Orfeo Ed Euridice

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Orfeo ed Euridice

Transcript of Orfeo Ed Euridice

  • Modulo 3 Da Virgilio a Dante

    on line 26

    M.R. Tabellini, P. Fertitta, F. Tozzi, Le opere e il tempo [G.B. Palumbo Editore]

    Epica

    pagina 1

    Unit di apprendimento Il mito di Orfeo ed Euridice

    Unit di apprendimentoIl mito di Orfeo ed Euridice

    i un mito, nato anchesso in Grecia come la maggiorparte dei miti che permangono nellimmaginario dellacultura occidentale, che racconta di un eroe che riesce adentrare vivo nelloltremondo per riportare in vita la sposa

    che la morte gli aveva strappato. Glielo concedono gli di, nonperch commossi dal suo dolore altrimenti dovrebbero concederloa tutti coloro che soffrono quando perdono chi amano , ma perchammaliati dal suo canto. Limpresa delleroe per non riesce perchegli non sar capace di rispettare il patto che gli era stato imposto:non voltarsi mai a guardare il volto della donna che lo seguiva nelcammino verso la luce finch non fosse uscito dal mondo degliInferi. Orfeo, questo il nome delleroe, invece si volt, proprioquando la luce del mondo era vicina. Quale fu la causa del gestosconsiderato? Fu per troppo amore? Fu un errore umano: uncedimento di debolezza, un attimo di follia? Fu perch niente vince lamorte, neppure lincanto dellarte?Il racconto del cantore Orfeo e della sua sposa Euridice deriva dauna fiaba antichissima. stato Virgilio a conferirle altezza poetica:grazie al poeta latino diventata uno dei miti pi fortunati, nellaletteratura, nella musica, nella pittura. La fiaba antica ha svelato itanti temi che sottende: lamore e la morte, il potere e i limitidellarte, il viaggio nelloltremondo, il divieto e la disubbidienza. Sonole ambivalenze che il mito rivela a motivarne la sua continuaelaborazione: da un lato il fascino e leternit dellarte, dallaltro lalegge di vita e morte che larte non capace di modificare; da unlato il potere persuasivo della parola e dellarte, dallaltrolinettitudine dellartista nel modificare la realt.In questa unit ripercorreremo la elaborazione del mito dalle originial nostro tempo.

    V

  • 1 demenza: irragionevolezza,follia.2 Mani: divinit dellOltretom-ba.3 immemore: dimenticodellordine ricevuto.4 Averno: il lago dAverno uno dei luoghi infernali. Per si-neddoche, cio la parte per iltutto, si intende linferno inte-ro.5 il naufrago viso mi na-sconde il sonno: ordina: ilsonno (della morte) mi nascon-de il volto naufrago (cio che siperde nellabisso come un nau-frago nel mare).6 vane: inutili, cio inutilmen-te.7 il nocchiero dellOrco: Ca-ronte.8 Stige: la barca del nocchiero

    che attraversa il fiume che por-ta al mondo dei morti. Lo Stige uno dei cinque fiumi delmondo degli Inferi secondo la

    mitologia greca e romana, glialtri sono Cocito, Acheronte,Flegetonte e Lete. La geografiafluviale dellInferno pagano

    stata ripresa da Dante nella Di-vina Commedia.9 Striamone: fiume della Tra-cia.

    Modulo 3 Da Virgilio a Dante

    on line 26

    M.R. Tabellini, P. Fertitta, F. Tozzi, Le opere e il tempo [G.B. Palumbo Editore]

    Epica

    pagina 2

    Unit di apprendimento Il mito di Orfeo ed Euridice

    La strada lunga di paure ormai compiuta,Euridice saliva allaria della terradietro ai passi di Orfeo- era questa la leggedi Proserpina quando una demenza,1 perdonabile

    490 se i Mani2 perdonassero, ferm lincauto amante:e si volse immemore3 a guardare lei che parevaattesa ombra su lorlo della luce. Allora tuttasi disperse quella dura fatica; rottifurono i patti dellabisso e fu tre volte udito

    495 per gli stagni di Averno4 un orrido fragore.Il breve dono di lei era una voce: Quale follia,Orfeo, questa che miseri ci perde?Ecco la morte indietro mi richiamae il naufrago viso mi nasconde il sonno.5

    500 Addio: mi riporta la notte alle sue rive grandie vane6 tendo verso te, ahi non pi tua, le mani.E poi sbito sparve sciolta come fumolieve nellaria; e pi non videlui che vaghe ombre toccava, lui che voleva

    505 parlare della luce. N il nocchiero dellOrco7

    volle mai pi che passasse qualcuno lo stagno.Che fare? Ove andare or che la sposa era stata due volterapita? Come commuovere i Mani piangendo, come gli Deicantando? Ella gi fredda ormai nella barca di Stige8

    510 navigava. E dicono chegli la pianse sotto una rupealta per sette mesi continui dov dello Striamone9

    daVirgilio, Georgiche, Tutte leopere. Versione, introduzione enote di E. Cetrangolo, Sansoni,Firenze 1975

    VirgilioLa demenza di Orfeo e il rimprovero di Euridice

    Georgiche Sono unopera in versi di Publio Virgilio Marone, scritta tra il 36 e il 29 a.C., divisa inquattro libri dedicati rispettivamente al lavoro nei campi, allarboricoltura, allallevamento del bestiamee allapicoltura. Si tratta di un poema didascalico sul lavoro dei campi che viene indicato comeesempio di virt civile. In tal senso le Georgiche sono affini alle Opere e i giorni del greco Esiodo. Di

    particolare importanza il IV libro in cui si parla di apicoltura. Lorganizzazione delle api diviene metafora dellidealesociale. Apicoltore Aristeo, involontario colpevole della morte della giovane Euridice. Le pagine dedicate allamoredi Orfeo ed Euridice inau-gurano la fortuna del mitoin Occidente. (Per sapernedi pi su Virgilio e sulleGeorgiche, vedi on line25).

    La ninfa Euridice muore per il morso di un serpente, lo sposo Orfeosfida il regno dei morti e, grazie alarmonia del suo canto, ottiene daglidi delloltremondo il privilegio di riportare lamata nel mondo dei vivi,ma a patto che durante il cammino non si volti a guardarla. Orfeo tra-

    sgredisce al divieto e perde Euridice per sempre. Stravolto dal dolore rifiuta il rapportocon le donne e le folli baccanti, sentendosi respinte, lo uccidono e ne fanno a pezziil corpo. La testa, gettata nel fiume Ebro, trasportata dalle acque verso il mare con-tinua a invocare il nome di Euridice.

    Lopera

    Il testo

  • pi sola la riva; e narrava il dolore tra gli antriammansendo col canto le tigri e muovendo le querce.Cos un usignolo infelice tra lombre del pioppo

    515 lamenta i suoi figli perduti, che un crudo10 aratoregli tolse implumi dal nido; e piange la nottee sul ramo compie il suo flebile versoed empie di meste note i luoghi dintorno.Amore non pi, nozze non pi lo attraevano.

    520 Ma solo errava tra i ghiacci Iperbrei11 e lungole rive nevose del Tanai,12 tra i campi Rifi13

    sempre coperti di gelo, piangendo la morta Euridicee linutile dono di Dite.14 Le madri dei Cconi,15

    per tanta piet16 disprezzate, tra lorgia di Bacco525 notturna, sbranato sparsero il giovane ai campi.

    I gioghi dellEbro17 portavan la testa staccatadal candido collo; e la voce, la lingua ormai fredda,chiamava Euridice, mentre il respiro fuggiva, Euridicemisera. E la riva del fiume rispondeva Euridice.

    10 crudo: crudele.11 Iperbrei: terra fredda al-lestremo nord delle terre cono-sciute.12 Tanai: un fiume.13 i campi Rifi: i Rifei sonouna catena montuosa.14 linutile dono di Dite: laconcessione sprecata di ripor-tare alla vita e alla luce Euridi-ce.15 Le madri dei Cconi: Ledonne dei Ciconi. I Ciconi era-no una popolazione che vivevanel sud-est della Tracia; le loromadri erano seguaci del dioBacco (o Dioniso), il dio dellaforza vitale. Orfeo, che dopoaver perso per la seconda voltaEuridice, non aveva voluto picongiungersi con nessuna don-

    na, viene ucciso e sbranato dal-le baccanti invasate dal dio, of-

    fese dal disprezzo delluomo.16 piet: dolore.

    17 i gioghi dellEbro: i gor-ghi del fiume Ebro.

    Virgilio La demenza di Orfeo e il rimprovero di Euridice

    Modulo 3 Da Virgilio a Dante

    on line 26

    M.R. Tabellini, P. Fertitta, F. Tozzi, Le opere e il tempo [G.B. Palumbo Editore]

    Epica

    pagina 3

    Unit di apprendimento Il mito di Orfeo ed Euridice

    Leggere le immagini

    Gustave Moreau fu un artista francese (1826-1898) cheritrasse soggetti del mondo mitologico con uno stilepersonalissimo e con una visione onirica e simbolica. Latesta mozza di Orfeo poggiata su una lira retta dallafanciulla, coperta da una veste lunga e raffinata e a piedinudi. Il volto delleroe diafano nella morte. Il profilo parallelo a quello della ninfa. Latmosfera di estremamalinconica dolcezza. Il dipinto si divide in due partisimmetriche e contrapposte: a sinistra dominano i toniscuri della montagna sullo sfondo su cui si stagliano inprimo piano i due volti illuminati. A destra la forteluminosit del cielo si riflette su un paesaggio di fiumi edi monti che si perdono in lontananza in pi pianiprospettici.

    Gustave Moreau, Ragazza tracia con la testa diOrfeo, 1865. Muse dOrsay, Parigi.

  • Virgilio La demenza di Orfeo e il rimprovero di Euridice

    Modulo 3 Da Virgilio a Dante

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    M.R. Tabellini, P. Fertitta, F. Tozzi, Le opere e il tempo [G.B. Palumbo Editore]

    Epica

    pagina 4

    Unit di apprendimento Il mito di Orfeo ed Euridice

    Lautore Publio Virgilio Marone nacque nel 70 avanti Cristo ad Andes, un piccolo villaggiosulle rive del Mincio, presso Mantova. Secondo i biografi antichi, la sua famiglia sarebbestata modesta: il padre dicono faceva il vasaio oppure il bracciante agricolo. Ma inrealt, se Virgilio pot frequentare le scuole migliori e dedicarsi alla poesia per tutta lavita, la sua famiglia doveva essere abbastanza ricca, forse proprietaria di terreni. I biografiraccontano di presagi eccezionali che avrebbero accompagnato la nascita di Virgilio comesegni premonitori della sua grandezza: la madre, ad esempio, avrebbe sognato di partorireun ramo di alloro, simbolo della poesia, che avrebbe messo radici diventando presto unalbero rigoglioso.Virgilio comp i primi studi a Cremona, fino ai diciassette anni, che per gli antichi segnavanolentrata nella maggiore et. Continu poi gli studi a Milano, a Roma, infine a Napoli, dovesegu gli insegnamenti del filosofo Sirone, noto maestro di filosofia epicurea (vedi Modulo1, Lucrezio, o