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  • CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Varallo

    Commissione scientifica

    Paesaggi naturali e paesaggi antropici

    LOCARNO (VARALLO, 432 M) - DOCCIO (QUARONA, 395 M)

    La frequentazione del gabbio del Sesia: la pesca, il pascolo e la frutticoltura

    CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Varallo

  • CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Varallo, Commissione scientifica

    con la collaborazione di: Associazione Anticendi Boschivi Quarona Comune di Quarona Comune di Carpignano Consorzio Intercomunale “Valmastallone-Valsesia” Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Vercelli Istituto comprensivo “Martiri della Libertà” di Quarona Istituto Superiore d’Adda di Varallo Società Valsesiana Pescatori Sportivi e il patrocinio di:

    Parco Naturale Alta Valsesia

    Parco Naturale del Monte Fenera

    Parco Naturale delle Lame del Sesia

    a cura di Roberto Fantoni con contributi di Lucio Bordignon, Riccardo Cerri, Edoardo Dellarole, Luca Donati, Roberto Fantoni, Anna Ferro, Simone Franchi, Giuseppe Fumagalli, Maria Luisa Gallo, Simone Lonati, Mauro Festa Larel, Jacopo Ristori e Antonio Rinaldi © CAI sezione di Varallo, Commissione scientifica, 2009 Prima edizione marzo 2009 È consentita la riproduzione e la diffusione dei testi, previa autorizzazione della Commissione scientifica della sezione del CAI di Varallo, purché non abbia scopi commerciali e siano correttamente citate le fonti.

  • INDICE

    RIASSUNTI DELLE COMUNICAZIONI AL CONVEGNO “IL GABBIO DEL SESIA TRA LOCARNO E DOCCIO” VENERDÌ 27 MARZO 2009 QUARONA, AUDITORIUM SCUOLA MEDIA DI QUARONA Il progetto Paesaggi naturali, paesaggi antropici Edoardo Dellarole I ciottoli del Sesia dal Monte Rosa alla Pianura Padana Roberto Fantoni Viaggiatori del tempo fotografie di Antonio Rinaldi Morfologia e dinamiche fluviali Maria Luisa Gallo Il Gabbio di Doccio e di Locarno: ricchezza di habitat e di biodiversità Simone Lonati Sapere d’erbe e di frutta. Le erbe commestibili e le piante da frutto della piana alluvionale della bassa Valsesia nella sapienza contadina Anna Ferro Convergenza di obiettivi per una gestione ecosostenibile della pesca Giuseppe Fumagalli L’avifauna del Sesia tra Doccio e Locarno Lucio Bordignon Il gabbio del Sesia tra Doccio e Locarno: un sito da salvaguaradre Jacopo Ristori Il progetto didattico Mauro Festa Larel

    GUIDA ALL’ESCURSIONE LOCARNO-DOCCIO LUNGO IL GABBIO DEL SESIA DOMENICA 29 MARZO 2009 GIORNATA FAI DI PRIMAVERA

    Roberto Fantoni, Lucio Bordignon, Riccardo Cerri, Edoardo Dellarole, Luca Donati, Anna Ferro, Mauro Festa Larel, Simone Franchi, Giuseppe Fumagalli, Maria Luisa Gallo e Simone Lonati

  • RIASSUNTI DELLE COMUNICAZIONI AL CONVEGNO “IL GABBIO DEL SESIA TRA LOCARNO E DOCCIO”

    VENERDÌ 27 MARZO 2009

    QUARONA, AUDITORIUM SCUOLA MEDIA DI QUARONA

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    IL PROGETTO PAESAGGI NATURALI, PAESAGGI ANTROPICI

    Edoardo Dellarole

    Le valli del Sesia, ubicate tra il margine padano ed il Monte Rosa, presentano un’estrema varietà di paesaggi naturali. Le diversità geomorfologiche, climatiche e botaniche hanno creato i presupposti per una frequentazione differenziata del territorio valsesiano, che ha originato una grande varietà di paesaggi antropici. Una fitta rete di sentieri, ripristinati e segnalati negli ultimi due decenni dalla Commissione segnaletica della sezione di Varallo del CAI, permette la fruizione escursionistica di tutti i settori della Valsesia lungo itinerari caratterizzati dai suoi diversi paesaggi naturali ed antropici. La commissione scientifica della sezione di Varallo del CAI nel 2006 ha inaugurato una serie di sentieri dedicati all’osservazione di questi paesaggi naturali ed antropici. La prima proposta dei diversi percorsi è avvenuta, con cadenza annuale, in corrispondenza delle giornate FAI di primavera. La prima escursione, da Fenera Annunziata (Borgosesia, 415 m) al Monte Fenera (899 m), si è svolta in occasione della Giornata del FAI, domenica 26 marzo 2006, ed è stata dedicata alla frequentazione preistorica di un sistema carsico al margine sudalpino. Nello stesso anno si è svolta, nel mese di giugno, una seconda escursione, da Pedemonte (1242 m) a Fum d’ekku (2071 m), finalizzata alla descrizione della frequentazione medievale del versante meridionale del Monte Rosa. Le guide di queste escursioni sono state raccolte in due opuscoli, disponibili presso la sede della sezione CAI di Varallo (Fantoni et alii, 2006; Fantoni et alii, 2007a).

    Negli anni successivi sono stati proposte due escursioni dedicate all’oro del Monte Rosa (2007) e alle terre del Nebbiolo del Piemonte settentrionale (2008).

    Fig. 2 - Il gabbio del Sesia tra Doccio e Locarno Il programma del 2009, che riprende in parte un recente progetto didattico, prevede un convegno (venerdì 27 marzo, Auditorium della scuola media di Quarona) ed un’escursione dedicate alla frequentazione del gabbio del Sesia tra Locarno e Doccio. Nel corso del convegno sono descritti gli aspetti naturalistici e antropici del fiume con una serie di brevi interventi a cui si intercalano la proiezione di fotografie di Antonio Rinaldi (Viaggiatori del tempo) e un cortometraggio di Giulio Pedretti (Il Gabbio di Doccio). L’escursione guidata si svolge lungo un percorso circolare da Locarno (frazione di Varallo) a Doccio (frazione di Quarona), con osservazioni geologiche e morfologiche, descrizione della vegetazione, degli interventi antropici legate alle attività agro-pastorali e alla pesca ed osservazioni sull’avifauna.

    Fig. 1 – Copertine degli opuscoli pubblicati dalla commissione scientifica della sezione CAI di Varallo nell’ambito del progetto “Paesaggi naturali, paesaggi antropici”.

  • 10

    I CIOTTOLI DEL SESIA DAL MONTE ROSA ALLA PIANURA PADANA

    Roberto Fantoni La struttura delle Alpi, a grande scala, è quella di una catena a falde a doppia vergenza, in cui le unità della parte assiale sono progressivamente sovrascorse sulle sue aree marginali, andando a costituire una “pila di falde” asimmetrica, che poggia verso nord sul margine della placca europea e verso sud sul margine della placca adriatica. Il risultato del processo di appilamento delle falde è un generale ispessimento della litosfera in corrispondenza di tutta la catena, che attualmente è caratterizzata da uno spessore per lo meno doppio rispetto a quello di aree continentali non deformate. Uno dei risultati di questo processo è la formazione di una radice a bassa densità al di sotto della catena, che provoca una spinta litostatica di “galleggiamento” (analoga a quella idrostatica), determinando il continuo sollevamento dell’area di catena rispetto alle circostanti aree di avampaese europeo e adriatico. Nel momento di massima esumazione (circa 30 Ma) le velocità di sollevamento raggiunsero, nel settore assiale dell’edificio orogenico, valori prossimi a 1 mm/anno. Questo continuo sollevamento, tra Oligo e Miocene (30-5 Ma), ha determinato la formazione della catena alpina, l’inizio del suo smantellamento erosionale e l’impostazione delle direttrici idrografiche che hanno garantito un flusso continuo di sedimenti verso i bacini della futura Pianura Padana. Alla fine del Messiniano (~ 5 Ma) un sensibile abbassamento eustatico determinò una decisa reincisione di alcune valli sudalpine, già delineatesi in età oligo-miocenica. Durante il Pleistocene (< 1.7 Ma) le modalità di trasporto del materiale clastico dalla catena alla pianura è stato sensibilmente modificato con il forte addizionamento avvenuto durante le fasi glaciali. I fenomeni di sollevamento, erosione e trasporto fluviale verso la pianura sono tuttora in corso. I ciottoli contenuti nelle alluvioni antiche e nelle alluvioni attuali del Sesia corrispondono

    petrograficamente alla serie erosa nel settore assiale della catena (Fantoni et alii, 2005). Nei depositi fluviali del Sesia tra Locarno e Doccio il colore dominate molto chiaro della superficie denuncia una composizione petrografica caratterizzata prevalentemente da rocce cristalline acide. Si possono, infatti, riconoscere diversi tipi di rocce metamorfiche provenienti da tutte le unità tettoniche affioranti lungo la valle. Composizione simile, ma diversa origine, hanno altre rocce leucocratiche osservabili tra i ciottoli: si tratta delle rocce intrusive della Serie dei Laghi e della parte più acida dell’unità Dioritico- Kinzigitica (affioranti immediatamente a monte di Doccio). Ma tra questi ciottoli chiari si possono osservare anche elementi molto più scuri e colorati. Tra questi si segnalano i ciottoli bruni (caratterizzati da un peso specifico molto elevato) provenienti dall’erosione delle unità ultrabasiche (peridotiti e gabbri dell’unità Ivrea-Verbano) affioranti alle Giavine Rosse presso Balmuccia. Compaiono inoltre numerosi ciottoli verdastri, provenienti da numerosi litotipi metamorfici affioranti in alta valle. Particolarmente significati sono le serpentiniti e cloritoscisti appartenenti alle unità ofiolitiche del complesso delle Pietre Verdi, affioranti nelle testate di valle tra Alagna e Carcoforo. Tra i depositi si possono anche trovare piccolissime concentrazioni dioro proveniente dai filoni auriferi coltivati in passato in alta valle (Fantoni et alii, 2007b) Nell’alta pianura i depositi fluviali del Sesia