di certo menoglorioso di quello dei Turchi. Anche il dominio militare dei Turchi era sta-to subto dagli Arabi, ma mai del tutto accettato.

Cos il risultato di una politica che voleva imporre il predominio tur-co fu, allopposto, quello di rafforzare negli Arabi, assieme alla coscienza eallorgoglio della loro nazionalit, la volont di resistere. Una delle formeche assunse la loro resistenza fu la fondazione di societ e di partiti ispiratial nazionalismo, spesso costretti ad operare in clandestinit, a causa dellastretta sorveglianza poliziesca dei Turchi.

Stato nazionale/Stato multinazionaleQuando la popolazionesu cui ha giurisdizioneuno stato (che lorganizzazione politicadi un insieme di personestanziate stabilmente suun territorio) coincidecon una nazione (che un insieme di individuilegati da una storia,una lingua, una culturacomuni, consapevolidella propria unit), siha lo stato-nazione. Sele nazioni, ossia le etnie,sulle quali ha giurisdizioneuno stato sono pi di una,allora lo stato definitomultinazionale.

I Giovani Turchi entranotrionfanti a Istanbulnel 1909. (Foto T.Grant / John HillelsonCollection, Londra)

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La questione armena nasce verso la fine dellOttocento quando que-sto gruppo etnico storicamente stanziato tra il Caucaso e lAnatoliaorientale, di religione cristiana, chiede al sultano ottomano Abd al-Hamid II lindipendenza. Hamid risponde con i massacri hamidiani,ovvero con luccisione di decine di migliaia di Armeni consumata trail 1894 e il 1896.

La recente invenzione del telegrafo (1890) fece s che la notizia diquanto stava accadendo sul territorio ottomano si diffondesse rapida-mente in Europa, suscitando la condanna dellopinione pubblica dellenazioni occidentali.

Qui puoi osservare una delle numerose illustrazioni che denunciaro-no il sultano come il sanguinario artefice degli eccidi, comparsa sullacopertina del 16 agosto 1902 della rivista satirica francese Lassiet-te au beurre (Il piatto di burro, un modo per indicare opulenza,benessere). In basso la breve frase, Le grand saigneur, che giocatra saigner, scannare, cavare sangue e seigneur signore in sensonobiliare, termini che si pronunciano allo stesso modo: dunque il gransignore, ma anche il grande trucidatore.

A proposito di questo tipo di illustrazioni scrive lo studioso MarcelloFlores:

Uno stereotipo creato dalla stampa europea dellepoca [] quello del sultano sanguinario. interessante notare come,a decenni dai massacri, si ritrover nella stampa europea lafigura persistente del sultano rosso, ormai da tempo lonta-no dalla politica, eppure ancora rappresentato come il primoresponsabile delle ormai sempre pi frequenti violenze con-tro gli armeni. Evidentemente, lidea della violenza efferata ebestiale resta assolutamente attuale nellimmaginario euro-peo da sempre sensibile al nemico turco.

(M. Flores, Il genocidio degli armeni, Il Mulino 2006)

Attivit

a. Osserva con attenzionelimmagine qui riprodottae poi descrivila sul tuoquaderno. Di che tipo didocumento si tratta? Chi lautore? A che annorisale? A chi rivolto?

b. Qual lo scopo che vole-va raggiungere lautore?

c. Quali sono gli elementidellimmagine che pi tihanno colpito?

d. Come mai, a tuo pare-re, lopinione pubblicaoccidentale fu moltosensibile alle notizie dellaviolenza contro gli Arme-ni? Per rispondere, leggicon attenzione il brano diFlores.

e. In particolare, come mailimmaginario europeo definito da Flores dasempre sensibile al nemi-co turco?

Il genocidio del popolo armeno

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CAPITOLO 1

1.4 LIMPERO RUSSO: UN GIGANTEDAI PIEDI DARGILLA

UN IMPERO MULTINAZIONALE E STERMINATO CON UNAPOPOLAZIONE CONTADINA MOLTO POVERA Limpero rus-so era lo stato pi vasto del mondo. Si estendeva dalle coste del mar Balticofino alloceano Pacifico e comprendeva popoli appartenenti a pi di centonazionalit diverse, con differenti lingue e culture. Il paese era quasi to-talmente agricolo. La terra apparteneva agli zar e a un piccolo numero dinobili proprietari; diversi milioni (i nove decimi della popolazione) erano icontadini che la coltivavano.

Per gran parte del XIX secolo i contadini russi furono servi della gleba,legati alla terra e al padrone per tutta la vita, privi di ogni diritto e costrettia unesistenza miserabile.

UNA RIFORMA AGRARIA FALLITA Neppure labolizione dellaservit della gleba introdotta con la riforma agraria fatta dallo zar Ales-sandro II nel 1861 riusc a migliorarne le condizioni [ Labolizione del-la servit della gleba scontenta tutti].

Solo i contadini pi agiati (i kulaki) che erano riusciti a mettere da partequalche risparmio, trassero vantaggio dalla riforma. Ma i kulaki erano unaminoranza. Gli altri contadini, ridotti al rango di lavoratori a giornata e spessodisoccupati, nella maggior parte furono pi oppressi e pi miseri di prima.

POPULISTI E SOCIALISTI SI OPPONGONO ALLAUTOCRA-ZIA DEGLI ZAR La Russia era unautocrazia, cio una monarchia as-soluta il cui sovrano aveva un potere senza limiti. Non esistevano n co-stituzione, n parlamento, n partiti politici. Nella seconda met del XIXsecolo si formarono, fra gli studenti e gli intellettuali delle citt, gruppi diopposizione al regime zarista, come i populisti, che si misero al serviziodelle masse contadine, per soccorrerle e istruirle. Pi tardi, quando il movi-mento acquist un carattere rivoluzionario, le incitarono alla rivolta. Grup-pi clandestini di populisti e di anarchici organizzarono attentati e azioniterroristiche, con lo scopo di abbattere lautocrazia zarista. Di un attentatofu vittima, nel 1881, lo stesso zar Alessandro II.

PopulismoConcezione ideologicafondata su diunidealizzazione dellemasse popolari.I populisti russi eranointellettuali che avevanoteorizzato la necessit direcarsi nelle campagnee mettersi al servizio delpopolo, cui attribuivanoun istinto rivoluzionario.

Alessandro II, zar dellaRussia dal 1855 al 1881,in un acquerellodi A. Mouillarddel 1867. (Parigi,Biblioteca nazionale)

Populisti e anarchicirussi complottanoazioni terroristiche.Particolare del dipintodi Ilja Efimavic Repin Lariunione dei terroristi del1883. (Mosca, Galleriadi stato Tretjakov)

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Il logoramento degli antichi imperi

Sul finire del secolo (1898) sorse anche in Russia un partito politico so-cialista, organizzato sul modello delle socialdemocrazie occidentali, il Par-tito socialdemocratico russo.

REAZIONE DEGLI ZAR E RUSSIFICAZIONE DELLE MINO-RANZE I successori di Alessandro II, gli zar Alessandro III e Nicola II,furono di tendenze reazionarie: si opposero, cio, a qualunque concessionedi maggiori diritti alle classi popolari. Temendo nuovi attentati terroristici,essi tentarono di indirizzare il malcontento popolare contro gli ebrei, ac-cusati di essere la causa prima della miseria del paese. Contro le comunitebraiche si scatenarono violente sommosse popolari, dette pogrom.

Contemporaneamente gli zar cercarono lappoggio della popolazionerussa e in particolare dei movimenti nazionalisti, contro le minoranze et-niche, cio contro le popolazioni non russe, alle quali furono imposti conla forza la lingua e i costumi russi. Questa russificazione forzata accrebbe ediffuse dappertutto nellimpero lostilit contro gli zar.

LA RUSSIA MUOVE I PRIMI PASSI SULLA VIA DELLINDU-STRIALIZZAZIONE Sorgevano intanto a Mosca, a San Pietroburgo, aBaku sul mar Nero, industrie che sfruttavano la grande disponibilit di mano-dopera e le abbondanti risorse di ferro, carbone, petrolio del territorio. Ma nelcomplesso lindustrializzazione rimase limitata. Mancavano, infatti, i capitalie fu necessario ricorrere ad investimenti stranieri (francesi e belgi soprattutto)per costruire fabbriche e ferrovie. Proprio per raccogliere capitali il governorusso decise di vendere agli Stati Uniti nel 1867 la penisola dellAlaska.

Inoltre, il mercato interno russo fu sempre debole: a causa della pover-t della popolazione i compratori erano pochi e avevano poco denaro daspendere. Perci, fin dallinizio, la Russia punt sullespansione coloniale,che, con la conquista, apriva laccesso a pi vasti mercati.

LESPANSIONE COLONIALE Gi da tempo gli zar si erano impa-droniti dei vasti e spopolati territori della Siberia, che erano divenuti meta,nella seconda met dellOttocento, di ripetute ondate di emigrazione con-tadina, spinte dalla miseria e dalle carestie.

PogromStragi e saccheggi

antiebraici compiuti con laconnivenza delle autorit.

Il documento ufficialecon cui gli Stati Unitiacquistavano lAlaska

dalla Russia nel1867. (Washington,National Archives)

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CAPITOLO 1

Fra il 1860 e il 1870 limpero russo si era esteso a sud, annettendosi le re-gioni di Taskent, Bukhara e Samarcanda. Le grandi distese di campi coltivatia cotone di quelle regioni asiatiche da allora in poi rifornirono le industrietessili della Russia europea di abbondante materia prima venduta a buonprezzo. Nel 1860 fu fondata, sul Pacifico, una citt dal nome significativo diVladivostok (dominatrice dellOriente), che nel 1903, quando fu inaugu-rata la ferrovia transiberiana, ne divent lestremo capolinea orientale. Nel1898 fu occupato Port Arthur, in territorio cinese, poi tutta la Manciuria.

IL GIAPPONE FERMA LAVANZATA RUSSA NELLASIAORIENTALE Lespansione verso loceano Pacifico port la Russia alloscontro con il Giappone (guerra russo-giapponese del 1904-1905).

La guerra si risolse in un disastro per la Russia, clamorosamente sconfittadai Giapponesi per terra (a Port Arthur) e per mare (battaglia delle isoleTsushima). Fu la prima guerra vinta da uno stato asiatico contro uno statoeuropeo: essa rivel al mondo la debolezza dellimpero russo, vero gigantedai piedi dargilla. Nello stesso tempo il Giappone si afferm come unanuova grande potenza militare.

Lavori per la costruzionedella linea transiberianain una foto dei primianni del Novecento.(Northampton,Popperfoto)

Mosca

SanPietroburgo

Vladivostok

Habarovsk

Irkutsk

Jakutsk

Omsk

Arcangelo

Murmansk

Novosibirsk

Kiev

Samara

PermSverdlovsk

Rostov

Astrahan

Samarcanda

Buchara Takent

Ucraina

Manciuria

Turkestan

CINA

MONGOLIA

PERSIAGIAPPONE

S I B E R I A

Sahalin

NovajaZemlja

Volga

MAR DIBARENTS

MAR GLACIALE ARTICO

MARDI

OHOTSK

MARCASPIO

MARNERO

Lespansione dellimpero russo

Nel 1796 Nel 1855 Nel 1914 Ferrovia transiberiana (1903)

ARRETRATEZZADELLECONOMIA

OPPOSIZIONEALLAUTOCRAZIA

DELLO ZAR

indebolito da

SCONFITTANELLA GUERRA

RUSSO-GIAPPONESE

LIMPERO RUSSO

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Il logoramento degli antichi imperi

LA DOMENICA DI SANGUE E LE RIFORME MANCATEDomenica 22 gennaio 1905 una gran folla si radun davanti al palazzoreale, a San Pietroburgo, chiedendo riforme democratiche. Non fu ascol-tata: la guardia imperiale fece fuoco sul popolo disarmato, provocando unmigliaio di morti e un numero doppio di feriti. La strage della cosiddettadomenica di sangue fu seguita da manifestazioni, sommosse contadine,scioperi e attentati in tutto il paese; in segno di protesta si ammutinaronoanche alcune navi della flotta da guerra del mar Nero [ Lammutina-mento dei marinai della corazzata Potmkin].

Nellottobre dello stesso anno lo zar annunci con un proclama la suavolont di concedere alla Russia una legge fondamentale. La monarchiaautocratica sembrava cos sul punto di compiere il primo passo verso la suatrasformazione in monarchia costituzionale.

Nel 1906 si riun per la prima volta a San Pietroburgo un parlamento (laDuma), i cui deputati erano stati eletti con un complicato sistema eletto-rale, che aveva escluso dal voto molte categorie di cittadini. Lo zar avevafatto queste concessioni spinto e costretto dalle agitazioni popolari. Ma nonappena la pressione si allent, nello stesso anno 1906, Nicola II decise disciogliere la Duma e revoc ogni promessa di Costituzione liberale.

Liepaja

Vladivostok

PortArthur

Tsingtao

Manciuria

AFRICA

INDIA

COREA GIAPPONE

RUSSIA

RUSSIA

CINA

COREAGIAPPONE

Sahalin

Canaledi Suez

Stretto diTsushima

MARBALTICO

MAREARABICO

OCEANOATLANTICO OCEANO

INDIANO

OCEANOPACIFICO

OCEANOPACIFICO

La guerra russo-giapponese (1904-1905)

Possedimenti giapponesialla fine del 1875

Acquisizioni1894-1914

Invasione dellaManciuria

Tragitto dellaflotta russa

La flotta russa stanziatanel mar Baltico

salp, ai primi di ottobre1904, dal porto di

Liepaja, ora in Lituania.Circumnavigando lAfrica

giunse allaltezza delleisole Tsushima, tra laCorea e il Giappone

(linea verde continua).Un parte della flotta

pot abbreviare ilviaggio, passando per

il canale di Suez (lineaverde tratteggiata).

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