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diagnosi

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  • 1. Accertamento Valutazione DiagnosiDefinizione Attuazione obtv Pianificazione Diagnosi infermieristiche Accurato studio critico di qualcosa perdeterminarne la natura (lI pu fare diagnosi,bisogna determinare di cosa). Giudizio clinico sulle risposte di un individuo,una famiglia, una comunit a problemi disalute/vita, reali o potenziali offrono le basiper selezionare gli interventi infermieristicie raggiungere i risultati di cui linfermiere responsabile (NANDA, 1992). Etichette per descrivere i problemifunzionali del paziente.

2. Ragioni per utilizzarle Analizzare i dati raccolti. Identificare i punti di forza del paziente. Identificare i normali livelli funzionali del paziente e gli indicatori di disfunzioni reali e potenziali. Formulare unaffermazione diagnostica in relazione a questa sintesi.Perch le DI? Per descrivere valide fondamenta scientifiche chesoddisfino i criteri dello status di professione (Styles,(Styles,1982): istruzione universitaria, corpo di conoscenzeunico, orientamento al servizio degli altri, associazioneprofessionale, autonomia e autoregolamentazione Favoriscono lautonomia professionale Garantiscono un quadro di riferimento comune(definizione di arte e scienza infermieristica attuale)per operatori, studenti, professionisti, clienti. Servonoper formare, comunicare, ricercare e migliorare laqualit Creano un sistema per la remunerazione delle attivitprofessionali infermieristiche non collegato alla DM Sono di pi facile applicazione di teorie e modelliconcettuali, pi operative 3. Percorso storico 1926 Harmer: definire i problemi quando si documenta Harmer:lassistenza 1947 Lesnich & Anderson: diagnosi parte dellinfermieristica Anderson: 1953 Fry: primo studioso che usa il termine (passaggio necessario Fry:per sviluppare il PdA)PdA) 1966 Hammond studia il giudizio clinico dellinfermiere usando idati raccolti 1972 Gordon: studio del ragionamento diagnostico infermieristico Gordon: 1973 Gebbie & Levin: conferenza sulla classificazione delle DILevin: 1973 Yura & Walsh: diagnosi fase separata del PdNWalsh: 1973, 1980, 1991, ANA: riconosce lazione di diagnosi. Nel 1980definisce linfermieristica come la diagnosi e il trattamento delledellerisposte umane a problemi di salute attuali o potenziali. 1993 JCAHO: lassistenza si basa su DI Oggi: links fra diagnosi, esiti, interventi Le DI: temi e dibattito (Carpenito) Perch non continuare ad usare i termini che abbiamo sempre usato? usato? Le DM descrivono dettagliatamente problemi di salute. Serve un linguaggiolinguaggiopreciso per problemi derivati, non confonda il problema con lintervento.lintervento. Le altre discipline non capiranno le nostre diagnosi Capire le diagnosi altrui un dovere reciproco. Favoriscono lacollaborazione con altre professioni. Il personale di supporto deve solodeveapplicare gli interventi previsti. I clienti non capiranno le nostre diagnosi Linfermiere ha anche una funzione educativa. Le DI non sono necessarie per nurse practitioner, infermieri di practitioner, anestesia Sono necessarie per la parte infermieristica del loro ruolo. Le DI non tengono conto delle differenze culturali Le considerazioni transculturali nei testi sono una risposta a questoproblema. Non etico dare un titolo ai comportamenti Possono verificarsi problemi nei comportamenti degli infermieri, ma non connesso alle DI. Le DI possono comportare violazioni della riservatezza Problema implicito a tutto il sistema informativo sanitario. 4. Azioni fase diagnostica1. Identificazione modelli: analisi dei dati (elementi); raggruppamento di alcuni dati significativi, fino a una DI; processo ciclico.2. Validazione diagnosi: selezionata la DI, va validata con il pz., scoprendo il significato che ha per lui (spesso c accordo; altrimenti documentare). Due fasi.3. Formulazione diagnosi 1. Identificazione del modello1. Raggruppamento di elementi: attraverso i moduli standardizzati gli elementi: elementi sono suddivisi in categorie che vanno oltre i sistemi. Presi separatamente i dati non hanno lo stesso significato. Esempio del puzzle: i pezzi sono i dati dellaccertamento, i pezzi similipuzzle:formano un raggruppamento, identificare il modello e riunire i pezzi pezzirappresenta la DI. Linfermiere analizza gli elementi attraverso il pensierocritico, per correlarli ad un particolare problema. Problemi nel raggruppamento: elementi insufficienti, imprecisi edraggruppamento:inconsistenti. Serve esperienza e pratica. Senza elementi adeguati si ha unaadeguaticonclusione prematura, selezionando una DI senza aver analizzato i datipertinenti. Spesso si verifica per mancanza di familiarit con la DI.laAttenzione alle informazioni marginali.2. Interpretazione dei raggruppamenti: sintetizzare i dati raggruppati; raggruppamenti: attivit intellettuale. Si coglie unimmagine globale e si assegna unassegna significato al raggruppamento osservando i modelli da esso suggerito.suggerito. Problemi nellinterpretazione dei raggruppamenti: analizzarli pu essereraggruppamenti:difficile se sono sbagliati i raggruppamenti o linterpretazione dei modelli. Sele CD sono complesse conviene chiedere aiuto 5. 2. Validazione della diagnosi 1. I raggruppamenti degli elementiinterpretati vanno confrontati con lanorma in generale e per il paziente. 2.La specifica DI viene valutata. Problemi nelle validazioni delle diagnosi: legati a limitata esperienza dellinfermiere, a mancanza di conoscenze o a CD insufficienti della DI.Diagnosi infermieristiche e altriproblemi di assistenza sanitaria Diagnosi medica: descrive la malattia di organi specifici o dimedica:sistemi corporei che la terapia cerca di correggere o prevenire. Diagnosi infermieristica: descrive una risposta umana, reale oinfermieristica:potenziale a un problema di salute che linfermiere ha il doveredi trattare in modo indipendente. Se il problema identificato dallinfermiere richiede prescrizioni prescrizionimediche e azioni infermieristiche un problema collaborativo disalute = complicanza fisiologica reale o potenziale, che puderivare da una malattia, un trauma, un trattamento, uno studiodiagnostico, su cui gli infermieri intervengono in collaborazione collaborazionecon altre discipline (Carpenito, 1995). Linfermiere monitora le (Carpenito,risposte fisiopatologiche, identifica problemi che riferisce alfisiopatologiche,medico (per studi addizionali o migliore definizione), inizia azioniazioniper il trattamento, pu avere istruzioni permanenti per iniziareesami diagnostici o trattamenti prima di precise prescrizionimediche (Alfaro-LeFevre, 1994).(Alfaro-LeFevre, 6. Componenti della DI Titolo Descrittori Definizione Caratteristiche definenti Fattori di rischio Fattori correlatiTitolo Nome della DI. Termine o frase concisa.Rappresenta un modello di dati correlati. Puincludere modificatori Descrive lessenza del problema con il minor numerodi problemi Espresso con termini chiari, concisi, chepermettono limmediata comprensione della diagnosi A volte orienta gli interventi senza ilcoinvolgimento dei fattori eziologici (rischio diinfezione). Linfermiere deve essere in grado diprescrivere la terapia definitiva per il titolo e ifattori correlati 7. Descrittori Parole usate per circoscrivere megliola DI, assegnado un significatosupplementare Descrivono i cambiamenti dello statodi salute del pzt Esempi: alterato, ridotto, inefficace,diminuito, acuto, cronicoDefinizione Descrive le caratteristiche dellarisposta umana considerata Chiarisce il titolo Contribuisce alla diagnosidifferenziale 8. Caratteristiche Definenti Elementi, segnali, inferenze osservabili, determinanti chedescrivono il comportamento dellassistito Informazioni cliniche maggiori (presenti nell80-100% dei casi: nell80-100% dei casi per diagnosi sottoposte a ricerca; 80-90% per80-quelle non sottoposte a ricerca) e minori (presenti nel 50-79%50-dei casi per DI sottoposte a ricerca; non necessarie per quellenon sottoposte a ricerca) che validano/supportano la presenza divalidano/supportanouna DI reale. Ogni informazione sul pz (elemento clinico) vieneunita ad altre, formando un raggruppamento (cluster)(cluster) Si dividono in: Oggettive (osservate dallinfermiere) e SoggettiveSoggettive(riferite dal paziente o dalla famiglia). Solitamente la presenza di 2-3 CD permette di confermare la DI. 2-Fattori di rischio Informazioni cliniche nelle DI di rischio Descrivono eventi e comportamenti chepongono la persona a rischio e suggerisconointerventi per proteggerla Caratteristiche identificabili del paziente,intrinseche (interne, somatiche) o estrinseche(esterne, ambientali). Indicano vulnerabilit adun problema Talvolta non possono essere ridotti o eliminatida interventi infermieristici, ma sono utili perorientare lo scopo del trattamento. 9. Fattori correlati Fattori eziologici/contribuenti che influenzano un cambiamento di eziologici/contribuentistato Descrivono leziologia (causa) del problema; in genere non unavera causa, ma una relazione. Aiutano ad identificare interventispecifici risolutivi Distinguerli dalla secondariet 4 categorie: fisiopatologici (biologici o psichici), correlati atrattamenti, situazionali (ambientali o personali), correlati allefasi maturative (et). Situazioni a cui associata la diagnosi e i cambiamenti chelassistito deve fare per tornare ad un livello ottimale di salute salute Distinti in: Correlato a, Antecedente a, Associato con,Contribuente a, Adiuvanti.Adiuvanti.Tipi di diagnosi 1. DI reali 2. DI di rischio 3. DI di benessere 4. DI possibili 5. DI a sindrome 10. DI reali Descrivono la risposta umana a un problema disalute (condizioni di salute, processi vitali)manifesto esistente in una persona, famiglia,comunit. Sostenuta da CD (manifestazioni, segni, sintomi)che si raggruppano in modelli di segnali o inferenzecorrelate. In 3 parti: T + (correlato a ) FC + (che si manifestacon) CD. Attenzione a non confondere CD con FCEziologia sconosciuta/ginota Mentre si interviene sul problemaattuale bisogna scoprire i fattoricontribuenti. Se