Pagine da strength & conditioning 9

Click here to load reader

  • date post

    19-Nov-2014
  • Category

    Sports

  • view

    498
  • download

    4

Embed Size (px)

description

http://www.calzetti-mariucci.it/shop/prodotti/rivista-strength-conditioning-n-9 Strength & Conditioning. Per una scienza del movimento dell'uomo. N° 9, Luglio/Settembre 2014.

Transcript of Pagine da strength & conditioning 9

  • 1. S&C STRENGTH & CONDITIONING. Per una scienza del movimento delluomo Anno III - Numero 9 / Luglio-Settembre 2014 5 S&C(Ita)n.9,Luglio-Settembre2014,pp.5-10 Tutto cominci da una malattia delle ossa che colpiva migliaia di bambini Nel 1889, si verific nello zoo di Londra la morte di 20 dei 21 giovanissimi leoni nati nella struttu- ra, tutti con deformit ossee molto simili a quel- le descritte nei bambini nel 1645 da Daniel Whi- stler, allora studente in Medicina alla Universit di Leyden, Olanda, con la famosa tesi di laurea intitolata Dissertazione medica inaugurale sulla malattia dei bambini inglesi popolarmente chiamata the rickets. Ma fu proprio in Inghilterra che ven- ne pubblicata la prima descrizione completa della malattia ad opera di Francis Glisson, medico di Cambridge, che nel 1650 d alle stampe un trat- tato in latino intitolato De Rachitide, da cui il termine italiano rachitismo. Prima dei leoni, una vera e propria epidemia di ra- chitismo colp i bambini di Londra con un alto tas- so di mortalit che raggiunse il 300 per 1000! I bambini presentavano alterazione della forma delle ossa dellintero scheletro, con abnormi curvature delle ossa lunghe, rese meno solide per una gros- solana alterazione della ossificazione. Losso si pre- sentava, infatti, meno resistente e i bambini affetti si ammalavano facilmente di malattie infettive. I bambini nascevano sani e si ammalavano prima dei 4 anni di et. Veniva escluso che la malattia fosse contagiosa o ereditaria e, essendo massimamente espressa nei quartieri poveri, si sospettava che in qualche modo fosse legata alle condizio- ni economiche delle famiglie di apparte- nenza. In realt, in pieno Rinascimento, il rachitismo colp a Firenze la famiglia dei Medici che certamente non aveva problemi economici! Il rachitismo non era una malattia nuo- va in quanto era stata gi descritta nei papiri degli antichi egizi e, nellantica Roma, i medici ne constatarono la pre- senza con una incidenza ben superiore a quella che affliggeva la popolazione greca e ritenevano fosse una malattia legata alla scarsa igiene delle madri. Non conoscendone le cause, era impos- sibile attuare la terapia. Glisson, quello del De Rachidite, propose un conte- nimento bendato dello scheletro per obbligare le ossa storte a crescere dritte; ma da tempo immemorabile le mamme per evitare problemi fasciavano i neonati come risulta da piccole scul- ture votive trovate a Creta e datate 2600-2000 avanti Cristo. Larte sa- cra ricca di immagini di Ges neonato completamente fasciato. Il concetto che la fasciatura dei neonati costitu- isse un ottimo mezzo per far crescere bambini senza gambe storte ha fatto sopravvivere questa tradizione fino a pochi anni fa e, anche se con motivazioni diverse, sta rinascendo oggi negli USA. La fiducia nellazio- ne modellante della fasciatura ha creato in alcune ENERGIA SOLARE E FORZA MUSCOLARE Menotti Calvani La macchina che c in me MENOTTI CALVANI Medico, specializzato in neurologia, farmacologia clinica oltre che in tossicologia medica, si laureato in scienza della nutrizione umana. Ha pubblicato oltre 200 articoli scientifici su riviste internazionali prevalentemente sui temi del metabolismo, sui mitocondri e sulle patologie degenerative. Gli Hobbit della saga dello scrittore inglese J.R.R. Tolkien saranno sempre i vincitori in quanto a diffe- renza dei loro avversari si espongono alla luce del sole e si nutrono adeguatamente. quanto viene affermato da un articolo comparso nel mese di Dicembre 2013 sulla rivista medica Medical Journal of Australia. Figura n1 - A) Bam- bino con rachitismo (1896); B) Il rachiti- smo presente an- che ai nostri giorni; C) Il cane con una dieta priva di grassi sviluppa il rachitismo ed ha permesso di scoprire la vitamina D; D) Statuette voti- ve, Creta 2600-2000 AC; E) Ambrogio Lorenzetti, Madonna con Bambino (1319); F) Nei primi anni del 1900, le mam- me per lavorare e tenere accanto i loro bambini li infilavano a mo di ombrello, facilitate dalla fasciatura, in appositi contenitori forniti di ruote (chia- mati Scannedda, Capicarru o altro a seconda dei luoghi). a b c d e f

2. S&C STRENGTH & CONDITIONING. Per una scienza del movimento delluomo Anno III - Numero 9 / Luglio-Settembre 2014 11 S&C(Ita)n.9,Luglio-Settembre2014,pp.11-14 noto che, se vogliamo raggiungere un reale sta- to di relax muscolare, tutti i muscoli del corpo devono essere rilassati. Un gruppo di muscoli in tensione esercita infatti uninfluenza su altri mu- scoli, non per un fatto muscolare, ma per un fatto nervoso: se una parte dei neuroni che controllano alcuni muscoli sono eccitati e rendono tesi i mu- scoli, anche i neuroni vicini saranno un po eccita- ti. La tensione muscolare pu bloccare lo stato di benessere-relax del corpo attraverso un altro meccanismo: un eccesso di tensione muscolare riduce il flusso delle sensazioni che originano dal nostro corpo, il che riduce la nostra capacit di concentrarci sui nostri pensieri, di abbandonarci al flusso delle idee. Il sistema muscolare, infatti, costituisce un sistema ad alta priorit: quando attivato, gli altri sistemi, come quelli responsa- bili della percezione delle sensazioni, dellattenzio- ne, delle attivit cognitive ecc., sono in uno stato di relativo blocco, il che pu essere facilmente compreso se si pensa che in tutto il regno anima- le i movimenti sono legati allesecuzione di azioni importanti per la sopravvivenza come la fuga, lat- tacco, la ricerca del cibo, di un partner sessuale, del nido. Attivare i muscoli, anche senza che si verifichi un movimento come avviene negli stati di tensione muscolare, significa quindi coinvolge- re altri muscoli, ridurre le sensazioni, limitare il flusso delle idee. Ad esempio, se siamo abituati a stringere i pugni o a serrare le mascelle, difficil- mente il nostro corpo (vale a dire i nostri muscoli) sar veramente rilassato, difficilmente la nostra mente percepir le sensazioni con la stessa in- tensit e purezza caratteristiche degli stati di relax muscolare. Per rendervi conto di quanto abbiamo appena det- to, provate a fare questo esercizio: appoggiate con forza il braccio sul bracciolo della seggiola e prestate attenzione alle vostre sensazioni. Ora smettete di premere e scuotete in aria braccio e mano. Esercitate adesso la stessa pressione sul bracciolo ma lentamente, in modo progressi- vo e con gentilezza: notate quanto aumentano le vostre sensazioni, sia quelle che provengono dal braccio, sia quelle che provengono dal resto del corpo. Uno stato di brusca tensione muscolare riduce le sensazioni, qualsiasi attivit fisica rapida e convulsa blocca i sensi: se siete abituati a tran- gugiare rapidamente il cibo, non ne apprezzerete il gusto (e questo anche perch le persone che mangiano rapidamente sono in genere pi tese, muscolarmente e psichicamente parlando). Un ulteriore esercizio, o se preferite una dimo- strazione dei rapporti tra stato di tensione mu- scolare e sensazioni che provengono dal corpo, il seguente. Chiudete gli occhi e immaginate di sollevare il braccio destro dal bracciolo della pol- trona. Notate come tutti i muscoli siano pronti allazione. Ora prestate attenzione ai muscoli del collo e notate come anche essi sono tesi: eppu- re non necessario che essi siano in tensione per sollevare il braccio, dato che per effettuare Alberto Oliverio ALBERTO OLIVERIO ha lavorato in diversi centri di ricerca italiani e stranieri tra cui il Karolinska Institutet di Stoccolma, lUniversit di California a Los Angeles ed Irvine, il Jackson Laboratory nel Maine, lUniversit di Sassari. Dal 1976 al 2002 ha diretto lIstituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR. professore emerito di Psicobiologia nellUniversit di Roma La Sapienza. Tra le sue ultime pubblicazioni: Prima lezione di neuroscienze (Laterza 2008), Geografia della mente (Raffaello Cortina 2008), La vita nascosta del cervello (Giunti 2009), Cervello (Bollati- Boringhieri 2012), Immaginazione e memoria (Mondadori Universit, 2013). USCOLI E MENTE PUBBLICATO PUBBLICATO PUBBLICATO PRIMAVOLTA PRIM A VOLTA PRIMAVOLTA LAVORO ORIGINALE PER S&C M 3. S&C STRENGTH & CONDITIONING. Per una scienza del movimento delluomo Anno III - Numero 9 / Luglio-Settembre 2014 15 S&C(Ita)n.9,Luglio-Settembre2014,pp.15-20 Larticolazione del ginocchio pu certamente rien- trare tra quelle maggiormente sollecitate in ambi- to sportivo unitamente a quella del gomito e della spalla. In particolare, questa articolazione presa in esame, durante la pratica del sollevamento pesi olimpico, sottoposta a ripetuti movimenti in flesso-estensione sotto carico che producono indubbiamente uno stress funzionale cos come, in ambito sportivo, accade per altre discipline il cui gesto tecnico richiede movimenti ripetitivi, im- provvisi e balistici del ginocchio: calcio, pallamano, tennis, pallavolo, basket, salti (lungo, triplo e in alto), scherma, ciclismo, sci e ginnastica. La statistica in genere evidenzia come gli atleti agonisti siano decisamente i pi colpiti da sindro- mi da overuse o di traumatologia diretta nellar- ticolazione del ginocchio. I dati fanno registrare ancora che, ad essere maggiormente colpiti, an- che se con una percentuale di poco superiore, sono gli atleti maschi rispetto alla controparte femminile. Tra gli atleti in genere, in termini epidemiologici, la patologia pi frequente del ginocchio la tendino- patia rotulea che, secondo i dati di Curwin, rap- presenta l80% dei casi. Prima per di addentrar- ci nei numeri che la statistica sulla traumatologia in generale e dei sollevatori di pesi in particolare ci propone, proviamo a fotografare lintera strut- tura anatomo-funzionale di questa straordinaria articolazione. Il ginocchio costituito da due articolazioni prin- cipali, la femoro-rotulea e la femoro-tibiale. Lar- ticolazione, considerata nel suo complesso, cir- coscritta da una capsula fibrosa o articolare, rivestita dalla membrana sinoviale o sinovia ed stabili