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Celebrata nella nostra diocesi la Giornata della Vita Consacrata

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La comunit parrocchiale Sacro Cuore in festa per la memoria liturgica di don Bosco

Classi di scuola media, Ginnasio e Liceo Classico

S. Cuoredel Seminario Diocesano

Classi di scuola media, Ginnasio e Liceo Classico

S. Cuoredel Seminario Diocesano

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Gioved 11 febbraio Giornata del Malato: mons. Tamburrino presieder una S. Messa allUal

Settimanale di informazione, attualit e cultura dellArcidiocesi di Foggia-Bovino

ANNO XVII - N. 4FOGGIA 05.02.2010

La forza della vita una sfi da nella povert: questo il tema scelto dal Consiglio Permanente della Confe-renza Episcopale Italiana per il messaggio in occa-sione della 32a Giornata Nazionale per la Vita che si celebrer domenica 7 febbraio.Lattenzione dei vescovi tutta centrata sullattuale crisi economica che, nonostante faccia avvertire tutti i suoi lati di problematicit e di precariet, non deve minimamente intaccare il valore della vita, dono di Dio e quindi intoccabile. In particolare, il richiamo di questanno verte sul rapporto tra crisi economica e inviolabilit della vita dal momento del concepi-mento fi no al suo spegnersi naturale. Questultima affermazione richiama alla mente due spunti di rifl es-sione. Il primo la piaga dellaborto. Gli ultimi dati nazionali ci dicono che nel 2008 in Italia sono state effettuate 121.406 Ivg (Interruzioni Volontarie di Gra-vidanza), di cui circa 80mila tra donne italiane, e che la nostra Regione resta ai primi posti per lalto tasso di aborti con oltre 14.000 Ivg. Questi dati cos impie-tosi non devono farci dimenticare che intervenire volontariamente sulla vita nascente un grave delitto di cui luomo si macchia. La seconda rifl essione ci riporta inevitabilmente al caso di Eluana Englaro, una giovane donna scomparsa un anno fa, per la quale il padre, con lucida determinazione, ha chiesto e ottenuto dalla magistratura italiana un decreto per la sospensione dellidratazione e dellalimentazione. Per noi, divenuti suoi amici, in ogni angolo dItalia, pi semplicemente le venivano tolti lacqua e il cibo, il poco che le serviva per continuare a vivere. Gi dalle colonne del nostro settimanale ci eravamo pronun-ciati sulla sacralit della vita. Per noi Eluana avrebbe potuto continuare a vivere, chiss per quanto tempo ancora, solo che il padre lavesse lasciata nelle mani misericordiose delle suore di Lecco. Aspettando cos che la vita e la morte avessero il loro corso naturale.Concludiamo riportando un passaggio molto signifi -cativo del messaggio dei vescovi italiani: Anche la crisi economica che stiamo attraversando pu costi-tuire unoccasione di crescita. Essa, infatti, ci spinge a riscoprire la bellezza della condivisione e della capacit di prenderci cura gli uni degli altri. Ci fa capire che non la ricchezza economica a costituire la dignit della vita, perch la vita stessa la prima radicale ricchezza, e perci va strenuamente difesa in ogni suo stadio. Sarebbe assai povera ed egoista una societ che, sedotta dal benessere, dimenticasse che la vita il bene pi grande.

Il Direttore

2 Voce di Popolo

Si tenuto a Roma, nel mese di dicembre, presso lIstituto Maria SS. Bambina il XIV Convegno li-turgico per seminaristi, organiz-zato dal Centro di Azione Litur-gica, aveva come tema Lome-lia tra celebrazione e ministeria-lit. A questo proposito gli illu-stri relatori hanno sviluppato un percorso di rifl essione che ha pre-so in considerazione da un lato i diversi aspetti dellomelia come il contenuto, la sua natura, le sue

fi nalit, il metodo di preparazio-ne e dallaltro le caratteristiche dellomileta.

Mons. Antonio Pitta, docen-te presso la Pontifi cia Universit del Laterano, partendo dalle pa-role di San Paolo, Guai a me se non evangelizzassi (1 Cor 9, 16), ha presentato lo stile da omileta dellApostolo delle genti indivi-duandone le caratteristiche prin-cipali quali il riferimento allAT, la lettura pneumatologica, levange-

lizzazione dei sacramenti, la gra-tuit, luniversalizzazione dellan-nuncio, la de-etnicizzazione del Vangelo e il Novum cio la Pa-rola della Croce. In questo modo stato offerto un valido modello per lomileta del nostro tempo.

Don Manlio Sodi, Presidente della Pontifi cia Accademia di Te-ologia, ha portato la rifl essione sulla natura e la fi nalit dellome-lia che non affatto un mero ele-mento di contorno della celebra-zione, ma un vivo servizio alla Parola per lattuazione del me-moriale del Mistero Pasquale di Cristo che noi cristiani celebria-mo. La stessa Sacrosantum Con-cilium recita: Si raccomanda vivamente lomelia, come parte della stessa liturgia (SC 52), infatti lomelia allinterno della ce-lebrazione diviene uno strumen-to valido al servizio della stessa Parola che nella celebrazio-ne, sotto lazione dello Spirito Santo si fa sacramento come leggiamo nellIntroduzione al Le-zionario.

Mons. Angelo Lameri, ha, inve-ce, affrontato il rapporto tra Sa-

cra Scrittura e Liturgia attraver-so la conoscenza del Lezionario e i suoi itinerari nellanno liturgi-co. Allinterno dellazione liturgi-ca la Parola non risulta essere pa-rola letta ma parola detta, per-ch levento salvifi co narrato nel-la scrittura colto in atto qui ed ora nellazione liturgica ed per questo che la stessa celebrazione liturgica risulta essere il vero luo-go ermeneutico della Scrittura. Questo tanto pi vero, perch la liturgia che orienta la lettu-ra, linterpretazione e lattualizza-zione della Sacra Scrittura e que-sto proprio con la sapiente scel-ta, operata attraverso il Leziona-rio, che la Chiesa compie dei vari brani della Scrittura e che vengo-no offerti allascolto del popolo di Dio riunito in assemblea.

Lomileta e le attese dei fede-li stato il tema di rifl essione di S. Ecc. Mons. Di Molfetta, vesco-vo di Cerignola-Ascoli Satriano e presidente del C.A.L.. Nella sua relazione mons. Di Molfetta ha sottolineato come lomileta occu-pi allinterno della celebrazione il posto del profeta dellAT e del NT;

egli colui che chiamato a far ri-splendere la bellezza della Parola di Dio e quindi tenuto in prima persona ad essere partecipe del-la Parola che annuncia, prima che dirla o interpretarla. Il vatica-nista RAI Aldo Maria Valli ha svi-luppato uninteressante paragone tra lomileta e il giornalista ed ha esaminato i vari aspetti comuni-cativi dellomelia che comunque una forma di comunicazione.

Infi ne, padre Matias Aug, do-cente di Liturgia presso il Ponti-fi cio Ateneo S. Anselmo, ha illu-strato diversi aspetti della spiri-tualit dellomileta, il quale de-ve essere un attento ascoltato-re della Parola, la deve medita-re ogni giorno, deve viverne la sacramentalit, deve essere un servitore di Dio e dei fratelli evi-tando ogni protagonismo e ricor-dandosi che egli pu rivolgersi allassemblea ma sempre come un servo che parla fi ntanto che il Padrone che lo autorizza ed in-fi ne deve essere il primo a met-tere in pratica e a far fruttifi care, sotto lazione dello Spirito, la Pa-rola stessa.

L e t t e r e & Te s t i m o n i a n z e[ Francesco Paolo Gabrielli ]

TRA I RELATORI ANCHE MONS. ANTONIO PITTA E DON MANLIO SODI

Unesperienza di unit

Tra celebrazione e ministerialit

Voce di PopoloSettimanale di informazione, attualit e cultura dellArcidiocesi di Foggia-Bovinoanno XVII n. 4 del 5 febbraio 2010Direttore responsabileAntonio MenichellaHanno collaboratoDamiano Bordasco, Donato Coco, Stefano Caprio, Antonio Daniele, Francesca Di Gioia, Monica Gigante, Vito Procaccini, Valerio Quirino, Giustina Ruggiero, Lucio SalvatoreFrancesco SansoneEditore: NED S.r.LDirezione, redazione e amministrazionevia Oberdan, 13 - 71100 - FoggiaTel./Fax 0881.72.31.25e-mail: vocedipopolo@email.itProgettazione grafi ca e Stampa: Grafi che Grilli srlLa collaborazione volontaria e gratuita. Articoli e foto, anche se non pubblicati, non si restituiscono.Chiuso in redazione il 3.02.2010

La Settimana di Preghiera per lUnit dei Cristiani ha of-ferto a noi la possibilit di vi-vere momenti di unit che ci hanno arricchito profondamen-te. Sento di dover comunica-re la mia personale esperien-za che sicuramente sar stata anche quella di altri che hanno sperimentato momenti di ve-ra fraternit. Gi alcuni gior-ni prima del 19 gennaio, gior-no in cui noi dei Focolari con lassociazione Famiglia Picco-la Chiesa avevamo il compito di animare una veglia di pre-ghiera, ci siamo incontrati ap-punto con alcuni membri del-la suddetta associazione per provare i canti che abbiamo proposto a tutta lassemblea. stata unoccasione per cono-scerci ed affi atarci in un clima gioioso e fraterno. Il marted, nella chiesa di San Domenico, proprio per quellamore scam-bievole sperimentato nei gior-ni precedenti ci sentivamo ve-ramente un corpo che vibrava

allunisono e si percepiva che tutti i presenti costruivano quel momento di vera unit parteci-pando alla veglia con sacralit e grande coinvolgimento.

Laltro appuntamento al qua-le ho potuto partecipare, sta-to quello con I Fratelli della Stazione e la Caritas dioce-sana, nella cappella del Con-ventino. In un clima di massi-mo raccoglimento e di estre-ma semplicit abbiamo ascol-tato le esperienze di alcuni gio-vani che quotidianamente sim-pegnano in favore dei fratelli bi-sognosi sia nostri concittadini che stranieri. Anche in questa occasione ho percepito che, al di l delle evidenti differenze, lamore unisce e supera ogni barriera di lingua, razza, fede.

E dulcis in fundo c stato lappuntamento nella chiesa valdese dove ci siamo ritrovati in tanti di diverse chiese e con-fessioni cristiane. Le parole del Pastore valdese e di don Stefa-no Caprio mi confermavano ci

che tante volte Chiara Lubich ha detto, e cio che lunit di po-polo il fondamento dellUnit dei vertici delle chiese cristiane.