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Vita e poetica

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White

White. Maestri della fotografia

di Chiara Micol Schiona

http://www.cultframe.com/2012/06/minor-white/

Minor White. 1908 (Minneapolis, Minnesota, USA) 1976 (Cleveland, Ohio, USA)

Il punto cardine del lavoro fotografico di Minor White sta nellabbracciare per un lungo periodo della sua vita gli intenti della California School of Fine Arts di San Francisco (CSFA), scuola che nel 1945 sub una radicale modifica per quanto riguarda linsegnamento della fotografia, dovuta essenzialmente al fatto che la California divenne meta ideale di numerosi artisti fuggiti dalla guerra che colp lEuropa e che resero, con la loro arte, laBay Areafulcro della cultura pi innovativa degli anni quaranta del Novecento.La storia del nuovo dipartimento di fotografia nasce cos nel 1945 in corrispondenza dellassunzione di MacAgy come direttore della CSFA. In questo momento si inserirono come insegnanti numerose personalit artistiche dellepoca quali Mark Rothko, Ad Reinhardt, Stanley William Hayter, Eva Model, ed Edward Weston. Newhall fu designato per la costruzione del laboratorio di fotografia e, tra i nuovi insegnati, nel 1946, fu introdotto, grazie ad Ansel Adams, Minor White.

I principali temi che si possono evidenziare nella sua opera, e che hanno contribuito allo sviluppo del suo pensiero artistico e didattico sono, sia dal punto di vista tematico, che dal punto di vista formale, dei veri e propri ibridi. Possiamo infatti dire che Minor White opera, in senso strettamente contemporaneo, un vero e proprio sincretismo, non solo delle arti, ma di tutte le discipline affini al suo pensiero: unisce, sposa, la letteratura alla fotografia, la danza alla spiritualit, il teatro alla didattica.La sua poetica artistica, pur essendo di difficile semplificazione, pu essere racchiusa nelle cos dette e teorizzateintangibile characteristics, di cui il fotografo parla per la prima volta nellarticolo pubblicato suImagedel 1956. Fanno parte di queste caratteristiche ilsense of presence,ilsense of authenticitye, la pi intangibile delle caratteristiche, linnocence of eye. Attraverso queste caratteristiche le operazioni che portano allo scatto fotografico sono specificate in modo netto e preciso in ogni passaggio che il fotografo deve necessariamente compiere per far divenire la propria fotografia unimmagine artistica. Per compiere tutto questo il processo creativo suddiviso, secondo Minor White, inselection,previsualization,recognitionedequivalent,mentre le due fasi qualithe concept of essenceethe experiencegiungono solo successivamente. Le qualit formali sono quindi peculiari per ottenere un ottimo risultato artistico perch la superficie, e le potenzialit infinite delle creazioni, aiutano a conoscere il mondo, ad appropriarsi dello sguardo che attraversa lapparenza dellumana comprensione. Cos, grazie alla fondazione diAperture, il fotografo riusc ad esporre le principali fasi della tecnica e della comprensione della fotografia gi nel primo articolo scritto per la rivista, composto nel 1949, dove ci parla dellExposure Developmentovvero della suddivisione delle fasi che portano a percepire limmagine fotografica:the printing, the display, the seeing.

Riguardo le qualit tecniche e formali non possiamo non parlare del contenuto della sua opera, anche perch questi elementi sono, come abbiamo gi detto, strettamente correlati.Linfluenza della filosofia di Gurdjieff ed Ouspensky, filosofi russi giunti negli anni quaranta negli Stati Uniti, si rivela fondamentale nelle immagini che produce: evidente nel forte senso di visualizzazione interiore dellimmagine, dove lespressione di se stessi non abbastanza, non completa lopera, e dove la semplice riproduzione del mondo non fa giungere alla comprensione totale, bens ci spinge ad un maggiore distacco dallo stesso mondo. Essenzialmente, secondo le teorie di Gurdjieff ed Ouspensky, il significato della vita risiede quindi non sullasse orizzontale bens su quello verticale, cio nella connessione tra conscio ed inconscio.Linteresse per le filosofie orientali lo portarono nel 1972 a produrre una mostra, Octave of Prayer, il cui tema fondamentale viene dalla personale concezione per cui la fotografia e la preghiera sono unite, ovvero utilizzano lo stesso tipo di energia. Le varie fasi della preghiera corrispondono a vari livelli espressivi, giungendo ad una sorta di catarsi del ciclo artistico; da notare che lunica immagine che White inser nella mostra fu Bristol, Vermont, 1971.Questa mostra fu duramente attaccata da A.D. Coleman suCamera 35nel 1973, il quale vi vedeva unicamente un indebolimento artistico delle opere dei vari fotografi, sottomessi alla visione fotografica di White. Questultimo rispose in unintervista, il cui fulcro che un critico non un fotografo e che quindi la responsabilit artistica non gli propria ma gli propria solo uninterpretazione.

Il tema portante delle immagini di White ovviamente la natura, attorno alla quale gira tutto il pensiero del fotografo, catalizzatore delle forme naturali che si rivelano nella pi alta percezione sensibile. Diviene licona del fotografosoggettivoper eccellenza: le immagini della sequenza Song Without Clothes sono esplicative in questo senso, perseguono, inconsapevolmente, laffermazione di Ammons, secondo cui le forme dellinforme ci angosciano di pi perch alludono a dio.Passando dallanalisi contenutistica del percorso dal frammento alla sequenza, i cui spunti per il fotografo furono Novalis, Wordsworth, Holderlin, Coleridge, Mallarm e Valry (autori da lui studiati ai tempi delluniversit), un tema ancora non citato limportanza, per la sua opera, delle parole. La questione viene affrontata da Nancy Newhall che analizza i vari usi della parola legata allimmagine:title, captionetext. Alcune immagini sono unite alle parole come in Song Without Words, altre invece ne richiedono la necessit come nella Sequence 17 del 1963, per cui la parola diviene da demarcazione a corollario della stessa immagine, diversamente, in Fourth Sequence non troviamo necessario nessun testo perch esse stesse ci parlano come se fossero un testo visivo, la cui associazione alla parola sarebbe superflua e non necessaria.

Egli ovviamente legato allo spirito del suo tempo, riassumendo con grande capacit ci che ha assorbito negli anni di studio e negli incontri con i personaggi peculiari della met del Novecento. Va per oltreStieglitz, oltre Weston ed Adams, oltre la semplice e iperdefinitafotografia soggettiva. Di fatto la gi citata prerogativa di White dellunione imprescindibile tra forma e contenuto, fra capacit tecnica e sviluppo spirituale, lo portano ad essere, da un certo punto di vista, un Modernista. Possiamo affermarlo, almeno per il suo modo di raccontare lopera artistica ma, se osserviamo attentamente le sue immagini ci rendiamo conto che possiamo essere colti da una sorta di forma di smarrimento. Nelle fotografie della Fourth Sequence del 1950 ma anche quelle della Sequence 17 del 1963, che appartengono s a un repertorio puramente modernista, per laccuratezza formale, lo studio del dettaglio reso nella massima perfezione, ma allo stesso tempo non si limitano a tutto ci. Osservando le fotografie delle sequenze citate possiamo notare come siano rese in una forma creativa tendente allessere in sespressionista. Lutilizzo di un equilibrio tra la tecnica e lespressione fa s che a chi osserva le sue immagini non dispiaccia affatto leffetto disfocatura, non certamente formale, ma contenutistica. Infatti noi ci troviamo ad avere di fronte qualcosa che non sappiamo definire precisamente e neanche ci richiesto di ricomporre il puzzle che abbiamo di fronte; ci viene bens richiesto di andare oltre quella che losservazione, condividere locchio del fotografo, che non esprime solamente se stesso con la propria creazione ma entra in comunione con loggetto rappresentato, rendendo visibile allo spettatore ci che visibile non .

E tutto nella mente / Che conficca come chiodo la pioggia della notte / Nellannuvolato deserto / Agghiacciato dalla paura nel vento della notte / Se il fulmine saetta io sono morto / Se non lo far io non vivr (Minor White); landare oltre lo specchio della comune visione, attraverso una consapevolezza che in qualche modo rende la propria opera diversa da prima e certa nel dopo .

BIOGRAFIA

Minor Martin White nasce il 9 luglio del 1908 a Minneapolis nel Minnesota. Figlio unico, intorno al 1915 riceve come regalo dal nonno George Martin una macchina fotografica Brownie e, trasferitosi nel 1924 in California, riceve in eredit anche il suo archivio di diapositive e fotografie di viaggi. Il fotografo che si laurea nel 1933 in letteratura inglese e botanica allUniversity of Minnesota, proprio grazie alla botanica si avvicin alla fotomicrofotografia: negli anni trenta e quaranta vedevamo strane forme nellarte moderna; a allora non potevo fare a meno di dirmi che avevo gi visto tutto questo al microscopio (Minor White). Apprende cos le basi della tecnica fotografica riproducendo in diapositiva degli elementi come le alghe. La scrittura laltra sua vera passione tanto che, nel 1931, inizia il suo diario di vita, la sua raccolta di pensieri e poesie Memorable Fancies. Solo per nel 1937 comincia a fare della fotografia una professione. Risalgono infatti a questo periodo le prime stampe di paesaggi e ritratti di amici prodotte durante un viaggio nel nord Minnesota (Lake Superior) scattate con una fotocamera Argus C3, 35mm. Lavorando come portiere di notte al Beverly Hotel di Portland si iscrive allOregon Camera Club e, nel 1938 grazie alle immagini scattate per il centro di Portland, riesce a cominciare la sua attivit di insegnante di fotografia al TMCA. Dalle immagini degli edifici storici di Portland scattate nel 1939, passando per la realizzazione di immagini pubblicitarie, linteresse per la musica e il teatro, si conferma e sottolinea laspetto poliedrico e interdisciplinare di Minor White e, dal punto di vista formale, la sua adesione al grande formato e alla fotografia diretta che lo portarono a delineare quella che oggi definiamofotografia soggettivadi stampo californiano.Scrive regolarmente di pittura, recensisce mostre, tiene una sua rubrica presso la radio locale nellest Oregon e insegna, dal 1940, a La Grande Art Center, un piccolo centro WPA della zona. Risalgono a questo periodo due momenti centrali della vita del fotografo: il suo primo articolo sulla fotografia Quando la fotografia creativa? pubblicato su American Photography (gennaio 1943) e la prima sequenza fotografica, una narrazione di un viaggio sugli sci dellYMCA al Mount Saint Helens.Tra il 1942-1945 entra a far parte dellArmy Intelligence Corps. Sotto le armi si dedica nuovamente alla scrittura, dando vita a tre cicli di poesie: Elegies, Free Verse for the Freedom of Speech e Minor Testament, brani che saranno associati successivamente alla serie fotografica, la prima in forma non narrativa, Amputations (1947).

Raggiunta New York dove, grazie a Beaumount e Nancy Newhall, pot lavorare al MoMA, nel 1946, incontra personalmente Stieglitz, e scrive, grazie al contributo di Meyer Schapiro, i suoi primi tre testi sul metodo per losservazione dellimmagine fotografica. Nello stesso anno approda finalmente alla CSFA dove inizia ad insegnare assistendo Ansel Adams e, dalladdio di questultimo alla scuola nel 1947, prende le redini del dipartimento di fotografia. Il primo portfolio dellartista, che comprende immagini scattate fra il 1947 e 1971, Jupiter Portfolio, verr pubblicato solo nel 1975 e solo nel 1948 White comincia a produrre immagini fotografiche con soggetti umani: parliamo della serie The Temptation of Saint Anthony Is Mirrorr e Fifth Sequence / Portrait of Young Man as Actor.

Nasce la questione che accompagn il fotografo per tutto larco della sua vita: creare una didattica per la fotografia, che non fosse da meno paragonata agli insegnamenti delle altre discipline artistiche. Partendo dalla CSFA, dal 1950, comincia a delinearsi quello che sar il vero e proprio programma del corso di fotografia. Esso viene suddiviso in tre anni accademici, pi un quarto opzionale. Ogni anno ha dei corsi ben definiti che si sviluppano dalla tecnica alle teorie estetiche, il cui aspetto fondamentale lunione della tecnica fotografica con linterpretazione. La scuola serale diviene di competenza di White che fa studiare ai suoi allievi anche critica, estetica e testi di Bolevslasky, Bailey, ed Ouspensky.E nel fermento degli inizi degli anni cinquanta che il fotografo comincia a discutere, grazie ad Ansel Adams, Melton Ferris, Dorothea Lange, Ernst Louie, Barbara Morgan, Beaumont e Nancy Newhall, Dody Warren, sulla nascita di una rivista che parli di fotografia cos, nel 1952, nasce quella che sar la rivista che segner la fotografia contemporanea:Aperture. White ne editore e manager e, lanno successivo, cura la mostra Come leggere una fotografia per il San Francisco Museum of Art Extension Division.Furono numerose le mostre tenute da White, parliamo, tra le altre, di Song Without Words del 1948, Focus Unlimited del 1951, Perceptions del 1954, Sequence 13 del 1959, fino alla Sequence 1970.

Egli va via dalla CSFA nel 1953, dopo sette anni, il che coincide con la concentrazione del nuovo direttore Mundt verso una didattica improntata sulle arti pi commerciali. Si traferisce a Rochester, presso lIstitute of Technology, dove rimarr tre anni, e dove cura diverse mostre, tra cui una retrospettiva su Alfred Eisenstaedt. Qui a Rochester la sua propensione allinsegnamento si rende sempre pi preminente rispetto al lavoro di fotografo; crea dei veri e propri workshop allinterno della sua casa, che diventeranno una costante per tutti gli anni successivi. Infatti comincia a designare, in qualche modo, i suoi successori artistici: Paul Caponigro, Michael Hoffman, Herbert Hamilton.Pur ritirandosi dalla CSFA da ricordare lindissolvibile legame intellettuale con Ansel Adams ed Edward Weston che convoglier, per questultimo, nellimmagine scattata in suo onore For Edward Weston (1958) e nello scritto Exposure With the Zone System del 1956, pubblicato in seguito nel 1973 con il titolo Visualization Manual, che rappresenta lideale completamento del sistema zonale creato da Ansel Adams.

Misticismo e religione sono entrambi presenti nella complessa figura del fotografo: dalladesione, durante gli anni della guerra, alla Chiesa Cattolica Romana, abbandonata nel 1950, allunione con la dottrina filosofica di Gurdjieff. Esse diventano parte integrante dellinsegnamento tanto che Some Methods for Experiencing Photographs un articolo scritto da White che rappresenta come le teorie filosofiche assorbite da Gurdjieff, la conoscenza e la comprensione di s, siano diventate integranti nel processo di insegnamento per i suoi allievi. Seguiranno The Way Through Camera Work, che rappresenta il manifesto teorico della filosofia di White, fino ai testi Canons of Camerawork del 1960, Conscious Photography e Creative Audience, terminando con la nascita nel 1965 della rivista da lui diretta Parabola / Myth and the Quest for Meaning. Non sono da meno le mostre che evocano pi che il sentimento religioso, la spiritualit, come il ciclo delle quattro mostre proposte allHayden Gallery al MIT, Light 7 (1968), Be-ing Without Clothes (1970), Octave of Prayer (1972) e Celebration (1974).

Successivamente, dal 1965 al 1968, diede vita al MIT ad un programma didattico composto da cinque corsi e uno spazio espositivo permanente, dove cura Exhibition One (1965), mostra in cui vengono presentati i lavori di 22 fotografi dellarea di Boston. Fondamentale in questo periodo la conferenza che tiene alla Society for Photographic Education a Chicago: Is There a Place for a Functional Criticism in Camera Image Making?. Inoltre la danza e il movimento, teorizzato anche da Gurdjieff, diventano soggetti delle sue successive opere come Slow Dance (1965). Se nel 1962 realizza la sua prima autobiografia in immagini Sequence 13 / Return to the Bud in cui le fotografie sono rigorosamente accompagnate da testi, nel 1968 il testamento visivo di White terminato, Mirrors Messages Manifestations: 243 fotografie corredate da testi tratti dal suo diario Memorable Fancies, e da una ricca biobibliografia a cura del suo ex allievo e assistente Peter Bunnell. Nel mese di gennaio del 1970 una mostra, a cura di Michael Hoffman, al Philadelphia Museum of Art, Towards TheseThe Circle, The Square, The TriangleA Life in Photography on a Theme, racchiude 200 immagini tratte proprio da Mirrors Messages Manifestations. Segue la collaborazione con luniversit di Princeton che acquister anche la sua opera in sequenza Sound of One Hand.

Gli interessi verso la multidisciplinariet lo portano a organizzare numerose conferenze come il primo Hotchkiss Workshop in Creative Photography alla Hotchkiss School di Lakeville nel Connecticut, e alla fondazione, a Boston, di Imageworks, una scuola di fotografia e nuovi media.Per quanto riguarda la tecnica Sequence 1968 e Sequence 1970, le ultime sequenze della sua vita, appaiono particolari per la tecnica utilizzata ovvero lutilizzo della sovrapposizione di due negativi oppure la doppia stampa. Lavvento del colore nella sua fotografia destinato a non completarsi del tutto poich Portfolio Chromatikos non verr mai terminato, ed invece, negli ultimi anni, la Polaroid SX-70 sar la vera protagonista. Lultima opera, prima della sua morte, sono i ritratti del volume Lives Ive Never Lived: A portrait of Minor White (1976). Lascia in eredit il suo archivio personale, documenti, libri e la collezione di fotografie alla Princeton University.

CultFrame 06/2012

IMMAGINI1 Copertina del libroLife Like a Cinema of Stillsa cura di Filippo Maggia2 Copertina del libroMinor White: The Eye That Shapesdi Peter C. Bunnell3 Copertina del libroMirrors Messages Manifestationsdi Minor White4 Copertina del libroMinor White: Rites and Passagesdi Michael E. Hoffmann

BIBLIOGRAFIA

Comer, Stephanie, Deborah Klochko e Jeff Gunderson ,The Moment of Seeing: Minor White at The California School of Fine Arts, Chronicle Books, San Francisco, 2006.

Maggia, Filippo (a c. di), Minor White,Life Like a Cinema of Still(cat.), Salzburg-Milano-Modena, Baldini & Castoldi, Milano, 2000.

Bunnell, Peter C.,Minor White: The Eye That Shapes, The Art Museum, Princeton University, Princeton, N.J, 1989.

Holborn, Mark, ed.,Minor White: A Living Remembrance, Aperture Inc., 1984, Millerton, NY, anche pubblicato come Aperture, 95, 1984.

Frajindlich, Abe,Lives Ive Never Lived: A Portrait of Minor White, con una prefazione di Peter C. Bunnell, Arc Press, Cleveland, 1983.

Hoffmann, Michael E., ed.,Minor White: Rites and Passagescon un saggio biografico di James Baker Hall, Aperture Inc., 1978, NY, anche pubblicato come Aperture, 80, 1978.

LINKHarvard Art Museum. Immagini di Minor White nella collezione del museo

Tags:Alfred Stieglitz,Ansel Adams,bibliografie,biografie,Chiara Micol Schiona,Dorothea Lange,Edward Weston,fotografi americani,FOTOGRAFIA,maestri della fotografia,Minor White,Nancy NewhallArticolo inserito marted, 12 giugno, 2012 alle 12:30 inFOTOGRAFIA,maestri della fotografia. Puoi seguire i commentiRSS 2.0feed. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

Minor White: Il Metaforista Della Fotografia

On 07/10/2013 by Nicola Focci

Minor White (1908-1976)

Quando ho guardato le cose per quello che sono, sono stato tanto sciocco da persistere nella mia follia e ho scoperto che ogni fotografia era uno specchio di me stesso.

Ogni tanto ci imbattiamo in incontri tanto casuali (apparentemente) quantoprofondamente incisivi nella nostra educazione di fotografo. A volte questi incontri rappresentano quella tessera mancante in un mosaico di comprensione, che permette di dare un senso anche ad altri autori.

Per me stato cos con Minor White. Posso dire tranquillamentedi sentirmi folgorato da questo poeta dellimmagine, che non conoscevo assolutamente (e del quale purtroppo non si trova tantissimo, pur essendo uno dei maestri riconosciuti del 900).

Larticolo un po lungo, e me ne scusocon chi avr la pazienza di leggerlo; ma un personaggio come White difficilmente condensabile in poche righe.

Una (Breve) Biografia

Minor White nacque nel 1908 a Minneapolis (Minnesota).

Dopo la laurea in botanica e uniniziale passione per la poesia, a trentanni inizi la sua carriera di fotografo, poi interrotta per la guerra dove serv nel servizio informazioni della marina.

Successivamente fu coinvolto in un circolo di prestigiosi fotografi quali Alfred Stieglitz, Edward Weston, e Ansel Adams; pass molto tempo con questi grandi artisti, e la sua carriera decoll, grazie a numerose mostre e soprattutto ad attivit didattiche.

Fond nel 1952 la rivistaAperture,e si dedic allinsegnamento della fotografia (anche nel prestigioso MIT,Massachusetts Institute of Technology) sino alla morte avvenuta a 67 anni per attacco cardiaco.

Windowsill Daydreaming, 1958

Equivalenza

Centrale nella poetica visiva di White il concetto diequivalence, acquisito da Stieglitz e poi amplificato.

Secondo White,una fotografia pu agire su tre livelli. (Lo descrive nel suo articolo del 1963Equivalence: The Perennial Trend,da me tradotto in questo PDF scaricabile, e il cui originale indicato nelle fonti a fine articolo).

Ilprimo livello quello marcatamente visuale. Il fotografo riconosce nel soggetto qualcosa che gli ricorda un sentimento, elo esprime visivamente, sfruttando gli attributi tipici del mezzo fotografico. Per esempio, la fotografia di una nuvola esprime un sentimento di femminilit (rotondit, delicatezza, morbidezza) provato verso una donna.

Alsecondo livello, avviene la vera e propria Equivalenza: una sorta di magia in chi osserva questa fotografia, che coglie un senso di corrispondenza con quanto provato dal fotografo, e soprattutto conqualcosa che riconosce di s stesso. La fotografia diventa quindi una sorta dispecchio. Pu essere un riconoscimento gradevole o sgradevole, ma comunque riguarda qualcosa di s.

Alterzo livello, la fotografia non pi presente davanti agli occhi dellosservatore; esi trasforma ulteriormente, secondo le proprie inclinazioni e distorsioni, diventando altro ancora, ma sempre riportando a qualcosa di s (appunto perch trasformata dentro alla mente dellosservatore). Trattandosi di un processo intimo dice White impossibile a prevedersi e descriversi.

La fotografia, per White,non dunque documentazione, ma bens metafora.

O, se vogliamo, la documentazione di un paesaggio interiore del fotografo, che pu essere riflesso sullosservatore attraverso un meccanismo di identificazione intuitiva. Una sorta diallineamento tra immagine ed esperienza individuale.

Snow on Garage Door, Rochester, New York, 1960

Alla prima occhiata, la fotografia pu informarci. Alla seconda occhiata, ci pu raggiungere.

La fotografia di Minor White insomma abissale:non pu essere semplicemente guardata, ma va studiata. Perch va al dil di s stessa.

Certo, una fotografia molto complessa E i suoi paesaggi a volte fa notare Robert Adams faticano a cogliere nel segno, perch sono irriconoscibili: difficile provare il suo stesso stupore (scrive sempre Adams) se non riusciamo a identificarli nel mondo che conosciamo.

Da Maestoso A Religioso

Il potente simbolismo di Minor White lo si pu apprezzare anche per confronto. Sia lui sia Ansel Adams, infatti, fotografarono ilGrand Teton; ma con risultati molto diversi (anche se ugualmente splendidi):

Minor White, Grand Tetons, 1959 (da moma.org)

Ansel Adams, The Tetons and the snake river, 1942 (da wikipedia.org)

Sebbene si intuisca nel paesaggio di White un insegnamento e unaffinit con i lavori di Adams e Weston (con entrambi aveva un rapporto di profonda stima ed amicizia), siamo di fronte a unpercorso maggiormente interiore.

Anzich documentare unluogo(magari estendendo al massimo la gamma tonale come faceva Adams), questa fotografia di White rappresenta unarivelazione: a un certo punto, in quel dato paesaggio, qualcosa si rivelato al fotografo a prescindere dal dove.

Questa rivelazione anche, se vogliamo, di tipo biblico: la luce di Dio. Tutto il lavoro di White pervaso da unaprofonda religiositcome si capisce anche dalla croce bianca sulla porta del garage vista pi sopra.

Se losservatore riconosce questo tipo di sensazione, ed essa porta in superficie qualcosa di s (per esempio una ricerca di quel senso di religiosit, un tendere a),ecco che si avuta lEquivalenza.

Poeta

Cos come Ansel Adams studi da pianista prima di diventare fotografo e ci spiega molto della sua tecnica scientificamente ripetibile, cosil background di poeta di Minor White fa capire come mai le sue fotografie debbano essere pi lette che viste, pi sentite che guardate.

Proprio come un poeta, spesso realizzava dellesequenze di immaginicome fossero frasi di un verso poetico. Le chiamavacinema of stills, cinema fatto da immagini fisse; e le accompagnava con testi, ovviamente da lui stesso scritti.

E sempre come un poeta, usava la grammatica (la tecnica) per amplificare le potenzialit estetiche e creative: il caso dellapellicola allinfrarosso, che impieg con rara perizia.

Barn and Clouds, in the Vicinity of Naples and Dansville, New York, 1955

Quando guardo le fotografie che ho fatto, ho dimenticato quello che vidi di fronte alla fotocamera e rispondo solo a ci che sto vedendo nella fotografia.

White era un tecnico eccezionale (ed un esigente esteta), capace di quel genere dabilit automatica che non richiede pensiero ma diventa azione da s. Quante similitudini potrei trovare neLo Zen e il tiro con larco!, tra laltro uno dei suoi testi preferiti.

E infine abbastanza curioso notare latteggiamento che White da ex poeta ha nei confronti delledidascalie.Spesso non aiutano alla comprensione delle sue immagini, perch riportano solo il luogo.Altre volte, invece,lautore viene in soccorso, usando il titolo come veicolo di informazioni per interpretare limmagine; il caso di The Three Thirds:

The Three Thirds, 1957

White la commento cos:

Lidentificazione del soggetto pu essere cos casuale che occorre un titolo per far capire che vale la pena di sforzarsi per avere unulteriore esperienza dellimmagine. La fotografia The Three Thirds esige questo titolo perch limmagine, di per s, non informa: ha un significato soltanto se il soggetto trattato come una sorta di piolo sul quale appendere, in questo caso, simboli autonomi, indipendenti, guardando da sinistra a destra, le nuvole nella finestra intese come la giovinezza; le sbavature di malta sotto le assicelle del rivestimento come gli anni maturi; i vetri rotti come la vecchiaia.

E che dire della fotografia sottostante?

Bullet Holes, Capitol Reef, Utah, 1961

Senza la didascalia, Fori di proiettile potrebbe anche essere una sorta di cielo notturno. E qui White laggiunge non tanto per etichettare limmagine, quanto peraggiungere un livello; ed ecco che il soggetto diventa duplice: il danno causato da uno sparo, e una costellazione.

Un Vero Guru

Linsegnamento fu estremamente importante nella vita di White, che condusse anchenumerosiworkshop almeno sino a che il suo cuore glielo permise. Le sue case-residenceerano sempre aperte per gli studenti, e le lezioni avevano un che di esoterico, sacrale. Dotato egli stesso di unnotevole carisma e imponenza fisica(alto, ieratico, la massa di capelli bianchi), utilizzavametodi didattici inusuali, tipo far compiere esercizi di danza, sedute di meditazione, letture Zen. I suoiworkshoperano per improntati alladisciplina ed alla severit, tanto che diversi studenti lasciavano le lezioni dopo pochi giorni per non farsi pi vedere. Inutile aggiungere che i suoi metodi didattici erano quindi (e sono tuttora) controversi: secondo alcuni, questiworkshopnon facevano altro che produrre cloni del docente.

Vale la pena raccontare un esercizio davvero inusuale per quei tempi:fotografare la propria essenza. Cosa si intende per essenza? Il docente spiegava cos:

La vostra essenza la qualit interiore dellesistenza, che stata con voi sin dalla nascita. E quello che si conosce come se stessi.

E queste erano le raccomandazioni, molto interessanti al fine di comprendere la sua poetica:

Avventuratevi nel paesaggio senza aspettative. Lasciate che sia il vostro soggetto a trovarvi. Quando si avvicina, percepirete una risonanza, un senso di identificazione con esso. Se, allontanandovi, la risonanza svanisce, oppure se cresce allavvicinarvi, allora saprete di aver trovato il vostro soggetto. Sedete nei pressi di esso, e attendete che la vostra presenza sia accettata. Non cercate di fare una fotografia, ma lasciate che sia la vostra intuizione a decidere il momento in cui far scattare lotturatore. Se dopo aver scattato perceperete una sensazione di compimento, fate inchino e lasciate andare il soggetto e la vostra connessione con esso.

Certo, tutto questo pu apparire esagerato! Ma cos antipodale al modo attuale di fare fotografia, da diventare affascinante.Io, perlomeno, la vedo in questo modo.

Rochester, 1954

Conflitti Interiori

La vita di Minor White fucomplessa quasi quanto la sua fotografia.

Fu uomomolto religioso, ma alla continua ricerca della religione: ora quella cattolica, ora il Buddismo Zen, ora il misticismo di Gurdjieff

Fuomosessuale, e visse questa condizione con grande difficolt:era lAmerica del dopo guerra, non certo i tempi di Robert Mapplethorpe. Unoutingesplicito avrebbe potutodistruggere la sua carriera di insegnante.Anche per questo tenne nascosti gran parte degli scatti di nudo maschile che, riscoperti pi tardi, si rivelarono autentici capolavori del genere. In ogni caso, ilvissuto conflittuale della sessualitemerge nelle sue fotografie quasi quanto quella religiosit di cui abbiamo gi parlato.

Il metaforista della fotografia avrebbe avuto ancora molto da dire, se il suo cuore non lavesse tradito. La sua eredit, per, quella non tradisce mai: una moda perenne, come scrisse egli stesso. Ele sue opere riflettono e clonano perfettamentela sua vita profonda e tormentata.

Io ora cerco le cose non per come sono, ma per cosa altro esse sono, quegli elementi oggettivi di tensione che stanno al di sotto della superficie dellesperienza, altrettanto vera.

Fonti:

Tutte le immagini tratte da:http://www.masters-of-photography.com/W/white/white.html, tranne dove indicato.

The George Eastman House Collection, A history of photography

Robert Adams, La bellezza in fotografia

Minor White, Life is like a cinema of stills, Baldini&Castoldi

Minor White, Equivalence: The Perennial Trend(PSA Journal, Vol. 29, No. 7, pp. 17-21, 1963).Da me tradotto in questo PDF.http://www.jnevins.com/whitereading.htmhttp://www.tricycle.com/feature/meeting-man-wayhttp://www.sixfoot6.com/words/essays/minorwhite.htmhttp://www.fotocommunity.it/forum/i-nostri-maestri/minor-whitehttp://ilcassetto.forumcommunity.net/?t=53136141http://www.johnpaulcaponigro.com/blog/12041/22-quotes-by-photographer-minor-white/http://www.johnpaulcaponigro.com/blog/11025/equivalence/http://www.yujirootsuki.com/personal/nakedman.htm

Minor White - Maestri della fotografiahttp://fotogartistica.blogspot.it/2011/03/minor-white-maestri-della-fotografia.html Per passare dal tangibile allintangibile stato spesso daiuto il paradosso. Perch il fotografo possa svincolarsi dalla tirannide dei fatti visivi dai quali dipende completamente, il paradosso lunico strumento possibile. E il paradosso-talismano per la fotografia unica, incomparabile lavorare sullo specchio della memoria come se fosse un miraggio, e lapparecchio fotografico una macchina capace di fare metamorfosi, e la fotografia una metafora Una volta liberatosi dalla tirannide delle superfici e delle strutture, della sostanza e della forma, il fotografo potr raggiungere la verit dei poeti.

Minor White(Minneapolis1908-Boston1976) statouno dei maestri della fotografia del XX secolo. Il fotografo americano riuscito, tramite le sue immagini, a legare la tradizione della scuola californiana, basata sulla rappresentazione della natura selvaggia ed avventurosa, alla fotografia concettuale. Studente di letteratura e storia dell'arte allaColumbia University, Whiteinizi a occuparsi di fotografia nel 1938e quattro anni dopo partecip per la prima volta a una mostra, allestita alPortland Art Museum.

Nel 1952 insieme aDorothea Lange,Ansel Adams,Barbara Morgan,Beaumont e Nancy Newhallfondla rivistaAperture, di cui fu direttore ed editore, dall'anno di fondazione fino alla sua morte. Attraverso questa attivit editoriale, Minor White present gran parte delle sue opere pi significative, ma soprattutto istitu un continuo contatto con i pi grandi maestri della storia della fotografia, pubblicando e diffondendo quelle che ad oggi vengono considerate le opere pi significative di quest'arte. Oltre aorganizzare mostre, scrivere saggi e dirigere la rivistaImage, insegn alMassachusetts Institute of Technology(MIT) di Cambridge (1965-76). Nel 1970 fu insignito di un premio dallaFondazione Guggenheim.Tra i numerosi volumi pubblicati:Metal Ornament(1957),Light 7(1968),Mirrors, messages, manifestations(1969),Minor White: Rites and passages(1978).

Minor White hacreato un linguaggio figurativo ricco di poesia e magia, che si caratterizza per la continua trasformazione.Le sue immagini non vanno solo guardate e studiate, ma vanno sentite, odorate ed interpretate. Ciascun soggetto sia esso un muro incrostato (Moon and Wall Encrustations), una cascata (Waterfall), o delle foglie (Moencopi Strata),perde il suo significato oggettivo e diventa un'opera d'arte che trascende la realt.

Il fotografo americano ha dedicato la sua vita allarte fotografica e alla sua diffusione. L'intensit delle immagini riflette la sua storia personale, fatta di tormenti, solitudine, spiritualit e poesia.Fortemente influenzato daStieglitz, White ha approfondito la teoria di The equivalent, per esprimere e tradurre in una forma visiva il mondo iperreale. Le immagini di White vanno oltre il soggetto. Ci che appare in superficie, pur sembrando dimportanza secondaria,riscopre attraverso lidea simbolica una nuova essenzialitemotiva.

Il maestro havissuto attraverso le sue foto, nelle quali ha riversatoatmosfere di alto livello suggestivo, unaprofonda inquietudine, fascino e mistero. I suo scatti ci hanno mostrato, in chiave metaforica, il racconto autobiografico del viaggio che ognuno di noi compie attraverso la vita.

Negli ultimi anniWhite si avvicinato adun astrattismo di chiara derivazione esotericaper trasmetterci la tensione e la paura del dopo, mediante una rielaborazione figurativa del tema della rinascita dopo la morte.