Monteverdi - L'Orfeo - Full Score

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  • Claudio MonteverdiL'Orfeo

    Favola in musica di Claudio Monteverdirappresentata in Mantova l'anno 1607

    e nuovamente data in luceal Serenissimo Signor D. Francesco Gonzaga

    Principe di Mantova, Monferrato, etc.

    Libretto di Alessandro Striggio

    PROLOGO

    Toccata

    Ritornello

    LA MUSICADal mio Permesso amato a voi ne vegno,incliti eroi, sangue gentil del regi,di cui narra la Fama eccelsi pregi,n giugne al ver perch' troppo alto il segno.RitornelloIo la Musica son, ch'ai dolci accentiso far tranquillo ogni turbato core,et or di nobil ira, ed or d'amoreposso infiammar le pi gelate menti.RitornelloIo su cetera d'or, cantando sogliomortal orecchio lusingar talorae in guisa tal de l'armonia sonorade la lira del ciel pi l'alme invoglio.RitornelloQuinci a dirvi d'Orfeo desio mi spronad'Orfeo che trasse al suo cantar le sferee servo fe' l'inferno a sue preghieregloria immortal di Pindo e d'Elicona.RitornelloOr mentre i canti alterno, or lieti, or mesti,non si mova augellin fra queste piante,n s'oda in queste rive onda sonante,ed ogni Auretta in suo camin s'arresti.Ritornello

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  • ATTO I

    PASTOREIn questo lieto e fortunato giornoch'ha posto fine a gli amorosi affannidel nostro Semideo, cantiam, pastori,in s soavi accentiche sian degni d'Orfeo nostri concenti.Oggi fatta pietosal'alma gi s sdegnosadella bella Euridice.Oggi fatta feliceOrfeo nel sen di lei, per cui gi tantoper queste selve ha sospirato, e pianto.

    Dunque, in s lieto e fortunato giornoch'ha posto fine a gli amorosi affannidel nostro Semideo, cantiam, pastori,in s soavi accentiche sian degni d'Orfeo nostri concenti.

    CORO NINFE, PASTORIVieni, Imeneo, deh vienie la tua face ardentesia quasi un Sol nascentech'apporti questi amanti i d serenie lunge ormai disgombrede gli affanni e del duol gli orrori e l'ombre.

    NINFAMuse onor di Parnaso, amor del cielo,gentil conforto a sconsolato core,vostre cetre sonoresquarcino d'ogni nube il fosco velo;e mentre oggi propizio al vostro Orfeoinvochiam Imeneosu ben teamprate corde.Sia il nostro canto co'l vostro suon concorde.

    NINFE, PASTORILasciate i monti, lasciate i fonti,ninfe vezzose e liete,e in questi prati ai balli usatileggiadro il pi rendete.Qui miri il sole vostre carolepi vaghe assai di quelle,ond'a la Luna, a notte bruna,danzan in ciel le stelle.RitornelloLasciate i monti, lasciate i fonti,ninfe vezzose e liete,

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  • e in questi prati a i balli usatileggiadro il pi rendete.Poi di bei fiori, per voi s'onori,di questi amanti il crine,ch'or dei martiri dei lor desirigodon beati al fine.Ritornello

    PASTOREMa tu, gentil cantor, s'a' tuoi lamentigi festi lagrimar queste campagne,perch ora al suon de la famosa cetranon fai teco gioir le valli e i poggi?Sia testimon del corequalche lieta canzon che detti Amore.

    ORFEORosa del ciel, vita del mondo, e degnaprole di lui che l'aniverso affrena,Sol, che'l tutto circondi e 'l tutto miri,da gli stellati giri,dimmi: vedeste maidi me pi lieto e fortunato amante?Fu ben felice il giorno,mio ben, che pria ti vidi,e pi felice l'orache per te sospirai,poich al mio sospirar tu sospirasti.Felicissimo il puntoche la candida manopegno di pura fede a me porgesti.Se tanti cori avessiquant'occhi al ciel eterno e quante chiomehan questi colli ameni il verde maggiotutti colmi sarieno e traboccantidi quel piacere ch'oggi mi fa contento.

    EURIDICEIo non dir qual sianel tuo gioire, Orfeo, la gioia mia,ch non ho meco il core,ma teco stassi in compagnia d'Amore.Chiedilo dunque a lui s'intender bramiquanto lieta gioisca, e quanto t'ami.

    NINFE, PASTORILasciate i monti, lasciate i fonti,ninfe vezzose e liete,e in questi prati ai balli usatileggiadro il pi rendete.Qui miri il Sole vostre carole

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  • pi vaghe assai di quelle,ond'a la Luna, a notte bruna,danzan in ciel le stelle.Ritornello

    CORO NINFE, PASTORIVieni, Imeneo, deh vienie la tua face ardentesia quasi un Sol nascentech'apporti questi amanti i d serenie lunge ormai disgombrede gli affanni e del duol gli orrori e l'ombre.

    PASTOREMa s' il nostro gioir dal ciel deriva,com' dal ciel ci che quaggi incontra,giusto ben che devotigl'offriam incensi e voti.Dunque al tempio ciascun rivolga i passia pregar lui ne la cui destra il mondo,che lungamente il nostro ben conservi.

    Ritornello

    PASTORIAlcun non sia che disperato in predasi doni al duol, bench talor si assagliapossente s che nostra vita inforsa.

    Ritornello

    NINFE, PASTORICh, poi che nembo rio, gravido il senod'atra tempesta inorridito ha il mondo,dispiega il sol pi chiaro i rai lucenti.

    Ritornello

    PASTORIE dopo l'aspro gel del verno ignudoveste di fior la primavera i campi.

    NINFE, PASTORIEcco Orfeo, cui pur dianzifuron cibo i sospir bevanda il pianto,oggi felice tantoche nulla pi che da bramar gli avanzi.

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  • ATTO II

    Sinfonia

    ORFEOEcco pur ch' voi ritornocare selve e piaggie amate,da quel Sol fatte beateper cui sol mie notti han giorno.

    Ritornello

    PASTOREMira ch'a se n'allettal'ombra, Orfeo, de' tuoi faggior ch' infocati raggiFebo dal ciel saetta.RitornelloSu questa erbosa spondaposiamci, e 'n vari modiciascun sua voce snodial mormorio de l'onde.

    Ritornello

    DUE PASTORIIn questo prato adornoogni selvaggio Numesovente ha per costumedi far lieto soggiorno.RitornelloQui Pan, Dio de' Pastori,s'ud talor dolenterimembrar dolcementesuoi sventurati amori.RitornelloQui le Napee vezzose,schiera sempre fiorita,con le candide ditafur viste a coglier rose.

    NINFE, PASTORIDunque fa' degni, Orfeo,del suon della tua lira.Questi campi ove spiraaura d'odor sabeo.

    Ritornello

    ORFEOVi ricorda o boschi ombrosi,

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  • de' miei lunghi aspri tormenti,quando i sassi a' miei lamentirispondean fatti pietosi?RitornelloDite, allor non vi sembraipi d'ogni altro sconsolato?Or fortuna ha stil cangiatoed ha volti in festa i guai.RitornelloVissi gi mesto e dolente.Or gioisco e quegli affanniche sofferto ho per tant'annifan pi caro il ben presente.RitornelloSol per te, bella Euridice,benedico il mio tormento.Dopo 'l duol vi pi contento,dopo il mal vi pi felice.

    PASTOREMira, deh mira, Orfeo, che d'ogni intornoride il bosco e ride il prato.Segui pur col plettro auratod'addolcir l'aria in s beato giorno.

    MESSAGGERAAhi, caso acerbo!Ahi, fato empio e crudele!Ahi, stelle ingiuriose!Ahi, ciel avaro!

    PASTOREQual suon dolente il lieto d perturba?

    MESSAGGERALassa, dunque, debb'io,Mentre Orfeo con sue note il ciel consola,con le parole mie passargli il cuore?

    PASTOREQuesta Silvia gentile,dolcissima compagnade la bella Euridice,oh quanto in vista dolorosa.Or che fia?Deh sommi Dei,non torcete da noi benigno il guardo.

    MESSAGGERAPastor lasciate il canto,ch'ogni nostra allegrezza

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  • in doglia volta.

    ORFEODonde vieni?Ove vai?Ninfa che porti?

    MESSAGGERAA te vengo Orfeo,messaggera infelicedi caso pi infelice e pi funesto.La tua bella Euridice...

    ORFEOOhim che odo?

    MESSAGGERALa tua diletta sposa morta.

    ORFEOOhim.

    MESSAGGERAIn un fiorito pratocon altre sue compagne,giva cogliendo fioriper farne una ghirlanda alle sue chiome,quando angue insidioso,ch'era fra l'erbe ascoso,le punse un pi con velenoso dente.Ed ecco immantinente,scolorirsi il bel visoe ne' suoi lumi sparir que' lampi,ond' ella al Sol fea scorno.Allor noi tutte sbigottite e mestele fummo intorno richiamartentando gli spirti in lei smarriticon l'onda fresca e con possenti carmi.Ma nulla valse, ahi lassa,ch'ella i languidi lumi alquanto aprendo,e te chiamando, Orfeo,dopo un grave sospiro,spir fra queste braccia,ed io rimasi pieno il cor di pietade e di spavento.

    PASTOREAhi, caso acerbo!Ahi, fato empio e crudele!Ahi, stelle ingiuriose!Ahi, ciel avaro!

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  • SECONDO PASTOREA l'amara novellarassembra l'infelice un muto sassoche per troppo dolor non pu dolersi.Ahi, ben avrebbe un cor di tigre o d'orsachi non sentisse del tuo mal pietade.Privo d'ogni tuo ben, misero amante.

    ORFEOTu se' morta, mia vita, ed io respiro?Tu se' da me partitaper mai pi non tornare, ed io rimango?No, che se i versi alcuna cosa ponno,n'andr sicuro a' pi profondi abissie, intenerito il cor del Re de l'ombre,meco trarrtti a riveder le stelle.O se ci negherammi empio destino,rimarr teco in compagnia di morte.Addio Terra, addio Cielo, e Sole, addio.

    NINFE, PASTORIAhi, caso acerbo!Ahi, fato empio e crudele!Ahi, stelle ingiuriose!Ahi, ciel avaro!Non si fidi uom mortaledi ben caduco e fraleche tosto fugge, e spessoa gran salita il precipizio presso.

    MESSAGGERAMa io ch'in questa linguaho portato il coltelloch'ha svenato ad Orfeo l'anima amante,odiosa ai Pastori e alle Ninfe,odiosa a me stessa, ove m'ascondo?Nottola infausta,il Sole fuggir sempree in solitario specomener vita al mio dolor conforme.

    Sinfonia

    PASTORIChi ne consola, ahi lassi?O pur chi ne concedenegl'occhi un vivo fonteda poter lagrimar come conviensiin questo mesto giorno,quanto pi lieto gi tant'or pi mesto?Oggi turbo crudele

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  • i due lumi maggioridi queste nostre selve,Euridice ed Orfeo,l'una punta da l'angue,l'altro dal duol trafitto,ahi lassi, ha spenti.

    NINFE, PASTORIAhi, caso acerbo!Ahi, fato empio e crudele!Ahi, stelle ingiuriose!Ahi, ciel avaro!

    PASTORIMa dove, ah, dove or sonode la misera ninfale belle e fredde membra,dove suo degno albergoquelle bell'alma elessech'oggi partita in sul fiorir dei giorni?Andiam pastori, andiamopietosi a ritrovarle,e di lagrime amareil dovuto tributoper noi si paghi almeno al corpo esangue.

    PASTORIAhi, caso acerbo!Ahi, fato empio e crudele!Ahi, stelle ingiuriose!Ahi, ciel avaro!

    Ritornello

    ATTO III

    Sinfonia

    ORFEOScorto da te mio numesperanza unico benede gli afflitti mortali,ormai son giuntoa questi mesti e tenebrosi e regnio