Newsletter n. 5 - Marzo 2010

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a cura del Reparto Comunicazione Istituzionale, 4 pp.; ill.; 29,7 x 42 cm

Transcript of Newsletter n. 5 - Marzo 2010

  • NewsletterIST ITUTO G. CAPORALE - TERAMO

    Rapporto 2008/2009

    Trimestrale di informazione Numero 5 - marzo 2010

    Con un taglio del tutto innovativo lIstitutopunta ad uninformazione pi ampia e detta-gliata sulle proprie attivit e sugli obiettiviconseguiti ai portatori dinteresse.

    La nostra Africa

    I risultati della rilevante attivit che lIsti-tuto sta conducendo in Africa presentati inun recente seminario.

    - Studio e controllo della Pleuropolmonite Contagiosa BovinanellAfrica sub-sahariana: recenti esperienze in Zambia eKenya

    - Morbo Coitale Maligno, biologia e malattie trasmesse dazecche: lesperienza in Africa meridionale

    - Attivit di sorveglianza epidemiologica sui bufali nella re-gione del Caprivi in Namibia

    - Lattivit diagnostica correlata alla Peste Equina svolta dalLaboratorio Centrale Veterinario della Namibia

    - Innocuit ed efficacia di un vaccino inattivato ed adiuvatoper il controllo della Peste Equina in Namibia

    - Il Sistema Informativo di gestione del Laboratorio Veterina-rio Centrale della Namibia

    - LIstituto in Eritrea

    Un po di storia:- Una metamorfosi ambiziosa- Spazio agli autori stranieri e diffusione globale

    Veterinaria Italiana

    La storica rivista di Sanit Pubblica Veteri-naria dellIstituto pronta a nuove sfide.

    - Un riconoscimento prestigioso:Veterinaria Italiana su Medline

    La comunicazione post sisma

    N e w s l e t t e rISTITUTO G. CAPORALE - TERAMOA u t o r i z z a z i o n e Tr i b u n a l e d i Te r a m o n . 6 0 2 d e l 2 7 / 0 5 / 0 9

    S U P P L E M E N T O A L A P R O F E S S I O N E V E T E R I N A R I A N U M E R O 15 - 2010

    DirettoreVincenzo Caporale

    RedazioneMonica Bucciarelli, Giulio DAgostino, Manuel Graziani,Guido Mosca

    Progetto graficoSandro Santarelli

    StampaGiservice srl, Teramo 2010Istituto Zooprofilattico Sperimentale dellAbruzzo e del MoliseGiuseppe Caporale, Via Campo Boario64100 TeramoTel. +39 0861 3321Fax +39 0861 [email protected] informazioni sulla Newsletter: [email protected]

    Ilavoratori del settore pubblico, in passato, venivano considerati Servitoricivili dello Stato, che rispondevano solo al sistema burocratico statale, inmodo assolutamente autoreferenziale; oggi si avverte lesigenza che sianosoprattutto al servizio del cittadino, delle imprese, della comunit tutta. Inquesta ottica lIstituto G. Caporale ha dato alle stampe Il Rapporto 2008/09che fonde la vecchia Relazione Tecnica con il Bilancio Sociale, per dare vita aduna pubblicazione il cui obiettivo quello di integrare i due strumenti dalpunto di vista della forma e del contenuto, veicolando argomenti tecnici conun linguaggio divulgativo, assicurando un eguale livello di comprensione al co-mune cittadino e alladdetto ai lavori. Alla base di questaprima edizione del Rapporto c proprio lidea di estendere aicittadini la possibilit di accedere in modo comprensibile alleinformazioni, avviando un processo di comunicazione efficaceche li coinvolga, raccontando loro cosa , cosa stato everso quali obiettivi sta andando lIstituto. Ecco perch leprime pagine ripercorrono la storia dellEnte, nata dallostina-zione di pochi pionieri che, oggi, stenterebbero a crederecosa diventato e cosa rappresenta lIstituto in Italia e nelmondo.

    Il Rapporto si prefigge, inoltre, di gettare le basi di unarendicontazione delle risorse pubbliche investite nellinte-resse generale e per il conseguimento degli obiettivi istitu-zionali. Un esperimento dettato dalla convinzione che lacomunicazione ha un ruolo prioritario nellattivit dellIstitutoe che indispensabile colmare la distanza che ancora oggipermane nel nostro Paese tra ricerca e opinione pubblica.Il Rapporto 2008/09 segna una svolta nella presentazionedellesperienza e nella diffusione della conoscenza dellIstitutopoich, oltre ad essere la fusione di pi strumenti informativi, il risultato di unprocesso interno teso a comunicare ai cittadini il proprio operato, presentandolEnte e il territorio di riferimento, il modello organizzativo e i valori, la valuta-zione della propria efficacia ed efficienza, le attivit prodotte e i servizi erogati, lalettura, lanalisi comparata nel tempo e la valutazione della domanda e dellofferta. Non uncaso, infatti, che nellultimo biennio tutte le pi importanti attivit istituzionali siano state accompagnate da unazione di comuni-cazione pi energica rispetto al passato, puntando prioritariamente sullinformazione ai cittadini-clienti e facendo leva su temi diinteresse quotidiano quali la sicurezza alimentare.

    Il 2008/09 ha visto lIstituto impegnato su vari fronti e in emergenze che hanno interessato lintero territorio nazionale, dalladiossina nella mozzarella di bufala campana alla brucellosi bufalina nel casertano, fino allemergenza West Nile Disease in EmiliaRomagna, Lombardia e Veneto. Senza dimenticare la frode della melamina nei prodotti a base di latte di origine cinese e il casodel latte crudo che ha spinto il Ministero della Salute ad emanare una Ordinanza urgente. Il periodo preso in esame ha fatto re-

    gistrare anche un aumento delle relazioni e dei rapporti di cooperazione in-ternazionale, su cui lIstituto investe da anninella convinzione di non poter fare altrimenti inun mondo sempre pi globalizzato. Sul pianocomunicativo la rappresentazione numerica deidati stata ridotta a favore di immagini grafi-che che hanno lo scopo di migliorare lespressi-vit del linguaggio utilizzato. Linguaggio chediventa immediatamente pi comprensibile, pertutti i portatori di interesse: clienti, fornitori,dipendenti, cittadini, stampa, Parlamento, Con-sigli regionali, Pubblica amministrazione, Istitu-zioni pubbliche, Industria agro-alimentare.

    La pubblicazione la risultante della nuova strategia di comunicazione

    dellIstituto G. Caporale

    CCoonn iill RRaappppoorrttoo 22000088//0099 llIIssttiittuuttoossii aapprree aaii cciittttaaddiinnii

    Sommario

  • Studio e controllo della PPCB nellAfrica sub-sahariana: recenti esperienze in Zambia e KenyaIl controllo delle malattie infettive diffusive animali rappresenta un grave limite allo sviluppo della zootecnia, in modo par-ticolare nei territori africani, impedendo, di fatto, lo sviluppo di unimportante risorsa economica ed alimentare. Tra le pa-tologie di interesse zootecnico, la Pleuropolmonite Contagiosa Bovina (PPCB) prioritaria poich questa malattia contagiosa,sostenuta dal Mycoplasma mycoides subsp. mycoydes Small Colony (Mmm SC), responsabile ogni anno in Africa di perdite eco-nomiche, dirette e indirette, pari a 44,8 milioni di euro. Linteresse dellIstituto G. Caporale nasce con la comparsa in Italia, tra il 1990ed il 1993, di focolai di PPCB a seguito dellimportazione di animali infetti dallEuropa. Grazie ai sistemi di identificazione animale, con-trollo delle movimentazioni, diagnosi ed eliminazione degli animali infetti, dal 93 la PPCB tornata ad essere in Italia una malattia eso-tica. Nel 1991, per le competenze da subito messe in campo durante i focolai italiani, il Centro Studi MalattieEsotiche (CESME) dellIstituto, attraverso Decreto Ministeriale, stato riconosciuto Centro di Referenza Na-zionale per lo studio e laccertamento delle malattie esotiche degli animali, divenendo il pi importantepunto di riferimento a livello nazionale per il controllo della PPCB e delle malattie esotiche in genere.Successivamente, nel 1993, lOrganizzazione Mondiale della Sanit Animale (OIE) ha designato lIsti-tuto Laboratorio di Referenza per la Pleuropolmonite Contagiosa Bovina, elevando cos i com-piti istituzionali ad un livello internazionale. Da questo momento, infatti, lattenzione si spostata verso quei Paesi e territori in cui la malattia presente, come lAfrica sub-saharianadove le attivit sulla PPCB sono state condotte su due livelli: attivit di campo ed attivitdi ricerca e sperimentazione. Le attivit di campo sono indispensabili per mantenereil contatto con il territorio, comprendere ed approfondire le problematiche relativeal controllo della malattia, offrendo, allo stesso tempo, collaborazione e supportoai Servizi Veterinari ed ai laboratori locali, soprattutto nellambito della formazionedel personale e nel miglioramento degli standard qualitativi dei laboratori diagno-stici. Gli esempi pi recenti sono rappresentati dalle attivit di collaborazione conil Botswana e lo Zambia dove lIstituto sta offrendo la propria esperienza e leproprie competenze. In Botswana in atto un Twinning OIE (progetto di gemellaggio) per creareun Laboratorio di Referenza per la PPCB in territorio africano. Per quanto riguarda lo Zambia,

    da circa un anno stata avviata una collaborazione con il Central Veterinary Re-search Institute (CVRI) di Lusaka, che sta coordinando le attivit di controlloed eradicazione della PPCB, endemica in alcune aree del Paese. Le principaliproblematiche nel controllo della malattia sono rappresentate da risorse fi-nanziarie limitate, assenza di un sistema di identificazione animale, controllodelle movimentazioni animali poco efficace e da strutture diagnostiche con bassistandard qualitativi. Circa le attivit di ricerca e sperimentazione, a partire dagli anni 2000, in Isti-tuto si fa largo lidea che per mettere a punto nuovi strumenti diagnostici e vaccinali necessario compren-dere la patogenesi della PPCB, investigando i meccanismi patologici ed immunitari che si sviluppano nel corsodellinfezione. Tali studi sono condotti sia mediante il reperimento di materiale biologico proveniente da focolai dicampo, sia mediante infezioni sperimentali condotte in Africa. In tale ambito risultata determinante la colla-borazione, ormai decennale, con il Laboratorio Centrale Veterinario (CVL) di Windhoek, Namibia, e quelle pi recenticon il CVRI di Lusaka, Zambia, e con lInternational Livestock Research Institute (ILRI) di Nairobi, Kenya. LILRI unEnte di ricerca internazionale, che vanta unesperienza pluriennale