MANUALE INFORTUNI NELLE ABITAZIONI

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Manuale tecnico per gli operatori della prevenzione A S S N°1 Azienda Servizi Sanitari triestina SERVIZIO SANITARIO REGIONALE Dipartimento di Prevenzione INFORTUNI NELLE ABITAZIONI Gruppo Sicurezza Abitazioni Piano nazionale della prevenzione

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MANUALE INFORTUNI NELLE ABITAZIONI

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  • 1.INFORTUNI NELLE ABITAZIONI Manuale tecnico per gli operatori della prevenzioneSERVIZIO SANITARIO REGIONALEA A ziendaS S er viziS S anitariN1 triestina Gruppo Sicurezza AbitazioniDipartimento di PrevenzionePiano nazionale della prevenzione

2. INFORTUNI NELLECentro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ABITAZIONI Manuale tecnico per gli operatori della prevenzioneSERVIZIO SANITARIO REGIONALEA A ziendaS S er viziS S anitariN1 triestina Gruppo Sicurezza AbitazioniDipartimento di PrevenzionePiano nazionale della prevenzione 3. Infortuni nelle abitazioni. Manuale tecnico per gli operatori della prevenzioneCoordinatore del gruppo di lavoro:Valentino PatussiCuratore della pubblicazione:Roberto MichelazziCopertina, progetto grafico e impaginazione:Comunicazione Sociale, Programmazione strategica.Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 triestinaRevisione disegni:Gianpiero SpangherResivione foto:Paola Di BellaIl logo del gruppo di lavoro stato realizzato da Giulia Basolu.Finito di stampare nel mese di giugno 2010da Arti grafiche Stella - TriesteNomi e marchi citati nel testo sono generalmentedepositati o registrati dalle rispettive case produttrici 4. Questo manuale dedicato a Patrizio Erba,quello che abbiamo fatto sino ad ora nonsarebbe esistito se lui non ci avesse creduto,anche nei momenti in cui parlare di unagestione complessiva di questi problemisembrava visionario,grazie 5. Il manuale Infortuni nelle abitazioni il primo manuale tecnico cheraccoglie tutti gli aspetti del rischio infortunistico nelle abitazioni,dalla sicurezza degli impianti allanalisi dei comportamenti a rischio,dalle diverse fragilit delle persone che nella casa vivono, alle pro-blematiche legate allintervento degli operatori della prevenzione cheoperano nelle Istituzioni. un punto di partenza, un riferimento ad uso degli operatori delle azien-de sanitarie che si occupano di prevenzione e sicurezza negli ambienti divita prodotto sulla base dellesperienza maturata negli ultimi anni.Il testo un punto di riferimento per progettisti, impiantisti e manu-tentori oltre che per gli operatori del sociale e i referenti degli entilocali che hanno titolo ad autorizzare e valutare i progetti edilizi, nellostesso vengono approfonditi gli aspetti dei rischi presenti nelle abita-zioni, prevalentemente infortunistici e vengono proposte idonee misuredi prevenzione e protezione.Gli infortuni domestici comportano ogni anno in Italia un numero dimorti superiore a quello conseguente a incidenti stradali o ad infortunisul lavoro.Se certamente il domicilio inviolabile per principio costituzionale,non si deve accettare che rappresenti un rischio per la salute degli in-dividui che vi abitano.Limpegno organico del Ministero della salute con il Piano SanitarioNazionale 2006-08 ed il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-07per la prevenzione degli incidenti e degli infortuni nelle abitazioni hainnescato lavvio di un processo mirato alla prevenzione e al conteni-mento del fenomeno infortunistico.Il Ministero della Salute si fatto promotore dellattivazione di unpercorso che, da una parte, ha lobiettivo di stimolare le Regioni e leAziende Sanitarie Locali ad organizzarsi per affrontare sistematica-mente e non pi per sporadici progetti queste tematiche e, dallaltra, diincrementare la cultura della sicurezza domestica tra i cittadini.Il manuale Infortuni nelle abitazioni rappresenta un riferimento tec-nico sul quale porre le basi per un continuo aggiornamento di coloroche, a diverso titolo si occupano di prevenzione, siano questi operatoridelle Aziende Sanitarie delle Regioni, operatori degli enti locali o ancheprofessionisti che si occupano di progettazione e installazione di strut-ture o impianti, al fine ultimo di saldare le rispettive conoscenze in unpercorso comune di aggiornamento ed evoluzione tecnica mirato alla si-curezza di quel luogo, sacro per la nostra cultura che si chiama casa.IL MINISTRO On. le Ferruccio Fazio Ministro della Salute 6. Ogni giorno la stampa riporta la notizia di gravi infortuni avvenuti inambiente domestico, si va dai bambini che si ustionano con i fornelli,che cadono arrampicandosi su parapetti o mobili o che ingerisconopiccoli oggetti, dagli adulti che si feriscono nellesecuzione di lavoridomestici o di manutenzione della casa, dagli anziani che a causa delleloro fragilit si infortunano in un ambiente che per loro non aveva rap-presentato un rischio apprezzabile nel corso di tutta una vita - e chespesso restano intrappolati nella loro casa anche per limpossibilit dipoterne uscire autonomamente, per problemi di spazi o di scale -, sinoagli incidenti a causa di impianti difettosi, che vanno dalle esplosionied incendi alle intossicazioni letali da ossido di carbonio, senza scorda-re le folgorazioni.Questo drammatico bollettino trova certamente risalto mediatico, maspesso non trova un adeguato sistema di prevenzione che possa effetti-vamente incidere sul fenomeno.Oltre alle fragilit delle persone, nelle diverse fasi della loro vita, allecarenze tecniche di strutture, impianti ed attrezzi, lintervento preven-tivo deve mirare allacquisizione della consapevolezza, da parte dellepersone, dei rischi presenti nella propria casa, consapevolezza che devepartire dallessere in grado di analizzare tutti i fattori elencati, a par-tire dalle capacit delle persone che nella casa vivono.Con questo Manuale si voluto saldare tutti questi aspetti, per fornireagli operatori della prevenzione una visione complessiva del problemae gli strumenti tecnici per affrontarlo, strumenti che vanno dalla ri-levazione del fenomeno alla rimozione del singolo fattore di rischio,passando attraverso gli strumenti per la conoscenza del proprio ruoloe il corretto approccio alla persona. LASSESSORE REGIONALE alla Salute, Integrazione Sociosanitaria e Politiche Sociali Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Vladimir Kosic 7. sommario 8. Sommario11SommarioCapitolo 1La dimensione del fenomeno incidenti in ambiente domestico in Italia: fonti, dati emetodi ................................................................................................................................................................... 25Introduzione .......................................................................................................................................... 27Definizioni e fonti dei dati .................................................................................................................. 27Gli incidenti in ambiente domestico in Italia: lindagine Istat multiscopo sulle famiglie ......... 27Le persone coinvolte ............................................................................................................................ 29Dati e risultati ....................................................................................................................................................... 29Cause, ambienti e conseguenze ..................................................................................................... 30Definizioni e fonti dei dati .................................................................................................................. 31Gli incidenti in ambiente domestico in Italia: lindagine Istat sulle cause di morte ................... 31Dati e risultati.......................................................................................................................................... 33Conclusioni .............................................................................................................................................. 35Bibliografia............................................................................................................................................... 36Note............................................................................................................................................................ 36Capitolo 2I soggetti istituzionali che svolgono un ruolo di prevenzione .................................................. 37Quale il possibile scenario della prevenzione? ........................................................................... 41LInformazione: la percezione del rischio e lempowerment individuale .......................... 42Gli aspetti strutturali: una casa per sempre ................................................................................. 42Protezione .................................................................................................................................. 42Prevenzione .............................................................................................................................. 42Promozione ............................................................................................................................... 43Conclusioni .............................................................................................................................................. 45Capitolo 3Responsabilit delloperatore di Sanit Pubblica che accede alle abitazioni e rilevaproblematiche inerenti la sicurezza ....................................................................................................... 47Una premessa lunga ma necessaria: i contenuti fondamentali della L. 5 marzo 1990 n. 46 edelle sue disposizioni applicative. ....................................................................................................................... 49La ricodificazione del sistema della L. 46 del 1990 nelle disposizioni contenute nellart.107 e ss. del T.U. approvato con D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.............................................................. 60La previsione dellart. 11-quaterdecies, comma 13, del D.L. 203 del 2005 convertito con mo-dificazioni in L. 248 del 2005 e il superamento del sistema della L. 46 del 1990 ...................... 62Lemanazione del D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 e della circolare applicativa dd. 26 marzo 2008del Ministero dello Sviluppo Economico. I problemi aperti................................................................ 67Le conclusioni in ordine alla responsabilit delloperatore che accede alle abitazioni e rilevaproblematiche inerenti alla sicurezza. ........................................................................................................ 78 Note............................................................................................................................................................ 79Capitolo 4I soggetti che nelle abitazioni vivono, analisi dei rischi legati alle caratteristiche fisiolo-giche ed alle eventuali minori abilit degli stessi ............................................................................ 83 Soggetti a rischio................................................................................................................................... 85Il nucleo abitativo............................................................................................................................................... 85 9. Sommario12Rischi legati a caratteristiche fisiologiche .................................................................................... 86Rischi legati alle patologie ................................................................................................................. 88Disabili ....................................................................................................................................................... 90 Abilit e disabilit ............................................................................................................................................... 91Lorientamento ....................................................................................................................................... 93Il cammino ............................................................................................................................................... 93 Principali attivit funzionali ............................................................................................................................ 93Le scale ...................................................................................................................................................... 94Nellanziano ............................................................................................................................... 94Nel bambino .............................................................................................................................. 94Nel disabile................................................................................................................................. 95Il letto ......................................................................................................................................................... 95Nellanziano ............................................................................................................................... 95Nel bambino .............................................................................................................................. 95Nel disabile................................................................................................................................. 95La sedia ..................................................................................................................................................... 95 Interazione soggetto-ambiente .................................................................................................................... 96Nellanziano: .............................................................................................................................. 96Nel bambino .............................................................................................................................. 96Nel disabile................................................................................................................................. 96La casa giusta .......................................................................................................................................... 96Gli spazi ..................................................................................................................................................... 96Le porte ..................................................................................................................................................... 97Le superfici............................................................................................................................................... 97Le scale ...................................................................................................................................................... 97Gli arredi ................................................................................................................................................... 98Conclusioni .............................................................................................................................................. 99 I comportamenti: la sorveglianza dei soggetti a rischio ...................................................................... 99Bibliografia.............................................................................................................................................100 Capitolo 5 Norme igienico-sanitarie relative alle abitazioni, loro elementi strutturali ed arredi .....101Introduzione ........................................................................................................................................103 Staticit e strutture ..........................................................................................................................................104Le fondazioni ........................................................................................................................................104Le opere in elevazione.......................................................................................................................105 Labitazione .........................................................................................................................................................107 Igiene dellabitazione......................................................................................................................................109 Ambienti dellabitazione ...............................................................................................................................110Cucina ......................................................................................................................................................110 Consigli ......................................................................................................................................111Soggiorno / Sala da pranzo .............................................................................................................111 Consigli ......................................................................................................................................112Camera da letto....................................................................................................................................112 Consigli ......................................................................................................................................112Camera dei bambini ...........................................................................................................................113 Consigli ......................................................................................................................................113Servizio igienico / Bagno ..................................................................................................................114 Consigli ......................................................................................................................................114 10. Sommario 13 Corridoi e disobblighi ........................................................................................................................115 Consigli ......................................................................................................................................115 Ripostiglio, soffitta, cantina .............................................................................................................115 Consigli ......................................................................................................................................115 Garage .....................................................................................................................................................116 Consigli ......................................................................................................................................116 Giardino e terrazzo..............................................................................................................................117 Consigli ......................................................................................................................................117Elementi strutturali delle abitazioni ..........................................................................................................118 Scale fisse ..............................................................................................................................................118 Scale portatili e sgabelli ....................................................................................................................119 Pavimento .............................................................................................................................................120 Tappeti ....................................................................................................................................................121 Parapetti e ringhiere ..........................................................................................................................121 Serramenti di porta e finestra .........................................................................................................122 Superfici vetrate...................................................................................................................................122 Arredi .......................................................................................................................................................123 Conclusioni ............................................................................................................................................124 Come possiamo intervenire? ............................................................................................124 Bibliografia.............................................................................................................................................124Capitolo 6Rischi legati allutilizzo di utensili-attrezzi nellambito del lavoro domestico, degliinterventi di manutenzione e dellhobbistica .................................................................................125Premessa ................................................................................................................................................127Dal pericolo al danno se si abbassa la guardia .........................................................................128Come si riconoscono utensili ed attrezzature sicure ed a norma? ...................................129Gli ambiti di rischio nelle attivit manuali casalinghe ...........................................................130Utensili, dispositivi ed attrezzi nellambito del lavoro domestico ..................................................132Frullatori a bicchiere (o caraffa) ......................................................................................................132Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................132Frullatori ad immersione e sbattitori............................................................................................132Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................133Pentola a pressione ............................................................................................................................133Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................134Ferro da stiro .........................................................................................................................................134Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................135Vaporetto ...............................................................................................................................................136Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................136Coltelleria, utensili da taglio e forbici...........................................................................................137Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................138Le scale portatili ...................................................................................................................................139Utensili ed attrezzi nellambito di interventi manutentivi fai da te e dellhobbistica..........139Caratteristiche costruttive di sicurezza ..........................................................................140Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................141Dispositivi di Protezione Individuale: .............................................................................144Manutenzione raccomandata: ..........................................................................................145Gli sgabelli..............................................................................................................................................145 11. Sommario14Il trapano portatile ..............................................................................................................................145Fattori di rischio residui e/o comportamentali durante luso ................................146Procedure operative e di sicurezza preventive alluso del trapano .....................147Controlli durante luso del trapano .................................................................................148Operazioni da compiere dopo luso del trapano .......................................................149Consigli e raccomandazioni di sicurezza.......................................................................149Dispositivi di Protezione Individuale ..............................................................................149Il banco da lavoro ................................................................................................................................150Smerigliatrice angolare portatile...................................................................................................152Rischi principali ......................................................................................................................152Misure preventive di sicurezza..........................................................................................152Consigli e raccomandazioni di prevenzione ................................................................153Dispositivi di Protezione Individuali ...............................................................................153Mola da banco ......................................................................................................................................153Rischi specifici della macchina ..........................................................................................154Requisiti specifici di sicurezza ...........................................................................................154Principali norme comportamentali di sicurezza.........................................................154Dispositivi di protezione individuale ..............................................................................155Compressore daria .............................................................................................................................155Destinazione duso ................................................................................................................155Identificazione della macchina .........................................................................................155Documentazione a corredo ...............................................................................................156Caratteristiche tecniche.......................................................................................................156Principali accessori ................................................................................................................156Modalit dimpiego ...............................................................................................................156Analisi dei rischi ......................................................................................................................157Disposizioni generali per la sicurezza.............................................................................157Istruzioni operative ...............................................................................................................157Dispositivi di Protezione Individuale raccomandati .................................................158Trapano a colonna ..............................................................................................................................158Rischi specifici della macchina ..........................................................................................159Principali norme comportamentali dei lavoratori e procedure ............................160Dispositivi di protezione individuale ..............................................................................160Idropulitrice ...........................................................................................................................................161Identificazione della macchina .........................................................................................161Documentazione a corredo ...............................................................................................161Caratteristiche tecniche.......................................................................................................161Modalit dimpiego ...............................................................................................................162Analisi dei rischi ......................................................................................................................162Disposizioni generali per la sicurezza.............................................................................162Istruzioni operative ...............................................................................................................162Idropulitrice e rischio di infezione da Legionella pneumophila ...........................163Dispositivi di Protezione Individuale ..............................................................................166La saldatura ...........................................................................................................................................166Saldatore ad elettrodo .........................................................................................................167Fattori di rischio in saldatura .............................................................................................168Fattori condizionanti tipologia ed entit dellesposizione......................................169Elementari misure di prevenzione e protezione ........................................................170Dispositivi di Protezione Individuale ..............................................................................171 12. Sommario 15Sostanze e prodotti nocivi ...............................................................................................................172Lo sverniciatore ....................................................................................................................................172 Misure antincendio ...............................................................................................................172 Misure di primo soccorso....................................................................................................172 Misure in caso di rilascio accidentale .............................................................................173 Manipolazione e immagazzinamento ...........................................................................173 Possibili effetti tossici sulla salute ....................................................................................173 Dispositivi di Protezione Individuale ..............................................................................174Giardino/orto .....................................................................................................................................................174La cesoia da giardinaggio.................................................................................................................175 Descrizione e funzionamento ...........................................................................................176 Operazioni da compiere .....................................................................................................176 Analisi dei rischi .....................................................................................................................177 Cautele duso generali .........................................................................................................178 Indicazioni per il comportamento ...................................................................................178 Dispositivi di Protezione individuale ..............................................................................179Il decespugliatore................................................................................................................................180 Descrizione e funzionamento ...........................................................................................180 Operazioni che deve compiere laddetto......................................................................181 Precauzioni e consigli per la sicurezza ..........................................................................182 Annotazioni tecniche generali .........................................................................................184 Manuali di uso e manutenzione ......................................................................................184 Dispositivi di Protezione Individuale ..............................................................................184La motosega a catena portatile .....................................................................................................185 Descrizione e funzionamento ...........................................................................................185 Posizione di avvio ..................................................................................................................186 Operazioni che deve compiere laddetto......................................................................186 Annotazioni tecniche generali .........................................................................................187 Targhetta di identificazione ..............................................................................................188 Manuali di uso e manutenzione ......................................................................................188 Dispositivi di Protezione Individuale ..............................................................................188Macchine per la lavorazione del terreno con conducente a piedi ....................................189 Sicurezza duso .......................................................................................................................190 Operazioni da compiere e analisi dei rischi ..................................................................191 Rischi ..........................................................................................................................................191 Raccomandazioni di sicurezza .........................................................................................191 su motocoltivatori e motozappe......................................................................................191 Utilizzazione in campo della macchina .........................................................................193 Annotazioni tecniche generali ..........................................................................................194 Dispositivi di protezione individuali ..............................................................................194Prodotti fitosanitari.............................................................................................................................194 Tipologie di Prodotti Fitosanitari .....................................................................................195 Composizione dei Prodotti Fitosanitari .........................................................................196 Tipologie di formulazione ..............................................................................................196 Tipologie di azione ................................................................................................................196 Compatibilit e miscibilit ..................................................................................................196 Parametri da rispettare per un corretto impiego .......................................................197 Letichetta..................................................................................................................................197 La conservazione dei prodotti Fitosanitari ...................................................................197 13. Sommario16 Consigli di sicurezza .............................................................................................................198 Consigli operativi di sicurezza ...........................................................................................198 Dispositivi di Protezione Individuali ...............................................................................199 Dispositivi di protezione individuali ...............................................................................200La movimentazione manuale dei carichi....................................................................................201Bibliografia.............................................................................................................................................202 Capitolo 7 Impianti elettrici ed elettrodomestici ..................................................................................................203 Premessa ................................................................................................................................................205 Alcuni dati statistici..........................................................................................................................................205 Aspetti generali ....................................................................................................................................207 Legge N. 186 del 1 marzo 1986 ......................................................................................................207 Riferimenti legislativi ......................................................................................................................................207 Disposizioni legislative relative ai componenti elettrici........................................................208 D.M. n. 37 del 22 gennaio 2008 ......................................................................................................212Ambito di applicazione (art. 1)..........................................................................................212Definizioni (art. 2) ..................................................................................................................212Imprese abilitate (art. 3) ......................................................................................................213Requisiti tecnico professionali (art. 4) ...........................................................................213Progettazione degli impianti (art. 5) .............................................................................213Realizzazione degli impianti (art. 6) .............................................................................214Dichiarazione di conformit (art. 7) ................................................................................215Obblighi del committente/proprietario (art. 8) ..........................................................218Certificato di agibilit (art. 9) ............................................................................................219Deposito Dichiarazione di Conformit (art. 11) ........................................................219Cartello (art. 12) .....................................................................................................................219Documentazione (art. 13) Abrogato!...........................................................................219 Riferimenti normativi ......................................................................................................................................220 Aspetti generali ....................................................................................................................................220 Comitato Elettrotecnico Italiano ...................................................................................................220 Applicabilit delle norme CEI..........................................................................................................221 La norma CEI 64-8: Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in c.a. e a 1500 V in c.c. .....................................................................................................222Norme CEI relative alle apparecchiature .......................................................................222 Elettrocuzione ......................................................................................................................................222 Effetti della corrente nel corpo umano ....................................................................................................222Effetti termici ...........................................................................................................................223Contrazioni muscolari. .........................................................................................................223Fibrillazioni cardiache ..........................................................................................................224Variabili .....................................................................................................................................224 Protezioni da sovracorrenti...........................................................................................................................226 Aspetti generali ...................................................................................................................................226Portata (CEI 64-8 art.25.5) ...................................................................................................226Sovracorrente (CEI 64-8 art. 25.6).....................................................................................226Corrrente di sovraccarico (CEI 4-8 art. 25.7) .................................................................226protezioni (CEI 64-8 art. 433.1) ..........................................................................................226 Correnti di sovraccarico ....................................................................................................................227 Dimensionamento del dispositivo di protezione da sovraccarico ....................................227 14. Sommario 17Correnti di corto circuito...................................................................................................................229 corrente di cortocircuito (CEI 64-8 art. 25.8) ................................................................230 protezioni (CEI 64-8 art. 434.1) ..........................................................................................230Protezioni da contatti diretti ........................................................................................................................231Aspetti generali ....................................................................................................................................231Isolamento .............................................................................................................................................232Involucri ..................................................................................................................................................232Protezioni da contatti indiretti ....................................................................................................................236Aspetti generali ....................................................................................................................................236Massa e massa estranea ....................................................................................................................236Sistemi di protezione mediante interruzione automatica dellalimentazione .............238 Sistema elettrico TT...............................................................................................................238Sistemi che non prevedono linterruzione automatica dellalimentazione ...................241Sistemi che limitano il valore di corrente ...................................................................................241Ambienti particolari ........................................................................................................................................242Capitolo 8La sicurezza degli impianti e delle attrezzature di distribuzione ed utilizzo di gas .....245 Introduzione..........................................................................................................................................247Rischi collegati allutilizzo del gas combustibile ..................................................................................247 Incendio ..................................................................................................................................................248 Esplosione ..............................................................................................................................................248 Intossicazione da ossido di carbonio ...........................................................................................249Cause che portano allevento ............................................................................................251 Esame delle cause di incidenti da gas combustibile ..............................................................251 Quadro legislativo ...............................................................................................................................253 Norme tecniche e regola dellarte .................................................................................................254 Distribuzione ed utilizzo del gas combustibile ........................................................................255 I tipi di gas utilizzato...........................................................................................................................255Attenzione ................................................................................................................................257 Gli apparecchi di utilizzazione ........................................................................................................257Gli impianti ........................................................................................................................................................257 Ventilazione ed aerazione ................................................................................................................259 Evacuazione dei prodotti della combustione ...........................................................................260Camino ......................................................................................................................................261Canna collettiva ......................................................................................................................261Canna collettiva ramificata .................................................................................................261Condotto intubato ................................................................................................................261Comignoli .................................................................................................................................262Scarico a parete ......................................................................................................................262Scarico diretto al tetto..........................................................................................................262 Installazione, uso e manutenzione degli impianti ..................................................................262Uso consapevole del gas: regole pratiche per lutente ............................................265 Uso delle bombole di GPL................................................................................................................266Intervento delle ASL per la verifica degli impianti ...............................................................................267 Individuazione dei soggetti coinvolti ..........................................................................................269 Condizioni preliminari ......................................................................................................................271La verifica del professionista ........................................................................................................................271Esame a vista ......................................................................................................................................................272 15. Sommario18 Tubazioni ................................................................................................................................................272 Materiali ....................................................................................................................................272 Tracciato ....................................................................................................................................272 Mantenimento ........................................................................................................................273 Apparecchi.............................................................................................................................................274 Installazione.............................................................................................................................274 Mantenimento ........................................................................................................................275 Ventilazione .............................................................................................................................276 Areazione ..................................................................................................................................278 Sistemi di scarico dei prodotti della combustione ..................................................................278 Scarico P.D.C. ............................................................................................................................278 Compatibilit...........................................................................................................................279 Assenza riflusso ......................................................................................................................279 Prove ed esami strumentali ..........................................................................................................................282 Assenza di riflusso e corretta evacuazione dei P.D.C. ................................................284 Verifica dellefficienza dei camini singoli collegati ad apparecchi di tipo B......285 Verifica della funzionalit delle canne fumarie collettive ramificate ................286 Precisazioni sulla verifica del corretto tiraggio ...........................................................287 Misura diretta del tiraggio effettivo ................................................................................288 Misurazione indiretta del tiraggio effettivo .................................................................289 Caratteristiche degli strumenti .........................................................................................290 Alcune considerazioni sulla determinazione del tiraggio.......................................291 La verifica dei sistemi asserviti ad apparecchi di Tipo C ..........................................292 Direttive per lo svolgimento dellattivit in caso di incidenti sugli impianti a gas ......293 Considerazioni sullattivit di polizia giudiziaria ...................................................................................293 Note..........................................................................................................................................................298 Capitolo 9 Rischio legato ai generatori di calore alimentati a combustibili solidi ...............................299 I generatori di calore alimentati a legna o ad altri biocombustibili solidi (potenza focolare 64 anni, il 19,5 ha subto unogni mille. incidente nei tre mesi precedenti linter-Il numero complessivo di incidenti do-vista) ed i bambini pi piccoli ( 134053 13,020,3 17,8 1448 62 Totale260 537 797 9,0 17,6 13,5292 6389301.1 - Persone che negli ultimi tre mesi hanno subto incidenti in ambiente domestico per sesso e classe di et. Anno 2008.(Fonte: Istat. Indagine multiscopo sulle famiglie Aspetti di vita quotidiana. Anno 2008) 26. Capitolo 130 denti domestici meno di 12 persone su Cause, ambienti e conseguenze 1.000, salgono al 15,9 nel Nord-Est, al 12,6 nel Centro, al 13,7 nel Sud e, In base ai dati dellapprofondimento su- infine, sono il 13,8 nelle Isole.gli incidenti domestici effettuato nellam- bito dellIndagine Multiscopo sulle fami- bto incidenti domesticiNumero di incidenti in glie Aspetti della vita quotidiana. Anno Persone che hanno su- ambiente domesticoQuozienti per 1.000(valori in migliaia)(valori in migliaia) 1999, le cause principali di incidente persone domestico sono rappresentate dalluti- lizzo di utensili duso domestico o da attivit svolte in cucina (33,0%) (tra gliPiemonte7016,178 utensili di cucina il primo responsabi-Valle dAosta110,5 2 le il coltello che, da solo, causa delLombardia10510,8 120 12,8% di tutti gli incidenti) e dalle cadu-Trentino Alto Adige 1010,510 te (28,4% degli incidenti). La struttura Bolzano 511,2 5 edilizia dellambiente domestico (pavi-Trento 5 9,8 5 mento, scale in muratura e altre partiVeneto5812,264 fisse, senza considerare porte, finestreFriuli Venezia Giulia 2520,530 e specchi) allorigine di un quinto degliLiguria 11 7,012 incidenti (20%).Emilia Romagna8620,193 La cucina lambiente a maggior rischio (52% degli infortuni); seguono le scale in-Toscana 3910,644 terne ed esterne (9,5%) e gli altri localiUmbria1416,117 della casa. Per le donne la cucina rappre-Marche13 8,514 senta di gran lunga lambiente pi a ri-Lazio 8014,697 schio (58,1% degli incidenti), mentre perAbruzzo 1914,521 gli uomini i luoghi in cui avvengono glimolise 2 7,8 3 incidenti si presentano pi diversificati:Campania7512,889 cucina (31,1%), balcone, terrazzo e giar-Puglia6215,379 dino (14,5%), cantina, garage e altro am-Basilicata 6 9,8 9 biente (13,6%), soggiorno, salone (11,7%).Calabria2914,837 La mappa dei luoghi in cui avvengono gliSicilia 7615,393 incidenti riproduce la mappa degli am-Sardegna16 9,519 bienti in cui uomini e donne nelle varieTotale79713,5 930et trascorrono pi tempo in casa e neiNord - Ovest 18711,9 212 quali svolgono con maggiore frequenzaNord -Est17915,9 197 le attivit pi a rischio.Centro 14612,6 172 Le lesioni principali sono rappresentateSud19313,7 238 dalle ferite per il 43%, dalle ustioni per ilIsole 9213,8 112 25,5% e dalle fratture per il 13%. Le parti del corpo di gran lunga pi com-ITALIA79713,5930 promesse sono gli arti: circa 8 incidenti 1.2 - Persone che negli ultimi tre mesi hanno subto inci-su 10 provocano conseguenze a danno denti in ambiente domestico per regione e ripartizione geografica. Anno 2008. (Fonte: Istat. Indagine multisco-di gambe, braccia, mani o piedi (81,2%). po sulle famiglie Aspetti di vita quotidiana. Anno 2008)Poco pi di un incidente su 10 interes- 27. Incidenti in ambiente domestico in Italia: fonti, dati e metodi 31sa la testa (11,8%). Complessivamente,re ad assistenza medica e, in particolare,arti o testa sono le parti lesionate nellacirca un terzo (32,6%) al Pronto Soccor-quasi totalit degli incidenti (88,6%). Nei so, mentre il 6,8% ha avuto bisogno dibambini da 0 a 4 anni, invece, la testa un ricovero.pi esposta: rimane lesa nel 43,5% deiQuasi 5 infortunati su 10 sono stati limi-casi. tati per qualche giorno nelle loro attivitLa met degli infortunati (49,2%) ha di-quotidiane e circa il 15% stato costret-chiarato di aver avuto bisogno di ricorre-to a rimanere a letto.Gli incidenti in ambiente domestico in Italia: lindagine Istatsulle cause di morteDefinizioni e fonti dei datiGli infortuni in ambiente di vita ed in morte) a cura dellufficiale di Stato Civileparticolare gli infortuni domestici, come del Comune di decesso.gi ribadito in precedenza, rappresenta-Il medico certificatore tenuto a com-no, nella maggior parte dei Paesi indu- pilare tutti i quesiti relativi alla causa distrializzati, un argomento di interesse decesso presenti sulla scheda di morterilevante per la sanit pubblica, sia dal ed in particolare deve riportare la causapunto di vista della mortalit, sia dainiziale ossia la malattia che attraversoquello della morbosit che da questieventuali complicazioni o stati morbosieventi consegue.intermedi ha condotto al decesso, la cau-Per lo studio degli infortuni mortali insa intermedia o complicazione che includeambiente domestico1 viene spesso uti- leventuale successione morbosa dellalizzata lindagine sulle cause di morte.malattia indicata al primo quesito, la cau-La rilevazione viene effettuata corrente- sa terminale per la quale si intende la ma-mente dallIstat attraverso lutilizzo deilattia o lo stato morboso che ha diretta-modelli ISTAT/D.4 e D.5 (scheda di mortemente provocato il decesso e gli altri statioltre il primo anno di vita per maschio morbosi rilevanti tra i quali si consideranoe per femmina), ISTAT/D.4 bis e D.5 bis le malattie e gli stati morbosi che hanno(scheda di morte nel primo anno di vita contribuito al decesso.per maschio e per femmina). Su tali mo- Nel caso in cui si tratti di causa di mortedelli vengono riportate le notizie relative violenta il medico tenuto ad indicareal decesso fornite dal medico curante o con esattezza la descrizione della lesione,necroscopo (Parte A della scheda di mor-le malattie o complicazioni, gli stati morbosite) e le informazioni di carattere demo-preesistenti ed il mezzo o modo col qualegrafico e sociale (Parte B della scheda dila lesione stata determinata. In questo 28. Capitolo 132 gruppo sono, infatti, compresi tutti i de-Lindividuazione e la codifica della causa cessi causati da traumatismi ed avvele- primaria avviene sulla base di opportuni namenti, classificati con riferimento allacriteri di decisione, in accordo con le re- natura della lesione e al mezzo o modogole di codifica fornite dallOMS (Organiz- con cui la lesione stessa stata provoca-zazione Mondiale della Sanit), tenendo ta. Tramite lindagine Istat sulle cause di conto di tutte le informazioni demogra- morte possibile reperire informazioni fiche e sanitarie riportate sulla scheda di anche sulla tipologia della causa violentamorte. opportuno sottolineare che la (accidentale, infortunio sul lavoro, suici- bont della codifica strettamente legata dio, omicidio), sul luogo dellaccidentealla corretta compilazione in tutte le sue (abitazione, istituzione collettiva, scuola,parti della scheda di morte e tale condi- istituzioni e aree della P.A., luogo dedi-zione non rispettata in modo omoge- cato alle attivit sportive, strade e vie,neo sul territorio nazionale. luogo di commercio e servizio, area indu- La codifica delle cause di morte, a par- striale e di costruzione, azienda agricola, tire dallanno di decesso 2003, viene ef- altri luoghi) e sul luogo di decesso (abi-fettuata utilizzando la Decima Revisione tazione, istituto di cura pubblico, istitutodella Classificazione Internazionale del- di cura privato, struttura socio-assisten-le Malattie (Icd10). Tale revisione della ziale, altro).Icd consente di prevedere un maggior Lanalisi della mortalit per cause violente, dettaglio nella codifica, con riferimen- con particolare riferimento agli incidentito specifico anche al luogo di evento in ambiente domestico, rappresenta un dellaccidente. argomento di grande interesse ed attua- Nello sforzo di migliorare la qualit e la lit. Gli studi consentono di descriverecompletezza dei dati di mortalit raccol- le principali tipologie di infortunio e diti, nellambito dellIndagine sulle cause trauma subto e soprattutto di delinearedi morte, nel corso degli ultimi anni, le caratteristiche demografiche e sociali lIstat ha apportato diverse modifiche e le tipologie dei soggetti maggiormenteai modelli di rilevazione. In particolare, esposti al rischio. a partire dallEdizione 2002, sono state Le problematiche legate allo studio della inserite, sul retro del modello, istruzioni mortalit per incidenti domestici, tramiteper la compilazione della parte sanitaria lutilizzo di dati provenienti dallindaginedella scheda di morte. sulle cause di morte, riguardano soprat-Nella guida alla compilazione, indirizza- tutto le difficolt nella corretta individua- ta ai medici che certificano la causa di zione della natura della causa violenta e decesso, inoltre, viene ribadita limpor- del luogo dellaccidente. Quando tali no- tanza di compilare i quesiti riferiti alle tizie vengono omesse, possibile risalireinformazioni sulla data, il tempo inter- soltanto alla natura del trauma e al mezzocorso tra lazione violenta e la morte ed con cui la lesione stata determinata. il luogo in cui laccidente avvenuto, ri- Non sussistono, invece, problemi percordando che ci consente una migliore quanto concerne la codifica del processoelaborazione dei dati a livello nazionale, morboso riportato dal medico sul certi- garantendo cos un miglior servizio alla ficato di morte e lindividuazione dellacollettivit. causa iniziale. Purtroppo, come esplicitato dai dati pre- 29. Incidenti in ambiente domestico in Italia: fonti, dati e metodi33sentati nel paragrafo successivo, persistetamente nelle classi det pi avanzate,ancora unalta percentuale di casi per ioltre i 75 anni det.quali il medico omette linformazione Circa il 5% di tutte le morti (circa 25.000sul luogo dellaccidente. casi) sono conseguenti a cause acciden-Una prospettiva per il futuro potrebbetali o violente; nellambito di queste,essere, grazie allattuale processo di re-circa un 50% deriva da cause accidentaligistrazione controllata dellintero pro-non dovute ad incidenti stradali, suicidicesso morboso riportato sulla schedao omicidi. Tra queste morti accidentalidal medico, leffettuazione di una anali- sono compresi i decessi che conseguonosi testuale, selezionando cos tutti i re-ad infortunio in ambiente domestico edcord contenenti parole chiave, collegatealtre morti che si realizzano per incidentiallincidente domestico, scelte ad hoc. accaduti in altri ambienti.I casi di morte, esclusi gli incidenti strada-li, suicidi e omicidi, sono stati, nel corsodel 2006, circa 14.000; i casi per i quali Dati e risultatistato indicato esplicitamente come luogodellaccidente labitazione sono risultatiOgni anno, in Italia, muoiono mediamen- 2.009 (circa il 48% sul totale dei casi per ite circa 560.000 persone (nel 20062 sonoquali era stata indicata linformazione sulmorte persone 558.614 di cui il 49,5% luogo dellaccidente) nel 2006.maschi e il 50,5% femmine). La gran par-Il dato riferito ai soli individui oltre ilte di queste morti ascrivibile a malattia primo anno di vita a causa di alcune dif-(principalmente malattie cardiovascolarificolt ad elaborare i dati, con riferimen-e neoplasie) e si manifestano fisiologica-to al luogo dellaccidente, per i decessimente nella gran parte dei casi, segna- nellet infantile (tabella 1.3). Luogo decesso Luogo accidente Istituto Struttura Totale NonIstituto diAbitazionedi cura socio-assi- Altro indicatocura privato pubblicostenziale Non indicato673 2.850 4.184 890588 505 9.690 Abitazione185 445 1.29736 1432 2.009 Istituzione collettiva 7085 49 6111 Scuola,istituzioni e aree della P.A. 4011 01 3 19 Luogo dedicato alle attivit sportive7411 0013 35 Strade e vie116 5 175102 204512 Luogo di commercio e servizio8220 0011 41 Area industriale e di costruzione28 061 2185177 Azienda agricola 26 826 4051115 Altri luoghi18915 26018 17 667 1.166 Totale1.243 3.329 6.130 9646321.57713.8751.3 Decessi per causa violenta, esclusi incidenti stradali, omicidi, suicidi, per luogo dellaccidente e luogo deldecesso. Fonte: Istat Indagine sulle cause di morte. Anno 2006. 30. Capitolo 134Et MaschiFemmine Totalefortunio domestico, includendo anche v.a.%v.a.%v.a.%questi contingenti menzionati sopra e1-1930 1,4015 0,4545 0,83 ipotizzando, in alcuni casi, la non corret-20-39 97 4,5321 0,64 118 2,17ta compilazione dei quesiti sulla scheda40-59201 9,3866 2,00 267 4,90di morte riferiti al luogo dellaccidente, siraggiunge, attraverso la somma delle po-60-7434115,922126,4155310,15ste sopra citate, alla numerosit di 5.44775+1.47368,77 2.99190,50 4.464 81,95decessi.Totale 2.142 100,00 3.305 100,00 5.447100,00Rapportando i decessi alla popolazione 1.4 Decessi per causa violenta, esclusi incidentimedia residente 2006 si ottiene un tasso stradali, omicidi, suicidi, con luogo dellaccidente pari a 3,41 per 100.000 abitanti/anno nel abitazione o luogo del decesso abitazione o strut- tura socio-assistenziale. Anno 2006 (valori assoluti ecaso in cui si includano solo i casi per i percentuali). Fonte: Istat Indagine sulle cause di morte.quali il luogo dellaccidente abitazione era Anno 2006.indicato, mentre il tasso raggiunge il 9,24per 100.000 abitanti/anno, nel caso in cui Grazie allintroduzione della Icd10 persi includano anche i decessi per i quali il la codifica delle cause di morte, inoltre, solo luogo del decesso risultava compila- stato possibile recuperare alcuni casi,to con la modalit abitazione o struttura per i quali non era stato indicato il luogosocio-assistenziale. dellaccidente, attraverso linclusione deiTali valori risultano anche essere in linea codici Icd per i quali la quarta cifra indi- con quanto rilevato per gli anni prece- cava abitazione come luogo di evento3. denti. Dallanalisi dei dati contenuti nella ta-Alla luce dei dati analizzati, si ritenuto bella 1.3 si evince che, accanto ai casi necessario formulare delle ipotesi per un per i quali indicata esplicitamente lin-riproporzionamento del numero di deces- formazione sullabitazione come luogosi pi in linea rispetto a quanto rilevato dellaccidente (2.009), sono presentianche da studi pregressi e con risultati 2.850 decessi per i quali non risulta in-condotti da altri Paesi. dicato il luogo dellaccidente, ma solo il In particolare, dalla letteratura si evince luogo del decesso attribuito alla moda-che le morti avvenute in casa (o nelle sue lit abitazione. pertinenze) dovrebbero essere nellordi- Esistono poi altri 588 casi per i quali il ne di circa il 30-40% di tutte le morti ac- luogo dellaccidente non indicato e il cidentali non derivanti da incidente stra- luogo di decesso viene indicato come dale o del lavoro. noto, inoltre, e anche struttura socio-assistenziale. Tali casi po- questo un fatto di assoluta generalit, trebbero essere ricondotti ad infortuni in che la gran parte di queste morti riguar- ambiente domestico, se si considera cheda soggetti molto anziani (tabella 4), che la maggior parte di questi ultimi riguar-decedono in seguito a caduta. dano individui in et molto anziane e cheDa unanalisi delle cause esterne di morta- quindi potrebbero riguardare soggettilit, si rileva, infatti, una consistente per- istituzionalizzati in strutture di lungode-centuale di decessi (49,3% sul totale del genza (tabella 1.4). sottoinsieme dei casi individuati come Volendo effettuare una stima pi com-infortuni domestici) in corrispondenza di pleta e realistica dei casi mortali per in-Esposizioni a fattore non specificato e luogo 31. Incidenti in ambiente domestico in Italia: fonti, dati e metodi35non specificato (codice Icd10 - X59.9), il puntuale del fenomeno, sia in termini14,5% legato a Cadute non specificate in di valutazione dellefficacia delle azioniabitazione (codice Icd10 - W19.0), l8,6 % intraprese.a Sequele di altri accidenti (codice Icd10Le fonti attualmente disponibili, infat-- Y86) e il 4,8% a Cadute su e da scale e gra- ti, non consentono di effettuare stimedini in abitazione (codice Icd10 - W10.0). esaurienti sulla dimensione complessivaLe ipotesi formulate sembrano condur- del fenomeno su scala nazionale.re ad un dato, sicuramente pi allineatoLindagine multiscopo sulle famiglie, dacon i risultati presentati in altri studi (Si-un lato, fornisce stime solo sugli eventimoncini, 1982), nei quali stato messo innon mortali, mentre i dati relativi allIn-evidenza che gran parte delle morti per dagine sulle cause di morte non semprecaduta accidentale, tra soggetti apparte- consentono di arrivare ad un ammonta-nenti a fasce di et pi anziana, avvengo-re esaustivo per la descrizione del fe-no prevalentemente in casa. nomeno. Pur essendo, infatti, previstaConsiderando anche la ridotta mobili- esplicitamente lindicazione sulla sche-t ed il relativamente elevato carico dida di morte, da parte del medico certi-patologie che tendono a caratterizza- ficatore, del luogo dellaccidente, mol-re tali individui, possibile ritenere,to spesso questa informazione risultaragionevolmente, che almeno il 50% di mancante. Grazie allinserimento, per,tali cadute (come stima conservativa) a partire dal 2002, di istruzioni per lapossano essersi realizzate nellambitocompilazione, ad una maggiore sensibi-domestico.lizzazione dei medici e allintroduzione,Il dato proposto sembra anche pi conso-a partire dai dati 2003, della decima Re-no ai dati presentati in alcuni studi inter-visione della Classificazione Internazio-nazionali. Nel Regno Unito, ad esempio, nale delle Malattie, stato possibile, ne-Paese nel quale si stanno promuovendo gli ultimi anni, migliorare la qualit deida diversi anni importanti azioni di pre- dati ed arrivare alla stima di contingentivenzione in merito, nella seconda metdi decessi attribuibili ad incidenti dome-degli anni novanta, si osservato un tas-stici pi plausibili e confrontabili ancheso di mortalit per incidente in casa paricon fonti internazionali.a circa 7 casi x 100.000 abitanti/anno. Accanto a quelle esaminate, esistonoanche altre fonti, non citate nel presen-te lavoro bench degne di nota e spessoutilizzate per le analisi del fenomenoConclusioni anche queste, per, sono caratteriz-zate da alcune lacune e carenze. I datiGli incidenti in casa rappresentano, nellasulle Schede di Dimissione Ospedalieramaggioranza dei Paesi industrializzati, (SDO), ad esempio, contengono il que-un problema di salute pubblica rilevan- sito sulla causa esterna del trauma mate. Anche nel nostro Paese tale fenome- questa informazione, purtroppo, fre-no riveste una notevole importanza siaquentemente omessa. Per gli accessi inin termini di mortalit che di morbosit. Pronto Soccorso (PS) non si dispone, in-I dati disponibili presentano, per, alcu-vece, di rilevazioni routinarie esaustiveni limiti sia in termini di monitoraggioa livello nazionale. 32. Capitolo 136 Pur con questi limiti le fonti analizzate educazione sanitaria, sia interventi su consentono, comunque, di trarre impor-ambienti e strutture. Le azioni, in realt, tanti conclusioni anche in termini di po- andrebbero modulate sui singoli gruppi litiche di contenimento e prevenzione.di popolazione (bambini, anziani, casa- Gli approcci pi produttivi in termini di linghe, ecc.) in quanto i rischi sono dif- limitazione e riduzione del fenomenoferenziati, come cos le modalit di ac- sono quelli di tipo integrato, compren- cadimento degli eventi, come si evince denti sia attivit di informazione ed dai dati. BibliografiaNote -Backett E. Maurice, Domestic accidents, World1. Si utilizza la dizione infortunio domestico, nelHealth Organization, Geneva, 1965 caso dellanalisi della mortalit, poich in let- -Simoncini F., Gli infortuni domestici e la loro teratura si definisce come incidente un eventoprevenzione. CNEL, Roma, 1982 inatteso caratterizzato da subitaneo agire di -ISTAT: Indagine multiscopo sulle famiglie - Anniforza esterna che causa o potrebbe causare un1987-1991 - Vol. 3: Gli incidenti in ambiente danno alle cose e non alle persone; mentre sidomestico intende per infortunio un evento dovuto a cau- -Taggi F. et Al., Progetto SISI Epidemiologia esa fortuita, violenta ed esterna che produce le-prevenzione degli incidenti in ambienti di vita:sioni obiettivamente constatabili, a persona/easpetti generali ed esperienze a livello regio- ed eventualmente alle cose.nale. Rapporto al Ministro della Sanit, Istituto2. I dati di mortalit analizzati in questo capitoloSuperiore di Sanit, Roma, 1993 sono riferiti allanno 2006 e ai soli decessi oltre -ISTAT: Indagine multiscopo sulle famiglie - Anniil primo anno di vita.1987-1991 - Vol. 3: Gli incidenti in ambiente3. Sono stati inclusi tutti i casi con codici Icddomestico compresi tra W00 e X59 oppure tra Y10 e Y34 -ISTAT: Indagine multiscopo sulle famiglie. Vo-e la quarta cifra pari a 0 (luogo di evento abita-lume La vita quotidiana. Anni 1993-1997;zione).2005-2007. Collana Informazioni, numeri vari -ISTAT: Indagine multiscopo sulle famiglie. Vo-lume Stili di vita e condizioni di salute. Anni1998-2003. Collana Informazioni, numeri vari -ISTAT: Gli incidenti domestici - 1999 - Statisti-che in breve -Classificazione Statistica Internazionale delleMalattie e dei Problemi Sanitari Correlati - De-cima Revisione. Voll. 1-3 Organizzazione Mon-diale della Sanit, Ginevra 1992. I Edizione Ita-liana a cura del Ministero della Sanit, 2001 -ISTAT Cause di morte. Anno 2006 -Giustini M., Bruzzone S., La mortalit per in-cidente domestico in Italia, in Ambiente casa:la sicurezza domestica dalla conoscenza allaprevenzione in Rapporto del Sistema Informati-vo Nazionale sugli Infortuni in Ambienti di CivileAbitazione (SINIACA) a cura di Alessio Pitidis eFranco Taggi, Istituto Superiore di Sanit Di-partimento di Ambiente e Connessa Prevenzio-ne Primaria, Franco Angeli, Milano 2006 -Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioniitaliane: Rapporto Osservasalute 2003-2008 33. I soggettiistituzionaliche svolgonoun ruolodi prevenzione capitolo 2Sara SansonMarina Brana 34. I soggetti istituzionali che svolgono un ruolo di prevenzione 39Lattivit dei soggetti istituzionali che partimenti di Prevenzione, nei quali peroperano nella prevenzione sanitaria gran parte delle risorse umane ed eco-evoluta negli ultimi decenni e disposizio-nomiche sono ancora spese utilizzandoni legislative, piani nazionali, ma anche metodiche inefficaci o per attivit di con-dibattiti culturali nellambito delle pro-trollo routinario.fessioni hanno scandito rilevanti momen-Inizia il dibattito sulla Evidence based pre-ti di trasformazione. vention (EBP) e cio sulla prevenzioneIl Decreto Legislativo n. 502 del 30 dicem- basata su evidenze scientifiche: deve esi-bre 1992 istituisce, nellAzienda Sanitaria,stere un nesso esplicito fra le raccoman-il Dipartimento di Prevenzione, che ha la dazioni relative a prassi da adottare nelmission di garantire la tutela della salute contesto sanitario o clinico e i dati scien-collettiva, di perseguire obiettivi di pro- tifici che ne dimostrano lefficacia.mozione della salute, prevenzione delle Tra gli operatori comincia a diffondersi unmalattie e delle disabilit, miglioramen- senso di inutilit rispetto ad azioni prive dito della qualit della vita, di promuovereimpatto sulla salute, nasce anche unesi-azioni volte ad individuare e rimuovere genza di rinnovamento degli obiettivi ele cause di nocivit e malattia di originedei metodi di lavoro e vengono messe inambientale, umana e animale.discussione prassi obsolete e di minimoIl Dipartimento prende forma dalla con- impatto sulla salute dei cittadini.fluenza di servizi preesistenti, di igieneA livello regionale, anche se in manierapubblica, veterinaria, prevenzione infor- alquanto differenziata da Regione a Re-tuni e malattie professionali, igiene de- gione, cominciano ad essere adottategli alimenti. Esso riunisce, sotto ununica normative che consentono di eliminaredirezione, professionalit abituate a la- certe attivit, quali alcuni tipi di certifi-vorare in modo diverso, orientate per cazioni e attestazioni.lo pi ad attivit che portano alleffet- Progressivamente, ladozione di politi-tuazione di singoli atti (autorizzazioni, che di sanit pubblica basate su evidenzecertificazioni, procedure di controllo escientifiche contribuisce a far s che levigilanza), eseguiti in forza di leggi e re-risorse limitate a disposizione venganogolamenti. Si tratta di attivit che, pur as- concentrate sullapplicazione dei metodisorbendo gran parte delle risorse umane migliori per rispondere ai problemi con-ed economiche disponibili, difficilmentesiderati prioritari.si integrano allinterno di strategie e Si inizia a lavorare per programmi conprogrammi rivolti a migliorare la saluteprecisi obiettivi di salute, superandodelle persone.latteggiamento psicologico e culturaleIl Piano Sanitario Nazionale 1998-2000dellobbligo di legge; si sviluppa la neces-individua gli obiettivi di salute e le tema-sit di prevedere, per i singoli progetti sutiche pi importanti in termini di preven-cui si lavora, la valutazione degli effetti-zione: comportamenti a rischio quali il vi risultati raggiunti in termine di salutefumo, la vita sedentaria, lalimentazione della collettivit.non corretta, linfortunistica stradale,Per quel che riguarda la prevenzione de-le patologie cardiovascolari; si tratta digli incidenti domestici, vale la pena di ri-ambiti di intervento di grande rilevanzacordare alcuni dati sulle dimensioni delin perfetta sintonia con la mission dei Di- problema. 35. Capitolo 240 Ogni anno in Italia avvengono circa organicamente8, 9. Mancano importanti 4.500.000 incidenti domestici, che com- strumenti e in particolare manca una or- portano 8.000 decessi1,2,3. Nel 2007 si ganizzazione specifica dei Dipartimenti sono verificati 230.871 incidenti stradali, di Prevenzione delle ASL e un percorso comportanti 5.131 decessi4 e 874.940 in-formativo nellambito delle lauree trien- fortuni sul lavoro, che comportano 1.120nali e specialistiche; gli studi curriculari decessi allanno5. Il 17% degli incidenti di regola non affrontano tale problema, sul lavoro sono rappresentati tuttaviaanche se, come abbiamo visto, ha una ri- da incidenti stradali: questa fattispecie levanza ben maggiore rispetto agli stessi comporta peraltro il 55% degli infortuniinfortuni stradali e sul lavoro. sul lavoro mortali, includendo gli eventi Va fatta una riflessione su questo aspet- in itinere. Il dato riferito allincidentali- to: gli incidenti stradali vedono, nella t domestica rappresenta un problemamaggior parte dei casi, una responsabilit di sanit pubblica in particolare per due legata allautomobilista che non rispetta categorie di persone: bambino tra 0 e 4 una precisa normativa, per la quale pu anni e anziano over 65 anni.essere sanzionato. Nel caso degli infor- A fronte della dimensione del problematuni sul lavoro si rileva spesso una re- legato agli infortuni domestici, tuttavia,sponsabilit a carico del datore di lavoro storicamente ben poco stato fatto, siae delle altre figure della prevenzione che per il principio costituzionale (art. 14) lui ha incaricato, in parte minore, ma da dellinviolabilit dellabitazione, sia per-tener presente del lavoratore stesso. En- ch i percorsi formativi degli operatoritrambi, sulla base di una stima sulla base della prevenzione e la strutturazione dei dellesperienza degli autori, nellevento Dipartimenti di Prevenzione delle ASL possono non aver rispettato una norma non hanno mai previsto unorganizza-vigente nel 60-70% dei casi (in parte mol- zione mirata a questi aspetti importantito minore riferita al lavoratore stesso), e della salute pubblica. Oltre a precedenti possono essere sanzionati. Nel caso degli sporadiche iniziative dellIstituto Supe- incidenti domestici, che su scala naziona- riore di Sanit (ISS), dellIstituto Supe-le, ricordiamo, provocano il 56% in pi di riore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoroeventi mortali rispetto agli incidenti stra- (ISPESL) e delle Regioni con le Aziende dali e ben il 614% di morti rispetto agli Sanitarie Locali soltanto con il Piano Sa-incidenti sul lavoro, il soggetto interes- nitario Nazionale 2006-20086 ed il Pianosato (abitante della casa) ha una respon- Nazionale della Prevenzione 2005-20077sabilit quasi assoluta, e non soggetto stato previsto un impegno organico in al rispetto di una specifica normativa, se tal senso, impegno proseguito nei succes- non per il fatto, ad esempio, di essere ob- sivi Piano Nazionale Prevenzione (PNP). bligato a fare le verifiche degli impianti. Gli incidenti domestici rappresentano unMa se, giustamente, linviolabilit della problema di sanit pubblica sottostimato, privacy domestica non in discussione, che solo negli ultimi anni, sotto la spinta di fronte alla dimensione del fenomeno del PNP e limpegno del Ministero della si devono assolutamente mettere in atto Salute, tramite il Centro nazionale per laazioni preventive, che vanno dallinforma- prevenzione e Controllo delle Malattiezione alla diffusione di una cultura della (CCM), lISPESL e lISS si sta affrontandosicurezza nelle scuole, alla cultura degli 36. I soggetti istituzionali che svolgono un ruolo di prevenzione 41operatori del sociale e sanitario che assi- gli interlocutori necessita di un nucleostono e prendono in carico i soggetti con sanitario ben organizzato, in grado di de-maggior fragilit, oltre che alla collabora-finire i settori di intervento in una logicazione tra pubblico e privato (impiantisti,di lettura del risultato finale complessa,professionisti, referenti degli enti locali,che rendiconti in modo trasparente allaecc.) nel garantire la sicurezza intrinseca cittadinanza limpatto dei progetti e de-delle abitazioni. gli interventi conseguenti alle alleanzeattivate.Lo schema riporta un restringimento deicerchi, dove la Prevenzione e la Protezio-Quale il possibile scenario della ne comportano una progressiva diminu-zione degli interlocutori a favore di unaprevenzione?maggior specializzazione delle procedu-re e in base al condizionamento dato dal-Lo scenario della prevenzione degli inci- la normativa.denti domestici pu essere consideratoTra le attivit di prevenzione, notevolesecondo tre livelli: Protezione, Prevenzio- margine di intervento risulta esserci nel-ne e Promozione in base ad uno schema la sensibilizzazione della popolazione alrappresentabile, per cerchi concentrici,problema dei rischi domestici. Dai risul-come nella figura sottostante.tati dello studio PASSI (Progressi delleAziende Sanitarie per la Salute in Italia)PROMOZIONEcondotto nel Friuli Venezia Giulia perlanno 2007, la percezione del rischio in-PREVENZIONE fortunistico in ambito domestico apparescarsa: il 90% degli intervistati ha dichia-rato infatti di considerare questo rischio PROTEZIONE basso o assente. In particolare hanno unapi bassa percezione del rischio: i giova-ni, gli uomini, le persone senza difficolteconomiche.Tra le ASL partecipanti al sistema PASSI alivello nazionale, la percentuale di perso-ne con una bassa percezione del rischiodi infortunio domestico pari al 91% (91%2.1 - Schema dei tre livelli (Protezione, Prevenzioneanche nel Nord-Est Italia).e Promozione) in cui si articola la prevenzione degliincidenti domestici Ci rilevante in quanto ladozione dimisure preventive risultata maggioreLo schema rappresenta nel cerchio ester-tra le persone con unalta percezioneno la componente della promozione che del rischio di incidente domestico. Laver quella che vede coinvolti il maggior nu-adottato misure di sicurezza si associamero di stakeholders (portatori di interes- significativamente allet, allistruzione,si) e anche il maggior numero di interse- ad unalta percezione del rischio e allazioni fra compiti e mandati reciproci. Va presenza in casa di anziani e/o bambini.da s che larticolazione dei rapporti fraTra le ASL partecipanti al sistema PASSI a 37. Capitolo 242 livello nazionale, la percentuale di perso-li con le diverse fasi dellesistenza: dalla ne che hanno modificato comportamentinascita allinvecchiamento, ladeguamen- o adottato misure preventive del 30% to strutturale del domicilio in base alla (28% Nord-Est Italia). cultura della sicurezza deve prevedere la Sebbene gli incidenti domestici sianoconoscenza dei seguenti requisiti. sempre pi riconosciuti come un proble- Accessibilit: grado pi alto di utiliz- ma emergente di sanit pubblica, i risul-zo dello spazio costruito, es. bagno e tati del Sistema di Sorveglianza mostra- cucina nel caso di impedita capacit no che la maggior parte delle personemotoria o sensoriale. ha una bassa consapevolezza del rischio Visitabilit: limitazioni di accessibi- infortunistico in ambiente domestico.lit ad alcune parti delledificio, es.prevenzione incidenti nella fascia 0-4anni per i farmaci in abitazione. Adattabilit: possibilit di modificare LInformazione: la percezionenel tempo lo spazio costruito, a costilimitati, allo scopo di renderlo fruibile del rischio e lempowermentanche dalle persone con ridotta o im- individualepedita attivit motoria o sensoriale. Da uno studio ISPESL, risulta che rispetto Protezione ad una logica preventiva nellarea degli Possono essere considerate tutte quelle incidenti domestici, stradali e sul lavoro,azioni previste dai programmi per la ge- per i primi la logica preventiva privilegia- stione del rischio clinico in ospedale. Sul bile rappresentata dallinformazione ri- territorio, si articola nella sorveglianza spetto allintervento tecnico ed organiz-delle strutture assistenziali pubbliche, zativo previsto per le altre aree. Residenze Sanitarie Assistite, convenzio- Il problema di base quindi la promozio-nate e private. ne della Cultura della Sicurezza nel citta-Ci implica investimenti sulla riduzione/ dino, poich, in base alla legge sullinvio- eliminazione dei fattori di rischio am- labilit del domicilio domestico, lunicobientale e organizzativo-assistenziale. che autorizza laccesso di operatori ad- detti alla valutazione del rischio, al con-Prevenzione trario di quanto accade negli ambienti diPossono essere considerate azioni a so- lavoro e sulla strada, dove la normativastegno della rete relativa alla dimissio- prevede interventi a livello istituzionale.ne protetta o in senso generale rivoltoallassistenza della patologia cronico-de-generativa o del cittadino portatore didisabilit permanente. Fondamentale la Gli aspetti strutturali: una casaformazione specifica dei caregivers, in per sempre particolare badanti, come previsto nellelinee di gestione della regione FVG. Sono Gli aspetti informativi devono andare di stati attivati i corsi per lacquisizione del- pari passo con la progettazione/ristruttu- le competenze minime nellassistenza com- razione di domicili che siano compatibi- prendenti i principi e le abilit connesse 38. I soggetti istituzionali che svolgono un ruolo di prevenzione 43alla prevenzione dei rischi domestici ela diffusione della cultura della sicu-di contenzione favorendo le buone prati- rezza. Nellambito della Promozioneche. Prosecuzione con limplementazio- si delinea lopportunit di identificarene di corsi formativi in collaborazioneincentivi economici per ladattamen-tra personale sanitario esperto e gli Enti to strutturale alle nuove esigenze,formatori individuati a livello regionale. case compatibili per soggetti partico-Monitoraggio di processo: dai primi dati larmente a rischio (anziani e disabili)risulta una attivazione di 3 corsi nella e la promozione di progettazioni diprovincia di Trieste e di 1 corso nella pro- nuove strutture/edifici ad uso abita-vincia di Gorizia. Il gradimento dei corsi tivo con i criteri di accessibilit indi-nella provincia di Trieste stato del 96%.viduati.(Studio multicentrico nella Regione FVG avvio di azioni nel periodo perinatalesulla prevenzione Incidenti Domesticicon prosieguo negli asili nido e nelle2009, S. Sanson et Al.)scuole di ogni ordine e grado, per la promozione della cultura della sicu-Promozione rezza (domestica, stradale, collegataPossono essere considerate diverse azioni: agli ambienti di vita e lavoro). Colle- potenziamento dei comportamenti gamento con progetto nazionale Ge- sani (attivit motoria rivolta a tutte le nitori pi. fasce di et e nel rispetto dellaccessi-Le attivit di Protezione sono attualmen- bilit di tutti i cittadini , con partico- te strutturate nei Dipartimenti di Preven- lare attenzione alla disabilit). Esempi zione, in particolare per quanto riguarda possibili possono riguardare lutilizzola vigilanza sui rischi di infortuni sul la- di spazi cittadini per lattivazione divoro. eventi a carattere sportivo/ricreativo Come riporta Le Carte di Tallini diffusa in per favorire la mobilit e la socializza-occasione della Conferenza Ministeriale zione in tutte le fasce di et e nel ri- Europea sui Sistemi Sanitari I Sistemi Sa- spetto dellintegrazione con i cittadini nitari devono assicurare un approccio olistico a maggiore fragilit.nei servizi che coinvolga la promozione del- gli aspetti riguardanti i fattori am-la salute, la prevenzione delle patologie ed i bientali nellottica di un concetto di programmi di gestione integrata delle malat- Casa sicura, attraverso una rete tra tie omissis. Nellottica di un riorienta- Comuni, Dipartimenti di Prevenzione, mento delle attivit di Prevenzione/Pro- Associazioni di categoria (artigiani e mozio